ENI, LE BUGIE HANNO LE ZAMPE CORTE


Cane a sei zampe - Wikipedia

Greenpeace ha sbugiardato le dichiarazioni pubblicitarie di ENI, Ente Nazionale Idrocarburi. Ecco l’articolo:

La storia del marchio Eni | Eni

Il colosso petrolifero italiano infatti è uno dei più grandi emettitori di CO2 del mondo, il primo in Italia, e il suo maggiore azionista è proprio lo Stato Italiano, attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (4,37%) e Cassa Depositi e Prestiti SPA (25,96%). Da questo punto di vista, non lo ripeteremo mai abbastanza, è come se tutti noi cittadini e cittadine fossimo suoi “azionisti”. La domanda è: ma se davvero Eni appartiene in parte anche a noi, cosa fa per accelerare la transizione ecologica di cui tanto abbiamo bisogno? La risposta purtroppo è: ben poco, anzi, quasi nulla.

Il diesel non è "green": ENI multata di 5 milioni di euro per pubblicità  ingannevole | DMove.it

La scienza infatti ci dice che abbiamo meno di 10 anni per dimezzare le emissioni globali di CO2 per evitare la catastrofe climatica. Il piano strategico Eni nei prossimi 10 anni invece prevede di aumentare l’estrazione di fossili e dunque le emissioni di CO2. Lo scollamento è enorme, ma è anche ben nascosto… soprattutto perché Eni sa bene come “riverniciarsi” di verde e far passare le proprie attività addirittura come “green” e sostenibili.  Niente di più discutibile: abbiamo controllato i loro piani e sappiamo che nel quadriennio 2020-23 Eni ha stabilito investimenti per 24 miliardi in idrocarburi e solo 2,6 miliardi in rinnovabili. Praticamente oltre il 70% andrà alle fossili e solo un misero 8% alle rinnovabili.Al 2050 l’85% della sua produzione sarà a base di gas fossile. 

ENI Green Data Center a Ferrera Erbognone | Arketipo

Ma non è tutto, e non è certo la prima volta che la compagnia cerca di indorare la pillola petrolifera… pochi mesi fa l’azienda è stata anche multata dall’Antitrust per pubblicità ingannevole perché reclamizzava come green il proprio “Diesel+”. nel quadriennio 2020-23 Eni ha stabilito investimenti per 24 miliardi in idrocarburi e solo 2,6 miliardi in rinnovabili. Praticamente oltre il 70% andrà alle fossili e solo un misero 8% alle rinnovabili.Al 2050 l’85% della sua produzione sarà a base di gas fossile. 

Eni fa affari in Cina - Industria Italiana

Eni promette da tempo di voler abbattere le proprie emissioni, lo avrete magari letto anche voi, e qui vengono al pettine le sue bugie: la compagnia infatti non sembrerebbe affatto intenzionata a diminuire il proprio ruolo nella crisi climatica, ma preferisce “compensare” le proprie emissioni, con progetti di riforestazione o con tecnologie di cattura e stoccaggio di CO2: finte soluzioni, pericolose e costose. In pratica, si prosegue con il business as usual e al posto di lasciare sottoterra le fonti fossili, si opta per estrarle e sfruttarle ugualmente, andando poi a seppellire la CO2 prodotta, con tecnologie discutibili anche sul piano economico, e a ripiantare alberi.

Eni, scarso impegno nelle rinnovabili e il palliativo degli alberi in  Africa | QualEnergia.it

Non solo le bugie, ma anche le strategie di breve termine hanno le zampe corte e non vanno lontano: l’unica soluzione possibile è smantellare una volta per tutte questo sistema, smettere di rimandare gli investimenti più verdi e puntare davvero sulle rinnovabili, energie pulite che porterebbero vantaggi ambientali, economici e sociali per il bene nostro e quello del Pianeta.

Greenpeace Italia

Greenpeace a tal proposito ha lanciato anche una petizione che ho firmato e che vi condivido. Per leggerla e firmarla cliccate su questo link.

LA MORTE DI UNA CIMINIERA


E’ stata demolita una delle due ciminiere della Centrale Elettrica a Carbone di Fiume Santo, in Provincia di Sassari. Si chiude così una lunga epoca, iniziata nel 1982, con la loro edificazione, con l’inizio delle attività nell’anno successivo e il definitivo spegnimento il 31/12/2013. Le due torri, alte 150 metri, erano in grado di produrre ciascuna 160 MW di energia elettrica da carbone.

Alla sua demolizione si è opposto con fermezza l’ISDE Sardegna, l’Associazione dei Medici per l’Ambiente: “La torre bianca e rossa – si legge in una nota – verrà fatta esplodere mediante utilizzo di micro cariche, senza alcuna propedeutica attività di bonifica e confidando nelle condizioni meteorologiche favorevoli quanto a direzione e velocità del vento”.

Quali conseguenze avrà questa demolizione? I Medici per l’Ambiente parlano di “festival del POP’s”, che, denuncia l’ISDE, “rappresentano un’ampia categoria di sostanze nocive per la salute, comprendenti anche le temutissime diossine e i PCB-diossino simili. Tali sostanze, contenute all’interno della struttura che si vuole far esplodere, hanno la capacità di concentrarsi e di ‘farsi trasportare’ per molti chilometri, anche in luoghi dove non sono state prodotte, sfruttando come veicolo il vento e la catena alimentare, terrestre e marina.

Viaggiano sotto forma di piccolissime particelle (note con la sigla PM 2,5- PM1 – PM 0,01- PM 0,001 micron), penetrano nel nostro organismo attraverso l’apparato respiratorio, l’acqua, i cibi, per diffondersi, attraverso il sangue, in ogni organo e apparato, dove ‘soggiornano’ anche per decenni, innescando la comparsa di patologie neoplastiche e non”. L’ISDE ha chiesto che prima della demolizione venisse effettuata la Valutazione di Impatto Ambientale e quella sulla salute.

