L’ITALIA E’ SEMPRE PIU’ BLU


bandiera blu

Le bandiere blu sono un riconoscimento che ogni anno viene assegnato dalla Fee, la Fondazione per l’Educazione Ecologica, in 41 Paesi, tra cui l’Italia. La Fondazione premia ogni anno la qualità delle acque di balneazione, ma anche il turismo sostenibile, l’attenta gestione dei rifiuti e la valorizzazione delle aree naturalistiche.

Crescono ogni anno le località balneari d’eccellenza lungo la Penisola. Sono 293 le spiagge premiate quest’anno (nel 2015 erano 280). Regina tra le Regioni italiane si conferma la Liguria, con ben 25 località premiate, seguita da Toscana (19) e Marche (17). A 14 troviamo la Campania. La Puglia e la Sardegna sono a 11 località premiate. Seguono il Lazio (8), L’Emilia Romagna (7), L’Abruzzo e la Sicilia (6), la Calabria (5), il Molise (3), il Friuli e la Basilicata (2).

Per quanto riguarda i laghi ne abbiamo 1 per la Lombardia, 2 per il Piemonte e 5 per il Trentino Alto Adige.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Insomma, parafrasando l’indimenticabile Rino Gaetano, l’Italia è sempre più blu. E noi ne andiamo fieri. Onore alla bellezza delle località liguri. Speriamo che il prossimo anno possano continuare ad aumentare le nostre bandiere. Cosa ne pensate?

“L’ISOLA DI BUDELLI SIA PATRIMONIO DELLO STATO”


isola di budelli

Il Presidente della Fondazione UniVerde, ex Ministro dell’Ambiente ed ex Presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, chiede, come promotore della petizione “Budelli Bene Comune“, che l’Isola di Budelli diventi Patrimonio dello Stato Italiano, così come deciso dal Parlamento nel 2013. Inoltre chiede che il Consiglio di Amministrazione del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena provveda subito ad acquisirne la proprietà.

Nonostante i fondi per l’acquisizione del Parco della Maddalena da parte del Consorzio, alcuni membri del CdA dello stesso hanno deciso, l’11 aprile scorso, di voler rinunciare all’acquisto dell’Isola. Oltre 100.000 persone hanno già firmato l’appello per salvare Budelli e ora anche il Sottosegretario di Stato, Silvia Velo, ha confermato che Budelli deve essere pubblica, tenendo conto della decisione del Parlamento e dello stanziamento dei fondi destinati esclusivamente per l’acquisto dell’isola.

L’ex Ministro dell’Ambiente afferma che “la riserva integrale non si tocca. Stop ai boicottaggi, si proceda subito a chiudere la vertenza dopo quasi tre anni dalla decisione del Parlamento. E’ assurdo che ancora non si sia giunti a una decisione definitiva sull’acquisto. Lo stesso Presidente del Consiglio della Regione Sardegna, Gianfranco Ganau, ha detto che la Regione Sardegna vuole che Budelli sia patrimonio pubblico“.

Fonte: AskaNews.it

La storia dell’acquisizione dell’Isola di Budelli è piuttosto travagliata. Un’isola contesa dal Consorzio dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, da un magnate neozelandese, Michael Harte che prometteva di tutelarla e di non specularci, ma che poi ha rinunciato, e i mesi scorsi da un gruppo di studenti che volevano acquisire l’Isola volendo farla diventare “L’Isola dei Ragazzi”.

Questi studenti affermavano che con 50 centesimi di euro a testa per ogni studente di tutti i licei d’Italia, si poteva acquisire l’Isola di Budelli. L’iniziativa era stata denominata “Non si s-Budelli l’Italia“. In questo link troverete maggiori informazioni sull’iniziativa.

A mio avviso l’Isola deve rimanere di proprietà della Regione Sardegna. Cosa ne pensate voi?

LA POSIDONIA: DA PROBLEMA A RISORSA


posidonia.png

posidonia spiaggiata

La Posidonia è un’alga marina che al termine della sua vita va a spiaggiarsi ricoprendo gli arenili. E’ una pianta acquatica fondamentale per l’ecosistema marino, essendo fondamentale per la produzione di ossigeno, e per il sostentamento di almeno un quarto delle specie marine.

Grazie al progetto GeRiN (Gestione Risorse Naturali) dell’ENEA, ora quella che sembrava una criticità diventa un’interessante opportunità di crescita e di sviluppo. Grazie alla collaborazione dell’Università La Sapienza di Roma e dell’Area Marina Protetta delle Egadi, nasce Medonia, una importante struttura che utilizza le piante marine raccolte lungo i litorali e le utilizza come imbottitura di involucri in materiale biodegradabile e riciclabile.

Un progetto “a impatto zero”, visto che si prevede che le piante raccolte dagli arenili vengano reimpiantate sui fondali marini delle Egadi, di modo che non manchi mai questa pianta, importantissima per la sopravvivenza dell’ecosistema marino Mediterraneo.  Lo spiaggiamento della Posidonia riguarda oltre il 60% delle coste del Mediterraneo, ed è considerato una delle emergenze ambientali più critiche e un problema per cittadini, turisti, gestori degli stabilimenti balneari e per i Comuni, costretti a costose attività di pulizia e smaltimento.

Un’innovazione che guarda alla protezione dell’ambiente e alla tutela del territorio in un’ottica di economia circolare, design sempre più green e sviluppo sostenibile.

Fonte: Tiscali Ambiente

posidonia spiaggiata 2

Si può dire che con questo progetto si è fatto realmente “di necessità virtù. Un progetto da estendere a tutto il Mediterraneo. Cosa ne pensate?

