SI È CHIUSO IL BUCO DELL’OZONO


Si è chiuso il buco dell’ozono sopra l’Antartide: “Era il più grande e profondo degli ultimi quarant’anni”

Si è chiuso il buco dell’ozono sopra l’Antartide. Era il più grande e profondo degli ultimi 40 anni. Aveva raggiunto l’estensione di 24,8 milioni di kmq il 20 settembre scorso. Si è chiuso dopo una stagione eccezionale, dovuta a condizioni meteorologiche naturali e alla continua presenza di sostanze che riducono lo strato di ozono nell’atmosfera. Il buco era stato provocato da un vortice polare forte, stabile e freddo e da temperature molto fredde nella stratosfera.

CI RIPROVANO ANCORA?


S'imàgine podet cuntènnere: il seguente testo "Sardi diciamo no allo smaltimento delle scorie nucleari italiane in Sardegna!! AUTODETERMINATZIONE PARTITO DEI SARDI FACCIAMD LO STATO Indipendentisti uniti HALS ENTU HANNA SARDI LIBERI MERIS OINTS MEDAS SÁBIOS IMPARIS NOSTA"

Non avrei mai immaginato che avremmo dovuto tornare a ribadire il nostro NO, come tante altre volte, alla costruzione di un deposito di scorie nucleari in Sardegna. Il Governo ha identificato ben 14 siti in Sardegna in cui stoccare queste scorie. Sono numerose le associazioni, i comitati e le forze politiche di maggioranza e di opposizione, anche indipendentiste, costrette a dire un’altra volta NO all’ennesimo tentativo di asservire la Sardegna.

Sette regioni e 67 luoghi idonei: ecco i siti che potrebbero ospitare il deposito di scorie nucleari. Cosa succede adesso

Le regioni “papabili” oltre alla Sardegna sono sei: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata e Sicilia. Per consultare i luoghi ove potranno costruire i depositi, cliccare qui.

SIT-IN a sostegno della decisione espressa dal popolo sardo in merito alle  scorie nucleari | cobasscuolasardegna

Per indorare la pillola ecco cosa promettono: investimenti complessivi pari a circa 900 milioni di euro che genereranno, nelle stime, “oltre 4.000 posti di lavoro all’anno per 4 anni di cantiere, diretti (2.000 fra interni ed esterni), indiretti (1.200) e indotti (1.000)”. Nella fase successiva della conduzione del sito invece si stima che i posti di lavoro saranno “almeno 700” a cui si aggiunge un indotto che potrebbe portare – sempre secondo le stime indicate sul sito del deposito unico nazionale – a circa 1.000 unità. 

Scorie nucleari in Sardegna?

Ecco l’ennesimo ricatto e duello tra lavoro e salute. Quante volte dobbiamo ribadire il nostro NO in futuro prima che la smettano di riprovarci? Abbiamo sempre vinto, e vinceremo anche stavolta.

IL 2020 IN (PIÙ DI) 12 FOTO


Come ogni fine anno c’è un appuntamento immancabile: L’Anno Che Verrà in TV? Il discorso di Sergio Mattarella? Ma no! Stiamo parlando del riepilogo di quanto accaduto nell’anno appena passato su Ambiente sul Web 😀 Ecco il riepilogo dei principali fatti di questo 2020.

Germania, incendio allo zoo fa strage di scimmie. Sopravvivono sette gorilla

Immagine correlata

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Un koala dissetato da un pompiere a Cudlee Creek, in Australia (Oakbank Balhannah CFS via AP)

Gennaio: un incendio a causa dei botti di fine anno causa la morte di 30 animali ospiti di uno zoo in Germania. Brucia l’Australia, lo sterminio dei Koala, un terzo della popolazione è estinto.

Antartide, segnalati i 18 gradi: la temperatura più alta di sempre. Cosa significa (davvero) per l'ambiente?

Febbraio: record di temperatura raggiunta in Antartide, al Polo Sud. Un’ingente quantità di neve si è sciolta a causa dei 20,75° C registrati il 9 febbraio.

Risultato immagini per fridays for future

Marzo: il deserto della Namibia fiorisce! Primo Fridays For Future online, a causa dell’epidemia mondiale di Covid-19 e del lockdown, parole che abbiamo imparato a conoscere benissimo, purtroppo.

La catena dell'Himalaya visibile dopo 30 anni. Foto di @jeetender via Twitter

Coronavirus, tutti sono in casa: gli animali si riprendono la Terra - Video  Tgcom24

In epoca Covid-19 gli animali si riprendono i loro spazi - YouTube

Aprile: Pasqua e Pasquetta in casa, senza viaggiare. Ma il MiBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo) ha comunque indetto la bella iniziativa di far viaggiare virtualmente i turisti tra le bellezze del nostro paesaggio, unico al mondo. Un canale YouTube per poter permettere di evadere per qualche minuto dalla propria casa, almeno virtualmente. Inoltre, effetto positivo del lockdown, dal Punjab si torna a vedere la catena montuosa dell’Himalaya a 200 km di distanza. Intanto la natura, in due settimane, si reimpossessa delle strade, e i fiumi tornano ad essere azzurri.

Invasione di cavallette

Mascherine e guanti gettati a terra. "Non fatelo, potrebbe essere ...

Mascherine e guanti per terra: la denuncia degli esperti

Guanti in lattice e mascherine gettate in strada, lo scempio che ...

Maggio: in Sardegna torna il flagello delle cavallette nelle campagne del centro Sardegna. Si esce dal primo lockdown e gli “umani” si reimpossessano della natura…

Elefantessa incinta uccisa con petardi nascosti in un ananas: cosa ...

Elefante ucciso con un ananas pieno di petardi: era in stato di ...

Femmina elefante incinta uccisa da ananas petardi

Giugno: provocano rabbia e indignazione le immagini dell’elefantessa uccisa da un ananas ricoperto di petardi che le sono esplosi in bocca. L’elefantessa portava in grembo un elefantino.

Myanmar, crollo in una cava di giada: più di 100 morti - la Repubblica

Ecco che voce aveva il mare durante il lockdown - La Stampa ...

Ecco cosa è successo ai mari italiani dopo il lockdown - Tiscali ...

Luglio: Strage di minatori in Birmania. Le immagini dei fondali marini sporcati dall’abbandono delle mascherine e dei guanti dopo il lockdown.

Migliaia e migliaia di cittadini per le coste della Sardegna: no ...

