BOSCHI VIVI: UN NUOVO MODO DI… PASSARE A MIGLIOR VITA


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Son talmente ecologista che quando muoio, invece di farmi sotterrare, mi faccio buttare nell’organico. E’ una delle mie battute della serie “Son talmente ecologista…” che fino a un annetto fa dominava le mie giornate e quelle di una mia amica, con la quale ci divertivamo a trovare delle battute ecologiste anche stupide e a riderci su.

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Però se questa di farmi buttare nell’organico è comunque una buona battuta ecologista, il metodo che sto per raccontarvi per tornare alla polvere più rapidamente è sicuramente più ecologista. Infatti la cooperativa BOSCHI VIVI gestisce dei boschi a scopo commemorativo, nel rispetto della persona, del territorio e della natura.

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Come si può leggere dall’articolo sul sito greenreport.it che vi invito a leggere anche per ulteriori informazioni, “la scelta di aderire a Boschi Vivi presuppone la volontà di cremazione e dispersione. Chi aderisce, prenota una visita con una guida che spiega il progetto nei dettagli e aiuta l’interessato nella scelta di quello che diverrà il suo albero, il suo memoriale. Boschi Vivi prevede un iter contrattuale volto ad assicurare che le volontà dell’aderente vengano rispettate e ad agevolare le fasi burocratiche necessarie per l’adempimento”.

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La proposta di commemorazione ecologica è nata da quattro giovani che hanno in comune l’amore e il rispetto per la Natura e una forte sensibilità verso problemi ambientali legati all’abbandono di aree rurali boschive che, se non opportunamente gestite rischiano di aumentare il dissesto idrogeologico. Il loro scopo è quello di risolvere due problematiche: la manutenzione boschiva e la dispersione delle ceneri, nel pieno rispetto per l’ambiente.

Dal 10 ottobre è aperta una raccolta fondi per un mese sulla piattaforma derev.com

Cosa ne pensate di questa iniziativa? E voi siete talmente ecologisti da farvi cremare e disperdere le vostre ceneri su un albero di un bosco vivo? Io sì 🙂

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IL SUD BRUCIA


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Il Sud brucia sotto i colpi di deficienti senza testa che si divertono ad appicare incendi mandando in fumo migliaia di ettari di macchia mediterranea. Quello che sta succedendo nel Sud Italia in questi giorni è davvero sconvolgente. Roghi appiccati dolosamente che stanno devastando la Sicilia, soprattutto nel messinese e nel catanese, dove le fiamme hanno lambito alcune abitazioni; e Napoli, con il Vesuvio, dove addirittura hanno dato fuoco ad animali vivi per estendere il rogo! Cosparsi di benzina, gli animali corrono disperatamente cercando una salvezza, una via di fuga, che li porta a morire tra atroci sofferenze appiccando il fuoco ovunque.

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In questi mesi di estrema siccità e di un’aridità impressionante, appiccare il fuoco dolosamente è un atto di criminalità, che va punito senza sconti di pena. E qualche cretino commenta, ma mi rifiuto di riportare i loro commenti, che devono essere soppressi sul nascere, senza dare loro alito. Ma certi “giornalisti” o presunti tali si permettono di dare fiato alle loro trombe.

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Il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, chiede al Governo di dichiarare lo Stato di Calamità Naturale per via della siccità e degli incendi. La Protezione Civile dichiara che questo è l’anno più drammatico dal 2007 in conto di interventi sul fronte degli incendi.

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Non so veramente come concludere questo post. Esprimo solo la mia vicinanza alle popolazioni coinvolte, a tutti, anche a coloro che hanno appiccato volontariamente l’incendio, perché sono solo dei disgraziati: se non pagate in prigione sarà la vita a restituirvi il conto, e credetemi: è molto meglio per voi pagare in prigione piuttosto che nel corso della vostra vita… Perché la vita è vendicativa. Si ribella, restituisce il conto. Sempre, purtroppo. E vi auguro che scontiate in galera.

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TRAGEDIA IN PORTOGALLO


Portogallo, apocalisse di fuoco a Pedrógão Grande. Il governo: "Le vittime sono 58"

In Portogallo, un violento incendio è divampato nel cuore della notte, poco prima delle tre del mattino ora locale, nella città di Pedrògao Grande, nel distretto di Leìria. Gli inquirenti escludono la pista dolosa. A scatenare l’inferno sarebbe stata una tempesta di fulmini caduta su un’area boschiva resa secca dal caldo di questi giorni, che arriva a toccare anche i 40° C.

