GIORNATA DEL PAESAGGIO 2020


Dal 1975 il FAI difende la bellezza d'Italia. Per sempre per tutti.

Domani ricorre la Giornata del Paesaggio, organizzata dal FAI, Fondo Ambiente Italiano, del quale sono un acceso sostenitore. L’evento si sarebbe dovuto tenere a marzo, ma è stato tutto rinviato per via del covid. Per domani il FAI invita a guardarsi attorno con attenzione, a far spaziare lo sguardo e ad apprezzare con maggiore consapevolezza la bellezza dei paesaggi che si possono ammirare da nove suoi Beni in sette regioni: Castello e Parco di Masino a Caravino (TO), Villa Flecchia e Collezione Enrico a Magnano (BI), Podere Case Lovara a Punta Mesco, Levanto (SP), Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia (PD), Orto sul Colle dell’Infinito a Recanati (MC), Bosco di San Francesco ad Assisi (PG), Baia di Ieranto a Massa Lubrense (NA), Saline Conti Vecchi ad Assemini (CA) e Batteria Militare Talmone a Punta Don Diego, Palau (SS) – a cui si aggiunge l’Oasi Zegna a Trivero (BI), grande progetto di valorizzazione ambientale e sociale voluto da Ermenegildo Zegna e patrocinato dal FAI. Cliccando su questi link potrete trovare tutte le informazioni necessarie per accedere a questi luoghi e godere della loro bellezza, di cui qua vi posto le foto più belle.

CASTELLO E PARCO DI MASINO | Bene FAI

Castello e Parco di Masino (Caravino – TO)

Villa Flecchia e Collezione Enrico (Magnano): AGGIORNATO 2020 - tutto  quello che c'è da sapere - Tripadvisor

Villa Flecchia e Collezione Enrico (Magnano – BI)

PODERE CASE LOVARA | Bene FAI

Podere Case Lovara – Punta Mesco (Levanto – SP)

Villa dei Vescovi Padova Luvigliano Visita Orari Prezzi Biglietti

Villa dei Vescovi (Luvigliano di Torreglia – PD)

Il Fai riapre l'Orto sul Colle dell'Infinito a Recanati - Cultura -  CentroPagina - Cronaca e attualità dalle Marche

Orto sul Colle dell’Infinito (Recanati – MC)

iluoghidelsilenzio

Bosco di San Francesco (Assisi – PG)

Il sentiero lungo Punta Campanella e la Baia di Ieranto | SiViaggia

Baia di Ieranto (Massa Luberense – NA)

Saline Conti Vecchi | Giornate FAI

Saline Conti Vecchi (Assemini – CA)

La batteria militare vista da terra. Di fonte Spargi e la Corsica. - Foto  di Batteria Militare Talmone, Palau - Tripadvisor

Batteria Militare Talmone – Punta Don Diego (Palau – SS)

E allora, prenotatevi sul sito fondoambiente.it

GIORNATE FAI ALL’APERTO


Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) continua a fare. Dopo il lockdown che ha costretto anche loro alla chiusura, i volontari del FAI ripartono con l’iniziativa “Giornate FAI all’aperto”. Sabato 27 e domenica 28 giugno oltre 200 luoghi saranno aperti in più di 150 località d’Italia. Parchi e giardini storici monumentali, riserve naturali e orti botanici, boschi, foreste e campagne, alberi millenari e piante bizzarre, sentieri immersi nella natura e passeggiate nel verde urbano, giardini pubblici da riscoprire e giardini privati segreti che si svelano al pubblico, da una sequoia gigante sopravvissuta al disastro del Vajont nel 1963 fino al semenzaio che ogni anno produce il verde urbano della città di Roma: sono solo alcuni dei luoghi che si potranno visitare in questa edizione speciale delle Giornate FAI, che assume un’inedita veste “all’aperto”, su prenotazione e nel rispetto delle norme di sicurezza.

Un’iniziativa per risvegliare la curiosità e l’intelligenza dinnanzi a ciò che ci circonda, per interrogarci – come scrive Goethe – su ciò che abitualmente vediamo ma non conosciamo se non in superficie, e che vedrà protagonisti anche tutti i Beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano, per l’occasione anch’essi concentrati su proposte “all’aperto” declinate sul patrimonio verde. Infine, durante le Giornate FAI all’aperto verranno svelati per la prima volta al pubblico, a pochi mesi dall’accordo tra il FAI e la Fondazione Museo di Palazzo Moroni, gli imponenti Giardini di Palazzo Moroni a Bergamo, oltre quattro ettari di verde tra le mura della Città Alta: l’omaggio del FAI alla città che ha drammaticamente sofferto l’emergenza sanitaria e che necessita di ritrovare il benessere e la bellezza che solo la natura può offrire. 

Prendere parte alle Giornate FAI è anche un modo per partecipare alla missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione, che negli oltre due mesi e mezzo di chiusura ha interrotto tutte le attività, dalle visite nei Beni ai cantieri di restauro, agli eventi nazionali. Ora il FAI è ripartito, per questo, oltre al contributo minimo – 3 euro per chi è già iscritto al FAI, 5 euro per i non iscritti – richiesto all’atto della prenotazione online, tutti i visitatori potranno iscriversi al FAI con le quote agevolate (riduzione di 10 euro) presso tutti i luoghi aperti e i Beni della Fondazione.