Quattro milioni di api morte in due giorni tra Brescia e Cremona: indagano i Forestali

Agosto: La Giunta Regionale Sarda approva la Legge Cancella-Coste. Al via colate di cemento nelle spiagge. Strage di api in Lombardia. In due giorni sono misteriosamente morte più di quattro milioni di api tra le province di Brescia e di Cremona, nel raggio di 6 km.

Monkey steals cellphone from student's bedroom, takes selfies before  dumping it - Anchorage Daily News

Monkey steals cellphone from student's bedroom, takes selfies before  dumping it - Anchorage Daily News

Get This: Just monkeying around: Primate takes phone, then selfies - The  Lima News

Malesia, la scimmia ruba un cellulare e si fa un video selfie - Corriere TV

Settembre: un ragazzo perde il suo cellulare nella foresta e quando lo ritrova scopre che una scimmia si è fatta i selfie e i video.

In Francia saranno banditi gli animali selvatici al circo. Stop anche alla riproduzione nei parchi acquatici e agli allevamenti di visoni

Fridays For Future Italia - sito ufficiale

Da gennaio spariti 1.200 km quadrati di foresta Amazzonica. E Bolsonaro  taglia i fondi ai forestali - Open

Ottobre: La Francia bandisce la violenza sugli animali. Sciopero nazionale per il clima in Italia il 9 ottobre. Le immagini della Foresta Amazzonica devastata, oltre che dagli incendi, anche dal taglio indiscriminato degli alberi, sicuramente per motivi di speculazione. Misteriosa morìa di pesci in Kamchatka.

Cane a sei zampe - Wikipedia

Virus mutato e 15 milioni di visoni abbattuti: cosa succede in Danimarca |  QuiFinanza

Cosa c’è da sapere sul #NataleSenzaAmazon (e in favore dei piccoli commercianti)

Novembre: la denuncia di Greenpeace contro ENI per le sue pubblicità ingannevoli. Lo sterminio dei visoni in Danimarca, accusati di portare una variante del Virus che si tema possa essere resistente al vaccino che si sta cominciando a sperimentare. L’iniziativa “#NataleSenzaAmazon”, per favorire gli acquisti nei piccoli negozi locali.

Bergamo, in consegna i primi vaccini: al via la campagna antinfluenzale -  Bergamo News

Dicembre: l’inizio delle vaccinazioni in tutta Europa per questa stramaledetta pandemia che ci ha tolto parenti, amici e la vita di prima.

Spero, l’inizio della fine di questa epidemia e l’inizio della possibilità di tornare alla vita di tutti i giorni, che in quest’anno ci è stata negata in tutti i modi. Specialmente spero sia l’inizio della ripresa economica che tutti auspichiamo, in modo particolare per le piccole attività commerciali e artigiane che non conoscono assembramenti nemmeno nel loro periodo migliore. Spero che nessuno smetta più di lavorare, e che questo sia l’ultimo lockdown che stiamo vivendo. Lo spero, soprattutto per loro.

La forza di un abbraccio – Cieloacquaterra.it

E spero che nel 2021 nessuno debba più piangere per la perdita di qualche caro. Anche se so che per i primi mesi tutto sarà uguale al 2020. Ma almeno spero che nel 2021 si decreti la fine di ogni restrizione e di ogni impedimento, e la fine della pandemia. Sereno 2021 a tutti voi, che ci si possa tornare ad abbracciare e a stare insieme. Amen.

COSA CONTIENE LA PLASTICA?


Non solo bisfenolo e ftalati: la plastica contiene 140 sostanze dannose ed è una minaccia per la salute umana

Anzitutto, scusatemi se non ho potuto farvi gli auguri di Natale. In questo mese sono stato impegnato in altre attività e ho trascurato il blog. In modo particolare mi sono dedicato all’aggiornamento del mio primo sito web, e alla creazione e costruzione di un sito per me.

Oggi ho trovato un articolo veramente interessante su Tiscali Ambiente, su cosa contiene la plastica, ed è il risultato di un rapporto dell’Endocrine Society e dell’IPEN. Secondo questo studio la plastica contiene ben 140 sostanze dannose per la nostra salute. I più comuni sono:

Bisfenoli
Alchilfenoli
Composti perfluorurati (PFAS)
Ritardanti di fiamma bromurati, BFR
Diossina
Ftalati
Stabilizzatori UV
Piombo e cadmio

La plastica è dunque non solo una minaccia per l’ambiente e gli animali ma anche per l’uomo e non solo quello di oggi. Tali sostanze, infatti, sono molto persistenti nell’ambiente e dunque pericolose anche per le generazioni future. Non si salvano neppure le bioplastiche dato che, secondo il report, contengono comunque alcuni interferenti endocrini.

Come si legge nel rapporto: “Sulla base delle prove scientifiche, i governi e le aziende dovrebbero attuare politiche che riducano al minimo l’esposizione agli EDC per proteggere la salute pubblica e l’ambiente”. Non c’è altro sistema, dunque, che eliminare queste sostanze potenzialmente pericolose dalle materie plastiche ma bisogna farlo a livello globale e alla svelta.

Fonte: Tiscali Ambiente

ECCO COME VENGONO SMALTITI I DISPOSITIVI ELETTRONICI CHE BUTTIAMO VIA


Li buttiamo perché obsoleti o non più funzionanti, ma dove finiscono smartphone, tablet e Pc?

Siamo nell’era della tecnologia. Sembra non sia possibile farne a meno. Infatti al primo malfunzionamento corriamo in un centro commerciale o sul Web per acquistarne uno nuovo, meglio se più performante. Ma che fine fanno i dispositivi che noi consideriamo obsoleti e che non usiamo più? Ora lo sappiamo.

Il cimitero della e-waste (spazzatura elettronica) è in Ghana, e precisamente ad Agbogbloshie. Chi ha avuto modo di vedere le discariche è rimasto senza parole, perché benché per i locali che vi lavorano sia questa una delle poche opportunità economiche per sopravvivere, la realtà dei fatti è che i rifiuti vengono “smaltiti” senza alcun tipo di tutela per la salute e per l’ambiente. Uno sconfinato cantiere a cielo aperto, sulla laguna di Korle, dove gli operai maneggiano sostanze altamente tossiche senza utilizzare alcun tipo di dispositivo di protezione individuale (DPI). Le associazioni ambientaliste stimano che ad Agbogbloshie arrivino annualmente oltre 250 milioni di tonnellate di e-waste, provenienti per l’85 per cento dal Vecchio Continente (attraverso circuiti per lo più illegali).

