IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK


Adriano Celentano compie oggi 80 anni! Il molleggiato, il Ragazzo della Via Gluck festeggia i suoi primi 80 anni di vita. Celentano è più Rock che mai! Non nascondo di essere fan di questo grande personaggio, sia dal punto di vista artistico-musicale, sia dal punto di vista politico. Mi ha sempre affascinato il suo modo di cantare, il suo modo di approcciarsi al pubblico, l’essere molleggiato, le sue pause diventate proverbiali, le sue movenze, le sue battute, i suoi monologhi (anche se provocatori e scomodi), i suoi spettacoli (tra l’altro oggi Raiuno ripropone “Rock Economy”, uno dei suoi show più famosi) e anche le sue idee politiche.

Un personaggio completo: un cantante, attore (ricordiamo i diversi film di cui è stato protagonista, come “Serafino”) e politico. I suoi monologhi possono non piacere, può essere discutibile il fatto che un cantante esprima le sue opinioni politiche, anche perché questo avrà fatto sicuramente perdere la stima di lui da parte di tanti fan, e ne avrà conquistato altri. Anche Jovanotti esprime apertamente le sue idee politiche, come pure Fiorella Mannoia, ma come loro ce ne sono tanti altri. Come persona ognuno è libero di farlo, ritengo però che come personaggio dello spettacolo, come personaggio pubblico, non lo possa fare, perché credo che non sia giusto sfruttare la fama e la popolarità per condizionare l’opinione pubblica.

Le sue posizioni non le esprime soltanto a parole, nei suoi monologhi, ma anche col canto. Lui, infatti, è sempre stato un ecologista, un difensore del verde. Memorabili sono soprattutto due canzoni, “Il Ragazzo della Via Gluck”, che amo particolarmente, e “Un Albero di Trenta Piani”, che esprimono tutta la sua contrarietà al catrame e al cemento. “Là dove c’era l’erba ora c’è una città, e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà?”.

A te che di strada ne hai fatto tanta, auguro di farne almeno altrettanta da ora in poi. Buon compleanno Celentano! E voi? Amate questo splendido personaggio?

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IL CASO DELLE BUSTE DELLA SPESA A PAGAMENTO


Sacchetti ortofrutta a pagamento, il divieto di quelli in plastica non l’ha imposto la Ue. La decisione è del governo

“Ce lo chiede l’Europa!”. E’ la solita scusa, la solita frase-alibi di chi vuole imporre cose “impopolari” perché quelle popolari fanno solo danni, mentre le cose “impopolari” sono come la punturina che serve per guarire dalla malattia, e quindi nel lungo periodo sono molto efficaci. Stavolta la “punturina” riguarda la tassa sulle buste della spesa, i sacchettini in bioplastica o biodegradabili che dal primo gennaio abbiamo cominciato a pagare, da 1 a 5 centesimi.

Partiamo col dire che l’Europa stavolta non c’entra proprio nulla. A chiedercelo stavolta è solo il Governo Gentiloni. Infatti l’ultimo governo non eletto, la scorsa estate ha inserito, nel DL sul Mezzogiorno, un emendamento di recepimento di una Direttiva dell’Unione Europea del 2015, ma attenzione, tale Direttiva, come scritto nel Fatto Quotidiano, “si focalizzava soprattutto sulle borse in plastica per insacchettare la spesa (quelle che in Italia sono state messe fuori legge già dal 2012) e precisava esplicitamente la possibilità di escludere dalle misure le bustine trasparenti per frutta e verdura. Tanto che solo la Francia ha imboccato la stessa strada dell’Italia, mentre la maggior parte degli stati membri si è limitato alle buste per la spesa in plastica tradizionale, mettendole a pagamento”.

Ma allora, chi ci guadagna da questo provvedimento? I vantaggi ambientali sono tutti da verificare. Chi invece ci guadagna veramente sarà chi produce polimeri a base vegetale e sacchettini in bioplastica. Cioè l’azienda piemontese Novamont, guidata da Catia Bastioli, che ha inventato la bioplastica biodegradabile e compostabile Mater-bi. Bastioli nel 2011 ha partecipato alla Leopolda e nell’aprile 2014, due mesi dopo l’insediamento di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, è stata da lui nominata presidente della partecipata pubblica Terna (ecco gli interessi del governo…).

