NUOVA ENERGIA RINNOVABILE?


La nuova tecnologia verde che produce elettricità dall’umidità dell’aria

In una Università del Massachusetts, ma non si tratta del MIT, hanno sviluppato un dispositivo, chiamato AirGen, che utilizza una proteina naturale per creare elettricità dall’umidità presente nell’aria. Questa tecnologia potrebbe avere implicazioni significative per il futuro delle energie rinnovabili, dei cambiamenti climatici e in il futuro della medicina.

«Con nanofili proteici elettricamente conduttivi prodotti dal microbo Geobacter. L’Air-gen collega gli elettrodi ai nanofili proteici in modo tale che la corrente elettrica sia generata dal vapore acqueo naturalmente presente nell’atmosfera». L’ingegnere elettrico Jun Yao sottolinea che «stiamo letteralmente producendo elettricità dal nulla. L’Air-gen genera energia pulita 24 ore su 24».

La nuova tecnologia sviluppata nel laboratorio di Yao è non inquinante, rinnovabile ed economica. Può produrre energia anche in aree con umidità estremamente bassa come il deserto del Sahara. Ha vantaggi significativi rispetto ad altre forme di energia rinnovabile tra cui il solare e l’eolico perché a differenza di queste altre fonti di energia rinnovabile, l’Air-gen non richiede luce solare o energia eolica e funziona anche al chiuso.

All’Università asseriscono che «l’attuale generazione di dispositivi Air-gen è in grado di alimentare piccoli componenti elettronici» e pensano che presto le applicazioni dell’invenzione potranno essere commercializzate. I loro prossimi passi prevedono lo sviluppo di una piccola “patch” Air-gen in grado di alimentare dispositivi elettronici indossabili come monitor per la salute e il fitness e orologi intelligenti, che eliminerebbero il bisogno delle batterie tradizionali, ma i ricercatori sperano anche di sviluppare l’Air-gens per eliminare la ricarica periodica dei telefoni cellulari.

Oltre ad Air-gen, il laboratorio di Yao ha sviluppato molte altre applicazioni con i nanofili proteici e Yao conclude: «Questo è solo l’inizio della nuova era dei dispositivi elettronici basati sulle proteine».

Fonte: Tiscali.it

Una scoperta molto interessante, e sono fiducioso. Cosa ne pensate voi? Siete ottimisti?

PRIMA LEZIONE: DISASTRO AMBIENTALE IN LIGURIA


petrolio polcevera

Disastro ambientale ieri notte in Liguria a causa della rottura di un oleodotto, che ha causato lo sversamento, nel letto del fiume Polcevera, di migliaia di litri di petrolio. Ironia della sorte, questo disastro ambientale è avvenuto esattamente nelle stesse ore in cui si votava per il referendum sulle trivelle.

Questo è ciò che rischiamo continuando a investire sulle energie fossili: una fonte energetica obsoleta, antieconomica e antiecologica che distrugge la nostra salute ed il nostro ambiente. Questo è il disastro che ci siamo andati a cercare per via del forte astensionismo sul referendum per smantellare le trivelle. E questa è solo una prima (ma spero unica) lezione. Un primo (ma spero unico) castigo, per non aver fermato i petrolieri.

Questo è ciò che provoca lo sviluppo voluto dal Governo Renzi. Questi sono gli unici posti di lavoro che il Governo vuole mantenere e aumentare. Queste sono le conseguenze della maledizione del lavoro sporco, l’unico tipo di lavoro che un Governo amico dei petrolieri sa dare. “L’albero buono non può dare frutti cattivi, né l’albero cattivo può dare frutti buoni“. Dai frutti che dà si riconosce una persona. E anche un Governo.

L’unica salvezza è investire fortemente sulle energie rinnovabili: eolico, fotovoltaico, idroelettrico, geotermico, eccetera. Cosa che il Governo Renzi si rifiuta di fare, e mentisce spudoratamente, dicendo che sta investendo sulle energie rinnovabili.

E’ strano però che da quando c’è lui gli incentivi a petrolio, carbone e gas crescono, e quelli alle fonti rinnovabili diminuiscono. Nel 2012 erano entrati in esercizio quasi 150mila nuovi impianti fotovoltaici, mentre nel 2014, anno di insediamento del Governo Renzi, i nuovi impianti entrati in esercizio sono stati appena 722.

Fonte: Repubblica.it

Non è possibile chiudere gli occhi di fronte all’evidenza: petrolio = morte, rinnovabili = presente e futuro. Non è possibile continuare a far finta di nulla. Il petrolio e le energie fossili danneggiano, inquinano, danno pane avvelenato, morte, tanta sofferenza. Basta con le energie fossili, basta con il petrolio, basta con le infrastrutture sporche. E’ il momento di cambiare, sul serio.

ALCUNE RIFLESSIONI SUL REFERENDUM DI IERI


fac simile scheda

Non si è raggiunto il quorum per il referendum sulle trivellazioni in mare. Renzi esulta, brinda, alza i calici per i posti di lavoro salvati. Ma i posti di lavoro che ha salvato, e i posti di lavoro che ha dato finora sono solo quelli che danneggiano l’ambiente e ci avvelenano.