Come è stato possibile tutto ciò? Fatta la legge, trovato l’inganno. Basta dichiarare quei rifiuti come riparabili e il gioco, anzi il danno, è fatto. Così migliaia di disperati tentano di recuperare i metalli preziosi (rame, nichel, piombo, manganese, cromo, titanio, tungsteno, argento, oro, palladio, alluminio, bario, boro, berillio e cobalto) per poco meno di 4 dollari al giorno. Per farlo bruciano montagne di plastica isolante, e spaccano con pietre e martelli i vecchi apparecchi elettronici.

L’aria, avvelenata dai fumi neri e densi della gomma incenerita, provoca nei lavoratori e anche nei residenti della zona gravi problemi di salute. Tanti lamentano dolori al petto e agli arti, e disturbi allo stomaco e al fegato. Altri hanno sviluppato malattie respiratorie e della pelle più o meno gravi, come anche problemi cardiovascolari e disturbi al sistema endocrino: inutile dire che in tutta la città il rischio cancro è qualcosa di più di un semplice “rischio”.

Eppure la manovalanza non manca. Nella città arrivano lavoratori da tutto il Paese. C’è chi si trasferisce con la speranza di guadagnare i soldi necessari al sostentamento della propria famiglia, ma nella maggior parte dei casi il sogno diventa incubo: molti dei ragazzi emigrati si ammalano e non fanno più ritorno al proprio villaggio natale.

Nei fumi sono presenti elevate concentrazioni di diossine, litio, cadmio, cromo, piombo e mercurio. Queste sostanze finiscono inevitabilmente per contaminare tutto, anche l’acqua e il cibo: in un solo uovo di gallina allevata nel circondario della discarica ci sarebbero 220 volte più diossine clorurate e quattro volte più bifenili policlorurati rispetto alla quantità massima ammessa dall’European Food Safety Authority.

Fonte: Tiscali Ambiente

#NataleSenzaAmazon


Cosa c’è da sapere sul #NataleSenzaAmazon (e in favore dei piccoli commercianti)

È una bella iniziativa quella partita dalla Francia, da parte di fazioni politiche opposte, per sostenere l’economia locale e acquistare soltanto prodotti dai piccoli commercianti, a discapito della grande industria multinazionale Amazon. La crisi del Covid-19 sta mordendo l’economia di tutto il mondo, e i piccoli commercianti, già fortemente provati dal capitalismo sfrenato degli ultimi decenni, rischiano di chiudere le saracinesche per sempre. È allora un’iniziativa da sposare questa.

Tanti negozi restano chiusi. Il sindaco di Cassano: «Esempio da seguire» -  MALPENSA24

Perché i piccoli commercianti e artigiani devono rimanere chiusi a causa del lockdown (che poi non è che si faccia tutto questo assembramento di fronte alle loro vetrine), mentre le grandi industrie come Amazon, re del commercio online, possono vendere di tutto e di più divorando la concorrenza? È una cosa che trovo profondamente ingiusta.

Prof sanzionata, Usb: 22 maggio consegna firme petizione protesta

È nata anche questa petizione se vogliamo firmare. Tale petizione punta a privilegiare il commercio di prossimità, per svariate ragioni: la lotta alla disuguaglianza sociale, la necessità di porre un limite al trattamento fiscale privilegiato in favore di queste multinazionali, l’impatto ambientale dei trasporti, lo sviluppo di un’economia davvero circolare.

acquista-online - Piemonte dal Vivo

Noi tutti siamo bombardati dalle pubblicità sia in TV che su internet, sul black friday, sull’ “acquista ora con un click”, sugli sconti se acquisti online, … Ma cosa succede se clicchiamo? Ci sono conseguenze indubbiamente negative: anzitutto le emissioni aumentano a causa dei trasporti. Spesso, infatti, i prodotti devono attraversare centinaia o migliaia di km prima di arrivare a casa nostra. Questo comporta inevitabilmente l’aumento delle emissioni inquinanti.

Come smaltire al meglio i rifiuti elettronici - Non sprecare

Ogni anno vengono prodotte nel mondo milioni di tonnellate di rifiuti elettronici (nel 2019 sono stati prodotti 53,6 milioni di tonnellate), a causa dell’obsolescenza (talvolta programmata), dello sviluppo galoppante delle nuove tecnologie, o del fatto che la garanzia scade troppo presto. Ma noi non sappiamo come possiamo smaltire queste milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. Inoltre Amazon ha il potere di distruggere i prodotti invenduti. Ogni giorno gli addetti possono arrivare anche a distruggere 20-30mila euro di merce invenduta, a causa di un sistema che incentiva economicamente i venditori a lasciare che Amazon distrugga i propri articoli invenduti piuttosto che riceverli come reso.

Come Scegliere il Corriere per il Tuo E-commerce - Scuola Ecommerce

Tutti acquistiamo beni e servizi, anche online, e non possiamo sentirci in colpa quando lo facciamo, non c’è dubbio. Quello che possiamo fare è scegliere come, e preferire delle alternative sostenibili almeno ogni volta che questo sia possibile. Scegliere la prossimità, il riuso degli oggetti, l’acquisto di seconda mano o anche l’acquisto di prodotti online delle piccole imprese anziché dei grandi marchi, sono alternative che possono offrirci delle soluzioni più convenienti per noi e per il pianeta.

ENI, LE BUGIE HANNO LE ZAMPE CORTE


Cane a sei zampe - Wikipedia

Greenpeace ha sbugiardato le dichiarazioni pubblicitarie di ENI, Ente Nazionale Idrocarburi. Ecco l’articolo:

La storia del marchio Eni | Eni

Il colosso petrolifero italiano infatti è uno dei più grandi emettitori di CO2 del mondo, il primo in Italia, e il suo maggiore azionista è proprio lo Stato Italiano, attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (4,37%) e Cassa Depositi e Prestiti SPA (25,96%). Da questo punto di vista, non lo ripeteremo mai abbastanza, è come se tutti noi cittadini e cittadine fossimo suoi “azionisti”. La domanda è: ma se davvero Eni appartiene in parte anche a noi, cosa fa per accelerare la transizione ecologica di cui tanto abbiamo bisogno? La risposta purtroppo è: ben poco, anzi, quasi nulla.

