AMIANTO: TANTI MORTI, NESSUN COLPEVOLE


eternit

Prescrizione. Una parola che perdona il colpevole e condanna le vittime. Per le migliaia di vittime dell’amianto non c’è nessun colpevole. O meglio, c’è, ma non può più pagare. Ha già “espiato” la sua colpa. E’ la legge italiana. Colpa della legge che prescrive, colpa della giustizia lumaca, che fa trascorrere tanto tempo dall’inizio del processo alla sentenza finale. Tanto che c’è sempre il rischio che il reato si prescriva prima della sentenza finale.

Schmidheiny, un magnate svizzero leader dell’amianto, è stato assolto, quando in appello è stato condannato a 18 anni di reclusione e a un risarcimento milionario ai parenti delle vittime. Ora è un uomo libero, “purificato” dalla prescrizione, e non deve più pagare niente, nemmeno un centesimo. Il reato in questione, però, non era “omicidio“, ma “disastro ambientale doloso“. Lo spiega il Procuratore Generale Iacoviello: «Non essendo stati contestati gli omicidi, non si può legare il disastro ambientale alle vittime, il disastro è prescritto per la chiusura degli stabilimenti nell’86 e pertanto la condanna va annullata».  Ed ecco il perché di questa assoluzione.

La delusione, la rabbia, l’amarezza dei parenti delle vittime è palpabile. La rabbia esplode. “Vergogna, vergogna! Ingiustizia è fatta!“. Oltre al danno enorme per la perdita dei loro cari, e una perdita così atroce, ecco la beffa dell’assoluzione, della prescrizione, del “perdono dei peccati” del colpevole.

Ma hanno ancora una speranza: il reato dei morti delle vittime dell’amianto è ancora in piedi, non è prescritto. Possono attendere quella sentenza. Purché fatta in tempo utile per evitare un’altra prescrizione, e purché risarcisca e sazi, almeno parzialmente, la loro fame e sete di giustizia.

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