EMERGENZA ACQUA POTABILE A MESSINA


acquedotto

E’ una vera e propria emergenza quella che sta vivendo Messina in questi giorni: da sei giorni è senz’acqua, e la situazione è così drammatica che il Sindaco ha chiesto lo Stato di Calamità Naturale. L’acquedotto ha chiuso i rubinetti, e il direttore dell’acquedotto stesso dichiara di non sapere quando potrà riprendere l’erogazione dell’acqua.

L’emergenza è avvenuta a causa di una frana che ha provocato numerosi danni alle condutture che giungono a Messina dalla Provincia di Catania. Il Sindaco di Messina ha dichiarato ai microfoni di “inBlu Radio” che “deve essere messo in sicurezza il territorio. La nostra città è stata massacrata, stiamo facendo scelte dure e i palazzinari sono tutti contro di noi. Consumo del suolo zero è la nostra visione. Stiamo cercando di recuperare spazi verdi e lavorando con un’intensità mostruosa. Abbiamo ereditato una città con 400 milioni di debiti ma in questo contesto siamo precisi e forti contro ogni tipo di mafia e speculazione edilizia“. Uffici pubblici e scuole di ogni ordine e grado ancora chiusi oggi e domani.

LAMAM, l’Azienda Meridionale Acque Messina, fa sapere che i lavori di riparazione verranno completati nelle prossime 36 ore. Nel frattempo il Prefetto ha richiesto alla Protezione Civile regionale e all’Esercito di mettere a disposizione dei cittadini un congruo numero di autobotti. E’ partita anche una mobilitazione in rete, con Fiorello che twitta sul suo profilo: “Non ho ancora visto i giornali. Voglio sperare che la notizia (brutta) che a Messina manca l’acqua da giorni sia su tutte le prime pagine! La situazione è molto grave!“. Di fatto tutti i media hanno ignorato l’emergenza idrica.

Fonte: Repubblica.it

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5 pensieri riguardo “EMERGENZA ACQUA POTABILE A MESSINA

  1. pare l’acqua sia tornata, ma solo in alcuni quartieri.. e beh certo quando un ministro torna a parlare di Ponte sullo Stretto i problemi dei cittadini comuni passano in secondo piano..

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  2. Riparare la tubazione non basta. Lì bisogna fare un’opera di ingegneria naturalistica per evitare in futuro nuove frane. C’è bisogno di una difesa contro il dissesto idrogeologico della zona. Sennò al prox acquazzone di portata causata dai cambiamenti climatici, manda di nuvo in rottura la tubazione.

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