Il diesel non è "green": ENI multata di 5 milioni di euro per pubblicità  ingannevole | DMove.it

La scienza infatti ci dice che abbiamo meno di 10 anni per dimezzare le emissioni globali di CO2 per evitare la catastrofe climatica. Il piano strategico Eni nei prossimi 10 anni invece prevede di aumentare l’estrazione di fossili e dunque le emissioni di CO2. Lo scollamento è enorme, ma è anche ben nascosto… soprattutto perché Eni sa bene come “riverniciarsi” di verde e far passare le proprie attività addirittura come “green” e sostenibili.  Niente di più discutibile: abbiamo controllato i loro piani e sappiamo che nel quadriennio 2020-23 Eni ha stabilito investimenti per 24 miliardi in idrocarburi e solo 2,6 miliardi in rinnovabili. Praticamente oltre il 70% andrà alle fossili e solo un misero 8% alle rinnovabili.Al 2050 l’85% della sua produzione sarà a base di gas fossile. 

ENI Green Data Center a Ferrera Erbognone | Arketipo

Ma non è tutto, e non è certo la prima volta che la compagnia cerca di indorare la pillola petrolifera… pochi mesi fa l’azienda è stata anche multata dall’Antitrust per pubblicità ingannevole perché reclamizzava come green il proprio “Diesel+”. nel quadriennio 2020-23 Eni ha stabilito investimenti per 24 miliardi in idrocarburi e solo 2,6 miliardi in rinnovabili. Praticamente oltre il 70% andrà alle fossili e solo un misero 8% alle rinnovabili.Al 2050 l’85% della sua produzione sarà a base di gas fossile. 

Eni fa affari in Cina - Industria Italiana

Eni promette da tempo di voler abbattere le proprie emissioni, lo avrete magari letto anche voi, e qui vengono al pettine le sue bugie: la compagnia infatti non sembrerebbe affatto intenzionata a diminuire il proprio ruolo nella crisi climatica, ma preferisce “compensare” le proprie emissioni, con progetti di riforestazione o con tecnologie di cattura e stoccaggio di CO2: finte soluzioni, pericolose e costose. In pratica, si prosegue con il business as usual e al posto di lasciare sottoterra le fonti fossili, si opta per estrarle e sfruttarle ugualmente, andando poi a seppellire la CO2 prodotta, con tecnologie discutibili anche sul piano economico, e a ripiantare alberi.

Eni, scarso impegno nelle rinnovabili e il palliativo degli alberi in  Africa | QualEnergia.it

Non solo le bugie, ma anche le strategie di breve termine hanno le zampe corte e non vanno lontano: l’unica soluzione possibile è smantellare una volta per tutte questo sistema, smettere di rimandare gli investimenti più verdi e puntare davvero sulle rinnovabili, energie pulite che porterebbero vantaggi ambientali, economici e sociali per il bene nostro e quello del Pianeta.

Greenpeace Italia

Greenpeace a tal proposito ha lanciato anche una petizione che ho firmato e che vi condivido. Per leggerla e firmarla cliccate su questo link.

LO STERMINIO DEI VISONI


Virus mutato e 15 milioni di visoni abbattuti: cosa succede in Danimarca |  QuiFinanza

È iniziato lo sterminio dei visoni in Danimarca. Si stima che la mattanza debba contare 17 milioni di animali. Il movente sarebbe l’ipotesi di una mutazione del Covid-19 già trasmessa a 12 persone, che minaccia l’efficacia di un futuro vaccino per l’uomo. L’Ente Nazionale Protezione Animali protesta e chiede una riflessione a tutti gli Stati europei sugli allevamenti intensivi di animali da pelliccia.

La Danimarca abbatte 17 milioni di visoni portatori di una variante del  coronavirus - la Repubblica

L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), ha lanciato un appello al Governo e al Parlamento “affinché stabiliscano la chiusura per sempre di tutti gli allevamenti di animali da pelliccia in Italia, ancora attivi in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Abruzzo, prevedendo il recupero e la riabilitazione degli animali”.

Coronavirus mutato nei visoni: Danimarca pronta ad abbatterne milioni-  Corriere.it

“In questi stabilimenti gli animali vivono spesso in pessime condizioni igieniche e lo stress che subiscono dalla nascita all’uccisione è altissimo, costretti come sono a subire un’angusta cattività in scenari d’inferno. Un motivo di più per riflettere sulla necessità di chiudere tutti questi stabilimenti”.

FINESTRE TERMOCROMICHE


Il fotovoltaico scende dai tetti, al via la rivoluzione delle finestre termocromiche

La nuova frontiera del fotovoltaico potrebbe presto prendere piede nelle nostre case. Un team di scienziati ha testato con successo le potenzialità delle nuove celle in perovskiti installate nei vetri delle smart window (finestre intelligenti) di ultima generazione. I risultati ottenuti sembrano promettere un futuro estremamente luminoso. I moderni infissi, ribattezzate finestre termocromiche, sono dotati di vetri “intelligenti” che, al variare della temperatura esterna, riescono a modificare il proprio colore così da aumentare – o diminuire – il passaggio dei raggi solari. In questo modo sarà possibile ridurre esponenzialmente il carico termico in entrata massimizzando i consumi elettrici e l’illuminazione diurna.

Stando a quanto riferito dagli ingegneri, il prodotto rivoluzionerà il settore delle rinnovabili e consentirà di ottenere energia elettrica anche dalle abitazioni e dagli uffici incompatibili con i normali impianti fotovoltaici. Un prototipo di finestra che utilizza questa tecnologia potrebbe essere sviluppato entro un anno.

Fonte: Tiscali Ambiente

Il miglioramento dell’efficienza energetica di una casa passa anche per queste innovazioni. Le finestre fotocromatiche arriveranno anche a incrementare l’autonomia energetica delle nostre abitazioni. È una innovazione che promette molto bene.

DUE NOTIZIE TERRIBILI


Gran parte della foresta amazzonica è ormai diventata savana: raggiunto il punto di non ritorno

Cambiamenti climatici e attività dell’uomo sono strettamente connessi. Si potrebbe dire che i cambiamenti climatici siano conseguenza dell’attività dell’uomo. Gli effetti di queste attività sono devastanti. La Foresta Amazzonica si sta rapidamente trasformando in Savana. Il Presidente Bolsonaro si sta rendendo responsabile della radicale trasformazione di quello che un tempo rappresentava il polmone verde del pianeta.

