MARCIA GLOBALE CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI


marcia globale

Amici, segnamoci in rosso il 21 settembre. Anzi, è già segnato in rosso nel calendario perché è domenica, ma noi segnamocelo per un altro motivo: vi sarà infatti una marcia globale contro i cambiamenti climatici, in ogni nazione, anche in Italia. Ben 950 associazioni parteciperanno a questa marcia per l’ambiente. Questo evento è organizzato in vista del Climate Summit 2014 che si terrà a New York il 23 settembre, martedì. I partecipanti chiederanno ai politici di intervenire seriamente per contrastare i cambiamenti climatici.

marcia roma

In Italia sono previste diverse manifestazioni nel calendario ufficiale. Tre sono le richieste ufficiali rivolte al governo italiano:
1- Abolire gli incentivi alle fonti fossili incentivando seriamente e fortemente quelle rinnovabili;
2- Arrivare nel 2030 a questi obiettivi: +40% di risparmio energetico, +45% di fonti rinnovabili, -55% di CO2;
3- Che l’Italia contribuisca al Fondo Verde per il Clima e mantenga fede agli impegni che erano stati assunti a Copenaghen in tema di finanza per il clima.

Che dite? Marciamo anche noi?

IL FIORE SOLARE


solar flower

Ecco il Solar Flower, il Fiore Solare fai da te. Il fiore artificiale che produce e raccoglie l’energia solare per destinarla a vari utilizzi. Lo si può realizzare a casa propria riciclando alcuni materiali in disuso e seguendo il tutorial che si trova in rete sul sito ufficiale. Solar Flower è un progetto ideato da Daniel Connel che permette di utilizzare l’energia del sole attraverso il calore senza cioè convertirla in elettricità. Il dispositivo può essere usato in mille modi diversi ad esempio basterebbe aggiungere una turbina a vapore per trasformarlo in un generatore di energia elettrica. Già di per se il Solar Flower attraverso il calore e il vapore che genera può offrire una soluzione sostenibile per il riscaldamento e la depurazione dell’acqua, cottura di alimenti, conversione di rifiuto organico in carbone da utilizzare in cucina o per la stufa

Si tratta di un progetto open source in quanto chiunque può prendere le informazioni messe a disposizione sul sito ufficiale per costruirselo a casa propria ed eventualmente migliorarlo: il costo è solo di 100 euro per le attrezzature. Il progetto è solo all’inizio e per adesso le informazioni sono solo in lingua inglese ma Connel sta cercando traduttori per espanderlo in più paesi del mondo.

(FONTE: ilfattaccio.org) (foto presa da tecnologia-ambiente.it)

NASCONO LE CITTA’ GALLEGGIANTI


città galleggianti

Nascono le città galleggianti. Un colosso d’investimento cinese sta valutando di costruire delle vere e proprie “Floating Cities“, città galleggianti autosufficienti, per contrastare il sovraffollamento e la cementificazione di spazi verdi che possono essere destinati all’agricoltura. Spazi verdi ed attrezzature sarebbero localizzati sia sopra che sotto la superficie dell’acqua, mentre le aziende agricole, i vivai ed i centri di raccolta per i rifiuti consentirebbero alla comunità la massima autosufficienza, producendo cibo e smaltendo i rifiuti nella massima sostenibilità.

I progettisti pensano alle città galleggianti ad emissioni zero di carbonio e consumo energetico nullo, che sarebbe garantito dagli impianti alimentati da energia rinnovabile. Le città galleggianti sarebbero poi collegate tra loro ed alla terraferma grazie ad una rete di tunnel subacquei immaginati come vere e proprie strade con tanto di marciapiedi e carreggiate, lungo le quali viaggeranno le auto elettriche e trasporto pubblico ad emissioni zero.

città galleggianti2

Può sembrare un progetto fantascientifico eppure la China Transport Investment Co, una delle più grandi società d’investimento cinese, sta studiando attentamente il progetto per avviare entro il prossimo anno la costruzione di un primo prototipo in scala ridotta di Floating City.

Foto e Info prese dal sito rinnovabili.it

Città galleggianti. Sono una nuova opportunità di sviluppo sostenibile, anche per evitare la cementificazione degli spazi verdi; oppure visto che ormai di spazi verdi ne sono rimasti pochi, e che un pianeta solo non basta, si cerca di cementificare anche il mare? Cosa ne pensate voi? Ah, se soffrite di mal di mare vi consiglio di restare sulla terraferma

PRIMO MAGGIO: UNA “LOTTA” ETERNA TRA AMBIENTE E LAVORO


primo maggio

Sembra una lotta eterna tra ambiente e lavoro, tra salute e sviluppo, tra inquinamento e difesa dei posti di lavoro. In questo primo maggio vorrei riflettere sullo scontro tra lavoro e ambiente. Da che parte sta la “verità”? Da che parte dobbiamo stare? Perché non si riesce a conciliare l’ambiente con il lavoro?

Acciaierie, centrali e miniere di carbone, raffinerie, la c.d. “chimica verde” (che di verde ha solo il nome), inceneritori, multinazionali che oggi ci sono, e domani scappano con tutti i soldi dei finanziamenti statali ed europei, lasciando malattie, inquinamento, fame, morte. Sono tante le vertenze aperte su questi fronti.

Da una parte c’è chi ci lavora dentro, ci sono gli OPERAI, che hanno sicuramente il diritto di lavorare, e difendono a spada tratta il loro lavoro, con disperazione, con tutte le loro forze. E ne hanno tutto il diritto! Dall’altra parte c’è l’ambiente, che noi difendiamo, e l’inquinamento che producono questi mostri, anche in conto di morti, di malattie, di intere regioni del pianeta mai più abitabili, insanabili. Che tra l’altro Aprile 2014 è stato il mese più inquinato della storia. E noi? Da che parte dobbiamo stare?

