LA GUERRA DI PILI


pili

E’ una lotta “trasversale” quella alle basi militari in Sardegna. Da Soru a Pili, da sinistra a destra, si lotta tutti insieme contro le basi militari che devastano la Sardegna. Il Deputato sardo Mauro Pili, appartenente al Gruppo Misto, si è presentato in aula con una testata di missile, esploso nel Poligono Militare di Teulada, uno dei più grandi poligoni italiani.

Questa è la testata esplosa di un missile anticarro trovata davanti ad uno dei 16 nuraghi nascosti e vietati nella base militare di Teulada. Con questi missili all’uranio impoverito state devastando la Sardegna, le sue coste, la sua natura, e state bombardando la più antica civiltà del Mediterraneo, quella nuragica“.

Prosegue: “Se sparassero missili sul Colosseo, meno di 2000 anni di storia, la comunità internazionale sarebbe indignata e la Nato sarebbe immediatamente dispiegata per tutelare quel bene straordinario dell’antica civiltà romana. In Sardegna la civiltà, nuragica, con oltre 3500 anni di storia viene quotidianamente bombardata con missili anticarro Milan. Si tratta di un compendio archeologico con 16 nuraghi racchiusi nel perimetro della base militare gestita direttamente dalla Nato con l’Esercito Italiano. Un’estensione di 7.200 ettari e un’interdizione areale di 75.000 ettari. Nessuno ha mai fatto niente per bloccare questa disastro“.

E’ una lotta sacrosanta quella del Deputato Pili, così come continua ad esserlo per l’ex Presidente Soru. Una lotta che deve essere trasversale, perché solo “Unidossi può smilitarizzare la Sardegna. E io sostengo la sua e loro lotta.

Informazioni e immagine prese dal sito unionesarda.it

SETTIMANA DELLA BELLEZZA


settimana della bellezza

Dopo le Giornate FAI di Primavera arriva un altro evento ricco di fascino: la Settimana della Bellezza. Altro che Miss Italia, la vera Miss è la nostra natura, il nostro paesaggio, il nostro territorio, la nostra cultura, la nostra storia, i nostri luoghi del cuore, da tutelare da ogni cementificazione, distruzione, degrado e deturpamento.

Da oggi e fino a domenica 13 aprile arriva dunque la Settimana della Bellezza, iniziativa promossa da Legambiente. Visitare la nostra bellezza è il miglior modo per valorizzarla. E noi abbiamo tanti tipi di bellezza: bellezza dei luoghi, con appuntamenti per conoscere meglio il territorio in cui si vive; bellezza dell’arte che propone uno stretto connubio tra territorio e arte; bellezza dei gesti legata al senso civico e all’impegno concreto; cantieri della bellezza, laboratori partecipati di riprogettazione di spazi urbani. Eventi in tutta Italia per raccontare il meglio del nostro Paese. Per maggiori informazioni, leggete questo documento di Legambiente. 🙂

45595: FAI… DEL BENE


fai

Nel ricordarvi che oggi e domani ci sono le giornate di primavera FAI, la XXIIesima edizione, vi invito, come ho fatto io, ad inviare un SMS del valore di un euro al 45595 per sostenere il Fondo Ambiente Italiano, FAI, per tutelare il nostro paesaggio e valorizzare, anche attraverso il turismo, la nostra bellezza, e così salvaguardare i nostri luoghi del cuore, così deturpati dalle c.d. “grandi opere”. Per evitare e scongiurare tutto questo, sosteniamo il FAI, al 45595. Basta un euro per salvare l’ambiente. Facciamolo TUTTI. Il numero è attivo fino a domani. Non perdiamo tempo.