Se ci pensate bene: prima l’Ilva, con mille decreti Salva-Ilva e salva produzione (con i proprietari indagati per disastro ambientale doloso e inquinamento), poi il decreto ambiente sulle norme ambientali nel Codice Penale con l’aggiunta di una parolina “abusivamente” che taglia le gambe alle speranze dei familiari delle vittime dell’amianto e delle vittime dell’ILVA, perché l’ILVA non è abusiva, perché le fabbriche di amianto non sono abusive.

Pochi giorni fa aprendo il cantiere per l’estrazione di petrolioTempa Rossa” in Basilicata (con i proprietari della Total arrestati per disastro ambientale, inquinamento e sversamento sulle acque di liquidi velenosi). E infine con il Decreto Sblocca-Italia che dà il via alle perforazioni per l’estrazione di gas e di petrolio a largo delle nostre coste (e anche vicino) a tempo indeterminato.

Lui brinda per aver dato lavoro. “Alziamo i calici“, inneggia. Per i posti di lavoro che non si sono persi! Mentre nel 2015 si sono chiuse 150 stalle e 120mila posti di lavoro sono andati persi (leggete qua). Per loro non c’è salvezza. Per noi giovani il lavoro a tempo indeterminatonon esiste più“, è cosa vecchia, passata, da cambiare. Come non esistono più 4.000 posti di lavoro nel settore dell’energia eolica (leggete qua). Per loro il Governo non si è impegnato a salvare i posti di lavoro. Per i petrolieri e i trivellatori il lavoro è diventato a tempo indeterminato. Anche grazie all’esito di questo referendum, per via del quorum che non si è raggiunto.

Ma, dati del viminale (leggete qua), coloro che nel complesso, tra italiani residenti all’estero e votanti qua in Italia, hanno votato, sono stati 13.334.764. Quasi tredici milioni e mezzo di italiani hanno votato per l’abolizione della legge che consente (purtroppo tutt’ora) di rinnovare, alla scadenza, la concessione delle piattaforme anche entro le 12 miglia, a tempo indeterminato, fino ad esaurimento dei giacimenti di petrolio e di gas.

Se confrontiamo i tredici milioni di voti con i risultati del PD alle ultime elezioni politiche, si consta che coloro che sono contrari alle politiche del governo, se fossero un partito, sarebbero il primo partito in assoluto. 13.334.764 contro gli 8.646.034 voti ottenuti alla Camera dal PD (leggete qua). Quasi cinque milioni di persone in più che non condividono le male scelte politiche del PD e del governo.

Ad ottobre ci sarà un referendum confermativo per le riforme costituzionali volute dalla maggioranza del Parlamento. Il referendum sarà valido anche senza il quorum. A differenza dei referendum abrogativi. Sarà un’occasione imperdibile per inondare di NO le riforme volute dal Governo. Una tentata rivincita contro chi vuole solo il nostro male. Uno tsunami di NO senza se e senza ma a tutte queste riforme imposte con autorità che non gli è stata conferita da alcun voto.

Auspico solamente che non avvenga nessun incidente, nè di grandi, nè di piccole dimensioni, nessuno sversamento a mare di gas e di petrolio.

SARDEGNA GREEN


fonti rinnovabili

Secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato, in Sardegna cresce la produzione procapite di energia da fonti rinnovabili (1.083 watt procapite), e si assesta il numero delle imprese delle rinnovabili (2.000). Con questi dati la Sardegna si aggiudica il terzo posto nella classifica delle regioni più green.

Nei vari settori di produzione, la Sardegna occupa una posizione di spicco anche nell’eolico (terza in Italia con 599 w), nel fotovoltaico (settima con 440 w per abitante), nell’idroelettrico (nona con 280 w) e nelle biomasse (dodicesima con 54 w).

Fonte: cagliaripad.it

Questi dati confermano che nonostante la crisi e i grossi tagli agli incentivi, un settore così importante e strategico come quello delle fonti rinnovabili e pulite offre grandi opportunità di sviluppo e di occupazione, e dimostra come questo settore sia imprescindibile per il nostro presente e futuro.

ENERGIE RINNOVABILI: ITALIA IN NETTA CONTROTENDENZA


fonti rinnovabili

Come spiega questo articolo di ecoblog, dal rapporto annuale della Bloomberg New Energy Finance emerge un quadro positivo a livello globale per quanto riguarda gli investimenti nelle fonti rinnovabili nell’anno appena trascorso, registrando una crescita degli investimenti in fonti rinnovabili, rispetto al 2013, del 16%. A livello globale sono stati investiti 310 miliardi di dollari in nuovi impianti di fonti rinnovabili.

A questo dato positivo hanno concorso sicuramente gli investimenti nell’eolico offshore in Europa, e nel solare in Cina e negli Stati Uniti. Il settore dove si sono registrati maggiori investimenti è stato quello del fotovoltaico, con un aumento del 25% degli investimenti rispetto all’anno precedente. In Europa la crescita è stata appena dell’1% per quanto riguarda gli investimenti, e si sono concentrati tutti sull’Eolico Offshore (quello in mare, per intenderci).

