L’ITALIA AL TAP-PETO


Austria, esplosione in centrale gas. Il flusso per l'Italia si interrompe, poi riattivato in nottata

In Austria esplode una centrale del gas a Baumgarten, provocando un morto. A causa di questa esplosione, l’Italia, che non ha gassificatori, ma ha i gasdotti che arrivano dalla Russia, è al TAPpeto. Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda dichiara lo Stato di Emergenza per il nostro Paese, e afferma che con il TAP, ovvero il Gasdotto Trans-Adriatico che porterà il gas del Mar Caspio nel Salento, non ci troveremmo in questa situazione.

Del TAP (Trans-Adriatic Pipeline) ne ho già parlato in altri post, sottolineando la contrarietà dei cittadini, degli amministratori locali e degli ambientalisti, per il fatto che hanno trapiantato gli ulivi secolari per far posto al gasdotto. Da tempo l’Italia e anche la Sardegna sta cercando soluzioni per avere gas a basso costo proveniente dall’estero: Algeria e Russia in primis. Il gasdotto di Baumgarten soddisfa poco più del 30% del fabbisogno di gas del nostro Paese.

I Verdi, col loro Presidente Angelo Bonelli, protestano contro il Ministro per lo Sviluppo Economico. Dal Ministro si aspettavano parole che favorissero un cambio di strategia, visto che i gasdotti sono soggetti a questo tipo di incidenti, magari puntando tutto sulle fonti energetiche rinnovabili.

I 5 Stelle denunciano invece la pericolosità dell’impianto e la contrarità al Tap: “L’incidente dimostra quanto simili infrastrutture possano rivelarsi delle vere e proprie bombe a orologeria, causando danni irreversibili per le persone e per l’ambiente circostante. Un’altra ragione per ribadire la nostra profonda contrarietà al Tap, perché quello che è accaduto oggi in Austria non si verifichi anche da noi”.

Fonte: Repubblica.it

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L’ISOLA DEL METANO


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Dal 2020 la Sardegna potrà essere metanizzata. Potranno iniziare i lavori per la metanizzazione dell’isola. Parola dell’Ex Premier Matteo Renzi, in visita in Sardegna per alcune tappe del suo tour pre-elettorale. Matzeu è stato accolto come un fratello, perché noi siamo sempre ospitali, l’ospitalità è il nostro marchio di fabbrica, guai se manca. Anche io lo avrei accolto così, nonostante le nostre idee siano distanti anni luce.

Ognuno può venire in Sardegna ed essere ospitato come uno di noi. Per noi l’accoglienza è sacra, purché venga “in pace”. Però il Signor Matzeu tanto in pace non viene, perché sappiamo che vuole distruggere l’ambiente e proporre infrastrutture che, per carità, mancano, e quindi servirebbero. Bisogna però vedere in che termini e in che misure, quali sono i progetti.

L’idea di metanizzare la Sardegna è balzata in testa a molti, e sembrava finalmente andare in porto il progetto “GALSI” Gasdotto ALgeria Sardegna Italia. Invece non se n’è fatto più niente, il progetto è stato bocciato.

E’ da premettere che in Sardegna abbiamo la SARAS, la terza raffineria più grande d’Europa, di proprietà del fratello dell’Ex Patron dell’Inter Massimo Moratti, Angelo. E’ sita a Sarroch, un comune in Provincia di Cagliari. Inquina, avvelena, miete morti e malattie come tutte le raffinerie, anche se in verità, man mano che si va avanti con gli anni sembra che la Società si stia impegnando sempre di più a ridurre le sue emissioni inquinanti. O almeno è quello che pubblicizza sul suo sito.

Con una raffineria vicina, secondo i ragionamenti di molti, dovremmo avere la benzina meno cara d’Italia e il gas meno caro d’Italia… E invece no. La benzina, a causa delle accise, la paghiamo tanto, fino a superare 1,70 € al litro in alcuni punti. Voi quanto la pagate la benzina?

Il gas! Perché la SARAS raffina anche il gas, tramite l’IGCC, la “Sarlux”, sempre a Sarroch. Quanto lo paghiamo? Ogni bombola di gas ci costa 35,00 €. E a voi quanto vi costa una bombola di gas? Perché noi dobbiamo pagare queste cifre nonostante ospitiamo una raffineria gigantesca?

