“BUON” SANGUE NON MENTE


Elezioni, Berlusconi torna a promettere condoni edilizi e fiscali: “Case senza licenza e 15% per chiudere col fisco”

L’ex Presidente del ConSilvio Berlusconi, che non può essere eletto in questa legislatura per via di una sentenza in attesa di pronuncia (a maggio) sulla sua candidabilità o meno, continua a fare campagna elettorale uscendo in TV manco fosse lui il candidato Premier, promettendo mari e monti. Promette (di nuovo!) il Ponte sullo Stretto di Messina, un milione di nuovi posti di lavoro, e pensioni minime (o al minimo?). Soprattutto “buon” sangue non mente! Infatti, essendo il fondatore della Fininvest, e avendo lavorato per anni nel settore dell’edilizia, ha spiegato il suo programma elettorale per quanto riguarda il reparto delle costruzioni.

In sintesi: costruire palazzi senza alcun permesso e aprire attività commerciali senza nessuna licenza. E poi la chiusura delle pendenze fiscali pagando il 10% di quanto si deve allo Stato. D’altronde, da “buon” palazzinaro ed evasore fiscale cosa ci si può aspettare che proponga? “Bisogna cambiare le regole: chi deve costruire una casa o aprire un’attività commerciale, non dovrà più aspettare anni per permessi e licenze. Dovrà dichiarare l’inizio dell’attività e assumersi la responsabilità di rispettare le leggi. Solo dopo verranno i controlli”, ha detto l’ex premier a Radio 24.

Ha inoltre dichiarato di essere favorevole ad un “abusivismo di necessità”, aggiungendo: “solo se si restringe con il massimo rigore il concetto di necessità”. In un paese dove su 100 case autorizzate, 20 sono abusive, l’ex premier vorrebbe dare la possibilità a tutti di costruirsi il suo palazzo con una semplice autodichiarazione, così, per sfoltire la burocrazia, tanto i controlli arrivano solo a lavori ultimati. Contrario sia ai condoni edilizi che all’abusivismo di necessità si dice Matteo Salvini, soprattutto per via di un paese già troppo fragile e cementificato come il nostro.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

E voi volete votare la coalizione di centrodestra? Una cosa è certa: se vince il PD e la coalizione di centrosinistra governa Renzi, se vincono i 5 Stelle governa Di Maio, e visto che loro fanno questo gioco, per cui all’interno della coalizione, se risulta quella vincente, governa il partito che prende più voti: se vince la Lega governa Salvini, se vince Fratelli d’Italia governa la Meloni, se vincono i centristi governa Casini o chi per lui, e se vince Forza Italia? Chi governa, visto che lui è ineleggibile, ma continua a fare campagna elettorale come se fosse lui il candidato?

Ragionate anche su questo quando andate a votare. Vi fidate di lui “a scatola chiusa”? Ricordatevi di queste sue parole e promesse quando vi recherete alle urne.

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I DANNI DELL’ABUSIVISMO


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Ancora una volta ci ritroviamo a piangere, alcuni piangono lacrime di coccodrillo. Ad Ischia, un terremoto del quarto grado della Scala Richter ha provocato 2 morti, 39 feriti e numerosi crolli. E’ successo ieri poco prima delle nove di sera, alle 20:57. A Casamicciola sono crollati sette palazzi, oltre alla Chiesa di Santa Maria del Suffragio, all’interno della quale si trovava una delle due vittime; e alla Chiesa del Purgatorio.

Nonostante il relativamente basso grado di intensità del terremoto, quest’ultimo ha provocato numerosi crolli, anche a causa della bassa profondità (l’epicentro è stato registrato a soli 5 km di profondità). Ma ciò che li ha provocati veramente sono l’abusivismo e le concessioni edilizie troppo facili. La troppa cementificazione e l’aver utilizzato cemento impoverito hanno causato il vero danno.

