FAKE NEWS?


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Spero siano solo Fake News:

Anzio: apre la Biogas vicino a 350 bambini: invitati i cittadini all’accensione: qui;

Al Parco del Circeo parte lo sterminio dei daini: qui;

Un milione di quintali di grano estero è arrivato nel porto di Bari: qui;

Cercano di affogare il cane legandogli una pietra al collo: qui;

L’Italia non ferma il consumo di suolo: qui;

Gatto preso a fucilate alla periferia di Ancona: è gravissimo: qui;

Giudice decide tramite sentenza di tagliare le corde vocali dei cani: qui.

 

SFERE D’ACQUA


sfere d'acqua ooho
Si chiamano Ooho Balls, e potrebbero rappresentare il futuro ecologico dell’acqua, una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda le bottiglie di plastica. Sono piccole sfere contenenti ciascuna fino a 250ml di acqua, e sono state sperimentate per la prima volta nella maratona di Londra del mese scorso. Sì, queste piccole sfere potrebbero surrogare le bottiglie di plastica. Sono leggere, comode, e anche commestibili, e hanno lo scopo di ridurre i rifiuti, soprattutto nelle manifestazioni sportive.
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Scordatevi dunque le immagini dei tifosi che passano le bottigliette d’acqua agli atleti, che poi vengono buttate a terra dagli stessi. Il presente-futuro potrebbe essere diverso. Le sfere Ooho sono realizzate dalla Skipping Rocks Lab, sono realizzate in Notpla, un materiale ecologico realizzato da alghe e piante che si smaltiscono entro sei settimane, contengono cinque volte meno anidride carbonica rispetto al polietilene tereftalato utilizzato per le bottiglie in plastica, e richiedono nove volte meno energia per produrle. Gli ingegneri stanno già lavorando su altre bevande da inserire all’interno di queste piccole sfere. Insomma, il futuro è già iniziato.
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Cosa ne pensate di questa bella invenzione?

NUOVA VITA PER GLI ABETI


Gli abeti di Asiago, travolti dalla straordinaria ondata di maltempo che ha colpito la Val di Fienne, hanno una nuova vita: sono diventati alberi di natale. L’iniziativa, nata per aiutare la ripresa dei territori feriti e regalare una seconda vita alle piante colpite lo scorso 29 Ottobre, ha avuto uno straordinario successo, al di sopra di ogni più rosea aspettativa.

Lo rende noto la Coldiretti, che ha sposato l’iniziativa e si è impegnata a rimuovere gli alberi affinché nelle case degli italiani ci sia un albero di Natale della solidarietà. «Una opportunità colta da molti cittadini – aggiunge la Coldiretti – per portare nelle case durante le feste con una offerta di 15 euro un simbolo concreto della solidarietà ed accompagnare la ripresa» ma anche «per far conoscere l’importanza di scegliere per Natale l’albero vero made in Italy che concilia il rispetto della tradizione con quello dell’ambiente, a differenza di quelli di plastica».

Fonte: Il Corriere delle Alpi

Una bellissima iniziativa, che condivido. E voi la condividete?

LA GRANDE MURAGLIA VERDE


In Africa si sta costruendo uno sconfinato muro verde, per combattere gli effetti del cambiamento climatico. La costruzione è iniziata nel 2007, e l’opera è ancora in corso. Coprirà tutta la larghezza del continente, costeggiando l’immenso deserto del Sahara. Sarà lungo 8.000 km, largo 15 km, e attraverserà ben 11 Paesi africani.

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Il Senegal ha già piantato 11 milioni di alberi per cercare di contrastare la continua desertificazione, e per tentare di ripristinare quella che un tempo era una distesa rigogliosa. Il progetto costa complessivamente 8 miliardi di dollari. Mancano diversi anni per completare l’opera, però la Banca Mondiale, le Nazioni Unite, l’Unione Africana e altri organi sono pronti a concedere prestiti per finanziare il progetto.

Fonte: beppegrillo.it

Se portata a termine, questa sarà la più grande e la più bella opera che l’uomo abbia mai costruito, l’ottava meraviglia del mondo, una nuova foresta amazzonica. Cosa ne pensate di questo progetto? Funzionerà?

IL CASO DELLE BUSTE DELLA SPESA A PAGAMENTO


Sacchetti ortofrutta a pagamento, il divieto di quelli in plastica non l’ha imposto la Ue. La decisione è del governo

“Ce lo chiede l’Europa!”. E’ la solita scusa, la solita frase-alibi di chi vuole imporre cose “impopolari” perché quelle popolari fanno solo danni, mentre le cose “impopolari” sono come la punturina che serve per guarire dalla malattia, e quindi nel lungo periodo sono molto efficaci. Stavolta la “punturina” riguarda la tassa sulle buste della spesa, i sacchettini in bioplastica o biodegradabili che dal primo gennaio abbiamo cominciato a pagare, da 1 a 5 centesimi.

