SCUOLE CHIUSE


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A Taranto scuole chiuse per un mese. E’ quanto ha deciso il Sindaco con un’ordinanza che vieta ai bambini e ai ragazzi del Quartiere “Tamburi”, quello più vicino all’acciaieria più grande d’Italia, di entrare nelle aule degli istituti scolastici adiacenti all’ILVA. Gli alunni seguiranno comunque le lezioni su altri istituti scolastici più lontani dal loro quartiere, dove c’è meno possibilità di ammalarsi. La decisione è stata presa per permettere agli inquirenti di avviare le indagini sul livello di inquinamento degli edifici scolastici.

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Il 25 febbraio scorso è stata indetta una fiaccolata, non solo per ricordare Giorgio di Ponzio, morto a soli 15 anni dopo tre anni di lotta contro un sarcoma, ma anche per ricordare tutti i giovani che sono morti per malattie legate all’inquinamento. A proposito, quest’ultimo è tornato a salire a livelli del 2009 (qui intervista su Radio Radicale).

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Proprio per questo motivo ieri un centinaio di manifestanti hanno chiuso con catene i cancelli della direzione dello stabilimento di Arcelor Mittal, l’azienda che ha rilevato i Riva, e hanno affisso un cartello con scritto “Oggi vi chiudiamo noi”, con le loro firme, la prima della quale è quella del padre di Giorgio.

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Il Comune di Taranto ha convocato per i prossimi giorni un tavolo tecnico al quale ha invitato il ministero dell’Ambiente, la Regione, l’Arpa e la Asl. I manifestanti chiedono che la riunione si svolga al quartiere Tamburi, e che sia presente una delegazione di cittadini. In questo articolo potrete trovare i dati relativi all’inquinamento dell’aria nei primi due mesi del 2019.

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E’ ora di chiuderla questa maledetta industria.

M5S: COSì NON VA


Parliamo delle atuorizzazioni alle trivellazioni in mare. Sul Fatto Quotidiano si legge: “I Verdi e il Movimento No Triv accusano l’esecutivo di non aver mantenuto la promessa di un’inversione di rotta in materia di estrazione di idrocarburi, denunciando la concessione di nuovi permessi. Ma il vicepremier smentisce, parla di eredità del vecchio governo e plaude l’eventuale impugnazione annunciata da Emiliano: <<Sarà un ricorso di un governatore Pd contro una autorizzazione rilasciata dal Pd>>”.

Intanto Bonelli (Verdi) denuncia: “Andiamo in procura. La Regione Puglia aveva espresso parere negativo”. Il Governatore della Puglia, Emiliano, accusa il governo di aver affermato che, “una volta intervenuta la Via favorevole, l’autorizzazione sarebbe un ‘atto dovuto’ e il dirigente, a meno di non compiere un reato, non avrebbe potuto negarla. I ministri, trincerandosi dietro una assurda e inesistente ipotesi di reato, hanno volutamente omesso di considerare che, in sede di autotutela, l’amministrazione statale avrebbe potuto disporre il riesame Via”. 

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Così non va. Se il Ministro dell’Ambiente Costa ha dichiarato di voler inserire nel dl Semplificazioni una norma per “bloccare i 40 permessi pendenti come ha proposto il Mise” lo deve fare. Staremo a vedere se lo fa veramente oppure se tira fuori qualche scusa… Non è che se è una autorizzazione del governo precedente non si possa annullare in nessun modo. Voi siete lì al governo per cambiare le cose, non per lasciare le cose come stanno.

1 MAGGIO TARANTO: TEMA E SCALETTA


 © ANSA

Amici, buon Primo Maggio a tutti! Primo maggio Festa dei Lavoratori, condito, come sempre, dai Concertoni evento. Quello che mi interessa di più è il Concerto di Taranto, giunto alla sua quinta edizione (l’anno scorso non si è tenuto per “non condizionare campagna elettorale per le comunali”). La location è il Parco Archeologico delle Mura Greche. Il tema di quest’anno, organizzato dal “Comitato dei Lavoratori Liberi e Pensanti” sarà “Riprogrammiamo il nostro futuro”.

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L’attore Michele Riondino, direttore artistico del Concerto di Taranto, ha dichiarato: “Noi quest’anno, più degli altri anni, vorremmo parlare di chiusura dell’Ilva. Non bisogna avere paura di parlarne”. Così la pensano pure tutti gli organizzatori dell’evento. Il “main event” del concerto sarà l’esibizione di Vinicio Capossela, che tributa Antonio Infantino, poeta e artista scomparso nello scorso gennaio.

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A partire dalle ore 14:00 (diretta streaming anche dal sito del Fatto Quotidiano), insieme a Vinicio Capossela, si alterneranno sul palco i seguenti artisti: Brunori Sas, Levante, Noemi, Emma Marrone, Mezzosangue, Irene Grandi, Ghemon, Teresa De Sio, Colapesce, Rezophonic, Bud Spencer Blues Explosion, Coma Cose, Er Piotta, Bluebeaters, Luca De Gennaro, Modena City Ramblers, Mama Marjas, Fido Guido, Francesco Di Bella, Lacuna Coil, Meganoidi, Terraross, Med Free Orchestra, Melga, Ombre Cinesi, Mother Nature, Pizzicati int’allu core e i gruppi vincitori del contest #Destinazioneunomaggio: Moinè, Corporal Roots, Turco, I Figli dell’Officina, Tano e l’Ora d’Aria.

Felice primo maggio a tutti!

