TAV: ANCORA AMIANTO


amianto

Da anni i No Tav denunciano la presenza di amianto nelle montagne da “bucare” per costruire delle gallerie. Il problema della TAV non è il treno, nemmeno le ferrovie. Il problema vero sono le gallerie, perché le montagne che vogliono perforare per costruirle sono ricche d’amianto. Il problema non si presenta solo in Val di Susa, ma anche a ValVerde, nel terzo valico del cantiere di Cravasco, vicino a Genova.

Qui è stata rilevata un’elevata quantità di polveri d’amianto, nocive per l’uomo. A rilevarlo non sono stati i NO TAV, non sono stati i noiosoni “blocca-sviluppo” che vogliono solo dire NO ai lavori senza proposte alternative. A rilevarlo è l’Arpal, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Liguria. Secondo l’analisi dell’Arpal, la presenza del minerale è risultata di 1,7 grammi per chilogrammo di roccia o terra esaminata. Il limite massimo è stabilito in 1 grammo per chilo. Quasi il doppio dunque rispetto al consentito dalla legge.

Un allarme ignorato dal Cociv, il consorzio di imprese che si è aggiudicato l’appalto per la costruzione del tunnel di 37 chilometri sul tracciato di complessivi 53, fra Liguria e Piemonte, che dovrebbe ospitare il Treno ad Alta velocità. Un’opera che costerà, anzi costerebbe visto che i tempi si stanno allungando, 6,4 miliardi di euro e certamente sarà terminata dopo il 2020.

E’ stata anche aperta un’inchiesta sul cantiere di Cravasco, in modo particolare sulle modalità di smaltimento delle rocce e del terreno provenienti dal cantiere, che il Cociv stesso ammette siano ricche di amianto. Si sospetta che le imprese dedite allo smaltimento di tali rifiuti abbiano raggirato le severissime norme sullo stoccaggio e trasporto di queste rocce pericolose. I risultati delle perizie confermano il rischio per la salute umana insito nel cantiere della Tav a Cravasco, che è fermo da un paio di mesi.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Io non sono contrario all’alta velocità, né ai nuovi treni moderni e veloci, né alle ferrovie. Anzi ritengo che le ferrovie siano un modo per disincentivare il trasporto su gomma, decisamente più impattante sull’ambiente e sul paesaggio. Sono contrario a che i lavori vengano svolti raggirando le norme ambientali, severe ma necessarie. Sono contrario alle imposizioni dall’alto, alle decisioni imposte senza ascoltare le paure delle popolazioni coinvolte, ai trafori di montagne ricche di polveri d’amianto, un materiale velenosissimo responsabile di centinaia di migliaia di tumori e di morti nelle zone ove è presente questo veleno.

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