Il giorno dell'Amazzonia, 10 cose da sapere

Tagli indiscriminati degli alberi e incendi dolosi, in brevissimo tempo, hanno distrutto gran parte della foresta. Il più grave disastro ambientale della storia del Brasile e non solo. La siccità è solo una delle conseguenze dei cambiamenti climatici connessi all’attività dell’uomo. E la foresta soffre, perché da pluviale diventa arida.

Andando all’altra estremità della Terra, in Kamchatka, ecco un altro fenomeno apparentemente inspiegabile: la morìa di pesci. Non  una morìa qualsiasi: il 95% della vita sui fondali marini non esiste più, è sterminata dall’inquinamento. Ancora misteriosa la causa.

Gli ambientalisti sostengono che l’inquinamento possa provenire da un impianto di stoccaggio di sostanze chimiche velenose di epoca sovietica forse filtrate in mare. Circostanza però negata da Solodov. Il vice presidente dell’Accademia Russa delle Scienze, Andrei Adrianov, invece, ha detto che la morìa è stata causata dalle tossine delle microalghe, conosciute come fioritura delle alghe. La teoria è stata sostenuta da importanti biologi marini russi, data la presenza di schiuma gialla che copre un’area visibile dallo spazio.

Da gennaio spariti 1.200 km quadrati di foresta Amazzonica. E Bolsonaro  taglia i fondi ai forestali - Open

Due notizie terribili che dimostrano quanto le attività dell’uomo influiscano sul cambiamento climatico, e quanto questo ricada sull’uomo e sugli animali. È come un gatto che si morde la coda. Bisogna saper ascoltare il grido della Terra, che ci implora di fermarci. Altrimenti le conseguenze ricadranno su di noi e suoi nostri figli e nipoti. Il punto di non ritorno è quasi arrivato.

SCIOPERO NAZIONALE PER IL CLIMA


Fridays For Future Italia - sito ufficiale

Torna il Fridays For Future. Oggi c’è lo sciopero nazionale per il Clima, che è possibile seguire in diretta su facebook e su instagram. Ecco la mappa di tutti gli eventi che si svolgeranno oggi. Nel rispetto della sicurezza e delle norme igienico-sanitarie. I ragazzi si dicono costretti a tornare in piazza per chiedere alle istituzioni di agire. A Milano è previsto un corteo con partenza alle 9:30 da largo Cairoli. Nella capitale Roma, è stata organizzata una Ride for future, una biciclettata per il futuro, con partenza alle ore 8:30 in piazza Biffi (Garbatella) e arrivo in piazza del Popolo, dove si terrà il climate strike.

Ride For Future: Biciclettata Colorata, Costumata e Rumorosa, Fri Oct 09  2020 at 08:30 am

L’epidemia e gli eventi sempre più estremi e sempre più frequenti che nei giorni scorsi hanno ferito il Nord Italia ci dicono quanto sia urgente agire per abbassare la temperatura della Terra. Ciò che è successo in Liguria e in Piemonte, infatti, non è una “bomba d’acqua” o “maltempo”. È il sintomo della febbre del nostro pianeta, febbre provocata da noi e dalle nostre attività quotidiane.

Emergenza clima: si salvi chi può! - Noi Siamo Futuro

Se voi ragionate in questo modo: “Ma cosa vuoi che siano due gradi in più, da 28 a 30? Praticamente non cambia niente”, provate a pensare a quello che succede se noi abbiamo 38,5 o 39 di febbre. Che differenze notate rispetto a quando la vostra temperatura è al di sotto dei 37? Così succede anche alla Terra. Terremoti, crolli, frane, smottamenti, scioglimento dei ghiacciai, siccità, pioggia che provoca eventi sempre più estremi e devastanti, sempre più frequenti. Essi sono come tosse, dolori muscolari, diarrea, nauesa, vomiti, mal di testa, brividi, difficoltà respiratorie, … Eh ma sono due gradi in più, non è che sia tanto da 36,5 a 38,5. Poi però questo succede quando la temperatura è superiore a quella soglia.

Il nostro pianeta ha la febbre alta? – Notizie Cristiane

Non so se ho reso l’idea. Ecco perché è fondamentale curare la terra, sacrificando parte delle nostre attività per il bene del pianeta e per il benessere di tutti.

TORNANO LE GIORNATE FAI D’AUTUNNO!


Le Giornate FAI d'Autunno 2020 tornano il 17-18 e il 24-25 ottobre

Tornano le Giornate FAI d’Autunno. Anzi, quest’anno raddoppiano! I week-end dedicati alle visite alle bellezze naturali e architettoniche del nostro Paese e alla loro valorizzazione e protezione, infatti, saranno due. Il 17 e 18, e il 24 e 25 ottobre sarà possibile visitare mille luoghi del cuore in oltre 400 città d’Italia. L’edizione di quest’anno sarà dedicato a Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI scomparsa il 19 luglio scorso alla veneranda età di 97 anni.

FAI Delegazione di Piacenza updated... - FAI Delegazione di Piacenza |  Facebook

È un’occasione da non perdere per tornare a scoprire luoghi ancora poco conosciuti del nostro Paese e sostenere la missione del FAI. Per garantire un sereno svolgimento delle giornate di manifestazione, da oggi grazie a una donazione di 3,00 € sarà possibile prenotare la propria visita sul sito www.giornatefai.it. La prenotazione, seppur fortemente consigliata, non è obbligatoria. Oppure potrete scegliere di iscrivervi al FAI prima dell’evento e garantirvi l’accesso alle aperture riservate agli iscritti FAI. Sarà comunque possibile iscriversi al FAI anche in piazza durante i weekend dell’evento.

FAI-logo | Milano AllNews

Per quanto riguarda le norme di sicurezza, durante le visite sarà necessario rispettare tutte le norme contenute nei cartelli informativi posti all’inizio del percorso, a partire dal distanziamento sociale per evitare di creare assembramenti. È obbligatorio indossare la propria mascherina durante l’intera durata della visita, disinfettare le mani con gli appositi gel situati all’ingresso del percorso e attenersi in generale alle indicazioni date dal personale volontario. E se ovviamente si ha avuto sintomi del covid nei 14 giorni prima dell’evento, o il giorno stesso, o se si hanno sintomi influenzali o febbre pari o superiore a 37,5 si deve rinunciare allo stesso.