Si potrà prenotare fino a venerdì 26 giugno alle ore 15:00. Per ulteriori informazioni cliccate qui o qui.
P.S. A chi di voi, come me, non viene voglia di emigrare, di andare via da WordPress che ha reso praticamente quasi impossibile la pubblicazione di post stravolgendo l’editor di testo?

BUONA PASQUA A TUTTI VOI!


La catena dell'Himalaya visibile dopo 30 anni. Foto di @jeetender via Twitter

Cari amici, anche se diversa, anche se rinchiusi, anche se non la possiamo festeggiare, vi auguro comunque una Pasqua serena e felice. Al di là del Coronavirus. Il quale ha anche i suoi effetti collaterali positivi. Infatti, a causa del coronavirus c’è il “lockdown”, cioè la chiusura totale di tutte le attività, in tutto il mondo. E qual è l’effetto del lockdown? Quello di ridurre sensibilmente l’inquinamento. Così sensibilmente che dopo 30 anni, nel Punjab, si torna a vedere la catena montuosa dell’Himalaya, a 200 km di distanza. Non è uno spettacolo?

Intanto domani mi appresto a vivere la mia Pasquetta virtuale. Infatti su youtube c’è il canale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: MiBACT. Con la collaborazione del FAI possiamo goderci lo spettacolo delle riprese fatte con un drone, e viaggiare così almeno virtualmente tra le bellezze dell’Italia, e uscire almeno per qualche minuto da casa nostra, come se fossimo lì.

Una bella iniziativa per chi quest’anno è costretto a saltare la Pasquetta con la visita dei posti più belli, come un tour virtuale a Pompei o nella Baia di Ieranto.

E allora, buona Pasqua e buona Pasquetta a tutti voi, sperando di poter godere di queste bellezze l’anno prossimo dal vivo.

GIORNATE FAI D’AUTUNNO 2019


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Come ogni anno il FAI organizza diverse giornate all’insegna della bellezza da visitare e rispettare: quella del nostro paesaggio. Ecco dunque che questo weekend, il 12 e 13 ottobre riaprono 700 luoghi del nostro Paese inaccessibili o poco valorizzati, da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite.

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Quest’anno il FAI, del quale sono un acceso sostenitore, ha anche registrato uno spot al tempo stesso simpatico ma che fa riflettere, con la domanda: e se domani non ci fosse più niente di bello da vedere? Ecco qua il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=QrkTTf9dEho

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In Sardegna saranno visitabili le Saline Conti Vecchi ad Assemini (CA), il Colle di Bonària a Cagliari, la Batteria Militare a Palau (SS), il faro marittimo Guardia Vecchia a La Maddalena (SS), un percorso tra il Parco di Tepilora e il Borgo di Posada (NU), dove montagna e mare si incontrano, e il Faro di Capotesta (nell’immagine sotto), a Santa Teresa di Gallura (SS).

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Fino al 20 ottobre ci si può iscrivere al FAI pagando la tessera 10 euro in meno rispetto al suo costo originale. Infine, fino al 27 ottobre è attivo il numero SMS 45584 dal valore di 2 euro inviato dai cellulari Tim, Wind, Vodafone, Tre, Iliad, Tiscali, Coop Voce e Poste Mobile.

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#ricordiamocidisalvarelitalia

NOTRE DAME BRUCIA


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Un grosso incendio devasta la Cattedrale di Notre Dame de Paris. Tutto il legno del monumento più visitato al mondo è bruciato, la struttura portante ha retto. Alcuni si sono chiesti come mai non sono intervenuti i canadair per spegnere l’incendio. La risposta è presto data: perché la struttura non avrebbe retto alle bombe d’acqua sganciate dagli elicotteri. Alcuni islamici esultano sul web per il rogo del cuore francese della cristianità, ma la causa non è dovuta ad un attentato.

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Da qualche settimana sono cominciati nella cattedrale dei lavori di ristrutturazione. Un progetto colossale. Stavano portando via le statue della facciata, in elicottero, verso un’altra città della Francia, e lì sarebbero state esposte al pubblico per tutto il periodo in cui la cattedrale doveva essere restaurata, fino al loro ritorno a “casa”.

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Cos’è successo nessuno lo sa. Le cause del rogo sono ancora ignote, anche se si presume possa trattarsi di una disgrazia. Il legno, che ieri è stato bruciato tutto, era abbastanza vecchio. Le statue che si trovavano all’interno della cattedrale dovrebbero essere state messe in salvo prima del crollo della guglia, all’interno della sacrestia, ma non sappiamo se la sacrestia sia stata interessata dalle fiamme o se sia stata risparmiata.

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Tutto il mondo piange. Macron vuole avviare una raccolta fondi mondiale per mettere in salvo l’arte, la cultura, la storia, la religione. Perché qui non si tratta solo di restaurare una chiesa, un monumento architettonico, una struttura. Qui si tratta di salvare tutto quello che la cattedrale rappresenta per tantissimi di noi. Non so se il FAI si mobiliterà in tal senso, ma sono pronto a contribuire se dovesse avviare una raccolta fondi in Italia. Dio salvi la Nostra Signora.

LE ROCCE SCOLPITE


Dal “mare dipinto” passiamo alle rocce dipinte, anzi, scolpite. Non ci sono grandi artisti capaci di scolpire la pietra e che hanno dato forma a queste rocce bizzarre presenti in Sardegna. Gli unici due artisti che hanno contribuito nel corso di migliaia di anni a scolpire queste rocce sono il mare e il vento. Vi presento le più sorprendenti.

