DALLA PADELLA ALLA BRACE


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Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha tenuto un comizio a Orvieto, mercoledì sera, davanti a migliaia di persone, in vista del ballottaggio del 9 giugno prossimo che vede impegnata la candidata a sindaco della Lega, Roberta Tardani, contro il Sindaco uscente Giuseppe Germani.

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Salvini tocca subito il tema ambientale: “La discarica è il passato non il futuro. Io voglio zero discariche, il ​futuro è termovalorizzazione, raccolta differenziata, riciclo: in tutta Europa funziona così”. Se la mettiamo così ha ragione: l’inceneritore è meno peggio della discarica, se si aggiunge anche e soprattutto la raccolta differenziata e il riciclo. Ma il peggio è che poi ha aggiunto: “I rifiuti sono una risorsa ovunque, diventano calore ed energia non si può continuare a imballarli, interrarli o a buttarli in discarica”.

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Ecco il cruccio: qui siamo in Italia, e gli inceneritori non vengono controllati, così come non vengono gestite bene e controllate le discariche. Buttano dentro di tutto senza alcun tipo di controllo e senza una corretta Valutazione di Impatto Ambientale, che indaga sui possibili danni alla salute degli abitanti “serviti” dal cancro-valorizzatore.

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Siccome qui non si pensa mai alla salute, ma prima di tutto sempre al guadagno, alla “produzione”; e visto che i rifiuti sono una “risorsa che dà calore ed energia”, la priorità è sempre quella: lo “sviluppo”, la “produzione”, il “guadagno”, la “quantità”. Con buona pace della raccolta differenziata e del riciclo. Noi respiriamo aria metallica, quella cancerogena. E la gente continua ad ammalarsi e a morire di pestilenze.

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Tra l’altro l’Umbria è “servita” da un altro inceneritore, quello di Terni, città ora governata proprio dalla Lega, che da sempre deve fare i conti con le proteste delle associazioni e dei movimenti ambientalisti. Chi sa perché… 

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Intanto Italia Nostra onlus invia una lettera ai Ministri dell’Agricoltura, Centinaio; dell’Ambiente, Costa; e della Cultura, Bonisoli, chiedendo di prendere una posizione netta proprio su quella discarica, “collocata all’interno dell’area Doc dell’Orvieto, non ha fasce di rispetto. Dovrebbe essere di due chilometri – dicono dall’associazione – ma il vigneto più vicino è ad appena 23 metri dal limite della discarica. Chiediamo che venga effettuata un’indagine, da istituti terzi, per verificare il contenuto della discarica. Un’indagine approvata dal consiglio regionale, su richiesta di un consigliere della Lega, ma non ancora effettuata. Chiediamo infine che venga bloccato l’ennesimo ampliamento in corso”.

Fonte: Il Messaggero.

E l’inceneritore sarebbe il futuro? Ma mi faccia il piacere!

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SFERE D’ACQUA


sfere d'acqua ooho
Si chiamano Ooho Balls, e potrebbero rappresentare il futuro ecologico dell’acqua, una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda le bottiglie di plastica. Sono piccole sfere contenenti ciascuna fino a 250ml di acqua, e sono state sperimentate per la prima volta nella maratona di Londra del mese scorso. Sì, queste piccole sfere potrebbero surrogare le bottiglie di plastica. Sono leggere, comode, e anche commestibili, e hanno lo scopo di ridurre i rifiuti, soprattutto nelle manifestazioni sportive.
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Scordatevi dunque le immagini dei tifosi che passano le bottigliette d’acqua agli atleti, che poi vengono buttate a terra dagli stessi. Il presente-futuro potrebbe essere diverso. Le sfere Ooho sono realizzate dalla Skipping Rocks Lab, sono realizzate in Notpla, un materiale ecologico realizzato da alghe e piante che si smaltiscono entro sei settimane, contengono cinque volte meno anidride carbonica rispetto al polietilene tereftalato utilizzato per le bottiglie in plastica, e richiedono nove volte meno energia per produrle. Gli ingegneri stanno già lavorando su altre bevande da inserire all’interno di queste piccole sfere. Insomma, il futuro è già iniziato.
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Cosa ne pensate di questa bella invenzione?

L’INCENERITORE “ALL’AVANGUARDIA” DI COPENAGHEN


Inceneritori, quello di Copenaghen non produce solo vapore acqueo. Lo dice la stessa azienda: “Emissioni al minimo”

Questo che vedete nella foto è il “termovalorizzatore” di Copenaghen. E’ un impianto sicuramente all’avanguardia, se confrontato con gli inceneritori italiani. Ma non produce solo vapore acqueo, come qualcuno dice. L’azienda stessa, quella che gestisce questo impianto, afferma che emetterà un minimo di monossido di carbonio, ammoniaca, carbonio organico e ossidi di azoto, ma assicura comunque “prestazioni avanzate”.

Sarà un impianto “turistico”, con alberi, pista da sci, percorsi di trekking, un’area verde per il picnic, una parete di arrampicata di oltre 80 metri, nonché un ristorante e un bar! E’ costato 500 milioni di euro, e grazie alle sue dimensioni può raggiungere alti livelli di efficienza.

