QUEI BAMBINI? CHE MUOIANO PURE


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<<Non mi importa nulla dei bambini che si sentono male e che si ammalano in quella scuola. Che muoiano pure>>. E’ la frase shock che gli inquirenti che stavano intercettando un gruppo di uomini hanno dovuto udire e registrare come prova inconfutabile della loro colpevolezza e malvagità.

Parole dette da chi senza scrupoli raggira le leggi, le normative, gli obblighi, e dichiarano rifiuti speciali e tossici come normali rifiuti solidi urbani. Tra questi rifiuti anche i toner per le stampanti, gettati come normali rifiuti solidi urbani nella discarica adiacente ad una scuola. Una metodologia che, secondo gli inquirenti, sarebbe simile a quella utilizzata per avvelenare la “Terra dei Fuochi”.

Così sei persone sono finite agli arresti domiciliari (i nomi li trovate su questo link. Io preferisco non fare nomi), altri trenta sono indagati. Tra questi, imprenditori e proprietari delle grosse aziende che riuscivano a raggirare i controlli e a smaltire tutto con facilità. Le aziende in questione sono la RARI Srl e la LONZI METALLI srl, che trasportavano i rifiuti nelle discariche di Rimateria di Piombino e di Rea di Rosignano.

Affari d’oro, un giro che fruttava alle aziende 26 milioni di euro ai danni del fisco, ma soprattutto ai danni dei bambini di quella scuola ignari di essere costretti a seguire la lezione nei pressi di una maledetta discarica, che è poi diventata una discarica di rifiuti speciali tossici.

Fonte: Blasting News

Questi sono i maggiori pericoli delle discariche e degli inceneritori italiani: una serie di controlli e di regole raggirate per meri interessi personali, zozzi e criminali. Ancora una volta ribadisco il mio NO a discariche e inceneritori sul territorio italiano. Perché il metodo di gestione delle discariche autorizzate, come vedete, potrebbe essere questo. Questo episodio potrebbe rappresentare solo la punta dell’iceberg di un sistema marcio che in Italia non sarebbe più sorprendente. Perciò diffidate da discariche e “termovalorizzatori”. Occhi ben aperti! Mi raccomando, entrambi gli occhi…

L’ISOLA DEL METANO


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Dal 2020 la Sardegna potrà essere metanizzata. Potranno iniziare i lavori per la metanizzazione dell’isola. Parola dell’Ex Premier Matteo Renzi, in visita in Sardegna per alcune tappe del suo tour pre-elettorale. Matzeu è stato accolto come un fratello, perché noi siamo sempre ospitali, l’ospitalità è il nostro marchio di fabbrica, guai se manca. Anche io lo avrei accolto così, nonostante le nostre idee siano distanti anni luce.

Ognuno può venire in Sardegna ed essere ospitato come uno di noi. Per noi l’accoglienza è sacra, purché venga “in pace”. Però il Signor Matzeu tanto in pace non viene, perché sappiamo che vuole distruggere l’ambiente e proporre infrastrutture che, per carità, mancano, e quindi servirebbero. Bisogna però vedere in che termini e in che misure, quali sono i progetti.

L’idea di metanizzare la Sardegna è balzata in testa a molti, e sembrava finalmente andare in porto il progetto “GALSI” Gasdotto ALgeria Sardegna Italia. Invece non se n’è fatto più niente, il progetto è stato bocciato.

E’ da premettere che in Sardegna abbiamo la SARAS, la terza raffineria più grande d’Europa, di proprietà del fratello dell’Ex Patron dell’Inter Massimo Moratti, Angelo. E’ sita a Sarroch, un comune in Provincia di Cagliari. Inquina, avvelena, miete morti e malattie come tutte le raffinerie, anche se in verità, man mano che si va avanti con gli anni sembra che la Società si stia impegnando sempre di più a ridurre le sue emissioni inquinanti. O almeno è quello che pubblicizza sul suo sito.

Con una raffineria vicina, secondo i ragionamenti di molti, dovremmo avere la benzina meno cara d’Italia e il gas meno caro d’Italia… E invece no. La benzina, a causa delle accise, la paghiamo tanto, fino a superare 1,70 € al litro in alcuni punti. Voi quanto la pagate la benzina?

Il gas! Perché la SARAS raffina anche il gas, tramite l’IGCC, la “Sarlux”, sempre a Sarroch. Quanto lo paghiamo? Ogni bombola di gas ci costa 35,00 €. E a voi quanto vi costa una bombola di gas? Perché noi dobbiamo pagare queste cifre nonostante ospitiamo una raffineria gigantesca?

Ora: avremmo noi bisogno di un gasdotto quando c’è una raffineria? E quanto potremmo risparmiare in bolletta e nell’acquisto delle bombole? E la qualità del gas? Il GALSI è stato bocciato per via del percorso che avrebbe dovuto seguire il gasdotto, perché si sarebbero dovuti tagliare troppi alberi e sarebbero sorti dei problemi con l’agricoltura. Qual è il progetto del signor Matteo Mattei? Ci mostri le carte e noi le studieremo e le valuteremo. Perché noi non siamo più disposti ad accettare ulteriori prese in giro.