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2016


fai

Ripartono le Giornate FAI di primavera, in realtà quest’anno sono gli ultimi due giorni d’inverno: 19 e 20 marzo. Il 19-20 marzo il FAI – Fondo Ambiente Italiano apre in 380 località di tutta Italia 900 luoghi straordinari solitamente chiusi al pubblico con visite guidate a contributo libero. 250 tra ville e palazzi storici, 30 tra borghi e antichi quartieri, 60 castelli e fortezze, 25 aree naturalistiche, 30 siti archeologici e tanto altro ancora

Scopri un’Italia diversa, scendi in piazza con il FAI. Consulta qui tutte le aperture: http://giornatefai.it/. Potrete trovare le informazioni anche qui.

Inoltre, dal 14 al 27 marzo è possibile inviare un sms del valore di 2 euro al 45599.

Ricordiamoci che insieme possiamo cambiare l’Italia

“Ricordiamoci che insieme possiamo cambiare l’Italia” è l’appello che dal 14 al 27 marzo il FAI lancia agli italiani ai quali chiede di fare un piccolo gesto concreto a favore dei beni culturali. Ogni giorno il FAI si impegna in tutta Italia per trasformare luoghi speciali del nostro patrimonio d’arte e natura, abbandonati e minacciati dal degrado, in luoghi cuati, tutelati e valorizzati per sempre e per tutti. Il FAI – Fondo Ambiente Italiano dal 1975 cura, tutela e protegge il nostro patrimonio d’arte e natura.

Promuovere in concreto una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità. E’ questa la missione del FAI – Fondo Ambiente Italiano, che dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano.

FAI: Insieme per l’ambiente e la cultura!

LIGURIA: IL GOVERNO IMPUGNA IL PIANO CASA


cemento liguria

Il Governo ha impugnato il Piano Casa redatto dal Presidente della Regione Liguria Toti. Protestano contro il Piano Casa non solo le opposizioni in Consiglio Regionale ma anche le associazioni ambientaliste Italia Nostra, FAI Liguria e WWF, perché cementifica la Liguria e i suoi parchi naturali

Le motivazioni del Governo riguardano alcune disposizioni che,”consentendo interventi edilizi in aree tutelate, senza prevedere il necessario rispetto delle procedure previste dalla legge statale e dall’ordinamento comunitario, violano la competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio (art. 117 Costituzione, secondo comma, lettera S).

Il primo commento arriva da Ilaria Borletti, sottosegretario del Mibact, che si dichiara soddisfatta per l’impugnazione della legge cemento. Secondo lei la tutela dell’ambiente “deve necessariamente rimanere in mano allo Stato, in particolare trattandosi di una Regione, il cui patrimonio paesaggistico è già stato gravemente compromesso, con le conseguenze in termini di dissesto idrogeologico che hanno portato ai tragici episodi degli ultimi anni“.

Il Governatore Giovanni Toti commenta invece: “Non ci preoccupano le rilevazioni del governo che si riferiscono comunque ad aspetti non sostanziali della legge, ma a  richieste  di precisazioni di natura tecnica. La demagogia e l’ostilità dei signori del no e della sinistra compatta non fermeranno la nostra volontà di cambiare la nostra regione e di farla uscire dall’immobilismo che l’ha caratterizzata negli ultimi 10 anni. Andremo avanti“.

Fonte: repubblica.it

Mi sembra strano che un Governo “del fare”, un Governo del “disfare” il paesaggio e il territorio con trivellazioni, che è sempre stato favorevole al cemento, impugni questo provvedimento. Da che pulpito vengono le prediche, se impone la costruzione di nuovi inceneritori in diverse regioni, se salva l’Ilva di Taranto nonostante le condanne già perpetrate ai danni dei suoi proprietari? Mi sembrano due bambini che litigano perché “quello lo voglio fare io“, e quindi glielo vuole impedire, e badate: non per il rispetto del paesaggio e dell’ambiente, ma perché lo vuole fare lui.

Perché la distruzione del creato è di competenza esclusiva dello Stato.

COSTA RICA… E ANCHE FELICE


costa costa rica

costa costa rica 2

Oggi vi voglio parlare del Costa Rica, il Paese più felice del mondo. Questo piccolo Stato del Centro America sfida in felicità qualsiasi altro Stato del mondo. Alte speranze di vita alla nascita, benessere e sostenibilità sono le parole d’ordine di questa magnifica terra.

cerro chirripoCerro Chirripo

Il Costa Rica, Paese decisamente green, cura, tutela e protegge gli oltre 1.200 km di costa e di biodiversità. Primo Paese per l’impegno ambientale nell’America Latina, è anche il terzo Paese al mondo in conto di aria pulita.

cordillera de tiralan
Cordillera de Tiralan

Con le sue oltre trentacinque zone protette, il turista ha solo l’imbarazzo della scelta. Acque delle coste azzurrissime, verde rigoglioso, la montagna Cerro Chirripo, la trentottesima vetta più alta del mondo (3.820 metri) la Cordigliera di Tiralan, il Vulcano Arenal con le sue calde acque termali, sono solo alcune delle meraviglie naturali di questo magnifico posto.

vulcano arenalVulcano Arenal

terme arenalTerme del Arenal

Una Costa Rica, Felice e Verde. E anche pacifista, visto che sessant’anni fa ha deciso di smantellare il suo esercito. Un posto meraviglioso da visitare… e nel quale (ri)stabilirsi.

LA MORTE DI UN PARCO?


stelvio

Questa è una notizia che non avrei mai voluto dare. E’ “morto” il Parco dello Stelvio. Un angolo di paradiso, un polmone verde del meraviglioso Trentino Alto Adige.

Dopo ottant’anni di vita, è stato soppresso l’Ente Parco, da parte del Governo Renzi. Ma l’agonia è durata 5 anni. Un’agonia provocata dal Ministero dell’Ambiente, che non ha mai rinnovato gli organi collegiali, e non ha mai approvato il piano del parco.

Salvatore Ferrari, consigliere della sezione trentina di Italia Nostra, distribuisce le responsabilità: “tra le forze politiche regionali (Svp, Parr e Pd) che nel patto elettorale,  firmato a gennaio 2013 da Bersani e dai segretari dei partiti autonomisti, avevano inserito la provincializzazione dello Stelvio; al Parlamento italiano che nella Finanziaria 2014 ha di fatto posto le basi giuridiche per questa controriforma dell’Ente parco“.

