STRAGE IN BIRMANIA


Myanmar, crollo in una cava di giada: più di 100 morti - la Repubblica

In Myanmar, ex Birmania, è strage di minatori. Sono infatti almeno 160 i morti nella frana in una miniera di giada, in quello che si sta rivelando uno dei peggiori incidenti sul lavoro nella storia del Paese. La frana è stata causata dalle “forti piogge” e sono ancora in corso le operazioni di soccorso per portare in salvo eventuali sopravvissuti nel sito situato nel villaggio di Sate Mu, nella municipalità di Hpakant, nello Stato di Kachin, non lontano dal confine con la Cina. Le immagini sono davvero impressionanti.

Myanmar, frana su minieria di giada: almeno 113 le vittime

Tragedia in Myanmar, frana in una miniera di giada: oltre 100 ...

Frana una miniera di giada in Myanmar, morte 113 persone - Panorama

IL 2019 IN 12 FOTO


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Gennaio: Capo Teulada e Porto Tramatzu liberate dalle servitù militari.

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Febbraio: la protesta del latte in Sardegna: ai pastori viene imposto un prezzo che non copre le spese di gestione. Per protesta versano il frutto del loro lavoro per le strade.

Greta Thunberg

Marzo: Iniziano le manifestazioni di Fridays For Future. Il 2019 deve essere ricordato come l’anno delle manifestazioni degli studenti a favore del clima e contro l’inquinamento. Il movimento è stato fondato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg, diventata la piccola paladina dell’ambiente.

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Aprile: il rogo nella cattedrale di Notre Dame, che si è poi scoperto essere accidentale, non doloso.

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Maggio: durante le corse e le maratone vengono utilizzate, al posto delle bottigliette di plastica, delle sfere d’acqua commestibili, contenenti 250ml d’acqua ciascuna, realizzate in materiale derivante dalle alghe e dalle piante, smaltibili in sei settimane.

Ponte Morandi, ditta che l’ha abbattuto: ‘Nel 2003 Autostrade ci chiese di buttarlo giù. Non si fece per costi e complessità”

Giugno: ultimo crollo del Ponte Morandi. Lo hanno fatto esplodere studiando un sistema per non disperdere le polveri nell’aria. Un piano studiato e riuscito alla perfezione.

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Luglio: brucia l’Amazzonia, e il Presidente del Brasile Bolsonaro non interviene per spegnere i roghi, quasi tutti dolosi, e rifiuta persino gli aiuti dagli altri Paesi.

Agosto: pesci morti, un oceano di rifiuti di plastica, animali che muoiono perché hanno ingerito chili di plastica, la Groenlandia che scompare, con gli Orsi Polari che non hanno più il terreno sotto i piedi. E’ un disastro di enormi proporzioni.

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Settembre: riprende la marcia studentesca per il clima, un successo planetario, mentre la piccola Greta partecipa alla Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite con il suo discorso accorato diventato celebre: “How Dare You?”, come osate? “le persone stanno soffrendo, le persone stanno morendo, interi ecosistemi stanno collassando, siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui parlate sono soldi e favole di eterna crescita economica? Come osate?”. E’ anche utile ricordare che lei ha raggiunto l’America con un catamarano, senza motore, dunque senza emissioni, in due settimane. Ed è rientrata con lo stesso catamarano.

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Ottobre: scoperta discarica in fondo al Lago d’Iseo

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Novembre: Venezia invasa dall’acqua alta per una settimana. Sfiorato il record in conto di altezza dell’acqua. Ingenti i danni. Si è riaperto il cantiere per il contestatissimo Mose.

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Dicembre: il politico locale Mauro Pili, ex Presidente della Regione, gira un video in cui alcuni operai sversano fanghi tossici arrivati dal sud Italia, ma appena scoprono la telecamera scappano via, senza terminare il loro “lavoro”.

E con queste immagini vi saluto e vi auguro un felice 2020, ricco di protezione dell’ambiente, di protezione anche per voi, amore, fortuna, serenità e lavoro (compatibile con l’ambiente) per tutti. Auguri!

TUTTI DEVONO SAPERE, TUTTI DEVONO CONDIVIDERE


Fotografia de Elena Rubanu

Tratto da un post su Facebook:

🔥 Le Isole Canarie stanno bruciando
🔥 La California sta bruciando
🔥 L’Oregon sta bruciando
🔥 Washington sta bruciando
🔥 La Columbia sta bruciando
🔥 L’Alberta sta bruciando
🔥 Il Montana sta bruciando
🔥 La Nuova Scozia sta bruciando
🔥 La Grecia sta bruciando
🔥 Il Brasile sta bruciando
🔥 Il Portogallo sta bruciando
🔥 L’Algeria sta bruciando
🔥 La Siberia sta bruciando
🔥 L’Amazzonia sta bruciando

ExTexas è sott’acqua

India, Pakistan e Nepal con enormi monsoni sono sott’acqua

Sierra Leone e Nigeria con enormi inondazioni sott’acqua

🌞Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Ungheria, Polonia, Romania, Bosnia, Croazia e Serbia sono attaccate da un’ondata di caldo impressionante

🌞 California meridionale sotto ondata di caldo infernale

“Solitamente ad agosto, la città di San Francisco ha raggiunto i record di 106 gradi, quando ora raggiunge i 115 gradi Fahrenheit. Mentre la Carolina del Nord cucina ancora all’inferno

((🌎)) Il vulcano Yellowstone registra 2.300 movimenti da giugno

((🌎)) Il tremore di 5.3 colpisce l’Idaho

((🌎)) Terremoto in Giappone 6.1 con Tsunami Warning

((🌎)) Tremore del Messico 8.2 con avvertimento sullo Tsunami

((🌎)) Tremore in Messico del 7.1

((🌎)) Tremore in Cile del 5.0

((🔥)) Russia: Esplosione Nucleare

🌊 Hurricanes Harvey, Irma (il più grande mai registrato), Jose e Katia stanno spazzando l’Atlantico

Per terminare un livello di brillamento solare X10 C.M.E. Il più alto mai registrato

In poche parole:
SIAMO NELLA MERDA!
Pensi ancora che non stia succedendo nulla?

