TRE ANNI FA


Tre anni fa, nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, a Paganica, in provincia de l’Aquila, si scatena un forte terremoto, alle ore 3:32. Un inferno durato trenta interminabili secondi. Trenta infernali secondi che hanno colpito gran parte dell’Abruzzo, e che, insieme alla scossa delle 19:00 del 6 aprile, hanno provocato il crollo di tantissime abitazioni, di palazzi e di monumenti, mietendo 309 vittime. Migliaia e migliaia gli sfollati, i quali, oltre ad aver perso la casa, hanno perso anche la famiglia. Crollata anche la Casa degli Studenti, provocando giovani vittime.
I soccorsi sono immediati e puntuali. Protezione Civile, volontari, gente comune, si mette a scavare tra le macerie della loro casa, a mani nude. Nei giorni seguenti si è mobilitata l’Italia intera, a colpi di sms solidali e fondi inviati ai numeri IBAN messi a disposizione per portare soccorso. Subito l’allora Presidente del Consiglio si recò a l’Aquila,
assieme al Capo della Protezione Civile, per portare solidarietà, consolare la gente, e strappare la promessa di una rapida ricostruzione della città, oltre alla rapida rimozione delle macerie. E un’altra promessa: “Non vi lasceremo mai soli“. Così si costruì un’immensa tendopoli di sfollati, ospedali da campo, da tutte le parti arrivavano viveri, bevande, coperte, medicinali. E dopo un mese, arrivavano le prime costruzioni prefabbricate per trasferire gli sfollati dalle tendopoli nelle loro nuove case.
A tre anni di distanza però, nonostante la promessa di non essere mai lasciati soli, le macerie sono ancora lì, non sono state rimosse, ancora tante persone non possono ritornare nelle loro case, e non hanno ancora avuto una “nuova” casa. Alcuni vivono negli alberghi, altri sono ospitati a casa di parenti e amici, e non so se alcuni vivono ancora nelle tende. Fatto sta che non è stato fatto tanto, non è stato fatto tutto il possibile perché la situazione, dopo tre anni, ritornasse alla normalità. Per quanto normalità possa definirsi per chi ha perso la moglie, o i figli.
Non voglio entrare nel merito della grave responsabilità della Protezione Civile, delle “risate” di alcuni volontari, pronti ad acciuffare gli appalti per la ricostruzione. C’è solo da sperare che in Abruzzo la situazione torni finalmente alla normalità, dopo tanto tempo.

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4 pensieri riguardo “TRE ANNI FA

  1. Ciao Paolo, sono contento che anche tu non dimentichi. Sono tornato qualche ora fa e anche quest’anno la situazione dominante è la stasi. Ne scriverò a breve sul blog. Ti confermo che tutti si sono – e ci siamo – dimenticati di una città intera.

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  2. bel post.. ho visto prima al tg la fiaccolata degli aquilani che ascoltavano la lettura dei nomi di chi il terremoto si è portato via,..
    difficile risanare quella ferita (e soprattutto con la “ricostruzione” che sappiamo..)
    se non l’hai visto, ti metto il link del video di Diego Bianchi (Zoro) che è stato pochi giorni fa a L’Aquila (tramissione della Dandini)

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