ALTRA VITTIMA DELL’ILVA


Ilva

A me non piace “strumentalizzare” la morte delle persone. Ma qui stiamo parlando di una cosa talmente seria e grave che devo farlo, che devo denunciare. L’ILVA di Taranto, l’acciaieria più grande d’Italia e la terza dell’Europa dei 28, colei che da sola, un puntino come può essere la città di Taranto rispetto alla cartina geografica dell’Europa, produce l’otto per cento dei veleni dell’intera Unione Europea, miete un’altra vittima.

Si chiamava Mario, ex operaio dell’acciaieria che nel 2005 aveva contratto la Sclerosi Multipla, ma che nonostante questo aveva conquistato il titolo di campione mondiale di Karate Contact nel 2007. Nel 2008 ha invece contratto un carcinoma alla lingua che gli impediva di parlare. Ha anche rilasciato un’intervista alla trasmissione di Domenico Iannacone, “I Dieci Comandamenti”, raccontando la sua storia.

“Operavo sui convertitori, nelle acciaierie, tra lance che immettono ossigeno e saldatrici. Lì la polvere minerale brillava, me la ricordo ancora come un incubo luccicante. Me la sentivo in gola tutto il giorno”. Il lavoratore perse anche l’assegno di accompagnamento dell’Asl perché dissero che le sue condizioni erano migliorate.

Il Conduttore, su Facebook, ha rilasciato questo messaggio: “Poco fa ho ricevuto una notizia che non avrei voluto mi giungesse. Il mio amico Mario Amodio ci ha lasciati. Ho conosciuto Mario in una puntata de I dieci comandamenti. Mario si era ammalato di tumore lavorando all’ilva di Taranto e piano aveva perso anche la sua voce e le sue forze. Nella sua vita era stato campione di arti marziali e con lo spirito del campione aveva combattuto la sua battaglia contro la malattia e il ricatto del lavoro a Taranto. Felicetta, sua moglie, è stata al suo fianco fino alla fine parlando per lui, diventando ‘La voce di Mario’. Oggi te ne sei andato ma la tua voce continuerò a sentirla sempre nel mio cuore”.

Quante vittime ancora deve mietere questo mostro che erutta veleni 24 ore al giorno prima di spegnerlo definitivamente? Quando la smetteranno di mettere in contrasto lavoro e salute, sviluppo e ambiente? Quando cominceranno le bonifiche, e quando ai 15mila operai verrà trovata una nuova occupazione?

INQUINAMENTO E CEMENTO: ITALIA SOFFOCATA


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Riciclavano le polveri e le ceneri industriali dell’ILVA e di Enel Produzione per costruire blocchi di cemento. Il GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica della città salentina, ha così disposto il sequestro degli impianti Cementir, oltre che quelli dell’ILVA e di Enel Produzione del Comune di Tuturano (BR).

Secondo il DDA di Taranto sarebbe stato “un espediente dietro il quale si è celato l’intento di reperire un canale di smaltimento di questi rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi alla normativa vigente”.

Ed ecco perché l’Italia detiene il desolante primato delle morti per inquinamento tra tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Le cifre mettono la pelle d’oca: 90mila morti premature, corrispondenti a 1500 decessi per milione di abitanti, contro i 1100 della Germania, gli 800 della Francia e della Gran Bretagna, e i 600 della Spagna.

La situazione dell’aria resta molto critica in tante parti d’Italia. Spicca in questa speciale classifica la Pianura Padana, ma preoccupano anche Roma e Napoli, Firenze, Taranto, e la costa sud est della Sicilia. I responsabili? Traffico automobilistico (soprattutto il motore diesel), industria, riscaldamento residenziale, ma anche riscaldamento a biomasse legnose, tradizionali o a pellet (soprattutto a Milano e Firenze), nonché agricoltura, che genera molta ammoniaca.

L’Italia soffoca, dunque, sotto i colpi dell’inquinamento e degli illeciti ambientali.

ILVA: UN’ALTRA PICCOLISSIMA VITTIMA


Ilva

A Taranto un’altra bambina muore a soli sette anni (7!!) per leucemia, che ha combattuto per due anni. I genitori della piccola hanno scritto una toccante lettera alle istituzioni, che vi riporto:

“Presidente della Repubblica italiana, Presidente del Consiglio e signori Ministri, Presidente del Senato e signori Senatori, Presidente della Camera e signori Deputati, Presidente della Regione Puglia, Sindaco di Taranto,

Ambra aveva sette anni e ancora qualche regalo da aprire prima di lasciare qui il suo corpo privo di respiro. Era figlia di disoccupati.

Era figlia di Taranto, la città che ogni maledetto giorno, da cinquanta anni a questa parte, piange la scomparsa di cittadini, senza distinzione di sesso, età e ceto sociale, per interessi di pochi supportati dalla devastante applicazione della politica da parte di uomini e donne che dovrebbero chinare il capo davanti all’ennesimo, ingiustificabile lutto che ha colpito un’intera comunità.

Dovreste essere voi, signori con le più alte cariche che la democrazia prevede, a chinare il capo, oppressi da quel senso di vergogna che martella il cervello senza tregua.

 

Voi che, tornando a casa, accarezzate i vostri figli e i vostri nipoti immaginando di lavorare per il loro futuro.

Voi che, pur di non decidere, decidete che un’industria altamente inquinante debba essere venduta.

Voi che, pur di venderla, stendete tappeti rossi cosparsi di petali di immunità penale ai piedi dei nuovi acquirenti, ancora più violenti e menefreghisti dei precedenti.