DOMANI E DOPODOMANI PARTE LA 22ESIMA EDIZIONE DELLE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA


giornate fai

Domani, sabato 22 marzo, e dopodomani, domenica 23 marzo, parte la XXII° edizione delle Giornate FAI di Primavera, un’iniziativa che apre oltre 750 luoghi in tutta Italia, in tutte le Regioni, con visite straordinarie a contributo libero. L’iniziativa del Fondo Ambiente Italiano ha coinvolto fino ad ora oltre 7 milioni di visitatori italiani.
La grande bellezza dell’Italia, la sua arte, la sua storia, la sua cultura, è aperta in questo weekend. Anche con visite guidate in lingua straniera per i diversi turisti che vengono in Italia per ammirare e godere la nostra bellezza. Aree archeologiche, percorsi naturalistici, borghi, giardini, chiese, musei, castelli, escursioni anche in bicicletta. Tutto questo per tutelare la nostra arte, la nostra cultura, che fa parte del nostro paesaggio unico nel mondo.
Nel rispetto dell’Articolo 9 della Costituzione, il quale stabilisce che “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione“. E come tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione? Con le Giornate FAI, anche se desidero che non siano solo due giorni all’anno le giornate FAI. Noi tutti dobbiamo FARE.

SCOPERTA NECROPOLI A GRUARO


necropoli

A Gruaro, in Provincia di Venezia, è stata scoperta una necropoli, che è stata ribattezzata “Piccola Pompei“. Un imponente complesso monumentale funerario risalente al III secolo Dopo Cristo. Lo scavo ha riportato alla luce un complesso che comprendeva un podio di blocchi calcarei alti quasi due metri e lungo sei, due sarcofagi sulla sommità, altri due sarcofagi in pietra poco distanti da quelli, e i resti di una necropoli risalente al primo secolo Avanti Cristo.
Il tutto in buono stato di conservazione. Lo stato di conservazione lo si deve a una serie di alluvioni che nel quinto secolo Dopo Cristo hanno ricoperto l’area con uno strato di sabbia e detriti. Una scoperta affascinante che potrà portare in futuro a nuovi posti di lavoro nel settore del turismo, con visite guidate. Insomma, un’altra attrazione del bel paese che è l’Italia, da conservare, tutelare e valorizzare. Cosa ne pensate?

LA DIFESA DELL’AMBIENTE NON HA MAI PREZZO: MA QUESTO E’ TROPPO


tuvixeddu

Tuvixeddu, una grande necropoli fenicio-punica nella città di Cagliari, è stata presa d’assalto dall’impresa del costruttore Gualtiero Cualbu, per via di un appalto di costruzione di un intero quartiere, un nuovo quartiere residenziale di Cagliari. Solo che Tuvixeddu è un sito archeologico che appunto è costituito da tombe fenicio-puniche. Si dice che costruire in mezzo alle tombe non porti mai bene. Ma per l’impresa di costruzioni di Cualbu questa regola non è valsa. Almeno sembra.

Dopo numerosi ricorsi e controricorsi al TAR, e uno scontro tra Regione da una parte, e Cualbu e il Comune di Cagliari dall’altra, quando la Regione la guidava Renato Soru, e quando il comune di Cagliari era guidato da Emilio Floris; e tra Cualbu e Regione da una parte, e Comune di Cagliari dall’altra, da quando il comune è passato a Zedda (SEL) e la Regione è passata a Cappellacci (PdL).

Oggi l’ennesimo colpo di scena. La Regione Sardegna accetta il fatto che non si costruisca nulla, ma paga all’impresa di Cualbu un indennizzo di ben 70 milioni di euro, un risarcimento danni per mancati introiti.

Certo, forse saremmo disposti anche a questo pur di vedere salvi dal cemento i nostri luoghi del cuore, ma questo è troppo.

ECCO PERCHE’ IL PD NON ACCETTA RODOTA’


rodotà

E’ cronaca politica di questi giorni il suicidio politico del Partito Democratico, che invece di convergere sul nome di Rodotà, inneggiato anche da tanti cittadini fuori dal Palazzo e da milioni e milioni di giovani sulla rete, ha preferito a lui prima Marini, poi Prodi, e poi, visto il disinteresse per Rodotà, è andato in ginocchio da Re Giorgio Napolitano, e tutti, anche PdL, Scelta Civica, Lega… per chiedere di riaccettare un secondo mandato.

