TORNANO LE GIORNATE FAI D’AUTUNNO!


Le Giornate FAI d'Autunno 2020 tornano il 17-18 e il 24-25 ottobre

Tornano le Giornate FAI d’Autunno. Anzi, quest’anno raddoppiano! I week-end dedicati alle visite alle bellezze naturali e architettoniche del nostro Paese e alla loro valorizzazione e protezione, infatti, saranno due. Il 17 e 18, e il 24 e 25 ottobre sarà possibile visitare mille luoghi del cuore in oltre 400 città d’Italia. L’edizione di quest’anno sarà dedicato a Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI scomparsa il 19 luglio scorso alla veneranda età di 97 anni.

FAI Delegazione di Piacenza updated... - FAI Delegazione di Piacenza |  Facebook

È un’occasione da non perdere per tornare a scoprire luoghi ancora poco conosciuti del nostro Paese e sostenere la missione del FAI. Per garantire un sereno svolgimento delle giornate di manifestazione, da oggi grazie a una donazione di 3,00 € sarà possibile prenotare la propria visita sul sito www.giornatefai.it. La prenotazione, seppur fortemente consigliata, non è obbligatoria. Oppure potrete scegliere di iscrivervi al FAI prima dell’evento e garantirvi l’accesso alle aperture riservate agli iscritti FAI. Sarà comunque possibile iscriversi al FAI anche in piazza durante i weekend dell’evento.

FAI-logo | Milano AllNews

Per quanto riguarda le norme di sicurezza, durante le visite sarà necessario rispettare tutte le norme contenute nei cartelli informativi posti all’inizio del percorso, a partire dal distanziamento sociale per evitare di creare assembramenti. È obbligatorio indossare la propria mascherina durante l’intera durata della visita, disinfettare le mani con gli appositi gel situati all’ingresso del percorso e attenersi in generale alle indicazioni date dal personale volontario. E se ovviamente si ha avuto sintomi del covid nei 14 giorni prima dell’evento, o il giorno stesso, o se si hanno sintomi influenzali o febbre pari o superiore a 37,5 si deve rinunciare allo stesso.

Ottobre è il mese del FAI: ricordati di salvare l'Italia | Radio Deejay

E allora, visitate i vostri luoghi del cuore, naturalmente quelli presenti sul sito del FAI. Sul sito, infatti, è già disponibile la mappa dei luoghi da visitare (primo weekend e secondo weekend). Inoltre da oggi e fino al 25 ottobre chi vorrà fare una donazione a distanza, potrà farlo attraverso un SMS solidale, promosso anche durante la Settimana RAI per i Beni Culturali. Inviamo un SMS del valore di 2 euro al 45582. Possiamo donare anche 5 o 10 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa.

#RicordiamociDiSalvareLItalia

GIORNATA DEL PAESAGGIO 2020


Dal 1975 il FAI difende la bellezza d'Italia. Per sempre per tutti.

Domani ricorre la Giornata del Paesaggio, organizzata dal FAI, Fondo Ambiente Italiano, del quale sono un acceso sostenitore. L’evento si sarebbe dovuto tenere a marzo, ma è stato tutto rinviato per via del covid. Per domani il FAI invita a guardarsi attorno con attenzione, a far spaziare lo sguardo e ad apprezzare con maggiore consapevolezza la bellezza dei paesaggi che si possono ammirare da nove suoi Beni in sette regioni: Castello e Parco di Masino a Caravino (TO), Villa Flecchia e Collezione Enrico a Magnano (BI), Podere Case Lovara a Punta Mesco, Levanto (SP), Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia (PD), Orto sul Colle dell’Infinito a Recanati (MC), Bosco di San Francesco ad Assisi (PG), Baia di Ieranto a Massa Lubrense (NA), Saline Conti Vecchi ad Assemini (CA) e Batteria Militare Talmone a Punta Don Diego, Palau (SS) – a cui si aggiunge l’Oasi Zegna a Trivero (BI), grande progetto di valorizzazione ambientale e sociale voluto da Ermenegildo Zegna e patrocinato dal FAI. Cliccando su questi link potrete trovare tutte le informazioni necessarie per accedere a questi luoghi e godere della loro bellezza, di cui qua vi posto le foto più belle.

CASTELLO E PARCO DI MASINO | Bene FAI

Castello e Parco di Masino (Caravino – TO)

Villa Flecchia e Collezione Enrico (Magnano): AGGIORNATO 2020 - tutto  quello che c'è da sapere - Tripadvisor

Villa Flecchia e Collezione Enrico (Magnano – BI)

PODERE CASE LOVARA | Bene FAI

Podere Case Lovara – Punta Mesco (Levanto – SP)

Villa dei Vescovi Padova Luvigliano Visita Orari Prezzi Biglietti

Villa dei Vescovi (Luvigliano di Torreglia – PD)

Il Fai riapre l'Orto sul Colle dell'Infinito a Recanati - Cultura -  CentroPagina - Cronaca e attualità dalle Marche

Orto sul Colle dell’Infinito (Recanati – MC)

iluoghidelsilenzio

Bosco di San Francesco (Assisi – PG)

Il sentiero lungo Punta Campanella e la Baia di Ieranto | SiViaggia

Baia di Ieranto (Massa Luberense – NA)

Saline Conti Vecchi | Giornate FAI

Saline Conti Vecchi (Assemini – CA)

La batteria militare vista da terra. Di fonte Spargi e la Corsica. - Foto  di Batteria Militare Talmone, Palau - Tripadvisor

Batteria Militare Talmone – Punta Don Diego (Palau – SS)

E allora, prenotatevi sul sito fondoambiente.it

LEGGE CANCELLA-COSTE


Sardegna a rischio le coste. Il Centro destra punta a far saltare ...

