I VELENI DI TERNI


inquinamento

Mentre la città intera lotta per salvare gli operai delle acciaierie AST Thyssenkrupp, con tanto di sciopero generale dei tre più grandi sindacati, la città muore di veleni. La Thyssenkrupp vuole mandare sotto i ponti 537 lavoratori (e famiglie). Ma a Terni si respirano decine di sostanze chimiche nocive. Nei polmoni finisce piombo, cromo, nichel, benzene e altre sostanze impronunciabili ma micidiali.

Terni è uno dei 44 centri oggetto dello studio SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio Inquinamento), poiché presenta un SIN Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche, che è l’ex discarica di Papigno.

Dal sito “ternioggi.it“:

Lo studio dell’Iss non è comunque il solo a mettere in evidenza come i cittadini della Conca paghino con la propria salute l’inconsapevole convivenza con tanti veleni. Ci sono dossier dell’Arpa, appelli di associazioni, pareri di medici e professori espressi di recente e nel corso degli anni passati. Le loro voci si sono spesso levate alte occupando qualche pagina di giornale per poi sistematicamente cadere nel dimenticatoio, chiuse nell’armadietto della cattiva coscienza.
E mentre l’eco delle denunce sulle gravi conseguenze per la salute si spegnevano, intanto Terni accendeva un inceneritore dietro l’altro, continuava ad essere inondata di polveri degli stabilimenti delle acciaierie e progettava una viabilità sostanzialmente priva di piste ciclabili. Una combinazione di fattori che non poteva che dar luogo ad un’orgia di polveri sottili permanentemente presenti nell’aria. Una presenza talmente radicata da essere ormai diventata parte integrante dell’ambiente: come spiega una relazione dell’Arpa pubblicata nel maggio 2012, alti valori di Nichel e Cromo sono ormai entrati a far parte anche della composizione dei suoli dell’area ternana.
Per l’analisi completa dello studio vi rimandiamo al sito.
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2 pensieri riguardo “I VELENI DI TERNI

  1. santo cielo, ma poveri ternani!! un’altra Ilva?.. ma non mi pare si parli proprio dell’aspetto salute nelle loro rivendicazioni, il solito dilemma… ma possibile che nessuno abbia mai pensato a costruire gli impianti a decente distanza dall’abitato o comunque ora pensi alla necessaria bonifica se non vogliamo sentir parlare presto di malattie?

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