La Vølund, società che gestisce l’inceneritore, assicura che l’impianto manterrà le emissioni degli ossidi di azoto entro i 15 mg/Nm3, il monossido di carbonio sotto i 50, ammoniaca non oltre i 3, così come il carbonio organico totale. Per fare un confronto, l’inceneritore di Torino, stando ai dati pubblicati dall’azienda, in media nel mese di settembre 2018 la linea 1 dell’impianto ha emesso 2 mg/Nm3 di ossido di carbonio, 0,1 di carbonio organico totale, 0,7 ammoniaca, ma quasi 26 mg/Nm3 di ossidi azoto.

“Copenhill” (collina verde di Copenaghen) ha iniziato a funzionare a settembre 2017 in sostituzione di un altro inceneritore arrivato a 45 anni di anzianità. Con due linee di combustione, brucia in totale 70 tonnellate di rifiuti all’ora: in un anno, può trattare circa 400mila tonnellate di spazzatura, prodotta da 550-700mila cittadini e 46mila imprese. L’energia sprigionata dalla combustione torna alle famiglie sotto forma di elettricità per 50mila utenze e calore per 120mila. Per avere un termine di paragone, l’impianto di Brescia, il più grande d’Italia con oltre 700mila tonnellate incenerite nel 2017 ma una tecnologia più datata, produce energia elettrica pari al fabbisogno di oltre 200mila famiglie e calore per oltre 60mila appartamenti.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Nonostante l’indubbia efficienza del mega impianto di Copenaghen e le emissioni ridotte al “minimo”, resta il fatto che si deve puntare a ridurre gradualmente ed inesorabilmente i rifiuti da incenerire. Solo così le emissioni si ridurrebbero, non di certo costruendo impianti stratosferici. Il sistema più efficiente resta quello della raccolta differenziata spinta e del riciclaggio creativo (con laboratori scolastici) di ogni sorta di rifiuti.

EUROPA: ADDIO ALLE LAMPADINE ALOGENE


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Addio alle lampadine alogene, cioè quelle ad incandescenza, che utilizziamo ancora adesso in casa: consumano troppo e ci fanno pagare molto in bolletta. La Commissione Europea ha deciso che dal primo settembre, in tutta Europa, si potranno utilizzare solo le lampadine a LED, cioè quelle a basso consumo energetico.

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Se le lampadine ad incandescenza hanno una durata media di due anni, la lampadina a LED può durare anche fino a vent’anni,  e può consumare fino a 5 volte in meno. Un bel risparmio per l’ambiente… e anche per le nostre tasche. Secondo i primi calcoli, le famiglie europee, utilizzando solo lampadine a LED, risparmierebbero fino a 115 euro all’anno. Il passaggio alle lampadine a basso consumo, secondo Confindustria, porterà un risparmio energetico annuale pari al consumo annuo di elettricità del Portogallo.

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Per maggiori informazioni leggete questo articolo.

C’è da precisare che ad essere messe al bando saranno solo le lampadine alogene in vetro, ma la rivoluzione luminosa sta per iniziare.

LA MORTE DI UNA CIMINIERA


E’ stata demolita una delle due ciminiere della Centrale Elettrica a Carbone di Fiume Santo, in Provincia di Sassari. Si chiude così una lunga epoca, iniziata nel 1982, con la loro edificazione, con l’inizio delle attività nell’anno successivo e il definitivo spegnimento il 31/12/2013. Le due torri, alte 150 metri, erano in grado di produrre ciascuna 160 MW di energia elettrica da carbone.

Alla sua demolizione si è opposto con fermezza l’ISDE Sardegna, l’Associazione dei Medici per l’Ambiente: “La torre bianca e rossa – si legge in una nota – verrà fatta esplodere mediante utilizzo di micro cariche, senza alcuna propedeutica attività di bonifica e confidando nelle condizioni meteorologiche favorevoli quanto a direzione e velocità del vento”.

Quali conseguenze avrà questa demolizione? I Medici per l’Ambiente parlano di “festival del POP’s”, che, denuncia l’ISDE, “rappresentano un’ampia categoria di sostanze nocive per la salute, comprendenti anche le temutissime diossine e i PCB-diossino simili. Tali sostanze, contenute all’interno della struttura che si vuole far esplodere, hanno la capacità di concentrarsi e di ‘farsi trasportare’ per molti chilometri, anche in luoghi dove non sono state prodotte, sfruttando come veicolo il vento e la catena alimentare, terrestre e marina.

Viaggiano sotto forma di piccolissime particelle (note con la sigla PM 2,5- PM1 – PM 0,01- PM 0,001 micron), penetrano nel nostro organismo attraverso l’apparato respiratorio, l’acqua, i cibi, per diffondersi, attraverso il sangue, in ogni organo e apparato, dove ‘soggiornano’ anche per decenni, innescando la comparsa di patologie neoplastiche e non”. L’ISDE ha chiesto che prima della demolizione venisse effettuata la Valutazione di Impatto Ambientale e quella sulla salute.

