ANTARTIDE SENZA NEVE


Un paesaggio lunare, senza neve. È l’Antartide, ovvero il Polo Sud. O meglio, l’Isola di Re Giorgio, a 120 km dal Polo Sud. Incredibile ma vero. È l’effetto dei 20,75° C registrati il 9 febbraio. “È la prima volta che vediamo questa impressionante carenza di ghiaccio”, afferma Erasmo Macaya, biologo marino dell’Università di Concepción, in Cile. “Un fenomeno che si è intensificato a causa delle ondate di calore che stanno investendo l’area dalla fine di dicembre”, spiega Marcelo Leppe, direttore dell’istituto. Una immagine impressionante, che parla da sola.

Ecco infatti come l’abbiamo sempre conosciuta.

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Fermiamo i cambiamenti climatici, e soprattutto le azioni dell’uomo che li causano.

RECORD ALL’ANTARTIDE


Antartide, segnalati i 18 gradi: la temperatura più alta di sempre. Cosa significa (davvero) per l'ambiente?

L’altro giorno sono stati raggiunti i 18,3° C nel Polo Sud. Una temperatura rara, ma non è il record. Infatti, come riporta il Guardian, il record registrato per la regione l’intera antartica (ovvero al di sotto del 60° parallelo) risale al 1982, quando si registrarono 19,8 gradi centigradi a Signy Island. La terza temperatura più calda registrata, nel set di dati relativo agli anni dal 1961 a oggi, risale al 2015 ed era pari a 17 gradi.

La temperatura è stata rilevata sulla base di Esperanza, sita al 63° parallelo, una parte della Penisola Antartica sita di fronte alle coste del Sud America. Si tratta di uno dei luoghi del pianeta che si stanno riscaldando più velocemente, con un aumento stimato di 3 ° C negli ultimi 50 anni, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale. Quasi tutti i ghiacciai della regione si stanno sciogliendo.

La quantità di ghiaccio persa ogni anno dalla calotta antartica è aumentata di almeno sei volte tra il 1979 e il 2017. Nella maggior parte dei ghiacci le piattaforme glaciali si sciolgono a partire dalle loro «fondamenta» a causa delle incursioni di acqua oceanica relativamente calda, specialmente nell’Antartide Occidentale e in misura minore, lungo la penisola e nell’Antartide orientale.

Secondo gli esperti, all’innalzamento delle temperature nella regione contribuirebbero venti che soffiano da nord-ovest, una combinazione di variabilità naturale e riscaldamento globale causato dall’aumento della concentrazione di gas serra in atmosfera, dovuto principalmente a emission di origine antropica.

Fonte: Corriere.it

Segnali inquietanti arrivano dall’estremo Polo della Terra. Il segno evidente dell’esistenza dei cambiamenti climatici, causati dall’attività dell’uomo. Un segnale da non sottovalutare, e da non negare.

MONTE BIANCO MA NON TROPPO


 © ANSA

Il Monte Bianco sta risentendo degli effetti dei cambiamenti climatici in atto. Circa 250mila metri cubi di neve rischiano di collassare. A dare l’allarme sono state le strutture tecniche della Regione Valle d’Aosta e della Fondazione Montagna sicura, registrando un’accelerazione del movimento che ha raggiunto la velocità di 50-60 centimetri al giorno. Il comune di Courmayeur ha disposto la chiusura della strada comunale della Val Ferret.

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Tutto questo mentre la piccola attivista paladina dell’ambiente Greta Thunberg apertamente rimprovera i potenti: “Il mio messaggio è che vi terremo d’occhio. Tutto questo è così sbagliato. Non dovrei essere qui, dovrei essere a scuola, dall’altro lato dell’Oceano. Venite a chiedere la speranza a noi giovani? Come osate? La speranza viene da noi giovani, come osate? Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote, eppure sono tra le più fortunate: le persone stanno soffrendo, le persone stanno morendo, interi ecosistemi stanno crollando, siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui parlate sono soldi e favole di eterna crescita economica? Come osate?

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Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai. Il mondo si sta svegliando. Il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no”.

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Trump non la degna nemmeno di uno sguardo, e Greta ci rimane molto male. Parole vere. Parole inascoltate. Parole ancora non credute da tante persone, anche comuni, ma da qualche mese i giovani si stanno ribellando, hanno aperto gli occhi, hanno capito. E si stanno mobilitando.

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Chi osa ancora negare l’esistenza dei cambiamenti climatici in atto?

UNA SETTIMANA PER IL CLIMA


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E’ in corso in tante città del mondo uno sciopero globale di una settimana per il clima, con in piazza una marea di giovani e giovanissimi per manifestare contro i cambiamenti climatici e l’inquinamento. Gli eventi in tutto il mondo sono oltre cinquemila, in attesa del summit ONU sul clima in programma a New York da lunedì.

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L’obiettivo di questi scioperi è quello di convincere politici e imprenditori ad adottare misure drastiche per bloccare l’aumento delle temperature provocato dalle attività umane. In Italia, dove però lo sciopero è previsto il 27, gli attivisti del movimento Fridays for Future Roma si sono dati appuntamento a Piazza Montecitorio, dove hanno scandito alcuni slogan. ‘Ma quale mercato, ma quale profitto, distruggere l’ambiente non ne hai il diritto’ e ancora ‘Undici anni questo ci rimane se non agiamo adesso il Pianeta poi scompare’.