Fonte: L’Unione Sarda

“La dispersione della polvere dovuta alla demolizione è stata minimizzata attraverso l’impiego di appositi nebulizzatori ad acqua, mentre la separazione dei materiali, la riduzione volumetrica e il loro smaltimento avverrà nei prossimi mesi”, fa sapere in una nota “EP”, proprietaria della centrale. Per guardare il video dell’implosione della ciminiera, cliccate su questo link.

E’ la fine ingloriosa dell’industria del Nord Sardegna, che per 35 anni ha portato lavoro, sviluppo, benefici ma anche puzza, malattie e morti.

IN NOME DELL’INTERESSE (MULTI)NAZIONALE


interesse-nazionale

Interesse Nazionale. Due parole che mi fanno rabbrividire. Un concetto che mi mette la pelle d’oca, se penso alle sue conseguenze. E’ uno dei motivi che mi fa votare NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il c.d. “interesse nazionale” riguarda le opere “pubbliche”, cioè quelle che dovrebbero servire per lo sviluppo economico dell’Italia.

Grazie a questa riforma lo Stato acquista un potere che va a superare tutti gli ostacoli e i veti di ciascun individuo e regione. Due parole che sovrastano qualsiasi tentativo di veto. Con questa riforma il Governo potrebbe dichiarare “di interesse nazionale” qualsiasi porcheria e industria di veleni e di morte: discariche, inceneritori, depositi di scorie nucleari, centri commerciali, palazzi, grattacieli, super condomini, acciaierie, raffinerie, centrali a carbone, concerie, trivellazioni, fabbriche di bombe, poligoni di tiro, eccetera…

Insomma, tutte queste opere potrebbero essere dichiarate di “interesse strategico nazionale”. Con buona pace dei soliti noiosoni ambientalisti sempre pronti a dire NO a tutto, dei cittadini preoccupati per la loro salute e dell’aria che respirano i loro figli, dei comuni e delle regioni. Se vince il sì vince l’interesse (multi)nazionale. Sì, perché in realtà chi ci guadagna sono proprio le multinazionali dei veleni, che fanno campare gli Stati, ma che fanno crepare le solite capre che siamo noi, i cittadini comuni.

Ricordatevi questo termine: “Clausola di supremazia”. E’ questo il “pacco” che contiene questa “riforma”, e che consente al Governo di avvelenare il Paese. Ecco perché vi invito fortemente a recarvi alle urne il 4 dicembre prossimo, e inondare di NO questo governo di nominati, di non eletti, di padroni in grado di sovrastare qualsiasi ostacolo e di avvelenare il nostro presente e futuro.

LEGGE SUL CONSUMO DI SUOLO: SINGOLARE PROPOSTA DEGLI INDUSTRIALI


salviamo il paesaggio

L’edilizia, si sa, è un settore strategico per l’Italia. Come l’acciaio, il carbone. Ma… strategico per chi? Chi è che ne trae beneficio? Il Paese? Gli Italiani? O gli industriali del cemento, dell’acciaio e del carbone? Ed ecco dunque la singolare proposta di Confindustria di Cuneo: visto che il settore dell’edilizia è in crisi nera, contro la proposta di legge del controllo del consumo di suolo (in Parlamento da ormai tanto tempo), gli industriali di Cuneo propongono una “cementificazione preventiva” dei terreni.

Nel Giugno scorso gli industriali hanno organizzato un seminario per tutte le imprese aderenti dedicato proprio a questa proposta di legge. La proposta di legge, a detta degli industriali di Cuneo, dovrebbe tutelare sì l’ambiente e il territorio, ma rischia di impedire qualsiasi tentativo di crescita aziendale con effetti collaterali devastanti per le aziende stesse soprattutto in questo periodo di crisi.

Il problema originario della proposta di legge sarebbe quella per cui viene tutelato solo il suolo agricolo, con una serie di divieti e di sanzioni per le imprese non agricole. Ecco che allora gli industriali propongono una soluzione: impermeabilizzare il terreno edificabile non ancora costruito per evitare che diventi agricolo, cioè sporcare di cemento i loro terreni prima che vengano dichiarati “agricoli” anziché “edificabili”, ma questa proposta ha dei costi proibitivi.

Fonte: salviamoilpaesaggio.it

Ma il vero problema della proposta di legge, a mio avviso, è che cerca di “contenere” il consumo di suolo anziché arrestarlo e puntare sul “riciclo” del cemento. E sarebbe un vero problema se la gente seguisse queste proposte.

FOTOVOLTAICO RICICLABILE ED EFFICIENTE


fotovoltaico

Ancora una ecoinnovazione, ancora Made in Italy. Dopo la bicicletta con i pannelli fotovoltaici, di cui vi ho parlato alcuni post fa, eccovi il fotovoltaico applicabile ovunque, su moltissime superfici, efficientissimo (il triplo dei moduli in silicio) e realizzato su supporti in plastica riciclabile. Ed è prodotto in Italia, dalla fiorentina EnEco Group, specializzata proprio nel settore delle rinnovabili.

Possono essere utilizzati per “l’alimentazione di batterie in auto elettriche, camper e caravan, per la refrigerazione di veicoli frigo, per l’alimentazione di aria condizionata su autobus, o per la produzione di energia di bordo nella nautica, nelle costruzioni, o in droni alimentati elettricamente, in pensiline e stazioni di ricarica e molte altre“.

Per conoscere gli altri usi che si possono fare del fotovoltaico riciclabile vi rimando a questo articolo.

Io penso che ci voglia un EXPO dedicato ai passi da gigante che l’energia rinnovabile ha fatto in questi anni, e all’alternativa credibile che può rappresentare rispetto al carbone, al nucleare, al petrolio, eccetera. E’ meraviglioso. Voi cosa ne pensate?