Partiamo col dire che l’Europa stavolta non c’entra proprio nulla. A chiedercelo stavolta è solo il Governo Gentiloni. Infatti l’ultimo governo non eletto, la scorsa estate ha inserito, nel DL sul Mezzogiorno, un emendamento di recepimento di una Direttiva dell’Unione Europea del 2015, ma attenzione, tale Direttiva, come scritto nel Fatto Quotidiano, “si focalizzava soprattutto sulle borse in plastica per insacchettare la spesa (quelle che in Italia sono state messe fuori legge già dal 2012) e precisava esplicitamente la possibilità di escludere dalle misure le bustine trasparenti per frutta e verdura. Tanto che solo la Francia ha imboccato la stessa strada dell’Italia, mentre la maggior parte degli stati membri si è limitato alle buste per la spesa in plastica tradizionale, mettendole a pagamento”.

Ma allora, chi ci guadagna da questo provvedimento? I vantaggi ambientali sono tutti da verificare. Chi invece ci guadagna veramente sarà chi produce polimeri a base vegetale e sacchettini in bioplastica. Cioè l’azienda piemontese Novamont, guidata da Catia Bastioli, che ha inventato la bioplastica biodegradabile e compostabile Mater-bi. Bastioli nel 2011 ha partecipato alla Leopolda e nell’aprile 2014, due mesi dopo l’insediamento di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, è stata da lui nominata presidente della partecipata pubblica Terna (ecco gli interessi del governo…).

C’è da dire però che la Novamont non è l’unica che ci guadagna. Infatti, secondo le stime della Società Plastic Consult, il giro d’affari dei sacchetti frutterebbe all’Italia 100 milioni di euro l’anno, per un volume di 25 mila tonnellate. Non male come mercato! A livello mondiale sono dieci le aziende chimiche attive in questo settore.

Fonte e immagine: Il Fatto Quotidiano

Io consiglio a tutti voi di portarvi le buste della spesa da casa vostra, quelle riutilizzabili, quelle che avete conservato, di modo da non pagare nulla, e da risparmiare veramente sui rifiuti. In Svizzera sono in circolazione dei sacchetti a retina, riutilizzabili e lavabili in lavatrice a 30°C, su cui si possono attaccare e staccare le etichette con il prezzo dei prodotti acquistati. Svizzera Docet!

IL 2017 IN 12 FOTO


Immagine correlata

Cari Amici,

eccoci alla fine dell’anno, del 2017. Un anno duro per me per via di diversi lutti, familiari e musicali (la morte di Chester Bennington dei Linkin Park, avvenuta il 20 luglio scorso), che mi hanno colpito, e per la mancanza di lavoro (nemmeno mezza giornata di lavoro retribuita); per la Sardegna (a causa dell’interminabile siccità con la quale ha dovuto fare i conti); per l’ambiente, a causa di diversi provvedimenti e fatti accaduti in Italia e nel mondo che hanno inflitto duri colpi al nostro ecosistema. Stiamo per salutare e mettere nel dimenticatoio questo anno “sfigato” (nel 2017 ci sono stati tre Venerdì 17 – Febbraio, Marzo e Novembre).

In questo post pubblicherò 12 foto, una per ogni mese dell’anno, per ricordare gli avvenimenti di questo sfigato 2017. Ecco le 12 foto con le spiegazioni.

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Gennaio: Inchiesta COCIV sul Terzo Valico: “Facciamolo, tanto la malattia arriva tra trent’anni”. Vari arresti.

terra dei fuochi

Febbraio: A causa dei continui roghi nella c.d. “Terra dei Fuochi”, bambini e ragazzini, vittime innocenti, muoiono di malattie che di solito colpiscono gli anziani o i fumatori davvero incalliti.

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Marzo: è ormai certo l’arrivo del TAP (Trans Atlantic Pipeline), il Gasdotto che taglia in due mezza Europa, nel Salento, tra la protesta di ambientalisti, sindaci, Presidente della Regione e cittadini.

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Aprile: Thailandia –  Arrivano le Bombe Seme, che piovono dal cielo per contrastare il fenomeno della deforestazione, che sta devastando le campagne Thailandesi.

Maggio: incendio in un deposito di rifiuti plastici a Pomezia. Diossina e fibre d’amianto vengono sprigionate nell’incendio.

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Giugno: Come non ricordare la strage del Portogallo, in cui in un devastante e vasto incendio (provocato dai fulmini, non dolosi quindi) sono morte asfissiate o addirittura carbonizzate almeno 59 persone, tra cui intere famiglie?

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Luglio: Vari incendi hanno devastato il Sud Italia, con roghi quasi sempre dolosi.

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Agosto: La grande siccità. La grande sete dell’Italia, da nord a sud, e che in parte continua ancora, nonostante la pioggia e la neve di questo mese.

Settembre: arriva la prima auto elettrica Made In Italy.

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Ottobre: L’agonia degli agrumeti siciliani, strozzati dalla concorrenza di quelli nord africani, che abbattono i dazi e anche la concorrenza dei prodotti nostrani.

Ddl spettacolo: ok norma circhi,'graduale superamento' © EPA

Novembre: La Camera approva una legge delega di riordino del settore dello Spettacolo, che prevede l’abolizione graduale dell’utilizzo degli animali nei circhi.

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Dicembre: <<Quei bambini? Che muoiano pure>>. E’ la frase shock di un intercettato che se ne frega della salute dei poveri innocenti costretti a seguire le lezioni in una scuola adiacente a una discarica (veramente è la discarica adiacente alla scuola), e che sversava di tutto spacciando il tutto come Rifiuti Solidi Urbani.

