SARDEGNA INCENERITA


inceneritore

Nuovo inceneritore e migliaia di tonnellate di rifiuti in più da smaltire. Sarebbe questo il nuovo progetto del Governo Renzi. Un nuovo impianto per bruciare 120.000 tonnellate di rifiuti in più all’anno. In più… Rispetto a quanto già non facciamo. Vorrebbe dire importare rifiuti dalle altre regioni?

Della possibilità che un nuovo inceneritore sorga nell’Isola si è molto parlato nelle scorse settimane, ma a grandi linee. Oggi, documenti alla mano, si scopre che il governo ha addirittura aumentato di 50.000 tonnellate/anno la capacità di smaltimento che la Sardegna dovrebbe installare ex novo, portandola a 120.000 dalle 70.000 previste nella bozza del decreto circolata a luglio. “Nel complesso, il fabbisogno totale d’incenerimento dell’Isola passa dalle 249.000 tonnellate di luglio alle 300.000 di dicembre”, nota Franca Battelli di Zero Waste Sardegna.

E pensare che appena sei mesi fa a Palazzo Chigi dicevano che sarebbe bastato un “revamping”, un ammodernamento dei due inceneritori già presenti per poter ottimizzare lo smaltimento dei rifiuti.

Enzo Favoino, presidente dell’Associazione Zero Waste Europa, commenta la decisione del Governo: “Quando, come avviene in Sardegna, la differenziazione dell’organico raggiunge ottimi risultati, il residuo del rifiuto è pulito e facilmente lavorabile. Per evitare l’incenerimento e minimizzare il ricorso alla discarica, ci si può allora dotare di sistemi di separazione magnetica per differenziare ulteriormente il secco, e recuperare così metalli e plastica. In questo modo, finirebbe in discarica solo materiale inertizzato“. Ma il Governo terrà conto di questo? Bah…

Pensate che l’energia prodotta dalla combustione dei rifiuti è, secondo le stime del Piano energetico regionale, pari a poco meno dell’1% del fabbisogno isolano. Bazzecole, insomma, soprattutto se si considera che la Sardegna esporta il 46% dell’energia prodotta (dati Terna). Dunque un nuovo inceneritore sarebbe non solo dannoso per l’ambiente e per la salute, ma sarebbe soprattutto inutile!

Si rischia di sopprimere e scoraggiare la raccolta differenziata, arrivata al 50,9% a livello regionale. E poi non mancano le preoccupazioni per la salute: “Pur ammettendo che ci siano dei filtri migliori, incrementando del 70% i quantitativi di rifiuti portati a incenerimento, si assisterà a un peggioramento delle condizioni ambientali, che peraltro non vengono monitorate come dovrebbero: Capoterra aspetta le centraline per il rilevamento delle emissioni dell’inceneritore del 2010. E non esistono analisi sulla diffusione delle diossine” dice Vincenzo Migaleddu, presidente Isde-Medici per l’Ambiente Sardegna.

Fonte: sardiniapost.it

Un nuovo inceneritore sarebbe dannoso e completamente inutile. Molto meglio l’ammodernamento, con nuovi filtri, dei due inceneritori già presenti. Inoltre, dove vorrebbe costruire il nuovo inceneritore? Ancora è un mistero…

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2 pensieri riguardo “SARDEGNA INCENERITA

  1. Pare che la sinistra con il suo premier Frottolo in testa consideri la Sardegna e i sardi come qualcosa di staccato dall’Italia:prima vende di nascosto il mare,privando numerosi sardi del lavoro,adesso l’inceneritore….poi? Dobbiamo davvero fare una guerra civile oppure si levano dai coglioni da soli,questi abusivi? Anche a Parma,dove c’è un odiatissimo sindaco grillino incapace,c’è la lotta contro l’inceneritore! Ma si sa che il cittadino pagante sovrano non ha mai voce in capitolo.Il popolo sovrano? Non qui

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  2. Vedi perché poi ci sono sempre più nostalgici del ventennio proibito? Il Duce bonificava paludi,incentivava l’agricoltura e l’ambiente.Solo in Sardegna aveva creato da zone paludose oltre 3000 fattorie per dare lavoro ai sardi. Guarda caso le associazioni come Casa Pound sono quelle che più lottano e s’impegnano per la tutela dell’ambiente e la protezione degli animali.Ma siccome sono di destra non si dice!

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