EMERGENZA SICCITA’ IN SICILIA


Emergenza acqua in Sicilia, Musumeci diventa commissario

E’ emergenza idrica in Sicilia. Bacini a secco e condotte colabrodo che disperdono metà dell’acqua immagazzinata. Adesso si rischia di non arrivare nemmeno d’estate. E’ stata emanata un’ordinanza per disciplinare gli interventi urgenti per uscire dalla crisi nel Palermitano. E’ stato nominato Commissario il Presidente della Regione Nello Musumeci, coadiuvato da Salvatore Cocina, dirigente generale del Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti, e da Antonella De Miro, Prefetto di Palermo.

Fonte: Repubblica Palermo

Serve un piano urgente per tappare le condotte colabrodo, ma soprattutto la desalinizzazione e potabilizzazione del mare. Secondo voi quale dovrebbe essere la soluzione a questa grave emergenza?

IL 2017 IN 12 FOTO


Immagine correlata

Cari Amici,

eccoci alla fine dell’anno, del 2017. Un anno duro per me per via di diversi lutti, familiari e musicali (la morte di Chester Bennington dei Linkin Park, avvenuta il 20 luglio scorso), che mi hanno colpito, e per la mancanza di lavoro (nemmeno mezza giornata di lavoro retribuita); per la Sardegna (a causa dell’interminabile siccità con la quale ha dovuto fare i conti); per l’ambiente, a causa di diversi provvedimenti e fatti accaduti in Italia e nel mondo che hanno inflitto duri colpi al nostro ecosistema. Stiamo per salutare e mettere nel dimenticatoio questo anno “sfigato” (nel 2017 ci sono stati tre Venerdì 17 – Febbraio, Marzo e Novembre).

In questo post pubblicherò 12 foto, una per ogni mese dell’anno, per ricordare gli avvenimenti di questo sfigato 2017. Ecco le 12 foto con le spiegazioni.

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Gennaio: Inchiesta COCIV sul Terzo Valico: “Facciamolo, tanto la malattia arriva tra trent’anni”. Vari arresti.

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Febbraio: A causa dei continui roghi nella c.d. “Terra dei Fuochi”, bambini e ragazzini, vittime innocenti, muoiono di malattie che di solito colpiscono gli anziani o i fumatori davvero incalliti.

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Marzo: è ormai certo l’arrivo del TAP (Trans Atlantic Pipeline), il Gasdotto che taglia in due mezza Europa, nel Salento, tra la protesta di ambientalisti, sindaci, Presidente della Regione e cittadini.

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Aprile: Thailandia –  Arrivano le Bombe Seme, che piovono dal cielo per contrastare il fenomeno della deforestazione, che sta devastando le campagne Thailandesi.

Maggio: incendio in un deposito di rifiuti plastici a Pomezia. Diossina e fibre d’amianto vengono sprigionate nell’incendio.

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Giugno: Come non ricordare la strage del Portogallo, in cui in un devastante e vasto incendio (provocato dai fulmini, non dolosi quindi) sono morte asfissiate o addirittura carbonizzate almeno 59 persone, tra cui intere famiglie?

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Luglio: Vari incendi hanno devastato il Sud Italia, con roghi quasi sempre dolosi.

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Agosto: La grande siccità. La grande sete dell’Italia, da nord a sud, e che in parte continua ancora, nonostante la pioggia e la neve di questo mese.

Settembre: arriva la prima auto elettrica Made In Italy.

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Ottobre: L’agonia degli agrumeti siciliani, strozzati dalla concorrenza di quelli nord africani, che abbattono i dazi e anche la concorrenza dei prodotti nostrani.

Ddl spettacolo: ok norma circhi,'graduale superamento' © EPA

Novembre: La Camera approva una legge delega di riordino del settore dello Spettacolo, che prevede l’abolizione graduale dell’utilizzo degli animali nei circhi.

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Dicembre: <<Quei bambini? Che muoiano pure>>. E’ la frase shock di un intercettato che se ne frega della salute dei poveri innocenti costretti a seguire le lezioni in una scuola adiacente a una discarica (veramente è la discarica adiacente alla scuola), e che sversava di tutto spacciando il tutto come Rifiuti Solidi Urbani.

E’ stato un anno duro, come detto prima. Spero che il 2018 porti molta più serenità e molto più rispetto dell’ambiente e della natura, del paesaggio, dell’aria, del suolo, dell’acqua, del sottosuolo, e della terra. Che sia un anno molto positivo per l’ambiente e per ciascuno di voi. Felice 2018 a tutti voi, ricco di ciò che più desiderate e di cui avete bisogno, dal vostro Evergreen.

DISASTRO IN PIEMONTE


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Che disastro in Piemonte! La Val di Susa brucia già da otto giorni con fiamme che non si riesce a domare, e che il vento di questi giorni sta ravvivando. Ormai il fuoco lambisce le case, e stanno cominciando ad evacuare le abitazioni. Una casa di riposo è già stata sgomberata, con gli ospiti che sono stati sistemati, alcuni all’ospedale, altri negli alberghi e nelle comunità religiose.