L’Italia, da buona Italia come la conosciamo noi con tutti i suoi difetti, è in netta controtendenza rispetto al resto del mondo. Pensate che gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili in Italia sono crollati del 60%. -60% di investimenti in energie rinnovabili. Questo è dovuto soprattutto al taglio degli investimenti per agevolare le tariffe degli impianti fotovoltaici.

Come volevasi dimostrare: l’Italia ha perso la sua cultura ambientalista, ecologista. Ha perso le sue radici, affondate nel cemento e nelle grandi e piccole opere più dannose che benefiche. E infatti si vede anche dai risultati elettorali che gli ecologisti in Italia sono meno dell’1% della popolazione. Un dato davvero scoraggiante e che fa sentire tutti i suoi effetti negativi. Destiamoci.

L’ALBERO EOLICO


albero eolico

A Parigi verrà presto installato un albero eolico, che produce energia eolica “camuffata”. Accusate da molti di deturpare il paesaggio e di essere rumorose, le pale eoliche oggi si trasformano e si camuffano in alberi. E diventano silenziosissime. L’albero “a vento”, progettato tre anni fa in Francia, viene ribattezzato dall’azienda produttrice “eolico 2.0“.

E’ una struttura alta undici metri e larga otto, realizzato con 72 foglie che in realtà sono delle mini turbine che ruotano silenziosamente, progettate per raccogliere anche il più lieve alito di vento, indipendentemente dalla direzione in cui spira. L’azienda produttrice, la New Wind, calcola che un albero può arrivare a produrre energia per oltre 280 giorni l’anno, per una potenza di 3,1 kw.

La prima dimostrazione pubblica avverrà a Parigi dal 12 marzo al 12 maggio, a Place de la Concorde, e se la dimostrazione convince, l’azienda conterà di poter vendere gli alberi a 29.500 euro ciascuno. Una spesa piuttosto limitata per un Comune che volesse installare questa nuova tecnologia su qualche parco cittadino. Limitata rispetto al costo delle normali turbine eoliche. Una tecnologia che potrebbe convincere anche gli scettici dell’eolico. Cosa ne pensate?

ECCO I GIRASOLI SOLARI


girasoli solari

E’ da un bel pò che non vi parlo di ecoinnovazioni, di energia rinnovabile e di fotovoltaico. A dire il vero, purtroppo, ho anche perso la passione per questi temi, e per le energie rinnovabili. All’inizio era una novità, ma man mano che si stanno diffondendo sempre più non sono più una novità, non c’è più la meraviglia di una volta…

C’è da dire pure che in molti le stanno combattendo: il fotovoltaico a terra no perché i campi vanno coltivati e non riempiti di pannelli, l’eolico no perché impatta con il paesaggio con pale troppo alte e che uccidono l’avifauna, e perché diversi personaggi della malavita e della politica sono coinvolti in appalti legati all’eolico. E tutte queste dicerie, oltre ai tagli del governo, mi stanno scoraggiando…

girasoli solari 2

Però la tecnologia continua ad avanzare, e a proporci ecoinnovazioni, prodotti che possono migliorare l’efficienza delle energie rinnovabili. Ed eccovi dunque i girasoli solari, presentati dall’azienda IBM. I prototipi sono alti dieci metri, sono fatti in calcestruzzo e dotati di specchi in alluminio. Sono capaci di convertire circa l’80% della radiazione solare sia in energia elettrica, sia in acqua calda, arrivando a generare fino a 12 MW di energia elettrica, e 20 MW di calore, sufficienti ad alimentare il fabbisogno energetico di circa dieci abitazioni.

Il girasole segue il sole e così anche anche nell’impianto della IBM e ciò per garantire il massimo dell’efficienza tanto che un cluster di celle fotovoltaiche e montate su una piattaforma rialzata le cattura proprio per evitare ogni forma di dispersione. I girasoli dovrebbero entrare in commercio a partire dal 2017, ad un prezzo che è un terzo degli attuali convertitori solari.

Foto e notizia prese dal sito ecoblog.it. Una bella ecoinnovazione che aiuterà di certo a risparmiare sull’energia sporca e a migliorare l’efficienza e la qualità della nostra vita e della nostra energia. Cosa ne pensate?

STRANE SCELTE IN SARDEGNA


No alle pale eoliche offshore, ma sì alla centrale a carbone della Carbosulcis. Si combatte contro i NO. E allora ci propongono trivellazioni e resort a 5 stelle extalusso, in cui ovviamente noi poveri comuni mortali spiantati dalle tasse e dalla disoccupazione non possiamo accedervi.

Ah, certi ambientalisti sono contrari alle pale eoliche! Il TAR le boccia. Ma intanto si rilancia il carbone per rilanciare l’occupazione nel Sulcis. E non carbone sardo. Carbone importato, come scritto nel post precedente. Le centrali a carbone, sì, quelle sono ben accette. Portano lavoro. Per non parlare poi dei resort, hotel a cinque stelle extralusso che portano soldi, denaro, economia in Sardegna, turismo! Ma è solo una scusa per cementificare, per distruggere il paesaggio. Perché il verde non porta soldi.