E’ stato un anno duro, come detto prima. Spero che il 2018 porti molta più serenità e molto più rispetto dell’ambiente e della natura, del paesaggio, dell’aria, del suolo, dell’acqua, del sottosuolo, e della terra. Che sia un anno molto positivo per l’ambiente e per ciascuno di voi. Felice 2018 a tutti voi, ricco di ciò che più desiderate e di cui avete bisogno, dal vostro Evergreen.

L’AGONIA DEGLI AGRUMETI


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C’era una volta la Sicilia Terra degli Agrumeti: Arance e Limoni continuano a colorare di giallo e di arancione questa meravigliosa isola, ma stanno morendo. La situazione è tragica. Gli agrumeti italiani muoiono per via della concorrenza sleale di quelli Nord Africani.

Dazi molto bassi e frutta spacciata per italiana. Ma non è solo questo: c’è l’agonia degli agricoltori, che devono vendere a prezzi risicati per poi vedersi quadruplicato il costo dei loro frutti al termine della filiera produttiva. E infine: c’è l’agonia degli alberi da frutto, lasciati marcire dall’indifferenza della politica e delle istituzioni.

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Lasciati al loro destino, le arance e i limoni marciscono. “Oltre il 30% degli agrumeti nella piana di Catania è abbandonato. Non ci sono i soldi nemmeno per raccogliere le arance: le enormi, succose arance della Sicilia rimangono sugli alberi, appassiscono e rotolano a terra” si legge nell’articolo dal quale riporto la notizia.

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Fonte: animanaturale.com

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Lo ripeto, basta con questa maledetta globalizzazione alimentare. Anche a costo di rinunciare al cioccolato, di cui sono molto goloso, se il cacao proviene dall’estero. Basta con l’indifferenza delle istituzioni e con le irregole della UE che ci impongono assurde prescrizioni. Basta con lo spacciare per italiani i prodotti esteri che finiscono sulle nostre tavole. Ma basta soprattutto, e una volta per tutte, con le manfrine che portano a far costare di meno i prodotti esteri rispetto a quelli italiani! Basta, e non smetterò mai di chiederlo, con la globalizzazione alimentare, che causa tutto questo e molto altro.

LA “FRITTATA”


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Oggi parliamo di allevamenti intensivi, di insetticidi, di uno degli elementi più presenti nella nostra catena alimentare: le uova. Uova contaminate da un insetticida, il Fipronil, e che sono destinate a finire sulle tavole degli italiani. Gli “esperti” dicono che è tutto a posto, che i valori di fipronil sono ben al di sotto della soglia prevista dalla legge, che possiamo mangiare tranquillamente. Intanto in alcune regioni italiane, come in Emilia Romagna, si è deciso lo stop alla vendita delle uova contaminate provenienti da alcuni allevamenti del territorio.

Cosa succede a una persona che ingerisce il fipronil? Se una persona viene esposta al fipronil a forti dosi si possono osservare ipereccitabilità, irritabilità, tremori e, ad uno stadio più grave, letargia e convulsioni. Può colpire fegato, reni e tiroide. Intanto in Francia sono state trovate tracce di contaminazione da fipronil non solo nelle uova, ma anche nella pasta e nelle patate. La pasta veniva prodotta con delle uova provenienti dal Belgio e dall’Olanda.

Sicuramente bisogna diffidare delle uova provenienti da allevamenti intensivi, quindi malsani, maleodoranti, che sono dei lager per quanto riguarda le galline. Per essere sicuri di ciò che mangiamo bisogna comprare le galline, o affidarci ad allevatori di fiducia, che allevano le galline liberamente, facendole razzolare in aperta campagna, senza costringerle agli “straordinari”. Perché allevamenti così “leggeri” e non intensivi producono sicuramente uova di qualità migliore. E a km quasi zero.

PATTO CON LA NATURA


Fotografia de Questo lo riciclo, ti Piace L'Idea?

Vogliamo farlo questo patto con la natura?

LA PIANTA CHE COMBATTE I TUMORI


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In Molise c’è una pianta che, secondo la tradizione e il sapere degli anziani del posto, curerebbe i tumori. Pare che questa pianta abbia importanti proprietà antitumorali. Ora questa credenza è stata confermata dall’Istituto di Sanità! Il nome latino è “Prunus Spinosa Trigno”, un arbusto spinoso che cresce nelle più incontaminate aree del Molise.

Il suo estratto, secondo l’Istituto di Sanità, se viene addizionato ad un mix di aminoacidi, sarebbe in grado di uccidere tra il 70 e il 78% delle cellule tumorali e di inibirne la proliferazione. La Ricercatrice dell’ISS Stefania Meschini ha spiegato, in occasione del IV congresso internazionale di medicina biointegrata, che “Nella sperimentazione in laboratorio, abbiamo trattato con l’estratto della pianta cellule cancerose di pazienti affetti da cancro a colon, polmone e cervice uterina. Abbiamo quindi osservato che, da solo, l’estratto non aveva effetti, ma addizionato ad un particolare complesso a base di aminoacidi, minerali e vitamine, denominato Can, è stato in grado di ridurre la sopravvivenza delle cellule tumorali ed ha portato a distruzione tra il 70 e il 78% delle cellule cancerose nell’arco di 24 ore”.

I prossimi passi, secondo la ricercatrice, saranno quelli di sperimentare la cura sugli animali, con l’obiettivo di arrivare, nell’arco di qualche anno, alla produzione di un nuovo farmaco antitumorale. 