TSIPRAS, SVOLTA VERDE?


atene

Si è parlato molto in questi giorni della vittoria elettorale di Alexis Tsipras in Grecia. Un leader giovane (ma il nostro Matteo nazionale è più giovane :D), rivoluzionario, che ha saputo risvegliare e riunificare la Sinistra greca (cosa che il nostro Matteo invece vuole affossare). Subito dopo la grande vittoria elettorale, che per due seggi non ha avuto la maggioranza assoluta, si è voluto alleare con gli antieuro greci, un partito di estrema destra, paventando una virata a destra da far accapponare la pelle.

Ora invece pare che Tsipras abbia accantonato l’idea degli antieuro per allearsi con i Verdi greci. L’accordo è nato dal fatto che il programma del neopremier ha dieci punti in condivisione con il programma dei Verdi:

  1. Protezione dei beni comuni (acqua, foreste, coste ecc)
  2. Uscita dalle energie fossili entro 20 anni
  3. Orientare l’agricoltura verso produzioni di qualità e bio
  4. Promozione del turismo sostenibile
  5. Risparmio energetico per le abitazioni
  6. Concessione per lo sfruttamento delle miniere nel rispetto dell’ambiente
  7. Sviluppo delle ferrovie
  8. Riforma della gestione dei rifiuti tenendo conto delle 3 R (riduzione, riuso e riciclo)
  9. Riforma del sistema elettorale verso il proporzionale
  10. Pesca sostenibile

Quello che un pò mi preoccupa di questo programma verde è il sesto punto, sfruttamento delle miniere nel rispetto dell’ambiente. Ma ci sono anche altri punti un pò controversi, che riguardano, ad esempio, la caccia e il carbone. Infatti in Grecia la maggior parte dell’energia viene prodotta delle miniere di carbone. Inoltre Tsipras deve fronteggiare pure le proteste dei cacciatori, contro la sua idea di vietare la caccia.

Info e foto: ecoblog.it

Insomma, Tsipras non avrà vita facile, ma speriamo riesca a governare bene e nel rispetto dell’ambiente. Cosa ne pensate? Quando i Verdi italiani ritorneranno a contare? Quando anche in Italia si formerà una cultura e una politica verde?

CAMBIAMENTI CLIMATICI: L’ALLARME DELL’ONU


cambiamenti climatici

L’ONU lancia l’allarme sui cambiamenti climatici: i gas serra sono ai livelli massimi da ottocentomila anni. Secondo il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-Moon, l’uomo è responsabile al 95%. Le cause principali dei cambiamenti climatici sono la deforestazione e la combustione di carboni fossili causate dall’attività umana.

Nel documento dell’ONU si legge che i cambiamenti climatici sono già in corso, e possono diventare irreversibili. Siamo vicini al punto di non ritorno. A meno che le emissioni di gas serra non vengano decisamente tagliate. Per evitare il punto di non ritorno bisognerebbe ridurre dal 40 al 70% le emissioni di gas serra tra il 2010 e il 2050, per poi eliminarle definitivamente entro il 2100.

E non bisogna pensare egoisticamente “nel 2100 non ci sarò, quindi non me ne frega niente”. Perché io non ci sarò, ma ci saranno forse i miei figli, ma soprattutto i miei nipoti e pronipoti. E non pensate che ci sia così tanto tempo a disposizione. Gli anni vòlano, i danni restano, e peggiorano.

MARCIA GLOBALE CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI


marcia globale

Amici, segnamoci in rosso il 21 settembre. Anzi, è già segnato in rosso nel calendario perché è domenica, ma noi segnamocelo per un altro motivo: vi sarà infatti una marcia globale contro i cambiamenti climatici, in ogni nazione, anche in Italia. Ben 950 associazioni parteciperanno a questa marcia per l’ambiente. Questo evento è organizzato in vista del Climate Summit 2014 che si terrà a New York il 23 settembre, martedì. I partecipanti chiederanno ai politici di intervenire seriamente per contrastare i cambiamenti climatici.

marcia roma

In Italia sono previste diverse manifestazioni nel calendario ufficiale. Tre sono le richieste ufficiali rivolte al governo italiano:
1- Abolire gli incentivi alle fonti fossili incentivando seriamente e fortemente quelle rinnovabili;
2- Arrivare nel 2030 a questi obiettivi: +40% di risparmio energetico, +45% di fonti rinnovabili, -55% di CO2;
3- Che l’Italia contribuisca al Fondo Verde per il Clima e mantenga fede agli impegni che erano stati assunti a Copenaghen in tema di finanza per il clima.

Che dite? Marciamo anche noi?

STRANE SCELTE IN SARDEGNA


No alle pale eoliche offshore, ma sì alla centrale a carbone della Carbosulcis. Si combatte contro i NO. E allora ci propongono trivellazioni e resort a 5 stelle extalusso, in cui ovviamente noi poveri comuni mortali spiantati dalle tasse e dalla disoccupazione non possiamo accedervi.

Ah, certi ambientalisti sono contrari alle pale eoliche! Il TAR le boccia. Ma intanto si rilancia il carbone per rilanciare l’occupazione nel Sulcis. E non carbone sardo. Carbone importato, come scritto nel post precedente. Le centrali a carbone, sì, quelle sono ben accette. Portano lavoro. Per non parlare poi dei resort, hotel a cinque stelle extralusso che portano soldi, denaro, economia in Sardegna, turismo! Ma è solo una scusa per cementificare, per distruggere il paesaggio. Perché il verde non porta soldi.

E intanto vengono a proporci pure le trivellazioni per la ricerca del gas. E menomale che almeno lì ci mobilitiamo. Oggi infatti ci sarà un sit-in di protesta davanti all’assessorato regionale all’ambente, contro le trivellazioni, e speriamo di vincere almeno questa battaglia. Scelte strane in Sardegna. Il mondo sembra girare al contrario. E noi giriamo al contrario di loro.

ANCORA CARBONE!


carbosulcis

Per rilanciare il settore del carbone, settore in fallimento per via di un prodotto altamente inquinante e sconveniente, cosa si fa? Si costruiscono nuove centrali a carbone! La logica è schiacciante, oltre che spiazzante e incomprensibile. E’ come se un paziente in arresto respiratorio, per rianimarlo, gli tappassero il naso e lo coprissero perché non prenda freddo.