L’Italia si è affidata a un modello di sviluppo che ha portato benessere nel breve-medio periodo, ma che nel lungo periodo ha portato disoccupazione, morti, malattie, fame, miseria, disperazione.
Adesso è il momento di cambiare modello di sviluppo, basato sul rispetto dell’ambiente, e sulla sua valorizzazione: fonti rinnovabili, agriturismi, parchi naturali, escursioni e gite in natura, riparazione e valorizzazione dei nostri beni culturali, storici e paesaggistici, che rappresentano la nostra grande bellezza, puntando sul turismo, sulle nostre bellezze, sull’agricoltura, sul Made in Italy, sulla valorizzazione dei nostri prodotti agricoli e delle nostre carni, abolendo la globalizzazione alimentare. Stop alle esportazioni e alle importazioni dagli altri paesi di prodotti che poi vengono spacciati per italiani, danneggiando i nostri produttori.

Bisognerebbe ripensare a questo modello di sviluppo: stop al consumo del territorio per costruire grandi opere: la vera grande opera è la messa in sicurezza del nostro territorio, che si sgretola ogni volta che scende un pò di pioggia; stop al consumio del territorio, alla cementificazione selvaggia, alle concessioni edilizie fin troppo facili: si cambi a un modello che punti sul “riciclaggio” del cemento, restaurando vecchie (e ormai in disuso) abitazioni ed edifici (e fino a quando non saranno restaurate, lasciamo gli abusivi dentro le case abusive, poi trasferiamoli e abbattiamo quelle case); basta inceneritori, ce ne sono già troppi, si dia via libera al riciclaggio, anche creativo, dei rifiuti.
Ma fino a quando non si trovano soluzioni alternative e concrete bisognerebbe “sopportare” questi mostri, lasciarli eruttare e poi bonificare e trasferire i loro operai accompagnandoli nel loro nuovo lavoro, anche attraverso dei corsi di formazione. Affinché il lavoro non manchi davvero mai.

Ma qui siamo in Italia, e queste cose non si vogliono fare. Le mie sono solo proposte inascoltate. E voi da che parte state?

OGGI SI FESTEGGIA LA GIORNATA DELLA TERRA


earth day 2014

Oggi si festeggia la Giornata della Terra, l’Earth Day, giunta alla sua quarantaquattresima edizione. Il tema di quest’anno sono le città verdi: come rendere più sostenibili le metropoli, che ormai accolgono più della metà della popolazione mondiale. Energia, edifici e trasporti i temi che verranno affrontati in questa giornata.
Per quanto riguarda l’energia, per esempio, le organizzazioni ambientaliste puntano l’indice contro impianti inefficienti e ritengono indispensabile il passaggio a strutture di nuova generazione, basate su energie rinnovabili.
Per quanto riguarda gli edifici: le costruzioni attuali vanno ripensate, dicono gli organizzatori, poiché sono responsabili di circa un terzo delle emissioni di gas serra.
Innovare radicalmente i trasporti, poi, è cruciale: sono la fonte di gas serra in più rapido aumento. Puntare sul trasporto pubblico e promuovere l’uso della bicicletta sono alcune delle proposte.
Decine gli eventi in programma in tutto il mondo: dal Ruanda, che ospiterà un convegno internazionale sulle città verdi, al Costa Rica, che promuove il Forum Internazionale Virtuale, per raccogliere idee sul futuro del Pianeta. Nelle Bahamas parte un programma internazionale per favorire il riciclaggio e in India l’attenzione all’ambiente è protagonista di una fiera del libro. Giochi, animazioni e conferenze sono previste negli Stati Uniti, da New York al Texas.
Tante le iniziative anche in Europa, dal campo-scuola dedicato ai ragazzi a Dublino ai corsi per costruire nidi in Moldavia. In Italia il WWF si prepara a presentare, il 29 aprile a Roma, il rapporto Natura in bancarotta. Perché rispettare i confini del pianeta“. Sono previsti inoltre un concerto di Arisa a Milano, una maratona a Km Zero a Roma e una mostra sugli Eroi della Terra.

VADO… VIA


centrale carbone

La centrale a carbone di Vado LigureTirreno Power“, proprietà del Gruppo Sorgenia di De Benedetti, è stata posta sotto sequestro, per il mancato rispetto delle prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. In questo articolo vi spiegai che era stata aperta un’inchiesta da parte della Procura di Savona per verificare se ci fosse il nesso di causalità tra le emissioni inquinanti della centrale a carbone e i numerosissimi casi di malattie e decessi negli ultimi anni.
La Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, Maria Grazia Midulla, ha commentato così:

Le centrali a carbone sono antistoriche, comportano emissioni di anidride carbonica superiori a qualsiasi altro impianto, fanno male alla salute. Il nostro Paese ha una overcapacity di produzione di energia elettrica che le impone, non solo le permette, di cominciare a chiudere le centrali più inquinanti. Invitiamo dunque l’azienda a prendere atto che la centrale di Vado Ligure è indifendibile, e a non riaprire i gruppi a carbone. Questa è l’occasione per pensare alla riconversione dei posti di lavoro verso l’efficienza energetica e le rinnovabili: ci auguriamo che sindacati , regione Liguria, azienda, ci pensino seriamente. Intanto Vado Ligure non deve riaprire e i progetti di ampliamento dell’uso del carbone non devono partire.

L’AMBIENTE RACCONTATO AI BAMBINI


mangiamondo

Un libro di favole creato per raccontare l’ambiente ai bambini, per un’educazione ecologica delle future generazioni. Si tratta del libro “Il Mangiamondo e altre ecofavole“, dove vengono trattati temi come l’inquinamento del mare, dell’aria e del suolo, il disboscamento, le energie rinnovabili, i cambiamenti climatici, gli OGM, il riciclo dei rifiuti e tanti altri.
Alla fine di ogni favola viene fornita una soluzione al problema ambientale, risolvendo la storia con un “eroe” (in cui il bambino si possa identificare) che aggiusta la situazione, con la redenzione del “cattivo” che ha provocato il danno o semplicemente con un avvertimento o un consiglio dell’autrice a non imitare il personaggio o il comportamento nocivo.

(FONTE: Alessandria News)

Un’iniziativa lodevole per formare la società del domani, attenta all’ambiente. Stupendo. Cosa ne pensate?