Voi che dopo il danno elargite beffe a piene mani, disinteressandovi totalmente alla salute di cittadini dello Stato italiano.

Voi che, per non pagare, pagate il prossimo acquirente con l’accettazione di piani di esubero assolutamente inaccettabili, mortificando ancora di più un popolo che soffre per una già altissima ed insostenibile percentuale di disoccupazione.

Voi che con la vostra presunzione continuate a ferire un territorio talmente bello da togliere il fiato, negando uno sviluppo compatibile.

A voi, che avreste potuto cambiare il corso della storia e non avete voluto farlo, chiediamo se avete una coscienza, sicuri che mentirete ancora rispondendo “sì”.

Ambra aveva sette anni e ancora tanti regali da aprire”.

Fonte: Silenzi e Falsità

Basta con i veleni, basta con l’inquinamento, basta con il ricatto occupazionale, basta con il pane avvelenato, basta con le vostre lacrime di coccodrillo, basta con le morti, basta con la strage degli innocenti. E’ questo il lavoro che ci volete dare? E’ questo il lavoro su cui è fondata la Repubblica?

IN NOME DELL’INTERESSE (MULTI)NAZIONALE


interesse-nazionale

Interesse Nazionale. Due parole che mi fanno rabbrividire. Un concetto che mi mette la pelle d’oca, se penso alle sue conseguenze. E’ uno dei motivi che mi fa votare NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il c.d. “interesse nazionale” riguarda le opere “pubbliche”, cioè quelle che dovrebbero servire per lo sviluppo economico dell’Italia.

Grazie a questa riforma lo Stato acquista un potere che va a superare tutti gli ostacoli e i veti di ciascun individuo e regione. Due parole che sovrastano qualsiasi tentativo di veto. Con questa riforma il Governo potrebbe dichiarare “di interesse nazionale” qualsiasi porcheria e industria di veleni e di morte: discariche, inceneritori, depositi di scorie nucleari, centri commerciali, palazzi, grattacieli, super condomini, acciaierie, raffinerie, centrali a carbone, concerie, trivellazioni, fabbriche di bombe, poligoni di tiro, eccetera…

Insomma, tutte queste opere potrebbero essere dichiarate di “interesse strategico nazionale”. Con buona pace dei soliti noiosoni ambientalisti sempre pronti a dire NO a tutto, dei cittadini preoccupati per la loro salute e dell’aria che respirano i loro figli, dei comuni e delle regioni. Se vince il sì vince l’interesse (multi)nazionale. Sì, perché in realtà chi ci guadagna sono proprio le multinazionali dei veleni, che fanno campare gli Stati, ma che fanno crepare le solite capre che siamo noi, i cittadini comuni.

Ricordatevi questo termine: “Clausola di supremazia”. E’ questo il “pacco” che contiene questa “riforma”, e che consente al Governo di avvelenare il Paese. Ecco perché vi invito fortemente a recarvi alle urne il 4 dicembre prossimo, e inondare di NO questo governo di nominati, di non eletti, di padroni in grado di sovrastare qualsiasi ostacolo e di avvelenare il nostro presente e futuro.

CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO A TARANTO


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Oggi è il primo maggio. Festa dei lavoratori (quindi meno sentita rispetto ad altri tempi). Il Concerto del Primo Maggio è uno degli eventi più attesi dell’anno, almeno da me, amante della musica. In diretta su Raitre trasmetteranno il concertone di Roma, nato nel 1990 e organizzato dalle tre sigle sindacali maggiori: CGIL, CISL e UIL; ma a me interessa quello di Taranto, organizzato dal “Comitato dei Lavoratori Liberi e Pensanti“, giunto alla sua quarta edizione.

Il tema del concerto di quest’anno sarà “Riconversioni“. Tra gli ospiti dell’evento, che si terrà nel Parco Archeologico delle Mura Greche, si citano Afterhours, Ghemon, Levante, Litfiba, LNRipley, Beatrice Antolini, Ministri, Luminal, Teatro degli Orrori, Niccolò Fabi, Andrea Rivera, Renzo Rubino, Daniele Silvestri, Selton, Giovanni Truppi. Participeranno al concerto anche alcuni tra i più talentuosi artisti tarantini: Mama Marjas, Orchestra mancina, Terraross, SFK, Fidoguido, Frank Buffoluto.

Assenti dell’ultimo minuto i Subsonica, per un infortunio subìto dal tastierista. La manifestazione sarà seguita con una serie di finestre informative su Radio1Rai. Sarà possibile seguire in diretta tv l’intera manifestazione, collegandosi in streaming sul sito http://www.canale85.it o sul digitale terrestre al canale 85. Su piattaforma Sky in chiaro, invece, ai canali 875 e 879. In collegamento esterno ci sarà Varoufakis.

Ed ecco un altro link dove si potrà seguire la diretta streaming dell’evento: http://www.rockol.it/news-656782/primo-maggio-taranto-2016-diretta-video-streaming?refresh_ce

Un evento che voglio seguire quello di Taranto, più interessante dal punto di vista artistico e tematico rispetto a quello di Roma. Cosa farete voi?