Ischia è un’isola che d’estate conta 250.000 persone, tra residenti e turisti, e questa estate non ha fatto eccezione. Panico tra i turisti, numerosi di questi hanno infatti ritirato il biglietto e rinunciato a sbarcare nell’isola. A Lacco Ameno, comune confinante con Casamicciola, è stato evacuato l’ospedale Rizzoli per la presenza di numerose crepe nell’edificio con la necessità di verifiche strutturali. Tuttavia poco fa è stata diffusa la notizia che l’ospedale è agibile, e i pazienti evacuati vi possono rientrare.

Il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Egidio Grasso, denuncia le costruzioni abusive realizzate con cemento impoverito e senza alcuna verifica sismica.

Fonte: Il Tirreno, immagine: TGCom24

Ancora una volta dunque ci ritroviamo a piangere vittime e feriti. Non mi stancherò di ripetere che bisogna fare un censimento nazionale di tutti gli edifici (abitazioni e tutto il resto) abusivi e non, case vuote e case da ristrutturare, ed abbattere le case abusive in zone ad elevato rischio di dissesto, una volta trasferiti gli inquilini ad altre case vuote in zone sicuramente meno pericolose dal punto di vista idrogeologico. Il vero responsabile è l’uomo, l’italiano che fa le cose alla carlona, che fa le cose pensando di essere astuto e furbo, raggirando le regole e la legge, e colui che chiude uno o entrambi gli occhi di fronte agli scempi, il controllore che magari è anche controllato e non può decidere liberamente.

IL PARTITO DEL CEMENTO


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CARLOFORTE – HOTEL “LA CALETTA”

Il Partito Sardo del Cemento, il PD, che guida la Regione con il Presidente Pigliaru, ha dato il via libera a una serie di interventi sulle coste per “migliorare qualitativamente l’offerta ricettiva” (art. 31 della nuova legge). L’obiettivo della maggioranza è di portare in consiglio regionale un testo blindato, da approvare in tempi stretti, senza modifiche, subito dopo l’estate.

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COSTA VERDE RESIDENCE

Sulla carta avrebbe dovuto trattarsi della nuova legge urbanistica che la Sardegna attendeva da un decennio per completare la riforma di Soru, con impegni precisi: stop all’edilizia speculativa, obbligo per tutti i comuni di rispettare limiti chiari anche fuori dalla fascia costiera, per difendere tutto il territorio, fermare il consumo di suolo e favorire il recupero o la ristrutturazione dei fabbricati già esistenti. Invece l’articolo 31 stabilisce che «sono consentiti interventi di ristrutturazione, anche con incremento volumetrico, delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive».

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BAIA DELLE MIMOSE

Vi ricordate la pubblicità di un noto gestore telefonico mobile in cui i volumi delle case erano aumentate del 20% perché quella compagnia regalava il 20% di ricarica in più? Da quella pubblicità nacque l’idea del c.d. “Piano Casa” del Governo Berlusconi, che si è “inventato” un aumento volumetrico delle abitazioni fino ad un massimo del 20%. Il governatore del PD Pigliaru fa di più. Si può aumentare la cubatura fino al 25% in più, «anche in deroga agli strumenti urbanistici» in vigore, compresa la legge salvacoste.

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MURAVERA RESIDENCE

Dall’articolo di Repubblica da cui riporto queste informazioni e le immagini, si legge che «In pratica si può costruire un secondo hotel o residence in aggiunta al primo anche nella fascia costiera in teoria totalmente inedificabile», denuncia l’avvocato Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’intervento giuridico (Grig), che per primo ha lanciato l’allarme. «Ma non basta: i nuovi aumenti di volume si possono anche sommare agli incrementi autorizzati in passato, ad esempio con il piano casa o con le famigerate 235 deroghe urbanistiche che furono approvate tra il 1990 e il 1992 dall’allora giunta sarda», sottolinea il legale, che esemplifica: «Un hotel di 30 mila metri cubi che deturpa una spiaggia, per effetto dei due aumenti cumulativi del 25 per cento ciascuno, sale quasi a quota 50 mila: per l’esattezza, si arriva a 46.875 metri cubi di cemento».