Come sarà allora il nuovo assetto del Parco dello Stelvio? “Non ci sarà più una Direzione scientifica unitaria, il futuro Piano sarà il risultato di un collage di piani redatti in autonomia dalle 2 province autonome e da Regione Lombardia in base a normative differenti”.

Il Presidente di Italia Nostra trentina conclude dicendo: “Come associazioni di protezione ambientale, credo, abbiamo il dovere di continuare a promuovere il progetto di Parco europeo delle Alpi centrali, puntando alla collaborazione e al coordinamento delle aree protette alpine italiane, svizzere e austriache. Certo, oggi con un Parco nazionale in meno e allora questa prospettiva  mi pare un po’ più lontana“.

Fonte: Report-Age

EXPO 2015: COSA RESTERA’


albero della vita

Si è conclusa ieri a mezzanotte l’esposizione universale del 2015 svoltasi a Milano. Sei mesi, dal primo maggio al trentuno ottobre, di autentico successo. Un successo confermato dai numeri: 21 milioni e mezzo di visitatori nei 54 padiglioni espositivi. Il picco assoluto di visitatori si è registrato il 10 ottobre, con ben 272.785 biglietti staccati. Due milioni di studenti in gita scolastica. E tanti altri numeri li potete trovare in questo articolo.

Ma cosa resterà a Milano a partire da oggi? L’albero della vita, il simbolo dell’Expo, rimarrà a Rho. Domani inizieranno i lavori di smantellamento dei 54 padiglioni. Tanti di essi saranno riciclati nel proprio Paese d’origine (a tal proposito la Repubblica Popolare Cinese è stata premiata per la miglior recuperabilità del padiglione), altri verranno venduti all’asta. Alcuni rimarranno a Milano e subiranno un cambiamento di destinazione d’uso. Ad esempio il Padiglione Coca-Cola diventerà un centro sportivo. Le altre strutture che resteranno saranno il Palazzo Italia e il Padiglione Zero. Per conoscere nel dettaglio tutte le destinazioni dei vari padiglioni vi rimando a quest’altro articolo, dove potrete lèggere anche i riconoscimenti e gli altri premi vinti.

Ma una volta demoliti? Che si farà della grande area espositiva di Milano, che ricordiamo è di 1,1 milioni di metri quadri? Si darà il via alla più grande speculazione edilizia? Oppure si penserà come spero (ma non credo affatto), ad aumentare il verde pubblico cittadino magari con un grande parco, anche tematico, curando il verde e la pulizia dell’area, e tutelarlo vietando qualsiasi tipo di costruzione? Ai posteri l’ardua sentenza.

SALVIAMO LA FORESTA SUL MONTE GARIWANG


foresta

I grandi eventi sportivi sono sempre stati una vera e propria speculazione, edilizia e non solo. Olimpiadi: è questa la parola d’ordine, la parolina magica che droga tutte le coscienze. Una sorta di pifferaio magico. Ed ecco che eventi che magari durano solo pochi giorni sono sufficienti a far accettare alle popolazioni locali la distruzione di una foresta plurisecolare. 500 anni per formarsi, 4 giorni per farla morire, attraverso una lenta e dolorosissima agonia, costituita dal taglio di tutti gli alberi e delle piante.

Sta per accadere a Pyeongchang, sul monte Gariwang, nella Corea del Sud. Su questa foresta vivono diverse specie in via d’estinzione, perciò protette, come la lontra, il gatto leopardo, la martora e lo scoiattolo volante. La foresta sta cominciando a morire, perché stanno già cominciando i lavori per la costruzione di un enorme resort sciistico, e la montagna dunque presenta già degli enormi sfregi lungo i suoi fianchi.

Ecco perché hanno lanciato una petizione sul sito Avaaz.org per salvare la foresta coreana. L’obiettivo è quello di salvarla dalle colossali speculazioni edilizie in vista dei Giochi Olimpici Invernali del 2018. Le firme attuali sono più di 915mila. Si deve arrivare ad almeno un milione di firme. Si può firmare qua.

Non lasciamoci incantare da questi pifferai magici, che ci portano solo alla rovina della natura, quindi alla nostra. Firmiamo tutti.

PARADISI… INFERNALI


montagna

Ci sono posti incantevoli, posti che sognamo di visitare: alte montagne purissime, acque fresche e cristalline, luoghi da sogno. Uno studio di Greenpeace mostra come alcuni di questi paradisi siano diventati un inferno di inquinamento. E’ proprio vero: per questi posti l’apparenza inganna. Agli occhi ci appaiono posti incontaminati, ma sono inquinati, in particolare da PFC, composti poli e per-florurati impiegati in numerosi processi industriali.

E’ uno studio effettuato da Greenpeace a mettere in luce la drammaticità della situazione. Le maggiori concentrazioni di Pfc sono state rilevate proprio durante la spedizione italiana, sui Monti Sibillini, nel lago Pilato situato fra l’Umbria e le Marche. Le altre spedizioni si sono svolte sugli Alti Tatra (Slovacchia), sulle Alpi Svizzere, alle Torres del Paine (Cile), in Russia, Scandinavia, sulle montagne di Haba (Cina) e su quelle di Kaçkar (Turchia).

Ma cosa provocano questi Pfc? “I Pfc possono causare danni al sistema riproduttivo e ormonale, favorire la crescita di cellule tumorali e sono sospetti agenti mutageni.

Fonte: Ecoblog.it

ADDIO SOPRINTENDENZE, ADDIO TERRITORIO ITALIANO


soprintendenza

Certo che questo Governo, il terzo non eletto, si sta dando da fare per indebolire il territorio, un territorio troppo fragile come quello italiano. Talmente fragile che alle prime piogge estive provoca alluvioni e frane tremende, come è successo a Belluno, il Cadore devastato, tre vittime tra cui una quattordicenne (leggete qui).

