AMBIENTE SVENDESI


montagna

La moda di svendere l’ambiente per fare cassa non è solo italiana. Infatti anche i governi europei stanno svendendo il territorio, montagne e boschi compresi. Per fare cassa. Il registra Andreas Pichler, ha prodotto un documentario sullo sfruttamento economico dei monumenti e del territorio.

Europe for Sale è il titolo del documentario prodotto da Graffiti Doc in collaborazione con Rai Cinema e ARTE France. Un lavoro che mette a nudo la svendita dei demani e degli edifici pubblici che percorre tutta l’Europa, dai Paesi in recessione a quelli in cui l’economia va a gonfie vele.

In Austria sono state messe in vendita perfino le montagne, e l’Irlanda, terra ricca di verde e famosa per la sua storia verde, ha cercato di svendere le sue foreste, sempre per fare cassa, ma senza riuscirci.

Info e foto: ecoblog.it

Italia docet? Non so se questa moda di svendere il territorio e le nostre bellezze sia partita dall’Italia, seguita a ruota dagli altri Paesi europei. Ma come si può vedere l’ambiente e il paesaggio sono ad alto rischio distruzione. Per fare cassa. Già… Ma, citando un vecchio detto indiano: “Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume…. allora vi accorgerete che il denaro non si può mangiare“.

NASCONO DUE NUOVI PARCHI


Molti post fa, vi avevo accennato al progetto di due nuovi parchi naturali in Sardegna: Tepilora e Gutturu Mannu. Ora questo progetto è diventato realtà. E’ stato votato all’unanimità dal Consiglio Regionale il disegno di legge che istituisce i due nuovi parchi. Era da quindici anni che la Sardegna non istituiva un’area protetta. L’ultima risale al 26 gennaio 1999, quando il Consiglio Regionale della Sardegna ha istituito il Parco del Molentargius – Saline e di Porto Conte.

Esulta l’assessore regionale all’Ambiente Spano: “Con l’istituzione del Parco naturale regionale delle Foreste di Gutturu Mannu e del Parco di Tepilora, la Regione intende perseguire concretamente l’obiettivo di tutelare il pregiato patrimonio naturalistico e porre le basi per promuovere nei territori interessati uno sviluppo economico e sociale con la conservazione delle risorse ambientali. La decisione di istituire i Parchi è stata presa dopo il confronto con le comunità e amministrazioni locali con l’obiettivo di raggiungere la massima concertazione e riconoscere le particolari esigenze dei diversi territori. Nel programma di sviluppo economico e sociale dei parchi è previsto anche il riconoscimento di un marchio tipico di qualità che l’Ente di gestione può concedere a servizi e prodotti locali che valorizzino il territorio e soddisfino i requisiti di qualità previsti dai Parchi”.

Il nuovo parco regionale di Gutturu Mannu si estende su 19.685 ettari di terreno. Sull’area vivono specie endemiche tra le più rappresentative della fauna sarda, come l’astore, il cervo, il gatto selvatico e il geotritone. Vi sono tre oasi di protezione faunistica, dove vige il divieto di caccia, ed è presente l’Ente Foreste della Sardegna.

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Il parco di Tepilora, invece, si estende su 7.900 ettari, e occupa la parte più settentrionale della Barbagia e della Baronia, in Provincia di Nuoro e collega le zone interne con quelle costiere, utilizzando il fiume come una vera infrastruttura naturale, un elemento di connessione con una serie di attività legate al turismo e alla tutela dell’ambiente. Gran parte delle aree interessate dal parco è occupata da due grandi foreste demaniali: quella di Crastazza-Tepilora nel Comune di Bitti e la foresta di Usinavà nel Comune di Torpè. Nel territorio della nuova area protetta ci sono anche due oasi permanenti di protezione faunistica.

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(FONTE: greenreport.it)(tutte le foto sono state prese da internet tramite la sezione google immagini).

Una grande opportunità di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile, dove possono nascere diverse opportunità lavorative, legate ad attività quali escursioni, gite, visite guidate, oltre ovviamente alla manutenzione degli alberi e del verde, e tante altre piccole attività che possono proteggere davvero il nostro meraviglioso patrimonio naturale, la ricchezza più grande di cui disponiamo.

