PROTESTA AL LARGO DELLE CANARIE


Basta trivellare, iniziate a pagare! Attiviste e attivisti hanno occupato  una piattaforma Shell in alto mare - Greenpeace Italia

Da due giorni al largo delle Canarie è in scena una protesta da parte di un gruppo di attivisti di Greenpeace International, che sta occupando una piattaforma di trivellazione di proprietà della Shell, con 34.000 tonnellate di petrolio e gas. Con il supporto della nave Arctic Sunrise di Greenpeace, gli attivisti sono saliti a bordo della White Marlin, diretta verso il Mare del Nord. La piattaforma occupata fa parte dell’infrastruttura di produzione che dovrebbe consentire al colosso petrolifero di sbloccare otto nuovi pozzi nel giacimento di petrolio e gas Penguins North Sea.

Gli attivisti, con indosso i rifornimenti sufficienti per occupare la piattaforma per diversi giorni, hanno srotolato uno striscione con scritto “Basta trivellare, iniziate a pagare!”. Questa azione non violenta serve per accendere i riflettori sul fatto che queste grosse multinazionali inquinano il pianeta senza pagare un euro di risarcimento per tutte le morti e i danni causati dalle loro attività. Nel frattempo il quartier generale della Shell esulta dichiarando apertamente i loro profitti: 32 miliardi di sterline, pari a quasi 40 miliardi di dollari. E se ne vantano pure!

Gli attivisti chiedono a Shell di assumersi le proprie responsabilità nella distruzione del clima, e di pagare per la devastazione causata in tutto il Pianeta. Inoltre dichiarano di voler perseguire anche nelle aule dei tribunali queste multinazionali finché non avranno pagato fino all’ultimo spicciolo.

Fonte: Tiscali Ambiente

Certo che hanno un gran bel coraggio gli attivisti di Greenpeace. Ah beh, protestano al largo delle Canarie e nel Quartier Generale di Shell a Londra. Mica negli Stati Uniti, dove invece la polizia ha ucciso un attivista perché protestava contro l’abbattimento di una parte di una foresta ad Atlanta. Qui l’articolo.

Una richiesta a mio avviso sacrosanta, e spero anch’io che ottengano giustizia. 

IL DATABASE DEL MEDITERRANEO


ClimateFish, il primo database sui pesci «sentinella». «Monitorano la crisi  climatica del Mediterraneo»- Corriere.it

Nasce ClimateFish, il primo database gratuito che raccoglie informazioni sulla presenza nel Mediterraneo di 15 specie di pesci “sentinella” del cambiamento climatico. La ricerca, durata 13 anni, è pubblicata su “Frontiers” ed è stata realizzata dal biologo marino Ernesto Azzurro. All’interno del database risultano registrate 7 specie autoctone e 8 specie esotiche del Mar Rosso.

L’ambito del campionamento copre 3mila aree di 7 Paesi del Bacino del Mediterraneo. Le specie autoctone più rappresentate sono la donzella pavonina e la salpa, anche se per quest’ultima si registra un calo demografico dovuto con tutta probabilità all’aumento della temperatura del mare, ma anche alla competizione con erbivori tropicali.

Le specie esotiche, al momento, restano sottorappresentate, e la loro presenza è concentrata per lo più nel settore orientale del Mediterraneo dove il fenomeno del riscaldamento è particolarmente accelerato, come ad esempio l’area a sud di Creta (+1,65 °C). “Grazie” a questo fenomeno, però, la loro specie dovrebbe crescere nei prossimi anni.

Con un tasso di riscaldamento circa tre volte più veloce di quello dell’Oceano, il Mediterraneo è un hot-spot sia di biodiversità sia del cambiamento climatico. Negli ultimi decenni parecchie specie si sono spinte verso i poli aumentando il rischio di estinzione, mentre l’arrivo di nuove specie esotiche erbivore come il pesce coniglio sta causando il fenomeno della desertificazione marina. Per maggiori approfondimenti vi rimando a questo interessante articolo.

LA FARINA DI GRILLO


Dal 24 via libera alla farina di grillo, e gli abruzzesi che ne pensano? -  Rete8

Occhio all’etichetta. Questi sono i due nomi da cercare nelle confezioni di cracker, pane, biscotti, grissini, salse, minestre in polvere, pasta, pizza, miscele pronte per prodotti da forno, latte in polvere, prodotti trasformati a base di patate, snack, se volete evitare di mangiare farina di insetto: ACHETA DOMESTICUS (grillo domestico) e TENEBRIO MOLITOR (tarma della farina).

La farina di grillo e di larve fa male? Leggo su vari siti: “Rispetto ad altre fonti animali proteiche, la farina di grillo contiene un’importante quantità di fibra, che la rende particolarmente salutare per l’organismo umano. Questa risulta ideale per la creazione di farinacei e prodotti di panificazione come biscotti, pane e crackers. Inoltre, è particolarmente ricca di calcio, ferro e vitamina B12: tutti elementi che non sempre vengono correttamente assunti con la normale dieta mediterranea. Accanto a tutto questo, promuove l’accrescimento osseo e aiuta a prevenire l’anemia sideropenica e megaloblastica”.

In un altro sito leggo: Secondo alcune ricerche condotte dal New York Allergy and Sinus Center, “non è raro sperimentare l’anafilassi mangiando grilli”. Le persone allergiche ai crostacei, affermano gli studi, “possono sviluppare un’allergia ai grilli” perché le specie condividono molte delle stesse proteine. Coloro che soffrono di allergia agli scarafaggi “possono reagire anche ai grilli”. Mentre questi insetti sono dunque considerati sicuri e sani da mangiare in generale, “per coloro che sono allergici rappresentano una seria minaccia”.

In questo articolo troverete anche la percentuale di presenza di questi “alimenti” su quello che mangiamo quotidianamente. 

Beppe Grillo starà scappando in Asia… Avrà paura di essere macinato. Se da un lato le farine di insetti sono “utili” all’ambiente per evitare il consumo di carni rosse perché può costituire un surrogato in conto di nutrienti, dall’altro può mettere in pericolo la biodiversità e anche la salute di certe persone, soprattutto gli allergici a questo tipo di insetti. Io sono contrario a questo tipo di alimentazione, e se trovo sull’etichetta uno dei due nomi eviterò di acquistarlo. Voi farete lo stesso?

