TERREMOTO CENTRO ITALIA: I NUMERI DELLA SOLIDARIETA’

sms solidaleSono profondamente colpito da questa tragedia. Un giorno tristissimo, che ha mietuto più di 120 morti, tra cui diversi bambini. Evito di parlare dei probabili motivi di tutti questi crolli, che tanto già lo sapete come la penso in proposito. Oggi è solo il giorno del dolore. Vi do solamente i numeri della solidarietà, per poter aiutare le popolazioni del centro Italia, in particolare Lazio, Marche e Umbria colpite dal terremoto.

E’ stato attivato un sms solidale che si può inviare da qualsiasi gestore telefonico al costo di 2 euro: il 45500. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, alla Protezione Civile, che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma. Anche la Croce Rossa ha attivato un numero e un conto corrente per le donazioni e le coordinate per effettuarle sono state diffuse via Twitter: “Attivato il servizio donazioni della #CroceRossa Italiana per il #terremoto di Amatrice, Rieti“. Il numero di telefono è 06-5510, l’IBAN è IT40F0623003204000030631681, la email è aiuti@cri.it

Fonte: il sussidiario

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COLTIVARE “SENZ’ACQUA”? SI PUO’

roller crimper

Federico Felli ha abbandonato la città nel 1998 per ritornare alla terra, alla campagna, a Casale Monferrato. Una scelta che tanti giovani stanno intraprendendo, ma la sua storia desta curiosità ed interesse. Infatti lui, grazie ad un progetto realizzato dal Rodale Institute riesce ad irrigare il terreno senza sprecare un goccio d’acqua, se non quella che cade dal cielo.

Come ci riesce? Grazie ad una tecnica che consente di coltivare senz’acqua: il Roller Crimper, un rullo piegatore che viene attaccato al trattore e aiuta a concimare il terreno schiacciando le “piante da sovescio”, vale a dire quelle utilizzate tra una coltura e l’altra per arricchire il terreno.

Nei periodi di pausa – per esempio fra il taglio del grano di luglio e la semina del mais in primavera – Felli pianta un mix di 36 erbe che vengono successivamente schiacciate dal rullo diventando una speciale pacciamatura e una concimazione naturale. E l’irrigazione? Con questo metodo non serve più. E’ sufficiente l’acqua che scende dal cielo. Niente acqua, niente concimi chimici, nessun intervento invasivo, tutto quello che serve è naturale.

Fonte: ecoblog.it

Si può davvero coltivare senz’acqua? No, ma senza utilizzare l’acqua, se non esclusivamente quella che scende dal cielo, a quanto pare . Sperando che piova a sufficienza… Già, perché purtroppo piove sempre meno, ed è per questo che sono un pò scettico su questa “innovazione” agricola.

Certo è che se la pioggia non basta, questo metodo contribuirà, se non ad eliminarla del tutto, quanto meno a ridurre la quantità di acqua utilizzata per l’irrigazione, e quindi avrà sicuramente un impatto ambientale decisamente leggero o quasi nullo, rispetto a quanta se ne utilizza ai giorni d’oggi per l’irrigazione.

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AUMENTA LA POPOLAZIONE DEI CAMOSCI APPENNINICI

camosci appenninici

Aumenta la popolazione dei camosci appenninici. Secondo il censimento compiuto nel 2015, gli esemplari presenti nella catena montuosa che va dalla Liguria alla Calabria, sono oltre 2.700, il che equivale a un +45% rispetto al 2014. Insomma, un boom di nascite. Si pensi che nei primi anni del ‘900, nell’area che poi sarebbe diventata il Parco Nazionale dell’Abruzzo, vivevano appena 30 esemplari.

Fonte: Ecoblog.it

Ed ora godiamoci alcune immagini, prese da google immagini, dei dolcissimi camosci appenninici.

camoscio appenninico 1

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camoscio appenninico 3

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LA RINASCITA DI CASALE MONFERRATO

parco casale monferrato

Casale Monferrato rinasce dalle ceneri – anzi dalle polveri – d’amianto. Ci sono voluti vent’anni per bonificare e recuperare l’area inquinata di tre ettari che fino agli anni Novanta ha ospitato la Eternit, la fabbrica della morte. Ora su quell’area sta per sorgere un parco, che verrà ironicamente chiamato EterNot, che è l’abbreviazione di Eternit Not, cioè, No all’Eternit.

Ad inaugurare il parco, il prossimo 10 settembre, sarà il Ministro dell’Ambiente Galletti, quello della Giustizia, già al dicastero dell’Ambiente, Andrea Orlando, e il Commissario Europeo per l’Ambiente Vella. Il parco in questione sarà composto da un’area giochi per bambini, panchine, pista ciclabile e un’area fitness.

