E’ STRAGE DI CAPODOGLI


Arzachena, giovane capodoglio spiaggiato con 22 chili di plastica nello stomaco e un feto di 2,4 metri in decomposizione

E’ ormai diventata una strage quella dei capodogli spiaggiati in mare. Dopo il ritrovamento di un capodoglio spiaggiato ad Arzachena (famosa per le spiagge più rinomate della Sardegna, come la Costa Smeralda) con 22 kg di plastica nella pancia (qui l’articolo), il WWF ha condotto uno studio sulla morte di questi cetacei nel Mediterraneo.

Da questo studio è emerso che un terzo dei capodogli ritrovati spiaggiati nel Mediterraneo muoiono a causa dei rifiuti di plastica che ingeriscono.  “La plastica è uno dei peggiori nemici delle specie marine, insieme a pesca intensiva, inquinamento acustico e cambiamenti climatici”, spiega in una nota il Wwf. “Il 95% dei rifiuti che soffocano i nostri mari è fatto proprio di plastica.

Ogni anno, decine di migliaia fra tartarughe, uccelli e cetacei muoiono per colpa di buste, cannucce, contenitori di cibo e bevande, piatti, reti da pesca, lenze, palloncini e altri rifiuti in plastica. Spesso questi rifiuti vengono scambiati per cibo, ed è per quello che, soprattutto a causa delle microplastiche, troviamo questo prodotto dell’uomo all’interno dei pesci e dei molluschi che consumiamo.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Homo deficiens… O se vogliamo Homo assassinum. Come vogliamo definire la nuova evoluzione della “umanità”?

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LA GRANDE MANIFESTAZIONE


Greta Thunberg

Il Quotidiano dei Vescovi, “l’Avvenire”, la chiama “Tutti giù per Terra”, la grande manifestazione mondiale che in 1.325 città del mondo, 140 solo in Italia, su iniziativa della piccola paladina dell’ambiente Greta Thunberg, vedrà scendere in piazza milioni di giovani e di ragazzi, nel grande Black Friday per il clima. La manifestazione si chiamerà “Global Strike For Future”.

La sedicenne Greta, fondatrice del movimento “Fridays for Future”, non ha dubbi: non siamo noi giovani che dobbiamo salvare il pianeta. Sono gli adulti a doverlo fare, e lo devono fare subito, non c’è tempo da perdere. Non c’è tempo per aspettare che si intervenga in futuro.

Sciopero scuola e studenti 15 marzo per il clima: cosa sapere su cortei e manifestazioni

Numerose sono le manifestazioni anche nel nostro Paese. In un’intervista, il giovane Luca Polidori, forte di una nuova associazione che è nata, denominata “Futuro Verde”, dice che “Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare i governi a cambiare strategia di fronte ad una emergenza globale che può essere fermata. Abbiamo undici anni per invertire la rotta, siamo l’ultima generazione a poter fare qualcosa“. Loro chiedono di rispettare gli accordi per il Clima raggiunti a Parigi, e di metterli in atto subito, senza rinvii.

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C’è ancora speranza per il pianeta, ma purtroppo non sono i giovani a decidere. Sono comunque i governi di tutto il mondo a poterlo fare. Se i governi non ascoltassero i giovani che scenderanno in piazza domani, sarebbe meglio scendere in piazza ogni venerdì, in massa. Perché dalla manifestazione di domani i risultati devono arrivare. Costanti, concreti ed immediati. Non si può più attendere. Cosa ne pensate della manifestazione? Io partecipo con il cuore.

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SCUOLE CHIUSE


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A Taranto scuole chiuse per un mese. E’ quanto ha deciso il Sindaco con un’ordinanza che vieta ai bambini e ai ragazzi del Quartiere “Tamburi”, quello più vicino all’acciaieria più grande d’Italia, di entrare nelle aule degli istituti scolastici adiacenti all’ILVA. Gli alunni seguiranno comunque le lezioni su altri istituti scolastici più lontani dal loro quartiere, dove c’è meno possibilità di ammalarsi. La decisione è stata presa per permettere agli inquirenti di avviare le indagini sul livello di inquinamento degli edifici scolastici.

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Il 25 febbraio scorso è stata indetta una fiaccolata, non solo per ricordare Giorgio di Ponzio, morto a soli 15 anni dopo tre anni di lotta contro un sarcoma, ma anche per ricordare tutti i giovani che sono morti per malattie legate all’inquinamento. A proposito, quest’ultimo è tornato a salire a livelli del 2009 (qui intervista su Radio Radicale).

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Proprio per questo motivo ieri un centinaio di manifestanti hanno chiuso con catene i cancelli della direzione dello stabilimento di Arcelor Mittal, l’azienda che ha rilevato i Riva, e hanno affisso un cartello con scritto “Oggi vi chiudiamo noi”, con le loro firme, la prima della quale è quella del padre di Giorgio.

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Il Comune di Taranto ha convocato per i prossimi giorni un tavolo tecnico al quale ha invitato il ministero dell’Ambiente, la Regione, l’Arpa e la Asl. I manifestanti chiedono che la riunione si svolga al quartiere Tamburi, e che sia presente una delegazione di cittadini. In questo articolo potrete trovare i dati relativi all’inquinamento dell’aria nei primi due mesi del 2019.

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E’ ora di chiuderla questa maledetta industria.

UN COLPO ALLO “STINTINO”


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Nel paradiso terrestre di Stintino, in Sardegna, dopo una mareggiata, si è depositata sugli scogli una immensa distesa di rifiuti di plastica. Si calcola che in Sardegna ci siano due chili di plastica ogni km.