E intanto vengono a proporci pure le trivellazioni per la ricerca del gas. E menomale che almeno lì ci mobilitiamo. Oggi infatti ci sarà un sit-in di protesta davanti all’assessorato regionale all’ambente, contro le trivellazioni, e speriamo di vincere almeno questa battaglia. Scelte strane in Sardegna. Il mondo sembra girare al contrario. E noi giriamo al contrario di loro.

SARDINIA RADIO TELESCOPE


srt

Un’immensa antenna parabolica verrà inaugurata oggi in Sardegna: l’SRT: Sardinia Radio Telescope. Un “gioiello tecnologico italiano“, il più grande d’Europa, con i suoi 64 metri di diametro, il secondo più grande del mondo. Il più grande del mondo si trova nel West Virginia, ed è il Green Bank Telescope, con 100 metri di diametro. Tutti lo approvano al Pranu Sanguni (“Altopiano del Sangue” in sardo).

Sito in provincia di Cagliari, nel territorio di San Basilio, un piccolo paesino, viene elogiato anche dall’ex sindaco, dichiarando che porterà tanti posti di lavoro. Una vera e propria Silicon Valley sarda. Il radiotelescopio è pronto a scrutare lo spazio più profondo e riceverne i segnali con la sua parabola gigante.

Tutto bello! Ma a me sorge qualche dubbio. Anzitutto: questa enorme antenna parabolica di 64 metri di diametro, porterà radiazioni e onde elettromagnetiche? O è “a zero emissioni“? Perciò quali saranno le conseguenze per la salute della popolazione? Altra domanda: tutti si rivoltano contro l’eolico, definendolo energia sporca perché troppo impattante con il paesaggio, troppo enorme. E questa? Questa la accettate come una cosa buona e giusta?

Altra domanda ancora: siamo davvero sicuri che porterà tanti posti di lavoro? Siamo davvero sicuri che i giovani della zona potranno trovare lavoro? O non ci vorranno degli “esperti e laureati in ingegneria aerospaziale con tanti anni di esperienza per lavorare lì? E i giovani del posto? Lavoreranno veramente? Cosa ne pensate di questo ennesimo scempio ambientale?

BENVENUTI AL LAGO NORD


polo nord

Son talmente ecologista che quando mia mamma sbrina il frigorifero, porto il ghiaccio direttamente al Polo Nord“. Questa mia battuta in realtà potrebbe anche tornare utile, perché il ghiaccio si sta sciogliendo veramente al Polo Nord, e ad alta velocità, tanto che, come denunciano gli esperti, sta diventando un grande LAGO. Il Lago Nord. Attualmente nel Mar Glaciale Artico le temperature registrate sono da uno a tre gradi centigradi superiori alla media di stagione.

Luglio è il mese di maggiore fusione per l’Artico, tuttavia quest’anno la situazione è destinata a peggiorare: durante la settimana, infatti, è previsto l’arrivo di un ciclone artico che frantumerà ulteriormente il ghiaccio e porterà acqua calda, accellerando lo scioglimento. Tuttavia, il record storico per la minore quantità di ghiaccio rimane quello del 16 settembre 2012: il livello più basso da quando sono iniziati i rilevamenti nel 1970.

Insomma, l’Artico è in grande pericolo, tanto che addirittura lo Stretto di Bering si è aperto! Un allarme da non sottovalutare lo scioglimento dei ghiacciai nell’Artico, e non solo per via dell’innalzamento delle acque del mare fino a sette metri. E ora pensano addirittura di specularci sopra, con “nuove rotte commerciali“!

E’ giunta l’ora di lasciare il petrolio, il carbone, il nucleare, il gas. E’ FINITA l’era del petrolio. Inizia l’era delle Fonti Rinnovabili: Fotovoltaico, Eolico, Geotermia, Idroelettrico. A ogni chilowatt in più prodotta e consumata da fonti rinnovabili, DEVE CORRISPONDERE un chilowatt in meno prodotto e consumato da fonti fossili e nucleari. Solo così potremo, pian piano, migliorare le cose.

ECCO L’EOLICO FOTOVOLTAICO


eolico fotovoltaico

A volte a pensare e sperare nel futuro si fa bene. Lo immaginavo io tre anni fa l’eolico fotovoltaico, ovvero, le pale eoliche che si alimentano grazie all’energia del sole. Non basta il vento? Ecco che si mette un bell’impianto fotovoltaico sopra il motore dell’elica per poter farla continuare a ruotare e a produrre energia anche così. Per integrare l’eolico al fotovoltaico, e viceversa. E ora dall’America arriva questo prototipo.

Che dire? Io non sono un profeta, non so prevedere il futuro, ma mi fidavo di queste tecnologie, e della creatività umana, per sviluppare ancora di più le fonti rinnovabili principali. Speriamo che questo arrivi presto anche in Italia. Che ne pensate voi?