CAPO FRASCA: BRUCIANO 25 ETTARI DI TERRENO A CAUSA DELLE ESERCITAZIONI MILITARI


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A Capo Frasca, un pezzo di Sardegna recintato da un poligono militare, a causa di un’esercitazione militare si è propagato un grosso incendio che ha mandato in fumo circa 25 ettari di terreno. Successivamente è esplosa anche una bomba. Per domare l’incendio ci è voluta la forestale e un elicottero. I militari si sono rifiutati di aiutare, dicendo “l’incendio lo spenga la forestale“.

E oltre alle fiamme sono divampate pure le polemiche. Anche perché, come dice il Presidente della Regione Pigliaru, non è un episodio isolato. In una precedente esercitazione è andato in fumo anche un altro ettaro di cespugli e macchia mediterranea. Il Presidente chiede degli osservatori ambientali che siano indipendenti, e che non chiudano gli occhi di fronte all’evidenza.

I cittadini convivono da decenni con questi poligoni per le esercitazioni militari, e in alcuni casi con conseguenze drammatiche, come la nascita di bimbi malformati, tumori del sangue e troppe morti bianche, anche tra i militari stessi. E’ chiaro che questi poligoni devono essere SMANTELLATI, non si può continuare a convivere tra armi e bombardamenti, tra fili spinati e occupazioni, tra terreni espropriati e malattie. Questi poligoni vanno smantellati, e le aree bonificate e restituite ai sardi.

NASCONO DUE NUOVI PARCHI NATURALI IN SARDEGNA


gutturu mannu

Due nuovi parchi naturali in Sardegna nascono “dal basso“, per volontà delle popolazioni e amministrazioni locali. E questa è una splendida notizia. Nascono i parchi di Tepilora, in provincia di Nuoro, e di Gutturu Mannu, in provincia di Cagliari.

Le due aree interessate ricadono nei territori dei Comuni di Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domus de Maria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra e Sarroch, in provincia di Cagliari, per un totale di 19.685 ettari, per quanto riguarda il proposto parco di Gutturu Mannu, mentre il parco di Tepilora interessa i Comuni di Bitti, Lodè, Torpè e Posada, tutti nella provincia di Nuoro, per una superficie totale di 7.878 ettari.

(Fonte: Liberoquotidiano.it) Foto (Gutturu Mannu) presa dal sito karaliseventi.com

Cosa ne pensate? Per me è un’ottima notizia 🙂

ALBERI SACRIFICATI SULL’ALTARE DELLA CRISI


parco delle serre

In Calabria, il Comune di Serra San Bruno vuole sacrificare “alcuni” alberi, tagliarli, venderli per fare legna, per rimpinguare le casse del Comune, miseramente vuote. Si parla di dover abbattere 2.063 piante, di cui 1.090 esemplari di abete bianco. Gli alberi diventeranno legna per l’industria e contribuiranno a rimpolpare le casse comunali. Questa decisione estrema ha ovviamente scatenato la rabbia e la protesta degli ambientalisti.

Il taglio del bosco, purtroppo, non è una novità in quest’area dove negli ultimi 13 mesi sono stati abbattuti 9291 alberi. L’allarme è arrivato in Parlamento: l’ex sindaco Bruno Censore, attualmente parlamentare nelle file del Pd, ha presentato insieme a Ermete Realacci un’interrogazione al ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, affinché blocchi la procedura. Fra due settimane l’asta pubblica: la politica riuscirà a intervenire prima che vengano accese le motoseghe?

(FONTE: ecoblog.it)

L’AMBIENTE RACCONTATO AI BAMBINI


mangiamondo

Un libro di favole creato per raccontare l’ambiente ai bambini, per un’educazione ecologica delle future generazioni. Si tratta del libro “Il Mangiamondo e altre ecofavole“, dove vengono trattati temi come l’inquinamento del mare, dell’aria e del suolo, il disboscamento, le energie rinnovabili, i cambiamenti climatici, gli OGM, il riciclo dei rifiuti e tanti altri.
Alla fine di ogni favola viene fornita una soluzione al problema ambientale, risolvendo la storia con un “eroe” (in cui il bambino si possa identificare) che aggiusta la situazione, con la redenzione del “cattivo” che ha provocato il danno o semplicemente con un avvertimento o un consiglio dell’autrice a non imitare il personaggio o il comportamento nocivo.

(FONTE: Alessandria News)

Un’iniziativa lodevole per formare la società del domani, attenta all’ambiente. Stupendo. Cosa ne pensate?

