L’UOMO DEI BOSCHI


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E’ la storia di Dario, un ragazzo che ha deciso di rinunciare a una vita ricca di successi per andare a vivere solitario nei boschi dove ha trascorso la sua infanzia, a contatto con la natura. In una sua intervista al sito ehabitat.it, dove potrete trovare la notizia, dichiara la sua difficoltà nel rapporto con gli altri, che vedevano quella di Dario come una scelta incomprensibile. E ci scherzava su, lasciandosi chiamare “l’uomo dei boschi”.

E’ uno fra i tanti che è tornato alla terra, e tornare alla terra, scusate il gioco di parole, torna veramente utile di questi tempi. Alcuni si sono affiancati ad aziende agricole, altri hanno ereditato terreni dai loro parenti. Lui è tornato alla terra per i ricordi di un tempo, quando erano bambini, seduti ad ascoltare i racconti del nonno, e ad ammirare le stelle. Era un grande campo quello coltivato dal nonno, poi abbandonato da tanti anni, e l’incuria lo ha trasformato quasi in terra battuta. Ma lui non si è abbattuto, e con tanta fatica, lavoro, pazienza, è riuscito a far tornare il loro campo agli antichi splendori di un tempo, il tempo della sua fanciullezza, sicché i ricordi sono potuti sbocciare ancora di più. Nell’intervista potrete leggere nei dettagli tutto il lavoro che ha dovuto svolgere e tutte le difficoltà che ha incontrato anche con i propri amici.

Ha tanti progetti per il futuro: aprire un bioparco, organizzare pranzi e cene vegetariane e vegane, per raccogliere fondi allo scopo di sostenere le continue attività di coltivazione dei terreni; addirittura vorrebbe realizzare percorsi bio per i disabili e per i non vedenti. Vorrebbe fare l’apicoltore per produrre del miele biologico molto variegato, per via della immensa biodiversità di fiori e piante che può offrire la natura. E molto altro ancora.

La vita a contatto con la natura è dura, per tutto il lavoro e la fatica e la pazienza che ci vuole per rendere fertile la nostra Terra, ma è allo stesso tempo meravigliosa, che ti fa stare in pace con te stesso e ti fa dire “è proprio la vita che volevo realizzare”.

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NASCONO DUE NUOVI PARCHI


Molti post fa, vi avevo accennato al progetto di due nuovi parchi naturali in Sardegna: Tepilora e Gutturu Mannu. Ora questo progetto è diventato realtà. E’ stato votato all’unanimità dal Consiglio Regionale il disegno di legge che istituisce i due nuovi parchi. Era da quindici anni che la Sardegna non istituiva un’area protetta. L’ultima risale al 26 gennaio 1999, quando il Consiglio Regionale della Sardegna ha istituito il Parco del Molentargius – Saline e di Porto Conte.

Esulta l’assessore regionale all’Ambiente Spano: “Con l’istituzione del Parco naturale regionale delle Foreste di Gutturu Mannu e del Parco di Tepilora, la Regione intende perseguire concretamente l’obiettivo di tutelare il pregiato patrimonio naturalistico e porre le basi per promuovere nei territori interessati uno sviluppo economico e sociale con la conservazione delle risorse ambientali. La decisione di istituire i Parchi è stata presa dopo il confronto con le comunità e amministrazioni locali con l’obiettivo di raggiungere la massima concertazione e riconoscere le particolari esigenze dei diversi territori. Nel programma di sviluppo economico e sociale dei parchi è previsto anche il riconoscimento di un marchio tipico di qualità che l’Ente di gestione può concedere a servizi e prodotti locali che valorizzino il territorio e soddisfino i requisiti di qualità previsti dai Parchi”.

Il nuovo parco regionale di Gutturu Mannu si estende su 19.685 ettari di terreno. Sull’area vivono specie endemiche tra le più rappresentative della fauna sarda, come l’astore, il cervo, il gatto selvatico e il geotritone. Vi sono tre oasi di protezione faunistica, dove vige il divieto di caccia, ed è presente l’Ente Foreste della Sardegna.

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Il parco di Tepilora, invece, si estende su 7.900 ettari, e occupa la parte più settentrionale della Barbagia e della Baronia, in Provincia di Nuoro e collega le zone interne con quelle costiere, utilizzando il fiume come una vera infrastruttura naturale, un elemento di connessione con una serie di attività legate al turismo e alla tutela dell’ambiente. Gran parte delle aree interessate dal parco è occupata da due grandi foreste demaniali: quella di Crastazza-Tepilora nel Comune di Bitti e la foresta di Usinavà nel Comune di Torpè. Nel territorio della nuova area protetta ci sono anche due oasi permanenti di protezione faunistica.

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(FONTE: greenreport.it)(tutte le foto sono state prese da internet tramite la sezione google immagini).

Una grande opportunità di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile, dove possono nascere diverse opportunità lavorative, legate ad attività quali escursioni, gite, visite guidate, oltre ovviamente alla manutenzione degli alberi e del verde, e tante altre piccole attività che possono proteggere davvero il nostro meraviglioso patrimonio naturale, la ricchezza più grande di cui disponiamo.

CALA SINZIAS: NATE 49 TARTARUGHE CARETTA CARETTA


tartarughe caretta caretta

A Cala Sinzias, Castiadas, sono nate 49 tartarughe Caretta-Caretta. E’ successo venerdì scorso. Le uova, deposte settanta giorni fa, si sono schiuse venerdì scorso, attorno alle 23:15, a Cala Sinzias, una delle spiagge più belle del Sud Sardegna. L’operazione è stata lunga e delicata e fino alle sette del mattino una squadra di biologi, forestali e volontari è rimasta mobilitata.

Prima di essere rilasciate in mare, le tartarughine sono state tenute per qualche ora dentro una scatola termica con un pò di sabbia. Questo per via di una mareggiata troppo violenta, per evitare l’impatto con le onde. Per proteggere il nido, è stato vigilato 24 ore su 24, anche con telecamere a infrarosse, e per evitare che le onde lo portassero via, i volontari hanno realizzato una barriera di sabbia.

Una storia di ordinaria bellezza: la bellezza della vita che nasce, della meraviglia della natura, della vita che si moltiplica, delle specie che rischiano sempre meno l’estinzione.