Roccia dell’Elefante: Castelsardo

Roccia del Polpo: La Maddalena

Roccia dell’Orso: Palau

Roccia della Tartaruga: Porto San Paolo

Roccia del Lupo Ululante: Capo Testa

Roccia dell’Orso in piedi: Valle della Luna

Roccia dei fidanzati mano nella mano: Isola di Mal di Ventre

Roccia fallica: Isola di Mal di Ventre

Roccia del Cane: Capo Testa

Roccia del Cane che dorme: forse tra Dorgali e Baunei

Fotografia de Gilberto Tonet
Queste rocce affascinanti potrebbero rappresentare uno dei tanti punti di forza della Sardegna per attirare i turisti, uno sviluppo sostenibile nel rispetto della straordinaria bellezza della natura e nella salvaguardia del territorio. Una dimostrazione di come lavoro e ambiente, sviluppo e salute si possono finalmente conciliare. Senza dunque puntare necessariamente sulle industrie. La nostra industria è il turismo.

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2019


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Da anni sono un fan del FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che raccoglie fondi per destinarli alle opere da salvare e restaurare, ai beni culturali da valorizzare, e dal 1993 organizza delle giornate in cui tante nostre ricchezze, che sono chiuse, riaprono al pubblico. 

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Ripartono le Giornate FAI di Primavera, il 23 e 24 marzo, una manifestazione nazionale dedicata alla riscoperta del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese. Le Giornate FAI di Primavera coinvolgono ogni anno oltre 40.000 Apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole secondarie di I e II grado che accompagnano nelle visite dei luoghi aperti. Educare al valore del patrimonio d’arte e natura attraverso una formula di partecipazione attiva alla sua cura è certamente uno dei modi più efficaci per risvegliare il proprio impegno civile.

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Partecipare alle Giornate FAI di Primavera significa fare un gesto concreto a tutela del patrimonio d’arte e natura. A fronte di ogni visita effettuata, i volontari del FAI chiedono un contributo facoltativo – a partire da 2, 3 o 5€ – a sostegno di quella missione in cui il FAI si impegna da oltre 40 anni: la cura, la tutela e la valorizzazione dei luoghi e delle storie che rendono unico il nostro Paese.

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Si può inoltre contribuire con un sms del costo di 2 euro al 45584, fino al 31 marzo. E allora, tu che puoi, FAI! Io ho già fatto 😉

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA


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Tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla loro 26esima edizione. Il 24 e 25 marzo aprono al pubblico mille luoghi straordinari, affascinanti, di una bellezza più unica che rara, come lo è il paesaggio italiano. Mille luoghi da riscoprire assieme ai volontari del FAI, Fondo Ambiente Italiano. Un weekend all’insegna dell’arte, della cultura e della bellezza, la grande bellezza italiana.

Chiese, musei, palazzi, ma anche luoghi ameni, panorami mozzafiato, tutto ciò che fa parte del nostro patrimonio artistico, storico e paesaggistico. Cliccando su questo link potrete trovare la mappa dei luoghi del cuore del FAI aperti nel primo weekend primaverile.

Si legge nel sito del FAI:

“Le Giornate FAI sono diventate dunque un appuntamento ambito, un evento nazionale di grande attrattiva, ma non per questo hanno perduto lo spirito originario: quello di accompagnare gli italiani a scoprire o riscoprire la bellezza che li circonda, che spesso passa inosservata o, peggio, viene dimenticata e deturpata.

“Si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce” ci ricorda la nostra fondatrice, Giulia Maria Crespi. Per questo le Giornate FAI, di Primavera e d’Autunno, hanno un unico destino: quello di diventare sempre più grandi, più vive e vissute, per avvicinare sempre più persone alla bellezza dell’arte, della cultura e della storia”.

Infine vi ricordo che da ieri, lunedì 13 marzo, e fino a domenica 1° Aprile (Pasqua), si può sostenere il FAI inviando un SMS del costo di 2,00 € al numero 45592 da qualsiasi gestore telefonico. Anche la RAI sostiene il FAI con una maratona televisiva dal 19 al 25 marzo, dedicata ai beni culturali. Maggiori informazioni su come sostenere il FAI la trovate su questo link.

Spero che in tanti possiate aderire a questa grande iniziativa. Io da anni sostengo il FAI, fatelo anche voi!

IL MESSAGGIO IN BOTTIGLIA PIU’ ANTICO


Australia, il mare restituisce il più antico messaggio in bottiglia della storia: risale al 1886

Australia – L’Oceano ha restituito il messaggio in bottiglia più antico della storia. Risale al 12 Giugno 1886, ben 132 anni fa. A trovarlo è stato una famiglia di Perth durante una passeggiata. E’ stato gettato in mare dalla nave tedesca Paula, salpata da Cardiff e diretta a Makassar, in Indonesia.

Il Dottor Ross Anderson, del Western Australian Museum (Museo dell’Australia dell’Ovest), ha affermato che una ricerca d’archivio in Germania ha trovato il Giornale di bordo originale della nave Paula, nel quale c’è una nota del 12 Giugno 1886 scritta dal capitano che registra il fatto che una bottiglia era stata gettata in mare, alla deriva.