L’EUROPA SI E’ GLIFOSATA


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Il glifosato, usato in agricoltura, è un pesticida, e come tutti i pesticidi fanno venire la peste a chi li mangia. E’ infatti considerato uno degli erbicidi più cancerogeni al mondo. Ieri si è votato sul prolungamento dell’uso del glifosato in Europa. Nove Stati, compresa Italia e Francia, hanno votato contro il prolungamento.

La Germania a sorpresa, dopo aver dichiarato la sua astensione, ha votato a favore, nella persona del Ministro dell’Agricoltura tedesco Christian Schmidt, del Partito della Cancelliera Angela Merkel, la tze-de-ù (CDU). La quale è andata su tutte le furie, perché lei personalmente si è dichiarata contraria.

Per la cronaca: 18 Stati hanno votato a favore del rinnovo, 9 contro e 1 astenuto. Menomale che l’Italia ha già preso provvedimenti in merito: usa già il 25% di glifosato in meno rispetto a quello consentito da “mamma” Europa.

DISASTRO AMBIENTALE A MASSA


Uno schifo, un inquinamento ambientale ai limiti del dolo. Il Fiume Frigido inquinato dalla marmettola, marmo finemente tritato e scaricato sui fiumi. L’acqua è bianca, e dalle immagini sembra che sia appena passata un’alluvione.

Foto presa dal blog del Gruppo di Intervento Giuridico.

Gruppo d'Intervento Giuridico odv

Massa, Borgo al Ponte, Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (5 novembre 2017),

Ancora una volta, domenica 5 novembre 2017, il Fiume Frigido è stato pesantemente inquinato dalla marmettola, inquinamento testimoniato dalle fotografie del prof. Elia Pegollo, strenuo difensore dell’ambiente apuano.

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TORINO: EMERGENZA SMOG


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L’inquinamento, ogni anno, in Italia produce 9 milioni di morti: 6,5 milioni dovuti all’inquinamento atmosferico e 1,5 milioni dovuti all’inquinamento idrico. Dati del 2015 della Rivista “Lancet”. A Torino, in questo lunghissimo periodo di secca, lo smog ha costretto le autorità della Città della Mole ad obbligare i cittadini a non aprire le finestre. Sono 25 le città ad aver superato il limite annuale dei 35 giorni per il superamento di emissioni dei limiti consentiti dalla legge.

A causarlo, oltre all’industria e al traffico, è, come dicevo prima, il lunghissimo periodo di siccità. La Pianura Padana è coperta da una preoccupante cappa di smog. Già da ieri la Sindaca di Torino ha preso provvedimenti, impedendo ai veicoli fino ad Euro 4 di circolare dalle 8 alle 19. A partire da domani questo provvedimento verrà esteso anche ai veicoli Euro 5. Legambiente e Verdi contestano il ritardo nell’intervento delle autorità e l’abulìa delle stesse nel combattere questi fenomeni.

Fonte: TGcom24

TRISTEZZA TAURO


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A Gioia Tauro la ‘Ndrangheta ha messo le mani sulla monnezza. In particolare sul cancrovalorizzatore (unico della Regione) e sul depuratore. Questura, Comando Provinciale e NOE (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri hanno emesso un’ordinanza di fermo per sette soggetti, ritenuti responsabili dei reati di Associazione Mafiosa, Concorso Esterno in Associazione Mafiosa e Intestazione Fittizia di Beni, nonché un decreto di sequestro preventivo d’urgenza relativo alle quote azionarie di società operanti nel settore della depurazione e trattamento delle acque, trasporto e compostaggio dei rifiuti speciali non pericolosi.

La ‘Ndrangheta, assieme alle organizzazioni criminali locali, ha condizionato la costruzione e la gestione del cancrovalorizzatore, strutturato come una centrale di produzione di energia elettrica che utilizza come combustibile il CDR (combustibile derivato dallo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), con una capacità di 40 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani all’anno.

Ulteriori informazioni le potrete trovare cliccando su questo link.

Non è più sorprendente che le organizzazioni criminali mettono le mani proprio dappertutto, compresi cancrovalorizzatori e depuratori. Non resta che dirlo: siamo nella …

INQUINAMENTO E CEMENTO: ITALIA SOFFOCATA


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Riciclavano le polveri e le ceneri industriali dell’ILVA e di Enel Produzione per costruire blocchi di cemento. Il GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica della città salentina, ha così disposto il sequestro degli impianti Cementir, oltre che quelli dell’ILVA e di Enel Produzione del Comune di Tuturano (BR).

Secondo il DDA di Taranto sarebbe stato “un espediente dietro il quale si è celato l’intento di reperire un canale di smaltimento di questi rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi alla normativa vigente”.