CARBOSULCIS: CI SONO ALTERNATIVE VALIDE ALLA CENTRALE


Da ieri, 120 minatori della Carbosulcis, la più grande centrale a carbone della Sardegna, per protesta contro la annunciata chiusura degli impianti, si sono barricati a quattrocento metri sottoterra, con 400 kg di esplosivo. Non abbandoneranno la miniera fino a che non avranno risposte certe sul loro futuro. “Il progetto che prevede una centrale per la produzione di energia tramite la cattura e lo stoccaggio di CO2 nel sottosuolo“, spiega Sandro Mereu della Rsu, “sarebbe dovuto partire a dicembre dello scorso anno. La Regione lo aveva presentato alla Commissione Europea che, però, ha chiesto integrazioni e nuova documentazione. Nel frattempo siamo venuti a sapere che il governo non vuole prendere in considerazione l’idea di una centrale nel Sulcis per privilegiare quella dell’Enel di Porto Tolle. Non siamo disposti ad aspettare ancora vivendo nell’incertezza. Vogliamo risposte certe e venerdì prossimo il governo deve dire se il progetto deve andare avanti oppure no. Deve dare risposte certe“, ha concluso, “alle 470 famiglie dei minatori“. La Regione Sardegna si è detta favorevole alla realizzazione dell’impianto.
Io NO.
A parte che il carbone è energia fossile, non rinnovabile, sporca. Non si può dunque parlare di carbone “pulito. Il carbone è sempre sporco. Inoltre la Sardegna è ricchissima di sole e di vento, e le energie rinnovabili sono il futuro, anche lavorativo, della Sardegna e dell’Italia. Ma devono rappresentare anche il presente. Si stanno sostituendo a poco a poco alle centrali fossili ed inquinanti. Come si fa a rilanciare il carbone in un momento in cui il settore delle rinnovabili sta conoscendo un periodo di boom per quanto riguarda il loro sviluppo?
Come si fa a parlare di carbone “pulito”? Non sarebbe una scusa per non investire in un settore così strategico per l’Italia come il sole e il vento? E come si fa a volere centrali a carbone quando si rifiuta l’eolico, che non è impattante per l’ambiente?
La Carbosulcis deve chiudere, o meglio, deve continuare a produrre fino a quando tutti gli operai non siano stati trasferiti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico e del tanto temuto ed infangato eolico. Il settore delle energie rinnovabili dà già lavoro a miglialia di persone. Non avrebbero quindi difficoltà i minatori a trovare lavoro in questo settore, e bonificare un’area, quella del Sulcis, che ha conosciuto sviluppo, ma ora solo inquinamento, morte e miseria.
Perciò basta con la demagogia. Il carbone non è MAI “pulito”. I minatori possono essere trasferiti TUTTI nel settore del riciclaggio dei rifiuti (creare un centro come Vedelago sarebbe l’ideale per la Sardegna, e non solo per la Sardegna), anche con il riciclaggio creativo; e nel settore delle energie rinnovabili, grazie al rilancio del fotovoltaico (e la Regione Sardegna in questo caso DEVE creare nuovi incentivi, anche alla luce di quanto detto in occasione della campagna referendaria contro il nucleare, in cui il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, aveva dichiarato che la Sardegna vuole investire sulle energie rinnovabili e pulite); e grazie anche all’eolico, che il Parlamentare Mauro Pili (PdL) continua a contrastare facendosi paladino dell’ambiente, ma intanto sostiene il rilancio del carbone.
A tal proposito si sappia che l’eolico non impatta col paesaggio (perché a impattare il paesaggio ci pensano anche condomìni, palazzi, grattacieli, torri di centrali a carbone, raffinerie, inceneritori). L’accusa per l’eolico di impattare il paesaggio è pura demagogia, alla luce di quanto detto in precedenza.
Le alternative ci sono. Qualora non sia possibile realizzare tutto questo, allora dobbiamo accettare questa centrale. Ma la si smetta di parlare di carbone pulito, e di ricattare il lavoro per la salute. Ma prima di “accettare” la centrale, si tenti di percorrere questa strada. Almeno tanti di questi poveri operai troveranno lavoro sicuro. E pulito.

LA FABBRICA DEI VELENI


L’Ilva di Taranto, secondo il GIP deve spegnere i forni e bonificare Taranto. La città è spaccata in due, tra chi difende il lavoro di ventimila operai, e chi difende la salute e l’ambiente, e vuole che l’Ilva smetta di inquinare ed ammazzare. Non si sa quali siano gli eroi, se gli eroi sono al governo e chi difende il lavoro, o chi difende la salute e l’ambiente e vuole ammazzare il serial killer di Taranto.
Io sarei per la chiusura e la bonifica del territorio e della città, e di spostare gli operai dall’Ilva a centri di riciclaggio di carta e cartone, vetro, plastica e barattolame, magari al posto dello stesso mostro assassino, che serva tutta la Puglia, e anche la Basilicata, se il lavoro è troppo poco. E anche nel settore del fotovoltaico (anche a terra) e dell’eolico. Ma quanti posti potrebbe ricoprire questo? Basterebbe per coprire tutti e ventimila posti vacanti?
L’Ilva è comunque una fabbrica dei veleni, che per anni e anni ha distrutto la città e sterminato i suoi abitanti. Non poteva rimanere così.
Voi cosa ne pensate della vicenda?