C’è da dire però che la Novamont non è l’unica che ci guadagna. Infatti, secondo le stime della Società Plastic Consult, il giro d’affari dei sacchetti frutterebbe all’Italia 100 milioni di euro l’anno, per un volume di 25 mila tonnellate. Non male come mercato! A livello mondiale sono dieci le aziende chimiche attive in questo settore.

Fonte e immagine: Il Fatto Quotidiano

Io consiglio a tutti voi di portarvi le buste della spesa da casa vostra, quelle riutilizzabili, quelle che avete conservato, di modo da non pagare nulla, e da risparmiare veramente sui rifiuti. In Svizzera sono in circolazione dei sacchetti a retina, riutilizzabili e lavabili in lavatrice a 30°C, su cui si possono attaccare e staccare le etichette con il prezzo dei prodotti acquistati. Svizzera Docet!

LA SFIDA RICICLONA


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Da due anni, a Barrali, un paesino di poco più di 1.100 abitanti in Provincia di Cagliari, è in atto una “sfida riciclona”. Sono stati sistemati, nell’ecocentro cittadino, dei compattatori di rifiuti per il conferimento di plastica, vetro e lattine. Ogni cittadino riceve degli ecopunti per effetto dei quali, chi ricicla di più usufruirà di un premio: un “ecosconto” in bolletta.

Ieri il Sindaco Fausto Piga ha ritirato a Milano il premio nazionale di Legambiente, la targa “Innovazione amica dell’Ambiente” per la categoria “Abitare in comunità smart”. Gli sconti possono andare da 50 a 200 euro, e per i più virtuosi lo sconto arriva anche al 50% sul costo della bolletta.

Cliccate sul seguente indirizzo per guardare questo bellissimo video del TG della principale emittente sarda Videolina:

http://www.videolina.it/articolo/tg/2017/11/16/barrali_e_la_sfida_riciclona_il_premio_nazionale_di_legambiente-78-666871.html

Cosa ne pensate? Magari si potesse fare in ogni comune italiano… Provate a chiedere ai vostri sindaci se accettano la sfida!

BOSCHI VIVI: UN NUOVO MODO DI… PASSARE A MIGLIOR VITA


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Son talmente ecologista che quando muoio, invece di farmi sotterrare, mi faccio buttare nell’organico. E’ una delle mie battute della serie “Son talmente ecologista…” che fino a un annetto fa dominava le mie giornate e quelle di una mia amica, con la quale ci divertivamo a trovare delle battute ecologiste anche stupide e a riderci su.

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Però se questa di farmi buttare nell’organico è comunque una buona battuta ecologista, il metodo che sto per raccontarvi per tornare alla polvere più rapidamente è sicuramente più ecologista. Infatti la cooperativa BOSCHI VIVI gestisce dei boschi a scopo commemorativo, nel rispetto della persona, del territorio e della natura.

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Come si può leggere dall’articolo sul sito greenreport.it che vi invito a leggere anche per ulteriori informazioni, “la scelta di aderire a Boschi Vivi presuppone la volontà di cremazione e dispersione. Chi aderisce, prenota una visita con una guida che spiega il progetto nei dettagli e aiuta l’interessato nella scelta di quello che diverrà il suo albero, il suo memoriale. Boschi Vivi prevede un iter contrattuale volto ad assicurare che le volontà dell’aderente vengano rispettate e ad agevolare le fasi burocratiche necessarie per l’adempimento”.

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La proposta di commemorazione ecologica è nata da quattro giovani che hanno in comune l’amore e il rispetto per la Natura e una forte sensibilità verso problemi ambientali legati all’abbandono di aree rurali boschive che, se non opportunamente gestite rischiano di aumentare il dissesto idrogeologico. Il loro scopo è quello di risolvere due problematiche: la manutenzione boschiva e la dispersione delle ceneri, nel pieno rispetto per l’ambiente.