E’ stato un ritrovamento da Guinness dei Primati: non è stato mai ritrovato un messaggio più antico di questo. Precedentemente il record apparteneva a un messaggio in bottiglia risalente a 109 anni fa. I coniugi Illman, che hanno ritrovato la bottiglia, raccontano la loro storia, emozionati: erano incuriositi dalla bottiglia dalla forma strana. Poi hanno visto il messaggio, che era anche bagnato. Per asciugarlo lo hanno messo nel forno, per cinque minuti. “Quando lo abbiamo srotolato, ho visto un messaggio scritto a mano con una grafia minuta su un modello prestampato. Chiedeva al lettore di contattare il consolato tedesco”, racconta Tonya Illman.

Il marito Kim aveva subito effettuato delle ricerche sul web e ha scoperto che tra il 1864 e il 1933 l’Osservatorio navale tedesco ha compiuto un esperimento sulle rotte oceaniche. È scattata così la ricostruzione storica che ha permesso di individuare le origini del messaggio. Adesso la bottiglia con il messaggio sono custoditi al Western Australian Museum, dove rimarrà esposto al pubblico per due anni.

Fonte: repubblica.it

Che meraviglia, un ritrovamento da record! E voi avete ritrovato qualcosa di curioso in mare?

GIORNATA FAI D’AUTUNNO 2017


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Oggi torna la giornata FAI d’Autunno 2017! Questo è il giorno in cui si potranno visitare oltre 600 luoghi d’interesse artistico, paesaggistico e sociale in 185 città di tutta Italia. In programma 170 itinerari tematici che porteranno alla scoperta di luoghi affascinanti e poco conosciuti, a fronte di un piccolo contribuito libero che può essere di 2, 3 o 5 euro a seconda della visita scelta. I soldi raccolti saranno gestiti dal FAI per i suoi progetti, che ovviamente si propongono di proteggere e valorizzare il nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Per un elenco di tutti i luoghi che si potranno visitare quest’oggi cliccate qui. E’ prevista la possibilità di tesserarsi al FAI con 10,00 € di sconto, con tutti i vantaggi che la tessera comporta, in conto di possibilità di entrare a prezzi vantaggiosi o anche gratuitamente nei vostri luoghi del cuore.

STORIA DELLA CASA-FANTASMA SOTTO IL LAGO OMODEO


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A causa del prolungato periodo di siccità è riemersa in tutto il suo splendore la Casa Fantasma, la casa sommersa nel Lago Omodeo, in Sardegna. Ecco una breve storia di questo lago artificiale.

Nel 1917, quindi esattamente un secolo fa, si decise di realizzare quello che sarebbe poi diventato come il più grande lago artificiale d’Europa: il Lago Omodeo, che prende il nome dall’ingegnere che lo ha progettato. Il suo scopo era quello di produrre energia elettrica e di sfruttare le acque del Fiume Tirso per irrigare il Campidano. Ma prima di iniziare i lavori hanno dovuto risolvere un problema: Zuri, un piccolo borgo di circa venti case che si trovava a 88 metri sul livello del mare, sarebbe stato sommerso, poiché l’acqua del lago sarebbe arrivata a 105 metri. Perciò si decise di demolirlo e di ricostruirlo più in alto. Anche una chiesetta romanica del 1291 è stata smontata e ricomposta mattone per mattone in un luogo più sicuro.

I lavori vanno avanti fino al 1923, e nell’aprile del 1924 ci fu l’inaugurazione ufficiale della diga con tanto di visita del re. A valle della diga fu costruita anche la centrale idroelettrica. La vecchia diga “andò in pensione” nel 1997, quando fu inaugurata la nuova, più alta e più capiente, che comportò un innalzamento del livello dell’acqua. Così la valle venne sommersa e tutto, animali estinti, foresta tropicale, resti di Zuri, sparì per sempre sotto l’acqua. O quasi.  Ogni tanto, infatti, quando il livello dell’acqua cala, viene fuori il passato: la foresta pietrificata, qualche nuraghe, pali della luce e anche quella che viene chiamata la casa del capocentrale o da alcuni “casa del custode”.

In realtà in questa casa erano ospitati il capocentrale, il vicecapo e le loro famiglie. Si trova proprio sotto la vecchia diga, di fronte al ponte che la sovrasta. Era una bella villa a due piani circondata da un giardino con un laghetto, un frutteto, delle palme e un banano. L’edificio era costituito da due appartamenti perfettamente simmetrici: al piano terra la cucina con camino, un salone, un piccolo soggiorno e uno stanzino dov’era posizionato il telefono (collegato con la centrale del Tirso); al secondo piano quattro camere da letto e il bagno, e sopra un sottotetto. Sul fronte opposto rispetto alla casa del capocentrale, si trova un altro edificio, oggi decisamente vandalizzato, che in passato ospitava i carabinieri di Ulà Tirso e successivamente i custodi della diga.

Fonte: sardegnaabbandonata.it

In questi giorni la casa è riemersa completamente in tutto il suo splendore. Segno che siamo quasi agli sgoccioli. La siccità è una terribile piaga che la Sardegna sta soffrendo tanto, ovviamente senza dimenticare le altre regioni. Ma piove sempre più in là, sempre più in ritardo. E sempre meno. E’ un disastro. E’ la desertificazione. L’unica soluzione, o una delle poche, sarebbe quello di desalinizzare l’acqua del mare, di vendere il sale, di potabilizzarla e di distribuirla a tutti i comuni con un sistema di acquedotti che garantisca l’acqua con costanza.