ISOLA D’ELBA: DISTRUTTA DUE VOLTE LA PASSERELLA


Isola d’Elba, distrutta due volte dalle onde la passerella per il dissalatore. Il Comune: “Troppo vicina al mare, l’avevamo detto”

Costruire sulla sabbia non è mai stata una buona idea. Lo stesso Gesù in una parabola ne parla, e le parole di Gesù non passano mai di moda, sono sempre valide, per sempre, perché erano, sono e rimangono verità. Costruire sulla sabbia comporta una grande rovina. “Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa”. Capita per tutti. Solo che chi costruisce sulla roccia resta saldo, “la casa non cadde, perché era fondata sopra la roccia”. Per chi ha costruito sulla sabbia, invece, “quella casa cadde, e la sua rovina fu grande”. Ovviamente lui parla di una cosa molto più profonda della materialità della casa: la vita, le scelte che si fanno per la propria vita, da fondare sulla roccia delle sue parole, sulla fede in lui, sui suoi consigli.

Costruire sulla sabbia significa anche materialmente avere fretta, costruire senza sedersi a ragionare, a valutare i pro e i contro, se “ce la posso fare a portare a termine il lavoro”,  senza valutare i rischi e i pericoli. E dunque quello che si costruisce è senza fondamenta solide, senza scavare nella roccia. Perciò i fiumi straripano su tutti, i venti si abbattono su tutti, la pioggia cade su tutti, ma chi costruisce in fretta e sulla sabbia, “così risparmio”, si ritrova senza “casa”.

Certo, all’Isola d’Elba la passerella doveva essere solo provvisoria, per consentire il passaggio dei residenti e dei mezzi pesanti finché non siano terminati i lavori sulla strada. “Abbiamo detto di costruire la strada dove non arrivavano le onde, ma non ci hanno ascoltato, e per due volte è stata distrutta dalle mareggiate”. Però le cose anche se sono solo provvisorie vanno costruite dove devono essere costruite, altrimenti anziché risparmiare spendi il doppio, il triplo, e devi rifare varie volte lo stesso lavoro, rischiando anche di commettere gli stessi errori. 

Einstein diceva: “Solo due cose nel mondo sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sull’universo ho ancora qualche dubbio”.

KENYA, LO STERMINIO DEI VOLATILI


In Kenya la situazione è preoccupante. Si sono sempre nutriti dei semi di una specifica erba nativa i Quelea Beccorosso, ma la siccità estrema che sta colpendo il Corno d’Africa (Kenya, Etiopia e Somalia) ha bloccato la crescita della stessa, mettendo a serio rischio la vita di milioni di volatili che ora non possono far altro che divorare ciò che trovano nei campi coltivati. Gli agricoltori sono sul piede di guerra, e presto agiranno cospargendo le colture con un avicida che risulta esser letale per gli uccelli, ma anche estremamente pericoloso per l’uomo.

Ora i passeriformi hanno preso di mira i campi di riso. Negli ultimi mesi hanno distrutto la produzione di 120 ettari di campi, ma altri 800 ettari sarebbero altamente a rischio. Secondo la FAO ogni singolo esemplare di quelea beccorosso può consumare fino a 10 grammi di cereali al giorno. A prima vista potrebbero sembrare pochi, ma va moltiplicato per milioni di individui: si stima che – a livello globale – i quelea producano in media danni per 50 milioni di dollari all’anno.

E la cura rischia di essere peggiore della malattia: il Kenya infatti ha dichiarato guerra ai passeriformi decidendo di intervenire col pugno di ferro. Si stima uno sterminio di 6 milioni di esemplari, avvelenandoli col Fenthion, un composto chimico che funge da insetticida, acaricida e avicida. Questo composto è pericolosissimo anche per molte specie di animali, uomo compreso.

Fonte: Tiscali Notizie

Auspico lo studio di altre soluzioni che evitino questo sterminio di esseri viventi. Spero ci sia la volontà di farlo, di trovare altre soluzioni e di applicarle per il bene di tutti, e spero che queste soluzioni vengano trovate.

GRETA THUNBERG A DAVOS


Greta Thunberg a Davos contro i big dell'energia: "Stop ai combustibili  fossili o vi denunceremo tutti"

Greta Thunberg sta partecipando a una manifestazione a Davos, teatro del World Economic Forum. Lei e altri attivisti hanno lanciato una petizione online chiedendo che le aziende energetiche interrompano qualsiasi nuovo progetto di estrazione di fonti fossili (petrolio, gas o carbone) e che in caso contrario affrontino possibili azioni legali.

L’attivista ha affermato che le persone che si trovano a Davos continueranno a investire in combustibili fossili, continueranno a gettare le persone sotto l’autobus per il proprio guadagno, quindi credo che i cambiamenti di cui abbiamo bisogno in questo momento debbano avvenire all’esterno. Dobbiamo costruire una massa critica di persone che chiedono cambiamento e giustizia. “Qui si trovano le persone che stanno maggiormente alimentando la distruzione del pianeta, le persone che sono al centro della crisi climatica, le persone che stanno investendo nei combustibili fossili”.

MIMOSE IN FIORE


Foto Shutterstock

Cari amici (come amavo iniziare i miei post molti anni fa e qualche capello fa),

anzitutto rinnovo i miei più sinceri auguri di un 2023 ricco di belle notizie per l’ambiente e per tutti voi. Il 2023 è iniziato con gli attivisti di “Ultima Generazione” che hanno imbrattato uno dei simboli del Parlamento, il Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. A voi i commenti su questo episodio.

Ma oggi mi voglio soffermare su come è cominciato il 2023 a livello di clima. Di certo siamo sempre abituati a idealizzare il Natale con la neve e con il gelo fuori, e un’atmosfera calda e accogliente dentro casa. Purtroppo da parecchio tempo non è più così. Il Natale e il Capodanno sono sempre più miti, così come i nostri inverni. La neve a Natale? Soltanto negli spot e nei film. Ora non è più così.

Il 2023 a livello climatico, almeno qui in Sardegna, è cominciato e sta proseguendo con temperature quasi primaverili che stanno facendo sbocciare le mimose con ben due mesi d’anticipo. Le api, confuse, stanno già uscendo dal loro letargo, e si affacciano agli alberi e alle piante attratte dal bel profumo dei fiori che stanno sbocciando. Se questo però da un punto di vista estetico è poetico e meraviglioso, dal punto di vista climatico e delle coltivazioni, ma anche delle api, non lo è per niente! Infatti le ondate di gelo e di freddo, che comunque sono previste, ammazzano le colture, e le produzioni corrono un grave rischio.