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SAN TEODORO – CALA GIRGOLU

Per ulteriori approfondimenti vi invito a leggere questo articolo. E’ sconcertante. Il Partito della Distruzione è a lavoro.

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TEULADA

SARDEGNA: IL CEMENTO AVANZA


Secondo i dati pubblicati dall’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in Sardegna, nel 2016, sono stati consumati 239 ettari di territorio, pari a 334 campi di calcio. La crescita del territorio consumato nel 2016 è pari allo 0,26% rispetto all’anno precedente. Un tasso di crescita che mette la Sardegna al quarto posto tra le Regioni italiane, dietro solo a Sicilia, Campania e Liguria.

Aree incontaminate vengono trasformate in zone urbane o ancora peggio industriali. Case, capannoni, strade, sterminati campi fotovoltaici, serre, e tutto quello che cancella il verde con l’avanzata ingombrante dell’antropizzazione.

Fino ad oggi sono stati consumati 904 km/q di territorio, il che significa che ogni sardo ha bruciato 545 metri quadrati, pari al 3,75% dell’intera Isola. Ma il dato più allarmante è che la crescita annua in Sardegna è dello 0,25%, ed è più alta rispetto alla media nazionale dello 0,22%. La Gallura è l’area che ha la crescita maggiore nel 2016, con 7,8 metri quadrati consumati per abitante, seguito da Nuoro con 5,1 mq, Ogliastra 4,1, Sassari 3,9, Cagliari 1,6, Oristano 1,1, Sulcis 0,5 e Medio Campidano 0,3.

Fonte: La Nuova Sardegna

Bisogna porre un freno al consumo del territorio con il cosiddetto “Riciclo del Cemento”. Sarebbe opportuno dunque censire tutti gli edifici di ogni comune, quelli abitati, quelli sfitti, quelli abusivi e quelli in rovina, valutando in seguito la possibilità di cambiare anche la destinazione d’uso di qualche edificio. In teoria è tutto semplice, lo dicono tutti. In pratica… non lo fa quasi nessuno.

TRUMP: UN COLPO AL CERCHIO E UNO ALLA BOTTE


trump

Trump ha fatto capire a tutti subito di che pasta è fatto. Una pasta scaduta, velenosa. Ha abolito il TTIP (bene!), ma ha abolito pure il surriscaldamento globale, e ha imposto la costruzione di due giganteschi oleodotti. Sono il Dakota Access, che attraversa le terre sacre dei Sioux, e il Keysonte Xl, il serpentone per trasportare 800 mila barili di petrolio al giorno appunto dal Canada alle raffinerie di Texas e Louisiana.

Fonte: repubblica.it

Un colpo al cerchio e uno alla botte. Ma il colpo alla botte è davvero grosso. Proteste degli ambientalisti e degli abitanti di quella zona, anche perché l’oleodotto andrebbe a sfrattarli della loro terra. Si ripete ancora una volta la lotta del far west tra gli Indiani d’America e gli sceriffi, ex eroi, ma in realtà sempre estirpatori. Io sto dalla parte degli Indiani del Dakota.

Un oleodotto che Barack Obama ha bloccato, perché impegnato nella lotta contro i cambiamenti climatici, perché ha scoperto l’acqua calda, cioè, che esiste un nuovo modo per produrre energia, molto più economico ed ecologico, pulito e che dà tanto benessere. Invece Trump ha già detto che gli ambientalisti sono fuori controllo. Ma Trump non intende fermarsi qua. Vuole costruire anche nuovi oleodotti, con acciaio americano, promette.

Per creare nuovi posti di lavoro. Sì, è vero, ma questa è solo sporca propaganda. Esistono posti di lavoro puliti. La verità è che non vogliono cambiare strada. Non vogliono proseguire la via intrapresa dall’ex Presidente Obama. Vogliono solo ciò che fa guadagnare loro di più: il petrolio e le fonti sporche e che puzzano di morte. Ovviamente di quella dei poveri abitanti delle zone usurpate e deturpate.