Magari si potesse fare… Cosa ne pensate di questa soluzione?

LE SALINE DI CONTI VECCHI


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E’ l’oro bianco: il sale. Intorno a voi montagne di sale purissimo, candido, bianchissimo. Sono le Saline di Conti Vecchi, site ad Assemini (CA). Inaugurate nel 1929, sono ancora in attività. Eppure diventano sito archeologico. Un sito archeologico “vivente”, perché di solito l’archeologia fa pensare a qualcosa che ha a che fare col passato remoto.

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Il FAI, Fondo Ambiente Italiano, ha restaurato l’impianto originario di inizio ‘900, assieme ai vecchi uffici ed officine. Assieme a questo, è visitabile pure l’impianto in funzione. Vicino alle saline c’è l’impianto del cloro, la Syndial, gestita dall’ENI. Un’area forgiata dal sale e dall’inquinamento dell’industria.

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Fonte: repubblica.it

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Un’area archeologica viva, da visitare, da ammirare. Una visita che darà sapore ai vostri sensi. Visitate questo nuovo sito archeologico. Ajò!

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TORNANO LE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA


Giornate FAI

Tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla loro 25esima edizione. Il 25 e 26 marzo, mille luoghi in tutta Italia da visitare con un piccolo contributo libero. Sono 400 le località italiane in cui si possono visitare mille tra monumenti, musei, chiese, palazzi, aree archeologiche, ville, borghi, giardini, castelli, archivi storici.

Inoltre fino al 26 marzo si può sostenere il FAI con un sms del valore di 2 euro al 45517 che verranno destinati per salvare i luoghi che noi contribuiamo a segnalare. E allora, forza e coraggio, sosteniamo il FAI, io lo faccio da anni! 4-5-5-1-7!

EGITTO: SCOPERTA FARAONICA


Scoperta archeologica letteralmente faraonica in Egitto: hanno infatti scoperto una statua gigantesca del Faraone Ramses II. E’ lunga ben 8 metri, ed era sepolta sotto il fango in una baraccopoli del Cairo, tra le rovine di Eliopoli. Il Ministro dell’Antichità egiziano riferisce che si tratta di una delle scoperte più importanti per l’Egitto. Accanto a questa statua, anche un’altra di circa un metro d’altezza raffigurante il Faraone Seti II.

Fonte e immagini: Il Fatto Quotidiano

E’ una scoperta che andrà ad arricchire il già importante patrimonio archeologico egiziano.

SARDEGNA: LA GROTTA PIU’ LUNGA D’ITALIA


ogrotta bue marino 2

E’ stato scoperto ad Urzulei, in Sardegna, un passaggio subacqueo che porta alla Grotta de Su Molente. Un sistema carsico che unisce le grotte di Su Palu, Monte Longos e Bue Marino, e che è il più esteso d’Italia: misura ben 70 chilometri. Ora, grazie alla esplorazione del 3 giugno scorso, il grande sistema carsico della Codula di Luna (che comprende le grotte di Su Palu e Monte Longos per un totale di circa 44 chilometri) è stato unito alla grotta di Su Molente e di conseguenza anche alla grotta del Bue Marino.

In questo articolo della Nuova Sardegna troverete i dettagli della scoperta. E adesso alcune splendide immagini delle quattro grotte citate, che fanno parte di un unico complesso che si chiama Codula di Luna.

grotta su palu

grotta su palu 3

grotta monte longos

grotta monte longos 2

grotta bue marino

grotta bue marino 3

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TURISMO: PERCORSO FRANCESCANO IN SARDEGNA


san francesco d'assisi

Domani alle 11, a Laconi, una località in provincia di Oristano, verrà presentato un progetto del frate cappuccino Fabrizio Congiu e dell’Ingegnere Baltolu dal titolo “Percorso francescano in Sardegna“.

Nell’Isola è possibile ripercorre le orme e la storia dell’ordine di san Francesco d’Assisi attraverso la scoperta dei luoghi scelti dai suoi seguaci sin dal 1230. “Il percorso francescano – dice l’Assessore al Turismo Francesco Morandi – si inserisce in una serie di iniziative promozionali che nel 2016 rafforzerà il ruolo strategico degli itinerari storici e religiosi e valorizzerà il patrimonio culturale e ambientale isolano nell’ottica di un turismo sostenibile“.
I cammini già iscritti nel Registro ufficiale della Regione sono quelli di Nostra Signora Bonaria, di Santa Barbara nel Sulcis, di San Giorgio vescovo di Suelli (dalla Trexenta alle Baronie), di Santu Jacu, (dal Campidano di Cagliari alla Barbagia) e di Sant’Efisio (da Cagliari a Pula).
Due sono gli ‘Itinerari dello Spirito’ già entrati a far parte dei circuiti internazionali del turismo religioso, ‘Arte romanica, natura e spiritualità’ e ‘Miniere, nuraghi e spiritualità’. Inoltre, sta per decollare il piano di valorizzazione delle destinazioni di pellegrinaggio che coinvolge i comuni di Dorgali, Galtellì, Gesturi, dello stesso Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant’Antioco.
“L’inestimabile patrimonio custodito grazie all’attività della Chiesa e delle comunità locali – conclude Morandi – rappresenta, sempre preservandone la valenza spirituale, uno strumento capace di produrre beni e servizi e di creare sviluppo complessivo, specie nelle aree interne.
Strutturare il prodotto turistico culturale-religioso significa anche completare sentieri di trekking, biking, ippovie: occorrerà una stretta sinergia fra le amministrazioni locali, con la regia regionale, per proporre un’offerta unitaria capace di attrarre possibili fruitori nei mercati nazionali e internazionali”. Su questo progetto la Regione investirà risorse della programmazione europea, per completare gli itinerari, creare i servizi, valorizzare i percorsi e promuovere il prodotto tematico.
Un progetto affascinante, interessante, spirituale, e che può dare anche una boccata d’ossigeno alla nostra economia. Cosa ne pensate di questo, a mio avviso, bellissimo progetto?