Infatti, secondo uno studio di Coldiretti, esiste “la concreta possibilità che nelle prossime settimane le repentine ondate di gelo notturno brucino fiori e gemme di piante e alberi, con pesanti effetti sui prossimi raccolti futuri. In Sicilia dove si sono registrate punte di 20 gradi sono già fioriti i limoni in anticipo rispetto alla primavera. Ma in difficoltà è anche il mondo animale con casi di api che disorientate dalle alte temperature si risvegliano ed escono dagli alveari con il pericolo concreto di venire decimate dall’arrivo del freddo”.

L'Italia alla prova della siccità, mai così poveri d'acqua

Il caldo anomalo però è solo una conseguenza del cambiamento climatico. A questo è accompagnata una forte siccità. Mancano all’Italia ben 50 miliardi di metri cubi d’acqua, e il livello dei grandi laghi è allarmante. Infatti, il Lago di Como è al 18% della sua portata, il Lago Maggiore è al 26% e il Lago di Garda al 34%, mentre il Po è sceso di tre metri sotto lo zero idrometrico! Temperature e condizioni idriche da fine estate, non da inizio inverno. Speriamo che le ondate di pioggia e neve non facciano danni e soprattutto riempiano a un livello accettabile i fiumi e i laghi del nostro bel Paese. E speriamo che non ci siano danni importanti alle colture e alle produzioni.

D’altronde concordo con ciò che ha detto un climatologo: il 2022 non è stato l’anno più caldo degli ultimi 50 anni, ma sarà l’anno meno caldo dei prossimi 50 anni. Dove andremo a parare?

IL 2022 IN (PIU’ DI) 12 FOTO


Foto Shutterstock

Gennaio: Stop alla plastica monouso anche in Italia.

nucleare

Febbraio: l’UE decide che il Nucleare e il Gas possono avere l’etichetta “verde”.

La Costituzione Italiana: riassunto | Studenti.it

La Costituzione Italiana viene modificata, in modo particolare all’Articolo 9 si aggiunge alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione, anche la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi “anche nell’interesse delle future generazioni”.

L’articolo 41, invece, sancisce che l’iniziativa economica debba rispettare non solo la libertà e la dignità umana ma anche la salute e l’ambiente, prevedendo per questo anche programmi e controlli. Di fatto sversare liquami in un fiume per produrre diventerà anche una violazione della Costituzione.

Trivelle in Adriatico, via libera del governo. L'ira dei sindaci: "Così  scivoliamo sotto l'acqua. Addio a vongole e turismo" - la Repubblica

Il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani dà il via libera alla ricerca di nuove trivellazioni nel Mar Adriatico per cercare il gas che ci salva dal “caro bollette”, a una settimana dall’invasione russa in Ucraina, che ha stravolto anche la nostra economia.

Marzo: non è successo niente di particolare. I classici eventi delle Giornate FAI di Primavera, M’Illumino di Meno e l’Ora della Terra.

Aprile: idem.

Uno dei giganti di Mont'e Prama trovati nel 2014

Maggio: Sono stati ritrovati nuovi giganti nel sito archeologico di Mont’e Prama. Una grande scoperta archeologica, ma non sarà l’unica di questo anno! La NATO si allena alla guerra.

La NATO si allena alla guerra.

Siccità, le impressionanti immagini del fiume Po in secca a Sermide nel  Mantovano: mai così basso da 70 anni - Il Fatto Quotidiano

Giugno: La grande siccità.

Cavallette in Sardegna, Banca Mondiale: "Invasione più massiccia degli  ultimi 70 anni"

La Sardegna invasa dalle cavallette.

Ecco la BIRRA che nasce dal pane vecchio! Cinquemila bottiglie da 100 chili  di pane. Tutte le info

Nasce la birra prodotta dal pane raffermo.

Luglio: la tragedia della Marmolada.

Clima, blitz degli attivisti di Ultima Generazione agli Uffizi: si  incollano a La Primavera di Botticelli - L'Espresso

Le proteste dell’Ultima Generazione.

I chcchi di grandine caduti a Compiano (foto da facebook)

Agosto: il maltempo flagella tutta l’Italia.

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Settembre: scoppia un incendio a San Giuliano Milanese, in un’azienda chimica che si occupa di solventi e di smaltimento dei rifiuti.

Prezzo Metano alle stelle, ma il Biometano si vende a 1,2 €/kg

Ottobre: Carburante prodotto dagli escrementi delle mucche. Una bella realtà per poter risparmiare sui costi esorbitanti delle bollette.

Toscana, scoperte 24 statue di bronzo nel santuario romano di San Casciano  dei Bagni

Novembre: a San Casciano scoperte 24 statuette in bronzo nonché 300 anfore nel mare di Pantelleria.

La tragedia di Ischia in un Paese che non sa prevenire - La Gazzetta del  Mezzogiorno

Le scioccanti immagini della tragedia dell’Isola di Ischia.

La sfida geostrategica dell'Artico - Osservatorio Globalizzazione

Dicembre: Russia, America e Cina vogliono conquistare l’Artico, sperando nel suo scioglimento. 

A tutti voi l’augurio di un 2023 ricco di notizie positive per l’ambiente e per tutti voi. Felice 2023!

GLI AVVOLTOI


La sfida geostrategica dell'Artico - Osservatorio Globalizzazione

Non solo l’Ucraina. Adesso la Russia punta a conquistare niente meno che il Circolo Polare Artico, il Polo Nord, che, a causa dei, o “grazie ai” cambiamenti climatici, sarà più facile da conquistare, da accedere. Si stima, infatti, che di questo passo, entro l’estate del 2035, dovrebbe sciogliersi tutto il ghiaccio, secondo gli esperti intervistati dal National Geographic. Allora la “Northen Sea Route”, o “Transpolar Sea Route” sarà completamente accessibile per i cargo, il trasporto di energia e per il turismo; ma anche le forze armate russe potranno circolare e stabilirsi nella regione più facilmente. Poco importa allora che lo scioglimento del permafrost renderà inabitabili i pochi centri urbani esistenti, ma anche le basi militari, rendendo necessari interventi per ripararle o spostarle.

Tuttavia non è solo la Russia a voler conquistare il Polo Nord: anche la Cina, infatti, ha il sogno di sviluppare una “Via della Seta Polare”. Ma da chi è colonizzato il Polo Nord? Quante sono le basi militari installate nell’Artico?

Nell’Artico russo vivono 2,4 milioni di abitanti, ossia la metà della popolazione totale dell’intera regione, dove il Cremlino controlla il 53% delle coste. Ogni anno 18.000 persone vanno via, ma tre quarti del bilancio della difesa sono indirizzati all’espansione militare in questa area, tanto che negli ultimi otto anni Mosca ha riaperto o ammodernato circa 50 basi dell’epoca della Guerra Fredda.
Gli Usa invece hanno cinque basi in Alaska e una in Groenlandia, la Thule Air Base. Gli americani possiedono due navi rompighiaccio e il Canada 18, contro le 50 dei russi.