Il progetto, costato poco più di 4 milioni di euro, verrà completato con il recupero della palazzina nella quale erano situati gli ex uffici amministrativi dell’Eternit che diventerà un’area polifunzionale destinata ai giovani, ai cittadini e all’archivio sull’amianto. Speriamo solo che davvero non sia più rimasta traccia di quel materiale assassino. Altrimenti il parco sarebbe comunque nocivo.

Fonte: Ecoblog.it
Immagine: Google Immagini

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SALVIAMO I POPOLI INDIGENI

indios

Papa Francesco, pochi giorni fa, nella Giornata dei Popoli Indigeni, ha chiesto, con un tweet, “che vengano rispettati i popoli indigeni, minacciati nella loro identità e nella loro stessa esistenza“. E in particolare per quelli del Brasile, il Paese al centro dell’attenzione mediatica per le Olimpiadi di Rio, “Survival International“, movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, ha lanciato la campagna “Fermiamo il genocidio in Brasile“.

La campagna di sensibilizzazione si pone tre obiettivi:

  1. Porre fine alle violenze e al furto di terra dei Guaranì del Brasile, che sono a rischio genocidio. Gran parte delle loro terre, infatti, sono state derubate per far spazio ad allevamenti di bestiame o a piantagioni di canna da zucchero e soia. La tribù si trova quindi a vivere ai margini delle strade, in accampamenti di fortuna, dove dilagano malnutrizione, malattie e purtroppo anche molte violenze da parte dei sicari al soldo degli allevatori. Per questo, “Survivalchiede al governo del Brasile di intervenire per fermare le violenze e rispettare i diritti territoriali dei Guaraní, demarcando le loro terre;
  2. Proteggere la terra della tribù incontattata dei Kawahiva: una tribù dell’Amazzonia brasiliana che non ha contatti con il mondo esterno e uno dei popoli più vulnerabili del pianeta. Purtroppo, i Kawahiva vivono in fuga ormai da molti anni perché le loro terre sono state invase dai taglialegna, che stanno abbattendo la foresta a un ritmo vertiginoso. Sono estremamente vulnerabili a malattie e a violenze e quindi rischiano l’estinzione;
  3. Il terzo obiettivo, che è stato già raggiunto, è quello di ottenere, grazie alla presenza dei sostenitori dell’opinione pubblica internazionale, che il ministro della Giustizia firmasse un decreto di demarcazione della terra dei Kawahiva. Tuttavia, il decreto non è stato ancora attuato e spetta ora al Dipartimento brasiliano agli Affari indigeni rendere esecutiva la demarcazione. Fino a quando ciò non accadrà, non si potrà dire che questi indigeni vengano protetti.

Sempre l’associazione denuncia che in tutto il mondo i popoli indigeni vengono molto spesso sottoposti a violenza genocida, schiavitù e razzismo nel nome del progresso e della civilizzazione. Ma è un progresso presunto: in realtà, il fine è quello di poterli derubare di terre, risorse e forza lavoro

E’ fondamentale – conclude “Survival International” – che i popoli indigeni vedano rispettato il loro diritto alla terra. Quando hanno la loro terra, possono prosperare e vivere tranquillamente. Per questo, è importante dire che si può fare qualcosa: si può intervenire per fermare le violazioni dei diritti umani e chiedere il rispetto dei diritti indigeni.

Fonte: papanews

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EARTH OVERSHOOT DAY 2016

terra

Ieri era l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse terrestri disponibili per il 2016. Da ieri, l’umanità inizierà a sovrasfruttare il pianeta. La giornata è calcolata dal Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale che ogni anno comunica la data, che in Italia quest’anno era già arrivata a inizio aprile. In media la giornata occorre sempre prima, poiché col passare degli anni aumentano i consumi mondiali delle risorse naturali. Nel 2015 è stata “celebrata” il 13 agosto, mentre nel 2000 ricorse a fine settembre. Il 1970 è stato invece l’ultimo anno nel quale il consumo globale è stato pari alle risorse disponibili: questo vuol dire che, da più di 40 anni, gli uomini stanno “sottraendo” le risorse alle generazioni future, utilizzando fonti non rinnovabili.

 Fonte: Il Fatto Quotidiano
Sempre prima… Dove andremo a finire?

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FOTOBLOG: BOSCO SUGHERETA DI POMEZIA

Cari amici,

essendo passata una proposta del MoVimento 5 Stelle nella Regione Lazio, per cui il bosco di sughereta di Pomezia è stato inserito nella lista dei beni da mantenere e da tutelare, e quindi è diventata una Riserva Naturale (Fonte: ilcaffe.tv), vi pubblico alcune immagini, prese da Google Immagini, del bosco di sughereta di Pomezia. Ammirate la sua bellezza. Festeggiamo questo bel riconoscimento.

pomezia bosco

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pomezia bosco 5

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