Innumerevoli sono gli attentati all’ambiente: dal Decreto sui reati ambientali, il quale dice che deve pagare solo chi inquina “abusivamente“, e quindi chi è stato autorizzato a “lavorare“, a “costruire” è stato autorizzato anche ad inquinare, non è “abusivo” e quindi non paga; agli innumerevoli decreti “Salva-Ilva”, l’ultimo quest’oggi per riaprire il primo altoforno chiuso da una sentenza (leggete qui), per difendere una industria altamente inquinante, ma strategica per il governo (anche se non si sa chi ne beneficia di questa “strategia”) chiusa dalle sentenze, riaperta dal Governo, il quale, quando era all’opposizione diceva che si dovevano accettare e rispettare tutte le sentenze, e ora che sono al Governo le sopprimono.

Dalla mala gestione della questione Xylella Fastidiosa (il batterio killer degli ulivi nel Salento, con l’Europa che ci impone di tagliare anche gli alberi sani!!!), alle trivellazioni, all’ultima trovata, il Ddl Madia sulla Riforma della Pubblica Amministrazione. Ma come si può dire che si rovina l’ambiente con una riforma che riguarda un altro settore? Eppure lo hanno fatto, con la soppressione delle Soprintendenze.

Per chi non lo sapesse, le Soprintendenze sono enti periferici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, con compiti in ambito territoriale in materia di beni culturali, paesaggistici, museali, archivistici ed affini. Sopprimendo le Soprintendenze quindi, il territorio non sarebbe più tutelato, perderebbe i suoi “anticorpi”, che lo proteggono da attacchi esterni.

Per il Professor Tomaso Montanari, il DDL Madìa sulla pubblica amministrazione rappresentail più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica Italiana. Anzi, l’attacco finale e definitivo“. Questo perché “se il Governo vuol fare un’autostrada in un bosco secolare o in un centro storico, lo chiede a qualcuno che è diretto dai prefetti: cioè sostanzialmente a se stesso. Addio territorio italiano” (leggete qui).

E ricordiamoci pure che questo governo non è stato eletto da nessuno. Che dobbiamo fare? Non vi pare sia abbastanza? Io spero che qualcuno prenda la decisione di far partire una petizione anche online contro l’abolizione delle soprintendenze. Non possiamo più continuare a subire così.

ECCO COSA PREVEDE IL DECRETO SUGLI ECOREATI


ecoreati
Ieri è stato approvato il decreto sugli ecoreati, tanto contestato dagli ecologisti, ma appoggiato da associazioni come Legambiente, WWF e Greenpeace. Un provvedimento amato e odiato, appoggiato e contestato; e approvato a larga maggioranza non solo dal Governo, ma anche da SEL e persino dal MoVimento 5 Stelle. Si contesta al provvedimento una parolina che potrebbe causare danni enormi in termini di giustizia. Quella parolina è abusivamente. Ma vediamo nei dettagli cosa prevede questo provvedimento:
La norma introduce nel codice penale il titolo VI-bis: dei delitti contro l’ambiente. Il provvedimento affronta tantissimi punti. Vediamoli uno per uno:
Inquinamento ambientale: Pena da 2 a 6 anni di carcere per chiunque, abusivamente, provoca “una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili: delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna”. Previste aggravanti in caso di lesioni o morte a una o più persone: da 2 anni e 6 mesi fino a 7 anni per lesioni che comportino più di 20 giorni di malattia; da 3 a 8 anni per lesioni gravi; da 4 a 9 per lesioni gravissime; da 5 a 10 in caso di morte.
Disastro ambientale: Chiunque, abusivamente, provoca un disastro ambientale è punito con la reclusione da 5 a 15 anni.
Reati in aree protette: Sia per il reato di inquinamento ambientale che di disastro ambientale la pena viene aumentata nel caso in cui i reati vengono commessi in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, o nel caso in cui vengano danneggiate specie animali o vegetali protette.
Delitti colposi: Nel caso in cui i reati di inquinamento e di disastro ambientale vengano commessi per colpaanziché per dolole pene sono ridotte da un terzo a due terzi.
Punizione del pericolo per l’ambiente: La messa in pericolo colposa dell’ambiente viene punita con le stesse pene previste dalle fattispecie di inquinamento e di disastro ambientalea seconda dei casiridotte di un terzo.
Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività: previste pene da 2 a 6 anni di carcere, e multa da 10mila a 50mila euro.
Impedimento del controllo: reclusione da 6 mesi a 3 anni per chiunque, negando l’accesso, predisponendo ostacoli o mutando artificiosamente lo stato dei luoghi, impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientali e di sicurezza e igiene del lavoro, ovvero ne compromette gli esiti.
Aggravanti: in caso di associazione a delinquere di stampo mafioso. Pene aumentate da un terzo alla metà.
Aggravante ambientale: nel caso in cui uno dei reati previsti dal codice penale venga commesso allo scopo di danneggiare l’ambiente. Le pene, a seconda dei casi, possono essere aumentate fino alla metà.
Ravvedimento operoso: per chi si pente e si adopera per ripristinare le condizioni iniziali ambientali e chi collabora con l’autorità giudiziaria si vedrà ridotta da un terzo a metà la sua pena. Il corso della prescrizione del processo viene sospesa da due a tre anni.
Confisca: ad essere confiscati sono “beni che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato”, salvo che i beni appartengano a persona estranea al reato. Niente confisca per l’imputato che abbia efficacemente provveduto alla messa in sicurezza e, ove necessario, alle attività di bonifica e di ripristino dello stato luoghi.
Ripristino dello stato dei luoghi: Il condannato viene sempre obbligato al recupero o, dove tecnicamente possibile, al ripristino dello stato dei luoghi.
Omessa bonifica: nasce il reato di omessa bonifica con reclusione da 1 a 4 anni e multa da 20mila a 80mila euro.
Raddoppio dei termini di prescrizione: per i nuovi delitti contro l’ambiente.
Procuratore Antimafia e Agenzia delle Entrate: Quando il procuratore della Repubblica procede a indagini per i delitti contro l’ambiente, dovrà darne notizia anche all’Agenzia delle entrate “ai fini dei necessari accertamenti” e al procuratore nazionale antimafia.
Nuove sanzioni amministrative per le imprese: vengono previste a carico dell’ente sanzioni pecuniarie per la commissione dei nuovi reati ambientali.
“Prescrizione” per rimediare ad illeciti amministrativi: la norma contiene delle forme di ravvedimento che gli stessi organi di vigilanza (nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria) possono impartire ai contravventori e che, una volta attuate, possono portare alla estinzione della contravvenzione comminata e all’archiviazione del reato. Nel caso in cui l’adempimento avvenga in un tempo superiore a quello indicato dalla prescrizione la contravvenzione sarà ridotta della metà.
Come avrete potuto notare è una norma abbastanza corposa e buona. Ma la parolina “abusivamente” mi incute angoscia. Cosa ne pensate di questo decreto?

