FURTO DI LEGNAME


furto legna

Da mesi è in aumento il triste e sconvolgente fenomeno del furto di legname. Dopo i furti dei pannelli solari, fenomeno che sembra ormai essere stato debellato, arriva il furto di legna. Nel mirino negli ultimi mesi è finita la biomassa, e in particolare la legna dei parchi nazionali e dei boschi demaniali, sempre più spesso oggetto delle attenzioni dei ladri. Secondo i dati del Corpo forestale dello Stato, nel 2012 sono stati rilevati più di 800 illeciti penali, con 20 arresti, e 4.000 illeciti amministrativi a fronte di circa 40.000 controlli effettuati nelle regioni a statuto ordinario, per un totale che supera 3 milioni di euro. E dai primi dati 2013, si riscontrano sensibili incrementi dei reati complessivi, con circa 25 persone già arrestate in flagranza di reato.

Il fenomeno registrato va probabilmente legato alle difficoltà economiche che stanno attraversando molte famiglie italiane, ma anche alla riscoperta della legna come fonte energetica, sia sotto forma di ciocchi da camino, sia sotto forma di pellets per le stufe.

Il fenomeno del furto di legna ha anche diversi effetti collaterali, tra i quali l’indebolimento del terreno, che alle prime piogge potrebbe cedere e franare. E aumenta quindi il dissesto idrogeologico, in un’Italia già altamente ferita, in tanti comuni, in tante sue “cellule“.

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4 pensieri riguardo “FURTO DI LEGNAME

  1. se almeno si desse il tempo ad altri alberi di crescere!.. davvero è proprio il rischio di dissesto idrogeologico quello che preoccupa di più. Ce la farà la Forestale a parare tutti i colpi?.. non dovrebbero far partire una campagna informativa verso i cittadini più distratti diciamo?..
    ciao

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  2. Interessante ma non nuovo. In Italia abbiamo già spogliato a più riprese i nostri boschi; il rinascimento, tanto celebrato, si è concluso con una notevole diffusione dei dissesti connessi alla deforestazione. Da allora pochi casi di ripresa, con una interruzione distruttiva ai tempi del fascismo: l’autarchia non ammetteva spazi per gli alberi. Mussolini capì il problema e creò il Corpo Forestale, ma solo l’arrivo del petrolio del dopoguerra ha concesso tregua ai boschi.

    Credo che sia un problema di enorme importanza per il futuro, e ne ho scritto in molte occasioni. Sostanzialmente gli italiani rischiano di trovarsi ad accendere una stufa con la legna per poi vedersi la casa travolta da una piena o una frana arrivate assieme al dissesto dei suoli forestali distrutti. Ci sarà da preoccuparsi, il caso greco è dietro l’angolo.

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