Il Secondier Matteo Renzi ha siglato 24 accordi, con 1,4 miliardi di fondi da redistribuire, per 25 mila posti di lavoro. Certo, capisco che lo fa in buonafede. Capisco che lo fa per rilanciare l’occupazione, la crescita, per dare un pò di lavoro e di respiro (malsano) all’Italia. Capisco le sue buone intenzioni. Ma se per rilanciare occupazione e crescita si punta sul vecchio, è un suicidio.

Puntare sul carbone è sempre stata e sempre sarà una scelta killer. La sua idea è quella di rilanciare la miniera della Carbosulcis. Come? Realizzando una centrale a carbone “nuova” di zecca. Non rilanciando la vecchia: realizzandone una “nuova”. E tra l’altro non con il carbone del Sulcis, ma col carbone IMPORTATO! Come dire, abbiamo un posto letto libero, ma tu stai fuori fintanto che non arriverà un altro letto da fuori per il tuo ricovero.

Pensate inoltre che il 44% dei programmi di investimento è promosso da imprese controllate da gruppi esteri, interessati a investire in Italia. Non da imprese italiane e locali dunque…

Cosa ne pensate delle idee del PD e del Secondier Renzi?

DECRETO COMPETITIVITA’: INNALZATI I LIMITI DELLE SOSTANZE PERICOLOSE


petrolchimico

Il Decreto Competitività è sotto l’occhio del ciclone. Prevede un innalzamento dei limiti delle sostanze pericolose. Per essere più competitivi dobbiamo inquinare di più. Con questo Decreto il profitto viene prima della salute, l’industria prima dell’ambiente.

Le associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra, e denunciano il fatto che i livelli di inquinamento siano stati equiparati a quelli delle aree industriali, quindi molto più alti rispetto ad aree verdi e residenziali. I valori dei cianuri potranno essere centuplicati (da 1 a 100 mg/kg). Per quanto riguarda gli impianti industriali di grandi dimensioni, quali raffinerie, acciaierie, inceneritori, centrali a carbone, cementifici: più si produce, più alto sarà il quantitativo dei reflui che si può scaricare in mare.

Questo è quello che sfornano le grandi coalizioni. La morte è servita. Una morte lenta e dolorosissima. A loro il profitto, a noi il conto da pagare.

IL FIORE SOLARE


solar flower

Ecco il Solar Flower, il Fiore Solare fai da te. Il fiore artificiale che produce e raccoglie l’energia solare per destinarla a vari utilizzi. Lo si può realizzare a casa propria riciclando alcuni materiali in disuso e seguendo il tutorial che si trova in rete sul sito ufficiale. Solar Flower è un progetto ideato da Daniel Connel che permette di utilizzare l’energia del sole attraverso il calore senza cioè convertirla in elettricità. Il dispositivo può essere usato in mille modi diversi ad esempio basterebbe aggiungere una turbina a vapore per trasformarlo in un generatore di energia elettrica. Già di per se il Solar Flower attraverso il calore e il vapore che genera può offrire una soluzione sostenibile per il riscaldamento e la depurazione dell’acqua, cottura di alimenti, conversione di rifiuto organico in carbone da utilizzare in cucina o per la stufa

Si tratta di un progetto open source in quanto chiunque può prendere le informazioni messe a disposizione sul sito ufficiale per costruirselo a casa propria ed eventualmente migliorarlo: il costo è solo di 100 euro per le attrezzature. Il progetto è solo all’inizio e per adesso le informazioni sono solo in lingua inglese ma Connel sta cercando traduttori per espanderlo in più paesi del mondo.

(FONTE: ilfattaccio.org) (foto presa da tecnologia-ambiente.it)

PRIMO MAGGIO: UNA “LOTTA” ETERNA TRA AMBIENTE E LAVORO


primo maggio

Sembra una lotta eterna tra ambiente e lavoro, tra salute e sviluppo, tra inquinamento e difesa dei posti di lavoro. In questo primo maggio vorrei riflettere sullo scontro tra lavoro e ambiente. Da che parte sta la “verità”? Da che parte dobbiamo stare? Perché non si riesce a conciliare l’ambiente con il lavoro?

Acciaierie, centrali e miniere di carbone, raffinerie, la c.d. “chimica verde” (che di verde ha solo il nome), inceneritori, multinazionali che oggi ci sono, e domani scappano con tutti i soldi dei finanziamenti statali ed europei, lasciando malattie, inquinamento, fame, morte. Sono tante le vertenze aperte su questi fronti.

Da una parte c’è chi ci lavora dentro, ci sono gli OPERAI, che hanno sicuramente il diritto di lavorare, e difendono a spada tratta il loro lavoro, con disperazione, con tutte le loro forze. E ne hanno tutto il diritto! Dall’altra parte c’è l’ambiente, che noi difendiamo, e l’inquinamento che producono questi mostri, anche in conto di morti, di malattie, di intere regioni del pianeta mai più abitabili, insanabili. Che tra l’altro Aprile 2014 è stato il mese più inquinato della storia. E noi? Da che parte dobbiamo stare?

L’Italia si è affidata a un modello di sviluppo che ha portato benessere nel breve-medio periodo, ma che nel lungo periodo ha portato disoccupazione, morti, malattie, fame, miseria, disperazione.
Adesso è il momento di cambiare modello di sviluppo, basato sul rispetto dell’ambiente, e sulla sua valorizzazione: fonti rinnovabili, agriturismi, parchi naturali, escursioni e gite in natura, riparazione e valorizzazione dei nostri beni culturali, storici e paesaggistici, che rappresentano la nostra grande bellezza, puntando sul turismo, sulle nostre bellezze, sull’agricoltura, sul Made in Italy, sulla valorizzazione dei nostri prodotti agricoli e delle nostre carni, abolendo la globalizzazione alimentare. Stop alle esportazioni e alle importazioni dagli altri paesi di prodotti che poi vengono spacciati per italiani, danneggiando i nostri produttori.

