TRISTEZZA TAURO


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A Gioia Tauro la ‘Ndrangheta ha messo le mani sulla monnezza. In particolare sul cancrovalorizzatore (unico della Regione) e sul depuratore. Questura, Comando Provinciale e NOE (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri hanno emesso un’ordinanza di fermo per sette soggetti, ritenuti responsabili dei reati di Associazione Mafiosa, Concorso Esterno in Associazione Mafiosa e Intestazione Fittizia di Beni, nonché un decreto di sequestro preventivo d’urgenza relativo alle quote azionarie di società operanti nel settore della depurazione e trattamento delle acque, trasporto e compostaggio dei rifiuti speciali non pericolosi.

La ‘Ndrangheta, assieme alle organizzazioni criminali locali, ha condizionato la costruzione e la gestione del cancrovalorizzatore, strutturato come una centrale di produzione di energia elettrica che utilizza come combustibile il CDR (combustibile derivato dallo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), con una capacità di 40 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani all’anno.

Ulteriori informazioni le potrete trovare cliccando su questo link.

Non è più sorprendente che le organizzazioni criminali mettono le mani proprio dappertutto, compresi cancrovalorizzatori e depuratori. Non resta che dirlo: siamo nella …

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INQUINAMENTO E CEMENTO: ITALIA SOFFOCATA


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Riciclavano le polveri e le ceneri industriali dell’ILVA e di Enel Produzione per costruire blocchi di cemento. Il GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica della città salentina, ha così disposto il sequestro degli impianti Cementir, oltre che quelli dell’ILVA e di Enel Produzione del Comune di Tuturano (BR).

Secondo il DDA di Taranto sarebbe stato “un espediente dietro il quale si è celato l’intento di reperire un canale di smaltimento di questi rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi alla normativa vigente”.

Ed ecco perché l’Italia detiene il desolante primato delle morti per inquinamento tra tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Le cifre mettono la pelle d’oca: 90mila morti premature, corrispondenti a 1500 decessi per milione di abitanti, contro i 1100 della Germania, gli 800 della Francia e della Gran Bretagna, e i 600 della Spagna.

La situazione dell’aria resta molto critica in tante parti d’Italia. Spicca in questa speciale classifica la Pianura Padana, ma preoccupano anche Roma e Napoli, Firenze, Taranto, e la costa sud est della Sicilia. I responsabili? Traffico automobilistico (soprattutto il motore diesel), industria, riscaldamento residenziale, ma anche riscaldamento a biomasse legnose, tradizionali o a pellet (soprattutto a Milano e Firenze), nonché agricoltura, che genera molta ammoniaca.

L’Italia soffoca, dunque, sotto i colpi dell’inquinamento e degli illeciti ambientali.

NAPALM SOTTERRATO A QUIRRA


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La denuncia arriva dal Deputato sardo di “Unidos”, Mauro Pili, ex Governatore della Sardegna: dentro il Poligono di Quirra sarebbe sotterrato del Napalm. Le prove sono nelle carte tenute segrete per anni dall’Aeronautica Militare. Secondo Pili, nel Poligono è stato sotterrato il micidiale ingrediente delle bombe utilizzate, tra gli altri, dagli americani anche in Vietnam.

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In una delle carte desegretate, datata 23 agosto 1984, si legge: “Per quanto concerne i 50 fusti in cattive condizioni, essi dovranno essere esaminati secondo i criteri prescritti dal T.C.; se da tali criteri il prodotto dovesse risultare non più utilizzabile, dovranno essere dichiarati fuori uso, e il prodotto distrutto. Tale distruzione pone problemi non indifferenti. Il prodotto infatti brucia con difficoltà generando fumo ed è assolutamente impensabile disperderlo in acqua; pertanto la soluzione più ragionevole appare l’interramento, eventualmente dopo averlo rinchiuso in robusti sacchi di plastica per evitare l’inquinamento delle falde”.

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Pili attacca la Regione con le seguenti parole: “Dinanzi a questo documento qualcuno deve intervenire. Deve essere ricercata questa discarica di Napalm e individuati i responsabili sia del seppellimento che della mancata bonifica. Si tratta di un vero disastro ambientale per il quale non è accettabile il silenzio e l’omertà di Stato. La mancata bonifica costituisce ancor oggi un pericolo gravissimo per tutta la zona, ma anche per la Sardegna tutta. Stiamo parlando di sostanze utilizzate per la distruzione di massa. La Regione batta un colpo. Occorre reagire. È ora di buttar giù quel muro di omertà e complicità su fatti di questa gravità che offendono la Sardegna e i sardi”.