È stata approvata dal Consiglio Regionale della Sardegna, dalla sola maggioranza di destra, la “legge del cemento” che metterebbe seriamente a rischio la bellezza delle coste sarde con l’autorizzazione a cementificare, contro la quale il Ministero dell’Ambiente potrebbe ricorrere alla Corte Costituzionale. È stata approvata con l’intento di superare il parere contrario della Soprintendenza riguardo alla costruzione della Strada a 4 corsie Sassari-Alghero. Ma questa, a mio parere, è solo una pessima scusa.

Un appello per le coste della Sardegna: “Salvate la Conservatoria ...

La legge avrebbe lo scopo di reinterpretare il Piano Paesaggistico Regionale del 2006, così da liberare la Regione dall’obbligo di concordare con il ministero per i Beni e le attività culturali i progetti di costruzione sulla fascia costiera. provvedimento ha attirato le proteste, oltre che dei gruppi di opposizione di Pd, Leu, M5S e Progressisti che hanno dato battaglia in Consiglio, anche di tanti movimenti ambientalisti e di salvaguardia dei beni culturali come Italia Nostra e Wwf, con in prima linea l’associazione ecologista Grig (Gruppo d’Intervento giuridico onlus).

L'arrembaggio anticostituzionale al piano paesaggistico sardo | il ...

“La proposta di legge è palesemente esorbitante rispetto alle competenze della Regione. Propone un’interpretazione al di fuori dei canoni previsti dalla Corte Costituzionale che permette una revisione solo nel caso di dubbi interpretativi”, ha spiegato Stefano Deliperi del Grig, il quale contro il provvedimento ha promosso una petizione arrivata ad oltre 30mila firme. “Nel caso del Piano paesaggistico regionale, ormai in vigore da 14 anni, non c’è alcun dubbio. Le disposizioni sono piuttosto chiare e coinvolgono il Mibact. La regione autonoma non può eliminare lo Stato da questa competenza”.

piano paesaggistico regionale | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus

Fonte: QuiFinanza.it

Migliaia e migliaia di cittadini per le coste della Sardegna: no ...

Tra un paragrafo e l’altro vi ho messo alcune immagini delle Coste sarde che rischiano di diventare solo un ricordo, o di essere deturpate dalle edifcazioni concesse troppo facilmente. Vi lascio qui il commento del giornalista e autore del blog Generazione Antigone Lorenzo Tosa:

Notizie del territorio - Italia Nostra Italia Nostra

L’hanno chiamata senza mezzi termini “Legge del cemento”, e non c’è bisogno di spiegare il perché. Il governatore leghista Solinas, insieme a tutto il centrodestra, ha appena fatto approvare in Regione un provvedimento che farà colare tonnellate di cemento sulla costa della Sardegna, devastando il paesaggio anche nella fascia protetta entro i 300 metri dal mare e cancellando con un colpo di spugna uno dei Piani paesaggistici – quello del 2006 a firma Soru – più innovativi, green e sostenibili a livello continentale e un modello per tutta Italia. Questa “piccola” leggina consentirà alla Regione di ignorare e bypassare il parere del Ministero dei Beni culturali su tutte le nuove costruzioni nella fascia costiera. Tradotto? Una deregulation totale che devasterà la costa e lascerà ferite permanenti e non rimarginabili su uno dei paesaggi più belli al mondo. Un’oscenità immonda che riporta l’orologio indietro di decenni a un “passato” di scempi edilizi, abusi, cementificazione selvaggia. Per fermare tutto questo non resta che una strada: il governo impugni al più presto questo scempio incostituzionale. Non si tratta solo di difendere la Sardegna ma l’Italia intera. Ecco quello che succede quando si vota gente che non conosce il più elementare concetto di patrimonio, di bellezza, di interesse pubblico. Eccola qui, la destra che in campagna elettorale indossa la felpa dei Quattro mori e poi li svende al miglior offerente. Ricordiamocene la prossima volta che andiamo a votare.

Sardegna, ancora cemento sulle coste? La nuova legge preoccupa gli ...

 

GIORNATE FAI ALL’APERTO


Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) continua a fare. Dopo il lockdown che ha costretto anche loro alla chiusura, i volontari del FAI ripartono con l’iniziativa “Giornate FAI all’aperto”. Sabato 27 e domenica 28 giugno oltre 200 luoghi saranno aperti in più di 150 località d’Italia. Parchi e giardini storici monumentali, riserve naturali e orti botanici, boschi, foreste e campagne, alberi millenari e piante bizzarre, sentieri immersi nella natura e passeggiate nel verde urbano, giardini pubblici da riscoprire e giardini privati segreti che si svelano al pubblico, da una sequoia gigante sopravvissuta al disastro del Vajont nel 1963 fino al semenzaio che ogni anno produce il verde urbano della città di Roma: sono solo alcuni dei luoghi che si potranno visitare in questa edizione speciale delle Giornate FAI, che assume un’inedita veste “all’aperto”, su prenotazione e nel rispetto delle norme di sicurezza.

Un’iniziativa per risvegliare la curiosità e l’intelligenza dinnanzi a ciò che ci circonda, per interrogarci – come scrive Goethe – su ciò che abitualmente vediamo ma non conosciamo se non in superficie, e che vedrà protagonisti anche tutti i Beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano, per l’occasione anch’essi concentrati su proposte “all’aperto” declinate sul patrimonio verde. Infine, durante le Giornate FAI all’aperto verranno svelati per la prima volta al pubblico, a pochi mesi dall’accordo tra il FAI e la Fondazione Museo di Palazzo Moroni, gli imponenti Giardini di Palazzo Moroni a Bergamo, oltre quattro ettari di verde tra le mura della Città Alta: l’omaggio del FAI alla città che ha drammaticamente sofferto l’emergenza sanitaria e che necessita di ritrovare il benessere e la bellezza che solo la natura può offrire. 