LA RINASCITA DI POMPEI


casa giulia felice

Pompei rinasce, grazie alle 5 domus aureas restaurate, che riaprono al pubblico. Inoltre, nell’anfiteatro apre la mostra “Mito e Natura“. Addirittura si ricostruiscono le aiuole nella stessa posizione e con la stessa tecnica di duemila anni fa. Meravigliosa la grande porta della domus di Octavius con le borchie originali in bronzo. E’ questa l’unica dimora di cui sappiamo con precisione il nome del proprietario, perché dentro vi è stato trovato il suo sigillo.

pompei villa giulia felice

Qui, oltre al portico, alle aiuole, ai vialetti vi sono anche due bellissimi affreschi che rappresentano la storia di Diana e Atteone. La dea si bagna in un ruscello e lo sfortunato pastore la osserva. Queste domus si aggiungono alle sei riconsegnate a Natale. Un evento che attirò agli Scavi oltre dodicimila visitatori in due giorni. Le più gettonate la Fullonica di Stephanus, il grande laboratorio per il lavaggio e la tinteggiatura dei tessuti, la magione di Paquius Proculus con le scritte elettorali sulla facciata e i pavimenti colorati delle stanze.

villa giulia felice

Un luogo stupefacente dove per la delicatezza dei mosaici appena restaurati, i visitatori devono seguire una sorta di percorso guidato su stuoie e il monitoraggio all’ingresso è particolarmente attento per evitare assembramenti eccessivi.

scavo

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

venere in conchiglia

Uno spettacolo le domus restaurate. Ah, quanto mi piacerebbe poter visitare Pompei… Pompei ritorna a vivere. E anche la nostra cultura!

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2016


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Ripartono le Giornate FAI di primavera, in realtà quest’anno sono gli ultimi due giorni d’inverno: 19 e 20 marzo. Il 19-20 marzo il FAI – Fondo Ambiente Italiano apre in 380 località di tutta Italia 900 luoghi straordinari solitamente chiusi al pubblico con visite guidate a contributo libero. 250 tra ville e palazzi storici, 30 tra borghi e antichi quartieri, 60 castelli e fortezze, 25 aree naturalistiche, 30 siti archeologici e tanto altro ancora

Scopri un’Italia diversa, scendi in piazza con il FAI. Consulta qui tutte le aperture: http://giornatefai.it/. Potrete trovare le informazioni anche qui.

Inoltre, dal 14 al 27 marzo è possibile inviare un sms del valore di 2 euro al 45599.

Ricordiamoci che insieme possiamo cambiare l’Italia

“Ricordiamoci che insieme possiamo cambiare l’Italia” è l’appello che dal 14 al 27 marzo il FAI lancia agli italiani ai quali chiede di fare un piccolo gesto concreto a favore dei beni culturali. Ogni giorno il FAI si impegna in tutta Italia per trasformare luoghi speciali del nostro patrimonio d’arte e natura, abbandonati e minacciati dal degrado, in luoghi cuati, tutelati e valorizzati per sempre e per tutti. Il FAI – Fondo Ambiente Italiano dal 1975 cura, tutela e protegge il nostro patrimonio d’arte e natura.

Promuovere in concreto una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità. E’ questa la missione del FAI – Fondo Ambiente Italiano, che dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano.

FAI: Insieme per l’ambiente e la cultura!

A BURGOS UN CASTELLO DI DISNEYLAND AL POSTO DI QUELLO ATTUALE


Una proposta indecente sarebbe stata fatta dal colosso dei divertimenti Disney. Demolire il Castello di Burgos, una località sarda in provincia di Sassari, situata nel territorio del Goceano, per farci un Castello della Disneyland, un nuovo parco divertimenti.

Attirerà il turismo, la gente, farà aumentare l’economia, sì certo! Tutto è concesso per far girare l’economia, tutto si può sacrificare sull’altare dello sviluppo. Così si sarebbe deciso di sacrificare l’antico Castello di Burgos, che sì, andrebbe restaurato, ma che attira ancora tantissima gente.

Un castello la cui costruzione risalirebbe, secondo alcune fonti, al 1.134, ad opera del Giudice Gonario I di Torres, allo scopo di controllare i confini del giudicato. Alla fine del XIII secolo il castello passò prima nelle mani di Genova, poi alla famiglia dei Doria; alla metà del XIV secolo fu acquisito dai giudici d’Arborea, che per mezzo di esenzioni e privilegi favorirono il ripopolamento di tutta la zona. Infine, dopo l’abolizione del giudicato di Arborea, gli Aragonesi si disinteressarono sia del castello che della vallata, lasciandoli in balia di devastazioni e distruzione.