SAVONA: SOTTO ACCUSA LA CENTRALE A CARBONE


centrale carbone

La Procura di Savona apre un’inchiesta su un possibile nesso di causalità tra la centrale a carbone di Vado e le centinaia di vittime di malattie e di decessi avvenuti tra il 2000 e il 2007. Secondo la Procura quei morti sarebbero da attribuire alle emissioni degli impianti. L’azienda si difende.
Non lo so se tutti questi morti derivano dalle emissioni della centrale. Ma quel che è certo è che l’Italia ha adottato una politica industriale che non ha tenuto minimamente conto delle “controindicazioni. Una politica industriale di cui gli innocenti ne pagano le conseguenze peggiori, in conto di disastri ambientali e di malattie.
Siamo vittime di un sistema industriale profondamente sbagliato, che va ripensato e gradualmente sostituito. Le alternative ci sono. Le Fonti Rinnovabili. Ma vi sono poteri ancora più forti delle “lobby” che dicono loro, quelle che “bloccano lo sviluppo“. Vi sono poteri ancora più forti, che sono quelli dello “sviluppo a tutti i costi“. E sono queste le lobby che vanno sconfitte.

POSSIBILI TRIVELLAZIONI IN MARE IN SARDEGNA


Lo denuncia il Presidente uscente della Regione Ugo Cappellacci: “Un decreto del ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato apre la strada alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in un’area di 21 mila km quadrati fra il Mar di Sardegna e il Mare Balearico con una profondità tra i 2.330 metri e i 2.850 metri, ad una distanza fra i 45 e i 75 km dall’isola“.

(FONTE: Ansa.it)

sardegna mare

Ora non trivellano solo per estrarre gas o petrolio, ora trivellano pure per cercarlo! E voi credete che questa operazione dia lavoro a tanti giovani sardi disoccupati? Ovvio che no. Mi auguro che venga respinto al mittente questo decreto. Possibile che vogliano rovinare una bellezza così rara per cercare petrolio e gas, che tra l’altro sono fuori moda perché ci sono le fonti rinnovabili, molto più sicure e pulite, oltre che efficienti? Salviamo il nostro mare.

BENVENUTI AL LAGO NORD


polo nord

Son talmente ecologista che quando mia mamma sbrina il frigorifero, porto il ghiaccio direttamente al Polo Nord“. Questa mia battuta in realtà potrebbe anche tornare utile, perché il ghiaccio si sta sciogliendo veramente al Polo Nord, e ad alta velocità, tanto che, come denunciano gli esperti, sta diventando un grande LAGO. Il Lago Nord. Attualmente nel Mar Glaciale Artico le temperature registrate sono da uno a tre gradi centigradi superiori alla media di stagione.

Luglio è il mese di maggiore fusione per l’Artico, tuttavia quest’anno la situazione è destinata a peggiorare: durante la settimana, infatti, è previsto l’arrivo di un ciclone artico che frantumerà ulteriormente il ghiaccio e porterà acqua calda, accellerando lo scioglimento. Tuttavia, il record storico per la minore quantità di ghiaccio rimane quello del 16 settembre 2012: il livello più basso da quando sono iniziati i rilevamenti nel 1970.

Insomma, l’Artico è in grande pericolo, tanto che addirittura lo Stretto di Bering si è aperto! Un allarme da non sottovalutare lo scioglimento dei ghiacciai nell’Artico, e non solo per via dell’innalzamento delle acque del mare fino a sette metri. E ora pensano addirittura di specularci sopra, con “nuove rotte commerciali“!

E’ giunta l’ora di lasciare il petrolio, il carbone, il nucleare, il gas. E’ FINITA l’era del petrolio. Inizia l’era delle Fonti Rinnovabili: Fotovoltaico, Eolico, Geotermia, Idroelettrico. A ogni chilowatt in più prodotta e consumata da fonti rinnovabili, DEVE CORRISPONDERE un chilowatt in meno prodotto e consumato da fonti fossili e nucleari. Solo così potremo, pian piano, migliorare le cose.

ARRIVA IL MODULO FOTOVOLTAICO CHE STOCCA L’ENERGIA!


fotovoltaico

Arriva il modulo fotovoltaico che impara a stoccare l’energia, senza bisogno delle batterie! Il progetto arriva dall’Universita del Wisconsin, che ha messo a punto un rivoluzionario modulo solare in grado, contemporaneamente, di generare elettricità dalla luce del sole e di sequestrarla al suo interno. Il sito rinnovabili.it ci spiega come funziona (per chi ne capisce… 😀 ):

Lo strato superiore di ogni cella fotovoltaica è costituito da un elettrodo convenzionale che “converte” i fotoni in entrata in elettroni. Durante questo processo, gli elettroni prendono due direzioni: la maggior parte fluisce fuori dal dispositivo per supportare il carico di potenza, mentre alcuni sono dirottati verso un polimero in fluoruro polivinilidene (PVDF) ricoperto di nanofili di ossido di zinco. Il PVDF possiede un’elevata costante dielettrica elevata, elemento necessario alle soluzioni di stoccaggio energetico. Quando non c’è il sole, l’energia immagazzinata torna attraverso i nanofili ad alimentare il carico“. 

Attualmente questa tecnologia converte solo il 4% della luce in entrata, ma i ricercatori sono pronti a scommettere che si possa migliorare notevolmente l’efficienza di conversione e la quantità di energia immagazzinabile.

Cosa ne pensate di questa nuova tecnologia? Vi sorprende ancora il fatto che le novità vengano scoperte all’estero e non in Italia, dove non si finanzia la ricerca?

TUTELA DEL PAESAGGIO SENZA COMPROMESSI


ischia

Sulla tutela del paesaggio non si accettano compromessi. Nessun condono edilizio può essere ammesso o sanato. Da parte di nessuno, tanto meno da parte di chi sventola la bandiera verde dell’ecologia per fare campagna elettorale. Mi riferisco ai cari amici del MoVimento 5 Stelle, che hanno presentato una proposta di condono edilizio ad Ischia. Una sorta di sanatoria per tutta l’edilizia abusiva, anche quella costruita in zone di altissimo pregio e vincolate. Basta mettere qualche pannello solare e fare l’adeguamento sismico.