Bisognerebbe ripensare a questo modello di sviluppo: stop al consumo del territorio per costruire grandi opere: la vera grande opera è la messa in sicurezza del nostro territorio, che si sgretola ogni volta che scende un pò di pioggia; stop al consumio del territorio, alla cementificazione selvaggia, alle concessioni edilizie fin troppo facili: si cambi a un modello che punti sul “riciclaggio” del cemento, restaurando vecchie (e ormai in disuso) abitazioni ed edifici (e fino a quando non saranno restaurate, lasciamo gli abusivi dentro le case abusive, poi trasferiamoli e abbattiamo quelle case); basta inceneritori, ce ne sono già troppi, si dia via libera al riciclaggio, anche creativo, dei rifiuti.
Ma fino a quando non si trovano soluzioni alternative e concrete bisognerebbe “sopportare” questi mostri, lasciarli eruttare e poi bonificare e trasferire i loro operai accompagnandoli nel loro nuovo lavoro, anche attraverso dei corsi di formazione. Affinché il lavoro non manchi davvero mai.

Ma qui siamo in Italia, e queste cose non si vogliono fare. Le mie sono solo proposte inascoltate. E voi da che parte state?

OGGI SI FESTEGGIA LA GIORNATA DELLA TERRA


earth day 2014

Oggi si festeggia la Giornata della Terra, l’Earth Day, giunta alla sua quarantaquattresima edizione. Il tema di quest’anno sono le città verdi: come rendere più sostenibili le metropoli, che ormai accolgono più della metà della popolazione mondiale. Energia, edifici e trasporti i temi che verranno affrontati in questa giornata.
Per quanto riguarda l’energia, per esempio, le organizzazioni ambientaliste puntano l’indice contro impianti inefficienti e ritengono indispensabile il passaggio a strutture di nuova generazione, basate su energie rinnovabili.
Per quanto riguarda gli edifici: le costruzioni attuali vanno ripensate, dicono gli organizzatori, poiché sono responsabili di circa un terzo delle emissioni di gas serra.
Innovare radicalmente i trasporti, poi, è cruciale: sono la fonte di gas serra in più rapido aumento. Puntare sul trasporto pubblico e promuovere l’uso della bicicletta sono alcune delle proposte.
Decine gli eventi in programma in tutto il mondo: dal Ruanda, che ospiterà un convegno internazionale sulle città verdi, al Costa Rica, che promuove il Forum Internazionale Virtuale, per raccogliere idee sul futuro del Pianeta. Nelle Bahamas parte un programma internazionale per favorire il riciclaggio e in India l’attenzione all’ambiente è protagonista di una fiera del libro. Giochi, animazioni e conferenze sono previste negli Stati Uniti, da New York al Texas.
Tante le iniziative anche in Europa, dal campo-scuola dedicato ai ragazzi a Dublino ai corsi per costruire nidi in Moldavia. In Italia il WWF si prepara a presentare, il 29 aprile a Roma, il rapporto Natura in bancarotta. Perché rispettare i confini del pianeta“. Sono previsti inoltre un concerto di Arisa a Milano, una maratona a Km Zero a Roma e una mostra sugli Eroi della Terra.

VADO… VIA


centrale carbone

La centrale a carbone di Vado LigureTirreno Power“, proprietà del Gruppo Sorgenia di De Benedetti, è stata posta sotto sequestro, per il mancato rispetto delle prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. In questo articolo vi spiegai che era stata aperta un’inchiesta da parte della Procura di Savona per verificare se ci fosse il nesso di causalità tra le emissioni inquinanti della centrale a carbone e i numerosissimi casi di malattie e decessi negli ultimi anni.
La Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, Maria Grazia Midulla, ha commentato così:

Le centrali a carbone sono antistoriche, comportano emissioni di anidride carbonica superiori a qualsiasi altro impianto, fanno male alla salute. Il nostro Paese ha una overcapacity di produzione di energia elettrica che le impone, non solo le permette, di cominciare a chiudere le centrali più inquinanti. Invitiamo dunque l’azienda a prendere atto che la centrale di Vado Ligure è indifendibile, e a non riaprire i gruppi a carbone. Questa è l’occasione per pensare alla riconversione dei posti di lavoro verso l’efficienza energetica e le rinnovabili: ci auguriamo che sindacati , regione Liguria, azienda, ci pensino seriamente. Intanto Vado Ligure non deve riaprire e i progetti di ampliamento dell’uso del carbone non devono partire.

SAVONA: SOTTO ACCUSA LA CENTRALE A CARBONE


centrale carbone

La Procura di Savona apre un’inchiesta su un possibile nesso di causalità tra la centrale a carbone di Vado e le centinaia di vittime di malattie e di decessi avvenuti tra il 2000 e il 2007. Secondo la Procura quei morti sarebbero da attribuire alle emissioni degli impianti. L’azienda si difende.
Non lo so se tutti questi morti derivano dalle emissioni della centrale. Ma quel che è certo è che l’Italia ha adottato una politica industriale che non ha tenuto minimamente conto delle “controindicazioni. Una politica industriale di cui gli innocenti ne pagano le conseguenze peggiori, in conto di disastri ambientali e di malattie.
Siamo vittime di un sistema industriale profondamente sbagliato, che va ripensato e gradualmente sostituito. Le alternative ci sono. Le Fonti Rinnovabili. Ma vi sono poteri ancora più forti delle “lobby” che dicono loro, quelle che “bloccano lo sviluppo“. Vi sono poteri ancora più forti, che sono quelli dello “sviluppo a tutti i costi“. E sono queste le lobby che vanno sconfitte.

IN CINA MILIONI DI ETTARI DI TERRENO CONTAMINATI


inquinamento

La Cina è la patria dello sviluppo sfrenato e dissennato. La patria dello smog, dell’inquinamento. Lo sviluppo della Cina è enorme, il lavoro e la produzione prima di tutto. E infatti tanti lavoratori sono sottopagati e sfruttati in quasi tutte le fabbriche, anche in quelle dei c.d. “smartphone“.