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Le fiamme hanno fatto brillare anche alcuni ordigni rimasti inesplosi conficcati nel terreno per decenni. Il Presidente della Regione Sergio Chiamparino ha garantito l’operatività dei canadair. Tutti quelli operativi in Italia sono imepgnati nella lotta agli incendi in Piemonte. Due canadair sono arrivati dalla Croazia. A Sordevolo è stato arrestato un sospetto piromane.

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Brucia anche la Lombardia. Per ulteriori informazioni cliccate qui.

STORIA DELLA CASA-FANTASMA SOTTO IL LAGO OMODEO


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A causa del prolungato periodo di siccità è riemersa in tutto il suo splendore la Casa Fantasma, la casa sommersa nel Lago Omodeo, in Sardegna. Ecco una breve storia di questo lago artificiale.

Nel 1917, quindi esattamente un secolo fa, si decise di realizzare quello che sarebbe poi diventato come il più grande lago artificiale d’Europa: il Lago Omodeo, che prende il nome dall’ingegnere che lo ha progettato. Il suo scopo era quello di produrre energia elettrica e di sfruttare le acque del Fiume Tirso per irrigare il Campidano. Ma prima di iniziare i lavori hanno dovuto risolvere un problema: Zuri, un piccolo borgo di circa venti case che si trovava a 88 metri sul livello del mare, sarebbe stato sommerso, poiché l’acqua del lago sarebbe arrivata a 105 metri. Perciò si decise di demolirlo e di ricostruirlo più in alto. Anche una chiesetta romanica del 1291 è stata smontata e ricomposta mattone per mattone in un luogo più sicuro.

I lavori vanno avanti fino al 1923, e nell’aprile del 1924 ci fu l’inaugurazione ufficiale della diga con tanto di visita del re. A valle della diga fu costruita anche la centrale idroelettrica. La vecchia diga “andò in pensione” nel 1997, quando fu inaugurata la nuova, più alta e più capiente, che comportò un innalzamento del livello dell’acqua. Così la valle venne sommersa e tutto, animali estinti, foresta tropicale, resti di Zuri, sparì per sempre sotto l’acqua. O quasi.  Ogni tanto, infatti, quando il livello dell’acqua cala, viene fuori il passato: la foresta pietrificata, qualche nuraghe, pali della luce e anche quella che viene chiamata la casa del capocentrale o da alcuni “casa del custode”.

In realtà in questa casa erano ospitati il capocentrale, il vicecapo e le loro famiglie. Si trova proprio sotto la vecchia diga, di fronte al ponte che la sovrasta. Era una bella villa a due piani circondata da un giardino con un laghetto, un frutteto, delle palme e un banano. L’edificio era costituito da due appartamenti perfettamente simmetrici: al piano terra la cucina con camino, un salone, un piccolo soggiorno e uno stanzino dov’era posizionato il telefono (collegato con la centrale del Tirso); al secondo piano quattro camere da letto e il bagno, e sopra un sottotetto. Sul fronte opposto rispetto alla casa del capocentrale, si trova un altro edificio, oggi decisamente vandalizzato, che in passato ospitava i carabinieri di Ulà Tirso e successivamente i custodi della diga.

Fonte: sardegnaabbandonata.it

In questi giorni la casa è riemersa completamente in tutto il suo splendore. Segno che siamo quasi agli sgoccioli. La siccità è una terribile piaga che la Sardegna sta soffrendo tanto, ovviamente senza dimenticare le altre regioni. Ma piove sempre più in là, sempre più in ritardo. E sempre meno. E’ un disastro. E’ la desertificazione. L’unica soluzione, o una delle poche, sarebbe quello di desalinizzare l’acqua del mare, di vendere il sale, di potabilizzarla e di distribuirla a tutti i comuni con un sistema di acquedotti che garantisca l’acqua con costanza.

Magari si potesse fare… Cosa ne pensate di questa soluzione?

SICCITA’ IN TUTTA ITALIA


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L’Italia ormai è entrato in uno stato di calamità naturale per via dell’assenza di piogge. Da Nord a Sud la situazione è drammatica. Qui in Sardegna, dopo i due giorni di nevicate intense a Gennaio seguiti da un acquazzone che ha sciolto in fretta tutta la neve non ha piovuto. Solo quattro ore di pioggia leggera in primavera, poi più nulla. D’estate un solo giorno due ore e mezza di pioggia, anche intensa, poi più nulla.

Dieci regioni italiane, mezza Italia, ha chiesto o sta per chiedere il riconoscimento dello Stato di Calamità Naturale. I danni all’agricoltura italiana sarebbero già stimati in due miliardi di euro. A causa degli acquedotti colabrodo, però, in Italia vengono persi ben 9 miliardi di litri di acqua al giorno! Servirebbe un ammodernamento dell’intero sistema infrastrutturale idrico, e un ritorno alla gestione nazionale o regionale (e quindi non privata) dell’acqua.

IL SUD BRUCIA


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Il Sud brucia sotto i colpi di deficienti senza testa che si divertono ad appicare incendi mandando in fumo migliaia di ettari di macchia mediterranea. Quello che sta succedendo nel Sud Italia in questi giorni è davvero sconvolgente. Roghi appiccati dolosamente che stanno devastando la Sicilia, soprattutto nel messinese e nel catanese, dove le fiamme hanno lambito alcune abitazioni; e Napoli, con il Vesuvio, dove addirittura hanno dato fuoco ad animali vivi per estendere il rogo! Cosparsi di benzina, gli animali corrono disperatamente cercando una salvezza, una via di fuga, che li porta a morire tra atroci sofferenze appiccando il fuoco ovunque.