Ottobre è il mese del FAI: ricordati di salvare l'Italia | Radio Deejay

E allora, visitate i vostri luoghi del cuore, naturalmente quelli presenti sul sito del FAI. Sul sito, infatti, è già disponibile la mappa dei luoghi da visitare (primo weekend e secondo weekend). Inoltre da oggi e fino al 25 ottobre chi vorrà fare una donazione a distanza, potrà farlo attraverso un SMS solidale, promosso anche durante la Settimana RAI per i Beni Culturali. Inviamo un SMS del valore di 2 euro al 45582. Possiamo donare anche 5 o 10 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa.

#RicordiamociDiSalvareLItalia

LA FRANCIA BANDISCE LA VIOLENZA SUGLI ANIMALI


In Francia saranno banditi gli animali selvatici al circo. Stop anche alla riproduzione nei parchi acquatici e agli allevamenti di visoni

Una buonissima notizia arriva dalla Francia. La nazione transalpina ha bandito gli animali selvatici dal circo, la riproduzione di delfini e oche nei parchi acquatici e gli allevamenti di visoni d’America, entro 5 anni. Sono queste le misure annunciate dalla Ministra della Transizione Ambientale Barbara Pompili, che ha dichiarato: “È ora che il nostro fascino ancestrale per queste creature selvagge non si traduca più in situazioni in cui la loro prigionia sia favorita rispetto al loro benessere”.

Con questo provvedimento la Francia intende lanciare un chiaro segnale del proprio impegno a proteggere la natura. Tra le misure annunciate c’è anche il sostegno agli zoo, affinché possano attuare misure in favore degli animali custoditi. Per quanto riguarda gli obiettivi, a detta della Ministra, non è fissata una data certa, ma si preferisce impostare un processo in modo che avvenga il più rapidamente possibile.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Finalmente una bella notizia dalla Francia. Spero che anche i loro cugini (italiani) si impegnino a fare altrettanto.

SCIMMIA SMART


Monkey steals cellphone from student's bedroom, takes selfies before  dumping it - Anchorage Daily News

Perde il suo cellulare. Pensa glielo avessero rubato, ma dopo due giorni lo ritrova in mezzo alla foresta dietro casa sua. È successo in Malesia, a Zackrydz Rodzi, 20 anni. Quando lo ritrova scopre la memoria piena di selfie e di video in slow motion, tutti girati da… una scimmia! Anche i video mostrano la curiosa scimmia che si infila il cellulare nella bocca.

Monkey steals cellphone from student's bedroom, takes selfies before  dumping it - Anchorage Daily News

Il suo racconto: “Erano due giorni che provavo a chiamare, ma all’inizio il telefono era in modalità offline. Quando l’ho recuperato e ho aperto la galleria, wow! Era pieno di foto di scimmie, in slow motion, time lapse e tutto il resto”.

Get This: Just monkeying around: Primate takes phone, then selfies - The  Lima News

Fonte: Tiscali Ambiente

Malesia, la scimmia ruba un cellulare e si fa un video selfie - Corriere TV

Pare che anche le scimmie si siano adeguate ai tempi moderni.

GIORNATA DEL PAESAGGIO 2020


Dal 1975 il FAI difende la bellezza d'Italia. Per sempre per tutti.

Domani ricorre la Giornata del Paesaggio, organizzata dal FAI, Fondo Ambiente Italiano, del quale sono un acceso sostenitore. L’evento si sarebbe dovuto tenere a marzo, ma è stato tutto rinviato per via del covid. Per domani il FAI invita a guardarsi attorno con attenzione, a far spaziare lo sguardo e ad apprezzare con maggiore consapevolezza la bellezza dei paesaggi che si possono ammirare da nove suoi Beni in sette regioni: Castello e Parco di Masino a Caravino (TO), Villa Flecchia e Collezione Enrico a Magnano (BI), Podere Case Lovara a Punta Mesco, Levanto (SP), Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia (PD), Orto sul Colle dell’Infinito a Recanati (MC), Bosco di San Francesco ad Assisi (PG), Baia di Ieranto a Massa Lubrense (NA), Saline Conti Vecchi ad Assemini (CA) e Batteria Militare Talmone a Punta Don Diego, Palau (SS) – a cui si aggiunge l’Oasi Zegna a Trivero (BI), grande progetto di valorizzazione ambientale e sociale voluto da Ermenegildo Zegna e patrocinato dal FAI. Cliccando su questi link potrete trovare tutte le informazioni necessarie per accedere a questi luoghi e godere della loro bellezza, di cui qua vi posto le foto più belle.

CASTELLO E PARCO DI MASINO | Bene FAI

Castello e Parco di Masino (Caravino – TO)

Villa Flecchia e Collezione Enrico (Magnano): AGGIORNATO 2020 - tutto  quello che c'è da sapere - Tripadvisor

Villa Flecchia e Collezione Enrico (Magnano – BI)

PODERE CASE LOVARA | Bene FAI

Podere Case Lovara – Punta Mesco (Levanto – SP)

Villa dei Vescovi Padova Luvigliano Visita Orari Prezzi Biglietti

Villa dei Vescovi (Luvigliano di Torreglia – PD)

Il Fai riapre l'Orto sul Colle dell'Infinito a Recanati - Cultura -  CentroPagina - Cronaca e attualità dalle Marche

Orto sul Colle dell’Infinito (Recanati – MC)

iluoghidelsilenzio

Bosco di San Francesco (Assisi – PG)

Il sentiero lungo Punta Campanella e la Baia di Ieranto | SiViaggia

Baia di Ieranto (Massa Luberense – NA)

Saline Conti Vecchi | Giornate FAI

Saline Conti Vecchi (Assemini – CA)

La batteria militare vista da terra. Di fonte Spargi e la Corsica. - Foto  di Batteria Militare Talmone, Palau - Tripadvisor

Batteria Militare Talmone – Punta Don Diego (Palau – SS)

E allora, prenotatevi sul sito fondoambiente.it

LA CALOTTA ANTARTICA SI STA SCIOGLIENDO VELOCEMENTE


Stiamo perdendo le piattaforme di ghiaccio dell'Antartide

La calotta antartica si sta sciogliendo a una velocità elevata. Il 60% del ghiaccio potrebbe fratturarsi a causa delle attività dell’uomo che provocano un aumento della temperatura nell’atmosfera. Lo indica una ricerca della Columbia University basata sulla combinazione di immagini satellitari, intelligenza artificiale e una simulazione secondo la quale questo processo potrebbe accelerare lo scioglimento della calotta glaciale antartica e far aumentare il livello degli oceani.