La proposta del MoVimento 5 Stelle isolano è molto pericolosa, perché si sventola la bandiera dell’energia rinnovabile e dell’adeguamento antisismico per sanare l’insanabile. Chi controllerà che gli abusivi facciano la riconversione ecologica dei loro abusi? I vigili urbani che hanno fatto finta di non vedere che quegli abusi venivano realizzati a centinaia in aree con forte rischio idrogeologico, accanto ai corsi d’acqua e senza allacci fognari? Mi sembra una soluzione inaccettabile. Qui troverete l’articolo con tutte le spiegazioni che i pentastellati danno alla loro proposta.

Non sarebbe meglio, invece, censire le case di ogni comune, trovare quelle abusive, quelle abbandonate, ristrutturare quelle abbandonate, trasferire gli abusivi nelle case vuote e abbandonate, già costruite, e abbattere le case abusive, dando allo stesso tempo un altro tetto agli abusivi? Scusate il gioco di parole… Ma sull’ambiente non si gioca, perché significherebbe giocare sulle spalle dei nostri figli, senza lasciare loro il minimo spazio verde su cui giocare.

IL… GRILLOVAFFA


grillo

Pur condividendo il 90% del suo programma elettorale; pur volendo che le cinque stelle del suo Movimento (acqua pubblica, fonti rinnovabili, connettività pubblica, raccolta differenziata e sanità pubblica) risplendano in Parlamento e illuminino l’Italia intera; pur apprezzando la rinuncia ai rimborsi elettorali; pur apprezzando la rinuncia al 70% dello stipendio dei parlamentari da parte dei c.d. “grillini”Non posso e NON VOGLIO appoggiare il Movimento 5 Stelle, poiché il suo leader si comporta da vero e proprio Tiranno!
Proprio non sopporto la sua tirannia, anche nei confronti degli stessi grillini, i quali, secondo lui, non devono assolutamente concedere interviste ai giornalisti della carta stampata e delle tv, rei, a suo dire, di manovrare l’informazione, di essere appoggiati ai partiti tradizionali, di attaccarlo ed ingiuriarlo in continuazione. Ha anche ragione, forse i giornalisti stanno esagerando, ma anche lui è andato oltre. Troppe volte.
Vedi di moderare la tua tirannia, o Grillo. Vedi di moderare la violenza del tuo “tsunami”. Vedi di moderare i tuoi comandi. TU NON SEI NESSUNO PER ZITTIRE NESSUNO, TANTO MENO CHI TI HA VOTATO E CHI E’ STATO ELETTO NELLE FILE DEL TUO MOVIMENTO! TU NON SEI NESSUNO PER TOGLIERE IL DIRITTO DI PAROLA A NESSUNO! Tu non sei nessuno per impedire un sacrosanto diritto al lavoro da parte dei giornalisti, la maggior parte dei quali è onesto ed imparziale.
Basta con la tua mancanza di rispetto nei confronti delle donne e dei giornalisti. Basta con la tua tirannia. Ognuno ha il sacrosanto diritto di rilasciare le dichiarazioni che vuole, purché non siano calunnianti nei confronti di nessuno e purché corrispondano alla realtà. Se poi uno sbaglia, allora può essere opinato e corretto, ma mai distrutto!
Se pensi che i giornalisti ti insultino e ti attacchino con i loro giornali, e se non vuoi che i tuoi eletti rilascino interviste agli altri giornalisti… non ti resta che una cosa da fare: farti il TUO quotidiano stampato e online, ti do anche il titolo se vuoi: IL GRILLO PARLANTE. Fatti il tuo giornale, come ti sei fatto il tuo movimento, assumi tutti i grillini che vuoi, critica gli altri quanto vuoi, ma MODERA LA TUA TIRANNIA!
Ne hai mandato tanti in questi anni, uno lo voglio mandare io a te: GRILLO, VAFFA!

LE CINQUE STELLE DI GRILLO


m5s

Devo ammetterlo. Nonostante il suo comportamento maschilista e irrispettoso di tutti (nei confronti delle donne, dei giornalisti, delle tv, ecc.), Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle rappresenta la vera rivoluzione di cui l’Italia aveva bisogno. Il suo programma elettorale è veramente rivoluzionario, e devo riconoscere l’indole ecologista delle sue cinque stelle:
1- Acqua Pubblica;
2- Energie Rinnovabili;
3- Connettività Pubblica;
4- Raccolta Differenziata;
5- Sanità Pubblica.
Queste sono le cinque stelle di questo Movimento. E devo ammettere che se non fosse stato per il suo carattere e per il suo comportamento nei confronti dei cameraman e delle donne, lo avrei votato senza indugio. E spero che il Movimento dei Verdi si allei alle prossime elezioni proprio con il Movimento 5 Stelle, che rappresenta davvero una grande forza trasversale. E ecologista. Cosa ne pensate voi?

IO VOTO RIVOLUZIONE CIVILE


rivoluzione civile ingroiaAlle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 io voto e invito a votare RIVOLUZIONE CIVILE di Antonio Ingroia. Per una rivoluzione anche ecologica dell’economia, che ci faccia uscire in modo pulito dalla crisi, creando lavori verdi, rilanciando la green economy, le fonti rinnovabili ed il riciclaggio (anche creativo) dei rifiuti, nonché lo stop al cemento, ai condoni edilizi, all’abusivismo, al consumo sfrenato del territorio, al dissesto idrogeologico dei nostri comuni. Per le piccole opere utili contro le grandi opere inutili, costose ed inquinanti. Per un programma sull’ambiente a 360°, io voto e invito a votare RIVOLUZIONE CIVILE. Fatelo anche voi in questi ultimi giorni di campagna elettorale. Fate girare questo appello, a dispetto dei media che non gli danno spazio.