Fonte: direttanews.it

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Speriamo sia il passo in avanti decisivo per la cura di qualsiasi tipo di tumore, di modo che il cancro si possa definitivamente sconfiggere in poco tempo, e come diceva Umberto Veronesi, speriamo che “ci siano sempre meno motivi per piangere, e sempre di più per sorridere”.

NASCE IL SUPERMERCATO “SFUSO”


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Nasce a Berlino il primo supermercato “sfuso”, vale a dire che vende prodotti senza traccia di imballaggi. Si chiama Original Unverpackt. In questo supermercato la gente si porta le buste da casa propria e acquista solo quello che le serve. Non è un supermarket di grandi marche, ma di prodotti puramente locali e soprattutto biologici.

Le due fondatrici Sara Wolf e Milena Glimbovski l’hanno aperto dopo aver organizzato una raccolta fondi importante, per merito di “una crescente domanda di prodotti e servizi che si occupano di sostenibilità”. E’ questione di educazione alimentare: tutto ciò che è sfuso non ha additivi chimici, non ha conservanti, non è “a lunga scadenza”, ma è sano, biologico e puro.

Nasce un nuovo modo di fare la spesa, all’insegna del necessario e del rispetto dell’ambiente, che privilegia la qualità ed evita inutili sprechi di cibo, e che riduce notevolmente la quantità di imballaggi che sono difficili da riciclare. 

Fonte e immagine: dionidream.com

Questo tipo di supermercato dovrebbe diffondersi ovunque. Cosa ne pensate voi?

IL GIARDINO DEI VELENI


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Sembra il titolo di un libro di Harry Potter: “Harry Potter e il Giardino dei Veleni“. In realtà con Harry Potter questo titolo c’entra veramente, ma è il giardino ad esistere veramente. Si trova ad Alnwick, nel nord dell’Inghilterra. All’ingresso del giardino c’è un cartello con su scritto: “Queste piante possono uccidere”.

In questa città tutto è un pò magico: non a caso questo parco è attiguo al castello scelto per ambientare Hogwarts, la scuola di magia di Harry Potter. Il giardino botanico di Alnwich riunisce in un unico posto le piante più velenose esistenti al mondo. E anche se odorare un fiore potrebbe ucciderti, visitarlo non è così pericoloso, se si seguono determinate regole. Questo «maleficio» è opera di Jane Percy, duchessa di Northumberland dal 1995.

Il Giardino dei Veleni è visitabile, e l’ingresso costa 14 euro, 30 euro se si vuole accedere anche al Parco del Castello, dove sono state girate le scene delle partite di quidditch di Harry Potter.

Fonte e Immagini: La Stampa

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Chi ha il coraggio, o per meglio dire la “follia” di visitare questo giardino velenoso?

CAGLIARI: PROTESTE DEI PASTORI CONTRO LE FRODI ALIMENTARI


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Globalizzazione: una parola che, almeno nelle sue intenzioni, dovrebbe unire popoli, culture e tradizioni diverse, amalgamandole per farne un unico popolo, un’unica cultura, un’unica tradizione. In realtà questo sistema può avere degli effetti collaterali anche molto gravi, come le frodi.

Se il sistema non è controllato succede (come sta succedendo) che prodotti di altre nazioni vengono spacciati come prodotti italiani. Succede che, in un sistema fuori controllo così come è la Globalizzazione Alimentare, i prodotti che vengono da fuori costano ai locali molto meno rispetto ai prodotti effettivamente locali. Succede che a perderci sono sempre gli stessi: i coltivatori locali.

Parliamo del Pecorino Sardo (ingiustamente spacciato per Romano: le pecore sono sarde, allevate in Sardegna, che pascolano sulla terra sarda, e il loro latte viene munto e lavorato in Sardegna, perciò non capisco cosa ci sia di Romano nel nostro Pecorino). Il Pecorino importato dall’Estero, in particolare dalla Romania, viene spacciato per Romano, anziché per Romeno.

E’ di scarsa qualità, pericoloso per la salute, perché non si sa come vengono allevate le pecore, non si sa su che prati pascolino, non si sa quale sia la qualità dell’aria in quelle zone, non si sa come vengono trattate quelle pecore. Eppure l’Italia ha conosciuto un boom di importazioni che nel 2015 ha raggiunto il +181% rispetto all’anno precedente, per un totale di 2,9 milioni di chili. Mica briciole!

In un sistema fuori controllo così come è la Globalizzazione Alimentare, succede infine che il prezzo dei prodotti veramente locali viene tagliato. Ma non il prezzo del prodotto finito: è il prezzo del latte che viene ulteriormente tagliato. Tanto che i pastori non ce la fanno più.

Il prezzo del latte viene tagliato, quello del formaggio, alla fine della filiera produttiva, viene aumentato. Oltre al danno la beffa: i nostri formaggi costano di più ai consumatori, i formaggi esteri, spacciati per italiani, costano molto di meno. E ovviamente i consumatori comprano i prodotti esteri spacciati per italiani perché costano di meno. Danneggiando, inconsapevolmente, i produttori locali che loro pensano di “aiutare”.

