IL PARROCO CONTRO IL PETROLCHIMICO


petrolchimico augusta

Ad Augusta c’è un parroco che ogni mese legge il registro dei morti di tumore a causa del petrolchimico durante l’omelia. A Don Palmiro il cancro ha portato via una sorella, mentre il fratello combatte ancora contro il male del secolo, e ha visto nascere due nipotini con gravissime malformazioni. E’ Don Palmiro, il parroco che da tempo lotta contro l’inquinamento, e che non accetta compromessi: “c’è gente che mi dice “meglio morire di cancro, che di fame”. Non ne posso più di sentire questa frase: o il lavoro o la salute: questo è il ricatto”.

Don Palmiro da gennaio ha iniziato una nuova protesta: ogni 28 del mese, durante la messa, legge i nomi dei morti ammazzati dall’inquinamento. “Questi sono 477 nomi – racconta sfogliando quel raccoglitore – con data di morte e patologia. Ho invitato i familiari delle vittime a realizzare questo censimento e ormai abbiamo raccolto più di cinquecento casi. Il 28 del mese leggo questo elenco, durante la messa, come si fa per ricordare le vittime della mafia, perché qui ad Augusta abbiamo vissuto una strage. Silenziosa. E questo silenzio va rotto una volta per tutte: voglio che questa strage venga riconosciuta. Soltanto dopo potremo fermarla e ottenere un risarcimento per le vittime”. I primi cinque nomi di quel lunghissimo elenco di nove pagine non avevano nemmeno vent’anni.

Il Parroco ha scritto addirittura una lettera al Presidente della Repubblica Napolitano, invitandolo ad Augusta alla messa il 28 settembre prossimo. Nessuna risposta da parte del Presidente finora. “Il Presidente – conclude – deve degnarci della sua attenzione, deve rompere questo silenzio, e continueremo a scrivergli finché non verrà qui, in questa chiesa, ad ascoltare i nomi delle vittime di questa strage: invito a scrivergli chiunque, da qualsiasi parte d’Italia, voglia rompere questo silenzio”. La gente ha paura della protesta, perché ha paura di perdere il suo lavoro. Perciò non sono in tanti ad appoggiare il sacerdote nella sua lotta quasi solitaria.

Un sacerdote coraggioso, che non accetta compromessi. Perché sull’ambiente e la salute non bisogna accettare compromessi.

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