Ora: avremmo noi bisogno di un gasdotto quando c’è una raffineria? E quanto potremmo risparmiare in bolletta e nell’acquisto delle bombole? E la qualità del gas? Il GALSI è stato bocciato per via del percorso che avrebbe dovuto seguire il gasdotto, perché si sarebbero dovuti tagliare troppi alberi e sarebbero sorti dei problemi con l’agricoltura. Qual è il progetto del signor Matteo Mattei? Ci mostri le carte e noi le studieremo e le valuteremo. Perché noi non siamo più disposti ad accettare ulteriori prese in giro.

L’EUROPA SI E’ GLIFOSATA


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Il glifosato, usato in agricoltura, è un pesticida, e come tutti i pesticidi fanno venire la peste a chi li mangia. E’ infatti considerato uno degli erbicidi più cancerogeni al mondo. Ieri si è votato sul prolungamento dell’uso del glifosato in Europa. Nove Stati, compresa Italia e Francia, hanno votato contro il prolungamento.

La Germania a sorpresa, dopo aver dichiarato la sua astensione, ha votato a favore, nella persona del Ministro dell’Agricoltura tedesco Christian Schmidt, del Partito della Cancelliera Angela Merkel, la tze-de-ù (CDU). La quale è andata su tutte le furie, perché lei personalmente si è dichiarata contraria.

Per la cronaca: 18 Stati hanno votato a favore del rinnovo, 9 contro e 1 astenuto. Menomale che l’Italia ha già preso provvedimenti in merito: usa già il 25% di glifosato in meno rispetto a quello consentito da “mamma” Europa.

VOGLIO ANDARE A VIVERE AD ALBINEN, AH AH… AH AH…


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“Voglio andare a vivere ad Albinen, ah ah… ah ah…”, parafrasando una celebre canzone di Toto Cotugno. Albinen è un paesino svizzero immerso nella natura, e ogni giorno offre agli occhi dei suoi soli 248 abitanti un’incantevole magia: lo spettacolo della natura. Vallate, montagne e aria purissima.

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Il Sindaco di Albinen, sito a tre ore di macchina da Milano, ha indetto un referendum per il prossimo 30 novembre, per vedere se i residenti approvano la proposta del Primo Cittadino: dare un contributo economico ingente a chiunque si trasferisce nel Comune e vi rimane per almeno dieci anni, costruendovi la sua casa.

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Dovete pensare che ad Albinen hanno chiuso la scuola per i pochi bambini, i quali sono costretti a spostarsi ogni giorno nei comuni limitrofi per poter seguire le lezioni. Per combattere lo spopolamento il Sindaco ha deciso di assegnare 25mila franchi per adulto e 10mila per ogni bambino. A determinate condizioni:

  1. Deve avere meno di 45 anni;
  2. Deve garantire di restare per almeno dieci anni;
  3. No a speculatori;
  4. Deve impegnarsi a rispettare la natura e a godersela.

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Insomma, un grande aiuto per migliorare le proprie condizioni di vita, e anche quelle del Comune di Albinen. Milletrecento metri di altitudine e, per rilassarsi, le terme di Leukerbab a solo sei chilometri di distanza. Il sindaco di Albinen ha dichiarato di essere entusiasta e di sperare che il progetto vada in porto. “È un investimento per il futuro del villaggio – assicura – e forse potremo riaprire anche la scuola”.

Fonte: Repubblica.it

Che ne pensate di questa iniziativa? Ci andreste voi? Io al volen!

LA SFIDA RICICLONA


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Da due anni, a Barrali, un paesino di poco più di 1.100 abitanti in Provincia di Cagliari, è in atto una “sfida riciclona”. Sono stati sistemati, nell’ecocentro cittadino, dei compattatori di rifiuti per il conferimento di plastica, vetro e lattine. Ogni cittadino riceve degli ecopunti per effetto dei quali, chi ricicla di più usufruirà di un premio: un “ecosconto” in bolletta.