Ed ecco perché l’Italia detiene il desolante primato delle morti per inquinamento tra tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Le cifre mettono la pelle d’oca: 90mila morti premature, corrispondenti a 1500 decessi per milione di abitanti, contro i 1100 della Germania, gli 800 della Francia e della Gran Bretagna, e i 600 della Spagna.

La situazione dell’aria resta molto critica in tante parti d’Italia. Spicca in questa speciale classifica la Pianura Padana, ma preoccupano anche Roma e Napoli, Firenze, Taranto, e la costa sud est della Sicilia. I responsabili? Traffico automobilistico (soprattutto il motore diesel), industria, riscaldamento residenziale, ma anche riscaldamento a biomasse legnose, tradizionali o a pellet (soprattutto a Milano e Firenze), nonché agricoltura, che genera molta ammoniaca.

L’Italia soffoca, dunque, sotto i colpi dell’inquinamento e degli illeciti ambientali.

PORTO TORRES: LIQUAMI IN MARE


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Porto Torres è un comune di circa 22.300 abitanti, che ospita un importante complesso industriale, andato però in fallimento nel 2009 con la progressiva chiusura di numerose fabbriche e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro (Fonte: Wikipedia). Ora quelle industrie ci presentano un altro conto da pagare: quello dei liquami, dei rifiuti non correttamente smaltiti e che quando piove vanno a finire in mare.

Così è successo anche oggi. I tombini saltano come tappi di bottiglia e vomitano ciò che per anni hanno ingurgitato. Ed ecco la situazione. Il video lo potete vedere cliccando qui.

LATINA: 22 ARRESTI PER DISCARICA


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Sversavano di notte rifiuti velenosi e li sotterravano in una cava dismessa. 22 arresti a Latina. Decine di camion e macchinari utilizzati per il trasporto e l’interramento immediato delle sostanze pericolose. E’ quanto ha scoperto la Polizia al termine di un’inchiesta che ha portato all’arresto di una ventina di persone accusate, a vario titolo, di far parte di un’associazione dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi.

Qui potete trovare l’articolo completo e il video delle telecamere nascoste che hanno scoperto il malaffare.

NAPALM SOTTERRATO A QUIRRA


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La denuncia arriva dal Deputato sardo di “Unidos”, Mauro Pili, ex Governatore della Sardegna: dentro il Poligono di Quirra sarebbe sotterrato del Napalm. Le prove sono nelle carte tenute segrete per anni dall’Aeronautica Militare. Secondo Pili, nel Poligono è stato sotterrato il micidiale ingrediente delle bombe utilizzate, tra gli altri, dagli americani anche in Vietnam.

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In una delle carte desegretate, datata 23 agosto 1984, si legge: “Per quanto concerne i 50 fusti in cattive condizioni, essi dovranno essere esaminati secondo i criteri prescritti dal T.C.; se da tali criteri il prodotto dovesse risultare non più utilizzabile, dovranno essere dichiarati fuori uso, e il prodotto distrutto. Tale distruzione pone problemi non indifferenti. Il prodotto infatti brucia con difficoltà generando fumo ed è assolutamente impensabile disperderlo in acqua; pertanto la soluzione più ragionevole appare l’interramento, eventualmente dopo averlo rinchiuso in robusti sacchi di plastica per evitare l’inquinamento delle falde”.

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Pili attacca la Regione con le seguenti parole: “Dinanzi a questo documento qualcuno deve intervenire. Deve essere ricercata questa discarica di Napalm e individuati i responsabili sia del seppellimento che della mancata bonifica. Si tratta di un vero disastro ambientale per il quale non è accettabile il silenzio e l’omertà di Stato. La mancata bonifica costituisce ancor oggi un pericolo gravissimo per tutta la zona, ma anche per la Sardegna tutta. Stiamo parlando di sostanze utilizzate per la distruzione di massa. La Regione batta un colpo. Occorre reagire. È ora di buttar giù quel muro di omertà e complicità su fatti di questa gravità che offendono la Sardegna e i sardi”.

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Fonte: youtg.net

ILVA: UN’ALTRA PICCOLISSIMA VITTIMA


Ilva

A Taranto un’altra bambina muore a soli sette anni (7!!) per leucemia, che ha combattuto per due anni. I genitori della piccola hanno scritto una toccante lettera alle istituzioni, che vi riporto:

“Presidente della Repubblica italiana, Presidente del Consiglio e signori Ministri, Presidente del Senato e signori Senatori, Presidente della Camera e signori Deputati, Presidente della Regione Puglia, Sindaco di Taranto,

Ambra aveva sette anni e ancora qualche regalo da aprire prima di lasciare qui il suo corpo privo di respiro. Era figlia di disoccupati.

Era figlia di Taranto, la città che ogni maledetto giorno, da cinquanta anni a questa parte, piange la scomparsa di cittadini, senza distinzione di sesso, età e ceto sociale, per interessi di pochi supportati dalla devastante applicazione della politica da parte di uomini e donne che dovrebbero chinare il capo davanti all’ennesimo, ingiustificabile lutto che ha colpito un’intera comunità.

