ATTACCO ALL’AMBIENTE NEL DDL SEMPLIFICAZIONI


Il Silenzio – Assenso di 45 giorni per cementificare e la norma Salva-Ilva. Sono questi i motivi di contestazione del DDL Semplificazioni da parte del Presidente dei Verdi Angelo Bonelli.

Sul silenzio assenso Bonelli dice: “Con la norma del silenzio assenso sulle aree vincolate introdotto dal decreto semplificazioni c’è un potenziale di 10 milioni di metri cubi di cemento che rischiano di essere autorizzati irresponsabilmente nelle aree più belle del nostro Paese. Un regalo anticipato di Natale ai costruttori e alla speculazione. Aree importanti del nostro paese ad esempio come la costiera Amalfitana, le colline toscane, le isole Egadi, ma anche i centri storici di Roma e Firenze potranno subire la comparsa di nuove ville e villette o verande grazie alla norma del silenzio assenso. Il silenzio assenso sarà efficace dopo 45 giorni e quindi gli effetti devastanti di questa norma si faranno sentire prima della conversione in legge del decreto, che come è noto avviene entro il limite dei 60 giorni, da parte del Parlamento“.

Per quanto riguarda la norma salva-Ilva, Bonelli contesta che “Nei siti contaminati, in attesa degli interventi di bonifica e di riparazione del danno ambientale, possono essere effettuati tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di infrastrutturazione primaria e secondaria, nonché quelli richiesti dalla necessità di adeguamento a norme di sicurezza, e più in generale tutti gli altri interventi di gestione degli impianti e del sito funzionali e utili all’operatività degli impianti produttivi ed allo sviluppo della produzione“.

(FONTE: ecoblog.it)

3 pensieri riguardo “ATTACCO ALL’AMBIENTE NEL DDL SEMPLIFICAZIONI

  1. Cemento e devastazione del territorio….E i costruttori ringraziano il governo Monti…Per quanto riguarda l’Ilva, la ristrutturazione degli impianti con la conseguente messa in sicurezza non risolverà il problema dell’inquinamento…Occorre che la politica compia un atto di coraggio estremo: chiudere l’Ilva, risanare la zona contaminata e pensare ad un piano di conversione industriale che possa incrementare sviluppo e lavoro…Taranto oltretutto dal punto di vista geografico gode di una posizione ottimale…E’ una città bagnata dal mare e illuminata da un sole meraviglioso…L’economia della città potrebbe incrementarsi grazie all’espansione agricola e lo sviluppo del turismo, volendo anche ecosostenibile…Tutto questo porterebbe lavoro e denaro…E la città e i suoi abitanti tornerebbero a sorridere 🙂

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  2. sei forse un pò troppo utopistica, Priscilla. purtroppo per far ripartire l’economia agricola di Taranto occorrerebbe aria sana, e non inquinata, e per bonificarla non ci vogliono pochi giorni… sarà difficile. splendido ma difficile quello che dici tu…

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  3. Indubbiamente questo non è facile…prima bisogna bonificare tutta la zona e ci vorrà del tempo…E poi far ripartire l’economia tarantina con dei progetti di conversione che devono tener conto anche delle conformazioni strutturali del territorio…Magari con la realizzazione di modelli economici basati sull’ecosostenibilità….Se vogliamo cambiare, dobbiamo pensare a situazioni anche un pò “rivoluzionarie”…Altrimenti si rischia di trovarsi nella medesima situazione di Bagnoli….E questo non deve assolutamente accadere.

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