Ieri il Sindaco Fausto Piga ha ritirato a Milano il premio nazionale di Legambiente, la targa “Innovazione amica dell’Ambiente” per la categoria “Abitare in comunità smart”. Gli sconti possono andare da 50 a 200 euro, e per i più virtuosi lo sconto arriva anche al 50% sul costo della bolletta.

Cliccate sul seguente indirizzo per guardare questo bellissimo video del TG della principale emittente sarda Videolina:

http://www.videolina.it/articolo/tg/2017/11/16/barrali_e_la_sfida_riciclona_il_premio_nazionale_di_legambiente-78-666871.html

Cosa ne pensate? Magari si potesse fare in ogni comune italiano… Provate a chiedere ai vostri sindaci se accettano la sfida!

LO STRAZIO DEI CINGHIALI


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Il blog di solito è personale, una sorta di diario online dove uno racconta i suoi pensieri. Questo blog invece è diverso, qui riporto solo notizie riguardanti l’ambiente e la natura. Oggi invece racconto anch’io un’esperienza personale.

Ogni giorno mi alzo di mattina presto per andare a camminare, a macinare passi, una bella stirata di gambe, anche per ammirare l’alba che dà il suo spettacolo di colori, e la natura che sprigiona i suoi profumi. Oggi è un giorno di caccia. Già prima dell’alba ho sentito spari di fucili, in pochi minuti decine di spari.

Una mezz’ora più tardi, quando arrivo a destinazione e sto per rientrare a casa, sento delle grida strazianti, interminabili minuti di grida di dolore, di agonia. Erano cinghiali. La tremenda sofferenza e le urla strazianti dei poveri animali cacciati mi portano a gridare basta con la caccia, basta con questa sofferenza.

Deve finire tutto questo. Esiste anche la caccia “sportiva”. La caccia come sport… è assurdo! Si uccide per sport? Per hobby o per divertimento si causa questa atroce sofferenza a dei poveri animali che possono essere cinghiali o volatili, o lepri, o chi sa quali altre specie sono a rischio bersaglio? Alcuni cacciatori si fanno anche dei selfie con le prede, uccise ed esposte come in un trofeo, senza alcun ritegno, senza vergogna, senza pensarci…

Io vorrei che si attivasse in tutta Europa una moratoria sulla caccia, per porre fine al dramma delle povere prede. Le urla strazianti degli animali devono toccare le corde più profonde del cuore di chi le spara facendole agonizzare così a lungo. Voglio che rimangano impresse sia le immagini che le urla strazianti, di modo che qualcuno si possa ravvedere e buttare via il fucile.

Io capisco che possono rappresentare un pericolo per gli agricoltori, per i coltivatori, ma non ci sarebbe un altro modo per tenerli lontani, senza ammazzarli?

STOP AGLI ANIMALI NEI CIRCHI


Ddl spettacolo: ok norma circhi,'graduale superamento' © EPA

Stop agli animali nei circhi, ora è ufficiale! E’ stata approvata alla Camera, infatti, la legge delega di riordino del settore dello Spettacolo, con 265 sì e 13 no. La legge prevede il graduale superamento dell’utilizzo degli animali negli spettacoli circensi. Esulta il neo nato Partito Animalista, con l’On. Michela Vittoria Brambilla, che promette però di vigilare affinché questa norma venga osservata, e affinché la “gradualità” avvenga nel più breve tempo possibile.

“C’è il rischio concreto che esseri senzienti continuino a soffrire nei circhi chissà per quanto tempo ancora. Il prossimo passo sarà un decreto legislativo, che l’esecutivo (verosimilmente il prossimo) dovrà predisporre. In quell’occasione stabiliremo tempi e modi certi per metter fine davvero a questa vecchia barbarie” ha dichiarato la Brambilla.

Anche la LAV approva con riserva questo DDL, nell’attesa di un decreto legislativo del prossimo esecutivo, entro la fine del prossimo anno. Per l’associazione animalista si tratta di “un importante passo in avanti verso la tutela degli animali e il rilancio di uno spettacolo davvero umano”.

Fonte: Ansa.it

E’ sicuramente un ottimo primo passo, però non ci si deve fermare qui. Sono però fiducioso e ottimista su questo tema molto importante, sul fatto che entro la fine del 2018 si arrivi all’approvazione della legge che libera gli animali dalla tortura del circo.