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In questi mesi di estrema siccità e di un’aridità impressionante, appiccare il fuoco dolosamente è un atto di criminalità, che va punito senza sconti di pena. E qualche cretino commenta, ma mi rifiuto di riportare i loro commenti, che devono essere soppressi sul nascere, senza dare loro alito. Ma certi “giornalisti” o presunti tali si permettono di dare fiato alle loro trombe.

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Il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, chiede al Governo di dichiarare lo Stato di Calamità Naturale per via della siccità e degli incendi. La Protezione Civile dichiara che questo è l’anno più drammatico dal 2007 in conto di interventi sul fronte degli incendi.

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Non so veramente come concludere questo post. Esprimo solo la mia vicinanza alle popolazioni coinvolte, a tutti, anche a coloro che hanno appiccato volontariamente l’incendio, perché sono solo dei disgraziati: se non pagate in prigione sarà la vita a restituirvi il conto, e credetemi: è molto meglio per voi pagare in prigione piuttosto che nel corso della vostra vita… Perché la vita è vendicativa. Si ribella, restituisce il conto. Sempre, purtroppo. E vi auguro che scontiate in galera.

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TRAGEDIA IN PORTOGALLO


Portogallo, apocalisse di fuoco a Pedrógão Grande. Il governo: "Le vittime sono 58"

In Portogallo, un violento incendio è divampato nel cuore della notte, poco prima delle tre del mattino ora locale, nella città di Pedrògao Grande, nel distretto di Leìria. Gli inquirenti escludono la pista dolosa. A scatenare l’inferno sarebbe stata una tempesta di fulmini caduta su un’area boschiva resa secca dal caldo di questi giorni, che arriva a toccare anche i 40° C.

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Numerose sono le vittime: 58 accertate, con 59 feriti, tra cui 5 gravissimi. Le vittime sarebbero in gran parte automobilisti, rimasti intrappolati tra le fiamme, morti carbonizzati, in alcuni casi intere famiglie. L’incendio continua a divampare in queste ore. I Vigili del Fuoco sono ancora impegnati in molti focolai, e hanno fatto evacuare numerose persone dalle loro abitazioni.

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Fonte: Repubblica.it

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SICCITA’ E INCENDI IN SARDEGNA


L'incendio vicino all'abitato di...

La Sardegna sta vivendo un periodo di grande sofferenza per via della mancanza di piogge. E’ quasi uno stato di calamità. E’ da tre mesi che non piove, e quando è nuvoloso e ventoso non piove mai. Fa solo freddo. In questi giorni si registrano temperature al di sopra della media stagionale. Mi piange il cuore… Se penso che abbiamo tutta l’estate davanti, e che l’autunno è scarso di piogge… Se penso a quanti mesi ancora dobbiamo passare così senz’acqua… mi viene da irrigare la terra con le mie lacrime.

Se poi a danno si aggiunge danno, come gli incendi, classici nel periodo estivo, allora temo che ben presto la terra diventerà un deserto, anche la Sardegna più verde. Stavolta la “stagione degli incendi” è cominciata molto prima dell’estate.

Nei giorni scorsi, infatti, sono divampati diversi roghi, che hanno lambito anche le case, come a Gùspini, in località Monte Candelazzo, dove è stato reso necessario l’intervento di un canadair (purtroppo venuto da Roma e non da una base sarda, e su questo c’è da riflettere), e Pabillònis, in località Foddi. Altre fiamme a Capoterra, Selàrgius e Macchiareddu, vicino alla zona industriale di Cagliari. Impegnativo anche un incendio vicino alla statale 130 innescato da un’auto che ha preso fuoco.

Fonte e immagine: La Nuova Sardegna

PRIME PIOGGE, PRIMI DANNI


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Finalmente piove, dopo mesi e mesi di siccità. Ma come arrivano le prime piogge, purtroppo, arrivano anche i primi danni, come ci ha abituato l’Italia in questi ultimi anni. Il fiume Tanaro straripa a Garessio, che rivive l’incubo del 1994, quando a causa di un’alluvione morirono decine di persone. E’ emergenza in tutto il cuneese. Ad Alba è stato chiuso per precauzione lo stabilimento della Ferrero, la più grande fabbrica di cioccolato dell’Italia. Alcuni allevatori portano in salvo i propri animali. L’emergenza maltempo dovrebbe cessare domani a mezzogiorno.

L’Italia si sgretola, si scioglie come burro, sotto i colpi del dissesto idrogeologico, che i governi che si susseguono non riescono ad arginare.

LA SARDEGNA HA SETE


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In Sardegna è emergenza siccità. Non piove da mesi, l’agricoltura è in ginocchio e gli invasi sono quasi vuoti. Il livello dell’acqua del Lago Omodeo è sceso di 12 metri. E’ ricomparso persino il nuraghe di Urasala, sommerso dalle acque del lago artificiale. Le immagini registrate da un drone hanno ripreso uno scenario lunare: chilometri di sabbia bianca e terra secca.