L’AUSTRALIA BRUCIA


incendio

La Terra dei Canguri brucia, ormai da diversi giorni, distruggendo centinaia di ettari di verde. Un vasto incendio sta distruggendo il polmone verde dell’Australia, che ogni anno, come la California, si vede bruciare migliaia di ettari di foreste, con raffiche di vento che raggiungono anche i 200 km/h, che alimentano ancora di più le fiamme e mettono in ginocchio mezzo continente, e in seria difficoltà le squadre dei vigili del fuoco. 

CALIFORNIA ON FIRE!


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Brucia la California. Ogni estate si ripete lo stesso rito, lo stesso evento. Grossissimi incendi devastano la California, distruggendo ogni anno centinaia di migliaia di ettari di boschi e di parchi. Quest’anno non fa eccezione, e anche San Francisco ha dichiarato lo Stato di Emergenza per il fuoco che finora ha distrutto quasi 5.000 ettari di bosco del Parco Naturale di Yosemite.

Le fiamme sono partite ben 2 settimane fa, e non accennano a diminuire, anzi, continuano ad aumentare d’intensità, anche a causa del forte vento. L’incendio ha lambito anche diverse abitazioni.

SARDEGNA A FUOCO


incendio

Ieri e oggi sono giornate critiche, drammatiche per la Sardegna, sul fronte degli incendi. “Le informazioni che arrivano dalla Protezione Civile ci dicono che sono stati spostati due Canadair, uno da Ciampino e uno da Trapani, e che è stato allertato il sistema antincendi francese in Corsica per coprire il nord Sardegna, poiché l’altro velivolo di stanza ad Olbia è fermo per manutenzione”. Questo perché l’Italia e il Governo taglia gli acquabombardieri (Canadair) e finanzia i cacciabombardieri (F-35). Questo perché “C’è crisi, non ci sono soldi“. Ma i soldi per gli F-35 ci sono però!

Quattro persone, fra ustionati e intossicati, sono rimasti feriti a causa degli incendi in Sardegna. I roghi a causa del forte caldo non allentano la morsa sull’Isola. Situazione d’emergenza ancora a Ghilarza dove stanno lavorando tre elicotteri regionali. A Laconi nella notte sono state evacuate 40 persone tra le quali gli anziani di una casa di riposo, e la situazione è ancora critica. Sul posto accanto alle squadre a terra sta intervenendo un Canadair.

Intanto si sono aperti nuovi fronti del fuoco: a Pattada, nel centro Sardegna, Serrenti e Burgos dove stanno operando complessivamente cinque elicotteri. In fumo in tutta l’isola stanno andando migliaia di ettari di macchia mediterranea, boschi e pascoli.

Una situazione “infuocata“. La Sardegna brucia, e i canadair sono esterni, addirittura arrivano dalla Corsica. Questo perché il Governo preferisce i caccia agli acqua-bombardieri. Sono LORO i veri colpevoli, DOLOSI, di questa emergenza.

QUANTO E’ INQUINATA L’ITALIA


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Siamo un paese abbastanza virtuoso per quanto riguarda emissioni di gas serra e superficie boscata. Ma dobbiamo ancora lavorare molto per migliorare la qualità dell’aria nelle zone metropolitane e tenere sotto controllo il rischio idrogeologico. Sono queste le principali conclusioni cui sono giunti gli esperti dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), relative all’anno 2012. Ecco una rapida carrellata dei dati più significativi emersi dallo studio.

Gli italiani si spostano sempre meno, sia per vacanza sia per lavoro. Per contro, aumentano gli arrivi e le presenze di turisti stranieri, rispettivamente del 5% e del 3%. Nel 2011, l’Italia presenta 4.901 acque di balneazione, di cui il 91,9% è conforme ai limiti imposti dalla Direttiva 76/160/CEE. Per 7 regioni costiere la percentuale di conformità ai valori guida è compresa tra il 90% e il 100%, in 4 è superiore all’80%, nelle restanti 4 è tra il 50% e il 72%.

Il mezzo di trasporto più utilizzato dagli italiani per i viaggi e dagli stranieri che visitano il nostro paese rimane l’automobile. Il settore trasporti, in Italia, nel 2012, è responsabile del 23,4% delle emissioni totali di gas serra.

La principale minaccia per i nostri boschi è oggi ancora rappresentata dagli incendi, il 72% dei quali, nel 2011, è risultato essere di natura dolosa, il 14% colposa e il restante 14% di natura dubbia.