IL PD TOSCANO SCOINVOLGE IL PIANO PAESAGGISTICO


cave marmo carrara

Il PD toscano, “figlio” del Presidente del Consiglio, fa razzia di ambiente, scoinvolgendo il piano paesaggistico regionale. In un maxiemendamento ha infatti raccolto le idee di Forza Italia, da buon “figlio” del Patto del Nazareno. Le idee più contestate sono “nessun limite all’estrazione di marmo” e “via libera alle piscine in spiaggia“. Con buona pace di chi sperava che gli amministratori locali, e dunque le elezioni regionali, fossero tutt’altra cosa rispetto ai politici di “Serie A”, cioè quelli che stanno in Parlamento.

In breve: il maxiemendamento prevede le seguenti misure: Via limiti agli ampliamenti dei siti estrattivi. Via limiti alla riapertura di cave dismesse da oltre vent’anni. Tutto continuerà a essere estraibile. Gli unici angoli off limits alle ruspe saranno le vette sopra i 1200 metri, ma solo dove non siano ancora state aperte cave: quelle aperte potranno continuare ad ampliarsi, e senza limiti. Per il PD toscanole cave sono un paesaggio nel paesaggio” e “una grande attrazione turistica”.

Norme più permissive arrivano anche per gli stabilimenti balneari. Gli emendamenti introducono la possibilità di realizzare piscine. Viene quindi cancellato l’obbligo di salvaguardia della “qualità percettiva dei luoghi” e di evitare “l’impermeabilizzazione permanente del suolo”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

ANCORA CI PROVANO?


trivellazioni

Trivellare per cercare petrolio. Un’energia passata di moda, inquinante, velenosa, non più funzionante, non più necessaria. Le trivellazioni per la ricerca del c.d. “oro neronon trovano giustificazione se non per il fatto che sono un business dei sostenitori delle energie fossili e “convenzionali”. Ma convengono soltanto a loro. A noi lasciano soltanto inquinamento e morte.

Non convengono le fonti energetiche convenzionali. Eppure pare che il mercato sia ancora attivo. Infatti ci provano ancora. Si parla ancora di trivellazioni in mare al largo della costa occidentale della Sardegna. Una società norvegese avrebbe presentato al Ministero dell’Ambiente una domanda di Valutazione di Impatto Ambientale per la ricerca di idrocarburi.

Scontate le proteste degli ambientalisti, in particolare del Gruppo di Intervento Giuridico che hanno impugnato la suscritta domanda per via del fatto che il luogo che vogliono trivellare è stata dichiarataarea marina protetta di interesse internazionale“. Una zona abitata da cetacei e tartarughe marine, specie a rischio estinzione. E dunque potrebbe rappresentare un grave danno anche per l’economia locale.

Cosa ne pensate?

SARDEGNA DELLE MERAVIGLIE, MA BIODIVERSITA’ A RISCHIO


sardegna

Riporto un bellissimo articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa dedicato alla Sardegna, un paese delle meraviglie, ma la biodiversità è a rischio anche nella nostra isola.

In Sardegna numerose specie vegetali e animali, ma anche interi ecosistemi, rischiano l’estinzione. Secondo l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra), l’isola è la regione italiana con il maggior numero di specie a rischio. Dai boschi agli ecosistemi dunali, dai rettili ai mammiferi. Una minaccia per questo paradiso di biodiversità: terra di ricchezza e di meravigliosa natura, unica in Italia, preziosa anche in Europa.
IL LUOGO Il paesaggio vegetale della Sardegna è piuttosto variegato, non soltanto grazie alla sua storica variabilità geologica e geomorfologica, ma anche a causa dell’intervento dell’uomo. E’ possibile classificarlo in tre grandi e diversi ambienti: la zona interna montagnosa, le spiagge e il mare, e gli stagni costieri. L’antichità di queste terre e la lontananza dalle altre regioni hanno permesso la presenza di alcune specie animali uniche, come il Muflone, la Foca monaca, il falco pellegrino. La flora della Sardegna conta 2.408 entità, con una presenza endemica di circa 347 specie, quasi il 15%. Ma il sistematico disboscamento, iniziato dai conquistatori e proseguito con gli autoctoni, collegato anche al problema degli incendi, ha ridotto notevolmente la ricchezza naturale.
NATURA Tra le specie più belle, a rischio, l’astragalo marittimo, dai fiori dalla corolla rosa-violacea, il fiordaliso di Coros e l’aquilegia nuragica, il cardo del Gennargentu e l’eufrasia. In quanto alla fauna, le due specie endemiche più famose, ma minacciate anche loro, sono il tritone sardo e l’orecchione sardo. Il primo è considerato l’anfibio più raro d’Europa, mentre il secondo è invece l’unico pipistrello esclusivo dell’Italia. Messe male anche le tartarughe palustri. Molto più frequenti saranno, invece, gli incontri con cervi, daini, cinghiali, lepri e raganelle.
IL CONSIGLIO Il Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è considerato uno dei parchi più belli di tutta l’Europa. Sia per chi ama la terra, sia per coloro che desiderano il mare. Il Parco copre una superficie terrestre di 5.100 ettari ed una superficie marina di 15.046 ettari, su un fronte di ben 180 km di coste, estendendosi dalle Bocche di Bonifacio e comprendendo tutte le isole appartenenti all’Arcipelago di La Maddalena. Per raggiungere quest’area bisogna imbarcarsi su uno dei traghetti che partono da Palau.
DINTORNI Qualche piccolo consiglio per godere appieno della straordinaria ricchezza locale. Il Parco naturale regionale Molentargius-Saline, a Cagliari, è l’habitat di un gran numero di uccelli, tra cui i fenicotteri. Il Parco naturale regionale di Porto Conte, in provincia di Sassari, comprende le Grotte di Nettuno, il Lago di Baratz, il promontorio di Capo Caccia, isola Foradada e la foresta demaniale “Le Prigionette”. Il Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu comprende le cime più alte della Sardegna, mentre quello dell’Asinara racchiude un piccolo lembo che si trova all’estremo nord dell’isola: da scoprire anche tramite trekking e immersioni.