La Cina è anche la patria di miniere e centrali a carbone. Le quali hanno contaminato, o meglio, contribuito a contaminare in modo definitivo ben 3,3 milioni di ettari di terreno (non più) coltivabile. Praticamente un’area vasta quanto il Belgio non può essere più coltivata, perché interamente contaminata.

Arsenico: questo è il nemico. Arsenico proveniente dalle esalazioni delle oltre 280mila miniere attive, e delle numerosissime centrali a carbone.

(FONTE: Ecoblog)

LA FARSA DEL SUMMIT SUL CLIMA


inquinamento

In questo articolo viene sottolineata la farsa del summit sul clima, svoltosi a Varsavia. “E come bestie feroci, i mostriciattoli guidati dalle lobby dei fossili, che sanno bene di cosa sono responsabili, continuano a infischiarsene del nostro futuro e dei milioni di esseri umani che ormai in un modo o nell’altro con i cambiamenti climatici i conti devono farli sul serio” scrive nell’articolo il Direttore delle Campagne di Greenpeace. Lacrime di coccodrillo, denuncia.

Anche da parte di Cappellacci, il Presidente della Regione Sardegna, e degli altri. I quali, “prima delle lacrime versate per le recenti tragedie, hanno straparlato di nuove centrali a carbone sull’isola e della riapertura delle miniere del Sulcis (un carbone di pessima qualità la cui estrazione non doveva nemmeno cominciare) millantando balle come quelle della “cattura” della CO2“.

Intanto in Cina è passata la legge per distruggere i Barbecue, responsabili, a loro dire, di tutto l’inquinamento e lo smog in Cina. Non le industrie, non le fabbriche inquinanti e che schiacciano i poveri operai, costringendoli a turni di lavoro massacranti e sottopagati. No, quelle non causano lo smog-.-“

RIFLESSIONI SUI RIGASSIFICATORI


rigassificatore

Cari Amici,
forse in altre occasioni vi ho parlato del GALSI (Gasdotto ALgeria Sardegna Italia), un gasdotto i cui tubi dovrebbero attraversare buona parte del Mediterraneo, raggiungere la Sardegna, “tagliarla in due” con i tubi che toccano quasi tutte le province, per poi di nuovo immergersi fino ad arrivare a Livorno. Ora, forse il GALSI sarebbe costoso, perché il gas proverrebbe dall’Algeria, e infatti ora stanno pensando di costruirci due rigassificatori, in zone strategiche, come il Sulcis e Porto Torres. Due zone in gravi difficoltà economiche e lavorative. E i rigassificatori per quelle zone rappresenterebbero una vera boccata d’ossigeno.

Ma questo mi sembra un pò demagogico, anche perché per anni ci hanno convinto che con la raffineria di Sarroch (CA) la benzina sarebbe costata di meno. La paghiamo più di tante altre zone d’Italia. E così pure l’energia che produce. Non sarebbe così anche per il gas? Non è che con i rigassificatori il costo delle bombole di gas (che già le paghiamo a 35 euro!!) aumenterà ancora di più? Non è che per la scusa della crisi ci vogliano convincere ad accettare lavori inquinanti? Cosa ne pensate voi?

QUANTO E’ INQUINATA L’ITALIA


inquinamento

Siamo un paese abbastanza virtuoso per quanto riguarda emissioni di gas serra e superficie boscata. Ma dobbiamo ancora lavorare molto per migliorare la qualità dell’aria nelle zone metropolitane e tenere sotto controllo il rischio idrogeologico. Sono queste le principali conclusioni cui sono giunti gli esperti dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), relative all’anno 2012. Ecco una rapida carrellata dei dati più significativi emersi dallo studio.

Gli italiani si spostano sempre meno, sia per vacanza sia per lavoro. Per contro, aumentano gli arrivi e le presenze di turisti stranieri, rispettivamente del 5% e del 3%. Nel 2011, l’Italia presenta 4.901 acque di balneazione, di cui il 91,9% è conforme ai limiti imposti dalla Direttiva 76/160/CEE. Per 7 regioni costiere la percentuale di conformità ai valori guida è compresa tra il 90% e il 100%, in 4 è superiore all’80%, nelle restanti 4 è tra il 50% e il 72%.

Il mezzo di trasporto più utilizzato dagli italiani per i viaggi e dagli stranieri che visitano il nostro paese rimane l’automobile. Il settore trasporti, in Italia, nel 2012, è responsabile del 23,4% delle emissioni totali di gas serra.

La principale minaccia per i nostri boschi è oggi ancora rappresentata dagli incendi, il 72% dei quali, nel 2011, è risultato essere di natura dolosa, il 14% colposa e il restante 14% di natura dubbia.

Rimane tuttavia pesante la pressione esercitata sull’ambiente dalle attività industriali: continuano a preoccupare, infatti, gli effetti negativi sulla salute dell’uomo e sugli ecosistemi causati dalla presenza di sostanze pericolose nel suolo, nel sottosuolo, nei sedimenti e nelle acque sotterranee.

Dal 1 novembre 2011 al 31 dicembre 2012, sul territorio nazionale, sono avvenuti 4.129 terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2, ed è sensibilmente aumentato il numero di quelli con magnitudo superiore a 5. Le frane censite sono circa 487.000 e interessano un’area pari al 6,9% del territorio nazionale. La popolazione esposta a fenomeni franosi ammonta a 987.650 abitanti. Nel 2012 sono stati censiti dall’ISPRA 85 eventi di frana principali sul territorio nazionale. È stato inoltre stimato che in Italia le persone esposte ad alluvioni sono 6.153.860.

Arriviamo infine alla cementificazione. In Italia, secondo l’Ispra, sono stati consumati, in media, 7 m2 al secondo per oltre 50 annioggi il consumo di suolo raggiunge gli 8 m2 al secondo. In pratica, ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una superficie pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e Firenze.