In Gallura e in Baronia il bestiame non trova più pascolo. Gli allevatori hanno esaurito le scorte di foraggio che avevano messo da parte per l’inverno. Il mondo agropastorale è in ginocchio. La Sardegna ha sete. E pare che la stagione delle pioggie voglia farsi aspettare ancora a lungo…

SISMA: PERICOLO PER LA DIGA DI CAMPOTOSTO


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Campotosto è un piccolo centro in provincia dell’Aquila. Il suo omonimo lago è il secondo più grande d’Europa, e si trova a 1.300 metri d’altezza. Nasce nel periodo fascista come bacino artificiale per alimentare le centrali idroelettriche della Valle del Vomano. Il lago ha un’estensione di 14 km/q, ha una profondità massima di 35 metri e ha una capacità di 300 milioni di metri cubi d’acqua, e, grazie al suo dislivello, può produrre quasi 800 milioni di kw

Lungo le sue sponde ci sono tre centri abitati: Campotosto, Mascioni e Poggio Cancelli. La diga di Campotosto è la sorvegliata speciale, perché è costruita proprio su una faglia sismica che, a detta degli esperti, è ancora molto attiva. In caso di sisma molto intenso, questa enorme diga artificiale, lunga ben 44 metri, potrebbe cedere, causando danni incalcolabili.

Il Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica (Eucentre) ha studiato il caso, e ha auspicato interventi di rafforzamento della barriera. Il gestore della diga (l’Enel) però, ha sempre difeso l’affidabilità dell’impianto. Ha retto benissimo alle scosse di questi anni e di queste ultime settimane, e – secondo altri studi compiuti da alcuni geologi – la mappa della faglia e la diga non sono del tutto sovrapponibili ma la prima sarebbe ad una distanza di trecento metri, il che renderebbe ancora più sicura la barriera di Fucino.

Fonte e immagine: Tiscali Notizie

Nessuna paura, quindi, secondo l’Enel, nessuna preoccupazione, nessun allarme. E allora tutto tace, tutto deve tacere, bisogna assopire gli animi e le coscienze, è tutto sotto controllo, non bisogna creare allarmismi. Ma ora che il sisma ha colpito la zona, e che la faglia è attiva, chi è che spegne la paura degli abitanti? E perché tutto questo silenzio, tutta questa omertà? Che interesse hanno quelli dell’Enel a tacere su questo pericolo?

FOTOBLOG OMAGGIO


Sono di oltre sei milioni e 120mila euro i fondi raccolti tramite l’sms solidale attivato dalla Protezione Civile in questi quattro giorni, il 45500, del valore di 2 euro. Voglio vedere se li spendono tutti. Li devono spendere tutti per ricostruire questi borghi colpiti dal terremoto. Questi soldi devono andare tutti per la ricostruzione.

Anch’io ho voluto inviare l’sms solidale. E questo è un altro omaggio che rendo, all’interno di questo blog, per questi paesi colpiti al cuore: Amatrice, Pescara del Tronto, Accumoli.

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Amatrice

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Pescara del Tronto

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Accumoli

Voglio una ricostruzione fatta come si deve e dove si deve, senza “New Town“, senza baracche di legno come stanno pensando (almeno provvisoriamente, dicono), perché il provvisorio diventa sempre definitivo in Italia (ved. Irpinia), con criteri antisismici e anticrollo: molto più cemento, e meno sabbia. Si dice infatti che le case crollate fossero fatte con troppa sabbia e poco cemento. Voglio che tutti i fondi raccolti vadano effettivamente lì, e in poco tempo tutti abbiano un tetto. Definitivo.

TERREMOTO CENTRO ITALIA: I NUMERI DELLA SOLIDARIETA’


sms solidaleSono profondamente colpito da questa tragedia. Un giorno tristissimo, che ha mietuto più di 120 morti, tra cui diversi bambini. Evito di parlare dei probabili motivi di tutti questi crolli, che tanto già lo sapete come la penso in proposito. Oggi è solo il giorno del dolore. Vi do solamente i numeri della solidarietà, per poter aiutare le popolazioni del centro Italia, in particolare Lazio, Marche e Umbria colpite dal terremoto.

E’ stato attivato un sms solidale che si può inviare da qualsiasi gestore telefonico al costo di 2 euro: il 45500. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, alla Protezione Civile, che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma. Anche la Croce Rossa ha attivato un numero e un conto corrente per le donazioni e le coordinate per effettuarle sono state diffuse via Twitter: “Attivato il servizio donazioni della #CroceRossa Italiana per il #terremoto di Amatrice, Rieti“. Il numero di telefono è 06-5510, l’IBAN è IT40F0623003204000030631681, la email è aiuti@cri.it

Fonte: il sussidiario

IL CANADA BRUCIA


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Stato di emergenza in Canada. Numerosi ettari di boschi in fiamme stanno mettendo in ginocchio l’Alberta. Evacuata parte della popolazione di Fort Murray.

L’incendio è divampato domenica scorsa, e la situazione si è aggravata successivamente, tanto che è stata organizzata quella che il primo ministro della provincia Rachel Notley ha definito come “la più grande evacuazione legata a un incendio nella storia della nostra provincia.

Circa 250 pompieri sono al lavoro per tentare di spegnere le fiamme e dall’aria forniscono il supporto nove aerei e una dozzina di elicotteri. Fino a questo momento non c’è stata alcuna vittima. L’area maggiormente danneggiata è stata il quartiere di Beacon Hill, all’interno della municipalità di Wood Buffalo, dove sono andate in fumo l’80% delle abitazioni.

Fonte: ecoblog.it

Un incendio che non si riesce a domare, simile a quegli incendi estivi che colpiscono ogni anno la California, e che possono protrarsi anche per una ventina di giorni. Spero che questo incendio venga spento prima, il prima possibile, e che si accerti se sia stato di origine colposa o dolosa.