FOTOVOLTAICO: PROPOSTE PER LE ELEZIONI 2013


fonti rinnovabili

Il fotovoltaico è un settore anti-crisi. E’ un volano per la crescita e la ripresa economica, italiana ed europea. Per rendercene conto basta guardare i dati GIFI dell’impatto che il fotovoltaico ha avuto in questi anni in Italia: nel 2011 l’Italia ha risparmiato 2,5 miliardi di euro sull’importazione di gas, e 18 milioni di tonnellate di CO2. Sempre nel 2011 la bolletta energetica nazionale è diminuita di 400 milioni di euro. Nel 2012 il solo fotovoltaico ha coperto il 5,63% del fabbisogno elettrico nazionale, e ha rappresentato il 6,43% della produzione netta di elettricità.
Il fotovoltaico è ancora un settore anti-crisi, poiché è in grado di ridurre le spese energetiche nazionali, e di ridurre le spese energetiche delle famiglie italiane e delle industrie.
Perciò, vista l’assenza totale del tema del fotovoltaico in tutti i programmi elettorali, le Associazioni Anie-Gifi (Gruppo Imprese Fotovoltaiche) propongono al prossimo governo i seguenti punti:
certezza e stabilità normativa. Cosa che è più volte vacillata trasversalmente nelle varie precedenti legislature. E dunque, regole certe per la green economy e per le fonti rinnovabili. Solo regole certe e stabili sul lungo periodo potranno attirare i piccoli e grandi progetti di investimento e portare ad una vantaggiosa stabilizzazione dei prezzi;
– che nei programmi dei candidati si dimostri maggiore attenzione alla green economy in generale ed al fotovoltaico in particolare. L’assenza di proposte in questi settori strategici appare incomprensibile dal momento che a livello europeo, ma non solo, la green economy è considerata il volano principale della prossima rivoluzione industriale;
instaurare un nuovo equilibrio di mercato, mercato senza gli incentivi, ma che sia in grado di dare stabilità al settore e continuità agli investimenti in vista della piena competitività del fotovoltaico con le fonti convenzionali.

Io condivido in pieno le proposte delle Associazioni Anie-Gifi. Non possiamo rinunciare al fotovoltaico nel Paese del Sole. Rinunciamo alle spese per i cacciabombardieri e ai sottomarini, semmai…

ELEZIONI 2013: NEI PROGRAMMI MANCANO FOTOVOLTAICO E RINNOVABILI


fotovoltaico

Assenza di proposte per la green economy o per il rilancio dell’economia e mancano piani per lo sviluppo del fotovoltaico e delle rinnovabili in genere. E’ questa la preoccupazione espressa da Anie/Gifi, gruppo imprese fotovoltaiche italiane in questa campagna per le elezioni politiche 2013. Nel 2012 l’industria fotovoltaica ha perso 6000 posti di lavoro riducendo il gettito fiscale e gravando sull cassa integrazione: un paradosso se si pensa che l’industria delle rinnovabili sarebbe in crescita. Scrivono le due associazioni:

Chiediamo che nei programmi dei candidati si dimostri maggiore attenzione alla green economy in generale ed al fotovoltaico in particolare. L’assenza di proposte in questi settori strategici appare incomprensibile dal momento che a livello europeo, ma non solo, la green economy è considerata il volano principale della prossima rivoluzione industriale. Riteniamo quindi opportuno che le forze politiche che guideranno il Paese nel prossimo quinquennio si adoperino per dare continuità agli investimenti e allo sviluppo del settore fotovoltaico traghettandolo dal sistema incentivante verso la piena competitività con le altre fonti energetiche. Siamo disponibili a collaborare per dare operatività a strumenti che favoriscano la ripresa economica del Paese attraverso l’incremento del PIL, del gettito fiscale, dell’occupazione e diminuiscano al contempo la spesa energetica degli italiani.

(FONTE: Ecoblog.it)

Ma io mi chiedo: l’hanno “dimenticata” o l’hanno VOLUTAMENTE dimenticata?

COME I CANDIDATI AL GOVERNO VOGLIONO AFFRONTARE L’AMBIENTE


ambiente

Ad un mese dal giorno del silenzio, ecco cosa propongono i vari candidati, in base ai dati raccolti da Ecoblog, in tema ambientale.
Per quanto riguarda il CentroDestra:
PdL: prevede un Piano Generale per la Mobilità Urbana Sostenibile, molto importante per ridurre l’inquinamento. E ancora: eliminazione dell’IMU sui terreni e i fabbricati funzionali ad attività agricole, la realizzazione di cicli integrati di smaltimento con l’obiettivo dell’autosufficienza e l’incentivazione della raccolta differenziata. E ancora: valorizzazione dei parchi e delle aree protette, largo alla green economy con eco-innovazione, fonti rinnovabili, riciclo dei rifiuti e mobilità sostenibile.  E ancora tutela degli animali da compagnia e affezione, cancellazione delle spese relative agli stessi dal redditometro e lotta al randagismo. Impulso alle Smart Cities e una maggiore sinergia fra ambiente e turismo.
Lega Nord: i padani puntano su una azione di contrasto all’inquinamento atmosferico, del suolo e dei bacini idrici, sulla difesa, salvaguardia e rilancio delle aree montane, molto sentito soprattutto al Nord; sulla difesa della caccia, vista come fondamentale nella gestione faunistica; e attenzione: valorizzazione dell’agricoltura, con una ferma opposizione agli OGM.
(FONTE: Ecoblog.it)
Sul fronte opposto, quello del CentroSinistra, vengono stranamente messi a confronto i due candidati con la stessa lista, ovvero PD e SEL, che corrono INSIEME, e non Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, e la Lista Civica di Monti, che vengono ignorate anche da questo blog. Ma vediamole queste due posizioni:
PD: Sviluppo Sostenibile, rilancio della produzione locale, una politica industriale integralmente ecologica, e un progetto-Paese nel quale vengano valorizzati, fra gli altri, l’agricoltura e le tipicità, il risparmio energetico e la mobilità sostenibile.
SEL: Vendola punta sullo sviluppo delle Energie Rinnovabili prima di tutto. E poi sull’agricoltura come settore per contrastare la disoccupazione giovanile (e dico io, anche per contrastare la dispersione e l’abbandono delle realtà locali, e soprattutto per contrastare l’emigrazione giovanile).
(FONTE: Ecoblog.it)
Adesso attendiamo le posizioni degli altri due partiti candidati. Sempre che Ecoblog voglia riportare il loro programma ambientale. In tutti questi punti programmatici elettorali riguardanti l’ambiente, una cosa fondamentale manca: la messa in sicurezza del territorio contro il rischio di dissesto idrogeologico.
Tra tutti questi, qual è il programma elettorale ambientale che vi convince di più?