Dovreste essere voi, signori con le più alte cariche che la democrazia prevede, a chinare il capo, oppressi da quel senso di vergogna che martella il cervello senza tregua.

 

Voi che, tornando a casa, accarezzate i vostri figli e i vostri nipoti immaginando di lavorare per il loro futuro.

Voi che, pur di non decidere, decidete che un’industria altamente inquinante debba essere venduta.

Voi che, pur di venderla, stendete tappeti rossi cosparsi di petali di immunità penale ai piedi dei nuovi acquirenti, ancora più violenti e menefreghisti dei precedenti.

Voi che dopo il danno elargite beffe a piene mani, disinteressandovi totalmente alla salute di cittadini dello Stato italiano.

Voi che, per non pagare, pagate il prossimo acquirente con l’accettazione di piani di esubero assolutamente inaccettabili, mortificando ancora di più un popolo che soffre per una già altissima ed insostenibile percentuale di disoccupazione.

Voi che con la vostra presunzione continuate a ferire un territorio talmente bello da togliere il fiato, negando uno sviluppo compatibile.

A voi, che avreste potuto cambiare il corso della storia e non avete voluto farlo, chiediamo se avete una coscienza, sicuri che mentirete ancora rispondendo “sì”.

Ambra aveva sette anni e ancora tanti regali da aprire”.

Fonte: Silenzi e Falsità

Basta con i veleni, basta con l’inquinamento, basta con il ricatto occupazionale, basta con il pane avvelenato, basta con le vostre lacrime di coccodrillo, basta con le morti, basta con la strage degli innocenti. E’ questo il lavoro che ci volete dare? E’ questo il lavoro su cui è fondata la Repubblica?

AMIANTO: ARRIVANO I PRIMI RISARCIMENTI


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Arrivano i primi risarcimenti ad Ottana per i lavoratori dell’ex Enichem, in uno stabilimento ricco di amianto, che ha portato alla malattia e alla morte numerosi operai e famiglie. Il deputato sardo di Articolo Uno, Michele Piras, nel suo profilo Facebook, commenta questo riconoscimento con le seguenti parole:

“Nel nome dei padri, delle madri, dei figli e delle figlie. Oggi è un giorno da non scordare mai, un giorno che non scorderò mai. Nel profondo della mia Sardegna, nel centro devastato della mia Sardegna, a casa delle vedove dell’amianto sono iniziati ad arrivare i primi riconoscimenti dell’Inail per le malattie contratte dai lavoratori Enichem. Vittoria di una battaglia aspra che abbiamo condotto insieme all’Aiea, alla Cgil, alle rappresentanze istituzionali del territorio, soprattutto insieme a migliaia di persone in carne ed ossa, vittime e familiari delle vittime, esposti per anni all’amianto e finora discriminati.

E non ci fermeremo finché giustizia completa e verità non saranno fatte. Questo è certo. Continueremo a rivendicare vigilanza sanitaria gratuita e l’istituzione a Ottana del sito d’interesse nazionale. Continueremo a chiedere che l’Eni riconosca e risarcisca il danno fatto, alle persone e al territorio.

Ma oggi è una giornata da non scordare mai. E il mio pensiero va a quanti hanno sofferto lutti e malattie indescrivibili. A quelli che sopravvivono e a coloro che non ce l’hanno fatta. Ai loro figli e nipoti guerrieri, che si battono per la giustizia e non si arrendono mai. Perché non può esistere politica senza radici. E le mie stanno lì, testardamente piantate nel vissuto di un popolo di pastori divenuti operai. In un sogno di futuro interrotto, nel deserto sociale e nella devastazione ambientale. E voglio anche dire che davvero per me questo risultato vale l’intera legislatura. Mi sento fiero, felice e orgoglioso. E di questi tempi è già tanto, veramente tanto. Tanto che non lo scorderò mai. “Agitatevi, istruitevi, organizzatevi… perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo, la nostra intelligenza, la nostra forza” (Antonio Gramsci)”.

Finalmente arriva un pò di giustizia per i lavoratori e per le loro famiglie. Spero che l’aria sia definitivamente bonificata, per sempre.

OTTANA (NU): FINANZIAMENTI PER LE BONIFICHE


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Ottana è un paese della Provincia di Nuoro, che si trova nel centro della Sardegna. Per oltre trent’anni avvelenato dall’industria, da scelte sbagliate che hanno lasciato disoccupazione, distruzione, veleni, malattie e morte. I classici “effetti collaterali” dello “sviluppo”, della “occupazione”, degli “interessi strategici nazionali”.

Un paese di poche migliaia di abitanti che in questi giorni deve subire anche il fenomeno dell’acqua sporca che sgorga dai rubinetti delle case (ecco qua l’articolo). Ma il 2 giugno arriva la notizia di un ordine del giorno che impegna il governo a bonificare la zona. Un emendamento inserito nella manovrina finanziaria dal Vice Ministro dell’Economia Morando su segnalazione del Deputato nuorese Bruno Murgia.