LIGURIA: IL GOVERNO IMPUGNA IL PIANO CASA


cemento liguria

Il Governo ha impugnato il Piano Casa redatto dal Presidente della Regione Liguria Toti. Protestano contro il Piano Casa non solo le opposizioni in Consiglio Regionale ma anche le associazioni ambientaliste Italia Nostra, FAI Liguria e WWF, perché cementifica la Liguria e i suoi parchi naturali

Le motivazioni del Governo riguardano alcune disposizioni che,”consentendo interventi edilizi in aree tutelate, senza prevedere il necessario rispetto delle procedure previste dalla legge statale e dall’ordinamento comunitario, violano la competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio (art. 117 Costituzione, secondo comma, lettera S).

Il primo commento arriva da Ilaria Borletti, sottosegretario del Mibact, che si dichiara soddisfatta per l’impugnazione della legge cemento. Secondo lei la tutela dell’ambiente “deve necessariamente rimanere in mano allo Stato, in particolare trattandosi di una Regione, il cui patrimonio paesaggistico è già stato gravemente compromesso, con le conseguenze in termini di dissesto idrogeologico che hanno portato ai tragici episodi degli ultimi anni“.

Il Governatore Giovanni Toti commenta invece: “Non ci preoccupano le rilevazioni del governo che si riferiscono comunque ad aspetti non sostanziali della legge, ma a  richieste  di precisazioni di natura tecnica. La demagogia e l’ostilità dei signori del no e della sinistra compatta non fermeranno la nostra volontà di cambiare la nostra regione e di farla uscire dall’immobilismo che l’ha caratterizzata negli ultimi 10 anni. Andremo avanti“.

Fonte: repubblica.it

Mi sembra strano che un Governo “del fare”, un Governo del “disfare” il paesaggio e il territorio con trivellazioni, che è sempre stato favorevole al cemento, impugni questo provvedimento. Da che pulpito vengono le prediche, se impone la costruzione di nuovi inceneritori in diverse regioni, se salva l’Ilva di Taranto nonostante le condanne già perpetrate ai danni dei suoi proprietari? Mi sembrano due bambini che litigano perché “quello lo voglio fare io“, e quindi glielo vuole impedire, e badate: non per il rispetto del paesaggio e dell’ambiente, ma perché lo vuole fare lui.

Perché la distruzione del creato è di competenza esclusiva dello Stato.

SUMMIT-BUFFONATA


proteste parigi

Un periodo ero affascinato dai summit sul clima. I più potenti del mondo che si riuniscono per cercare soluzioni per combattere il surriscaldamento globale. Già… Solo che poi ho scoperto la fregatura. E’ solo un incontro amichevole per fare finta di discutere di questi temi, per fare finta di cercare di risolvere questi problemi, salvo poi “promettere” soluzioni che suonano come una tachipirina a un malato terminale.

E’ solo un’occasione come un’altra per “spuntinare“, per incontrarsi tra amici. E le soluzioni che propongono superano il limite del ridicolo e della beffa, perché al Governo fanno di tutto per salvare mega industrie altamente inquinanti e nocive per lavoratori e famiglie. E sorpattutto ponendo come modello di sviluppo ulteriori inceneritori e trivellazioni per la ricerca del petrolio. Non per l’estrazione, per la ricerca. Intanto fuori dal palazzo la gente protesta.

Io non mi fido più. E voi?

IL PRIMO MAGGIO DI TARANTO


caparezza

E’ giunta alla sua terza edizione la contromanifestazione di Taranto. In questo primo maggio infatti vengono organizzati concerti non solo a Roma, con il fuconcertone” (visti i nomi degli artisti), ma anche a Bologna e Taranto.

In questa città martoriata dal lavoro che uccide, dai veleni dell’Ilva, veniva infatti organizzato nel 2013 il primo “contro-concerto” del Primo Maggio. E non tanto come sfida al mega concerto di Roma, quanto come opportunità per riflettere sul lavoro e sulla salute e la qualità dell’aria e della vita nella “città dei due mari“. Un evento atto a accendere ulteriori riflettori su un territorio martoriato dai ben noti disastri dell’Ilva.

Ovviamente gli organizzatori del concerto di Roma lo hanno subito bollato come “sagra paesana“, ma visti gli artisti e anche il successo degli anni scorsi, non si direbbe proprio che lo sia. Infatti, se un tempo alcuni grandi artisti riempivano la piazza di Roma, adesso hanno deciso di cantare a Taranto, dove anche negli anni scorsi si è riversata tantissima gente.

Ma prima della musica, vista l’importanza degli argomenti, di mattina si organizza una tavola rotonda, presso il Parco Archeologico delle Mura Greche di Taranto. Molto attesi sono gli interventi di Marco Travaglio, del sindaco di Messina Renato Accorinti, del giornalista di Piazzapulita Gaetano Pecoraro, di Don Palmiro Prisutto e Gianpaolo Cassese.

Poi spazio alla musica, con i seguenti artisti: Officina Zoè, Bestierare, Iosonouncane, appena uscito con un album di cui si parlerà parecchio, Velvet, Ilaria Gtraziano & Francesco Forni, altri due artisti da tenere assolutamente d’occhio, Fido Guido, LNRIpley, Brunori SAS, Diodato, Bud Spencer Blues Explosion, Francesco Baccini, Roy Paci & Aretuska, Subsonica, Marlene Kuntz, Nobraino e il grande Caparezza. Direzione artistica di Michele Riondino, assistito da Roy Paci, presentano Andrea Rivera, la tarantina Mietta, Valentina Petrini e Valentina Correani. Probabilmente nel cast anche Nilla Zilli, Mannarino e altri.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Mi chiedo io quale sia il vero “concertone”. Secondo voi?