Prendere parte alle Giornate FAI è anche un modo per partecipare alla missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione, che negli oltre due mesi e mezzo di chiusura ha interrotto tutte le attività, dalle visite nei Beni ai cantieri di restauro, agli eventi nazionali. Ora il FAI è ripartito, per questo, oltre al contributo minimo – 3 euro per chi è già iscritto al FAI, 5 euro per i non iscritti – richiesto all’atto della prenotazione online, tutti i visitatori potranno iscriversi al FAI con le quote agevolate (riduzione di 10 euro) presso tutti i luoghi aperti e i Beni della Fondazione.

Si potrà prenotare fino a venerdì 26 giugno alle ore 15:00. Per ulteriori informazioni cliccate qui o qui.
P.S. A chi di voi, come me, non viene voglia di emigrare, di andare via da WordPress che ha reso praticamente quasi impossibile la pubblicazione di post stravolgendo l’editor di testo?

GIORNATE FAI D’AUTUNNO 2019


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Come ogni anno il FAI organizza diverse giornate all’insegna della bellezza da visitare e rispettare: quella del nostro paesaggio. Ecco dunque che questo weekend, il 12 e 13 ottobre riaprono 700 luoghi del nostro Paese inaccessibili o poco valorizzati, da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite.

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Quest’anno il FAI, del quale sono un acceso sostenitore, ha anche registrato uno spot al tempo stesso simpatico ma che fa riflettere, con la domanda: e se domani non ci fosse più niente di bello da vedere? Ecco qua il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=QrkTTf9dEho

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In Sardegna saranno visitabili le Saline Conti Vecchi ad Assemini (CA), il Colle di Bonària a Cagliari, la Batteria Militare a Palau (SS), il faro marittimo Guardia Vecchia a La Maddalena (SS), un percorso tra il Parco di Tepilora e il Borgo di Posada (NU), dove montagna e mare si incontrano, e il Faro di Capotesta (nell’immagine sotto), a Santa Teresa di Gallura (SS).

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Fino al 20 ottobre ci si può iscrivere al FAI pagando la tessera 10 euro in meno rispetto al suo costo originale. Infine, fino al 27 ottobre è attivo il numero SMS 45584 dal valore di 2 euro inviato dai cellulari Tim, Wind, Vodafone, Tre, Iliad, Tiscali, Coop Voce e Poste Mobile.

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#ricordiamocidisalvarelitalia

TORNANO LE GIORNATE FAI D’AUTUNNO


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Oggi e domani ritornano le Giornate FAI d’Autunno. Sono 660 i luoghi straordinari visitabili in queste due giornate, tra cui il nostro Monte Ortobene, il Monte che domina la città di Nuoro, il Monte delle Sorgenti. Inoltre sono 150 gli itinerari tematici.

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Infine per tutto il mese di ottobre è possibile usufruire di uno sconto speciale di 10,00 € sulla tessera del FAI per chi si iscrive online. Lo slogan, come ogni anno è “Ricordati di salvare l’Italia”.

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E allora, sosteniamo il Fondo Ambiente Italiano, e godiamoci un weekend all’insegna della bellezza e della cultura!

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GLI IBIS SMARRITI


Ibis non sanno più migrare: torneranno in Italia dalla Germania seguendo un aereo

Gli Ibis sono uccelli migratori, che da qualche anno non immigrano più in Italia, e non per colpa di Salvini che non vuole gli immigrati 🙂 Gli ibis sono prede pregiate per i cacciatori, e in Italia viene considerata una specie “estinta”. Così si sono “dimenticati” del nostro Paese.

Proprio per questo motivo, grazie ad un progetto europeo che si chiama “Life”, 31 esemplari sono partiti dal lago di Costanza, in Germania, seguendo un piccolo aereo ultraleggero, che mostra loro la strada, fino al lago di Orbetello, dove arriveranno fra due tre settimane. Mille chilometri di viaggio, attraverso le Alpi, al seguito della voce di “mamme adottive“, e umane, che hanno allevato i piccoli fin dai primi passi.

Attualmente si contano duemila esemplari, per lo più nei giardini zoologici, in Nordafrica, Marocco e Siria. Questi uccelli “migratori” non migrano più. Gli ibis hanno bisogno di spazio libero, dove si possano cibare. Mangiano qualsiasi cosa: vermi, semi. Il problema è che non sono particolarmente timidi e proprio questo li ha resi preda facile dei cacciatori. E si teme possano essere cacciati ancora, illegalmente.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Speriamo che almeno stavolta i cacciatori non sparino a queste creature.

TORNA A VOLARE L’AQUILA DEL BONELLI


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L’Aquila Fasciata, o “Aquila del Bonelli”, ritorna a volare in Sardegna. Sul sito Sardegna Ambiente si legge che è “lunga 65-70 cm, con apertura alare di 150-160 cm, e peso medio di 2 kg. Le parti superiori sono bruno scuro, in contrasto con quelle inferiori più chiare, con una macchia bianca sul dorso. Testa piccola ma sporgente. Le ali ampie appaiono squadrate da margini quasi parallelo, con un leggero assottigliamento all’estremità.

Coda lunga, grigia e con una banda nera terminale. Becco grigio-bluastro con punte nere e cera gialla. Tarsi calzati. Zampe gialle. Iride giallo brillante. Volo attivo caratterizzato da battute non profonde ma frequenti e potenti. In volteggio le ali sono piatte e la coda chiusa o parzialmente spiegata.