Gongolano i petrolieri, felici di completare l’opera. Alzano la voce gli ambientalisti, come Annie Leonard, direttore di Greenpeace, che ha detto subito: “Nativi, agricoltori, attivisti: abbiamo bloccato questi progetti in passato e non ci arrenderemo certo ora”. La guerra è dichiarata.  Io sto con gli ambientalisti. E voi da che parte state? Non ditemi dalla parte di Trump!

PRIME PIOGGE, PRIMI DANNI


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Finalmente piove, dopo mesi e mesi di siccità. Ma come arrivano le prime piogge, purtroppo, arrivano anche i primi danni, come ci ha abituato l’Italia in questi ultimi anni. Il fiume Tanaro straripa a Garessio, che rivive l’incubo del 1994, quando a causa di un’alluvione morirono decine di persone. E’ emergenza in tutto il cuneese. Ad Alba è stato chiuso per precauzione lo stabilimento della Ferrero, la più grande fabbrica di cioccolato dell’Italia. Alcuni allevatori portano in salvo i propri animali. L’emergenza maltempo dovrebbe cessare domani a mezzogiorno.

L’Italia si sgretola, si scioglie come burro, sotto i colpi del dissesto idrogeologico, che i governi che si susseguono non riescono ad arginare.

SALVIAMO I POPOLI INDIGENI


indios

Papa Francesco, pochi giorni fa, nella Giornata dei Popoli Indigeni, ha chiesto, con un tweet, “che vengano rispettati i popoli indigeni, minacciati nella loro identità e nella loro stessa esistenza“. E in particolare per quelli del Brasile, il Paese al centro dell’attenzione mediatica per le Olimpiadi di Rio, “Survival International“, movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, ha lanciato la campagna “Fermiamo il genocidio in Brasile“.

La campagna di sensibilizzazione si pone tre obiettivi:

  1. Porre fine alle violenze e al furto di terra dei Guaranì del Brasile, che sono a rischio genocidio. Gran parte delle loro terre, infatti, sono state derubate per far spazio ad allevamenti di bestiame o a piantagioni di canna da zucchero e soia. La tribù si trova quindi a vivere ai margini delle strade, in accampamenti di fortuna, dove dilagano malnutrizione, malattie e purtroppo anche molte violenze da parte dei sicari al soldo degli allevatori. Per questo, “Survivalchiede al governo del Brasile di intervenire per fermare le violenze e rispettare i diritti territoriali dei Guaraní, demarcando le loro terre;
  2. Proteggere la terra della tribù incontattata dei Kawahiva: una tribù dell’Amazzonia brasiliana che non ha contatti con il mondo esterno e uno dei popoli più vulnerabili del pianeta. Purtroppo, i Kawahiva vivono in fuga ormai da molti anni perché le loro terre sono state invase dai taglialegna, che stanno abbattendo la foresta a un ritmo vertiginoso. Sono estremamente vulnerabili a malattie e a violenze e quindi rischiano l’estinzione;
  3. Il terzo obiettivo, che è stato già raggiunto, è quello di ottenere, grazie alla presenza dei sostenitori dell’opinione pubblica internazionale, che il ministro della Giustizia firmasse un decreto di demarcazione della terra dei Kawahiva. Tuttavia, il decreto non è stato ancora attuato e spetta ora al Dipartimento brasiliano agli Affari indigeni rendere esecutiva la demarcazione. Fino a quando ciò non accadrà, non si potrà dire che questi indigeni vengano protetti.

Sempre l’associazione denuncia che in tutto il mondo i popoli indigeni vengono molto spesso sottoposti a violenza genocida, schiavitù e razzismo nel nome del progresso e della civilizzazione. Ma è un progresso presunto: in realtà, il fine è quello di poterli derubare di terre, risorse e forza lavoro

E’ fondamentale – conclude “Survival International” – che i popoli indigeni vedano rispettato il loro diritto alla terra. Quando hanno la loro terra, possono prosperare e vivere tranquillamente. Per questo, è importante dire che si può fare qualcosa: si può intervenire per fermare le violazioni dei diritti umani e chiedere il rispetto dei diritti indigeni.

Fonte: papanews