DL SVILUPPO: PREVISTA RIATTIVAZIONE CENTRALI A CARBONE


(Rinnovabili.it) – “E’ una decisione sconcertante, invece dei tagli si fa un vero e proprio regalo alle lobby del petrolio, con i soldi dei cittadini”. Così Legambiente commenta la decisione del Governo di supportare finanziariamente le centrali a combustibile fossile per garantire la sicurezza energetica del Paese. La misura, inserita come emendamento (stramaledetti emendamenti – N.d.B.) al DL Sviluppo e votata alla Camera, prevede che vengano introdotti degli incentivi per gli impianti a combustibili diversi dal gas per riportarli in attività con normative meno restrittive sui valori limite di emissione. (addirittura con norme meno restrittive!!) Il provvedimento, a cui si sono opposti senza successo la senatrice Patriza Bugnano e il senatore Gianpiero De Toni dell’Italia dei Valori, avrebbe un impatto diretto sulla bolletta dei consumatori, la stessa che solo qualche mese fa doveva essere difesa dagli oneri delle energie rinnovabili.

“L’articolo  – commenta Legambientesembra scritto sotto dettatura delle lobby delle centrali più inquinanti: invece di rendere sicuri gli approvvigionamenti di gas, impegnarsi sul serio per ridurre i consumi e migliorare l’efficienza, si prendono i soldi per tenere in vita queste centrali direttamente dalle bollette”. Riportare in attività centrali vecchie e spesso posizionate in zone abitate vorrebbe dire prevedere deroghe alla normativa sulle emissioni, esentando gli impianti dall’attuazione degli autocontrolli previsti nei piani di monitoraggio o addirittura superando “gli obblighi relativi alla presentazione di piani di dismissione”. “Le accuse alle fonti rinnovabili e al loro impatto in bolletta da parte del Ministro Passera mostrano ora tutta la loro insopportabile ipocrisia” ha commentato Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente.

(FONTE: Rinnovabili.it)

Garantire la sicurezza energetica del Paese?!? Ma questa è enorme ipocrisia! Non siamo più nel dopoguerra quando si doveva ricostruire e sviluppare! Ci sono le energie rinnovabili, c’è il fotovoltaico, nel Paese del Sole; c’è l’eolico che tutti vogliono infangare come impattante! Impattante?!? E le centrali a carbone che vogliono riattivare non sono impattanti?! Non solo con il paesaggio, ma anche con l’ambiente! Almeno l’eolico non inquina, non fa ammalare di cancro! Ipocrisia allo stato… sporco. Norme meno restrittive poi… Un’altra beffa, altra ipocrisia, altra dimostrazione di quanto l’ambiente venga calpestato dai “rappresentanti” del popolo, e quanto i loro interessi (del popolo) vengano sacrificati all’altare dello “sviluppo” e dell'”economia”. E gli ipocriti, i demagoghi saremmo noi??

LIVE EARTH: E’ CAMBIATO QUALCOSA?


Cinque anni fa, il 7 luglio 2007 (7/7/7) il mondo si è mobilitato: 150 artisti e gruppi musicali si sono esibiti in quel giorno in 8 grandi città del mondo, per chiedere l’abbattimento delle emissioni inquinanti, di co2, di gas serra, la fine dell’età del petrolio e del carbone, e l’alba di una nuova età: l’età del rispetto dell’ambiente, e dell’energia pulita e rinnovabile, dello sviluppo corretto, sensibile e sostenibile.
Ma nonostante questa volonta ultra popolare (oltre due miliardi di persone hanno seguito il live earth in tv, senza contare quelli che l’hanno seguito dal vivo), la situazione sembrerebbe migliorare, ma solo leggermente, per via dei cittadini privati che installano sui loro tetti pannelli fotovoltaici, accrescendo così anche in Italia lo sviluppo delle fonti rinnovabili e pulite. Tuttavia questo è troppo poco. Anzitutto non c’era un solo concerto in Italia, e questo la dice lunga sulla volontà dei nostri politici nei confronti dei temi ambientali (e infatti si vedono i continui attentati in conto di tagli al 55% sugli incentivi agli impianti fotovoltaici domestici, poi sempre scongiurati). Aumenta sempre più la cementificazione, e i rifiuti non sono gestiti bene (inceneritori e discariche al posto di raccolta differenziata e riciclaggio).
Nel successivo G8 si è deciso di abbattere il prezzo del petrolio… volendo costruire MILLE centrali nucleari in tutto il mondo, senza considerare minimamente le fonti rinnovabili. In Italia volevano costruire da 4 a 16 centrali nucleari, individuando già i siti (senza rivelarli alla popolazione) dove dovevano aprire i cantieri. Anche questo attentato scongiurato dal referendum del giugno 2011.
Poi è entrato il Governo Monti, che per “salvare l’Italia” ha impugnato il machete tagliando tutto E SOLO il necessario, e tassandoci fino all’ultimo centesimo, senza tagliare loro un solo centesimo di privilegi, e investendo i nostri soldi per acquistare novanta cacciabombardieri da venti milioni di euro ciascuno. E le fonti rinnovabili? Sempre più oltraggiate (vedere eolico).
La lotta per noi ecologisti sarà dura e lunga, ma saremo sempre più determinati, perché le nostre richieste, che siamo il Popolo del Live Earth, vengano ascoltate e messe in pratica.