Frequenta ambienti rocciosi e aperti, a quote non molto elevate, nelle valli fluviali, boschi a macchia mediterranea, pascoli, zone paludose. Si nutre di piccoli mammiferi e di uccelli, talvolta lucertole e serpenti. Caccia gli uccelli in volo con estrema destrezza. Nidifica su pareti rocciose. La deposizione delle uova (1-3) avviene tra febbraio e marzo”.

Specie considerata estinta, ora ritorna in Sardegna, in particolare nel Parco di Tepilòra. Gli operai di Forestas stanno ultimando i lavori della voliera dove saranno ospitati i primi esemplari provenienti dalla Spagna. Nei prossimi tre anni si conta di arrivare a far nidificare tre coppie.

Fonte: La Nuova Sardegna

Bentornata aquila, speriamo che gli umani ti trattino come tu meriti, e che non ci siano bracconieri pronti a farti estinguere ancora una volta. A chent’annos, Aquila del Bonelli.

L’ALBERO PIU’ VECCHIO D’EUROPA


È in Italia l’albero più vecchio d’Europa: ha 1230 anni ed è nel Parco del Pollino

Si trova in Italia l’albero più vecchio d’Europa. E’ un Pino Loricato, sito nel Parco del Pollino, ed è diventato il simbolo dell’area protetta estesa tra le province di Matera, Potenza e Cosenza. E’ stato ribattezzato “Italus”, e ha la bellezza di 1230 anni! A stabilirne l’età è stato un gruppo di ricercatori che ha pubblicato il lavoro sulla rivista “Ecology, Ecological Society Of America”.

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In un comunicato del Parco del Pollino si legge che la ricerca è stata condotta con un metodo innovativo, che combina la dendrocronologia e la datazione al radiocarbonio di campioni di tronchi e radici.

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Il Pino Loricato vive in Europa nella Penisola Balcanica e in Italia, in particolar modo nell’Appennino Calabro-Lucano “rientrante nel perimetro del Parco Nazionale del Pollino, con popolamenti localizzati sui gruppi montuosi”. Per questo il Pino Loricato è stato scelto come simbolo del Parco Nazionale del Pollino.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Speriamo che quest’albero venga veramente protetto e tutelato, e che possa vivere ancora per molti millenni a venire.

SALAIOLA PRIMO BORGO NATURALISTICO D’ITALIA!


Salaiola

E’ Salaiola il primo borgo naturalistico d’Italia. Salaiola è una frazione del Comune di Arcidosso sul Monte Amiata. Gli abitanti di Salaiola hanno a cuore la salvaguardia della biodiversità presente sul suo territorio, ed intendono valorizzarla. Perciò la quasi totalità di loro ha aderito ad un Protocollo attraverso il quale i proprietari di terreni, giardini ed abitazioni si impegnano a mantenere l’ambiente integro e, pur nella prosecuzione delle normali attività, ad evitare intromissioni dannose alla natura ed a mettere in atto miglioramenti ecologici.

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione l’Aquilaia, nata 17 anni fa con l’obiettivo di valorizzare le tradizioni, la natura e promuovere il turismo. Essa, a tal fine, si impegna ad organizzare escursioni turistiche, e manifestazioni come La Festa della Luna e la Festa della Poesia.

Si legge nell’articolo dal quale ho preso la notizia: “Salaiola ha un’altitudine di 750 mt, ha uno straordinario patrimonio boschivo che include castagni, abeti bianchi, olmi, aceri, pruni, querce, salici, peri, meli, noccioli, ciliegi e pioppi neri, così come il tipico sottobosco costituito dalle ginestre, le rose canine, il biancospino e l’erica; tale ricchezza vegetazionale offre l’abitat ideale ad oltre 80 specie di uccelli, agli ungulati, ai mustelidi ed ai canidi selvatici tipici del Monte Amiata. Un ecosistema che si completa con la presenza del Fosso, ricco di ciprinidi e di una grande varietà di insetti. Salaiola ha origini altomedievali, e deve il suo nome verosimilmente al passaggio del prezioso sale che dalla costa veniva trasportato verso le città del centro Italia, o, secondo alcuni studiosi, ad una radice semantica longobarda”.

Fonte: ilgiunco.net

Andate a Salaiola, e rispettate la natura!

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA


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Tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla loro 26esima edizione. Il 24 e 25 marzo aprono al pubblico mille luoghi straordinari, affascinanti, di una bellezza più unica che rara, come lo è il paesaggio italiano. Mille luoghi da riscoprire assieme ai volontari del FAI, Fondo Ambiente Italiano. Un weekend all’insegna dell’arte, della cultura e della bellezza, la grande bellezza italiana.

Chiese, musei, palazzi, ma anche luoghi ameni, panorami mozzafiato, tutto ciò che fa parte del nostro patrimonio artistico, storico e paesaggistico. Cliccando su questo link potrete trovare la mappa dei luoghi del cuore del FAI aperti nel primo weekend primaverile.

Si legge nel sito del FAI:

“Le Giornate FAI sono diventate dunque un appuntamento ambito, un evento nazionale di grande attrattiva, ma non per questo hanno perduto lo spirito originario: quello di accompagnare gli italiani a scoprire o riscoprire la bellezza che li circonda, che spesso passa inosservata o, peggio, viene dimenticata e deturpata.

“Si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce” ci ricorda la nostra fondatrice, Giulia Maria Crespi. Per questo le Giornate FAI, di Primavera e d’Autunno, hanno un unico destino: quello di diventare sempre più grandi, più vive e vissute, per avvicinare sempre più persone alla bellezza dell’arte, della cultura e della storia”.

