GIORNATE FAI DI PRIMAVERA


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Tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla loro 26esima edizione. Il 24 e 25 marzo aprono al pubblico mille luoghi straordinari, affascinanti, di una bellezza più unica che rara, come lo è il paesaggio italiano. Mille luoghi da riscoprire assieme ai volontari del FAI, Fondo Ambiente Italiano. Un weekend all’insegna dell’arte, della cultura e della bellezza, la grande bellezza italiana.

Chiese, musei, palazzi, ma anche luoghi ameni, panorami mozzafiato, tutto ciò che fa parte del nostro patrimonio artistico, storico e paesaggistico. Cliccando su questo link potrete trovare la mappa dei luoghi del cuore del FAI aperti nel primo weekend primaverile.

Si legge nel sito del FAI:

“Le Giornate FAI sono diventate dunque un appuntamento ambito, un evento nazionale di grande attrattiva, ma non per questo hanno perduto lo spirito originario: quello di accompagnare gli italiani a scoprire o riscoprire la bellezza che li circonda, che spesso passa inosservata o, peggio, viene dimenticata e deturpata.

“Si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce” ci ricorda la nostra fondatrice, Giulia Maria Crespi. Per questo le Giornate FAI, di Primavera e d’Autunno, hanno un unico destino: quello di diventare sempre più grandi, più vive e vissute, per avvicinare sempre più persone alla bellezza dell’arte, della cultura e della storia”.

Infine vi ricordo che da ieri, lunedì 13 marzo, e fino a domenica 1° Aprile (Pasqua), si può sostenere il FAI inviando un SMS del costo di 2,00 € al numero 45592 da qualsiasi gestore telefonico. Anche la RAI sostiene il FAI con una maratona televisiva dal 19 al 25 marzo, dedicata ai beni culturali. Maggiori informazioni su come sostenere il FAI la trovate su questo link.

Spero che in tanti possiate aderire a questa grande iniziativa. Io da anni sostengo il FAI, fatelo anche voi!

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IL MESSAGGIO IN BOTTIGLIA PIU’ ANTICO


Australia, il mare restituisce il più antico messaggio in bottiglia della storia: risale al 1886

Australia – L’Oceano ha restituito il messaggio in bottiglia più antico della storia. Risale al 12 Giugno 1886, ben 132 anni fa. A trovarlo è stato una famiglia di Perth durante una passeggiata. E’ stato gettato in mare dalla nave tedesca Paula, salpata da Cardiff e diretta a Makassar, in Indonesia.

Il Dottor Ross Anderson, del Western Australian Museum (Museo dell’Australia dell’Ovest), ha affermato che una ricerca d’archivio in Germania ha trovato il Giornale di bordo originale della nave Paula, nel quale c’è una nota del 12 Giugno 1886 scritta dal capitano che registra il fatto che una bottiglia era stata gettata in mare, alla deriva.

E’ stato un ritrovamento da Guinness dei Primati: non è stato mai ritrovato un messaggio più antico di questo. Precedentemente il record apparteneva a un messaggio in bottiglia risalente a 109 anni fa. I coniugi Illman, che hanno ritrovato la bottiglia, raccontano la loro storia, emozionati: erano incuriositi dalla bottiglia dalla forma strana. Poi hanno visto il messaggio, che era anche bagnato. Per asciugarlo lo hanno messo nel forno, per cinque minuti. “Quando lo abbiamo srotolato, ho visto un messaggio scritto a mano con una grafia minuta su un modello prestampato. Chiedeva al lettore di contattare il consolato tedesco”, racconta Tonya Illman.

Il marito Kim aveva subito effettuato delle ricerche sul web e ha scoperto che tra il 1864 e il 1933 l’Osservatorio navale tedesco ha compiuto un esperimento sulle rotte oceaniche. È scattata così la ricostruzione storica che ha permesso di individuare le origini del messaggio. Adesso la bottiglia con il messaggio sono custoditi al Western Australian Museum, dove rimarrà esposto al pubblico per due anni.

Fonte: repubblica.it

Che meraviglia, un ritrovamento da record! E voi avete ritrovato qualcosa di curioso in mare?

GIORNATA FAI D’AUTUNNO 2017


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Oggi torna la giornata FAI d’Autunno 2017! Questo è il giorno in cui si potranno visitare oltre 600 luoghi d’interesse artistico, paesaggistico e sociale in 185 città di tutta Italia. In programma 170 itinerari tematici che porteranno alla scoperta di luoghi affascinanti e poco conosciuti, a fronte di un piccolo contribuito libero che può essere di 2, 3 o 5 euro a seconda della visita scelta. I soldi raccolti saranno gestiti dal FAI per i suoi progetti, che ovviamente si propongono di proteggere e valorizzare il nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Per un elenco di tutti i luoghi che si potranno visitare quest’oggi cliccate qui. E’ prevista la possibilità di tesserarsi al FAI con 10,00 € di sconto, con tutti i vantaggi che la tessera comporta, in conto di possibilità di entrare a prezzi vantaggiosi o anche gratuitamente nei vostri luoghi del cuore.

STORIA DELLA CASA-FANTASMA SOTTO IL LAGO OMODEO


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A causa del prolungato periodo di siccità è riemersa in tutto il suo splendore la Casa Fantasma, la casa sommersa nel Lago Omodeo, in Sardegna. Ecco una breve storia di questo lago artificiale.