AGROVOLTAICO


I frutti che la terra è in grado di donarci sono preziosi tanto quanto l’energia che serve a produrli. Per questo motivo la ricerca applicata in campo agricolo è sempre più orientata alla sperimentazione di soluzioni innovative e quanto più sostenibili possibile, sia per la natura che per le comunità.
Da questo desiderio è nato il progetto ‘pane e energia’ promosso dalla holding bresciana R.E.M. (Revolution Energy Maker), il cui scopo è quello di promuovere una gestione intelligente dei grandi terreni, integrandole con le attività agricole. Alla base del progetto c’è la tecnica agrovoltaica, ovvero un sistema di produzione energetica sostenibile che permette agli agricoltori di generare energia pulita mentre coltivano i loro terreni.
In pratica si sfrutta l’energia del sole su più livelli, integrando in maniera eco-sostenibile tre fondamentali necessità del vivere umano: il bisogno di energia, l’utilizzo del territorio e delle sue risorse, le produzioni agricole. La tecnologia agrovoltaica, inoltre, consente di superare i limiti dei tradizionali impianti fotovoltaici in termini di compatibilità con l’agricoltura, sostenibilità ambientale e tutela del paesaggio.
Il risultato della ricerca e del lavoro del team dei tanti esperti coinvolti nel progetto è un vero e proprio impianto fotovoltaico ‘aereo’ che insegue il sole, perché fatto di strutture mobili sospese che s’inseriscono nel contesto agricolo in maniera del tutto armonica. Per le sue specifiche caratteristiche tecniche questo tipo di impianto si adatta molto facilmente a qualsiasi tipo di coltivazione e di meccanizzazione agricola.
La sua tecnologia, inoltre, è applicabile anche ai terreni esondabili, lungo le vie di comunicazione, gli argini di contenimento dei fiumi e in ogni luogo ove sia necessario preservare le aree verdi.

Sviluppato su una superficie di 21 ettari di terreno coltivabile, l’impianto integra l’attività agricola con la produzione di energia pulita grazie a pannelli a inseguimento solare comandati da sistema di controllo senza fili. Un impianto innovativo e altamente efficiente che ha appena dato il primo, grande raccolto di grano nato e cresciuto all’ombra dei pannelli solari.
Il raccolto è avvenuto il 4 luglio scorso a Monticelli d’Ongina (Piacenza) con la mietitura del frumento che era stato seminato in novembre. Quello di Monticelli è solo uno dei tre impianti pilota realizzati; gli altri due si trovano a Castelvetro Piacentino e a Virgilio (Mantova).
Speriamo che tanti altri impianti di questo tipo fioriscano presto in altrettante zone agricole del nostro stivale.

 (FONTE: tuttogreen.it)

INDIPENDENTISMO SARDO CONTRO I PARTITI ITALIANI NELLA VICENDA CARBOSULCIS


Gli Indipendentisti solidarizzano coi minatori, i politici italiani con la miniera.

E’ dalle viscere di Nuraxi Figus che viene alla luce il fallimento e le bufale dei partiti italiani: destra e sinistra solidarizzano con una impresa in perdita, proponendo un irrealizzabile progetto faraonico di rilancio del sito minerario per un costo che sfiora i due miliardi di euro (pagati dalle vostre tasche ovviamente), e ben sapendo di non avere alcun futuro.

L’indipendentismo e l’autonomismo rispediscono al mittente la solidarietà del Capo di Stato Napolitano e si oppongono alle trovate propagandistiche e all’ennesimo sperpero di denaro pubblico: impensabile tenere in vita un indotto destinato al fallimento e alla chiusura illudendo poche centinaia di lavoratori. Tutti i principali partiti Sardi, senza distinzioni ideologiche di destra e sinistra, propongono la migliore soluzione adottata dall’Europa e dal Nord America nei processi di deindustrializzazione: bonifiche ambientali, edilizia ecosostenibile, energie alternative, turismo, riconversione economica del comparto manifatturiero (logistica, cantieristica nautica, ecc). Urgono ammortizzatori sociali, formazione professionale dei disoccupati e reimpiego.
Sardigna Natzione, Rossomori, Fortza Paris, ProgReS, PSD’AZ, Sardigna Libera, IRS e tanti altri si collocano sul piano della responsabilità. “Il Popolo Sardo – affermano alcuni nazionalisti su internet – abbandoni il politicantismo italico nella deriva del cimitero sociale che ha contribuito a creare”.

Stampa, sindacati e partiti centralisti non convincono più, in poche ore, tutti i principali spazi del web che hanno contestato la miniera del Sulcis (e le produzioni di alluminio dell’Alcoa) hanno registrato migliaia di visite.
Esiste una consistente fascia della nostra Pubblica Opinione che ha bisogno di ragionare con la propria testa. E del resto, il mezzo milione di Sardi che allo scorso referendum ha votato contro i privilegi della politica e per la Costituente che dovrebbe riscrivere le regole dell’Autonomia Sarda sono un sintomo del malcontento che nessuno può permettersi di sottovalutare. I Sardi hanno diritto alla propria lingua, alla propria cultura e alla sovranità in materia di programmazione economica.

Come favorire una riconversione economica del territorio e salvare gli operai? Intanto facendo valere l’art. 12 dello Statuto Autonomo, delineando i punti franchi per defiscalizzare il costo del lavoro e dell’energia, attirando nuovi capitali.

