NO ALLA GLOBALIZZAZIONE ALIMENTARE


La globalizzazione è molto importante, apre le frontiere agli altri Stati, si  importano e si esportano prodotti (e non solo). Ma questa ha finito per contaminare anche il settore alimentare. E io sono contrario alla globalizzazione alimentare. Questo perché, anziché migliorare la nostra economia, esportando i nostri prodotti, i nostri agricoltori stanno soffocando.

A causa del fatto che nel nostro mercato arrivano prodotti stranieri molto meno buoni rispetto ai prodotti nostrani, e di qualità mediocre, trattata chissà come, e magari spacciata per Made in Italy. Gli inviati di Striscia la Notizia vanno in giro per il mondo per acquistare prodotti spacciati per italiani, ma prodotti chissà dove, e quello che ci mettono dentro è VELENO. Prodotti al veleno,  per dare all’incirca lo stesso sapore dei prodotti veri. E questo mercato nero, questo mercato tarocco, di spaccio di schifezze per prodotti nostrani, costa ai nostri coltivatori 50 miliardi di euro l’anno in conto di mancati introiti per mancate vendite.

E quando i grossisti vanno ad acquistare dai nostri agricoltori, li costringono ad abbattere i prezzi per comprarli, per poi rivenderli a cinque o dieci volte tanto. Così noi i nostri prodotti li paghiamo a prezzo d’oro, ma gli agricoltori addirittura ci perdono. E stranamente, i prodotti che entrano nelle nostre frontiere vengono spacciati per italiani, provengono da molto lontano, ma costano molto meno dei nostri prodotti.

Un esempio è il mercato del pesce. Il pesce arriva dall’Atlantico, da molto lontano, e i pesci vengono tenuti nelle celle delle navi, per mesi e mesi, per poi spacciarli per freschi. In questo modo si alimentano anche le multinazionali del petrolio, perché il trasporto avviene su gomma e su navi (che sono alimentate col petrolio). Altro esempio è il caso di Cerda, località in provincia di Palermo, rinomata per la qualità dei carciofi. Emmale. I carciofi che i siciliani devono acquistare provengono dall’Egitto, e sono di qualità nettamente inferiore rispetto a quelli in loco.

Tutto questo non fa che danneggiare i produttori locali, e anche chi consuma. E carne proveniente dalla Romania spacciata per suino sardo, e latte proveniente da fuori, mentre i nostri non riescono a vendere una goccia di latte, e chiedono l’aumento del prezzo di vendita (della loro vendita)… Ma questa è globalizzazione? E allora occorrerebbe raccogliere le firme per una petizione che protegga il Made in Italy da tutti questi prodotti tarocchi e da tutte queste etichette contraffatte, che danneggiano chi consuma e chi produce. Basta con la globalizzazione alimentare.

3 pensieri riguardo “NO ALLA GLOBALIZZAZIONE ALIMENTARE

  1. Ottimo articolo quello tuo…Complimenti…Visto che ti sei riferito alla Regione Sicilia, desidero fare una precisazione…Durante la legislatura appena trascorsa, la Regione siciliana ha ricevuto dall’UE dei finanziamenti abbastanza consistenti finalizzati alllo sviluppo del settore agricolo…Tuttavia, questo denaro confluito nelle casse regionali non si sa come sia stato utilizzato…Sicuramente non per finanziare piani di sviluppo agricolo…Domenica noi Siciliani saremo chiamati al voto per le Elezioni Regionali…Speriamo che il nuovo Governatore insieme alla Giunta ed al Consiglio orientino la loro politica in favore di questo settore fondamentale per la nostra economia.

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