Quando queste piattaforme di ghiaccio collassano, i ghiacci della calotta possono fluire più rapidamente verso l’oceano, come è successo in seguito al collasso nel 2002 di gran parte della piattaforma di ghiaccio Larsen B che si è disintegrata in meno di sei settimane. Nella primavera del 2020, dati dei satelliti hanno mostrato che i ghiacci dei poli si stanno sciogliendo a una velocità 6 volte superiore a quella degli anni Novanta e che Antartide e Groenlandia in 26 anni hanno perso 6.400 miliardi di tonnellate di ghiaccio, facendo aumentare il livello globale dei mari di quasi 18 millimetri.

CAPELLI PER CONTENERE LA MAREA NERA?


“Capelli umani per contenere la marea nera alle Mauritius dopo incidente della petroliera”: l’iniziativa dei parrucchieri australiani

Un mese fa si è incagliata una petroliera nel mare delle isole delle Mauritius. Purtroppo, se in un primo momento sembrava che il disastro si potesse contenere, ora non è più così. Per assorbire la marea nera (si stima che siano stati sversati in mare già mille tonnellate di carburante) che rischia di espandersi e quindi di creare disastri ambientali ben peggiori di quello attuale, l’ente no profit Sustainable Salons, che da anni raccoglie dai parrucchieri e ricicla i resti, le sostanze chimiche o le lamette, raccoglie le donazioni di capelli per arginare il disastro.

L’ente in questione ha raccolto ben 10 tonnellate di capelli, con cui costruire barriere galleggianti che possano assorbire l’agente inquinante. L’idea nasce da uno studio realizzato dall’Università della Tecnologia di Sydney, e pubblicato appena una settimana prima dell’incidente, in cui dimostra come i capelli siano in grado di trattenere il petrolio.

A proposito dell’incidente, sono stati arrestati il Comandante e il suo secondo, per indagare sulle cause dell’incidente. Secondo alcune indiscrezioni i due si sono avvicinati volontariamente alla riva per captare meglio il segnale Wi-Fi mentre a bordo si festeggiava un compleanno. Tuttavia queste restano solo indiscrezioni che lasciano il tempo che trovano.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Voi credete che possa funzionare questa tecnologia naturale?

SPAVENTOSA MORIA DI API IN LOMBARDIA IN POCHE ORE


Quattro milioni di api morte in due giorni tra Brescia e Cremona: indagano i Forestali

Quattro milioni di api sono morte in due giorni nelle province di Brescia e Cremona, in una fascia di territorio di circa 6 km. Sulle cause, ancora ignote, indagano i forestali. Un danno inestimabile all’economia della zona e soprattutto per la salute e il futuro della popolazione. Anche perché solo in provincia di Brescia si contano ben 119 imprese, con una produzione di 300mila tonnellate di cera, miele, propoli e derivati.

Cifre allarmanti, considerando che quasi il 90% delle piante selvatiche da fiore ha bisogno di impollinatori per riprodursi: api, vespe, farfalle, coccinelle, ragni, rettili, uccelli. In generale, una singola ape visita in media circa 7.000 fiori al giorno e ci vogliono 4 milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele. Tre colture alimentari su quattro dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api; tra queste – secondo la Fao – ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

LEGGE CANCELLA-COSTE


Sardegna a rischio le coste. Il Centro destra punta a far saltare ...

È stata approvata dal Consiglio Regionale della Sardegna, dalla sola maggioranza di destra, la “legge del cemento” che metterebbe seriamente a rischio la bellezza delle coste sarde con l’autorizzazione a cementificare, contro la quale il Ministero dell’Ambiente potrebbe ricorrere alla Corte Costituzionale. È stata approvata con l’intento di superare il parere contrario della Soprintendenza riguardo alla costruzione della Strada a 4 corsie Sassari-Alghero. Ma questa, a mio parere, è solo una pessima scusa.

Un appello per le coste della Sardegna: “Salvate la Conservatoria ...

La legge avrebbe lo scopo di reinterpretare il Piano Paesaggistico Regionale del 2006, così da liberare la Regione dall’obbligo di concordare con il ministero per i Beni e le attività culturali i progetti di costruzione sulla fascia costiera. provvedimento ha attirato le proteste, oltre che dei gruppi di opposizione di Pd, Leu, M5S e Progressisti che hanno dato battaglia in Consiglio, anche di tanti movimenti ambientalisti e di salvaguardia dei beni culturali come Italia Nostra e Wwf, con in prima linea l’associazione ecologista Grig (Gruppo d’Intervento giuridico onlus).

L'arrembaggio anticostituzionale al piano paesaggistico sardo | il ...

“La proposta di legge è palesemente esorbitante rispetto alle competenze della Regione. Propone un’interpretazione al di fuori dei canoni previsti dalla Corte Costituzionale che permette una revisione solo nel caso di dubbi interpretativi”, ha spiegato Stefano Deliperi del Grig, il quale contro il provvedimento ha promosso una petizione arrivata ad oltre 30mila firme. “Nel caso del Piano paesaggistico regionale, ormai in vigore da 14 anni, non c’è alcun dubbio. Le disposizioni sono piuttosto chiare e coinvolgono il Mibact. La regione autonoma non può eliminare lo Stato da questa competenza”.

piano paesaggistico regionale | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus

Fonte: QuiFinanza.it

Migliaia e migliaia di cittadini per le coste della Sardegna: no ...

Tra un paragrafo e l’altro vi ho messo alcune immagini delle Coste sarde che rischiano di diventare solo un ricordo, o di essere deturpate dalle edifcazioni concesse troppo facilmente. Vi lascio qui il commento del giornalista e autore del blog Generazione Antigone Lorenzo Tosa:

Notizie del territorio - Italia Nostra Italia Nostra

L’hanno chiamata senza mezzi termini “Legge del cemento”, e non c’è bisogno di spiegare il perché. Il governatore leghista Solinas, insieme a tutto il centrodestra, ha appena fatto approvare in Regione un provvedimento che farà colare tonnellate di cemento sulla costa della Sardegna, devastando il paesaggio anche nella fascia protetta entro i 300 metri dal mare e cancellando con un colpo di spugna uno dei Piani paesaggistici – quello del 2006 a firma Soru – più innovativi, green e sostenibili a livello continentale e un modello per tutta Italia. Questa “piccola” leggina consentirà alla Regione di ignorare e bypassare il parere del Ministero dei Beni culturali su tutte le nuove costruzioni nella fascia costiera. Tradotto? Una deregulation totale che devasterà la costa e lascerà ferite permanenti e non rimarginabili su uno dei paesaggi più belli al mondo. Un’oscenità immonda che riporta l’orologio indietro di decenni a un “passato” di scempi edilizi, abusi, cementificazione selvaggia. Per fermare tutto questo non resta che una strada: il governo impugni al più presto questo scempio incostituzionale. Non si tratta solo di difendere la Sardegna ma l’Italia intera. Ecco quello che succede quando si vota gente che non conosce il più elementare concetto di patrimonio, di bellezza, di interesse pubblico. Eccola qui, la destra che in campagna elettorale indossa la felpa dei Quattro mori e poi li svende al miglior offerente. Ricordiamocene la prossima volta che andiamo a votare.

