GIORNATA FAI D’AUTUNNO 2017


Risultati immagini per giornate fai autunno 2017

Oggi torna la giornata FAI d’Autunno 2017! Questo è il giorno in cui si potranno visitare oltre 600 luoghi d’interesse artistico, paesaggistico e sociale in 185 città di tutta Italia. In programma 170 itinerari tematici che porteranno alla scoperta di luoghi affascinanti e poco conosciuti, a fronte di un piccolo contribuito libero che può essere di 2, 3 o 5 euro a seconda della visita scelta. I soldi raccolti saranno gestiti dal FAI per i suoi progetti, che ovviamente si propongono di proteggere e valorizzare il nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Per un elenco di tutti i luoghi che si potranno visitare quest’oggi cliccate qui. E’ prevista la possibilità di tesserarsi al FAI con 10,00 € di sconto, con tutti i vantaggi che la tessera comporta, in conto di possibilità di entrare a prezzi vantaggiosi o anche gratuitamente nei vostri luoghi del cuore.

Annunci

STORIA DELLA CASA-FANTASMA SOTTO IL LAGO OMODEO


Diga-6

A causa del prolungato periodo di siccità è riemersa in tutto il suo splendore la Casa Fantasma, la casa sommersa nel Lago Omodeo, in Sardegna. Ecco una breve storia di questo lago artificiale.

Nel 1917, quindi esattamente un secolo fa, si decise di realizzare quello che sarebbe poi diventato come il più grande lago artificiale d’Europa: il Lago Omodeo, che prende il nome dall’ingegnere che lo ha progettato. Il suo scopo era quello di produrre energia elettrica e di sfruttare le acque del Fiume Tirso per irrigare il Campidano. Ma prima di iniziare i lavori hanno dovuto risolvere un problema: Zuri, un piccolo borgo di circa venti case che si trovava a 88 metri sul livello del mare, sarebbe stato sommerso, poiché l’acqua del lago sarebbe arrivata a 105 metri. Perciò si decise di demolirlo e di ricostruirlo più in alto. Anche una chiesetta romanica del 1291 è stata smontata e ricomposta mattone per mattone in un luogo più sicuro.

I lavori vanno avanti fino al 1923, e nell’aprile del 1924 ci fu l’inaugurazione ufficiale della diga con tanto di visita del re. A valle della diga fu costruita anche la centrale idroelettrica. La vecchia diga “andò in pensione” nel 1997, quando fu inaugurata la nuova, più alta e più capiente, che comportò un innalzamento del livello dell’acqua. Così la valle venne sommersa e tutto, animali estinti, foresta tropicale, resti di Zuri, sparì per sempre sotto l’acqua. O quasi.  Ogni tanto, infatti, quando il livello dell’acqua cala, viene fuori il passato: la foresta pietrificata, qualche nuraghe, pali della luce e anche quella che viene chiamata la casa del capocentrale o da alcuni “casa del custode”.

In realtà in questa casa erano ospitati il capocentrale, il vicecapo e le loro famiglie. Si trova proprio sotto la vecchia diga, di fronte al ponte che la sovrasta. Era una bella villa a due piani circondata da un giardino con un laghetto, un frutteto, delle palme e un banano. L’edificio era costituito da due appartamenti perfettamente simmetrici: al piano terra la cucina con camino, un salone, un piccolo soggiorno e uno stanzino dov’era posizionato il telefono (collegato con la centrale del Tirso); al secondo piano quattro camere da letto e il bagno, e sopra un sottotetto. Sul fronte opposto rispetto alla casa del capocentrale, si trova un altro edificio, oggi decisamente vandalizzato, che in passato ospitava i carabinieri di Ulà Tirso e successivamente i custodi della diga.

Fonte: sardegnaabbandonata.it

In questi giorni la casa è riemersa completamente in tutto il suo splendore. Segno che siamo quasi agli sgoccioli. La siccità è una terribile piaga che la Sardegna sta soffrendo tanto, ovviamente senza dimenticare le altre regioni. Ma piove sempre più in là, sempre più in ritardo. E sempre meno. E’ un disastro. E’ la desertificazione. L’unica soluzione, o una delle poche, sarebbe quello di desalinizzare l’acqua del mare, di vendere il sale, di potabilizzarla e di distribuirla a tutti i comuni con un sistema di acquedotti che garantisca l’acqua con costanza.

Magari si potesse fare… Cosa ne pensate di questa soluzione?

LE SALINE DI CONTI VECCHI


{}

E’ l’oro bianco: il sale. Intorno a voi montagne di sale purissimo, candido, bianchissimo. Sono le Saline di Conti Vecchi, site ad Assemini (CA). Inaugurate nel 1929, sono ancora in attività. Eppure diventano sito archeologico. Un sito archeologico “vivente”, perché di solito l’archeologia fa pensare a qualcosa che ha a che fare col passato remoto.

{}

Il FAI, Fondo Ambiente Italiano, ha restaurato l’impianto originario di inizio ‘900, assieme ai vecchi uffici ed officine. Assieme a questo, è visitabile pure l’impianto in funzione. Vicino alle saline c’è l’impianto del cloro, la Syndial, gestita dall’ENI. Un’area forgiata dal sale e dall’inquinamento dell’industria.