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Fonte: youtg.net

ILVA: UN’ALTRA PICCOLISSIMA VITTIMA


Ilva

A Taranto un’altra bambina muore a soli sette anni (7!!) per leucemia, che ha combattuto per due anni. I genitori della piccola hanno scritto una toccante lettera alle istituzioni, che vi riporto:

“Presidente della Repubblica italiana, Presidente del Consiglio e signori Ministri, Presidente del Senato e signori Senatori, Presidente della Camera e signori Deputati, Presidente della Regione Puglia, Sindaco di Taranto,

Ambra aveva sette anni e ancora qualche regalo da aprire prima di lasciare qui il suo corpo privo di respiro. Era figlia di disoccupati.

Era figlia di Taranto, la città che ogni maledetto giorno, da cinquanta anni a questa parte, piange la scomparsa di cittadini, senza distinzione di sesso, età e ceto sociale, per interessi di pochi supportati dalla devastante applicazione della politica da parte di uomini e donne che dovrebbero chinare il capo davanti all’ennesimo, ingiustificabile lutto che ha colpito un’intera comunità.

Dovreste essere voi, signori con le più alte cariche che la democrazia prevede, a chinare il capo, oppressi da quel senso di vergogna che martella il cervello senza tregua.

 

Voi che, tornando a casa, accarezzate i vostri figli e i vostri nipoti immaginando di lavorare per il loro futuro.

Voi che, pur di non decidere, decidete che un’industria altamente inquinante debba essere venduta.

Voi che, pur di venderla, stendete tappeti rossi cosparsi di petali di immunità penale ai piedi dei nuovi acquirenti, ancora più violenti e menefreghisti dei precedenti.

Voi che dopo il danno elargite beffe a piene mani, disinteressandovi totalmente alla salute di cittadini dello Stato italiano.

Voi che, per non pagare, pagate il prossimo acquirente con l’accettazione di piani di esubero assolutamente inaccettabili, mortificando ancora di più un popolo che soffre per una già altissima ed insostenibile percentuale di disoccupazione.

Voi che con la vostra presunzione continuate a ferire un territorio talmente bello da togliere il fiato, negando uno sviluppo compatibile.

A voi, che avreste potuto cambiare il corso della storia e non avete voluto farlo, chiediamo se avete una coscienza, sicuri che mentirete ancora rispondendo “sì”.

Ambra aveva sette anni e ancora tanti regali da aprire”.

Fonte: Silenzi e Falsità

Basta con i veleni, basta con l’inquinamento, basta con il ricatto occupazionale, basta con il pane avvelenato, basta con le vostre lacrime di coccodrillo, basta con le morti, basta con la strage degli innocenti. E’ questo il lavoro che ci volete dare? E’ questo il lavoro su cui è fondata la Repubblica?

AMIANTO: ARRIVANO I PRIMI RISARCIMENTI


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Arrivano i primi risarcimenti ad Ottana per i lavoratori dell’ex Enichem, in uno stabilimento ricco di amianto, che ha portato alla malattia e alla morte numerosi operai e famiglie. Il deputato sardo di Articolo Uno, Michele Piras, nel suo profilo Facebook, commenta questo riconoscimento con le seguenti parole:

“Nel nome dei padri, delle madri, dei figli e delle figlie. Oggi è un giorno da non scordare mai, un giorno che non scorderò mai. Nel profondo della mia Sardegna, nel centro devastato della mia Sardegna, a casa delle vedove dell’amianto sono iniziati ad arrivare i primi riconoscimenti dell’Inail per le malattie contratte dai lavoratori Enichem. Vittoria di una battaglia aspra che abbiamo condotto insieme all’Aiea, alla Cgil, alle rappresentanze istituzionali del territorio, soprattutto insieme a migliaia di persone in carne ed ossa, vittime e familiari delle vittime, esposti per anni all’amianto e finora discriminati.

E non ci fermeremo finché giustizia completa e verità non saranno fatte. Questo è certo. Continueremo a rivendicare vigilanza sanitaria gratuita e l’istituzione a Ottana del sito d’interesse nazionale. Continueremo a chiedere che l’Eni riconosca e risarcisca il danno fatto, alle persone e al territorio.

Ma oggi è una giornata da non scordare mai. E il mio pensiero va a quanti hanno sofferto lutti e malattie indescrivibili. A quelli che sopravvivono e a coloro che non ce l’hanno fatta. Ai loro figli e nipoti guerrieri, che si battono per la giustizia e non si arrendono mai. Perché non può esistere politica senza radici. E le mie stanno lì, testardamente piantate nel vissuto di un popolo di pastori divenuti operai. In un sogno di futuro interrotto, nel deserto sociale e nella devastazione ambientale. E voglio anche dire che davvero per me questo risultato vale l’intera legislatura. Mi sento fiero, felice e orgoglioso. E di questi tempi è già tanto, veramente tanto. Tanto che non lo scorderò mai. “Agitatevi, istruitevi, organizzatevi… perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo, la nostra intelligenza, la nostra forza” (Antonio Gramsci)”.