Al PD Rodotà non va giù, perché il Costituzionalista ha sostenuto con forza il referendum sull’acqua pubblica, che il tandem PD-PdL voleva privatizzare. Rodotà sarebbe stato il Presidente dei Beni Comuni, che, quando era giurista, voleva, assieme agli altri giuristi e a tutti i movimenti, tutelare e difendere con una legge ad hoc. Infatti secondo una proposta di Rodotà, i Beni Comuni “non rientrano nella specie dei beni pubblici, poiché sono a titolarità diffusa, potendo appartenere non solo a persone pubbliche, ma anche a privati. Ne fanno parte, essenzialmente, le risorse naturali, come i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque; l’aria; i parchi, le foreste e le zone boschive; le montagne di alta quota, i ghiacciai e le nevi perenni; i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fanua selvatica e la flora tutelata; le altre zone paesaggistiche tutelate. Vi rientrano, altresì, i beni archeologici, culturali e ambientali“.

E prosegue: “la possibilità di loro concessione a privati è limitata. La tutela risarcitoria e la tutela restitutoria spettano allo Stato. La tutela inibitoria spetta a chiunque possa fruire delle utilità dei beni comuni in quanto titolare del corrispondente diritto soggettivo alla loro fruizione.
Per quel che riguarda propriamente i beni pubblici, appartenenti a soggetti pubblici, si è abbandonata la distinzione formalistica fra demanio e patrimonio, introducendosi una partizione sostanzialistica”.

Ditemi voi se questa non è la legge più ambientalista che sia mai stata progettata in Italia? Ma ciò cosa avrebbe voluto dire? Che se i privati volevano andare a sfruttare tutto quell’immenso patrimonio di risorse naturali che noi abbiamo, dall’acqua al suolo per intenderci, veniva messo sotto chiave, e che dunque se lo si intendeva usare lo si doveva fare rispettando leggi molto stringenti e dopo che i cittadini fossero stati d’accordo. Quella legge se fosse stata sostenuta da Stefano Rodotà in quanto Presidente della Repubblica Italiana, avrebbe spazzato in un colpo solo da nord a sud dalla Tav al Muos. Ovvero a tutti quei cavalli di battaglia politici cavalcati da Pd e PdL a tornate alterne.

Ecco perché al PD non va giù Rodotà. Con Re Giorgio i “misericordiosi” (coloro che concedono il condono edilizio e fiscale) sono perdonati. Ed ecco che vogliono eliminare il Ministero dell’Ambiente.

SCOPERTA DA ITALIANI NECROPOLI DI 3.500 ANNI FA IN GRECIA


Una necropoli micenea utilizzata a partire dal XV secolo a.C. circa è stata scoperta da un gruppo di archeologi dell’Università di Udine nei pressi della città greca di Eghion, nella regione dell’Acaia, nel Peloponneso nord-occidentale. Il ritrovamento è avvenuto durante la terza campagna di scavi che l’equipe, guidata dalla professoressa Elisabetta Borgna, ha condotto nell’ambito di una missione archeologica internazionale nella località di Trapeza.
Finora sono state portate alla luce due sepolture del tipo “a camera” del XII-XI secolo a.C., molto diffuse in ambito miceneo. Queste tombe, scavate nei pendii di colline, sono costituite da un corridoio di accesso e da una camera funeraria scavata nella roccia. La scoperta della necropoli ha consentito inoltre di recuperare un prezioso corredo di vasi in ceramica, finemente decorati e conservati, pressochè integri, nella posizione in cui erano stati deposti.
Nella tarda età del bronzo (XIII-XI sec. a.C.), i centri costieri dell’Acaia strinsero fitte relazioni di natura commerciale e sociale con le comunità dell’Italia protostorica, in particolare quelle di area adriatica. L’equipe impegnata nella missione archeologica in Grecia è formata da dottorandi, laureati e studenti del dipartimento Storia e tutela dei beni culturali all’Ateneo friulano e della Scuola interateneo di specializzazione in Archeologia delle università di Udine, Trieste e Venezia.
(FONTE: AGI.it)

Scoperta di sicuro interesse storico ed archeologico. Una notizia molto bella e interessante che riporto volentieri sul mio blog. Spero che questa scoperta contribuisca al rilancio economico di una Grecia disastrata, e che ne valorizzi la sua bellezza, i suoi monumenti storici e archeologici, che fanno parte del suo vasto patrimonio ambientale, da salvaguardare, tutelare, proteggere e valorizzare. E poi è anche una scoperta italiana, motivo di vanto.