Rimane tuttavia pesante la pressione esercitata sull’ambiente dalle attività industriali: continuano a preoccupare, infatti, gli effetti negativi sulla salute dell’uomo e sugli ecosistemi causati dalla presenza di sostanze pericolose nel suolo, nel sottosuolo, nei sedimenti e nelle acque sotterranee.

Dal 1 novembre 2011 al 31 dicembre 2012, sul territorio nazionale, sono avvenuti 4.129 terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2, ed è sensibilmente aumentato il numero di quelli con magnitudo superiore a 5. Le frane censite sono circa 487.000 e interessano un’area pari al 6,9% del territorio nazionale. La popolazione esposta a fenomeni franosi ammonta a 987.650 abitanti. Nel 2012 sono stati censiti dall’ISPRA 85 eventi di frana principali sul territorio nazionale. È stato inoltre stimato che in Italia le persone esposte ad alluvioni sono 6.153.860.

Arriviamo infine alla cementificazione. In Italia, secondo l’Ispra, sono stati consumati, in media, 7 m2 al secondo per oltre 50 annioggi il consumo di suolo raggiunge gli 8 m2 al secondo. In pratica, ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una superficie pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e Firenze.

Per informazioni più dettagliate, vi rimando alla fonte di queste informazioni: 5 minuti per l’ambiente.

ERDOGAN: TAGLIEREMO TUTTI I SEICENTO ALBERI DEL GEZI PARK


gezi park

Erdogan non si ferma. «Toglieremo gli alberi da Gezi Park, saranno ripiantati in un altro posto» ha detto il premier turco davanti al gruppo parlamentare del suo partito. E a conferma di questo annuncio, le forze dell’ordine hanno intensificato le operazioni. Decine di poliziotti in tenuta antisommossa sono infatti entrati nel Gezi Park di Istanbul, cuore della rivolta contro il premier Erdogan. Stamani la polizia aveva già occupato piazza Taksim, rimuovendo le barricate. Decine di poliziotti con l’appoggio di blindati con cannoni ad acqua, avevano attaccato le barricate intorno alla piazza, facendo un uso massiccio di lacrimogeni per disperdere i pochi manifestanti sul posto.

(FONTE: Corriere.it)

Continua il braccio di ferro governo e polizia contro i manifestanti e l’ambiente. Il Gezi Park si conferma luogo di battaglia contro il cemento, contro la mania di grandezza e di potere, contro chi taglia le radici del futuro degli altri. E Ambiente sul Web continuerà ad informarvi su quanto accade.

ECCO PERCHE’ IL PD NON ACCETTA RODOTA’


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E’ cronaca politica di questi giorni il suicidio politico del Partito Democratico, che invece di convergere sul nome di Rodotà, inneggiato anche da tanti cittadini fuori dal Palazzo e da milioni e milioni di giovani sulla rete, ha preferito a lui prima Marini, poi Prodi, e poi, visto il disinteresse per Rodotà, è andato in ginocchio da Re Giorgio Napolitano, e tutti, anche PdL, Scelta Civica, Lega… per chiedere di riaccettare un secondo mandato.

Al PD Rodotà non va giù, perché il Costituzionalista ha sostenuto con forza il referendum sull’acqua pubblica, che il tandem PD-PdL voleva privatizzare. Rodotà sarebbe stato il Presidente dei Beni Comuni, che, quando era giurista, voleva, assieme agli altri giuristi e a tutti i movimenti, tutelare e difendere con una legge ad hoc. Infatti secondo una proposta di Rodotà, i Beni Comuni “non rientrano nella specie dei beni pubblici, poiché sono a titolarità diffusa, potendo appartenere non solo a persone pubbliche, ma anche a privati. Ne fanno parte, essenzialmente, le risorse naturali, come i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque; l’aria; i parchi, le foreste e le zone boschive; le montagne di alta quota, i ghiacciai e le nevi perenni; i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fanua selvatica e la flora tutelata; le altre zone paesaggistiche tutelate. Vi rientrano, altresì, i beni archeologici, culturali e ambientali“.

E prosegue: “la possibilità di loro concessione a privati è limitata. La tutela risarcitoria e la tutela restitutoria spettano allo Stato. La tutela inibitoria spetta a chiunque possa fruire delle utilità dei beni comuni in quanto titolare del corrispondente diritto soggettivo alla loro fruizione.
Per quel che riguarda propriamente i beni pubblici, appartenenti a soggetti pubblici, si è abbandonata la distinzione formalistica fra demanio e patrimonio, introducendosi una partizione sostanzialistica”.