Finalmente arriva un pò di giustizia per i lavoratori e per le loro famiglie. Spero che l’aria sia definitivamente bonificata, per sempre.

OTTANA (NU): FINANZIAMENTI PER LE BONIFICHE


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Ottana è un paese della Provincia di Nuoro, che si trova nel centro della Sardegna. Per oltre trent’anni avvelenato dall’industria, da scelte sbagliate che hanno lasciato disoccupazione, distruzione, veleni, malattie e morte. I classici “effetti collaterali” dello “sviluppo”, della “occupazione”, degli “interessi strategici nazionali”.

Un paese di poche migliaia di abitanti che in questi giorni deve subire anche il fenomeno dell’acqua sporca che sgorga dai rubinetti delle case (ecco qua l’articolo). Ma il 2 giugno arriva la notizia di un ordine del giorno che impegna il governo a bonificare la zona. Un emendamento inserito nella manovrina finanziaria dal Vice Ministro dell’Economia Morando su segnalazione del Deputato nuorese Bruno Murgia.

La “manovrina”, approvata dalla Camera, è ora al vaglio del Senato. L’emendamento prevede l’impegno del governo ad “assumere le iniziative, anche sotto forma di incentivi fiscali, necessarie alla bonifica dei siti inquinati della Sardegna, con particolare riferimento all’area di Ottana, anche assicurando le opportune tutele sanitarie e previdenziali in favore dei lavoratori coinvolti”. E ne hanno tanto bisogno, visto che i lavoratori di Ottana sono esposti all’amianto.

Come si legge in questo articolo, “la Sardegna – si legge nell’ordine del giorno di Bruno Murgia – è una regione ad altissimo potenziale turistico, ed è imprescindibile mantenere la fruibilità dei territori. Nell’isola esistono diverse zone che presentano profili di criticità ambientale a causa di fenomeni di inquinamento rispetto ai quali si registrano insostenibili ritardi con riguardo alle necessarie bonifiche e attività di messa in sicurezza. In particolare – sottolinea l’ordine del giorno – appare critica la situazione dell’ex area industriale di Ottana, esclusa dai siti di interesse nazionale nonostante sia fortemente contaminata dall’amianto e abbia già causato numerosi casi di gravi malattie tra i lavoratori. Un quadro che ha convinto il governo a impegnarsi per assumere iniziative concrete per la bonifica dei siti inquinati dall’industria”.

Fonte: La Nuova Sardegna

Finalmente il governo si impegna a bonificare l’area industriale di Ottana. Speriamo non faccia come Trump che si è impegnato a rispettare l’accordo di Parigi e dopo poche ore si è rimangiato tutto.

VALNESTORE: IL TOUR DEI VELENI


E’ scandaloso quello che sta accadendo nella Valnestore, in Umbria, dove hanno affisso dei volantini che pubblicizzavano passeggiate della salute in un territorio dove invece è stata accertata la presenza di policlorobifenili, che sono sostanze che hanno provocato tanti tumori. Comprensibile l’ira dei familiari dei malati e delle vittime di queste sostanze.

Il legale di ben duecento famiglie delle vittime, l’Avvocato Valter Biscotti, in un’intervista concessa ad Ignazio Dessì, dice che in quella zona sono stati sequestrati 250 ettari di terreno nei quali si sospetta possano essere sotterrate ceneri e prodotti velenosi, che possono aver inquinato persino dei pozzi.

La fonte dei veleni potrebbe essere la vecchia centrale dell’Enel di Pietrafitta. Dalle analisi che hanno effettuato, pare che tra i 510 dipendenti della centrale dell’Enel e della miniera ci siano stati 105 morti e attualmente si contano 40 malati. In tutto questo contesto emerge lo squallido turismo dell’orrore. Si è saputo che nei giorni di festa (Pasqua e Pasquetta) è stato organizzato un tour “del benessere”, non solo nella miniera e nelle zone sequestrate, ma anche vicino alle vecchie draghe, sotto le quali sono state trovate tracce di PCB, una sostanza velenosissima. Si può parlare di un “tour dei veleni”, anziché di un “tour del benessere”.

Inoltre un suo assistito gli ha confidato di aver ricevuto tre intimidazioni. Un messaggio “Attento allo scalino che puoi farti male”, un altro monito sulla sua pompa di benzina e infine il suo cane da caccia che è stato ritrovato impiccato davanti a casa sua. L’avvocato Biscotti ha provveduto a denunciare tutto alla Procura della Repubblica.

Immagine e articolo: Tiscali Notizie

Al peggio non c’è mai limite…