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Nell’articolo de La Nuova Sardegna, che potete leggere, c’è una constatazione amara: un tempo, dopo le mareggiate, veniva trasportata una marea di alghe, con al massimo qualche pezzo di plastica. Ora viene trasportata una marea di plastica, con qualche traccia di alghe…

La plastica sugli scogli alla Pelosa...

“Tra i regali depositati alla Pelosa durante la mareggiata dello scorso fine settimana ci sono bottiglie, flaconi, stanghette, tappi e polistirolo. Quasi impossibile verificare la provenienza dei rifiuti. Molto più semplice mettere nero su bianco le cose che hanno in comune: sono tutti di plastica”.

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Che rabbia vedere un paradiso incontaminato diventare un paradiso di plastica.

CAPODOGLIO MORTO IN INDONESIA


Capodoglio Indonesia

Un capodoglio è stato ritrovato morto spiaggiato in Indonesia. Non si sa quali siano le cause della sua morte, ma nel suo stomaco sono stati trovati ben sei (6) chili di plastica! Infradito, bottiglie, buste e ben centoquindici (115) bicchieri di plastica, in tutto oltre mille (1.000) pezzi di plastica!

capodoglio indonesia 1

L’Indonesia è il secondo Paese al mondo più inquinato dalla plastica dopo la Cina, con una produzione di 3,2 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno, 1,29 dei quali finiscono proprio nell’oceano. I soccorritori sono intervenuti dopo la segnalazione di alcuni ambientalisti che avevano visto alcuni abitanti del villaggio di Wakatobi circondare la balena e iniziare a macellarla.

capodoglio indonesia

Purtroppo non è la prima balena all’interno della quale è stata trovata la plastica. I precedenti sono diversi: un capodoglio trovato al largo delle coste spagnole con trenta (30) chili di plastica; un altro trovato in Malaysia; e una tartaruga salvata a Messina. Luhut Binsar Pandjaitan, ministro coordinatore degli affari marittimi dell’Indonesia, ha affermato che la scoperta della balena dovrebbe sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di ridurre l’uso di plastica e ha spronato il governo a prendere misure più severe per proteggere l’oceano.

Fonte: Green Me

Io  non riesco a commentare. Le immagini si commentano da sole. Fate un po’ voi…

OTTANA: INQUINAMENTO DA TRIELINA


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A soli 15 km stradali da casa mia, nella Zona Industriale del Paese di Ottana, è stato riscontrato un inquinamento da trielina mille volte superiore al limite consentito dalla legge. La trielina è un solvente utilizzato dall’industria chimica, la cui tossicità provoca il cancro. Martedì 2 ottobre è stato presentato un report da parte della Commissione d’Inchiesta presieduta dal Consigliere Regionale Pierluigi Crisponi, nella sede della Provincia di Nuoro, il quale ha evidenziato questi dati allarmanti.

L'ingresso a uno degli stabilimenti nella zona industriale di Ottana (foto S.Novellu)

Inoltre è stata rilevata la presenza di mercurio nel territorio di Bolotana, ma secondo le prime indiscrezioni sarebbe da ricondurre a fenomeni naturali, e non all’attività industriale. Pensate che dal 2014 sono stati finanziati 20mila euro per l’installazione di 20 rilevatori di inquinanti nel suolo e nell’acqua, ma questi soldi sono stati spesi per ben altre finalità.

Fonte: Cronache Nuoresi

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La situazione sanitaria nella Media Valle del Tirso è terribile. Sono arrivato a definire tutti questi casi di tumori nel mio paese e in quelli del circondario di Ottana una vera e propria epidemia. I malati e gli abitanti non possono più aspettare i tempi burocratici delle bonifiche. Spero che queste possano partire quanto prima, in men che non si dica, e che si facciano a dovere, senza omissioni, che si facciano per intero, in tutta l’area industriale di Ottana-Bolotana. Ogni perdita di tempo può essere fatale.

INCENDIO SUL MONTE SERRA


Inferno sul Monte Serra, 500 sfollati

Sembra che la stagione degli incendi non conosca fine. Anche ora che siamo in autunno i piromani continuano a dare fuoco ai nostri boschi. A bruciare è il Monte Serra. Si dice abbiano lasciato le loro case circa 500 persone, 70 famiglie. 600 ettari di terreno già bruciati. L’incendio, partito alle ore 22:00 di ieri sera, sarebbe doloso, ed è alimentato dal forte vento. Il rogo ha lambito il Monastero della Certosa di Calci, ma per fortuna è salvo.

Sul posto sono arrivati immediatamente numerose squadre di Vigili del Fuoco, operai dell’antincendio boschivo e tanti volontari, coordinati dal Comune di Vicopisano. Attualmente sono operativi due canadair, mentre quattro elicotteri antincendio sono ancora fermi a causa del forte vento. Sono stati attivati tre punti di accoglienza alla palestra della parrocchia di Calci, al circolo ricreativo di Campo e alla palestra di Vicopisano.

Fonte: ADNKronos.com

E’ sicuramente dolosa l’origine dell’incendio, perché non può partire alle 22:00, come ha affermato il Sindaco di Calci. Spero che quanto prima il colpevole o i colpevoli di questo gesto criminale siano assicurati alla giustizia, e scontino in carcere il loro errore. Perché se non ci pensa il carcere, ci pensa la vita a farli pagare, e con gli interessi.