Infine vi ricordo che da ieri, lunedì 13 marzo, e fino a domenica 1° Aprile (Pasqua), si può sostenere il FAI inviando un SMS del costo di 2,00 € al numero 45592 da qualsiasi gestore telefonico. Anche la RAI sostiene il FAI con una maratona televisiva dal 19 al 25 marzo, dedicata ai beni culturali. Maggiori informazioni su come sostenere il FAI la trovate su questo link.

Spero che in tanti possiate aderire a questa grande iniziativa. Io da anni sostengo il FAI, fatelo anche voi!

SALVIAMO L’AMAZZONIA


“Salviamo l’Amazzonia!” Sembra uno di quegli slogan da ragazzetti che marinano la scuola per protestare contro l’estinzione della Foca Monaca. Una sorta di “slogan da campagna elettorale”: ho sentito astrusità del tipo “questo concerto a Milano è ecologico, perché le emissioni prodotte andranno a limitare le emissioni nella foresta amazzonica, perché verranno ripiantati alcuni alberi”. Eh no, l’Amazzonia non è mai stata così tanto in pericolo come lo è in questi giorni! Infatti il governo brasiliano guidato da Michel Temer, vuole svendere l’Amazzonia ai privati che vogliono estrarre minerali tra cui oro, nichel, manganese e altro materiale.

La riserva ormai svenduta è grande quanto Piemonte e Lombardia messi insieme. E’ la Renca, 46 mila km quadrati di polmone verde che rischia di scomparire lasciando posto a delle miniere, dopo oltre trent’anni di protezione nazionale. Il governo rassicura che tutto si farà nel rispetto dell’ambiente. Ma questa è una balla colossale: come si può conciliare l’attività estrattiva con la tutela dell’ambiente?

La vendita della Renca, unita ad altre misure economiche e sociali, e alle privatizzazioni, è rivolta al rilancio del Brasile, che lentamente sta uscendo da tre anni di crisi economica.

Fonte e immagine: Corriere.it

Bisogna lottare tutti insieme, senza Temer, senza aver paura. Ecco cosa comportano le privatizzazioni: la svendita del territorio, del verde, della natura, a privati che la violentano e la distruggono.

TORNANO LE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA


Giornate FAI

Tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla loro 25esima edizione. Il 25 e 26 marzo, mille luoghi in tutta Italia da visitare con un piccolo contributo libero. Sono 400 le località italiane in cui si possono visitare mille tra monumenti, musei, chiese, palazzi, aree archeologiche, ville, borghi, giardini, castelli, archivi storici.

Inoltre fino al 26 marzo si può sostenere il FAI con un sms del valore di 2 euro al 45517 che verranno destinati per salvare i luoghi che noi contribuiamo a segnalare. E allora, forza e coraggio, sosteniamo il FAI, io lo faccio da anni! 4-5-5-1-7!

LA NUOVA LEGGE URBANISTICA DELLA SARDEGNA


Il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, assieme alla sua Giunta, ha approvato la nuova legge urbanistica. 113 articoli che disciplinano l’attività edilizia sul suolo sardo. Pigliaru riassume così la sua nuova legge: “tutela e valorizza l’ambiente, conferma i vincoli del Piano paesaggistico e del salvacoste, non consuma altro territorio e permetterà all’esistente di ritornare a essere competitivo”.

A cambiare ruolo saranno i Comuni: decideranno loro il futuro di terreni edificabili e agricoli, anche se dovranno confrontarsi e rispettare sempre le regole regionali. Ma potranno proporre, con i privati, grandi progetti d’interesse economico e sociale: saranno valutati, con molta attenzione, e di caso in caso. Gli alberghi e i residence, compresi quelli nei 300 metri dal mare, potranno ingrandirsi, “ma senza fare sfracelli”. Perché quello che conterà da oggi in poi sarà sempre più la qualità, mai il cemento fine a se stesso.

Sono questi i punti più controversi della sua riforma, e infatti gli ambientalisti protestano, soprattutto per i “premi”, con le volumetrie destinate ad aumentare sulla costa e nelle città. Gli alberghi, dentro e fuori i 300 metri dalla battigia, potranno aumentare le cubature del 25 per cento – e non del 30 come sembrava dalle prime indiscrezioni – mentre nella fascia di massima tutela ancora non potrà essere costruito nulla. L’edilizia privata potrà contare su un premio del 30 per cento fino a un massimo di 120 metri cubi. Sarà del 25, il premio, per gli interventi a favore del risparmio energetico. In campagna, non ci sarà più l’obbligo di aver tre ettari per tirar su casa. La nuova legge mette in fila una scala di grandezze a seconda della coltura: da un ettaro per i fiori e gli ortaggi in serra fino ai 30 nei campi d’orzo, avena e pascolo.

Ho i miei dubbi su questa legge urbanistica. I premi per un ecologista come me sono inaccettabili. Spero che almeno per la parte dei premi non passi. Voi cosa ne pensate?

REGALO AI CACCIATORI


orsi

Il Governo regala la “licenza di uccidere” ai cacciatori delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Marmotte, stambecchi, tassi, faine e orsi: sono loro i bersagli di questo regalo. Queste specie protette stanno per diventare oggetto di persecuzione, anche nelle zone protette e nei parchi.

Appena un mese fa il Presidente della Provincia di Bolzano ha subìto un processo alla Corte dei Conti per i reiterati e bocciati decreti anti marmotte. La LAV lo ha segnalato per danno erariale, e lui ha chiesto ed ottenuto il sostegno al governo, grazie al Ministro dell’Ambiente Galletti.