Per informazioni più dettagliate, vi rimando alla fonte di queste informazioni: 5 minuti per l’ambiente.

BENVENUTI AL LAGO NORD


polo nord

Son talmente ecologista che quando mia mamma sbrina il frigorifero, porto il ghiaccio direttamente al Polo Nord“. Questa mia battuta in realtà potrebbe anche tornare utile, perché il ghiaccio si sta sciogliendo veramente al Polo Nord, e ad alta velocità, tanto che, come denunciano gli esperti, sta diventando un grande LAGO. Il Lago Nord. Attualmente nel Mar Glaciale Artico le temperature registrate sono da uno a tre gradi centigradi superiori alla media di stagione.

Luglio è il mese di maggiore fusione per l’Artico, tuttavia quest’anno la situazione è destinata a peggiorare: durante la settimana, infatti, è previsto l’arrivo di un ciclone artico che frantumerà ulteriormente il ghiaccio e porterà acqua calda, accellerando lo scioglimento. Tuttavia, il record storico per la minore quantità di ghiaccio rimane quello del 16 settembre 2012: il livello più basso da quando sono iniziati i rilevamenti nel 1970.

Insomma, l’Artico è in grande pericolo, tanto che addirittura lo Stretto di Bering si è aperto! Un allarme da non sottovalutare lo scioglimento dei ghiacciai nell’Artico, e non solo per via dell’innalzamento delle acque del mare fino a sette metri. E ora pensano addirittura di specularci sopra, con “nuove rotte commerciali“!

E’ giunta l’ora di lasciare il petrolio, il carbone, il nucleare, il gas. E’ FINITA l’era del petrolio. Inizia l’era delle Fonti Rinnovabili: Fotovoltaico, Eolico, Geotermia, Idroelettrico. A ogni chilowatt in più prodotta e consumata da fonti rinnovabili, DEVE CORRISPONDERE un chilowatt in meno prodotto e consumato da fonti fossili e nucleari. Solo così potremo, pian piano, migliorare le cose.

RICARICARE IL TELEFONINO CON L’ACQUA


ricarica ad acqua

Quando la batteria dello smartphone muore, può tornare alla vita grazie a caricabatterie a energia solare, oppure al dispositivo Voto che trae energia elettrica dal calore. Pensare al calore o al sole come fonte di energia ormai è una convenzione ma pensare all’acqua…? Grazie a una piccola cella a combustibile, per ricaricare il cellulare fuori casa, vi basterà versare qualche goccia d’acqua in un piccolo contenitore plastico e il gioco è fatto, avrete energia elettrica pronta all’uso!

Versiamo dell’acqua in un contenitore e lasciamo che la chimica faccia il suo corso! Il particolare caricabatteria portatile si chiama myFC PowerTrekk, è costituito da una batteria e da una cella a combustibile che con l’aggiunta di un cucchiaio d’acqua, inizia immediatamente a produrre energia. La batteria funge da tampone di conservazione per l’elettricità appena erogata.

Il dispositivo sarà in vendita entro il terzo trimestre di questo 2013. Il piccolo alimentatore di emergenza è compatibile con tutti gli smartphone e altri dispositivi portatili che possono essere ricaricati mediante un’uscita USB. Il prezzo previsto potrebbe essere di circa 229 dollari, circa 175 euro… è questo il prezzo per avere una cella a combustibile in tasca!

EUREKA! Altra gran bella innovazione, che vi dimostra che non c’è bisogno del carbone, del gas o del petrolio per produrre energia e per far funzionare le cose. Cosa ne pensate?

PIANETA BOLLENTE


ghiaccio artico

La febbre sta salendo” cantavo alle Medie in una parodia della celebre canzone “L’estate sta finendo“. Già… Ma l’estate sembra non finire mai per la Terra, per Gaia, e la febbre continua a salire, tanto è vero che il ghiaccio artico è diminuito dal 9% di nove anni fa, al 36% ai giorni d’oggi. Colpa del surriscaldamento globale, il cosiddetto “Global Warming“.

Ma dare la colpa al surriscaldamento globale sarebbe come dare la colpa al tumore che ci sta uccidendo. No, il tumore ce lo siamo procurati noi, “fumando” dalle ciminiere, dalle industrie chimiche, dagli inceneritori, dalle acciaierie, dalle raffinerie, dalle centrali a carbone e a gas.

L’Agenzia Spaziale Europea ha scoperto che dal 2003 ad oggi, il volume del ghiaccio artico è diminuito del 36% nei periodi autunnali, e del 9% nei periodi invernali, periodi nei quali il ghiaccio, in teoria, dovrebbe aumentare… I dati rivelano che il ghiaccio marino è scomparso in una regione che si estende tra il nord della Groenlandia, l’arcipelago canadese e fino al nord-est delle Isole Svalbard.

Già, la febbre sta salendo, e il tumore sta avendo effetti devastanti sul paesaggio e il territorio… E presto temo lo avrà anche sull’uomo.

INDIPENDENTISMO SARDO CONTRO I PARTITI ITALIANI NELLA VICENDA CARBOSULCIS


Gli Indipendentisti solidarizzano coi minatori, i politici italiani con la miniera.

E’ dalle viscere di Nuraxi Figus che viene alla luce il fallimento e le bufale dei partiti italiani: destra e sinistra solidarizzano con una impresa in perdita, proponendo un irrealizzabile progetto faraonico di rilancio del sito minerario per un costo che sfiora i due miliardi di euro (pagati dalle vostre tasche ovviamente), e ben sapendo di non avere alcun futuro.