In questo scenario nasce la protesta dei coltivatori sardi, che, al grido di “Pecorino Made In Italy sotto attacco“, “Senza i pastori la Sardegna muore“, “Il nostro futuro non si svende“, “Basta inganni, scegli Italia“, hashtag #iomangioitaliano, hashtag #NOpastoriNOsardegna, “Stop al cibo sfalso“, e tanti altri slogan, si sono presentati a Cagliari con le loro pecore e i loro trattori, e hanno cominciato a mungere e a produrre il loro latte, il vero, autentico Pecorino. L’immagine dell’articolo si rifersce proprio alla protesta di ieri.

La manifestazione è stata “benedetta” dal Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, dal neo ri-eletto Sindaco di Cagliari Massimo Zedda, e soprattutto dalla Coldiretti.

Fonte: Agensir.it

E’ un sistema che va interrotto, fermato, bloccato. Almeno per quanto riguarda l’alimentazione. O forse va regolamentato: da più lontano viene il prodotto, più deve costare. Mi sembra banale e scontato dirlo. Ma purtroppo non è così. E la situazione deve tornare sotto controllo. VERO controllo, non quello all’Italiana, che spesso chi controlla viene controllato, oppure chiude uno e molte volte entrambi gli occhi, rendendosi complice di questo sistema marcio e criminale. Stop alla Globalizzazione Alimentare.

FOTOBLOG: MARE SALENTINO


mare salentino

Devo confessarvi di essere innamorato della bellezza del mare salentino. Il Salento, nei miei desideri, è diventato come La Mecca: devo andarci almeno una volta nella vita. Voglio godermi una bella vacanza e girare tutto il mare del Salento, che è di una bellezza incantevole e disarmante.

E’ la mia seconda patria, mi sento anche io salentino, e quasi invidio coloro che abitano da quelle parti, anche se il mare sardo non è secondo a nessuno. Ma ritengo che il mare salentino sia tale e quale a quello sardo, in conto di colori, di luminosità, di bellezza, di limpidezza. E adesso godiamici lo spettacolo del mare che amo immensamente: il Salento in tutta la sua limpidezza, in tutta la sua bellezza.

Vi presento sei località: Manduria, Lecce, Otranto, Campomarino di Maruggio, Marina di Castro, Santa Maria di Leuca.

manduria.pngManduria

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Lecce

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otranto 2
Otranto

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campomarino di maruggio 2.pngCampomarino di Maruggio

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castro marina 2.pngMarina di Castro

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santa maria di leuca grotte.pngSanta Maria di Leuca

Visitate, e godete della bellezza singolare del mare del Salento, in Puglia. E amatelo. Sperando che queste non siano solo immagini di repertorio, da cartolina, ma sia sempre così bello e limpido.

TERRA AI GIOVANI: 695 ETTARI DI TERRENO DA COLTIVARE


agricoltura sardegna

La Regione Sardegna vuole assegnare 695 ettari di terreni incolti ai giovani Under 40 nell’ambito del progetto “Terra ai Giovani“. L’obiettivo non è solo quello di dare lavoro ai giovani, ma anche quello di valorizzare le nostre terre e la nostra produzione. Potranno beneficiare di questo progetto i giovani sotto i 40 anni di età che presenteranno un piano aziendale innovativo nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti, ma che sono già inseriti in un progetto di filiera.

La gran parte delle terre di proprietà della Regione sarà data in affitto, mentre alcune saranno date in concessione per un periodo di 10 anni, eventualmente rinnovabile. Sono otto i territori interessati alla delibera approvata oggi dalla Giunta: Sassari, Alghero, Serramanna, Villasor, Vallermosa, Ussana, Donori e San Vito.

Il Governatore sardo Francesco Pigliaru si dice convinto che l’agricoltura abbia un “potenziale inespresso enorme”, e può crescere moltissimo. “Questo sarebbe uno sviluppo durevole. Quello che facciamo oggi ha un valore anche simbolico. Vogliamo portare fattori produttivi non utilizzati a disposizione di chi è capace di produrre. Crediamo che ci sia tanta gente che sta aspettando un’occasione per crearsi un posto di lavoro“.

“Vogliamo anche dare un altro segnale: indicare l’agricoltura come settore moderno, in cui è fondamentale studiare e innovare e fare investimenti in capitale umano – prosegue PigliaruSe c’è un settore che può garantire sviluppo diffuso anche nelle zone interne è l’agricoltura. Siamo stati attenti anche a non creare illusioni: chi avrà il privilegio di accedere a queste terre dovrà essere collegato al settore. L’agricoltura sarda ha bisogno di locomotive, di imprese che sanno organizzare la produzione e portarla sui mercati“.

Fonte: agi.it

Una bellissima iniziativa che approvo, fondamentale per lo sviluppo, come si deve, della Sardegna: pulito, che dà ricchezza, che non avvelena e che dà cibo a tutti, e soprattutto capace di far ripartire l’economia della nostra Regione, riscoprendo finalmente la nostra vera vocazione: non quella malata e velenosa dell’industria petrolchimica, ma quella sana e genuina dell’industria agroalimentare.

ENERGIA DALLA FOTOSINTESI CLOROFILLIANA: DA OGGI SI PUO’!


arnold arboretum 1

Può la Scienza estrarre l’energia che un albero produce dalla fotosintesi clorofilliana per ricavarne energia elettrica? Sì, da oggi si può! Gli uomini della WCCF (World Climate Change FightingLotta ai Cambiamenti Climatici Mondiali) ci sono riusciti!