{}

Fonte: repubblica.it

{}

Un’area archeologica viva, da visitare, da ammirare. Una visita che darà sapore ai vostri sensi. Visitate questo nuovo sito archeologico. Ajò!

{}

TORNANO LE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA


Giornate FAI

Tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla loro 25esima edizione. Il 25 e 26 marzo, mille luoghi in tutta Italia da visitare con un piccolo contributo libero. Sono 400 le località italiane in cui si possono visitare mille tra monumenti, musei, chiese, palazzi, aree archeologiche, ville, borghi, giardini, castelli, archivi storici.

Inoltre fino al 26 marzo si può sostenere il FAI con un sms del valore di 2 euro al 45517 che verranno destinati per salvare i luoghi che noi contribuiamo a segnalare. E allora, forza e coraggio, sosteniamo il FAI, io lo faccio da anni! 4-5-5-1-7!

EGITTO: SCOPERTA FARAONICA


Scoperta archeologica letteralmente faraonica in Egitto: hanno infatti scoperto una statua gigantesca del Faraone Ramses II. E’ lunga ben 8 metri, ed era sepolta sotto il fango in una baraccopoli del Cairo, tra le rovine di Eliopoli. Il Ministro dell’Antichità egiziano riferisce che si tratta di una delle scoperte più importanti per l’Egitto. Accanto a questa statua, anche un’altra di circa un metro d’altezza raffigurante il Faraone Seti II.

Fonte e immagini: Il Fatto Quotidiano

E’ una scoperta che andrà ad arricchire il già importante patrimonio archeologico egiziano.

SARDEGNA: LA GROTTA PIU’ LUNGA D’ITALIA


ogrotta bue marino 2

E’ stato scoperto ad Urzulei, in Sardegna, un passaggio subacqueo che porta alla Grotta de Su Molente. Un sistema carsico che unisce le grotte di Su Palu, Monte Longos e Bue Marino, e che è il più esteso d’Italia: misura ben 70 chilometri. Ora, grazie alla esplorazione del 3 giugno scorso, il grande sistema carsico della Codula di Luna (che comprende le grotte di Su Palu e Monte Longos per un totale di circa 44 chilometri) è stato unito alla grotta di Su Molente e di conseguenza anche alla grotta del Bue Marino.

In questo articolo della Nuova Sardegna troverete i dettagli della scoperta. E adesso alcune splendide immagini delle quattro grotte citate, che fanno parte di un unico complesso che si chiama Codula di Luna.

grotta su palu

grotta su palu 3

grotta monte longos

grotta monte longos 2

grotta bue marino

grotta bue marino 3

grotta bue marino 4

TURISMO: PERCORSO FRANCESCANO IN SARDEGNA


san francesco d'assisi

Domani alle 11, a Laconi, una località in provincia di Oristano, verrà presentato un progetto del frate cappuccino Fabrizio Congiu e dell’Ingegnere Baltolu dal titolo “Percorso francescano in Sardegna“.

Nell’Isola è possibile ripercorre le orme e la storia dell’ordine di san Francesco d’Assisi attraverso la scoperta dei luoghi scelti dai suoi seguaci sin dal 1230. “Il percorso francescano – dice l’Assessore al Turismo Francesco Morandi – si inserisce in una serie di iniziative promozionali che nel 2016 rafforzerà il ruolo strategico degli itinerari storici e religiosi e valorizzerà il patrimonio culturale e ambientale isolano nell’ottica di un turismo sostenibile“.
I cammini già iscritti nel Registro ufficiale della Regione sono quelli di Nostra Signora Bonaria, di Santa Barbara nel Sulcis, di San Giorgio vescovo di Suelli (dalla Trexenta alle Baronie), di Santu Jacu, (dal Campidano di Cagliari alla Barbagia) e di Sant’Efisio (da Cagliari a Pula).
Due sono gli ‘Itinerari dello Spirito’ già entrati a far parte dei circuiti internazionali del turismo religioso, ‘Arte romanica, natura e spiritualità’ e ‘Miniere, nuraghi e spiritualità’. Inoltre, sta per decollare il piano di valorizzazione delle destinazioni di pellegrinaggio che coinvolge i comuni di Dorgali, Galtellì, Gesturi, dello stesso Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant’Antioco.
“L’inestimabile patrimonio custodito grazie all’attività della Chiesa e delle comunità locali – conclude Morandi – rappresenta, sempre preservandone la valenza spirituale, uno strumento capace di produrre beni e servizi e di creare sviluppo complessivo, specie nelle aree interne.
Strutturare il prodotto turistico culturale-religioso significa anche completare sentieri di trekking, biking, ippovie: occorrerà una stretta sinergia fra le amministrazioni locali, con la regia regionale, per proporre un’offerta unitaria capace di attrarre possibili fruitori nei mercati nazionali e internazionali”. Su questo progetto la Regione investirà risorse della programmazione europea, per completare gli itinerari, creare i servizi, valorizzare i percorsi e promuovere il prodotto tematico.
Un progetto affascinante, interessante, spirituale, e che può dare anche una boccata d’ossigeno alla nostra economia. Cosa ne pensate di questo, a mio avviso, bellissimo progetto?