L’indipendentismo e l’autonomismo rispediscono al mittente la solidarietà del Capo di Stato Napolitano e si oppongono alle trovate propagandistiche e all’ennesimo sperpero di denaro pubblico: impensabile tenere in vita un indotto destinato al fallimento e alla chiusura illudendo poche centinaia di lavoratori. Tutti i principali partiti Sardi, senza distinzioni ideologiche di destra e sinistra, propongono la migliore soluzione adottata dall’Europa e dal Nord America nei processi di deindustrializzazione: bonifiche ambientali, edilizia ecosostenibile, energie alternative, turismo, riconversione economica del comparto manifatturiero (logistica, cantieristica nautica, ecc). Urgono ammortizzatori sociali, formazione professionale dei disoccupati e reimpiego.
Sardigna Natzione, Rossomori, Fortza Paris, ProgReS, PSD’AZ, Sardigna Libera, IRS e tanti altri si collocano sul piano della responsabilità. “Il Popolo Sardo – affermano alcuni nazionalisti su internet – abbandoni il politicantismo italico nella deriva del cimitero sociale che ha contribuito a creare”.

Stampa, sindacati e partiti centralisti non convincono più, in poche ore, tutti i principali spazi del web che hanno contestato la miniera del Sulcis (e le produzioni di alluminio dell’Alcoa) hanno registrato migliaia di visite.
Esiste una consistente fascia della nostra Pubblica Opinione che ha bisogno di ragionare con la propria testa. E del resto, il mezzo milione di Sardi che allo scorso referendum ha votato contro i privilegi della politica e per la Costituente che dovrebbe riscrivere le regole dell’Autonomia Sarda sono un sintomo del malcontento che nessuno può permettersi di sottovalutare. I Sardi hanno diritto alla propria lingua, alla propria cultura e alla sovranità in materia di programmazione economica.

Come favorire una riconversione economica del territorio e salvare gli operai? Intanto facendo valere l’art. 12 dello Statuto Autonomo, delineando i punti franchi per defiscalizzare il costo del lavoro e dell’energia, attirando nuovi capitali.

(FONTE: Sa Natzione)

Come non condividere la loro opinione e le loro proposte?

CARBOSULCIS: CI SONO ALTERNATIVE VALIDE ALLA CENTRALE


Da ieri, 120 minatori della Carbosulcis, la più grande centrale a carbone della Sardegna, per protesta contro la annunciata chiusura degli impianti, si sono barricati a quattrocento metri sottoterra, con 400 kg di esplosivo. Non abbandoneranno la miniera fino a che non avranno risposte certe sul loro futuro. “Il progetto che prevede una centrale per la produzione di energia tramite la cattura e lo stoccaggio di CO2 nel sottosuolo“, spiega Sandro Mereu della Rsu, “sarebbe dovuto partire a dicembre dello scorso anno. La Regione lo aveva presentato alla Commissione Europea che, però, ha chiesto integrazioni e nuova documentazione. Nel frattempo siamo venuti a sapere che il governo non vuole prendere in considerazione l’idea di una centrale nel Sulcis per privilegiare quella dell’Enel di Porto Tolle. Non siamo disposti ad aspettare ancora vivendo nell’incertezza. Vogliamo risposte certe e venerdì prossimo il governo deve dire se il progetto deve andare avanti oppure no. Deve dare risposte certe“, ha concluso, “alle 470 famiglie dei minatori“. La Regione Sardegna si è detta favorevole alla realizzazione dell’impianto.
Io NO.
A parte che il carbone è energia fossile, non rinnovabile, sporca. Non si può dunque parlare di carbone “pulito. Il carbone è sempre sporco. Inoltre la Sardegna è ricchissima di sole e di vento, e le energie rinnovabili sono il futuro, anche lavorativo, della Sardegna e dell’Italia. Ma devono rappresentare anche il presente. Si stanno sostituendo a poco a poco alle centrali fossili ed inquinanti. Come si fa a rilanciare il carbone in un momento in cui il settore delle rinnovabili sta conoscendo un periodo di boom per quanto riguarda il loro sviluppo?
Come si fa a parlare di carbone “pulito”? Non sarebbe una scusa per non investire in un settore così strategico per l’Italia come il sole e il vento? E come si fa a volere centrali a carbone quando si rifiuta l’eolico, che non è impattante per l’ambiente?
La Carbosulcis deve chiudere, o meglio, deve continuare a produrre fino a quando tutti gli operai non siano stati trasferiti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico e del tanto temuto ed infangato eolico. Il settore delle energie rinnovabili dà già lavoro a miglialia di persone. Non avrebbero quindi difficoltà i minatori a trovare lavoro in questo settore, e bonificare un’area, quella del Sulcis, che ha conosciuto sviluppo, ma ora solo inquinamento, morte e miseria.
Perciò basta con la demagogia. Il carbone non è MAI “pulito”. I minatori possono essere trasferiti TUTTI nel settore del riciclaggio dei rifiuti (creare un centro come Vedelago sarebbe l’ideale per la Sardegna, e non solo per la Sardegna), anche con il riciclaggio creativo; e nel settore delle energie rinnovabili, grazie al rilancio del fotovoltaico (e la Regione Sardegna in questo caso DEVE creare nuovi incentivi, anche alla luce di quanto detto in occasione della campagna referendaria contro il nucleare, in cui il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, aveva dichiarato che la Sardegna vuole investire sulle energie rinnovabili e pulite); e grazie anche all’eolico, che il Parlamentare Mauro Pili (PdL) continua a contrastare facendosi paladino dell’ambiente, ma intanto sostiene il rilancio del carbone.
A tal proposito si sappia che l’eolico non impatta col paesaggio (perché a impattare il paesaggio ci pensano anche condomìni, palazzi, grattacieli, torri di centrali a carbone, raffinerie, inceneritori). L’accusa per l’eolico di impattare il paesaggio è pura demagogia, alla luce di quanto detto in precedenza.
Le alternative ci sono. Qualora non sia possibile realizzare tutto questo, allora dobbiamo accettare questa centrale. Ma la si smetta di parlare di carbone pulito, e di ricattare il lavoro per la salute. Ma prima di “accettare” la centrale, si tenti di percorrere questa strada. Almeno tanti di questi poveri operai troveranno lavoro sicuro. E pulito.