La Fotosintesi Clorofilliana è un processo mediante il quale gli alberi e le piante producono sostanze organiche, di solito carboidrati, a partire dall’anidride carbonica e dall’acqua presenti nell’atmosfera, in presenza di luce solare. Durante la fotosintesi, la pianta cattura la luce del sole per trarre energia e nutrimento, e ne cattura in quantità tale da poter produrre 100 terawatt di energia elettrica, cioè sei volte in più di quello che consuma l’intera umanità (Fonte Wikipedia).

Alcuni ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che appartengono alla WCCF, martedì scorso sono riusciti ad estrapolare ben 20 kw di energia prodotta dalla fotosintesi di alcuni alberi del Parco “Arnold Arboretum” di Boston.

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Gli scienziati hanno scoperto un metodo non invasivo per “condividerel’energia prodotta dalla fotosintesi, di modo che anche l’albero possa continuare a nutrirsi. Lo hanno chiamato “Energy Sharing” (condivisione di energia). Si tratta di estrarre l’energia solare dalle piante tramite una serie di miniaspiratori installati nel tronco principale dell’albero, che aspirano un pò di energia.

Gli aspiratori sono collegati ad una centrale elettrica, che riceve l’energia dagli stessi, e che alimentano delle turbine interne alla centrale, e producono elettricità. Attualmente la quantità prodotta martedì scorso, il giorno di prova di questa nuova tecnologia, è pari a 20 kw. Una quantità tale da poter alimentare 5 o 6 abitazioni.

Ecco un altro modo per produrre energia elettrica, pulita, a costo zero, e rispettando la natura. Peccato che questo sia solo un fake, ma potrebbe tornare molto utile. Provare non costa nulla. Spero che con questo Pesce d’Aprile possa aver dato una nuova idea di produzione di energia elettrica ricavata dalla natura.

Cosa ne pensate di questa idea? Ah, felice Pesce d’Aprile a tutti!

SARDEGNA GREEN


fonti rinnovabili

Secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato, in Sardegna cresce la produzione procapite di energia da fonti rinnovabili (1.083 watt procapite), e si assesta il numero delle imprese delle rinnovabili (2.000). Con questi dati la Sardegna si aggiudica il terzo posto nella classifica delle regioni più green.

Nei vari settori di produzione, la Sardegna occupa una posizione di spicco anche nell’eolico (terza in Italia con 599 w), nel fotovoltaico (settima con 440 w per abitante), nell’idroelettrico (nona con 280 w) e nelle biomasse (dodicesima con 54 w).

Fonte: cagliaripad.it

Questi dati confermano che nonostante la crisi e i grossi tagli agli incentivi, un settore così importante e strategico come quello delle fonti rinnovabili e pulite offre grandi opportunità di sviluppo e di occupazione, e dimostra come questo settore sia imprescindibile per il nostro presente e futuro.

BLOGUMENTARY: API E VESPE


E veniamo al mio spauracchio: oggi vediamo le api e le vespe. Sono affetto da apifobia, paura delle api, delle vespe e dei calabroni, e di tutti gli animali con il pungiglione.

ape

Le api sono comunque insetti molto utili all’uomo. Assieme alle formiche, sono uno dei simboli del lavoro di squadra e dell’operosità. Producono miele e cera, e soprattutto sono un indicatore biologico della qualità dell’ambiente: sono garanzia di biodiversità. Questa frase viene attribuita ad Einstein, anche se alcuni smentiscono l’abbia detta lui: “Se le api si estinguessero, all’uomo resterebbero quattro anni di vita“.

alveare

Per quanto riguarda le punture di questi insetti, sono dolorosissime. L’ape punge solamente quando si sente in pericolo, minacciata. Quando punge, muore. Infatti lascia, assieme al pungiglione, anche parte del suo stomaco.

vespa

Le vespe sono insetti simili alle api, sono molto laboriose anch’esse, producono un pò di miele e impollinano pure loro. La differenza sta nel fatto che esse sono più aggressive rispetto alle api, e quando pungono non muoiono. Attaccano quando si sentono minacciate, ma provate a toccare o a pestare anche solo accidentalmente un nido o una cala di vespe

T.T.I.P.: UNA SIGLA DA TENERE D’OCCHIO


no ttip

T.T.I.P.: una sigla da tenere d’occhio. In Italia sono in pochi a saperlo, ma chi lo sa lo contesta fortemente. T.T.I.P. è il Trattato Transatlantico sugli Investimenti Produttivi che Europa e Stati Uniti stanno negoziando da mesi. Un trattato che consentirebbe di eliminare qualsiasi barriera doganale sull’ingresso e sull’uscita delle merci da e verso tutti i Paesi d’Europa e degli Stati Uniti. Niente più dazi, e quindi niente più confini commerciali tra Europa e Stati Uniti.

Come ogni cosa, anche il T.T.I.P. ha i suoi pro e i suoi contro. I pro sono un aumento del PIL europeo, più posti di lavoro, esportazioni che possono schizzare anche del 28%. Le conseguenze negative possono risultare davvero drammatiche, anche perché l’eliminazione dei dazi e delle dogane consentirebbe di eliminare anche tutti i controlli in entrata e in uscita di tutte le merci, che possono risultare contraffatte e altamente pericolose per la salute.

