LA PIANTA CHE COMBATTE I TUMORI


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In Molise c’è una pianta che, secondo la tradizione e il sapere degli anziani del posto, curerebbe i tumori. Pare che questa pianta abbia importanti proprietà antitumorali. Ora questa credenza è stata confermata dall’Istituto di Sanità! Il nome latino è “Prunus Spinosa Trigno”, un arbusto spinoso che cresce nelle più incontaminate aree del Molise.

Il suo estratto, secondo l’Istituto di Sanità, se viene addizionato ad un mix di aminoacidi, sarebbe in grado di uccidere tra il 70 e il 78% delle cellule tumorali e di inibirne la proliferazione. La Ricercatrice dell’ISS Stefania Meschini ha spiegato, in occasione del IV congresso internazionale di medicina biointegrata, che “Nella sperimentazione in laboratorio, abbiamo trattato con l’estratto della pianta cellule cancerose di pazienti affetti da cancro a colon, polmone e cervice uterina. Abbiamo quindi osservato che, da solo, l’estratto non aveva effetti, ma addizionato ad un particolare complesso a base di aminoacidi, minerali e vitamine, denominato Can, è stato in grado di ridurre la sopravvivenza delle cellule tumorali ed ha portato a distruzione tra il 70 e il 78% delle cellule cancerose nell’arco di 24 ore”.

I prossimi passi, secondo la ricercatrice, saranno quelli di sperimentare la cura sugli animali, con l’obiettivo di arrivare, nell’arco di qualche anno, alla produzione di un nuovo farmaco antitumorale. 

Fonte: direttanews.it

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Speriamo sia il passo in avanti decisivo per la cura di qualsiasi tipo di tumore, di modo che il cancro si possa definitivamente sconfiggere in poco tempo, e come diceva Umberto Veronesi, speriamo che “ci siano sempre meno motivi per piangere, e sempre di più per sorridere”.

PERCHE’ NO


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Domenica 4 dicembre si vota per il referendum sulla riforma della Costituzione. Ecco perché è fondamentale votare NO per salvare la Costituzione. Anzitutto alcune “leggende metropolitane” da smentire clamorosamente:

  • Supera il bicameralismo? NO, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e Regioni, tra Camera e nuovo Senato;
  • Il nuovo Senato è eletto dal popolo (sovrano)? NO, l’articolo 57 della riforma se ne frega della sovranità del popolo e dice “I Consigli regionali e i Consigli delle Province Autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti, e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispoettivi territori”. Chi fa vedere in TV schede elettorali farlocche mente sapendo di mentire, nega ciò che precedentemente ha scritto;
  • Produce semplificazione? NO, porta da 2 a 10 i procedimenti legislativi e incrementa la confusione;
  • E’ una riforma innovativa? NO, conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie locali, private di mezzi finanziari, ed è vergognoso sentir dire da esponenti del governo che i malati di tumore o i diabetici dovrebbero trarre giovamento se si tagliano i finanziamenti alle regioni e decide tutto lo stato;
  • Diminuisce i costi della politica? NO, i costi del senato sono ridotti solo di un quinto (lo dice la Ragioneria dello Stato il 28 ottobre 2016), e se il problema sono i costi, perché non dimezzare i deputati della Camera o non abolire del tutto il Senato?;
  • Amplia la partecipazione diretta da parte dei cittadini? NO, triplica da 50mila a 150mila le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare;
  • E’ una riforma chiara e comprensibile? NO, è scritta in modo da non essere compresa se non da un esperto, e infatti 11 presidenti emeriti della Corte Costituzionale e 5 vicepresidenti dicono NO;
  • Garantisce la sovranità popolare? NO, perché insieme alla nuova legge elettorale (“Italicum”) già approvata ed in vigore espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri.

Inoltre bisogna ricordare il vero pericolo di questa riforma: l’accentramento dei poteri dello Stato ai danni di cittadini, comuni e regioni. Il Governo può superare tutti i veti imponendo qualsiasi porcheria e veleno dichiarato come “interesse nazionale”. Con buona pace della paura di tutti i cittadini che hanno paura di ammalarsi e di morire a causa della distruzione dell’ambiente scambiata per costruzione, sviluppo e lavoro.

Ecco perché vi invito caldamente a votare e a far votare NO domenica 4 dicembre, dalle 7 alle 23. Vi supplico, vi scongiuro: scongiuriamo queste sciagure. Scongiuriamo la modifica di mezza Costituzione, e scongiuriamo la distruzione dell’ambiente, votando e facendo votare NO. Grazie.

REGALO AI CACCIATORI


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Il Governo regala la “licenza di uccidere” ai cacciatori delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Marmotte, stambecchi, tassi, faine e orsi: sono loro i bersagli di questo regalo. Queste specie protette stanno per diventare oggetto di persecuzione, anche nelle zone protette e nei parchi.

Appena un mese fa il Presidente della Provincia di Bolzano ha subìto un processo alla Corte dei Conti per i reiterati e bocciati decreti anti marmotte. La LAV lo ha segnalato per danno erariale, e lui ha chiesto ed ottenuto il sostegno al governo, grazie al Ministro dell’Ambiente Galletti.