Fonte: Repubblica.it

Insomma, la “Guerra Fredda” sembra non avere fine. Come avvoltoi, i militari russi, cinesi e americani sono pronti a fiondarsi sulla carcassa dell’Artico, che sta morendo a causa dell’attività “umana” che ne modifica il clima, e dunque, il paesaggio.

NUOVE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE


Toscana, scoperte 24 statue di bronzo nel santuario romano di San Casciano  dei Bagni

San Casciano come Riace: sono state trovate, protette dal fango e dalle acque calde, 24 statuette in bronzo, alcune delle quali sono alte un metro. Una grande scoperta archeologica in provincia di Siena. I reperti archeologici riportano iscrizioni votive in etrusco e in latino risalenti a un periodo tra il secondo e il primo secolo Avanti Cristo. Inoltre sono state rinvenute in precedenza anche migliaia di monete.

Ora gli scavi si fermeranno per riprendere in primavera. Nel frattempo si provvederà al restauro delle statue. Per consentirne successivamente la fruizione al pubblico (possibilmente anche scolaresche in visita) le statue verranno ospitate all’interno di un palazzo cinquecentesco nello stesso borgo della provincia di Siena: un museo al quale si aggiungerà in futuro un parco archeologico.

A 130 metri di profondità oltre 300 anfore di epoca punica

Nel mare di Pantelleria invece sono state rinvenute 300 anfore di età punica. La scoperta, ad opera dei subacquei della Sdss, è avvenuta nell’ambito del progetto “Pantelleria 2022”, coordinato dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana.

Belle notizie dunque, che aumentano la nostra ricchezza archeologica e stimolano sempre più turisti a venire da noi per ammirare le nostre meraviglie. Che gioia quanto sento queste notizie 🙂 

NUOVE TRIVELLAZIONI E ATTIVISTI DI ULTIMA GENERAZIONE


Dai frutti si riconosce l’albero. Il nuovo governo vara i primi due provvedimenti e finalmente interviene sul caro energia, caro bollette per aziende e famiglie, e questo è buono. Speriamo sia sufficiente. Ciò che non condivido, e credo che pochi di voi condivideranno, è il via libera a nuove trivellazioni sull’Adriatico.

Certo che è strano, poiché quando a proporre le trivellazioni era il “rottamatore” Renzi, Meloni e Salvini gridavano il loro NO alle trivellazioni e invitavano a votare SI al referendum per abrogarle che invece Renzi invitava a boicottare, purtroppo riuscendoci. Se non ve li ricordate, ecco due immagini di “repertorio”:

Giorgia Meloni on Twitter: "Domani andrò a votare SI al #referendum sulle # trivelle. Non andare a votare sarebbe aiuto ad alcune grandi lobby ST  https://t.co/kWvrK9qfIp" / Twitter

Quando Meloni e Salvini votarono contro le trivelle vicino alla costa

Oggi la situazione si ribalta. Meloni e Salvini al Governo autorizzano nuove trivellazioni al largo delle coste Adriatiche. Capisco che siamo in emergenza, capisco che nel vostro programma lo abbiate messo nero su bianco il sì alle trivellazioni, ma evidentemente fate buon viso a cattivo gioco: quando eravate all’opposizione vi facevate paladini della difesa del mare, ora le volete voi, forse era per rivendicare la paternità dell’idea? Chi lo sa. Fatto sta che siamo in democrazia e purtroppo chi vince decide. Questo non vuol dire che noi non abbiamo diritto a fare opposizione o a lottare per difendere il territorio o per limitare i danni.

Ciò che invece oggi mi ha irritato è l’informazione del TG vicino al Governo. Si va be’, da anni l’informazione è pilotata sui TG e su carta. Non ci si deve sorprendere più di tanto. Però oggi, oltre al provvedimento sulle trivelle, dato in tutta serenità come se fosse una cosa buona e senza pericoli, è stata data anche un’altra notizia, e lì sono rimasto molto perplesso. E qui voglio dire la mia:

Gli attivisti di “Ultima Generazione” hanno di nuovo imbrattato un quadro, stavolta di Van Gogh in un museo di Roma, con della passata di verdure e incollandosi le mani alla parete hanno urlato slogan contro il carbone e il cambiamento climatico. Subito dopo gli attivisti sono stati arrestati e ora rischiano una denuncia per imbrattamento di opere d’arte. C’è da dire che gli attivisti di Ultima Generazione, prima di entrare in azione, chiedono se il quadro in questione è protetto da un vetro, proprio per evitare di rovinarlo. Il TG ha definito la loro azione come deplorevole, così come l’aver bloccato il traffico sul Grande Raccordo Anulare.

Se sull’aver bloccato il traffico concordo pienamente, poiché per bloccare il traffico ci vuole una manifestazione autorizzata dalla questura, sull’imbrattamento dell’opera di Van Gogh, che non dovrebbe aver subito danni, prendo le distanze da quanto detto dal TG, proprio per la ragione su spiegata. Si vuole forse passare il messaggio che chi protesta a favore dell’ambiente sia un teppista che compie solo atti deplorevoli? Non lo so, ciò che è certo è che l’informazione così com’è non va bene, né da una parte, né dall’altra.

Cosa ne pensate voi di ciò?

BIOMETANO: LA STORIA DI UN SUCCESSO


Prezzo Metano alle stelle, ma il Biometano si vende a 1,2 €/kg

“E la morale di questa storia è che la merda non è così brutta come la si dipinge”. Parto da qui, da una citazione di uno dei gruppi italiani più geniali, se non il più geniale, nei loro testi. Sto parlando di Cateto degli Elio e le Storie Tese (a proposito: Elii, tornate insieme!), che racconta come la cacca non è così schifosa, ma ha una sua utilità.

L'azienda agricola che vende biometano ricavato dal letame delle mucche

In questo periodo di gravissima crisi alimentata dalla guerra e dalla iper speculazione, dove i carburanti e gli alimentari sono alle stelle, dove i costi delle bollette sono quintuplicati rispetto a pochi mesi fa e dove le aziende rischiano il fallimento, questa sostanza marrone sgradevolissima all’odore, in realtà non ha solo difetti. Infatti da essa, e più precisamente dagli escrementi delle mucche, si produce Biometano.