In Germania, come si legge in questo articolo, sono scesi in piazza a Berlino per protestare contro questo patto scellerato. Erano presenti 250mila persone. Nel silenzio dei media italiani.

Questo Trattato internazionale consente di superare le leggi di tutela in vigore in tutta Europa e in ogni Stato membro dell’Unione, con le tragiche conseguenze che può avere l’applicazione del Trattato in termini di imposizioni dall’alto: c’è il concreto rischio di imposizione, da parte delle multinazionali USA, di cibi OGM, e le contraffazioni alimentari (e non solo) rovineranno il vero Made in Italy con danni incalcolabili per la genuinità dei nostri prodotti e per i nostri agricoltori e allevatori.

Fonte: blogdieles2

Gridiamo anche noi il nostro NO T.T.I.P.!

EXPO 2015: COSA RESTERA’


albero della vita

Si è conclusa ieri a mezzanotte l’esposizione universale del 2015 svoltasi a Milano. Sei mesi, dal primo maggio al trentuno ottobre, di autentico successo. Un successo confermato dai numeri: 21 milioni e mezzo di visitatori nei 54 padiglioni espositivi. Il picco assoluto di visitatori si è registrato il 10 ottobre, con ben 272.785 biglietti staccati. Due milioni di studenti in gita scolastica. E tanti altri numeri li potete trovare in questo articolo.

Ma cosa resterà a Milano a partire da oggi? L’albero della vita, il simbolo dell’Expo, rimarrà a Rho. Domani inizieranno i lavori di smantellamento dei 54 padiglioni. Tanti di essi saranno riciclati nel proprio Paese d’origine (a tal proposito la Repubblica Popolare Cinese è stata premiata per la miglior recuperabilità del padiglione), altri verranno venduti all’asta. Alcuni rimarranno a Milano e subiranno un cambiamento di destinazione d’uso. Ad esempio il Padiglione Coca-Cola diventerà un centro sportivo. Le altre strutture che resteranno saranno il Palazzo Italia e il Padiglione Zero. Per conoscere nel dettaglio tutte le destinazioni dei vari padiglioni vi rimando a quest’altro articolo, dove potrete lèggere anche i riconoscimenti e gli altri premi vinti.

Ma una volta demoliti? Che si farà della grande area espositiva di Milano, che ricordiamo è di 1,1 milioni di metri quadri? Si darà il via alla più grande speculazione edilizia? Oppure si penserà come spero (ma non credo affatto), ad aumentare il verde pubblico cittadino magari con un grande parco, anche tematico, curando il verde e la pulizia dell’area, e tutelarlo vietando qualsiasi tipo di costruzione? Ai posteri l’ardua sentenza.

500 KM CON UN LITRO… D’ACQUA!


moto ad acqua

Amici, buona domenica e buone vacanze al mare o in montagna per chi ha la fortuna di andarci. Oggi vi voglio mostrare un video sorprendente. Una scoperta eccezionale. Un uomo beve dell’acqua da un contenitore e poi lo versa alla sua moto. Facendo capire che non si tratta di combustibile, ma di acqua da bere. E riesce a fare 500 km con un litro d’acqua.

L’inventore di questa “moto d’acqua” è il brasiliano Ricardo Azevedo. La sua moto si chiama T Power H20. Utilizza la batteria di un’auto che produce energia elettrica separando l’idrogeno dall’ossigeno. Il motore può funzionare anche con l’acqua raccolta da un fiume inquinato, come si vede nel video. Il vantaggio di questa moto è che dalla marmitta esce solo vapore acqueo e nient’altro. Senza monossido di carbonio.

Geniale! Che ne pensate? P.S. Se non sono riuscito ad inserire il video, date un’occhiata a questo articolo, e potrete vedere anche il video 😉 P.S. 2: Come si fa ad inserire un video di youtube in un articolo su wordpress? Grazie.

FORMAGGIO COL LATTE IN POLVERE O SENZA LATTE? CE LO CHIEDE L’EUROPA!


formaggio

Ancora una volta l’Europa dimostra tutta la sua malvagità: frontiere chiuse agli immigrati (e lasciatemi dire che sono fiero dei nostri veri eroi, che sono quelli della Guardia Costiera che vanno a salvare i migranti dai barconi in avaria), e imposizioni assurde: prima l’aranciata senza arance, poi il cioccolato senza traccia di cioccolato, e ora il formaggio prodotto con latte in polvere o senza latte. Pena una sanzione salatissima.

Un’Europa violenta, malvagia, che stravolge la natura (aranciata senza arance, formaggio senza latte… assurdo), chiusa a chi bussa alle sue porte in cerca di futuro, chiusa alla remissione del debito greco, dimenticandosi del fatto che anche tanti anni fa anche la Germania è stata salvata grazie alla remissione di tutti i suoi debiti, altrimenti avrebbe subito la stessa sorte che l’Europa in questi anni sta infliggendo alla Grecia. Ora arriva l’ennesimo atto di violenza:

L’Europa diffida l’Italia per le sue norme troppo stringenti e per il divieto di utilizzo del latte in polvere concentrato e ricostituito per la fabbricazione del formaggio. Una cosa che si fa in tutta Europa, tranne che da noi. Risultato? Il formaggio italiano è il più buono di tutti. Questo viene considerato come un ostacolo alla libera circolazione delle merci.