Fonte: Tiscali Notizie

IL CASO DELLA SBS


sbs

SBS sta per Società Bonifiche Sarde. Questa grande società è (almeno fino a fine anno) proprietaria di 572 ettari di terreni e di 429 ettari di proprietà Laore localizzati nel territorio di Arborea, Marrubiu e Terralba, nonché di un’azienda con stalle, animali, strutture, magazzini e uffici della “Arborea”, che produce latte. E’ composta da 28 dipendenti, attualmente assunti dall’Agenzia Regionale “Forestas”, perché la Società SBS è in liquidazione.

Dopo anni di stallo, finalmente si è trovata la soluzione per scongiurare il rischio di licenziamenti. La Regione, di recente, ha anche acquistato aree marine e pinete, zone ad alto pregio paesaggistico, per evitare la speculazione edilizia da parte della suddetta società. Oggi la SBS è stata rimpiazzata. I terreni della società sono stati venduti con trattativa privata (visto che le trattative pubbliche precedenti erano tutte andate deserte) alla Società “Bonifiche Ferraresi”.

Qualcuno alza la voce e grida alla svendita della Sardegna. Sì OK, è vero che si poteva trattare con aziende sarde, ma è altrettanto vero che è stato fatto tutto il possibile, ma con esiti negativi. Ritengo piuttosto che sia un errore in altri termini: i terreni li poteva acquistare tutti la Regione, così come ha fatto per le aree marine. In quei termini lo ritengo un errore, ma se la società era in liquidazione, qualcosa andava fatto.

BASTA TAGLI CEDUI NEI PARCHI


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I cedui sono dei tagli a raso che vengono effettuati nelle zone boschive, purtroppo anche nei parchi nazionali, come succede per il Pollino e per il Parco Nazionale d’Abruzzo, in modo che i tronchi ricaccino e si riformi la foresta nell’arco di qualche decennio.

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L’ex Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, il biologo Franco Tassi accoglie una lettera-denuncia di una coppia Italo-Statunitense che nel tempo hanno fotografato la zona riprendendo i danni dei tagli cedui. Quali sono gli interessi che spingono a ceduare anche senza tenere conto dei vincoli dei Parchi Nazionali? Sicuramente ci sono interessi che riguardano attività imprenditoriali (o speculative?) dei giorni nostri, come le imprese di produzione del Pellet o le Biomasse.

Il biologo si chiede, su facebook, come mai non ci sia stata una levata di scudi generale contro questi interventi, e punta il dito contro alcuni ambientalisti che contro il taglio della legna nel mezzogiorno non spendono nemmeno una parola di indignazione.

Fonte: Tiscali Ambiente

Ed eccovi le immagini degli scempi nel Parco Nazionale d’Abruzzo e nel Pollino.

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Pollino nel 2003

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Pollino nel 2016

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Lucano nel 2012

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Lucano nel 2015

AUMENTA LA POPOLAZIONE DEI CAMOSCI APPENNINICI


camosci appenninici

Aumenta la popolazione dei camosci appenninici. Secondo il censimento compiuto nel 2015, gli esemplari presenti nella catena montuosa che va dalla Liguria alla Calabria, sono oltre 2.700, il che equivale a un +45% rispetto al 2014. Insomma, un boom di nascite. Si pensi che nei primi anni del ‘900, nell’area che poi sarebbe diventata il Parco Nazionale dell’Abruzzo, vivevano appena 30 esemplari.

Fonte: Ecoblog.it

Ed ora godiamoci alcune immagini, prese da google immagini, dei dolcissimi camosci appenninici.

camoscio appenninico 1

camoscio appenninico 2

camoscio appenninico 3

camoscio appenninico 4

camoscio appenninico 5

SARDEGNA: LA GROTTA PIU’ LUNGA D’ITALIA


ogrotta bue marino 2

E’ stato scoperto ad Urzulei, in Sardegna, un passaggio subacqueo che porta alla Grotta de Su Molente. Un sistema carsico che unisce le grotte di Su Palu, Monte Longos e Bue Marino, e che è il più esteso d’Italia: misura ben 70 chilometri. Ora, grazie alla esplorazione del 3 giugno scorso, il grande sistema carsico della Codula di Luna (che comprende le grotte di Su Palu e Monte Longos per un totale di circa 44 chilometri) è stato unito alla grotta di Su Molente e di conseguenza anche alla grotta del Bue Marino.

In questo articolo della Nuova Sardegna troverete i dettagli della scoperta. E adesso alcune splendide immagini delle quattro grotte citate, che fanno parte di un unico complesso che si chiama Codula di Luna.

grotta su palu

grotta su palu 3

grotta monte longos

grotta monte longos 2

grotta bue marino

grotta bue marino 3

grotta bue marino 4

ITALIA PAESE DELLE RISERVE DELLA BIOSFERA


Le Riserve della Biosfera sono particolari aree, terrestri o marine, in cui si sviluppano progetti di tutela della biodiversità e della conservazione dell’ecosistema. In tutto il mondo l’UNESCO ne ha individuato 651, tra cui 13 in Italia. Godiamoci alcune immagini delle Riserve nostrane.