IL GRANDE ABBAGLIO


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WWF, Legambiente e Greenpeace, forse le tre più grandi associazioni ambientaliste d’Italia, hanno preso un grande abbaglio: sostenere la riforma che il Governo ha varato un paio mesi fa, quella sui delitti ambientali. E’ il DDL 1345, voluta fortemente dal Ministro dell’Ambiente Galletti. E le tre associazioni la sostengono con una petizione.

Ma nonostante i proclami, il testo in effetti peggiora il codice penale nei c.d. “ecoreati“. Dicono che prevedono una severa punizione per chi inquina, ma in realtà, come scritto in questo articolo, il decreto definisce il disastro ambientale come “reato di danno“, molto difficile da dimostrare, piuttosto che come “reato di pericolo“, più facile da documentare con le perizie.

Inoltre definisce il reato ambientale come evento “in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificamente poste a tutela dell’ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sé illecito amministrativo o penale“. Questo significa che i disastri ambientali come quello dell’ILVA sono praticamente legittimi, perché le emissioni dell’Ilva sono “a norma di legge”. Sarebbe una vera amnistia.

L’ILVA ha emesso diossina rimanendo ben al di sotto dei 10.000 nanogrammi a metro cubo in concentrazione totale, che è il limite previsto dal Codice dell’Ambiente. Pensate che ne emetteva in concentrazione totale “solo” 277 contro un limite di 10.000! Tale limite abnorme per la diossina rimane indisturbato nella nostra legislazione, senza che Legambiente, Greenpeace e Wwf abbiano mai fatto alcuna protesta o proposta nazionale di revisione della legge. Perciò l’ILVA non potrà essere accusata di violare le norme di legge.

Il pericolo viene fiutato dai magistrati e da esperti di diritto: questa legge farebbe saltare in aria molti processi per reati ambientali, come quello sull’ILVA. E’ l’ennesima dimostrazione di come chi ci governa (senza tra l’altro avere il consenso delle urne, il terzo consecutivo) ci vuole tanto male prendendoci in giro spudoratamente. Quando è che finirà la nostra schiavitù, il nostro sfruttamento, la nostra tortura?

LA VIA DEGLI ULIVI


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Non è il titolo di un romanzo. E’ la via degli ulivi. Una strada che passa proprio dove sono piantati degli ulivi. E’ una strada provinciale che vogliono ampliare abbattendo per sempre gli ulivi secolari piantati in quella zona. Succede in una delle città più inquinate d’Italia, se non la più inquinata. Succede dove si muore di tumore e non si respira più aria pulita. Succede a Taranto. La città dell’Ilva.

L’associazione Legambiente tarantina lancia l’allarme, avendo ricevuto diverse segnalazioni di ulivi perimetrati e che potrebbero essere “sacrificati” nell’altare del lavoro, dello sviluppo, dell’economia, dello “sblocca-Italia“.

Legambiente propone l’ampliamento della carreggiata, semmai, dal lato opposto agli ulivi, per coniugare lo sviluppo delle infrastrutture con la conservazione dell’ambiente, del paesaggio, e anche della storia, visto che si tratta di ulivi secolari.

Sarebbe bello se chi passa in quella provinciale fosse circondato da tanti begli ulivi invece di essere circondato da ecomostri e da palazzi.

ANCORA SUL DECRET(IN)O SFASCIA-ITALIA


sfasciaitalia

Riporto un articolo dal sito libertaegiustizia.it, dedicato al decret(in)o sfascia-italia.

“Un terribile ritorno a un passato che speravamo di aver lasciato per sempre. Un passato in cui “sviluppo” era uguale a “cemento”. In cui per “fare” era necessario violare la legge, o aggirarla. In cui i diritti fondamentali delle persone (come la salute) erano considerati ostacoli superabili, e non obiettivi da raggiungere” (Tomaso Montanari).

L’Italia è il paese dei dissesti ambientali che fanno vittime ogni anno, della Terra dei Fuochi, dell’Ilva, della Solvay che con l’aiuto delle amministrazioni locali ha ridotto a discariche di veleni le più belle spiagge toscane, dei cornicioni di incuria che crollano dai vecchi palazzi e ammazzano i bambini, delle rovine di Roma e di Pompei che vanno in briciole. Ha una capitale che affoga nell’immondizia, dove a volte pascolano i maiali. È sconciata dalle cementificazioni (otto metri al secondo di consumo del suolo), dalle grandi opere inutili che sventrano le montagne o sfigurano le lagune, dalle autostrade che sfasciano quel che resta di fragili paesaggi celebrati nel mondo (celebrati sulla base ormai di photo shopping che cancellano le brutture), dalla sistematica distruzione dei litorali, delle dune, delle pinete che vi si affacciano, della demenziale proliferazione dei cosiddetti porti turistici, puri pretesti all’edificazione sfrenata, finanziati a volte addirittura coi soldi pubblici stanziati per la difesa dei litorali dall’erosione marina. Se dovessimo proseguire l’elenco consumeremmo troppe pagine ancora.
Ma c’è un aspetto di questo fenomeno – l’apatia, l’indifferenza al male – che ne dice il peculiare aspetto di mentalità, l’aspetto che sembra culturalmente specifico del nostro paese – oggi. E per questo può servire la piccola frase di un Presidente del Consiglio che di mentalità vincenti se ne intende assai bene. Eccola nella sua interezza.
“’Sovrintendente’ è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia. È una di quelle parole che suonano grigie. Stritola entusiasmo e fantasia fin dalla terza sillaba. Sovrintendente de che?”.