LIGURIA: IL GOVERNO IMPUGNA IL PIANO CASA


cemento liguria

Il Governo ha impugnato il Piano Casa redatto dal Presidente della Regione Liguria Toti. Protestano contro il Piano Casa non solo le opposizioni in Consiglio Regionale ma anche le associazioni ambientaliste Italia Nostra, FAI Liguria e WWF, perché cementifica la Liguria e i suoi parchi naturali

Le motivazioni del Governo riguardano alcune disposizioni che,”consentendo interventi edilizi in aree tutelate, senza prevedere il necessario rispetto delle procedure previste dalla legge statale e dall’ordinamento comunitario, violano la competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio (art. 117 Costituzione, secondo comma, lettera S).

Il primo commento arriva da Ilaria Borletti, sottosegretario del Mibact, che si dichiara soddisfatta per l’impugnazione della legge cemento. Secondo lei la tutela dell’ambiente “deve necessariamente rimanere in mano allo Stato, in particolare trattandosi di una Regione, il cui patrimonio paesaggistico è già stato gravemente compromesso, con le conseguenze in termini di dissesto idrogeologico che hanno portato ai tragici episodi degli ultimi anni“.

Il Governatore Giovanni Toti commenta invece: “Non ci preoccupano le rilevazioni del governo che si riferiscono comunque ad aspetti non sostanziali della legge, ma a  richieste  di precisazioni di natura tecnica. La demagogia e l’ostilità dei signori del no e della sinistra compatta non fermeranno la nostra volontà di cambiare la nostra regione e di farla uscire dall’immobilismo che l’ha caratterizzata negli ultimi 10 anni. Andremo avanti“.

Fonte: repubblica.it

Mi sembra strano che un Governo “del fare”, un Governo del “disfare” il paesaggio e il territorio con trivellazioni, che è sempre stato favorevole al cemento, impugni questo provvedimento. Da che pulpito vengono le prediche, se impone la costruzione di nuovi inceneritori in diverse regioni, se salva l’Ilva di Taranto nonostante le condanne già perpetrate ai danni dei suoi proprietari? Mi sembrano due bambini che litigano perché “quello lo voglio fare io“, e quindi glielo vuole impedire, e badate: non per il rispetto del paesaggio e dell’ambiente, ma perché lo vuole fare lui.

Perché la distruzione del creato è di competenza esclusiva dello Stato.

MICHIGAN: ALTE CONCENTRAZIONI DI PIOMBO NELL’ACQUA


fiume flint

Nel Michigan è emergenza ambientale e sanitaria. Il Governatore dello Stato ha dichiarato lo stato di emergenza a causa della contaminazione dell’acqua.

Il tutto è partito con alcuni sintomi come eczemi, perdita di capelli, di vista e memoria, a depressione e ansia fino ad arrivare a danni neurologici irreparabili. Sono state successivamente condotte alcune analisi di laboratorio, che hanno riscontrato elevate quantità di piombo nell’acqua. E’ stata aperta un’inchiesta a riguardo dalla magistratura federale.

Secondo le indagini, le riserve potabili di Flint si sarebbero avvelenate quando lo scorso anno la città ha cambiato fonte di approvvigionamento per l’acqua, passando dal Lago Huron al fiume Flint, rinomato per essere più inquinato, ma economico. Questo cambiamento, ‘necessario’ a ridurre le spese municipali nei giorni in cui la città era sotto amministrazione controllata, sarebbe la causa del aumento dei livelli del piombo. La colpa è ricaduta sul direttore del Dipartimento Statale per il controllo della qualità ambientale Dan Wyant, il quale si è dimesso il 29 dicembre scorso.

La città è stata aiutata a tornare ad approvvigionarsi al Lago Huron, ma si temono conseguenze gravi al sistema idrico. Come riporta un’intervista rilasciata alla ‘CNN‘, «Pensavamo fosse uno scherzo» afferma Rhonda Kelso, una storica cittadina di Flint, «Le persone della mia età e anche più grandi, pensavano ‘Non lo faranno veramente’.».

Fonte (non dell’acqua, ma dell’informazione): lindro.it

E’ scioccante questa notizia… L’avevo sentita in TV, e finalmente l’ho trovata anche qua su internet. Un intervistato aveva perso da poco la sua mamma, ma mai e poi mai si sarebbe aspettato che le cause della sua morte sarebbero dovute a questa maledetta idea di cambiare fonte dell’acqua, da una pura a una contaminata, perché molto più economica…

ADDIO SOPRINTENDENZE, ADDIO TERRITORIO ITALIANO


soprintendenza

Certo che questo Governo, il terzo non eletto, si sta dando da fare per indebolire il territorio, un territorio troppo fragile come quello italiano. Talmente fragile che alle prime piogge estive provoca alluvioni e frane tremende, come è successo a Belluno, il Cadore devastato, tre vittime tra cui una quattordicenne (leggete qui).

Innumerevoli sono gli attentati all’ambiente: dal Decreto sui reati ambientali, il quale dice che deve pagare solo chi inquina “abusivamente“, e quindi chi è stato autorizzato a “lavorare“, a “costruire” è stato autorizzato anche ad inquinare, non è “abusivo” e quindi non paga; agli innumerevoli decreti “Salva-Ilva”, l’ultimo quest’oggi per riaprire il primo altoforno chiuso da una sentenza (leggete qui), per difendere una industria altamente inquinante, ma strategica per il governo (anche se non si sa chi ne beneficia di questa “strategia”) chiusa dalle sentenze, riaperta dal Governo, il quale, quando era all’opposizione diceva che si dovevano accettare e rispettare tutte le sentenze, e ora che sono al Governo le sopprimono.