Valle del Ticino
Valle del Ticino
(Lombardia, Piemonte)

Transfrontaliera del Monviso
Transfrontaliera del Monviso
(Piemonte)

Miramare
Miramare
(Friuli Venezia Giulia)

Selve Costiere di Toscana
Selve Costiere di Toscana
(Toscana)

Parco Nazionale Arcipelago Toscano
Parco Nazionale Arcipelago Toscano
(Toscana)

Circeo
Circeo
(Lazio)

Collemeluccio-Montedimezzo
Collemeluccio-Montedimezzo
(Molise)

Cilento Vallo di Diano
Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
(Campania)

Somma Vesuvio e Miglio d'Oro
Riserva Marina Somma Vesuvio e Miglio d’Oro
(Campania)

Parco Nazionale della Sila
Parco Nazionale della Sila
(Calabria)

Parco del Delta del Po
Parco del Delta del Po
(Emilia Romagna)

Parco Appennino Tosco Emiliano
Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano
(Toscana, Emilia Romagna)

Alpi Ledrensi e Judicaria
Alpi Ledrensi e Judicaria
(Trentino Alto Adige)

Fonte e immagini: Skyscanner

Che ve ne pare? Stupende, da ammirare, e da proteggere.

VENEZIA: STRAGE DI ANIMALI


strage

Pochi giorni fa a Venezia è avvenuto un doppio raid notturno all’Oasi SOS Natura, sterminando gli animali. Il Fatto Quotidiano, in questo articolo, racconta nei dettagli il raid dei criminali:

Coniglietti e anatre decapitate. Galline schiacciate e uccise a colpi di scarpone. Paperi straziati, molto probabilmente da un cane che è stato aizzato contro di loro. Dappertutto uova da cova, tirate fuori dai nidi e scagliate lontano. Una vera strage. Di animali. Ripetuta per due volte, nella notte di sabato e nella successiva notte domenica.

E la beffa è che questo è avvenuto due notti: sabato e domenica. Perciò il primo bilancio era ancora provvisorio: “Me ne hanno uccisi 95. Non avrei mai pensato di assistere a un orrore del genere. Fino a sabato alle 23 era tutto tranquillo” ha dichiarato il proprietario dell’Oasi. E’ stato il padre, domenica mattina, a scoprire il disastro. Naturalmente le ipotesi si si sono sprecate. Vandali è dir poco. Un balordo non è in grado di produrre tanta ferocia. E’ stata come un’esplosione di odio incontrollato.

Ma a scioccare maggiormente è la scoperta del nuovo raid notturno. E così il numero degli animali uccisi supera le 130 unità. E’ intervenuto perfino il governatore del Veneto, Luca Zaia: “Non sono vandali, ma criminali a tutto tondo. E’ gente priva di rispetto per ogni forma di vita, che mi auguro venga presto individuata e punita con la maggior durezza possibile”. Ma ciò che colpisce è la reiterazione e il senso di impunità. Per questo Zaia ha aggiunto: “Sono tornati per completare la loro opera criminale ed hanno massacrato altri animali. Non ci sono parole, se non la condanna senza appello. Questa è barbarie di menti malate o tragicamente vuote, dei responsabili. Ogni vita in natura rappresenta qualcosa di speciale e merita un’attenzione speciale: in questo caso anche una punizione speciale”.

Per la cronaca, i superstiti sono un cigno, una papera e un anatroccolo. E i balordi che sono ancora in giro

BUDELLI: L’ISOLA RESTA PUBBLICA


isola di budelli

L’Isola di Budelli, la più famosa isola dell’Arcipelago della Maddalena, resta di proprietà dello Stato. Non correrà più il rischio di essere “sbudellata” dalle speculazioni edilizie. A deciderlo è stato il Giudice Fallimentare del Tribunale di Tempio. Riepilogo brevemente la storia:

Inizialmente Budelli era di proprietà di una società che è stata dichiarata fallita. Al che il Giudice ha cercato di recuperare i soldi per restituirli ai creditori. L’unico modo per poterli recuperare era quello di vendere l’Isola ai privati. La notizia fa il giro del mondo, e attira tanti ricchi privati che vorrebbero acquistarla. Si fa avanti Michael Harte, magnate neozelandese, con un piano per incentivare la ricerca scientifica e la tutela rigorosa della natura. In tribunale ha fatto la sua offerta e il giudice lo ha dichiarato vincitore dell’asta. In cambio di un assegno da tre milioni di euro.

Prima di pagare però, Harte presenta al Ministero dell’Ambiente il suo progetto: ristrutturazione e ampliamento dei “ruderi” già esistenti e creazione di pontili per maxi yacht.  Il parco nazionale ha sollevato subito le barricate, e con l’aumento dei vincoli a difesa dell’isola, Michael Harte ha deciso di rinunciare. Il Presidente del Parco allora ha giocato le sue carte, riuscendo ad ottenere dal Governo nazionale i 3 milioni di euro necessari per esercitare il diritto di prelazione, e il Giudice ha deciso che fosse questa l’unica soluzione.

Con buona pace degli studenti della Scuola Media di Mosso, una località in provincia di Biella, che sognavano di acquistarla con una maxi colletta, ma promettono che i soldi raccolti finora e che continueranno a raccogliere serviranno per valorizzare l’ambiente. Con buona pace dei magnati e dei super ricchi. E anche con buona pace degli speculatori edilizi.

Fonte: La Stampa

L’Isola di Budelli resta all’Ente Parco Nazionale della Maddalena, quindi proprietà di tutti. Ma non siamo proprietari per poterci speculare. Siamo proprietari per poterla difendere, con le unghie e con i denti, per tutelarla, e per valorizzare la sua bellezza. Siamo proprietari per migliorarla, per amministrarla.

E come amministratori dobbiamo rispondere in prima persona di quello che ne abbiamo fatto, all’unico vero proprietario: il Creatore, Dio. Lui sì che ci chiederà conto di come abbiamo utilizzato i beni di cui ci ha fatto custodi. Sì, perché essere proprietari, essere amministratori, significa essere custodi. Custodi di una cosa che poi dobbiamo restituire, con gli interessi. Restituirla migliore di come ce l’hanno affidata. Restituirla sana, protetta, difesa, migliore.