Questa frase – un paradigma di cinismo, speriamo inconsapevole – parla dell’istituzione posta a difesa del patrimonio culturale della Repubblica, anche in ottemperanza all’Art. 9 della nostra Costituzione. Proviene dal libro di Matteo Renzi, Stilnovo. La rivoluzione della bellezza da Dante a Twitter, Rizzoli 2012.

Dice con quale spirito il Governo si appresta a varare il decreto Sblocca-Italia.
Ogni cittadino oggi dovrebbe informarsi – lo aiutano in questo gli autori di Rottama Italia: Paolo Maddalena, Giovanni Losavio, Massimo Bray, Edoardo Salzano, Paolo Berdini, Vezio Di Lucia, Salvatore Settis e Tomaso Montanari. Dovremmo prestare un po’ d’ascolto a queste ultime sentinelle nella notte.

Un contributo – di discussione, di informazione, di proposta – anche sulle iniziative che si potrebbero prendere per fermare questa derivapuò venire da ciascuno di noi: perché infine è di tutto quel che ci resta, che si tratta. Del volto stesso del Paese, di ciò che resta della sua bellezza, della sua memoria. Che oggi non vuol dire solo il suo passato, con le sue povere antiche ossa che vanno in polvere. Vuol dire anche ciò che rimane ai nostri figli, al loro futuro. Il tesoro che ci si appresta a distruggere del tutto.
Il futuro, appunto – non solo il passato.
Come leggiamo fin dalla prima pagina di Rottama Italia:
Perché vogliamo che l’Italia cambi verso. Ma davvero. Vogliamo un Paese moderno. E cioè un Paese che guardi avanti. Un Paese che sappia distinguere tra cemento e futuro. E scelga il futuro”.

GLI ALBERI TOSSICI DI TARANTO


alberi taranto

A Taranto ciò che causa l’inquinamento, il cancro, i tumori della popolazione non è l’Ilva, l’acciaieria di proprietà dei Riva, chissà perché tutti arrestati. Ma la causa sono gli alberi, i pini secolari. Tanto che il Sindaco Stefàno, di SEL (Sinista Ecologia e Libertà – poi mi chiedo quale ecologia), ha fatto tagliare tutti gli alberi. Uno scempio.

A Taranto ogni mese muoiono due persone di tumore per inquinamento industriale. Questi pini secolari rappresenterebbero un pericolo alla pubblica incolumità. Numerosissimi cittadini hanno contattato PeaceLink per segnalare questa decisione.

Il sindaco deve spiegare perché sono pericolosi gli alberi a Talsano mentre nulla fa per avvisare la popolazione della contaminazione da  Piombo e i Policlorobifenili nel terreno dell’area verde del quartiere Tamburi. Non ci sono cartelli che avvisino della contaminazione e i bambini ci vanno a giocare. Ce lo deve spiegare prima il sindaco e poi il pediatra con quale coraggio ai Tamburi le aree vengano lasciate senza segnalazione di pericolo di contaminazione” si legge nel sito di PeaceLink.

Mi chiedo cos’abbia di ecologista il partito di SEL. Se ora si definiscono “Sinistra e Libertà” anziché “Sinistra, ECOLOGIA e Libertà”. Mi chiedo se il suo leader sia contrario a questo scempio e se butti fuori dal partito questi suoi rappresentanti. Mi chiedo soprattutto quante persone moriranno in futuro per mancanza d’aria buona e di ossigeno, oltre che di inquinamento, a Taranto.

PRIMO MAGGIO: UNA “LOTTA” ETERNA TRA AMBIENTE E LAVORO


primo maggio

Sembra una lotta eterna tra ambiente e lavoro, tra salute e sviluppo, tra inquinamento e difesa dei posti di lavoro. In questo primo maggio vorrei riflettere sullo scontro tra lavoro e ambiente. Da che parte sta la “verità”? Da che parte dobbiamo stare? Perché non si riesce a conciliare l’ambiente con il lavoro?

Acciaierie, centrali e miniere di carbone, raffinerie, la c.d. “chimica verde” (che di verde ha solo il nome), inceneritori, multinazionali che oggi ci sono, e domani scappano con tutti i soldi dei finanziamenti statali ed europei, lasciando malattie, inquinamento, fame, morte. Sono tante le vertenze aperte su questi fronti.

Da una parte c’è chi ci lavora dentro, ci sono gli OPERAI, che hanno sicuramente il diritto di lavorare, e difendono a spada tratta il loro lavoro, con disperazione, con tutte le loro forze. E ne hanno tutto il diritto! Dall’altra parte c’è l’ambiente, che noi difendiamo, e l’inquinamento che producono questi mostri, anche in conto di morti, di malattie, di intere regioni del pianeta mai più abitabili, insanabili. Che tra l’altro Aprile 2014 è stato il mese più inquinato della storia. E noi? Da che parte dobbiamo stare?

L’Italia si è affidata a un modello di sviluppo che ha portato benessere nel breve-medio periodo, ma che nel lungo periodo ha portato disoccupazione, morti, malattie, fame, miseria, disperazione.
Adesso è il momento di cambiare modello di sviluppo, basato sul rispetto dell’ambiente, e sulla sua valorizzazione: fonti rinnovabili, agriturismi, parchi naturali, escursioni e gite in natura, riparazione e valorizzazione dei nostri beni culturali, storici e paesaggistici, che rappresentano la nostra grande bellezza, puntando sul turismo, sulle nostre bellezze, sull’agricoltura, sul Made in Italy, sulla valorizzazione dei nostri prodotti agricoli e delle nostre carni, abolendo la globalizzazione alimentare. Stop alle esportazioni e alle importazioni dagli altri paesi di prodotti che poi vengono spacciati per italiani, danneggiando i nostri produttori.