Fonte: L’Unione Sarda

“La dispersione della polvere dovuta alla demolizione è stata minimizzata attraverso l’impiego di appositi nebulizzatori ad acqua, mentre la separazione dei materiali, la riduzione volumetrica e il loro smaltimento avverrà nei prossimi mesi”, fa sapere in una nota “EP”, proprietaria della centrale. Per guardare il video dell’implosione della ciminiera, cliccate su questo link.

E’ la fine ingloriosa dell’industria del Nord Sardegna, che per 35 anni ha portato lavoro, sviluppo, benefici ma anche puzza, malattie e morti.

LA “FORMULA E” FA TAPPA A ROMA


Formula E

La Formula E fa tappa a Roma! La Formula E è una competizione nata nel 2014, da un’idea concepita nel 2012 dalla Federazione Internazionale Automobilistica (FIA). La categoria è basata su macchine tutte identiche: stesso motore, batterie, telaio ed elettronica, ma soprattutto sono tutte elettriche, e ad altissime prestazioni. Quello che cambia sono solo i colori delle squadre e l’abilità dei piloti.

E’ in corso la quarta stagione della competizione, e a Roma si correrà domani la settima gara. La “location” sarà il quartiere residenziale Eur. 21 curve su 2,7 km e spettacolo assicurato… e anche il silenzio! Infatti queste auto sono silenziose, nonostante sfreccino ad altissima velocità. Nessun inquinamento acustico, nessun inquinamento atmosferico.

Il motore è dotato di “inverter”, che converte la corrente continua della batteria in corrente alternata. E quando si frena si attiva il “freno motore rigenerativo”, con la corrente che fa il percorso inverso, ricaricando la batteria. “Non si può spingere solo l’acceleratore” canta Vasco Rossi. Specialmente nelle auto elettriche 🙂

Per maggiori informazioni: wired.it

Una corsa silenziosa ma emozionante! Evviva la Formula E!

L’ARIA DI SARROCH


Sarroch è un piccolo paese in provincia di Cagliari, immerso nel verde ed è a due passi dal mare. Solo che tra il paese e il mare c’è l’industria petrolchimica della SARAS, di cui abbiamo già parlato più volte. Vi è un’associazione, Salva il Mare, che a seguito delle numerose sollecitazioni dei cittadini ha richiesto l’accesso ai dati ambientali dell’ultimo periodo da parte della popolazione.

Un'immagine aerea della raffineria Saras Sarlux di Sarroch

Fumi persistenti, odori maleodoranti e riversamenti in mare: questo è quello che quasi ogni giorno devono sopportare i cittadini. In questo articolo è riportata un’intervista al Presidente dell’Associazione Salva il Mare di Sarroch, Gesuino Mura, che vi invito a leggere.

la raffineria di sarroch

Quello di cui vi voglio parlare, però, è il paradosso di questi dati. Infatti, per le centraline di rilevamento la qualità dell’aria è migliorata, ma secondo il naso dei Sarrochesi c’è ancora più di un problema da risolvere. Come la puzza di gas e di idrocarburi, e i miasmi che sono costretti a respirare per molti giorni all’anno.

Durante un’assemblea pubblica è stato presentato uno studio portato avanti da gennaio a dicembre 2017, a seguito del quale è stato reso noto che le sostanze inquinanti come anidride solforosa, monossido di carbonio, benzene, e polveri sottili sono al di sotto delle soglie di legge, ma ora l’obiettivo è ridurre l’odore delle emissioni.

Purtroppo non esiste nessun limite di legge per quanto riguarda la puzza, però si può fare molto per cercare di limitarla. Come, ad esempio, attraverso l’installazione di nasi elettronici nei pressi dell’area per catturare subito queste particelle. Ed è proprio quello che si propone di fare Davide Atzei, docente del dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Cagliari.

Il Sindaco di Sarroch Salvatore Mattana rivendica i meriti del progetto, partito nel marzo del 2006. “Sarroch, ambiente e salute ha permesso di conoscere i problemi del paese e di intervenire – dice. – Grazie agli studi sulla qualità dell’aria e sulla salute dei cittadini abbiamo avuto gli strumenti per richiedere delle prescrizioni nei confronti dell’industria, recepite poi nella Autorizzazione Integrata Ambientale. Negli ultimi anni la concentrazione di anidride solforosa è scesa del 40 per cento, e anche gli studi condotti su malattie come asma che colpiscono i bambini, hanno dimostrato che l’aria è più salubre”.

Questo studio però non è esente da critiche. Francesco Murgia, medico e consigliere comunale di minoranza, avrebbe preferito che si parlasse meno di dati sterili e più delle conseguenze di queste emissioni sulla salute dei cittadini. Anche l’Associazione Ambientale Aria Noa, con la Presidente Teresa Perra, si dice stanca “di sentirci dire che va tutto bene, quando invece ormai di frequente siamo costretti a convivere con una puzza di gas insopportabile. Abbiamo rinunciato a segnalare questi problemi alla prefettura, conclude – ci sentiamo abbandonati”.

Fonte: L’Unione Sarda

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