RIPARTE LA CARBOSULCIS


(ANSA) – CAGLIARI, 4 LUG – All’indomani della nomina del nuovo amministratore della Carbosulcis, Luigi Zucca, si stringono i tempi per il rilancio. Si guarda quindi all’Europa e al Governo per definire il progetto di estrazione e utilizzo del carbone per la produzione di elettricita’ stoccando l’anidride carbonica nel sottosuolo. Il 13 luglio e’ atteso il primo via libera da Roma mentre il 27 si dovrebbe esprimere l’Ue. Un lavoro da 1,5 mld tra fondi regionali, nazionali ed europei, ma serve anche l’avallo dell’Enel che dovra’ bruciare a regime un milione di tonnellate di carbone estratto in miniera. (ANSA).

Come avrete potuto leggere dall’articolo, si cerca di far ripartire la Carbosulcis, la miniera di carbone più importante della Sardegna. Ma riparte con “il progetto di estrazione e utilizzo del carbone per la produzione di elettricità“, “stoccando l’anidride carbonica nel sottosuolo“. Ma non sarebbe meglio produrre elettricità con l’eolico, che viene rifiutato ed infangato da tutti (mentre il carbone, siccome c’è la Carbosulcis, storica miniera, viene accettata, con buona pace della loro salute e della salute del territorio, per via del lavoro)? E inoltre, perché stoccare l’anidride carbonica nel sottosuolo? Non è pericoloso? O lo si fa per dire che il carbone è “pulito”? Il carbone, ricordatevelo, non è mai pulito.

Altra cosa che mi lascia perplesso: il carbone lo brucerà l’ENEL. Società che negli spot dice di adeguarsi ai nostri tempi, per poi rimanere attaccata al passato (carbone, petrolio, nucleare). E dice di essere “green“.
Sapete che vi dico? Questo affare puzza… non solo di carbone…

ALCUNE RIFLESSIONI SULL’EOLICO


 

E’ ufficiale. L’eolico è la fonte rinnovabile più contestata, dopo gli impianti a biomasse. La lotta contro l’eolico è serrata, le associazioni si organizzano, i quotidiani (anche locali) la criticano in continuazione. L’energia eolica, energia rinnovabile, prodotta dal vento, è energia pulita, ma sono in tanti a contrastarla. Anche chi si definisce ecologista. Ecco il mio parere (che non è Vangelo, per cui ognuno è libero di darmi ragione o torto):

Io sono favorevole all’eolico. Se ci fosse un progetto per l’installazione di turbine eoliche lo sosterrei. Perché io amo l’energia rinnovabile e pulita, e l’eolico, di certo, lo è. E non nascondo la mia indignazione contro chi la contesta e la contrasta.

Dicono che l’eolico impatta con il paesaggio. Già, ma anche le “torri di fumo“, le centrali a carbone, le raffinerie, le torri nucleari, le ciminiere degli inceneritori, e persino le case e i condomìni, i palazzi e i grattacieli, impattano con il paesaggio. Solo che alcune di queste cose (case, condomìniperché ognuno ha diritto ad un tetto – e anche le centrali a carbone e le raffinerie, perché danno lavoro) sembrano essere ben accette dalla società.
Perché l’eolico viene rifiutato? Eppure, a differenza delle raffinerie e delle ciminiere, le torri eoliche non emettono fumo, non producono co2, non producono alcun inquinamento. Perché solo l’eolico deturpa il paesaggio?

Dicono che le turbine, le pale, ammazzino l’avifauna. Questo è tutto da verificare. Ma anche se fosse vero (non hanno ancora fornito immagini che sostengono quest’affermazione), anche la caccia ammazza l’avifauna. Però la caccia è (sempre meno) accettata. Le turbine eoliche possono ferire l’avifauna, ma le ben accettate ciminiere? Non uccidono forse le persone (altro che uccelli)? Le torri eoliche non emettono veleni, a differenza di tutte le altre torri.

Dicono che le pale, quando girano, facciano rumore, un rumore assordante, insopportabile. Non so se sia vero. Purtroppo non ho la fortuna di vivere vicino ad impianti eolici. Tuttavia quando le vedo dalla strada, abbasso il finestrino, ma si sente solo il fischio del vento, mica quello delle pale, installate a venti metri. Eppure le pale girano ad alta velocità.