Dal 10 ottobre è aperta una raccolta fondi per un mese sulla piattaforma derev.com

Cosa ne pensate di questa iniziativa? E voi siete talmente ecologisti da farvi cremare e disperdere le vostre ceneri su un albero di un bosco vivo? Io sì 🙂

L’IMPRONTA DEI LINKIN PARK


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I Linkin Park sono stati da sempre non il mio gruppo preferito, ma il mio gruppo del cuore! Sono stati veramente importanti, e hanno lasciato un’impronta indelebile nella mia vita, soprattutto per quanto riguarda l’ecologia. La morte di Chester, il cantante, avvenuta esattamente un mese fa, il 20 luglio, è stato un terremoto nel mio cuore, soprattutto perché ora non so se il mio gruppo del cuore continuerà a cantare senza di lui, né se troverà un sostituto, anche se non è degno di Chester, perché lui era il miglior urlatore, una bestia da palco. E chi ci arriva a quelle urla?

Vi voglio, per quanto possibile brevemente, raccontare la mia storia di fan dei Linkin Park. Li ho conosciuti registrando alla radio (allora avevo la mania di registrare musicassette con canzoni prese dalla radio) una delle loro canzoni più energiche: One Step Closer. Era il 2000. Con i miei compagni di classe abbiamo deciso di fare colletta per comprare un disco: o quello dei Linkin Park (Hybrid Theory, il primo della loro carriera), o quello di Eve, che a quell’epoca andava molto forte. Al che ho deciso IO di optare per i Linkin Park, e l’amore è sbocciato subito.

Un mix perfetto tra la voce dolce e rap di Mike Shinoda e l’energia graffiante e urlante di Chester Bennington. Un mix tra chitarre distorte al massimo (il massimo della potenza metal), i ritornelli urlati di Chester e le strofe dolci del rapper Mike. Una vera bomba musicale! Il secondo album è pressoché simile al primo, anche se meno aggressivo. E’ “Meteora”, che contiene “Numb”, acquistato subito. Era il 2003.

Un giorno l’oculista mi ha assegnato degli occhiali da vista, ero all’università, nel 2004. Avevo degli occhiali “a ruota di bicicletta” che odiavo perché mi rendevano bruttissimo. Al che ho detto: se devo rimettermi gli occhiali voglio scegliere di somigliare a Chester, che nel video Numb portava occhiali rettangolari. E così è stato. Volevo rassomigliare a lui, al cantante del mio gruppo del cuore.

Passano tre anni, i Linkin Park annunciano il cambio di rotta, il nuovo stile musicale, e io attendo con curiosità ma anche con dispiacere (visto che non sarebbero stati più aggressivi) l’uscita del loro terzo album, e il 2 aprile 2007, la data più importante per me nella mia vita (se non erro era il giorno di Pasquetta), esce il primo singolo di “Minutes to Midnight”. E’ “What I’ve Done”! Un video (eletto quasi all’unanimità il miglior video del 2007!) che mi ha talmente colpito, assieme alla bellissima melodia, da avermi fatto capire qual era la mia vocazione terrena: diventare ecologista e scendere in campo per combattere per l’ambiente. Da quel giorno, da quella data, da quel video, sono in campo per lottare ogni giorno, con i miei poveri mezzi che ho a disposizione, per la difesa della natura. Grazie a quel video, grazie a Chester Bennington, grazie al mio gruppo del cuore, grazie ai Linkin Park ❤ E il disco è stupendo, perché si sente la maturità artistica di questi ragazzi, in conto di testi, di energia e di melodie, un disco eclettico, per tutti i gusti.

Nel 2010 esce il loro quarto disco, si dice che i testi siano ecologisti, ma a dire il vero, contenendo al suo interno canzoni troppo diverse dal loro genere e troppe tracce strumentali (altra particolarità dei loro dischi), non ho gradito. Sperando fosse una parentesi continuo ad aspettare l’uscita di altri dischi. E nell’estate 2012 esce “Living Things”, il loro quinto album. Un album decisamente soft, ma non mancano le distorsioni e gli “scream” di Chester. Un mix tra metal ed elettronica, soft, sì, ma una grande musica.

