EUROPA: ADDIO ALLE LAMPADINE ALOGENE


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Addio alle lampadine alogene, cioè quelle ad incandescenza, che utilizziamo ancora adesso in casa: consumano troppo e ci fanno pagare molto in bolletta. La Commissione Europea ha deciso che dal primo settembre, in tutta Europa, si potranno utilizzare solo le lampadine a LED, cioè quelle a basso consumo energetico.

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Se le lampadine ad incandescenza hanno una durata media di due anni, la lampadina a LED può durare anche fino a vent’anni,  e può consumare fino a 5 volte in meno. Un bel risparmio per l’ambiente… e anche per le nostre tasche. Secondo i primi calcoli, le famiglie europee, utilizzando solo lampadine a LED, risparmierebbero fino a 115 euro all’anno. Il passaggio alle lampadine a basso consumo, secondo Confindustria, porterà un risparmio energetico annuale pari al consumo annuo di elettricità del Portogallo.

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Per maggiori informazioni leggete questo articolo.

C’è da precisare che ad essere messe al bando saranno solo le lampadine alogene in vetro, ma la rivoluzione luminosa sta per iniziare.

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LA “FORMULA E” FA TAPPA A ROMA


Formula E

La Formula E fa tappa a Roma! La Formula E è una competizione nata nel 2014, da un’idea concepita nel 2012 dalla Federazione Internazionale Automobilistica (FIA). La categoria è basata su macchine tutte identiche: stesso motore, batterie, telaio ed elettronica, ma soprattutto sono tutte elettriche, e ad altissime prestazioni. Quello che cambia sono solo i colori delle squadre e l’abilità dei piloti.

E’ in corso la quarta stagione della competizione, e a Roma si correrà domani la settima gara. La “location” sarà il quartiere residenziale Eur. 21 curve su 2,7 km e spettacolo assicurato… e anche il silenzio! Infatti queste auto sono silenziose, nonostante sfreccino ad altissima velocità. Nessun inquinamento acustico, nessun inquinamento atmosferico.

Il motore è dotato di “inverter”, che converte la corrente continua della batteria in corrente alternata. E quando si frena si attiva il “freno motore rigenerativo”, con la corrente che fa il percorso inverso, ricaricando la batteria. “Non si può spingere solo l’acceleratore” canta Vasco Rossi. Specialmente nelle auto elettriche 🙂

Per maggiori informazioni: wired.it

Una corsa silenziosa ma emozionante! Evviva la Formula E!

LA SFIDA RICICLONA


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Da due anni, a Barrali, un paesino di poco più di 1.100 abitanti in Provincia di Cagliari, è in atto una “sfida riciclona”. Sono stati sistemati, nell’ecocentro cittadino, dei compattatori di rifiuti per il conferimento di plastica, vetro e lattine. Ogni cittadino riceve degli ecopunti per effetto dei quali, chi ricicla di più usufruirà di un premio: un “ecosconto” in bolletta.

Ieri il Sindaco Fausto Piga ha ritirato a Milano il premio nazionale di Legambiente, la targa “Innovazione amica dell’Ambiente” per la categoria “Abitare in comunità smart”. Gli sconti possono andare da 50 a 200 euro, e per i più virtuosi lo sconto arriva anche al 50% sul costo della bolletta.

Cliccate sul seguente indirizzo per guardare questo bellissimo video del TG della principale emittente sarda Videolina:

http://www.videolina.it/articolo/tg/2017/11/16/barrali_e_la_sfida_riciclona_il_premio_nazionale_di_legambiente-78-666871.html

Cosa ne pensate? Magari si potesse fare in ogni comune italiano… Provate a chiedere ai vostri sindaci se accettano la sfida!

ECCO L’AUTO ELETTRICA MADE IN ITALY


Finalmente ecco l’auto elettrica (forse la prima) prodotta in Italia, Made in Italy, o per meglio dire, Made in Bari. E’ stata presentata alla Fiera del Levante 2017, edizione n° 81, in corso dal 9 Settembre e che si concluderà domenica 17. Questo veicolo del presente-futuro è in grado di percorrere 200 km con una sola carica elettrica.

E’ stata realizzata dalla Tua Industries. Il Presidente della Regione Michele Emiliano l’ha presentata sabato scorso, in occasione dell’apertura della Fiera: “Questa vicenda è iniziata quando ero sindaco di Bari con un presidio vicino alla fabbrica perché una grande multinazionale, che aveva sostanzialmente preso brand, fatturato e apparecchiature, voleva chiudere l’attività per acquisire le quote di mercato. L’orgoglio degli operai ha impedito questo destino. Abbiamo provato in tutti i modi a trovare un progetto di reindustrializzazione, e oggi siamo arrivati al prototipo finalmente autorizzato dagli organismi competenti”.

Nel corso della stessa intervista dalla quale sono state riportare le parole di cui sopra ha dichiarato: “oggi si presenta il prototipo, ma che ci sono buone intese per la rete commerciale con importanti case automobilistiche per vendere queste automobili”.

Fonte: pugliareporter.com

Una piccola auto per un grande futuro. Un’auto Made in Italy, Made in Puglia, che deve diventare davvero il prototipo di uno sviluppo sostenibile con l’ambiente. Che Dio benedica questo gioiello italiano, e che segni l’inizio di un grande presente-futuro!