Ditemi voi se questa non è la legge più ambientalista che sia mai stata progettata in Italia? Ma ciò cosa avrebbe voluto dire? Che se i privati volevano andare a sfruttare tutto quell’immenso patrimonio di risorse naturali che noi abbiamo, dall’acqua al suolo per intenderci, veniva messo sotto chiave, e che dunque se lo si intendeva usare lo si doveva fare rispettando leggi molto stringenti e dopo che i cittadini fossero stati d’accordo. Quella legge se fosse stata sostenuta da Stefano Rodotà in quanto Presidente della Repubblica Italiana, avrebbe spazzato in un colpo solo da nord a sud dalla Tav al Muos. Ovvero a tutti quei cavalli di battaglia politici cavalcati da Pd e PdL a tornate alterne.

Ecco perché al PD non va giù Rodotà. Con Re Giorgio i “misericordiosi” (coloro che concedono il condono edilizio e fiscale) sono perdonati. Ed ecco che vogliono eliminare il Ministero dell’Ambiente.

CANADAIR: ACCORDO PER LA SARDEGNA


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Sono emerse importanti novità in merito alla vicenda degli “acquabombardieri“, come amo definire i canadair, contro i “cacciabombardieri” che il Governo vorrebbe acquistare a prezzi assurdi, che sono un insulto alla crisi che stiamo vivendo. Infatti la Regione Sardegna e la Protezione Civile, di cui mi fido sempre meno, hanno trovato un buonissimo accordo sui canadair: i due canadair previsti già per l’anno scorso per la Sardegna restano ad Olbia. Ma non solo: infatti anche la Corsica verrà in sostegno della nostra amata Terra Sarda, con la sua flotta, e la flotta sarda andrà ad aiutare la flotta corsa, per combattere gli incendi scoppiati in Corsica.

Già, anche per quest’anno siamo “salvi“. Ma non si può tirare avanti sempre così da un anno all’altro… Questo genera insicurezza, e anche disorganizzazione, perché non si sa come sarà la situazione l’anno prossimo, e dunque la flotta sarda non si potrà organizzare per il lungo periodo. Chissà che rimanga sempre così, ma ho i miei dubbi. La Protezione Civile sta diventando sempre più squadra di intervento e di primo soccorso… di eventi che non vogliono impedire.

PER LA SARDEGNA NIENTE CANADAIR


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Dopo l’annuncio della Protezione Civile, per la quale i canadair saranno ridotti da 33 a 14 da distribuire per tutta l’Italia, per la Sardegna, Regione ricca di verde, non ci sarà alcun canadair a disposizione. Già ridurre i canadair, che si vedrebbero costretti a servire più Regioni, sarebbe pericolosissimo. Se poi ad una Regione ricca di verde e di boschi, e puntualmente colpita da numerosi incendi che rischiano di lasciare la Regione a secco, vengono tolti anche i due canadair assegnati per la Sardegna l’anno scorso, allora sarebbe un disastro ambientale di proporzioni gigantesche.

Per questo la Regione Sardegna sta lavorando a una flotta sarda antincendiofai da te“. Flotta sarda che purtroppo farà quello che potrà fare, entro i suoi limiti, ma senza canadair non si può affrontare la lotta contro gli incendi.

Ambiente sul Web ritornerà presto su questo argomento…

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE FORESTE


Giornata Internazionale delle Foreste

Pianta un albero, pianta il nostro futuro“. Così dice lo spot per la Giornata Internazionale delle Foreste. Ci chiede di preservarle, perché loro sostengono ogni forma di vita“ma non per sempre”. Se non stiamo attenti, se non impediamo di abbatterle.

La salvaguardia della biodiversità, la bellezza dei paesaggi e la tutela delle ricchezze naturali delle varie zone del pianeta sono divenute centrali nella battaglia al riscaldamento globale: le foreste, nella loro fondamentale funzione di produzione di ossigeno per tutte le specie viventi, svolgono un ruolo fondamentale in tal senso, un ruolo che viene sempre più messo in crisi dalle attività umane.

Abbattere le foreste, degradarle, impedirgli di riformarsi, allontanare l’uomo dalla loro conoscenza produce solo effetti negativi, nel breve, medio e lungo periodo. Pensate, negli ultimi 10 anni oltre 13 milioni di ettari di foreste sono stati completamente cancellati dal pianeta (3 milioni di ettari in meno rispetto al decennio 1990-2000).

Preserviamo le foreste. Salviamo i nostri luoghi del cuore.