Un bellissimo articolo che descrive bellezze e rischi della nostra amata isola.

Ambiente sul Web è anche su facebook: https://www.facebook.com/ambientesulweb

NASCONO DUE NUOVI PARCHI


Molti post fa, vi avevo accennato al progetto di due nuovi parchi naturali in Sardegna: Tepilora e Gutturu Mannu. Ora questo progetto è diventato realtà. E’ stato votato all’unanimità dal Consiglio Regionale il disegno di legge che istituisce i due nuovi parchi. Era da quindici anni che la Sardegna non istituiva un’area protetta. L’ultima risale al 26 gennaio 1999, quando il Consiglio Regionale della Sardegna ha istituito il Parco del Molentargius – Saline e di Porto Conte.

Esulta l’assessore regionale all’Ambiente Spano: “Con l’istituzione del Parco naturale regionale delle Foreste di Gutturu Mannu e del Parco di Tepilora, la Regione intende perseguire concretamente l’obiettivo di tutelare il pregiato patrimonio naturalistico e porre le basi per promuovere nei territori interessati uno sviluppo economico e sociale con la conservazione delle risorse ambientali. La decisione di istituire i Parchi è stata presa dopo il confronto con le comunità e amministrazioni locali con l’obiettivo di raggiungere la massima concertazione e riconoscere le particolari esigenze dei diversi territori. Nel programma di sviluppo economico e sociale dei parchi è previsto anche il riconoscimento di un marchio tipico di qualità che l’Ente di gestione può concedere a servizi e prodotti locali che valorizzino il territorio e soddisfino i requisiti di qualità previsti dai Parchi”.

Il nuovo parco regionale di Gutturu Mannu si estende su 19.685 ettari di terreno. Sull’area vivono specie endemiche tra le più rappresentative della fauna sarda, come l’astore, il cervo, il gatto selvatico e il geotritone. Vi sono tre oasi di protezione faunistica, dove vige il divieto di caccia, ed è presente l’Ente Foreste della Sardegna.

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Il parco di Tepilora, invece, si estende su 7.900 ettari, e occupa la parte più settentrionale della Barbagia e della Baronia, in Provincia di Nuoro e collega le zone interne con quelle costiere, utilizzando il fiume come una vera infrastruttura naturale, un elemento di connessione con una serie di attività legate al turismo e alla tutela dell’ambiente. Gran parte delle aree interessate dal parco è occupata da due grandi foreste demaniali: quella di Crastazza-Tepilora nel Comune di Bitti e la foresta di Usinavà nel Comune di Torpè. Nel territorio della nuova area protetta ci sono anche due oasi permanenti di protezione faunistica.

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(FONTE: greenreport.it)(tutte le foto sono state prese da internet tramite la sezione google immagini).

Una grande opportunità di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile, dove possono nascere diverse opportunità lavorative, legate ad attività quali escursioni, gite, visite guidate, oltre ovviamente alla manutenzione degli alberi e del verde, e tante altre piccole attività che possono proteggere davvero il nostro meraviglioso patrimonio naturale, la ricchezza più grande di cui disponiamo.

MOLENTARGIUS: IL PARADISO DEL CEMENTO


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Il Parco del Molentargius è uno dei tanti paradisi naturali della Sardegna. Purtroppo però è molestato dal cemento. L’associazione Gruppo di Intervento Giuridico denuncia addirittura centinaia e centinaia di abusi edilizi più o meno gravi, in alcuni casi gravissimi. Addirittura nella sola area Medau su Cramu – Is Arenas si contano ben 190 casi di abusivismo. Tra gli abusi riscontrati, 39 casi sono oggetto di procedure di demolizione coatta e ripristino ambientale, ma ben 150 casi sono sotto esame per l’istanza di condono.

“È un po’ il segreto di Pulcinella“, scrive l’associazione, “che l’abusivismo edilizio entro l’area naturale protetta costituisca il più pesante ostacolo alla predisposizione del piano del parco e, in definitiva, allo stesso positivo decollo sotto tutti gli aspetti del parco naturale, che ha, come ampiamente noto, avuto vita stentata fin dalla sua nascita proprio per tali motivi. Non bastano le centinaia di milioni di euro investiti negli anni per il disinquinamento di una delle zone umide d’importanza internazionale più rilevanti del Mediterraneo, il mattone abusivo frena qualsiasi prospettiva“.

Il condono edilizio è uno degli oltraggi più violenti e devastanti per l’ambiente. Il PD con Bersani diceva “noi non abbiamo mai condonato e non permetteremo nessun condono”. Ora ecco i fatti: nello “sblocca-italia”è prevista pure la possibilità di condonare gli abusi edilizi. E temiamo che le conseguenze sull’ambiente e sul paesaggio siano catastrofiche.