Dalla mala gestione della questione Xylella Fastidiosa (il batterio killer degli ulivi nel Salento, con l’Europa che ci impone di tagliare anche gli alberi sani!!!), alle trivellazioni, all’ultima trovata, il Ddl Madia sulla Riforma della Pubblica Amministrazione. Ma come si può dire che si rovina l’ambiente con una riforma che riguarda un altro settore? Eppure lo hanno fatto, con la soppressione delle Soprintendenze.

Per chi non lo sapesse, le Soprintendenze sono enti periferici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, con compiti in ambito territoriale in materia di beni culturali, paesaggistici, museali, archivistici ed affini. Sopprimendo le Soprintendenze quindi, il territorio non sarebbe più tutelato, perderebbe i suoi “anticorpi”, che lo proteggono da attacchi esterni.

Per il Professor Tomaso Montanari, il DDL Madìa sulla pubblica amministrazione rappresentail più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica Italiana. Anzi, l’attacco finale e definitivo“. Questo perché “se il Governo vuol fare un’autostrada in un bosco secolare o in un centro storico, lo chiede a qualcuno che è diretto dai prefetti: cioè sostanzialmente a se stesso. Addio territorio italiano” (leggete qui).

E ricordiamoci pure che questo governo non è stato eletto da nessuno. Che dobbiamo fare? Non vi pare sia abbastanza? Io spero che qualcuno prenda la decisione di far partire una petizione anche online contro l’abolizione delle soprintendenze. Non possiamo più continuare a subire così.

AUSTRALIA IN FIAMME


australia fiamme

Brucia l’Australia. Adelaide, una delle regioni più importanti del Continente Oceanico, da un paio di giorni si trova a combattere gli incendi che la devastano. Sono circa ottocento i Vigili del Fuoco che stanno lottando contro gli incendi, e che dicono siano i peggiori degli ultimi trent’anni. Nel 1983 un grosso incendio aveva raso al suolo migliaia di abitazioni e provocato settanta vittime.

Ma non sono incendi dolosi. Gli incendi sono dovuti in gran parte al vento e alle alte temperature. Infatti nell’emisfero australe si invertono le stagioni, per cui il gennaio australiano corrisponde al nostro luglio. Le fiamme si sono dunque propagate in tutte le direzioni. In due giorni sono già 11mila gli ettari che sono andati in fumo, e sono state trovate carbonizzate numerose carcasse di cani e gatti.

Le temperature si sono abbassate, perciò i vigili del fuoco stanno riuscendo a contenere i danni. Domani però dovrebbero aumentare nuovamente le temperature, che dovrebbero raggiungere i 39°, e questo purtroppo potrebbe rendere più difficile il compito dei pompieri.

Fonte Ecoblog.it

L’Australia, così come la California, ogni anno subiscono dei gravissimi incendi, derivanti dalle alte temperature, e ogni anno si trovano a dover far fronte a un’emergenza di immense dimensioni, con fiamme che possono restare vive per oltre un mese.

NON AVETE ALCUN DIRITTO DI PIANGERE


alluvione

Riporto un articolo di Domenico Finiguerra, grande ambientalista che stimo, scritto il primo marzo scorso, ma che è purtroppo più attuale di allora. A chi ci accusa di bloccare lo sviluppo:

Voi che vi riempite la bocca di parole trite e ritrite: “crescita, sviluppo, competitività”. Ripetute come un mantra per nascondere il vuoto delle vostre idee. Dogmi imparati come scolaretti per essere promossi dalle maestrine di Confindustria e dei mercati finanziari. Non avete alcun diritto di piangere!
Voi che quando siete seduti sulle comode poltrone a Porta a Porta vi lanciate, l’uno contro l’altro le medesime ricette stantie: “Dobbiamo rilanciare le grandi opere, dobbiamo far ripartire l’edilizia, ci vuole un nuovo piano casa, forse anche un nuovo condono”. Non avete alcun diritto di piangere!
Voi che con il fazzoletto verde nel taschino avete chiesto il voto per difendere la pianura padana da invasioni di ogni genere e poi dagli assessorati comunali, provinciali e regionali avete vomitato sulle campagne padane la vostra porzione di metri cubi di cemento, insieme a tutti gli altri. Non avete alcun diritto di piangere!
Voi che avete giurato fedeltà alla Costituzione ma poi non ne rispettate l’art. 9“La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”, e approvate piani regolatori che hanno come unico obiettivo quello di svendere il territorio e di fare cassa con gli oneri di urbanizzazione. Non avete alcun diritto di piangere!
Voi che, con l’arroganza di chi non ha argomenti, denigrate chiunque si opponga alla vostra furia predatoria di saccheggiatori del territorio. Voi che, con il risolino di chi è sicuro del potere che detiene, ridicolizzate tutti i giorni i comitati, gli ambientalisti, le associazioni, i cittadini, che mettono in guardia dai pericoli e dal dissesto idrogeologico creati dalle vostre previsioni edificatorie. Non avete alcun diritto di piangere!
Voi che siete la concausa delle catastrofi alluvionali, dovute alla sigillatura e all’impermeabilizzazione della terra operate dalle vostre espansioni urbanistiche, dai vostri centri commerciali, dai vostri svincoli autostradali. Voi che avete costruito il vostro consenso grazie alle grandi speculazioni edilizie, ai grandi eventi, alle grandi opere o anche alla sola promessa di realizzarle. Non avete alcun diritto di piangere!
Nessun diritto di piangere le dieci vittime dell’ennesima alluvione ligure. Né le vittime di tutte le precedenti catastrofi causate anche dalla vostra ideologia. Perché voi, iscritti e dirigenti del Partito del Cemento, siete i veri estremisti di questo Paese. Siete i veri barbari di questo nostro Paese. Siete la vera causa del degrado ambientale, della violenza al paesaggio e dello sprofondamento del paese nel fango. No. Non avete alcun diritto di piangere!
E gli italiani dovrebbero cominciare a fischiarvi e cacciarvi dai funerali. E gli italiani dovrebbero smettere di pregare davanti alle vostre altissime gru, totem di un modello di sviluppo decotto e decadente, che prima di collassare, rischia di annientare i beni comuni di questi Paese, di questo pianeta.

