L’ITALIA FRANA ANCORA…


Ancora frane, smottamenti e alluvioni, soprattutto in Toscana, Liguria, Umbria e nella Capitale. Basta un giorno di pioggia intensa, fitta, causata dai cambiamenti climatici in atto che accelerano il corso di eventi catastrofici purtroppo non più rari, per creare distruzione e morte. I cambiamenti climatici aumentano l’intensità delle piogge e la potenza devastante degli eventi purtroppo non più “estremi”, perché sempre più frequenti. L’incuria e l’inciviltà dell’uomo che divora interi ettari di territorio in poco tempo per cementificare, anche in modo abusivo, il nostro non più “Bel” Paese.
In 48 ore è caduta una quantità impressionante d’acqua: quello che di solito cade in sei mesi dell’anno. Tutto in due giorni.

In Umbria è esondato il fiume Paglia, con l’acqua che è arrivata fino a tre metri d’altezza in alcune zone. Si stimano danni per oltre dieci milioni di euro. A Perugia è esondato il Nestare, allagando tutto: case, negozi, garage, campagne. Situazione drammatica nel Senese e nell’Aretino. Nel Grossetano tre operai dell’Enel sono morti mentre  stavano andando in auto sul luogo di un intervento. Morto anche un uomo di 73 anni nelle campagne di Capalbio nella sua auto sommersa dal fango. A Cortona la frana di un muro si è abbattuta su alcune case lasciando senza tetto otto famiglie. Orbetello è completamente isolata, Albinia è raggiungibile solo con i mezzi anfibi e diverse persone si sono rifugiate sui tetti. Un centinaio gli sfollati. Allagate anche diverse fabbriche. A Roma preoccupa il livello del Tevere.

E’ mai possibile che per due giorni di pioggia intensa (e anche fin troppo violenta) debba franare l’Italia? Un Paese ad altissimo rischio idrogeologico, dove ogni Regione deve fare i conti con abusivismo, cementificazione, concessioni edilizie troppo facili, e poi con alluvioni, frane e smottamenti purtroppo sempre più frequenti.

L’Italia frana ancorasotto i colpi dell’abusivismo, della cementificazione e della sua fragilità idrogeologica.

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