Fonte: sardegnaturismo.it

Secoli di storia e di cultura, di archeologia e di turismo che si vorrebbe cancellare per costruire un altro castello, al suo posto, spettacolare (promettono). In questo articolo, da dove ho preso la fonte, si dice che sia il Presidente della Regione ad aver autorizzato la demolizione, ma è meglio essere prudenti su questo, e anche su questa notizia.

Ad ogni modo, a mio avviso, sarebbe solo una follia. Ristrutturarlo e renderlo più sicuro, mantenendo il suo aspetto originario, magari facendo passare i piccoli visitatori anche dentro il castello sarebbe già più accettabile.

Nei prossimi giorni vi darò notizie certe. Sono piuttosto incredulo riguardo questa notizia. Vi informerò se questa notizia è vera oppure se è una bufala di carnevale, come in fondo credo che sia… 🙂

castello burgos

Castello di Burgos

fotomontaggio

Fotomontaggio

ADDIO SOPRINTENDENZE, ADDIO TERRITORIO ITALIANO


soprintendenza

Certo che questo Governo, il terzo non eletto, si sta dando da fare per indebolire il territorio, un territorio troppo fragile come quello italiano. Talmente fragile che alle prime piogge estive provoca alluvioni e frane tremende, come è successo a Belluno, il Cadore devastato, tre vittime tra cui una quattordicenne (leggete qui).

Innumerevoli sono gli attentati all’ambiente: dal Decreto sui reati ambientali, il quale dice che deve pagare solo chi inquina “abusivamente“, e quindi chi è stato autorizzato a “lavorare“, a “costruire” è stato autorizzato anche ad inquinare, non è “abusivo” e quindi non paga; agli innumerevoli decreti “Salva-Ilva”, l’ultimo quest’oggi per riaprire il primo altoforno chiuso da una sentenza (leggete qui), per difendere una industria altamente inquinante, ma strategica per il governo (anche se non si sa chi ne beneficia di questa “strategia”) chiusa dalle sentenze, riaperta dal Governo, il quale, quando era all’opposizione diceva che si dovevano accettare e rispettare tutte le sentenze, e ora che sono al Governo le sopprimono.

Dalla mala gestione della questione Xylella Fastidiosa (il batterio killer degli ulivi nel Salento, con l’Europa che ci impone di tagliare anche gli alberi sani!!!), alle trivellazioni, all’ultima trovata, il Ddl Madia sulla Riforma della Pubblica Amministrazione. Ma come si può dire che si rovina l’ambiente con una riforma che riguarda un altro settore? Eppure lo hanno fatto, con la soppressione delle Soprintendenze.

Per chi non lo sapesse, le Soprintendenze sono enti periferici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, con compiti in ambito territoriale in materia di beni culturali, paesaggistici, museali, archivistici ed affini. Sopprimendo le Soprintendenze quindi, il territorio non sarebbe più tutelato, perderebbe i suoi “anticorpi”, che lo proteggono da attacchi esterni.

Per il Professor Tomaso Montanari, il DDL Madìa sulla pubblica amministrazione rappresentail più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica Italiana. Anzi, l’attacco finale e definitivo“. Questo perché “se il Governo vuol fare un’autostrada in un bosco secolare o in un centro storico, lo chiede a qualcuno che è diretto dai prefetti: cioè sostanzialmente a se stesso. Addio territorio italiano” (leggete qui).

E ricordiamoci pure che questo governo non è stato eletto da nessuno. Che dobbiamo fare? Non vi pare sia abbastanza? Io spero che qualcuno prenda la decisione di far partire una petizione anche online contro l’abolizione delle soprintendenze. Non possiamo più continuare a subire così.

CINA: SCOPERTE 43 UOVA DI DINOSAURO INTEGRE


uova dinosauro

Incredibile e sensazionale scoperta in Cina! Durante alcuni lavori di manutenzione stradale sono state trovate 43 uova di dinosauro integre e perfettamente conservate! E’ accaduto ad Heyuan in Cina, ora ribattezzata “La Città dei Dinosauri“. E la cosa più incredibile è che negli ultimi anni ad Heyuan di uova di dinosauro ne sono state trovate ben tredicimila! Una testimonianza verace per cui quella città era stata ampiamente abitata da dinosauri in passato.

Fonte: Centro Meteo Italiano

Una scoperta davvero sbalorditiva. Cosa ne pensate? Saranno davvero uova di dinosauro?

IL TURISMO “SOMMERSO”


lipari sottomonastero

A Lipari, nelle Isole Eolie, si può fare turismosommerso“. No, non è un lavoro in nero. Si tratta di turismo letteralmente “sommerso”. Infatti è in progetto la costruzione di un tunnel subacqueo trasparente grazie al quale visitare all’asciutto i resti di un porto romano. E’ il progetto varato dalla Soprintendenza del Mare, con un progetto denominato “Archeolie 2014“.

Il tunnel in questione sarà realizzato nell’area Sottomonastero, presso il molo d’attracco degli aliscafi. Si prevede dunque un innovativo sistema di visita museale delle antiche strutture attraverso la realizzazione di una serie di tunnel sottomarini trasparenti, accessibili direttamente dalla superficie.