Siamo a Rivergaro, in provincia di Piacenza, nell’agriturismo Bosco Gerolo, in una azienda agricola di 600 mucche che producono 2.064 metri cubi di biometano al giorno. Le mucche quindi non producono solo latte e yogurt, ma anche biometano. I proprietari di questo “distributore di benzina” vendono l’oro marrone a 1,19 € al litro.

Nonostante gli sforzi delle mucche operaie, però, al loro “impianto vivo” si fermano ogni giorno più del doppio dei veicoli che potrebbero servire. Come viene lavorato il letame viene spiegato meglio in questo articolo.

Questa è la storia fortunata, che spero lo sia per decenni a venire, di una famiglia che ha deciso di investire nel letame. Poiché dal letame non nascono solo i fior, ma anche il biometano. 

TORNANO LE GIORNATE FAI D’AUTUNNO: 15 E 16 OTTOBRE


Tornano le giornate FAI d’Autunno! Il 15 e 16 ottobre , come ogni anno, si possono visitare musei, palazzi storici, beni e parchi archeologici, beni naturali, parchi, giardini, luoghi del cuore, siti militari, siti industriali, luoghi dell’istruzione e quant’altro. Quest’anno sono 700 i siti aperti in 350 città d’Italia che si possono visitare con un piccolo e simbolico contributo di 3 euro. Arte, storia, natura, cultura. Tutto questo e molto altro rappresentano le Giornate FAI.

In Sardegna saranno 8 i siti aperti: le Saline dei Conti Vecchi ad Assemini (CA) (Bene FAI), il Palazzo Bacaredda a Cagliari (CA) (sede del Municipio), la Batteria Militare Talmone a Palau (SS) (Bene FAI), l’ex Carcere di San Sebastiano a Sassari (SS), una collezione privata di auto d’epoca a Quartu Sant’Elena (CA), il Complesso Francescano della Madonna dei Martiri (Chiesa e Cripta) a Fonni (NU), il Monastero di Santa Chiara a Oristano (OR) (posti già esauriti) e il Teatro Ceroli e la Chiesa di San Lorenzo a Porto Rotondo (OT).

Le giornate si inseriscono nella campagna del FAI “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, campagna che vede impegnata, come ogni anno, anche la RAI, nelle varie trasmissioni televisive. Si possono donare 2 euro da ogni tipo di gestore telefonico inviando un semplice sms al 45583, dal 4 al 23 ottobre.

Sul sito troverete ogni sorta di informazione. E allora, ricordiamoci di salvare l’Italia! 

GIORNATA RAI “LA GIUSTA ENERGIA”


La giusta energia"

Per risparmiare elettricità in questo periodo di crisi nera la Rai ha stilato un decalogo di comportamenti semplici e utili per risparmiare energia tagliando automaticamente il costo della bolletta. Il decalogo prende il nome di “La giusta energia”, utilizzare cioè solo il necessario senza sprechi, e ce la possiamo fare. Goccia dopo goccia si forma l’oceano.

Ecco quali sono i 10 comportamenti da seguire:

1. Usa la luce giusta

Scegli lampadine a risparmio energetico. A parità di potenza assorbita, la tecnologia LED produce una luce circa 8 volte superiore rispetto alle classiche lampadine a incandescenza e alogene. La vita di un LED a luce bianca è di circa 15 mila ore, il doppio di una lampadina fluorescente e 20 volte di più di una lampadina alogena.

2. Scegli la doccia

Per ridurre i consumi, preferisci la doccia al bagno in vasca. Per fare il bagno consumi mediamente 4 volte la quantità d’acqua necessaria per una doccia. Prova anche a ridurre il tempo trascorso sotto la doccia: se passi da 7 a 5 minuti, puoi ottenere un risparmio di circa il 29% dei consumi di gas di partenza. Se, oltre alla durata, riduci di 3°C la temperatura dell’acqua, il risparmio può raggiungere il 35% del consumo di partenza.

3. Non restare in stand-by

La televisione in stand-by, cioè in sospensione (con la luce rossa accesa) assorbe una potenza da 1 a 4 wattora. In un anno, si arriva a un consumo inutile,  stimato tra gli 8.760 wattora e i  35.040 wattora. Questo dato va poi moltiplicato per tutti i dispositivi collegati: la potenza assorbita da 3 apparecchiature in stand-by in un anno può raggiungere i 10,95 kilowattora. Un consiglio? Riunisci in un’unica ciabatta multipresa a norma e con interruttore le spine degli apparecchi elettronici, in modo da poter spegnere tutto con un unico gesto quando non serve.

4. Trova la giusta temperatura

Avere in casa temperature estive nella stagione più fredda è uno spreco. Regola bene il termostato. La normativa prevede una temperatura di 19°C con una tolleranza di 2°C, ma 19°C sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario in un’abitazione.

5. Cambia aria… ma non troppo

Per rinnovare l’aria di una stanza basta tenere le finestre aperte pochi minuti, lasciarle troppo a lungo comporta solo inutili dispersioni di calore. Anche usare i termosifoni come stendibiancheria o coprirli con mobili o altro è fonte di sprechi perché ostacola la diffusione del calore. Un consiglio? Inserire un pannello riflettente tra parete e termosifone: anche un semplice foglio di carta stagnola contribuisce a ridurre le dispersioni verso l’esterno.

6. Sbrina il freezer!

Se sbrinati regolarmente, frigorifero e freezer hanno un’efficienza maggiore e riducono i consumi. E se puoi, quando parti per le vacanze, stacca la presa del frigorifero!

7. Risparmia in cucina

Ci sono piccoli accorgimenti salva energia da usare in cucina, per esempio usare sempre il coperchio durante la cottura. Sai che, una volta raggiunta la temperatura di ebollizione, la fiamma sotto la pentola può essere abbassata fino a metà senza compromettere il risultato della cottura e risparmiando sui consumi? Se scegli la cottura al forno spegni qualche minuto prima. La camera del forno è infatti isolata termicamente e per un po’, mantiene la temperatura anche quando è spento, purché sia chiuso.

8. Chiudi le finestre

Ricorda che un ambiente ben isolato aiuta l’efficienza energetica. Oltre alla coibentazione, al buon isolamento di tetto e alle finestre a doppi vetri, ci sono piccoli accorgimenti che tutti possono adottare. Per esempio, se durante la notte vengono chiuse persiane e tapparelle la dispersione del calore diminuisce. Lo stesso vale per le tende.

9. Non trascurare la manutenzione

Effettuare la manutenzione degli impianti è una regola d’oro in termini di sicurezza, risparmio e attenzione all’ambiente. Un impianto consuma e inquina meno quando è regolato correttamente, con filtri puliti e senza incrostazioni.