UN PO… DI ENERGIA


po

Il nostro fiume Po può creare… un Po di energia, tanta quanto ne crea tre centrali nucleari. A dirlo sono due ricercatori italiani, due cervelli in fuga, eccellenti ricercatori all’Università di Standford: Fabio La Mantia e Mauro Pasta, che fanno subito capire di che Pasta sono fatti. Coadiuvati dai professori Yu Cui e Bruce Logan, i loro studi sull’argomento sono finiti in due importantissime riviste scientifiche: Nature e ACS Nano Letters.

Ma come può il fiume Po produrre energia? Il principio è molto complesso, ma intuitivo. Quando un corso d’acqua dolce incontra il mare (acqua salata) alla foce, avviene una miscelazione. La differenza di salinità tra i due liquidi innesca un processo chimico dal quale si sprigiona energia, che senza qualcosa che la raccoglie, viene sprecata.

I due ricercatori spiegano il procedimento di produzione di energia in quattro passi:

1- Caricamento della batteria in acqua dolce. Durante il primo step vengono rilasciati sodio e cloruro, presenti in origine nei due elettrodi;
2- Sostituiamo la soluzione con l’acqua marina. La maggiore entropia dell’acqua salata rispetto a quella dolce permette un aumento di voltaggio;
3- Scaricamento della batteria. A questo punto “catturiamo” il sodio e il cloruro dell’acqua di mare e li convogliamo nei due elettrodi;
4- Re-immissione dell’acqua dolce nel sistema. Dal momento che l’acqua dolce ha una minore entropia di quella marina, il voltaggio della batteria tenderà a diminuire.

Secondo i calcoli di questi due ricercatori, un sistema di questo genere soddisferebbe, a livello mondiale, il 13% del fabbisogno energetico. Secondo calcoli teorici, se la “Batteria di Miscelazione Entropica”, cioè questo sistema di produzione dell’energia, venisse posta alla foce dei principali fiumi mondiali, si potrebbero ricavare circa 2 Tera Watt: l’equivalente di 2mila centrali nucleari.

Il fiume Po, unito alle acque del Mar Adriatico, potrebbe produrre circa 3,8 GigaWatt di energia, tanta quanta ne producono 3 centrali nucleari. Questa è solo una teoria, perché ragionevolmente il Po potrebbe creare 1,5-2 GW di energia, l’equivalente di una grossa centrale nucleare.

Fonte: ambientebio

QUANDO IL RICICLO CREATIVO DIVENTA SOLIDALE


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Un gruppo di volontarie di Union City, città dello Stato del Tennessee (USA), che si fa chiamare “Big Ladies“, ha messo a punto una strategia per poter riciclare tante borse di plastica dei supermercati in materassi destinati ai senzatetto. Per fare ciò ci vogliono una miriade di sacchetti di plastica, un ferro per l’ucinetto e… tanto amore. Il risultato è avere dei materassi resistenti, impermeabili ed isolanti.

Le buste vengono ridotte in anelli, collegati tra loro tramite un semplice nodo piano, creando un gomitolo di filo di plastica col quale dar vita ad una trama compatta, regolare, spessa qualche centimetroPatty Arnold, una delle volontarie, ha aggiunto che per ottenere un solo materasso sono necessarie dalle 600 alle 700 buste. Solo quest’anno le signore di Union City hanno realizzato 88 materassi, riciclando circa 52 mila buste.

Fonte e immagine: meteoweb.eu

Le Big Ladies, che sono davvero delle grandi donne, meritano davvero tanto successo, tanta stima e, come si usa dire da quelle parti per applaudire e acclamare qualcuno fino a sgolarsi, “Big Noise“, cioè “gran rumore“. Cosa ne pensate di queste “Big Ladies“?

RISPARMIARE CUCINANDO


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Risparmiare cucinando? Da oggi si può. Almeno un pò. Con “Wonderbag“, il cuscino termico che permette di continuare la cottura dei cibi senza utilizzare altro fuoco. L’idea è della sudafricana Sarah Collins, che sfrutta un principio semplice: i cibi continuano a cuocere se inseriti in un ambiente isolato termicamente, e che consente al calore di non disperdersi.

Si stima in questo modo che ciascuna famiglia possa risparmiare il 30% di utilizzo del combustibile (gas) rispetto alla cottura tradizionale. Insomma, i vantaggi sono molti: riduzione dei consumi energetici e delle emissioni nocive (– 250 mila tonnellate di co2 all’anno), meno fumi tossici e risparmio idrico, perché l’isolamento termico riduce la quantità di acqua che evapora e quindi ne serve meno per cucinare.

Il costo, non economico di 30 sterline, ha però un valore solidale: per ciascun cuscino acquistato, uno verrà regalato ad una famiglia povera nel mondo. Il Wonderbag viene infatti utilizzato nei posti dove le famiglie non possono permettersi il lusso di avere il gas in casa. Nella sola Sud Africa sono stati distribuiti ben 500 mila sacchetti. Ed è diffuso anche in altri 15 paesi africani, tra cui Nigeria, Rwanda e Kenya.

Fonte e immagine: green.it