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Tre le loro rivendicazioni: abbandono delle fonti di energia fossili e riduzione a zero delle emissioni di gas serra, giustizia climatica per i popoli di tutto il mondo e fiducia nella scienza. Questi temi saranno al centro del summit. In Europa, oltre a Roma, manifestazioni a Londra, Berlino, Parigi, Praga, Varsavia e Helsinki.

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In Australia erano più di 300mila, e poi in Thailandia, Indonesia ed India, ma anche in Giappone, Birmania e Filippine, arcipelago gravemente minacciato dall’innalzamento del livello degli oceani. E ancora: Johannesburg, Uganda, Kenya, New York, Hong Kong. In Asia e in Australia: scioperi a Vanuatu, alle Isole Salomone e a Kiribati, e in tante città indiane.

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Fonte: Il Fatto Quotidiano

Questa è la speranza del mondo. Sono molto fiducioso sul nostro futuro. Cosa ne pensate?

MA COSA STIAMO FACENDO? / 2


Groenlandia quasi scomparsa, con temperature mai toccate prima d’ora (23 gradi)! Orsi polari che muoiono e non hanno più terreno sotto i loro piedi. L’Earth Overshoot Day che è arrivato il 29 luglio, mai così presto, perciò in quel giorno abbiamo consumato tutte le risorse che la Terra ha preparato per il 2019, Salvini che vuole rilanciare le trivelle, rifiuti e plastica in mare e ovunque, comprese le piazzole di sosta delle strade. Ma cosa stiamo facendo? Fermiamoci!

NON SOLO SURRISCALDAMENTO GLOBALE


Artico, enorme massa d’acqua calda sotto il ghiaccio: “In 30 anni la temperatura è raddoppiata, è una bomba a orologeria”

Non è solo il surriscaldamento globale a far sciogliere i ghiacciai. Sotto il Mar Artico c’è una bomba ad orologeria che potrebbe cambiare radicalmente e in breve tempo il panorama del Polo Nord. A causa dei cambiamenti climatici si è formata, a 50 metri di profondità nel Bacino del Canada, una enorme massa d’acqua calda, che ha raddoppiato la sua temperatura in soli 30 anni.
Di solito l’acqua calda è più leggera rispetto a quella fredda, quindi dovrebbe stare in superficie. Invece questa massa d’acqua calda rimane intrappolata sotto i ghiacciai perché si tratta di acqua salata, ma in caso di forte vento, come spiega una ricercatrice, “se la massa di acqua calda dovesse essere rimescolata con quella in superficie ci sarà abbastanza caldo da sciogliere completamente la banchisa di ghiaccio marino che copre questa regione per la maggior parte dell’anno”.
Secondo gli scienziati quest’acqua calda proviene dai confini del bacino, dove la riduzione del ghiaccio marino ha lasciato la superficie dell’oceano più esposta ai raggi del sole. Il resto lo hanno fatto i venti artici, che hanno portato l’acqua più calda a nord.
Ma quali sono le possibili conseguenze? Scioglimento dei ghiacciai, innalzamento della temperatura dell’Oceano Artico, con effetti permanenti. 
Immagine e articolo completo sono su Il Fatto Quotidiano.it
Una situazione drammatica dagli esiti imprevedibili.

ANTARTIDE, ECCO COME STA CAMBIANDO


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L’Antartide, più noto come Polo Sud, sta cambiando rapidamente. Dal 1950 ad oggi infatti gli studiosi hanno notato la nascita del muschio al posto del ghiaccio. Là dove c’era il ghiaccio ora c’è… il muschio, che si fa spazio, sensibile alla frescura che sta lentamente prendendo il posto del gelo inospitale. E’ l’ennesima prova di un surriscaldamento globale fuori controllo.

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Nelle zone polari le temperature hanno aumentato più di quanto hanno aumentato in altre parti del pianeta, raggiungendo anche il +2,5 gradi in mezzo secolo. C’è da dire che attualmente solo il 2% del territorio antartico non è coperto da ghiacci, ma la situazione sta cambiando molto rapidamente. Come testimoniano alcuni giornalisti del New York Times, affiancati dai ricercatori della Columbia University, “in alcune zone i ghiacciai sono stati erosi dal basso dall’azione di acque più calde, e il flusso di ghiaccio sta diventando sempre più veloce”. Ciò significa che se i ghiacci della penisola antartica dovessero fondere, si calcola che i mari si alzerebbero di circa 5 metri, anche se questa è una prospettiva ancora molto lontana.

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Fonte e immagini: Repubblica.it

Solo tagliando drasticamente e in tempi molto rapidi il consumo dei combustibili fossili si potrà riportare l’aumento delle temperature a livelli accettabili. Ma come sapete manca la volontà politica di farlo, e soprattutto c’è la mala volontà di alcuni potenti, come il Presidente degli Stati Uniti Trump, che hanno più volte dichiarato che l’aumento delle temperature non è una preoccupazione. Molto meglio il lavoro che tagliarsi le gambe per colpa del clima… dicono.