La “manovrina”, approvata dalla Camera, è ora al vaglio del Senato. L’emendamento prevede l’impegno del governo ad “assumere le iniziative, anche sotto forma di incentivi fiscali, necessarie alla bonifica dei siti inquinati della Sardegna, con particolare riferimento all’area di Ottana, anche assicurando le opportune tutele sanitarie e previdenziali in favore dei lavoratori coinvolti”. E ne hanno tanto bisogno, visto che i lavoratori di Ottana sono esposti all’amianto.

Come si legge in questo articolo, “la Sardegna – si legge nell’ordine del giorno di Bruno Murgia – è una regione ad altissimo potenziale turistico, ed è imprescindibile mantenere la fruibilità dei territori. Nell’isola esistono diverse zone che presentano profili di criticità ambientale a causa di fenomeni di inquinamento rispetto ai quali si registrano insostenibili ritardi con riguardo alle necessarie bonifiche e attività di messa in sicurezza. In particolare – sottolinea l’ordine del giorno – appare critica la situazione dell’ex area industriale di Ottana, esclusa dai siti di interesse nazionale nonostante sia fortemente contaminata dall’amianto e abbia già causato numerosi casi di gravi malattie tra i lavoratori. Un quadro che ha convinto il governo a impegnarsi per assumere iniziative concrete per la bonifica dei siti inquinati dall’industria”.

Fonte: La Nuova Sardegna

Finalmente il governo si impegna a bonificare l’area industriale di Ottana. Speriamo non faccia come Trump che si è impegnato a rispettare l’accordo di Parigi e dopo poche ore si è rimangiato tutto.

CAGLIARI: 7 ARRESTI PER DISASTRO AMBIENTALE


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Con la grave accusa di disastro ambientale sono stati arrestati i vertici della “Fluorsid” di “Macchiareddu”, la Zona Industriale del capoluogo sardo, e di altre aziende esterne. L’azienda, che fa capo al Presidente del Cagliari Calcio, Tommaso Giulini (che al momento non risulta indagato), produce acido fluoridico, ed è collegata alla miniera di Silius (Gerrei).

Il blitz del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale della Sardegna, è stato eseguito ieri mattina, ed è stata posta sotto sequestro l’area di stoccaggio dell’impianto industriale. Secondo l’accusa, i rifiuti speciali non sarebbero stati trattati secondo le precauzioni, e in alcuni casi sarebbero stati stoccati. Le conseguenze?

Forte contaminazione per dispersione di polveri nocive contenenti fluoro, contaminazione del terreno per diffusione di polveri di fluoro, poi andate a finire sui pascoli, e delle falde da metalli pesanti e composti inorganici, e contaminazione da fluoro degli allevamenti di Macchiareddu.

Le indagini sono partite, da quanto si apprende, da un esposto denuncia a seguito delle analisi a cui erano stati sottoposti alcuni capi di bestiame. I veterinari della Asl avevano diagnosticato la fluorosi, una patologia che provoca la crescita a dismisura delle ossa e dei denti degli animali che non riescono più a cibarsi. 

Gli abitanti di Macchiarddu, lo riporta anche il Gip nell’ordinanza, avrebbero lamentato la presenza di polveri bianche nelle case, bruciore agli occhi e alle vie respiratorie. In alcuni casi anche “effetti nocivi sui figli minori”, pare continue polmoniti. Tra le altre contestazioni l’interramento e sversamento di fluorsilicati, fanghi acidi, amianto, oli, cloruro e lavorazione all’aperto di sostanze velenose.

Fonte: Sardinia Post

AGGIORNAMENTI SU POMEZIA


Ci sono degli importanti aggiornamenti su Pomezia, e sull’incendio del deposito di rifiuti. Intanto è stata confermata la presenza dell’amianto sul tetto, anche se i valori sono “nei limiti della norma”.

Fonte: Roma Today.

Nube tossica da Pomezia a Roma: tavolo tecnico con Asl e Arpa per amianti e diossina

Sia a Pomezia che nella vicina Ardea è stato vietato il pascolo e la coltivazione. E per discutere di questo è stato convocato un tavolo tra ASL, Arpa, il Sindaco di Pomezia e la Sindaca di Roma. La ASL Roma 6 ha confermato la presenza di amianto sul tetto dello stabilimento. Le scuole di Pomezia resteranno chiuse fino a domani “per consentire una pulizia straordinaria e un lavaggio delle polveri che si sono depositate in questi giorni”. Inoltre, il primo cittadino ha firmato un’ordinanza che vieta la raccolta e la vendita di frutta e verdura nel raggio di 5 km dal punto dell’incendio, e in ogni caso si raccomanda di lavarle bene prima del consumo. Infine ha dichiarato di volersi costituire parte civile in un eventuale processo. Anche diverse associazioni e gruppi di cittadini del territorio si stanno unendo per presentare denunce di risarcimento danni, pensando anche a una class action.