Le contestazioni all’eolico mi sembrano più che altro demagogia. Un modo per difendere il vecchio e per demonizzare il nuovo. Ci vorrebbe più informazione sull’eolico. E soprattutto più regole.
Sono favorevole all’eolico, ma senza regole tutto danneggia. Ma se le regole sono troppo restrittive, allora danneggia anche questo.
Sono favorevole all’eolico, ma se è vero che l’energia prodotta dalle rinnovabili viene venduta all’Enel senza essere fornita alle famiglie, allora è doveroso cambiare il sistema, rivoluzionarlo.

Sono favorevole all’eolico, ma ho qualche dubbio sull’eolico “off-shore, ovvero in mare, a largo delle coste. Potrebbero impattare le rotte delle navi. Per il resto sono favorevole. Con le dovute regole e i dovuti controlli.

Voi siete favorevoli o contrari all’eolico? E in che misura?

 

ECCO I CONTENUTI DELLA BOZZA DEL QUINTO CONTO ENERGIA


Gira da qualche giorno in rete la bozza del V Conto energia, atto che dovrebbe regolamentare ancora una volta il fotovoltaico in Italia. Ma per quale motivo è necessario un nuovo conto energia? Secondo molti la causa è da ricercarsi negli incentivi destinati alle rinnovabili e che non sarebbero più sostenibili in un momento di crisi come quello attuale. Ma c’è chi profila uno scenario ben diverso.

Anie/Gifi riassume così gli interventi immaginati:

I contenuti dei documenti in questione profilano un sistema incentivante insostenibile per l’industria fotovoltaica italiana. Registro per tutti gli impianti al di sopra dei 3 kW di potenza, limite di 100 mln€ di spesa a semestre per nuovi impianti, dimezzamento delle tariffe dal 1 luglio 2012 anche per gli impianti più piccoli e su edificio, sono i principali aspetti negativi emersi dalla lettura delle bozze in circolazione. Così come accaduto nel 2011, le banche hanno già sospeso i finanziamenti in erogazione ed i clienti stanno procedendo con l’annullamento degli ordini: questo significa porre nuovamente in serio pericolo migliaia di posti di lavoro e centinaia di milioni di euro di investimenti.

Il sospetto che la bozza del V Conto energia sia stata stilata da funzionari Enel l’avanza il senatore Pd Francesco Ferrante. Enel però smentisce.

Ma da cosa deriva il sospetto di Ferrante? Nel comunicato stampa si legge:

Sulla bozza del quinto Conto energia che sta circolando in queste ore il Ministero dello Sviluppo Economico deve fare al più presto chiarezza, perché risulta che l’autore del file del documento, che è una carta intestata del Ministero, sia un’analista dell’Enel.

Una conferma? Cliccate con il pulsante destro del mouse sul documento… In ogni caso a scatenare i sospetti anche l’annuncio di EnelGreenPower, per cui Ferrante scrive:

Paradossale poi il fatto che sia notizia proprio di oggi che la stessa Enel Green Power annuncia investimenti nel settore per più di 6 miliardi di euro, ma delocalizzandoli fortemente all’estero, in quanto in Italia pesano ‘le incertezze normative’: un caso in cui la mano destra non sa cosa fa la sinistra?

Ma perché Enel avrebbe interesse a stoppare le rinnovabili in Italia? Forse per impedire che la quota prodotta dalle rinnovabili vada a intaccare la quota prodotta dalle fossili e su cui ci sono ancora grandi margini di interessi.

(FONTE: Ecoblog)

Sul post leggerete sicuramente le parole “gli incentivi… non sarebbero più sostenibili in un momento di crisi come quello attuale”: la vera insostenibilità della crisi sono gli incentivi NON all’innovazione verde e fotovoltaica, ma alla guerra chiamata “missione di pace” e ai cacciabombardieri che l’Italia si appresta a comprare. Non uno, ma ben novanta, o forse sono di più.
Non sono del tutto contrario a ciò che ha scritto un non meglio definito “Mauriziosat,9“, nel terzo commento a questo post di Ecoblog: occorre riprendere a vedere il fotovoltaico per ciò che era stato concepito fin dal principio: in spazi aperti ed isolati, e aggiungerei: possibilmente assolati. Dire che il fotovoltaico ruba spazio all’agricoltura puzza di demagogia. Assieme al fotovoltaico nelle case, il fotovoltaico a terra contribuisce enormemente al soddisfacimento del fabbisogno energetico delle famiglie. Integrato ad una campagna su un serio risparmio energetico, ad altre fonti rinnovabili (eolico e idroelettrico – soprattutto d’inverno –  geotermico, ecc., oltre alla coibentazione delle abitazioni e a tutte le innovazioni gel fotovoltaico, tegole fotovoltaiche, finestre fotovoltaiche, pianelle fotovoltaiche, tutte che assorbono calore e luce del sole per poter produrre energia), il fotovoltaico, così sviluppato, darà sicuramente risposta a tutto il fabbisogno energetico, e solo una minima parte sarà prodotta dalle fonti fossili.
Riapriamolo il discorso sulle “praterie” fotovoltaiche. Discutiamone, cosa ne pensate?