CONSERVIAMO LA CONSERVATORIA DELLE COSTE


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foto presa da italiachecambia.org

La Conservatoria delle Coste della Sardegna è stata istituita con la legge 2 del 2007, con finalità di “salvaguardia, tutela e valorizzazione degli ecosistemi costieri e di gestione integrata delle aree costiere di particolare rilevnza paesaggistica ed ambientale, di proprietà regionale o poste a sua disposizione da parte di soggetti pubblici o privati. L’obiettivo è quello di avviare un processo dinamico di tutela, gestione e valorizzazione, che tenga conto sia delal fraglità degli ecosistemi e dei paesaggi costieri, sia della diversità delle attività e degli usi, delle loro interazioni e dei loro impatti“.
(FONTE: sardegnambiente.it)

Ora il nuovo Presidente della Regione Sardegna, Pigliaru, pare che voglia commissariarla. Numerose proteste sono arrivate soprattutto dagli ecologisti, anche per via del fatto che la Conservatoria sia un ente efficiente, e quindi “sano, non in perdita, capace di attrarre finanziamenti per il territorio, di moltiplicarne la ricchezza materiale e immateriale facendo risparmiare denaro pubblico”.
(FONTE: lanuovasardegna)

Le reazioni sono molteplici. “Italia Nostra” chiede: “Possibile che l’Agenzia rappresenti un voce di spesa tanto importante da dover essere cancellata per salvare il bilancio regionale? Che destino avranno le migliaia di ettari di costa e le tante strutture costiere attualmente gestite e salvaguardate dall’Agenzia?“. Anche il “Gruppo di Intervento Giuridico” teme una nuova invasione di cemento sulle coste, e si chiede “Che fine farà il patrimonio ambientale affidato, con grande difficoltà, alla gestione della Conservatoria delle Coste?“.
(FONTE: regione.sardegna.it)

Insomma, si spera che il Presidente possa ingranare la retromarcia e conservare la conservatoria.

NASCE UN NUOVO PARCO MARINO TRA CAPO TESTA E PUNTA FALCONE


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CAPO TESTA (FOTO PRESA DAL SITO capotestayatching.com)

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PUNTA FALCONE (FOTO PRESA DAL SITO puntafalcone.it)

Nasce un nuovo parco marino tra Capo Testa e Punta Falcone. Il prossimo 18 e 19 giugno si avvierà l’iter istitutivo del Parco Marino sardo, ma non solo: anche Marche, Puglia e Sicilia sono coinvolte nel progetto di creazione di nuovi parchi naturali. Questo perché, secondo il Ministro dell’Ambiente Galletti (e non solo secondo lui), “il vero tesoro italiano è la sua grande bellezza e varietà naturale e paesaggistica, la suggestione del suo mare e delle sue coste” (Fonte: lanuovasardegna).

Capo Testa è un promontorio granitico a ovest di S. Teresa di Gallura. “La fama di Capo Testa è dovuta alle cale di candida sabbia, alle acque trasparenti e turchesi e alla magnifica vista sulle Bocche di Bonifacio e sulla vicina Corsica. Caratteristico è il granito bianco-grigio che affiora dovunque, dal mare e dalla macchia, strutturato in formazioni di varietà infinita, qua e là scavato dal vento” (Fonte: albumviaggi).

Punta Falconeè il confine più a Settentrione della Sardegna, ad esclusione naturalmente delle isole dell’Arcipelago di La Maddalena. Questo angolo di natura, autentica e selvaggia, è frequentato da capre selvatiche che con grande destrezza ed agilità si arrampicano fino ai massi più alti” (Fonte: sardegnainforma.it).

Queste sono notizie che amo riportare nel mio blog, che fanno bene alla nostra anima, e anche all’ambiente. Spero però che non sia solo un titoloarea marina protetta“, ma che sia veramente così, veramente “protetta”, dagli speculatori, dalla sporcizia, dall’inquinamento, dal disboscamento. E così per tutti i parchi naturali del nostro “Bel Paese”.

LA GUERRA DI PILI


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E’ una lotta “trasversale” quella alle basi militari in Sardegna. Da Soru a Pili, da sinistra a destra, si lotta tutti insieme contro le basi militari che devastano la Sardegna. Il Deputato sardo Mauro Pili, appartenente al Gruppo Misto, si è presentato in aula con una testata di missile, esploso nel Poligono Militare di Teulada, uno dei più grandi poligoni italiani.

Questa è la testata esplosa di un missile anticarro trovata davanti ad uno dei 16 nuraghi nascosti e vietati nella base militare di Teulada. Con questi missili all’uranio impoverito state devastando la Sardegna, le sue coste, la sua natura, e state bombardando la più antica civiltà del Mediterraneo, quella nuragica“.

Prosegue: “Se sparassero missili sul Colosseo, meno di 2000 anni di storia, la comunità internazionale sarebbe indignata e la Nato sarebbe immediatamente dispiegata per tutelare quel bene straordinario dell’antica civiltà romana. In Sardegna la civiltà, nuragica, con oltre 3500 anni di storia viene quotidianamente bombardata con missili anticarro Milan. Si tratta di un compendio archeologico con 16 nuraghi racchiusi nel perimetro della base militare gestita direttamente dalla Nato con l’Esercito Italiano. Un’estensione di 7.200 ettari e un’interdizione areale di 75.000 ettari. Nessuno ha mai fatto niente per bloccare questa disastro“.

E’ una lotta sacrosanta quella del Deputato Pili, così come continua ad esserlo per l’ex Presidente Soru. Una lotta che deve essere trasversale, perché solo “Unidossi può smilitarizzare la Sardegna. E io sostengo la sua e loro lotta.