L’ITALIA E’ SEMPRE PIU’ BLU


bandiera blu

Le bandiere blu sono un riconoscimento che ogni anno viene assegnato dalla Fee, la Fondazione per l’Educazione Ecologica, in 41 Paesi, tra cui l’Italia. La Fondazione premia ogni anno la qualità delle acque di balneazione, ma anche il turismo sostenibile, l’attenta gestione dei rifiuti e la valorizzazione delle aree naturalistiche.

Crescono ogni anno le località balneari d’eccellenza lungo la Penisola. Sono 293 le spiagge premiate quest’anno (nel 2015 erano 280). Regina tra le Regioni italiane si conferma la Liguria, con ben 25 località premiate, seguita da Toscana (19) e Marche (17). A 14 troviamo la Campania. La Puglia e la Sardegna sono a 11 località premiate. Seguono il Lazio (8), L’Emilia Romagna (7), L’Abruzzo e la Sicilia (6), la Calabria (5), il Molise (3), il Friuli e la Basilicata (2).

Per quanto riguarda i laghi ne abbiamo 1 per la Lombardia, 2 per il Piemonte e 5 per il Trentino Alto Adige.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Insomma, parafrasando l’indimenticabile Rino Gaetano, l’Italia è sempre più blu. E noi ne andiamo fieri. Onore alla bellezza delle località liguri. Speriamo che il prossimo anno possano continuare ad aumentare le nostre bandiere. Cosa ne pensate?

“L’ISOLA DI BUDELLI SIA PATRIMONIO DELLO STATO”


isola di budelli

Il Presidente della Fondazione UniVerde, ex Ministro dell’Ambiente ed ex Presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, chiede, come promotore della petizione “Budelli Bene Comune“, che l’Isola di Budelli diventi Patrimonio dello Stato Italiano, così come deciso dal Parlamento nel 2013. Inoltre chiede che il Consiglio di Amministrazione del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena provveda subito ad acquisirne la proprietà.

Nonostante i fondi per l’acquisizione del Parco della Maddalena da parte del Consorzio, alcuni membri del CdA dello stesso hanno deciso, l’11 aprile scorso, di voler rinunciare all’acquisto dell’Isola. Oltre 100.000 persone hanno già firmato l’appello per salvare Budelli e ora anche il Sottosegretario di Stato, Silvia Velo, ha confermato che Budelli deve essere pubblica, tenendo conto della decisione del Parlamento e dello stanziamento dei fondi destinati esclusivamente per l’acquisto dell’isola.

L’ex Ministro dell’Ambiente afferma che “la riserva integrale non si tocca. Stop ai boicottaggi, si proceda subito a chiudere la vertenza dopo quasi tre anni dalla decisione del Parlamento. E’ assurdo che ancora non si sia giunti a una decisione definitiva sull’acquisto. Lo stesso Presidente del Consiglio della Regione Sardegna, Gianfranco Ganau, ha detto che la Regione Sardegna vuole che Budelli sia patrimonio pubblico“.

Fonte: AskaNews.it

La storia dell’acquisizione dell’Isola di Budelli è piuttosto travagliata. Un’isola contesa dal Consorzio dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, da un magnate neozelandese, Michael Harte che prometteva di tutelarla e di non specularci, ma che poi ha rinunciato, e i mesi scorsi da un gruppo di studenti che volevano acquisire l’Isola volendo farla diventare “L’Isola dei Ragazzi”.

Questi studenti affermavano che con 50 centesimi di euro a testa per ogni studente di tutti i licei d’Italia, si poteva acquisire l’Isola di Budelli. L’iniziativa era stata denominata “Non si s-Budelli l’Italia“. In questo link troverete maggiori informazioni sull’iniziativa.

A mio avviso l’Isola deve rimanere di proprietà della Regione Sardegna. Cosa ne pensate voi?

LA POSIDONIA: DA PROBLEMA A RISORSA


posidonia.png

posidonia spiaggiata

La Posidonia è un’alga marina che al termine della sua vita va a spiaggiarsi ricoprendo gli arenili. E’ una pianta acquatica fondamentale per l’ecosistema marino, essendo fondamentale per la produzione di ossigeno, e per il sostentamento di almeno un quarto delle specie marine.

Grazie al progetto GeRiN (Gestione Risorse Naturali) dell’ENEA, ora quella che sembrava una criticità diventa un’interessante opportunità di crescita e di sviluppo. Grazie alla collaborazione dell’Università La Sapienza di Roma e dell’Area Marina Protetta delle Egadi, nasce Medonia, una importante struttura che utilizza le piante marine raccolte lungo i litorali e le utilizza come imbottitura di involucri in materiale biodegradabile e riciclabile.

Un progetto “a impatto zero”, visto che si prevede che le piante raccolte dagli arenili vengano reimpiantate sui fondali marini delle Egadi, di modo che non manchi mai questa pianta, importantissima per la sopravvivenza dell’ecosistema marino Mediterraneo.  Lo spiaggiamento della Posidonia riguarda oltre il 60% delle coste del Mediterraneo, ed è considerato una delle emergenze ambientali più critiche e un problema per cittadini, turisti, gestori degli stabilimenti balneari e per i Comuni, costretti a costose attività di pulizia e smaltimento.

Un’innovazione che guarda alla protezione dell’ambiente e alla tutela del territorio in un’ottica di economia circolare, design sempre più green e sviluppo sostenibile.

Fonte: Tiscali Ambiente

posidonia spiaggiata 2

Si può dire che con questo progetto si è fatto realmente “di necessità virtù. Un progetto da estendere a tutto il Mediterraneo. Cosa ne pensate?