10. Spegni la luce se non ti serve

Prenditi un minuto, fai un giro delle stanze. Controlla che gli elettrodomestici non siano in stand-by, che gli apparecchi inutilizzati non stiano consumando energia, che le finestre siano ben chiuse. E se nessuno è in una stanza, spegni la luce. A volte è facile dimenticare le luci accese per ore nelle stanze in cui non ci troviamo. E quando non serve, spegniamo la luce anche nei posti di lavoro. Per risparmiare, basta un po’ di attenzione e qualche gesto davvero piccolo.

E voi siete pronti a seguire questo decalogo?

LE GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO


Tornano le Giornate Europee del Patrimonio. Il 24 e 25 settembre musei, siti archeologici e mostre potranno essere visitate gratuitamente o a prezzo ridotto. Anche la Sardegna aderisce a questa iniziativa. Nel sito della Regione Sardegna si legge: 

“Le Giornate europee del patrimonio hanno la capacità di rendere i beni culturali familiari, di far sentire il visitatore come se fosse a casa sua. Merito dell’idea di combinare visite guidate nei musei con degustazioni di vini e prodotti tipici, di portare nei luoghi della storia e della cultura allestimenti di arte contemporanea, spettacoli teatrali, concerti, convegni, e ancora, di diversificare l’offerta con iniziative su tutto il territorio regionale. Merito, naturalmente, dell’opportunità di entrare gratuitamente o a prezzo ridotto in castelli, musei e siti. Il 24 e 25 settembre, anche in Sardegna si celebreranno le giornate europee del patrimonio, promosse dal ministero per i Beni e le attività culturali e dedicate quest’anno al tema “La cultura del vivere”.

La Regione aderisce all’iniziativa coordinando tutte le manifestazioni proposte sul territorio e organizzate dagli enti locali e dalle società, che usufruiscono di finanziamenti regionali per la gestione dei beni culturali. L’obiettivo è semplice: favorire la conoscenza e la condivisione del patrimonio storico archeologico artistico della Sardegna, offrendo al pubblico approfondimenti, servizi, ma soprattutto la possibilità di scoprire che i beni culturali appartengono a tutti, sono un bene della collettività da tutelare e valorizzare. Insomma, giornate del patrimonio da vivere con consapevolezza e senso di responsabilità.

L’adesione degli enti locali alla manifestazione è stata entusiastica. L’assessorato regionale dei Beni culturali ha ricevuto e accolto il programma di oltre sessanta iniziative promosse in altrettante località della Sardegna, sulla costa e nelle zone dell’interno. A queste si aggiungono quelle organizzate dal ministero per i beni culturali, completando un’offerta davvero ricca. Le cooperative che gestiscono i beni culturali hanno puntato a integrare offerte culturali differenti. A Cagliari, per esempio, con un unico biglietto si potranno visitare la mostra su Modigliani al Castello di San Michele e quelle all’Exmà e al Lazzaretto; a Carbonia nel parco archeologico di Villa Sulcis si terrà un incontro sui linguaggi dell’arte, mentre la Casa aragonese di Fordongianus ospita una mostra sull’editoria specializzate e il nuraghe Nolza di Meana Sardo ne propone un’altra sulle tecniche delle filatura e della tessitura dal titolo “Trame di ieri e di oggi”. ”

Insomma, una bella iniziativa per valorizzare la natura e l’ambiente che ci circonda, e che siamo chiamati a proteggere e a tutelare, anche in questo modo: facendolo conoscere.

Non conoscevo questa iniziativa. Spero che si sappia valorizzare appieno il nostro territorio. E nella vostra Regione cosa si farà? Fatemelo sapere 😉 

INCENDIO A SAN GIULIANO MILANESE


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Un incendio è divampato stamattina a San Giuliano Milanese alla Nitrolchimica nella Zona Industriale. 3 persone sono rimaste ferite, tutti dipendenti dell’azienda. La Nitrolchimica si occupa del recupero dei solventi e dello smaltimento dei rifiuti pericolosi. Le cause dell’incendio (domato) non sono ancora chiare, ma si sono sentite delle esplosioni.

Il Comune di San Giuliano invita la cittadinanza a tenere le finestre chiuse delle abitazioni “per precauzione” e per possibili esalazioni e a non avvicinarsi alla zona del rogo. Molti testimoni riferiscono di numerose esplosioni all’interno dell’azienda e sotto l’enorme colonna di fumo.

Resta un forte rischio avvelenamento per via delle sostanze che vengono inalate dalla popolazione. Si attende il risultato dell’Arpa.

NON CHIAMATELO “MALTEMPO”


Non chiamatelo “maltempo”. Questa è la conseguenza del surriscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, causati dalle nostre zozze attività e degli stramaledetti soldi.

Due morti e 20 feriti in Toscana. Caduti frammenti dal campanile di S. Marco a Venezia

In Toscana 2 morti e 20 feriti, con centinaia di interventi dei vigili del fuoco a causa degli alberi sradicati dal forte vento.

Albero caduto in mezzo alla Jesolana

A Venezia le raffiche di vento hanno raggiunto i 115 km all’ora: la laguna è stata flagellata per una decina di minuti, la bufera ha provocato il distacco di frammenti del campanile di San Marco.

A Chioggia è crollata un’altana e ci sono stati molti danni agli stabilimenti balneari.

A Bibione un 17enne è stato colpito in testa da una tavola da surf.

E ancora: a Piombino la ruota panoramica gira impazzita in balia del vento (qui il video).

I chcchi di grandine caduti a Compiano (foto da facebook)

A Parma grossi chicchi di grandine.

E’ impossibile elencare tutti i danni provocati dal maltempo in queste poche ore. Ma non è maltempo. Sono le conseguenze della “febbre” della Terra. Cosa comportano due gradi in più? Ora lo sapete. Cosa vuoi che siano due o tre gradi in più? Si sta meglio. Mi pare di no… E ce ne accorgiamo quando abbiamo la febbre. Cosa volete che sia febbre a 39 o a 40 anziché a 37 o 36,5? Ecco cos’è e cosa comporta. Anche per la Terra è così.

Ma davvero abbiamo ancora tempo per tornare indietro e per evitare il punto di non ritorno o lo abbiamo già superato?

PERCHÉ DICO NO AGLI INCENERITORI?


inceneritore

Perché dico NO agli inceneritori? Non perché sono un noiosone ecologista che dice no a tutto. Se andate a leggere la mia pagina “About” scoprirete che non dico NO a tutto. Dico NO agli inceneritori a queste condizioni.