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Numerose sono le vittime: 58 accertate, con 59 feriti, tra cui 5 gravissimi. Le vittime sarebbero in gran parte automobilisti, rimasti intrappolati tra le fiamme, morti carbonizzati, in alcuni casi intere famiglie. L’incendio continua a divampare in queste ore. I Vigili del Fuoco sono ancora impegnati in molti focolai, e hanno fatto evacuare numerose persone dalle loro abitazioni.

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Fonte: Repubblica.it

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PATTO CON LA NATURA


Fotografia de Questo lo riciclo, ti Piace L'Idea?

Vogliamo farlo questo patto con la natura?

SANPOLINO: LOTTA INFINITA TRA VERDE E CEMENTO


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Siamo a Sanpolino, un quartiere di Brescia, che ha cambiato più volte “identità”. In principio era una “area verde” della città, fino a quando nel 2000 l’amministrazione comunale non decide di coprirlo di cemento e di asfalto, trasformandola in “area edificabile”. Non contenta, tra il 2005 e il 2008 sono stati realizzati 1.900 alloggi, costruiti da imprese appaltatrici che, come succede spesso e volentieri in Italia, poi falliscono. Questo fallimento ha però determinato la salvezza di 16 ettari di terreno, che si sono trasformati in “bosco”: sono infatti cresciuti in particolare olmi, e vi si sono insediati lepri e uccelli.

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Dal 2014 al 2016 il terreno è stato concesso in comodato ad alcune realtà legate al mondo del volontariato, che vi hanno realizzato un orto sinergico, su 7.000 mq non ancora boscati. La nuova realtà dell’ortobosco ha poi dato lo spunto per realizzare attività di sensibilizzazione, laboratori, corsi ed eventi per la cittadinanza. Tutto è bene quel che finisce bene? Macchè, in Italia non finisce mai. Infatti l’amministrazione cementizia torna all’attacco volendovi realizzare, al posto del bosco, altri 1.000 nuovi alloggi, e costruirvi una pista di atletica.

Il gruppo informale attivo da due anni “Terra e Partecipazione”, però, non la pensa così, e vuole che quel terreno rimanga così, salvo dal cemento.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Là dove c’era l’erba… E’ l’Italia, bellezza.

BASTA TAGLI CEDUI NEI PARCHI


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I cedui sono dei tagli a raso che vengono effettuati nelle zone boschive, purtroppo anche nei parchi nazionali, come succede per il Pollino e per il Parco Nazionale d’Abruzzo, in modo che i tronchi ricaccino e si riformi la foresta nell’arco di qualche decennio.

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L’ex Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, il biologo Franco Tassi accoglie una lettera-denuncia di una coppia Italo-Statunitense che nel tempo hanno fotografato la zona riprendendo i danni dei tagli cedui. Quali sono gli interessi che spingono a ceduare anche senza tenere conto dei vincoli dei Parchi Nazionali? Sicuramente ci sono interessi che riguardano attività imprenditoriali (o speculative?) dei giorni nostri, come le imprese di produzione del Pellet o le Biomasse.

Il biologo si chiede, su facebook, come mai non ci sia stata una levata di scudi generale contro questi interventi, e punta il dito contro alcuni ambientalisti che contro il taglio della legna nel mezzogiorno non spendono nemmeno una parola di indignazione.

Fonte: Tiscali Ambiente

Ed eccovi le immagini degli scempi nel Parco Nazionale d’Abruzzo e nel Pollino.

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Pollino nel 2003

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Pollino nel 2016

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Lucano nel 2012

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Lucano nel 2015

AUMENTA LA POPOLAZIONE DEI CAMOSCI APPENNINICI


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Aumenta la popolazione dei camosci appenninici. Secondo il censimento compiuto nel 2015, gli esemplari presenti nella catena montuosa che va dalla Liguria alla Calabria, sono oltre 2.700, il che equivale a un +45% rispetto al 2014. Insomma, un boom di nascite. Si pensi che nei primi anni del ‘900, nell’area che poi sarebbe diventata il Parco Nazionale dell’Abruzzo, vivevano appena 30 esemplari.

Fonte: Ecoblog.it

Ed ora godiamoci alcune immagini, prese da google immagini, dei dolcissimi camosci appenninici.

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