In una nota dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sicilia si legge: “una struttura che potrà coniugare le esigenze di tutela del bene culturale sommerso e il suo ‘sfruttamento’ a tutto vantaggio dell’economia locale. A breve saranno condotti anche dei saggi di scavo mirati a verificare l’esistenza di eventuali strutture antiche lungo l’area del costruendo nuovo molo, progettato in prosecuzione di quello in ferro già esistente per l’attracco degli aliscafi, così da definire le emergenze archeologiche dell’area e rendere possibile la realizzazione del progetto”.

Per maggiori informazioni, leggete questo articolo.

Una grande opportunità di sviluppo turistico, e quindi economico, che concilia storia, archeologia, lavoro e turismo. Una grande risorsa da salvaguardare, da valorizzare, per ammirare le bellezze del nostro Paese, in un modo suggestivo, spettacolare, che ti fa luccicare gli occhi dalla bellezza.

NUOVO GIGANTE SCOPERTO A MONT’E PRAMA


gigante

Mont’e Prama non smette mai di stupirci e di regalarci altra bellezza, altra storia, altra cultura. E’ stato infatti riportato alla luce un altro “gigante”, diverso dagli altri che sono stati scoperti. La particolarità di questo gigante è la sua quasi totale integrità. Non è a pezzi, come invece lo erano gli altri, ricostruiti. E non si esclude si possano trovare altri giganti in questi giorni.

La cultura e la bellezza sarda si arricchisce ancora. Gli archeologi, dice l’articolo da cui ho tratto la notizia, hanno spiegato che il nuovo gigante non è di arenaria, come gli altri, ed è molto più piccolo. Assomiglia a un piccolo bronzetto nuragico che è stato ritrovato in una tomba etrusca, quella di Vulci. E questo contribuisce ad accreditare una sorta di record dei giganti di Mont’e Prama: quello di essere l’esempio più antico di grande statuaria dell’area Mediterranea. Grazie ad altri reperti rinvenuti nella tomba, il bronzetto è databile addirittura al nono secolo Avanti Cristo.

Quello che ancora non vi avevo detto è che qualche giorno fa alcuni tombaroli hanno cercato di danneggiare il sito archeologico, provocando comunque danni limitati. Da allora il cantiere è sorvegliato 24 ore su 24. Di giorno ci sono gli archeologi, di notte ci sono dei vigilantes pagati dall’Università di Sassari. Il nuovo gigante sarà presto esposto nel Museo di Cabras, assieme a tutti gli altri giganti.

La Sardegna giganteggia in conto di storia, di archeologia, di bellezza, di cultura. Valorizziamo la nostra grande bellezza.

SCOPERTI NUOVI “GIGANTI”


monteprama

I Giganti di Monte Prama sono sculture nuragiche che sono state rinvenute casualmente in un campo nel marzo  del 1974 a Mont’e Prama, a Cabras (OR). Sono chiamate “giganti” perché sono strutture alte fino a due metri e mezzo. Sono state trovate più di cinquemila frammenti, tra i quali 15 teste, 27 busti 176 frammenti di braccia, e 784 frammenti di scudo. Questi reperti vennero custoditi nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari per trent’anni.

Questi frammenti poi sono stati ricomposti riuscendo a formare 38 statue: 4 guerrieri, 16 pugliatori e 13 modelli di nuraghe. Sono state poi riportate a Cabras. La scorsa settimana sono stati trovati altri frammenti, che sono stati chiusi al sicuro nel magazzino del Museo Civico di Cabras. Altri reperti che andranno ad arricchire il grande Museo Archeologico sardo, ad arricchire la nostra storia, il nostro passato, e la grande bellezza della nostra nazione.

LA GUERRA DI PILI


pili

E’ una lotta “trasversale” quella alle basi militari in Sardegna. Da Soru a Pili, da sinistra a destra, si lotta tutti insieme contro le basi militari che devastano la Sardegna. Il Deputato sardo Mauro Pili, appartenente al Gruppo Misto, si è presentato in aula con una testata di missile, esploso nel Poligono Militare di Teulada, uno dei più grandi poligoni italiani.

Questa è la testata esplosa di un missile anticarro trovata davanti ad uno dei 16 nuraghi nascosti e vietati nella base militare di Teulada. Con questi missili all’uranio impoverito state devastando la Sardegna, le sue coste, la sua natura, e state bombardando la più antica civiltà del Mediterraneo, quella nuragica“.

Prosegue: “Se sparassero missili sul Colosseo, meno di 2000 anni di storia, la comunità internazionale sarebbe indignata e la Nato sarebbe immediatamente dispiegata per tutelare quel bene straordinario dell’antica civiltà romana. In Sardegna la civiltà, nuragica, con oltre 3500 anni di storia viene quotidianamente bombardata con missili anticarro Milan. Si tratta di un compendio archeologico con 16 nuraghi racchiusi nel perimetro della base militare gestita direttamente dalla Nato con l’Esercito Italiano. Un’estensione di 7.200 ettari e un’interdizione areale di 75.000 ettari. Nessuno ha mai fatto niente per bloccare questa disastro“.

E’ una lotta sacrosanta quella del Deputato Pili, così come continua ad esserlo per l’ex Presidente Soru. Una lotta che deve essere trasversale, perché solo “Unidossi può smilitarizzare la Sardegna. E io sostengo la sua e loro lotta.

Informazioni e immagine prese dal sito unionesarda.it