Informazioni e immagine prese dal sito unionesarda.it

RICORSO DEL GIG CONTRO IL PPS


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Il GIG, Gruppo di Intervento Giuridico, ha presentato un ricorso al Presidente della Repubblica contro il PPS, il Piano Paesaggistico “dei Sardi” (di una sola parte di sardi, non di tutti), varato dalla Giunta Cappellacci due giorni prima delle elezioni regionali, che hanno sancito comunque la loro sconfitta. Molti sono i punti di illegittimità segnalati dai firmatari del ricorso: possibilità di interventi edilizi e ristrutturazioni con aumenti di volumetrie fino al 15 per cento, via libera a nuove strutture residenziali e ricettive connesse ai campi da golf, possibilità di costruire in aree agricole e di ristrutturare complessi ricettivi anche nella fascia costiera dei 300 metri dalla battigia.

(FONTE: La Nuova Sardegna)

SI SPERA NEL DDL “AMMAZZA-SANATORIE”


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In Sicilia vige una normativa che rende possibile la sanatoria di abusi edilizi in aree vincolate, e questo “grazie” alla Giustizia Amministrativa, la quale aveva respinto un’ordinanza presentata dal Comune di Milazzo, con cui è stata respinta l’istanza di condono e ordinata la demolizione delle opere realizzate senza aver prima richiesto all’amministrazione regionale il nulla osta. E ora si possono condonare, sanare gli abusi edilizi.
Ma per tutta risposta, il MoVimento 5 Stelle
ha presentato il disegno di legge n. 696, che sarà trattato in Commissione Ambiente nei prossimi giorni. Questo disegno di legge allontana una volta e per tutte il pericolo di colpi di spugna sugli abusi edilizi in Sicilia. Non per nulla è stato definito ddl “ammazzasanatorie”.
Si spera che questo disegno di legge venga approvato, e che sia d’esempio a tutte le amministrazioni regionali, quindi che si estenda a qualsiasi regione. Cosa ne pensate voi?

ARMI CHIMICHE SIRIANE IN SARDEGNA?


armi chimiche

In questi giorni si sta vociferando su un possibile arrivo di navi cariche di armi chimiche provenienti dalla Siria in Italia, in una località segreta. Quella località segreta potrebbe essere in Sardegna: o La Maddalena o l’Isola di Santo Stefano. Il Comitato Gettiamo Le Basi denuncia strani “movimenti” a La Maddalena, e temono stiano preparando il terreno per poter accogliere le armi chimiche, per poterle poi distruggere. Addirittura si dice sia sparita dalla rotta una nave di linea “sospetta”.

Secondo gli antimilitaristi ”si potrebbe trattare di un’attività di sgombero effettuata nei depositi della base Nato per fare spazio alle armi chimiche siriane“. Il tutto “sarebbe una conferma alle nostre certezze sull’uso della Sardegna come pattumiera bellica e sul fatto che La Maddalena sia la migliore location a livello europeo in  quanto a stoccaggio di armi non convenzionali“.

(FONTE: itenovas)

Tutto questo è INACCETTABILE.

PARADISI TERRESTRI IN (S)VENDITA: BUDELLI COSTA 3 MILIONI DI EURO


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Continua inesorabile la svendita dei patrimoni ambientali, dei paradisi terrestri. E’ in svendita anche Budelli, per soli 3 milioni di euro! Budelli è situata all’estremo nord della Sardegna, presso le Bocche di Bonifacio. Appartiene all’Arcipelago della Maddalena, e quindi è sottoposta a vincoli ambientali severissimi, riguardanti appunto il Parco Nazionale della Maddalena. Un paradiso terrestre di 1,5 km/q.
Sull’isola non si potrà però costruire assolutamente nulla.  L’isola è sottoposta, come detto prima, a vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici d’ogni genere, che impediscono l’approdo, il transito e l’ormeggio a centinaia di metri dalla celebre spiaggia rosa e da quella attigua del “cavaliere” (antico nome della baia), oltre che allo sbarco in qualunque cala dell’isola, se non con mezzi messi a disposizione dall’Ente Parco.
Pur tuttavia, se davvero quest’isola diventerà privata, allora non sarà più soggetta alle norme del Parco della Maddalena, in quanto non ne farebbe più parte. E qualcuno potrebbe rivendicare la proprietà privata, impedendo l’accesso a tutti i turisti e tutti coloro che vorrebbero visitarla.

BASTA! LA SARDEGNA NON E’ IN VENDITA! LA SARDEGNA E’ DI TUTTI E NON E’ DI NESSUNO!

L’ETNA SARA’ PATRIMONIO DELL’UMANITA’


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Accanto alle Isole Eolie, al Monte San Giorgio e alle Dolomiti, ora anche l’Etna sarà proclamato patrimonio dell’Unesco. L’Italia, dunque, si conferma scrigno di tesori dell’ambiente. Il riconoscimento verrà assegnato il prossimo Giugno a Phnom Penh, in Cambogia, in occasione della trentasettesima sessione del Comitato del patrimonio mondiale, cui interverranno rappresentanti di oltre 180 Paesi.
Lo rende noto il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, che commenta: «È un traguardo significativo per l’Italia. Il riconoscimento Unesco, come è già avvenuto recentemente con le Dolomiti, è un’opportunità per il nostro Paese per coniugare la tutela dell’ambiente con la valorizzazione del territorio, investendo così nello sviluppo sostenibile, la strada che dobbiamo percorrere».
«Si tratta di un risultato importante – si legge in una nota del Ministero – che riconosce l’unicità del patrimonio naturale italiano, il valore delle politiche nazionali di conservazione e il lavoro svolto negli ultimi anni dal Parco dell’Etna e dal Ministero dell’Ambiente, che nel Gennaio 2012 ne ha patrocinato la candidatura».
(FONTE: Il Sole 24 Ore)

E’ sempre un onore quando qualche sito viene dichiarato “Patrimonio dell’Umanità“. E’ sempre una vittoria del territorio, che quindi ha più diritto di essere difeso, tutelato e protetto. Ma bisogna sempre e comunque vigilare, affinché questo territorio, questo nuovo Patrimonio Mondiale dell’Umanità sia veramente ed effettivamente tutelato. Non vorrei che queste siano solo parole, solo “titoli” che sanno di castelli di sabbia. La protezione deve essere effettiva. Speriamo bene. Vigiliamo.