Dico NO perché in Italia i cancrostimolatori sono cattedrali nel deserto:

Dico NO perché mancano i controlli su cosa viene buttato dentro, e se i controlli ci sono sappiamo come funzionano in Italia: vengono truccati. I controllori sono a loro volta dei controllati, o pagati per truccare i risultati, o per chiudere uno o entrambi gli occhi. Direi di SI se questi controlli vengono effettuati da chi è contrario agli inceneritori e non si fa pagare da chi gestisce gli impianti.

Dico NO perché manca il monitoraggio giornaliero sulla qualità dell’aria, dell’acqua, del suolo e del sottosuolo nei comuni “serviti” dall’impianto. C’è qualcuno che monitora la presenza o meno di diossina nei campi, nelle acque, nel latte, nei prodotti? No, non c’è, ecco perché dico NO. Direi di SI solo se ci sono queste analisi su ogni singolo prodotto e su ogni singolo palmo di terra dei comuni coinvolti, e ovviamente se i risultati non vengono truccati.

Dico NO perché manca un registro tumori a livello comunale, precedente all’inceneritore e durante la sua attività, con gli ammalati (anche quale organo ha colpito il tumore), i morti e i guariti. Direi di SI se ci fosse. Ma c’è solo a livello di ASL provinciale, e non va bene, perché troppo generico.

Dico NO perché gli inceneritori non sono costruiti come dicono per eliminare il problema delle discariche, ma per rendere vana la raccolta differenziata, buttandoci dentro di tutto, come ho visto in TV, dove i camion scaricano e i rifiuti, anziché come avviene in altri Paesi europei, dove degli operai lavorano al nastro trasportatore per togliere quello che non si può bruciare, o perché è pericoloso o perché è riciclabile; qui i rifiuti vengono buttati nel forno con la benna senza alcun minimo controllo su ciò che si sta buttando. Direi di SI se assumono gli operai per separare, come avviene in altri Paesi europei, i rifiuti da incenerire da quelli pericolosi per la salute o riciclabili.

Dico NO perché è un business, e guardano solo al proprio tornaconto personale, allo stramaledetto guadagno. Perché siamo in Italia, il Paese dove nulla funziona come dovrebbe.

LA PROTESTA DELL’ “ULTIMA GENERAZIONE”


Attivisti di "Ultima Generazione No Gas No Carbone", protestano agli Uffizi

Si sono incollati al vetro che protegge il capolavoro di Botticelli, la Primavera, protestando contro le scelte dei governi nazionali e chiedendo a gran voce di curare e proteggere l’ambiente come fanno con le opere d’arte. E’ successo ieri mattina agli Uffizi di Firenze, dove due attivisti di “Ultima Generazione” hanno esposto anche uno striscione con scritto “No Gas, No Carbone”.

Clima, blitz degli attivisti di Ultima Generazione agli Uffizi: si  incollano a La Primavera di Botticelli - L'Espresso

Come ha spiegato il museo, il celebre dipinto non ha subito danni proprio per la presenza del vetro speciale installato anni fa a protezione dell’opera, anche se, specificano gli attivisti in una nota, “né la cornice né il vetro che protegge la tela sono stati esposti a un rischio. Per assicurarcene, abbiamo consultato restauratori che ci hanno consigliato l’utilizzo di un incollante adatto a vetri e cornici. È per noi importante valorizzare l’arte, anziché danneggiarla, come i nostri governi fanno con l’unico pianeta a nostra disposizione”.

La protesta è durata pochi minuti, infatti un uomo e due donne sono stati portati in caserma e denunciati per interruzione di pubblico servizio, resistenza a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata e deturpamento o imbrattamento di cose. Una protesta che si inserisce in un quadro mondiale di proteste messe in atto dagli attivisti per il clima.

Protesta per il clima agli Uffizi, si 'incollano' alla teca della Primavera  del Botticelli - gonews.it

“Perché i musei? – spiegano da Ultima Generazione in una nota – L’Italia viene riconosciuta a livello internazionale come la culla del patrimonio artistico e museale. Ultima Generazione si rivolge al mondo dell’arte per lanciare un appello accorato affinché le nostre richieste vengano portate al governo da tutte le parti sociali. Il collasso eco-climatico e sociale in atto impatterà tragicamente anche la tenuta dei luoghi di conservazione dei beni culturali. Nello stesso modo in cui difendiamo il nostro patrimonio artistico, dovremmo dedicarci alla cura e alla protezione del pianeta che condividiamo con il resto del mondo”.

Attivisti per il clima di Ultima Generazione si incollano al vetro della  «Primavera» di Botticelli - Corriere TV

Le richieste degli attivisti sono due: interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale; procedere a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20GW nell’anno corrente e creare migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile, aiutando gli operai dell’industria fossile a trovare impiego in mansioni più sostenibili.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

LA TRAGEDIA DELLA MARMOLADA


Tragedia nella Marmolada. Il crollo del ghiacciaio ha causato sette vittime e decine di dispersi (sarebbero almeno 13 coloro che ancora non si trovano). Queste immagini saranno impossibili da dimenticare, una tragedia molto probabilmente causata dagli effetti dei cambiamenti climatici.

“Oggi l’Italia piange le vittime” della tragedia della Marmolada “e si stringe a loro con affetto”, ha detto il premier, nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa dopo il sopralluogo. “Sono qui per esprimere la più sincera, affettuosa e accorata vicinanza alle famiglie delle vittime, dei dispersi, dei feriti”.

Draghi ha quindi ringraziato “la protezione civile, il soccorso alpino, i vigili del fuoco, le autorità sanitarie e i volontari per il loro coraggio, generosità e professionalità per operazioni che si svolgono in una situazione di grande pericolo”, rivolgendo un grazie anche alle istituzioni locali, a partire dal governatore veneto Luca Zaia.

Il presidente del Consiglio ha infine lasciato Canazei per far rientro a Roma, dove è atteso per la riunione del Consiglio dei ministri che dovrà decretare lo stato di emergenza per siccità nelle Regioni (soprattutto del nord) che ne hanno fatto richiesta.

“A farmi paura era il suono del ghiacciaio: nell’ultima settimana si sentiva il rumore dei torrenti che scavavano e scavavano sotto la calotta…”. A dirlo è stato il custode della Punta più alta della Marmolada, Punta Penia, 3343 metri, Carlo Budel. Un mese fa aveva denunciato la situazione:

“La Marmolada sta male, si scioglie e sta collassando. Qui un anno fa ero sommerso di neve, quest’anno c’è solo roccia. Durante l’inverno ha nevicato poco, al ghiacciaio manca la copertura e sotto si sentono i torrenti scorrere. Lo scorso anno ad agosto il ghiacciaio era bello imbiancato di neve, quest’anno è nero e fa un caldo atroce. Sembra di stare a Jesolo anziché in vetta alla Marmolada”.