Bisognerebbe ripensare a questo modello di sviluppo: stop al consumo del territorio per costruire grandi opere: la vera grande opera è la messa in sicurezza del nostro territorio, che si sgretola ogni volta che scende un pò di pioggia; stop al consumio del territorio, alla cementificazione selvaggia, alle concessioni edilizie fin troppo facili: si cambi a un modello che punti sul “riciclaggio” del cemento, restaurando vecchie (e ormai in disuso) abitazioni ed edifici (e fino a quando non saranno restaurate, lasciamo gli abusivi dentro le case abusive, poi trasferiamoli e abbattiamo quelle case); basta inceneritori, ce ne sono già troppi, si dia via libera al riciclaggio, anche creativo, dei rifiuti.
Ma fino a quando non si trovano soluzioni alternative e concrete bisognerebbe “sopportare” questi mostri, lasciarli eruttare e poi bonificare e trasferire i loro operai accompagnandoli nel loro nuovo lavoro, anche attraverso dei corsi di formazione. Affinché il lavoro non manchi davvero mai.

Ma qui siamo in Italia, e queste cose non si vogliono fare. Le mie sono solo proposte inascoltate. E voi da che parte state?

LE SIGARETTE DI TARANTO


Ilva

Il Commissario dell’Ilva Enrico Bondi ha dichiarato che i tumori a Taranto sono derivati dalle sigarette fumate e dall’alcool bevuto dai Tarantini. Ecco alcuni ammalati che per colpa delle sigarette fumate stanno in condizioni gravissime. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso:

Federico, 4 anni, ricoverato a Parma per un Medulloblastoma;
Stefano, 8 anni, con un sarcoma del rene in continuo viaggio da Taranto a Genova;
Antonella, 4 anni, ha scoperto di avere un sarcoma di edwing e sa che le resterà poco…;
Piergiorgio, 12 anni, in casa con una leucemia acuta linfoblastica in attesa di trapianto;
Loredana, appena nata, con tiroide e reni compromessi;
Riccardo, 9 anni, perennemente stanco;
Luca, 13 anni, in continua corsa da un medico all’altro per comprendere da cosa deriva la sua tosse congenita;
Marco, 3 anni, che non riesce ancora a camminare….;
Angela, 6 anni, appena partita per il Gaslini

A loro e a tutti i BAMBINI di Taranto è stato strappato il DIRITTO di VIVERE… il DIRITTO di ESSERE BAMBINI… eppure NESSUNO di loro ha “MAI FUMATO” e “MAI BEVUTO ALCOOL“…

Per salvare le industrie inquinanti si arrampicano su tutti gli specchi, sparando un sacco di str**zate cercando consenso e approvazione da parte degli elettori. Continuiamo a credere a questi assassini!

ILVA: ENNESIMA BEFFA


Ilva

L’Ilva di Taranto sarà commissariata. Nominato commissario per tre anni Enrico Bondi. Il commissariamento durera dodici mesi, rinnovabile per due volte. Critiche al Ministro dell’Ambiente sul commissariamento. Dicono che sia “esproprio”, dicono che sia “privare la proprietà”. Già… Così, per paura di critiche, il Ministro ha deciso: tra un anno la proprietà dell’acciaieria ritornerà ai Riva. Oltre al danno, all’inquinamento, alla mala gestione dei Riva, addirittura incriminati, ora l’acciaieria ritornerà ai Riva?!

A TARANTO CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO “ALTERNATIVO”


1 maggio taranto

Il 1° Maggio si terrà a Taranto un Concerto del Primo Maggio particolare. Una sorta di “controconcerto“, quello del diritto al lavoro e alla salute, e contro il ricatto del lavoro. Hanno detto artisti come Fiorella Mannoia, Francesco Baccini e Luca Barbarossa, ma al concerto di Taranto parteciperanno anche altri artisti, tra cui quelli locali ed emergenti.

Il concerto di Taranto è organizzato dal Comitato spontaneo e apartitico Lavoratori Liberi e Pensanti e nasce come risposta al concertone di Roma, di Piazza san Giovanni Maggiore, quello istituzionale e organizzato dalla triade sindacale CGIL-CISL-UIL. In un certo senso a Taranto la città martire dell’Ilva si torna con questo concerto alle origini del significato del 1° maggio.

E infatti gli organizzatori spiegano il perché sia stata scelta la città pugliese: “Vogliamo dare un segnale forte: ripartire da qui per ribaltare le sorti di un sistema che continua a stuprare il territorio disseminando veleni che provocano danni irreversibili alla salute ed all’ambiente, facendo leva sul ricatto occupazionale. Taranto vanta, suo malgrado, circa il 40% di disoccupati, precarietà diffusa, devastazione sociale, gli effetti di una colonizzazione industriale e militare. Svilupperemo la tematica attraverso musica, dibattiti, laboratori e giochi per bambini, proiezioni, installazioni, autoproduzioni artigianali e altro“. 

Il concertone autorganizzato si terrà al Parco Archeologico di Solito-Corvisea, area verde di Taranto.