Allora, cosa dovremmo fare? Sottometterci al diktat o pagare la sanzione? Direi che questa sia la strada giusta, soprattutto per tutelare i nostri produttori, che hanno visto l’esportazione dei formaggi aumentata del 9,3% nel primo trimestre del 2015. Un motivo ci sarà. L’Italia, almeno sul cibo, è prima in tutto il mondo. Basta con i diktat europei. Basta con imposizioni assurde.

L’UOMO DEI BOSCHI


bosco

E’ la storia di Dario, un ragazzo che ha deciso di rinunciare a una vita ricca di successi per andare a vivere solitario nei boschi dove ha trascorso la sua infanzia, a contatto con la natura. In una sua intervista al sito ehabitat.it, dove potrete trovare la notizia, dichiara la sua difficoltà nel rapporto con gli altri, che vedevano quella di Dario come una scelta incomprensibile. E ci scherzava su, lasciandosi chiamare “l’uomo dei boschi”.

E’ uno fra i tanti che è tornato alla terra, e tornare alla terra, scusate il gioco di parole, torna veramente utile di questi tempi. Alcuni si sono affiancati ad aziende agricole, altri hanno ereditato terreni dai loro parenti. Lui è tornato alla terra per i ricordi di un tempo, quando erano bambini, seduti ad ascoltare i racconti del nonno, e ad ammirare le stelle. Era un grande campo quello coltivato dal nonno, poi abbandonato da tanti anni, e l’incuria lo ha trasformato quasi in terra battuta. Ma lui non si è abbattuto, e con tanta fatica, lavoro, pazienza, è riuscito a far tornare il loro campo agli antichi splendori di un tempo, il tempo della sua fanciullezza, sicché i ricordi sono potuti sbocciare ancora di più. Nell’intervista potrete leggere nei dettagli tutto il lavoro che ha dovuto svolgere e tutte le difficoltà che ha incontrato anche con i propri amici.

Ha tanti progetti per il futuro: aprire un bioparco, organizzare pranzi e cene vegetariane e vegane, per raccogliere fondi allo scopo di sostenere le continue attività di coltivazione dei terreni; addirittura vorrebbe realizzare percorsi bio per i disabili e per i non vedenti. Vorrebbe fare l’apicoltore per produrre del miele biologico molto variegato, per via della immensa biodiversità di fiori e piante che può offrire la natura. E molto altro ancora.

La vita a contatto con la natura è dura, per tutto il lavoro e la fatica e la pazienza che ci vuole per rendere fertile la nostra Terra, ma è allo stesso tempo meravigliosa, che ti fa stare in pace con te stesso e ti fa dire “è proprio la vita che volevo realizzare”.

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STOP ALL’ARANCIATA SENZA ARANCE


aranceto

Qualche anno fa l’Unione Europea ha approvato una legge che obbligava a produrre aranciata senza arance, bevande al gusto di arancia, con una minima percentuale di arance: il 12%. Ora la camera ha approvato una norma che obbliga le aziende a produrre aranciata aumentando la percentuale di arance dal 12 al 20%. E’ ancora troppo poco, ma già per un aumento di solo 8 punti percentuali della quantità di arance nelle aranciate si stima che vengano spremute e vendute ben 200 milioni di chili di arance in più. Esulta la Coldiretti: “È stata sconfitta la lobby delle aranciate senza arance che pretendeva di continuare a vendere acqua come fosse succo”.

Sono 23 milioni di persone che consumano ogni anno succhi e bevande gasate. Aumentare la quantità di arance nelle aranciate significa benefici non solo per i produttori, ma anche per i consumatori, con bevande di qualità sempre migliore, anche in conto di salute, se si pensa al fatto che un’aranciata con più arance riduce il rischio di obesità! E questa legge rappresenterà una manna dal cielo per Sicilia e Calabria, due regioni grandi produttrici di arance.

Sì, bisogna fare di più, aumentare ancora di più la percentuale di arance contenute nelle aranciate. Ma è già un primo passo verso il miglioramento della qualità della vita dei produttori, e anche della nostra vita. Cosa ne pensate?

CALA SINZIAS: NATE 49 TARTARUGHE CARETTA CARETTA


tartarughe caretta caretta

A Cala Sinzias, Castiadas, sono nate 49 tartarughe Caretta-Caretta. E’ successo venerdì scorso. Le uova, deposte settanta giorni fa, si sono schiuse venerdì scorso, attorno alle 23:15, a Cala Sinzias, una delle spiagge più belle del Sud Sardegna. L’operazione è stata lunga e delicata e fino alle sette del mattino una squadra di biologi, forestali e volontari è rimasta mobilitata.

Prima di essere rilasciate in mare, le tartarughine sono state tenute per qualche ora dentro una scatola termica con un pò di sabbia. Questo per via di una mareggiata troppo violenta, per evitare l’impatto con le onde. Per proteggere il nido, è stato vigilato 24 ore su 24, anche con telecamere a infrarosse, e per evitare che le onde lo portassero via, i volontari hanno realizzato una barriera di sabbia.

Una storia di ordinaria bellezza: la bellezza della vita che nasce, della meraviglia della natura, della vita che si moltiplica, delle specie che rischiano sempre meno l’estinzione.

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