Sardegna, ancora cemento sulle coste? La nuova legge preoccupa gli ...

 

IL MARE DOPO IL LOCKDOW


Ecco cosa è successo ai mari italiani dopo il lockdown - Tiscali ...

Cos’è successo ai nostri mari dopo il terribile lockdown? Le immagini delle mascherine e dei guanti buttati ovunque ci hanno fatto temere il peggio, ma invece la situazione, rivelata da un monitoraggio da parte del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), pare essere confortante. I nostri mari sono puliti e cristallini.

Ecco che voce aveva il mare durante il lockdown - La Stampa ...


Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa si è detto pronto ad impegnarsi affinché questi standard di qualità siano mantenuti nella costruzione di una nuova normalità green. Aumenta la trasparenza delle acque e diminuisce l’inquinamento acustico, specialmente in Campania, a causa della (o grazie alla) assenza di imbarcazioni.

Lockdown: l'effetto del rallentamento delle attività umane sull ...


Sulla presenza di metalli, fitofarmaci, solventi e altre sostanze legate alle attività produttive, oltre che i principali parametri chimici, correlabili con gli apporti organici riversati in mare, il monitoraggio ha rilevato una minore quantità di nutrienti rispetto agli anni passati.

Il mare ai tempi del coronavirus, al via progetto di monitoraggio ...


Nel complesso l’attività, partita a metà dell’aprile scorso fino ai primi di giugno, ha visto impegnate 14 Agenzie regionali per la protezione dell’Ambiente, circa 300 militari della Guardia Costiera che hanno effettuato 127 specifiche missioni. Sono stati dunque oltre 10mila gli esperti messi in campo dal Sistema delle agenzie ambientali. Una sinergia che, a detta dell’Ammiraglio Giovanni Pettorino, permetterà di operare in futuro in maniera ancor più efficace per proteggere e tutelare l’ambiente marino e costiero.

Fonte: ambiente.tiscali.it

STRAGE IN BIRMANIA


Myanmar, crollo in una cava di giada: più di 100 morti - la Repubblica

In Myanmar, ex Birmania, è strage di minatori. Sono infatti almeno 160 i morti nella frana in una miniera di giada, in quello che si sta rivelando uno dei peggiori incidenti sul lavoro nella storia del Paese. La frana è stata causata dalle “forti piogge” e sono ancora in corso le operazioni di soccorso per portare in salvo eventuali sopravvissuti nel sito situato nel villaggio di Sate Mu, nella municipalità di Hpakant, nello Stato di Kachin, non lontano dal confine con la Cina. Le immagini sono davvero impressionanti.

Myanmar, frana su minieria di giada: almeno 113 le vittime

Tragedia in Myanmar, frana in una miniera di giada: oltre 100 ...

Frana una miniera di giada in Myanmar, morte 113 persone - Panorama

GIORNATE FAI ALL’APERTO


Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) continua a fare. Dopo il lockdown che ha costretto anche loro alla chiusura, i volontari del FAI ripartono con l’iniziativa “Giornate FAI all’aperto”. Sabato 27 e domenica 28 giugno oltre 200 luoghi saranno aperti in più di 150 località d’Italia. Parchi e giardini storici monumentali, riserve naturali e orti botanici, boschi, foreste e campagne, alberi millenari e piante bizzarre, sentieri immersi nella natura e passeggiate nel verde urbano, giardini pubblici da riscoprire e giardini privati segreti che si svelano al pubblico, da una sequoia gigante sopravvissuta al disastro del Vajont nel 1963 fino al semenzaio che ogni anno produce il verde urbano della città di Roma: sono solo alcuni dei luoghi che si potranno visitare in questa edizione speciale delle Giornate FAI, che assume un’inedita veste “all’aperto”, su prenotazione e nel rispetto delle norme di sicurezza.

Un’iniziativa per risvegliare la curiosità e l’intelligenza dinnanzi a ciò che ci circonda, per interrogarci – come scrive Goethe – su ciò che abitualmente vediamo ma non conosciamo se non in superficie, e che vedrà protagonisti anche tutti i Beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano, per l’occasione anch’essi concentrati su proposte “all’aperto” declinate sul patrimonio verde. Infine, durante le Giornate FAI all’aperto verranno svelati per la prima volta al pubblico, a pochi mesi dall’accordo tra il FAI e la Fondazione Museo di Palazzo Moroni, gli imponenti Giardini di Palazzo Moroni a Bergamo, oltre quattro ettari di verde tra le mura della Città Alta: l’omaggio del FAI alla città che ha drammaticamente sofferto l’emergenza sanitaria e che necessita di ritrovare il benessere e la bellezza che solo la natura può offrire. 

Prendere parte alle Giornate FAI è anche un modo per partecipare alla missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione, che negli oltre due mesi e mezzo di chiusura ha interrotto tutte le attività, dalle visite nei Beni ai cantieri di restauro, agli eventi nazionali. Ora il FAI è ripartito, per questo, oltre al contributo minimo – 3 euro per chi è già iscritto al FAI, 5 euro per i non iscritti – richiesto all’atto della prenotazione online, tutti i visitatori potranno iscriversi al FAI con le quote agevolate (riduzione di 10 euro) presso tutti i luoghi aperti e i Beni della Fondazione.

Si potrà prenotare fino a venerdì 26 giugno alle ore 15:00. Per ulteriori informazioni cliccate qui o qui.
P.S. A chi di voi, come me, non viene voglia di emigrare, di andare via da WordPress che ha reso praticamente quasi impossibile la pubblicazione di post stravolgendo l’editor di testo?