Fonte: Il Tempo

E’ tutto nei limiti della norma, i valori sono entro i limiti tollerabili, ma intanto lasciano chiuse le scuole e vietano la raccolta e la vendita di frutta e verdura nel raggio di 5 km. Perché? Evidentemente i limiti di legge sono intollerabili. Coerenza questa sconosciuta…

POMEZIA: INCENDIO IN UN DEPOSITO DI PLASTICA


Stamattina è scoppiato un grosso incendio in un deposito di plastica, carta e altri materiali riciclati (Fonte: ANSA.it). L’Eco X è andato a fuoco, sprigionando una nube tossica, a seguito della quale, però, fortunatamente non si è registrato nessun caso di richiesta di intervento. Solamente due Vigili del Fuoco, uno per una leggera distorsione al piede, un altro per un lieve malore, sono stati soccorsi. Al momento si ipotizza il reato di incendio colposo.

La Sindaca di Roma Virginia Raggi invita i sindaci di 21 comuni adiacenti al deposito ad ordinare di “tenere chiuse le finestre di abitazioni, scuole, uffici, strutture sanitarie e socio-assistenziali”. Intanto è stato assegnato il compito all’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Lazio) l’incarico di monitorare l’aria, il suolo, il sottosuolo oltre alle falde acquifere. Gli esiti di questi primi interventi sono previsti nel giro di un paio di giorni e lo stesso tempo sarà necessario per domare i focolai dell’incendio.

VALNESTORE: IL TOUR DEI VELENI


E’ scandaloso quello che sta accadendo nella Valnestore, in Umbria, dove hanno affisso dei volantini che pubblicizzavano passeggiate della salute in un territorio dove invece è stata accertata la presenza di policlorobifenili, che sono sostanze che hanno provocato tanti tumori. Comprensibile l’ira dei familiari dei malati e delle vittime di queste sostanze.

Il legale di ben duecento famiglie delle vittime, l’Avvocato Valter Biscotti, in un’intervista concessa ad Ignazio Dessì, dice che in quella zona sono stati sequestrati 250 ettari di terreno nei quali si sospetta possano essere sotterrate ceneri e prodotti velenosi, che possono aver inquinato persino dei pozzi.

La fonte dei veleni potrebbe essere la vecchia centrale dell’Enel di Pietrafitta. Dalle analisi che hanno effettuato, pare che tra i 510 dipendenti della centrale dell’Enel e della miniera ci siano stati 105 morti e attualmente si contano 40 malati. In tutto questo contesto emerge lo squallido turismo dell’orrore. Si è saputo che nei giorni di festa (Pasqua e Pasquetta) è stato organizzato un tour “del benessere”, non solo nella miniera e nelle zone sequestrate, ma anche vicino alle vecchie draghe, sotto le quali sono state trovate tracce di PCB, una sostanza velenosissima. Si può parlare di un “tour dei veleni”, anziché di un “tour del benessere”.

Inoltre un suo assistito gli ha confidato di aver ricevuto tre intimidazioni. Un messaggio “Attento allo scalino che puoi farti male”, un altro monito sulla sua pompa di benzina e infine il suo cane da caccia che è stato ritrovato impiccato davanti a casa sua. L’avvocato Biscotti ha provveduto a denunciare tutto alla Procura della Repubblica.

Immagine e articolo: Tiscali Notizie

Al peggio non c’è mai limite…

PATTO CON LA NATURA


Fotografia de Questo lo riciclo, ti Piace L'Idea?

Vogliamo farlo questo patto con la natura?

PROROGATI TRE ANNI DI SOFFERENZE


cavie

Le sperimentazioni sugli animali hanno sempre rappresentato un terreno di scontro fra scienza ed animalisti. In alcuni casi c’è il rovescio della medaglia, ovvero la soluzione, la cura ad alcune malattie che sembrano incurabili ed inguaribili. Ma questa non ha rovescio della medaglia. La sperimentazione degli effetti di fumo alcool e droga sugli animali è davvero inaccettabile.

Il giorno di San Valentino il Parlamento ci ha regalato un grande gesto d’amore: la proroga di tre anni delle sofferenze delle cavie da laboratorio. Infatti è stato prorogato di tre anni il finanziamento di questi esperimenti inutili per i malati e particolarmente crudeli per gli animali.

Protesta la LAV: “Il Ministro della Salute Lorenzin, basandosi solo su un parere di parte, ha aperto la strada alle sofferenze e alle uccisioni di altre decine di migliaia di animali, con iniezioni di droghe nell’addome o nel cervello, shock acustici o tattili con pinze e piastre ustionanti, contraddicendo una Legge del 2014 firmata da lei stessa come Ministro già tre anni fa – afferma la LAV – in Senato poi hanno prevalso gli interessi di pochi e superati sperimentatori di Università che, volutamente sordi ai metodi sostituivi di ricerca come già praticati in altri Paesi del mondo, vogliono continuare a usare animali e senza nessun beneficio per gli esseri umani, e questo a spese del contribuente“.