Fonte: Tiscali Notizie

IL CASO DELLA SBS


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SBS sta per Società Bonifiche Sarde. Questa grande società è (almeno fino a fine anno) proprietaria di 572 ettari di terreni e di 429 ettari di proprietà Laore localizzati nel territorio di Arborea, Marrubiu e Terralba, nonché di un’azienda con stalle, animali, strutture, magazzini e uffici della “Arborea”, che produce latte. E’ composta da 28 dipendenti, attualmente assunti dall’Agenzia Regionale “Forestas”, perché la Società SBS è in liquidazione.

Dopo anni di stallo, finalmente si è trovata la soluzione per scongiurare il rischio di licenziamenti. La Regione, di recente, ha anche acquistato aree marine e pinete, zone ad alto pregio paesaggistico, per evitare la speculazione edilizia da parte della suddetta società. Oggi la SBS è stata rimpiazzata. I terreni della società sono stati venduti con trattativa privata (visto che le trattative pubbliche precedenti erano tutte andate deserte) alla Società “Bonifiche Ferraresi”.

Qualcuno alza la voce e grida alla svendita della Sardegna. Sì OK, è vero che si poteva trattare con aziende sarde, ma è altrettanto vero che è stato fatto tutto il possibile, ma con esiti negativi. Ritengo piuttosto che sia un errore in altri termini: i terreni li poteva acquistare tutti la Regione, così come ha fatto per le aree marine. In quei termini lo ritengo un errore, ma se la società era in liquidazione, qualcosa andava fatto.

PRIME PIOGGE, PRIMI DANNI


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Finalmente piove, dopo mesi e mesi di siccità. Ma come arrivano le prime piogge, purtroppo, arrivano anche i primi danni, come ci ha abituato l’Italia in questi ultimi anni. Il fiume Tanaro straripa a Garessio, che rivive l’incubo del 1994, quando a causa di un’alluvione morirono decine di persone. E’ emergenza in tutto il cuneese. Ad Alba è stato chiuso per precauzione lo stabilimento della Ferrero, la più grande fabbrica di cioccolato dell’Italia. Alcuni allevatori portano in salvo i propri animali. L’emergenza maltempo dovrebbe cessare domani a mezzogiorno.

L’Italia si sgretola, si scioglie come burro, sotto i colpi del dissesto idrogeologico, che i governi che si susseguono non riescono ad arginare.

IN NOME DELL’INTERESSE (MULTI)NAZIONALE


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Interesse Nazionale. Due parole che mi fanno rabbrividire. Un concetto che mi mette la pelle d’oca, se penso alle sue conseguenze. E’ uno dei motivi che mi fa votare NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il c.d. “interesse nazionale” riguarda le opere “pubbliche”, cioè quelle che dovrebbero servire per lo sviluppo economico dell’Italia.

Grazie a questa riforma lo Stato acquista un potere che va a superare tutti gli ostacoli e i veti di ciascun individuo e regione. Due parole che sovrastano qualsiasi tentativo di veto. Con questa riforma il Governo potrebbe dichiarare “di interesse nazionale” qualsiasi porcheria e industria di veleni e di morte: discariche, inceneritori, depositi di scorie nucleari, centri commerciali, palazzi, grattacieli, super condomini, acciaierie, raffinerie, centrali a carbone, concerie, trivellazioni, fabbriche di bombe, poligoni di tiro, eccetera…

Insomma, tutte queste opere potrebbero essere dichiarate di “interesse strategico nazionale”. Con buona pace dei soliti noiosoni ambientalisti sempre pronti a dire NO a tutto, dei cittadini preoccupati per la loro salute e dell’aria che respirano i loro figli, dei comuni e delle regioni. Se vince il sì vince l’interesse (multi)nazionale. Sì, perché in realtà chi ci guadagna sono proprio le multinazionali dei veleni, che fanno campare gli Stati, ma che fanno crepare le solite capre che siamo noi, i cittadini comuni.

Ricordatevi questo termine: “Clausola di supremazia”. E’ questo il “pacco” che contiene questa “riforma”, e che consente al Governo di avvelenare il Paese. Ecco perché vi invito fortemente a recarvi alle urne il 4 dicembre prossimo, e inondare di NO questo governo di nominati, di non eletti, di padroni in grado di sovrastare qualsiasi ostacolo e di avvelenare il nostro presente e futuro.

RITORNA LA SUPERLUNA


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In questi anni si è parlato tanto di SuperLuna, ma ogni volta il cielo ci regala altre sorprese e spettacoli più belli. Il 14 novembre, tempo permettendo, tutti con gli occhi all’insù per ammirare la Luna, che sarà il 30% più luminosa, poiché nel suo punto più vicino alla Terra (perigeo), e perché questo spettacolo cade in concomitanza con la Luna Piena. Secondo gli esperti erano 68 anni che la Luna non si mostrava così vicina alla Terra. La Luna tornerà così vicina a noi soltanto nel 2034.

Ma lo spettacolo di Novembre non finisce qui. Infatti, tra il 16 e il 18 novembre il cielo ci offrirà le stelle cadenti. Si tratta del passaggio delle Leonidi, ma la SuperLuna Piena dovrebbe disturbarne l’osservazione.