Una tragedia che ha un unico colpevole: l’umanità intera con i nostri atteggiamenti e piccoli gesti quotidiani, e soprattutto i “grandi” della terra, che pensano solo allo stramaledetto profitto, a discapito di tutti gli altri, della salute nostra e dell’ambiente che ci circonda.

E lo ribadisco, cosa succede al nostro corpo quando abbiamo anche solo un paio di gradi in più rispetto al normale? Vomiti, mal di testa, spossatezza, mal di pancia, forse diarrea, tosse, catarro, … E’ normale? No. Si sta bene? Ovvio che no.

Ora traducetelo a livello di pianeta terra: terremoti, frane, crolli, smottamenti, innalzamento del livello dei mari, inondazioni, scioglimento dei ghiacciai, siccità, incendi, eventi sempre più estremi e sempre più frequenti… E’ normale tutto questo? No, ma purtroppo lo sta diventando. Si sta bene? Ovvio che no.

L’aumento della temperatura globale, allora, è una fake news dei soliti noiosoni ambientalisti e delle Greta di turno, o una drammatica verità? Mancano davvero 6 anni per invertire la rotta o siamo già arrivati al punto di non ritorno?

TANTE COSE DA DIRVI


Ho tante cose da dirvi, da raccontarvi, di cui postare. Ma per fortuna non trovo il tempo, grazie al lavoro che ho trovato, al sito web che sto curando, e a mille altre cose da fare durante l’arco della giornata.

Potrei, per esempio, dirvi che il Po è terribilmente secco, che Draghi ha deciso di sostenere l’invio di nuove armi in Ucraina continuando a far esplodere i prezzi della benzina, del diesel e di tutto il resto, e che ha deciso di far ripartire la ex Ilva di Taranto, adesso “Arcelor Mittal”, volendo farne di nuovo la più grande acciaieria d’Europa, nonostante i casi di tumore accertati sui bambini e nonostante il fatto che si continua a morire.

Oppure potrei dirvi che in Sardegna siamo di nuovo invasi dalle cavallette, e anche qua nelle case l’acqua scarseggia. Siccità e tubature vecchie, logore, rotte, che viene riparato il guasto in un posto e si rompe la tubatura in altri tre o quattro posti diversi. E ancora i primi incendi in Sardegna, ma credo che non sia interessata solo la mia Regione.

Potrei però raccontarvi di una meravigliosa iniziativa che apprezzo e che approvo in pieno: la produzione della birra dal pane raffermo o indurito, che altrimenti finirebbe in discarica o nella spazzatura. Una vera e propria arte del riciclo utile, gustosa, e sono curioso di assaggiarla.

Potrei e dovrei raccontarvi tante cose, ma ho poco tempo per farlo. Ma quando posso lo farò volentieri, perché per me la cronaca verde conta. Un saluto a tutti e un abbraccio.

A presto!

LA NATO SI ALLENA ALLA GUERRA


La NATO si sta esercitando alla guerra. La Sardegna conta attualmente il 61% di basi militari presenti in tutta Italia, sia per numero che per estensione territoriale coperta. Queste esercitazioni, oltre all’inquinamento del mare e delle spiagge, nelle quali sono state trovate numerose munizioni in fondo al mare, provocano anche malformazioni nei neonati e negli agnelli, alcuni nati con due teste o con un occhio solo come nelle immagini sotto.

Agnello choc in un allevamento sardo: nato con due teste - Casteddu On line

Quirra, sotto esame l'agnello nato deformato - La Nuova Sardegna

A Quirra, un paese di poche centinaia di anime, dove è presente un poligono di tiro, il 10% dei bambini è nato con delle malformazioni congenite, e si sono registrati casi di linfomi, leucemie e tumori nei soldati e nella popolazione, a causa delle esercitazioni all’uranio impoverito.

Ora la Nato ha altri motivi per riprendere le esercitazioni, e questo ha sollevato un polverone di polemiche e di proteste di ambientalisti, popolazioni coinvolte e politici locali e nazionali. La Nato gioca alla guerra, si esercita, a discapito della gente comune, del turismo, dell’ambiente e della natura.

BANDIERE BLU: DOMINA LA LIGURIA


Sono 427 le bandiere blu assegnate all’Italia. Domina la classifica la Liguria, con ben 32 località premiate. Seguono con 18 bandiere la Campania, la Toscana e la Puglia. A 17 ci sono la Calabria e le Marche, mentre alla Sardegna sono state assegnate solo 15 bandiere. A seguire ci sono l’Abruzzo (14), la Sicilia (11), il Lazio e il Trentino Alto Adige (10). Sì, il Trentino, poiché le bandiere blu non vengono assegnate solo alle località marine, ma a tutte quelle bagnate dall’acqua. Emilia Romagna e Veneto (9), Basilicata (5), Piemonte (3), Friuli Venezia Giulia (2), Molise e Lombardia (1).

In questo articolo trovate l’elenco completo delle località premiate con la bandiera blu.

NUOVI GIGANTI A MONTE PRAMA


Uno dei giganti di Mont'e Prama trovati nel 2014

I giganti di Monte Prama risalgono a circa 3000 anni fa, appartengono alla civiltà nuragica, e sono stati scoperti casualmente per la prima volta nel marzo del 1974. Esistono varie figure: vi sono i pugili (o pugilatori), gli arcieri e i guerrieri. Grazie a queste scoperte è stato allestito un museo archeologico famosissimo. Oggi sono stati scoperti, grazie ai nuovi scavi autorizzati, due nuove statue monumentali che si aggiungono alla importante collezione.

mont'e prama sardegna scavi archeologici giganti

Un risultato davvero “importante” e che fa sperare in ulteriori sorprese già nelle prossime settimane, anticipa all’ANSA la soprintendente Monica Stochino. Entusiasta, il ministro della cultura Franceschini ricorda che il ritrovamento avviene a poco meno di un anno dalla nascita della Fondazione che vede impegnati il MiC, il Comune di Cabras e la Regione Sardegna. “Una scoperta eccezionale alla quale ne seguiranno altre”.

Una scoperta fantastica. Sono veramente felice di questo!

Giganti Silvia Lambertucci - NON TOCCARE (EMBARGATE FINO A DOMANI MATTINA 7/5/2022)