Nel 1917, quindi esattamente un secolo fa, si decise di realizzare quello che sarebbe poi diventato come il più grande lago artificiale d’Europa: il Lago Omodeo, che prende il nome dall’ingegnere che lo ha progettato. Il suo scopo era quello di produrre energia elettrica e di sfruttare le acque del Fiume Tirso per irrigare il Campidano. Ma prima di iniziare i lavori hanno dovuto risolvere un problema: Zuri, un piccolo borgo di circa venti case che si trovava a 88 metri sul livello del mare, sarebbe stato sommerso, poiché l’acqua del lago sarebbe arrivata a 105 metri. Perciò si decise di demolirlo e di ricostruirlo più in alto. Anche una chiesetta romanica del 1291 è stata smontata e ricomposta mattone per mattone in un luogo più sicuro.

I lavori vanno avanti fino al 1923, e nell’aprile del 1924 ci fu l’inaugurazione ufficiale della diga con tanto di visita del re. A valle della diga fu costruita anche la centrale idroelettrica. La vecchia diga “andò in pensione” nel 1997, quando fu inaugurata la nuova, più alta e più capiente, che comportò un innalzamento del livello dell’acqua. Così la valle venne sommersa e tutto, animali estinti, foresta tropicale, resti di Zuri, sparì per sempre sotto l’acqua. O quasi.  Ogni tanto, infatti, quando il livello dell’acqua cala, viene fuori il passato: la foresta pietrificata, qualche nuraghe, pali della luce e anche quella che viene chiamata la casa del capocentrale o da alcuni “casa del custode”.

In realtà in questa casa erano ospitati il capocentrale, il vicecapo e le loro famiglie. Si trova proprio sotto la vecchia diga, di fronte al ponte che la sovrasta. Era una bella villa a due piani circondata da un giardino con un laghetto, un frutteto, delle palme e un banano. L’edificio era costituito da due appartamenti perfettamente simmetrici: al piano terra la cucina con camino, un salone, un piccolo soggiorno e uno stanzino dov’era posizionato il telefono (collegato con la centrale del Tirso); al secondo piano quattro camere da letto e il bagno, e sopra un sottotetto. Sul fronte opposto rispetto alla casa del capocentrale, si trova un altro edificio, oggi decisamente vandalizzato, che in passato ospitava i carabinieri di Ulà Tirso e successivamente i custodi della diga.

Fonte: sardegnaabbandonata.it

In questi giorni la casa è riemersa completamente in tutto il suo splendore. Segno che siamo quasi agli sgoccioli. La siccità è una terribile piaga che la Sardegna sta soffrendo tanto, ovviamente senza dimenticare le altre regioni. Ma piove sempre più in là, sempre più in ritardo. E sempre meno. E’ un disastro. E’ la desertificazione. L’unica soluzione, o una delle poche, sarebbe quello di desalinizzare l’acqua del mare, di vendere il sale, di potabilizzarla e di distribuirla a tutti i comuni con un sistema di acquedotti che garantisca l’acqua con costanza.

Magari si potesse fare… Cosa ne pensate di questa soluzione?

LE SALINE DI CONTI VECCHI


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E’ l’oro bianco: il sale. Intorno a voi montagne di sale purissimo, candido, bianchissimo. Sono le Saline di Conti Vecchi, site ad Assemini (CA). Inaugurate nel 1929, sono ancora in attività. Eppure diventano sito archeologico. Un sito archeologico “vivente”, perché di solito l’archeologia fa pensare a qualcosa che ha a che fare col passato remoto.

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Il FAI, Fondo Ambiente Italiano, ha restaurato l’impianto originario di inizio ‘900, assieme ai vecchi uffici ed officine. Assieme a questo, è visitabile pure l’impianto in funzione. Vicino alle saline c’è l’impianto del cloro, la Syndial, gestita dall’ENI. Un’area forgiata dal sale e dall’inquinamento dell’industria.

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Fonte: repubblica.it

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Un’area archeologica viva, da visitare, da ammirare. Una visita che darà sapore ai vostri sensi. Visitate questo nuovo sito archeologico. Ajò!

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TORNANO LE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA


Giornate FAI

Tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla loro 25esima edizione. Il 25 e 26 marzo, mille luoghi in tutta Italia da visitare con un piccolo contributo libero. Sono 400 le località italiane in cui si possono visitare mille tra monumenti, musei, chiese, palazzi, aree archeologiche, ville, borghi, giardini, castelli, archivi storici.

Inoltre fino al 26 marzo si può sostenere il FAI con un sms del valore di 2 euro al 45517 che verranno destinati per salvare i luoghi che noi contribuiamo a segnalare. E allora, forza e coraggio, sosteniamo il FAI, io lo faccio da anni! 4-5-5-1-7!

EGITTO: SCOPERTA FARAONICA


Scoperta archeologica letteralmente faraonica in Egitto: hanno infatti scoperto una statua gigantesca del Faraone Ramses II. E’ lunga ben 8 metri, ed era sepolta sotto il fango in una baraccopoli del Cairo, tra le rovine di Eliopoli. Il Ministro dell’Antichità egiziano riferisce che si tratta di una delle scoperte più importanti per l’Egitto. Accanto a questa statua, anche un’altra di circa un metro d’altezza raffigurante il Faraone Seti II.

Fonte e immagini: Il Fatto Quotidiano

E’ una scoperta che andrà ad arricchire il già importante patrimonio archeologico egiziano.