(FONTE: Sa Natzione)

Come non condividere la loro opinione e le loro proposte?

INCIDENTE IN UNA CENTRALE NUCLEARE FRANCESE: DUE FERITI LIEVI


Due persone sono rimaste ferite in modo leggero nell’incidente di natura chimica avvenuto oggi pomeriggio nella centrale nucleare più vecchia del parco francese, quella di Fessenheim, nella regione di Strasburgo (est della Francia).

Secondo EDF, che gestisce gli impianti nucleari francesi, l’incidente è stato risolto. “Due persone sono rimaste leggermente ustionate nonostante l’uso di guanti“, ha detto un portavoce del gruppo energetico francese, secondo il quale si è trattato di un inconveniente durante la manipolazione di un prodotto chimico, il perossido di idrogeno, noto come acqua ossigenata. “Non è stato un incendio“, ha confermato la prefettura locale, secondo la quale “c’é stata una fuga di vapore di acqua ossigenata prodotta dopo che in un serbatoio è stato iniettato perossido che ha reagito con l’acqua”. Una cinquantina di pompieri sono tuttora sul posto.

La centrale si trova nel dipartimento dell’Alto Reno nella regione dell’Alsazia, a sud di Strasburgo. E’ a pochissimi km dal Reno che segna il confine tra la Francia e la Germania e a una sessantina di km a nord dal confine svizzero.

(FONTE: Ansa)

Continuano gli incidenti alle centrali nucleari, e si continua a minimizzare l’accaduto. Ribadisco il mio NO più convinto alle centrali nucleari: ci sono alternative alle centrali nucleari: le fonti rinnovabili, tutte. Ma non quelle che vengono considerate fonti rinnovabili: quelle che lo sono realmente.

CARBOSULCIS: CI SONO ALTERNATIVE VALIDE ALLA CENTRALE


Da ieri, 120 minatori della Carbosulcis, la più grande centrale a carbone della Sardegna, per protesta contro la annunciata chiusura degli impianti, si sono barricati a quattrocento metri sottoterra, con 400 kg di esplosivo. Non abbandoneranno la miniera fino a che non avranno risposte certe sul loro futuro. “Il progetto che prevede una centrale per la produzione di energia tramite la cattura e lo stoccaggio di CO2 nel sottosuolo“, spiega Sandro Mereu della Rsu, “sarebbe dovuto partire a dicembre dello scorso anno. La Regione lo aveva presentato alla Commissione Europea che, però, ha chiesto integrazioni e nuova documentazione. Nel frattempo siamo venuti a sapere che il governo non vuole prendere in considerazione l’idea di una centrale nel Sulcis per privilegiare quella dell’Enel di Porto Tolle. Non siamo disposti ad aspettare ancora vivendo nell’incertezza. Vogliamo risposte certe e venerdì prossimo il governo deve dire se il progetto deve andare avanti oppure no. Deve dare risposte certe“, ha concluso, “alle 470 famiglie dei minatori“. La Regione Sardegna si è detta favorevole alla realizzazione dell’impianto.
Io NO.
A parte che il carbone è energia fossile, non rinnovabile, sporca. Non si può dunque parlare di carbone “pulito. Il carbone è sempre sporco. Inoltre la Sardegna è ricchissima di sole e di vento, e le energie rinnovabili sono il futuro, anche lavorativo, della Sardegna e dell’Italia. Ma devono rappresentare anche il presente. Si stanno sostituendo a poco a poco alle centrali fossili ed inquinanti. Come si fa a rilanciare il carbone in un momento in cui il settore delle rinnovabili sta conoscendo un periodo di boom per quanto riguarda il loro sviluppo?
Come si fa a parlare di carbone “pulito”? Non sarebbe una scusa per non investire in un settore così strategico per l’Italia come il sole e il vento? E come si fa a volere centrali a carbone quando si rifiuta l’eolico, che non è impattante per l’ambiente?
La Carbosulcis deve chiudere, o meglio, deve continuare a produrre fino a quando tutti gli operai non siano stati trasferiti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico e del tanto temuto ed infangato eolico. Il settore delle energie rinnovabili dà già lavoro a miglialia di persone. Non avrebbero quindi difficoltà i minatori a trovare lavoro in questo settore, e bonificare un’area, quella del Sulcis, che ha conosciuto sviluppo, ma ora solo inquinamento, morte e miseria.
Perciò basta con la demagogia. Il carbone non è MAI “pulito”. I minatori possono essere trasferiti TUTTI nel settore del riciclaggio dei rifiuti (creare un centro come Vedelago sarebbe l’ideale per la Sardegna, e non solo per la Sardegna), anche con il riciclaggio creativo; e nel settore delle energie rinnovabili, grazie al rilancio del fotovoltaico (e la Regione Sardegna in questo caso DEVE creare nuovi incentivi, anche alla luce di quanto detto in occasione della campagna referendaria contro il nucleare, in cui il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, aveva dichiarato che la Sardegna vuole investire sulle energie rinnovabili e pulite); e grazie anche all’eolico, che il Parlamentare Mauro Pili (PdL) continua a contrastare facendosi paladino dell’ambiente, ma intanto sostiene il rilancio del carbone.
A tal proposito si sappia che l’eolico non impatta col paesaggio (perché a impattare il paesaggio ci pensano anche condomìni, palazzi, grattacieli, torri di centrali a carbone, raffinerie, inceneritori). L’accusa per l’eolico di impattare il paesaggio è pura demagogia, alla luce di quanto detto in precedenza.
Le alternative ci sono. Qualora non sia possibile realizzare tutto questo, allora dobbiamo accettare questa centrale. Ma la si smetta di parlare di carbone pulito, e di ricattare il lavoro per la salute. Ma prima di “accettare” la centrale, si tenti di percorrere questa strada. Almeno tanti di questi poveri operai troveranno lavoro sicuro. E pulito.