(Fonte: ecoblog.it)

REFERENDUM ILVA NULLO: MANCA IL QUORUM


Ilva

Non si è raggiunto il Quorum sul referendum consultivo di ieri sulla chiusura parziale o totale dell’Ilva. La gente probabilmente non se l’è sentita di scegliere tra salute e lavoro.

Il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli, denuncia però la mancata informazione, una vera e propria opera di “boicotaggio” dell’informazione sul referendum cittadino, che ha impedito di raggiungere il 50% + 1 dei votanti, il fatto che il Sindaco abbia tagliato del 50% i seggi elettorali e i relativi scrutatori, e il fatto che Grillo, che già si era mobilitato per il referendum contro l’inceneritore in Val d’Osta, non si sia mobilitato per informare i cittadini sul referendum pro/contro ILVA: “non un comizio, non un post o una dichiarazione sul suo blog“.

Eppure nel programma del MoVimento 5 Stelle c’è un punto che chiede l’abolizione del Quorum per i referendum abrogativi e consultivi, che sarebbero validi anche senza Quorum. Chi sa se varrà retroattivamente, e dunque anche per questo referendum, oppure solo per i successivi alla proposta. Che comincino a proporla questa benedetta riforma dei referendumTaranto insegna che non si può continuare su questa strada.

REFERENDUM A TARANTO PRO/CONTRO ILVA


Ilva

Per Domenica a Taranto è stato indetto  un referendum cittadino pro o contro ILVA. Tra la disperazione di chi teme di perdere il lavoro, e la disperazione di chi teme di perdere la propria famiglia, dilaniata da disoccupazione e malattie.

La Corte Costituzionale ha decretato “legittimo” il Decreto “Salva-Ilva” del Governo Monti. Tuttavia un referendum potrebbe, non dico “ribaltare” la sentenza, ma quanto meno far riflettere le istituzioni su soluzioni alternative al mostro.

Due sono i quesiti del referendum. Il primo quesito recita: ” Volete voi, cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute, nonché la salute dei lavoratori contro l’inquinamento, proporre la chiusura dell’acciaieria Ilva?“. Il secondo è più specifico: “Volete voi, cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute e quella dei lavoratori, proporre la chiusura dell’area a caldo dell’Ilva, maggiore fonte di inquinamento, con conseguente smantellamento dei parchi minerali?“.

La vittoria dei NOsalverebbe” l’Ilva e scongiurerebbe la chiusura degli impianti e la conseguente perdita del lavoro da parte degli operai. La vittoria dei imporrebbe la ricerca di un’alternativa legata ad un’idea di sviluppo sostenibile.

Ai posteri l’ardua sentenza.

ATTACCO ALL’AMBIENTE NEL DDL SEMPLIFICAZIONI


Il Silenzio – Assenso di 45 giorni per cementificare e la norma Salva-Ilva. Sono questi i motivi di contestazione del DDL Semplificazioni da parte del Presidente dei Verdi Angelo Bonelli.

Sul silenzio assenso Bonelli dice: “Con la norma del silenzio assenso sulle aree vincolate introdotto dal decreto semplificazioni c’è un potenziale di 10 milioni di metri cubi di cemento che rischiano di essere autorizzati irresponsabilmente nelle aree più belle del nostro Paese. Un regalo anticipato di Natale ai costruttori e alla speculazione. Aree importanti del nostro paese ad esempio come la costiera Amalfitana, le colline toscane, le isole Egadi, ma anche i centri storici di Roma e Firenze potranno subire la comparsa di nuove ville e villette o verande grazie alla norma del silenzio assenso. Il silenzio assenso sarà efficace dopo 45 giorni e quindi gli effetti devastanti di questa norma si faranno sentire prima della conversione in legge del decreto, che come è noto avviene entro il limite dei 60 giorni, da parte del Parlamento“.

Per quanto riguarda la norma salva-Ilva, Bonelli contesta che “Nei siti contaminati, in attesa degli interventi di bonifica e di riparazione del danno ambientale, possono essere effettuati tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di infrastrutturazione primaria e secondaria, nonché quelli richiesti dalla necessità di adeguamento a norme di sicurezza, e più in generale tutti gli altri interventi di gestione degli impianti e del sito funzionali e utili all’operatività degli impianti produttivi ed allo sviluppo della produzione“.

(FONTE: ecoblog.it)

LA FABBRICA DEI VELENI


L’Ilva di Taranto, secondo il GIP deve spegnere i forni e bonificare Taranto. La città è spaccata in due, tra chi difende il lavoro di ventimila operai, e chi difende la salute e l’ambiente, e vuole che l’Ilva smetta di inquinare ed ammazzare. Non si sa quali siano gli eroi, se gli eroi sono al governo e chi difende il lavoro, o chi difende la salute e l’ambiente e vuole ammazzare il serial killer di Taranto.
Io sarei per la chiusura e la bonifica del territorio e della città, e di spostare gli operai dall’Ilva a centri di riciclaggio di carta e cartone, vetro, plastica e barattolame, magari al posto dello stesso mostro assassino, che serva tutta la Puglia, e anche la Basilicata, se il lavoro è troppo poco. E anche nel settore del fotovoltaico (anche a terra) e dell’eolico. Ma quanti posti potrebbe ricoprire questo? Basterebbe per coprire tutti e ventimila posti vacanti?
L’Ilva è comunque una fabbrica dei veleni, che per anni e anni ha distrutto la città e sterminato i suoi abitanti. Non poteva rimanere così.
Voi cosa ne pensate della vicenda?