Ma il sesto disco è quello che loro hanno dichiarato essere “il più incazzato” della loro discografia. E’ il giugno 2014, e il disco lo faccio subito mio. Credendo che continuassero con questo stile (anche se con i Linkin Park so bene che non ci si può aspettare un prossimo album uguale a quello precedente) attendo il loro settimo disco, che esce il 19 maggio 2017, con l’anticipazione del primo singolo “Heavy”. Heavy, con un titolo così un fan del metal e delle canzoni urlate come me penserebbe subito che si tratti di una canzone heavy, cioè, tosta, metal. E invece mi ritrovo quasi ad ascoltare una sorta di canzone stile Justin Beaber e gli One Direction. Una delusione totale, che mi rifiuto di ascoltare.

Fino al 17 luglio scorso, quando decido di ascoltarlo e di scaricare da internet solo le canzoni da “salvare”. Avrei voluto fare così anche con il quarto disco, ma non ho avuto tempo, e così il 17 luglio scorso ho ascoltato solo il loro ultimo album, “One More Light”, riuscendo a salvare soltanto due canzoni, che poi hanno lanciato su youtube: “Good Goodbye” e l’ultima, già programmata, lanciata poche ore dopo la morte di Chester, “Talking To Myself”.

Aspettavo subito il loro ottavo disco, sperando che questa fosse solo una parentesi musicale, continuando ad amarli. E invece tre giorni dopo, il 20 luglio, alle 20:45 è arrivata la tremenda notizia: Chester Bennington, cantante dei Linkin Park, si è impiccato alla sua porta di casa, il giorno del compleanno del suo grande amico di sempre Chris Cornell, cantante dei “Soundgarden”, suicidatosi allo stesso modo pochi mesi prima, e a cui Chester aveva scritto e dedicato il testo di “One More Light” che poi ha dato titolo alla loro ultima fatica musicale. Al funerale di Cornell, un commosso Chester aveva cantato Hallelujah. Inizialmente pensavo ad una bufala, ma invece era tutto vero: Chester non c’è più, è diventato quell’Angelo del Metal “con le ali da libellula” (che è l’immagine del loro primo disco Hybrid Theory).

Chester aveva subìto anni e anni di violenze carnali e sessuali quando era piccolo. Questo shock lo ha portato al suicidio, oltre al fallimento del suo primo matrimonio. Nonostante la nuova moglie, dalla quale ha avuto tre figli (altri tre li aveva avuti dalla prima), nonostante l’amore della moglie, nonostante l’amore dei fans, nonostante l’affetto e la vicinanza del gruppo, i suoi migliori amici, i Linkin Park e tutto il sostegno che gli hanno dato, Chester non ha retto a quel trauma, e la morte dell’amico è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Chester Bennington muore a soli 41 anni uccidendosi allo stesso modo il giorno del compleanno dell’amico scomparso. A noi fans lascia un vuoto tremendo, ma soprattutto lo lascia ai figli, alla moglie, ai Linkin Park, i veri orfani di Chester. A me lascia il dolore di fan, ma soprattutto il dolore di chi a lui deve molto. L’essere ecologista, il trovare sapore e senso della vita, lottando ogni giorno per la natura, lo devo a lui, e solo a loro, il mio gruppo del cuore: i Linkin Park. Spero che possano continuare a cantare per lui e per noi, magari cambiando genere, non cantando più le vecchie canzoni, ma continuando a cantare. E’ l’unica cosa che voglio: che i Linkin Park continuino a vivere, ad esistere, e a cantare.

Per voi cosa ha rappresentato questo gruppo musicale?

GIORNATA DELLA TERRA 2017


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Oggi si festeggia la Giornata della Terra, l’Earth Day 2017! Ogni 22 aprile, a partire dal 1970 quando si tenne la prima edizione, ricorre la Giornata della Terra, una iniziativa internazionale per sensibilizzare le popolazioni ad un uso rispettoso delle risorse della Natura. Ideata dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, la prima fu celebrata il 22 aprile del 1970. Coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo.