LUCE GRATIS CON BOTTIGLIA RICICLATA, ACQUA E CANDEGGINA


Vi devo confessare di essere un supermega fan del riciclo creativo, della creatività artistica nel riciclare i rifiuti che possono andare in discarica, o anche ai centri di riciclaggio. Ma il fai-da-te mi ha sempre affascinato, specialmente se si tratta di autoprodurre energia. Ecco perché, mentre scrivo questo articolo scalpito di gioia e di voglia di provarci.

Una lampada, energia gratis utilizzando solamente bottiglie di plastica, acqua e candeggina. Questa è l’idea sviluppata da un gruppo di studenti americani del Massachussets Institute Tecnology, che servendosi di una bottiglia di plastica da un litro, acqua e candeggina, hanno dato vita alla prima “Solar Bottle Bulbs“.
L‘invenzione è stata sperimentata con successo in tutti quegli insediamenti ancora privi di energia elettrica nelle Filippine, che attraverso la semplice installazione del dispositivo sul tetto delle proprie abitazioni, servendosi esclusivamente della luce del sole riflessa all’interno del liquido contenuto nella bottiglia potranno illuminare l’intera casa in ogni momento della giornata.

L’acqua contenuta nelle bottiglie di plastica viene miscelata con alcuni cucchiaini di candeggina per renderla così sempre limpida e priva di microbi, permettendo così al dispositivo di essere utilizzato per un massimo di cinque anni. Ad occuparsi dell’installazione l’organizzazione asiatica Isang Litrong Liwanag, che ha già posizionato oltre 10.000 bottiglie, conquistando il favore della popolazione costretta ad usare fino ad ora solamente lampade a benzina che sprigionano sostanze tossiche.

(FONTE: stilenaturale.com)

LIVE EARTH: E’ CAMBIATO QUALCOSA?


Cinque anni fa, il 7 luglio 2007 (7/7/7) il mondo si è mobilitato: 150 artisti e gruppi musicali si sono esibiti in quel giorno in 8 grandi città del mondo, per chiedere l’abbattimento delle emissioni inquinanti, di co2, di gas serra, la fine dell’età del petrolio e del carbone, e l’alba di una nuova età: l’età del rispetto dell’ambiente, e dell’energia pulita e rinnovabile, dello sviluppo corretto, sensibile e sostenibile.
Ma nonostante questa volonta ultra popolare (oltre due miliardi di persone hanno seguito il live earth in tv, senza contare quelli che l’hanno seguito dal vivo), la situazione sembrerebbe migliorare, ma solo leggermente, per via dei cittadini privati che installano sui loro tetti pannelli fotovoltaici, accrescendo così anche in Italia lo sviluppo delle fonti rinnovabili e pulite. Tuttavia questo è troppo poco. Anzitutto non c’era un solo concerto in Italia, e questo la dice lunga sulla volontà dei nostri politici nei confronti dei temi ambientali (e infatti si vedono i continui attentati in conto di tagli al 55% sugli incentivi agli impianti fotovoltaici domestici, poi sempre scongiurati). Aumenta sempre più la cementificazione, e i rifiuti non sono gestiti bene (inceneritori e discariche al posto di raccolta differenziata e riciclaggio).
Nel successivo G8 si è deciso di abbattere il prezzo del petrolio… volendo costruire MILLE centrali nucleari in tutto il mondo, senza considerare minimamente le fonti rinnovabili. In Italia volevano costruire da 4 a 16 centrali nucleari, individuando già i siti (senza rivelarli alla popolazione) dove dovevano aprire i cantieri. Anche questo attentato scongiurato dal referendum del giugno 2011.
Poi è entrato il Governo Monti, che per “salvare l’Italia” ha impugnato il machete tagliando tutto E SOLO il necessario, e tassandoci fino all’ultimo centesimo, senza tagliare loro un solo centesimo di privilegi, e investendo i nostri soldi per acquistare novanta cacciabombardieri da venti milioni di euro ciascuno. E le fonti rinnovabili? Sempre più oltraggiate (vedere eolico).
La lotta per noi ecologisti sarà dura e lunga, ma saremo sempre più determinati, perché le nostre richieste, che siamo il Popolo del Live Earth, vengano ascoltate e messe in pratica.

PROGETTO DEVASTAZIONE ABRUZZO


L’Abruzzo guarda indietro. Il Comitato VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) della Regione Abruzzo, in soli due giorni, e con una fretta molto sospetta, deve verificare e decidere se autorizzare o meno 64 progetti devastanti per l’ecosistema regionale, fra cui inceneritori, discariche, raffinerie, e un piano di trasporti fatto di opere faraoniche.
Il 10 aprile scorso alcune associazioni, tra le quali il Comitato Anti-Vivisezione e il WWF, hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti al Palazzo della Regione Abruzzo. Tra i vari slogan scanditi in quella manifestazione spiccava “Abruzzo Verde, Abruzzo Blu, dei vostri affari non ne possiamo più“, che ben interpreta il sentimento della gente, preoccupata, anche in tempi di crisi economica, più che per l’economia, per l’ecologia e la loro salute.

Un giovanissimo appartenente al Comitato Anti-Vivisezione ha commentato sulla pagina fan di facebook dell’associazione: “L’Abruzzo, una Regione che potrebbe vivere di turismo grazie ai suoi numerosi Parchi e al suo bellissimo ambiente, ha deciso di investire su inceneritori di sostanze pericolose, raffinerie, costruzione selvaggia di biomasse, discariche. E come se non bastasse, nei 64 progetti che il Comitato V.I.A. della Regione Abruzzo ha il compito di verificare se sono ecocompatibili, c’è un piano regolatore da far venire i brividi, tagli ai trasporti pubblici, come il treno, e la costruzione di 4 nuove gallerie sulla costa“.
Insomma, l’Abruzzo torna indietro. Questa Regione, essendo uno dei più importanti polmoni verdi d’Europa, dovrebbe puntare sulle energie rinnovabili, sulla raccolta differenziata e sul riciclaggio, e invece guarda al passato, puntando tutto su discariche,
raffinerie.

E’ così che vogliono ricostruire una Regione ferita dal terremoto?