SULL’ALLUVIONE DI GENOVA, L’EDITORIALE DI MASSIMO GRAMELLINI


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Per quanto riguarda l’alluvione di Genova, vi lascio un editoriale di Massimo Gramellini, vice direttore de “La Stampa”, che ieri ha rilasciato in diretta su raitre a “Che Fuori Tempo Che Fa”. Parole che fanno riflettere:

Il Sindaco era a teatro, il numero della protezione civile non ha funzionato e l’allarme è stato dato dopo l’alluvione. In Italia a ogni tragedia si ripete sempre l’8 settembre. Cioè, ognuno va per i fatti suoi nel vuoto dello Stato e in un alternarsi di fallimenti collettivi ed eroismi individuali. Come quel Vigile Urbano che due ore prima dell’alluvione, di sua iniziativa (sembra che nessuno glielo avesse detto), girava da solo per le strade di un quartiere di Genova e suonava i citofoni per consigliare a tutti di non uscire di casa.

Ecco, dopo l’alluvione di Genova, la quarta in mezzo secolo, l’ennesimo disastro prevedibile che ha colto la patria degli “Schettini” di sorpresa, viene da chiedersi se più che di uno “Sblocca-Italia”, il decreto che sta preparando Renzi, questo Paese non avrebbe bisogno di un “Rattoppa-Italia”.

Cioè, se più che scaricare sul territorio martoriato altre tonnellate di cemento, non servirebbe invece bonificare, riparare, consolidare tutto quello che c’è già. Nel farlo, però, andrebbe definitivamente impedita la pratica tutta italiana delle ditte che perdono l’appalto e immediatamente dopo fanno ricorso contro chi lo ha vinto, bloccando il cantiere per anni, come è successo a Genova.

Questo è un Paese, l’Italia, dove su cento persone che lavorano, trenta cercano di fare le cose, e le altre settanta cercano di impedirle. Per dirla con uno di quei giochini di parole che fanno la gioia del nostro Presidente del Consiglio, “non è possibile che i TAR blocchino sempre i TIR”, cioè che la burocrazia ostacoli qualsiasi iniziativa, pubblica o privata, salvo poi chiudere entrambi gli occhi nelle Terre di Mafia, dove gli appalti seguono evidentemente logiche più sbrigative.

Non è possibile che ci si accapigli su chi doveva lanciare l’allarme, e a che ora lo ha veramente lanciato, quando sono anni che gli abitanti di Genova lanciano l’allarme sull’incuria dei loro torrenti, e nessuno li ha mai ascoltati, confidando nel solito stellone. Ma soprattutto non è possibile che la colpa sia sempre di qualcun altro, e mai di chi ne condivide la responsabilità. E non è possibile che nessuno di costoro abbia l’umiltà, per una volta, di abbassare la testa e di chiederci scusa.

Di questo editoriale mi colpiscono soprattutto queste parole, una domanda a cui lascio a voi un commento: “dopo l’alluvione di Genova, la quarta in mezzo secolo (…) viene da chiedersi se più che di uno “Sblocca-Italia”, il decreto che sta preparando Renzi, questo Paese non avrebbe bisogno di un “Rattoppa-Italia”. Cioè, se più che scaricare sul territorio martoriato altre tonnellate di cemento, non servirebbe invece bonificare, riparare, consolidare tutto quello che c’è già”.

GENOVA RIVIVE L’INCUBO DI TRE ANNI FA


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E’ successo ancora. Genova ancora una volta subisce un’alluvione a causa delle piogge. E si muore ancora. Tre anni fa l’alluvione ha provocato sei morti, stavolta uno. Un uomo di 57 anni ha perso la vita. Sono esondati il Bisagno, il Fereggiano e lo Sturla, ed è deragliato un treno, ferito il macchinista. E’ successo tutto poco dopo le 23 di ieri. In pochi minuti l’acqua ha raggiunto il centro della città. Come tre anni fa. Le auto sono state trascinate, e molte sono accatastate l’una sopra l’altra. Il livello dell’acqua ha raggiunto i due metri in diverse parti della città. Numerose le case e i negozi allagati. La popolazione si è rifugiata ai piani alti delle abitazioni. Esondano pure le polemiche: “non è stata data l’allerta, nessuno ci ha avvertito”. L’allerta meteo massima è prevista fino a mezzogiorno di quest’oggi.

Questa è la situazione. Ancora una volta pochi giorni di pioggia bastano a saturare il terreno, ad affogare il territorio troppo fragile, troppo debole. Ancora una volta si piange, si polemizza, si parla, ma non si fa niente. Ancora una volta si privilegiano le “grandi opere”, gli investimenti per salvare le cattedrali nel deserto, le industrie che eruttano morte, e si continua a voler investire sull’edilizia, sul costruire ancora, anziché ristrutturare quello che c’è. Ancora una volta la natura ci presenta il conto. E noi paghiamo in conto di vite spezzate, e di territorio sempre più fragile. E continuiamo a piangere, e a dire che bisogna investire sulla messa in sicurezza del territorio, però non lo facciamo mai. Per quello i soldi mancano sempre. E noi continuiamo a pagare le scelte scellerate che violentano il territorio.