La LAV scenderà in piazza il 25-26 marzo e l’1-2 aprile per ottenere dal Governo di destinare il 50% di questa somma alla ricerca che non fa uso di animali per sperimentare le cure contro le malattie.

Fonte: LAV.it

LA STRAGE DEGLI INNOCENTI


terra dei fuochi

Terra dei fuochi, terra avvelenata dalla Camorra, quella sita nelle province di Caserta e di Napoli. Cumuli di rifiuti bruciano ovunque, all’aperto, avvelenando l’aria, le terre, l’acqua, il sottosuolo… e i bambini. Vittime della terra dove non hanno scelto loro di nascere. Vittime dell’aria che sono costretti a respirare. Vittime dell’inciviltà e di una mentalità perversa radicata anche tra la gente comune, che quando vede la polizia o i carabinieri arrestare qualcuno, o anche solo passare di lì, questi rischiano il linciaggio. Che impediscono a chiunque di tentare di migliorare la situazione.

Bambini vittime di malattie che di solito colpiscono gli anziani, come C., morta a 12 anni il 23 dicembre scorso per un tumore al polmone con metastasi al cervello. Come T. e G. morti rispettivamente a 6 e 13 anni, per leucemia. Il più piccolo, D., aveva solo sette mesi. Morto per tumore. G., 4 anni, è una bambina che lotta contro un tumore al cervello molto aggressivo e devastante.

Secondo i familiari delle vittime, sarebbero otto i bambini morti per tumore negli ultimi venti giorni. Hanno urlato tutta la loro rabbia e frustrazione davanti alla prefettura di Napoli. “Questi bambini”, dicono dal Comitato, “non riposeranno mai in pace. Per loro non c’è giustizia”. E aggiungono: “Il più piccolo di 7 mesi, il più grande di 11 anni”.

Non così secondo l’ASL: “I morti dal primo dicembre 2016 a oggi sono 5. E l’incidenza è in linea con quella degli anni scorsi” dichiara un direttore di Oncoematologia. Il Direttore del Registro Tumori Adulti della Napoli 3 dice che “se effettivamente fossero morti otto bambini andrebbe attivata un’inchiesta epidemiologica. Per sapere quale patologia avevano e quali sono stati i tempi reali (20 giorni o 6 mesi?). E anche per risalire al numero di decessi nelle singole 4 Asl comprese nella Terra dei Fuochi”.

Non c’è altro da fare che far evacuare i bambini da quelle zone, e farli adottare da famiglie che abitano lontano dalle terre malate. Come è successo per anni per i bambini di Chernobil. Lì non si può più vivere. Lì, nella Terra dei Fuochi, si può solo morire.

TRUMP: UN COLPO AL CERCHIO E UNO ALLA BOTTE


trump

Trump ha fatto capire a tutti subito di che pasta è fatto. Una pasta scaduta, velenosa. Ha abolito il TTIP (bene!), ma ha abolito pure il surriscaldamento globale, e ha imposto la costruzione di due giganteschi oleodotti. Sono il Dakota Access, che attraversa le terre sacre dei Sioux, e il Keysonte Xl, il serpentone per trasportare 800 mila barili di petrolio al giorno appunto dal Canada alle raffinerie di Texas e Louisiana.

Fonte: repubblica.it

Un colpo al cerchio e uno alla botte. Ma il colpo alla botte è davvero grosso. Proteste degli ambientalisti e degli abitanti di quella zona, anche perché l’oleodotto andrebbe a sfrattarli della loro terra. Si ripete ancora una volta la lotta del far west tra gli Indiani d’America e gli sceriffi, ex eroi, ma in realtà sempre estirpatori. Io sto dalla parte degli Indiani del Dakota.

Un oleodotto che Barack Obama ha bloccato, perché impegnato nella lotta contro i cambiamenti climatici, perché ha scoperto l’acqua calda, cioè, che esiste un nuovo modo per produrre energia, molto più economico ed ecologico, pulito e che dà tanto benessere. Invece Trump ha già detto che gli ambientalisti sono fuori controllo. Ma Trump non intende fermarsi qua. Vuole costruire anche nuovi oleodotti, con acciaio americano, promette.

Per creare nuovi posti di lavoro. Sì, è vero, ma questa è solo sporca propaganda. Esistono posti di lavoro puliti. La verità è che non vogliono cambiare strada. Non vogliono proseguire la via intrapresa dall’ex Presidente Obama. Vogliono solo ciò che fa guadagnare loro di più: il petrolio e le fonti sporche e che puzzano di morte. Ovviamente di quella dei poveri abitanti delle zone usurpate e deturpate.

Gongolano i petrolieri, felici di completare l’opera. Alzano la voce gli ambientalisti, come Annie Leonard, direttore di Greenpeace, che ha detto subito: “Nativi, agricoltori, attivisti: abbiamo bloccato questi progetti in passato e non ci arrenderemo certo ora”. La guerra è dichiarata.  Io sto con gli ambientalisti. E voi da che parte state? Non ditemi dalla parte di Trump!