In oltre 45 anni, la Giornata della Terra ha contribuito in modo determinante allo svolgimento di iniziative ambientali in tutto il mondo che, nel 1992, portarono all’organizzazione a Rio de Janeiro del cosiddetto Summit della Terra, la prima conferenza mondiale dei capi di stato sull’ambiente. Da allora la Giornata della Terra è anche diventata l’occasione per divulgare informazioni scientifiche, e rendere più consapevoli le persone, sui rischi che comporta il riscaldamento globale e sulle soluzioni che possono essere adottate per contrastarlo.

Ecco alcuni consigli su come aiutare il pianeta, per ridurre la nostra “impronta ecologica”:

  • l’utilizzo di lampadine a basso consumo consente di ridurre di molto la quantità di energia necessaria per illuminare gli ambienti di casa; inoltre, le nuove lampadine LED sono molto più pratiche e durano più a lungo delle precedenti generazioni di lampadine fluorescenti a basso consumo;
  • seguire le indicazioni per la raccolta differenziata – a partire dalla separazione di vetro, plastica, carta e umido – rende più semplice ed economico il riciclo dei materiali, e al tempo stesso contribuisce a ridurre i costi della tassa per i rifiuti;
  • aria condizionata e riscaldamento dovrebbero essere tenuti entro un intervallo di 5 °C in meno o in più rispetto alla temperatura esterna, per ottenere la massima resa e al tempo stesso ridurre i consumi di energia elettrica o gas;
  • mezzi pubblici, biciclette o i piedi sono ottimi sostituti dell’automobile, e una alternativa più salutare (poi, certo, molto dipende dall’offerta di servizi per questo tipo di trasporti nella propria città, ma anche su questo si può migliorare esigendo più attenzione da parte delle amministrazioni cittadine);
  • l’acqua non è una risorsa infinita, oltre al classico consiglio di non lasciare il rubinetto aperto mentre ci si lavano i denti o di preferire la doccia al bagno, è bene utilizzare elettrodomestici come lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico, oltre all’acqua si risparmia qualcosa anche in bolletta;
  • se state pensando di cambiare un elettrodomestico, scegliete quelli di categoria A, che consumano molta meno energia rispetto alla loro resa e sono spesso costruiti con materiali più ecologici;
  • rifiuti speciali come batterie, computer, smartphone e tablet devono essere portati nei centri di raccolta del proprio comune e non lasciati nei normali cassonetti; se il dispositivo è lento, ma funziona comunque ancora, può essere donato a scuole o altre istituzioni.

Ad oggi però si riscontra uno scarso impegno, non da parte dei singoli, ma da parte della politica, per tutelare il pianeta.

PARTITO IL CONCORSO “CASE CHE SEMBRANO FACCE”!


Il design, si sa, è molto importante nella moderna società del bello. Uno acquista qualcosa non tanto perché è utile, ma perché è bello. Anche l’edilizia si sta adattando al bello, al curioso, al simpatico. Perciò in Australia, in una piccola località in provincia di Sydney, hanno indetto il primo concorso “Similar Faces Houses”, che tradotto significa “Case che sembrano facce”.

La casa ritenuta più bella, più divertente, più buffa, verrà premiata con 100.000 dollari australiani, che equivalgono circa a 70.000 euro. Il verdetto verrà decretato da una giuria composta da 5 geometri, 4 architetti e 1 ingegnere edile, che, in base a determinati parametri, valuterà e deciderà quale sarà il vincitore. I giudici avranno tempo fino venerdì 21 aprile, tre settimane di tempo, dopodiché sabato 22 decreteranno il vincitore, il quale verrà premiato sabato 29.

Attenzione però perché i giudici non guardano solo all’estetica, ma all’efficienza della casa, in conto di risparmio energetico, di riduzione dei rifuti, di riciclo, di efficienza energetica, se utilizza o meno il fotovoltaico, se si cura il verde… quindi si guarda anche all’utile. Si unisce l’utile al dilettevole.

Siete curiosi di sapere come sono ste facce? E allora guardiamocele, le case in concorso:

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