COCIV O NOCIV?


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L’inchiesta sul Terzo Valico che ha portato all’arresto di alcuni manager del COCIV (COnsorzio Collegamenti Integrati Veloci), ha fatto emergere una intercettazione che mette la pelle d’oca. A un dipendente del Consorzio, al quale era stato assegnato il compito di costruire il Terzo Valico, che si lamentava della presenza consistente di amianto, uno dei supermanager arrestati lo aveva tranquillizzato: “Tanto la malattia arriva tra trent’anni”.

Fonte: La Stampa

Ecco perché siamo contrari alle “grandi opere”. Perché speculano sulla pelle dei cittadini. Questo è il NOCIV.

ALBERO DI NATALE AMICO DEL MARE


retini

A Serranova, in Provincia di Brindisi, è stato realizzato un Albero di Natale riciclato con 4.500 retini da pesca raccolti in fondo al mare. Ideato dall’Associazione Effetto Serra Nova, l’Albero di Natale “Amico del Mare” è una struttura alta sei metri, realizzato appunto con 4.500 retini di plastica utilizzati per l’allevamento delle cozze, i quali andrebbero smaltiti dai pescatori stessi, ma che finiscono in mare, mettendo a serio rischio la sopravvivenza della fauna marina.

albero-di-natale-riciclato

Infatti animali come tartarughe, uccelli e mammiferi marini muoiono per soffocamento dovuto all’ingestione accidentale di rifiuti scambiati per cibo. In questo modo si salvano gli animali, l’ambiente e l’acqua diventa più pulita e più limpida.

Info e immagini: greenme

E con queste belle immagini, con questa bella notizia, vi auguro un Natale sereno e ricco di felicità, in famiglia o con gli amici, ma sempre in armonia tra di voi e con la natura 🙂

IN NOME DELL’INTERESSE (MULTI)NAZIONALE


interesse-nazionale

Interesse Nazionale. Due parole che mi fanno rabbrividire. Un concetto che mi mette la pelle d’oca, se penso alle sue conseguenze. E’ uno dei motivi che mi fa votare NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il c.d. “interesse nazionale” riguarda le opere “pubbliche”, cioè quelle che dovrebbero servire per lo sviluppo economico dell’Italia.

Grazie a questa riforma lo Stato acquista un potere che va a superare tutti gli ostacoli e i veti di ciascun individuo e regione. Due parole che sovrastano qualsiasi tentativo di veto. Con questa riforma il Governo potrebbe dichiarare “di interesse nazionale” qualsiasi porcheria e industria di veleni e di morte: discariche, inceneritori, depositi di scorie nucleari, centri commerciali, palazzi, grattacieli, super condomini, acciaierie, raffinerie, centrali a carbone, concerie, trivellazioni, fabbriche di bombe, poligoni di tiro, eccetera…

Insomma, tutte queste opere potrebbero essere dichiarate di “interesse strategico nazionale”. Con buona pace dei soliti noiosoni ambientalisti sempre pronti a dire NO a tutto, dei cittadini preoccupati per la loro salute e dell’aria che respirano i loro figli, dei comuni e delle regioni. Se vince il sì vince l’interesse (multi)nazionale. Sì, perché in realtà chi ci guadagna sono proprio le multinazionali dei veleni, che fanno campare gli Stati, ma che fanno crepare le solite capre che siamo noi, i cittadini comuni.

Ricordatevi questo termine: “Clausola di supremazia”. E’ questo il “pacco” che contiene questa “riforma”, e che consente al Governo di avvelenare il Paese. Ecco perché vi invito fortemente a recarvi alle urne il 4 dicembre prossimo, e inondare di NO questo governo di nominati, di non eletti, di padroni in grado di sovrastare qualsiasi ostacolo e di avvelenare il nostro presente e futuro.

TRIVELLATORI ALL’ATTACCO


trivellazioni

Gli effetti scellerati del fallito referendum sulle trivellazioni del 17 aprile scorso si fanno sentire. Un gruppo di trivellatori norvegesi, la TGS-Nopec chiede al Ministero dell’Ambiente l’autorizzazione a ricercare petrolio sui fondali sardi, con la speranza di trovarne, vicino al Santuario dei Cetacei.

La loro arma è il cannone ad aria compressa, che spara bolle in grado di generare suoni tra i 240 e i 260 decibel, mediante una tecnica chiamata “sismica a riflessione”. Insomma, una cannonata di onde che dovrebbe aiutare a capire se sotto al fondale c’è una sacca di idrocarburi. Questa operazione potrebbe provocare l’allontanamento di delfini, capodogli, tartarughe e balene.

Non è bastato il coro di no da parte di Regione, Comuni costieri, Associazioni ambientaliste e politici. L’azienda, che trivella per conto terzi, si rivolge al Ministero dell’Ambiente. E il Ministro Galletti che farà?