GIORNATA MONDIALE DELLA BIODIVERSITÀ


Giornata Mondiale della Biodiversità, il rapporto di Legambiente: “Il Covid fa riflettere sull’urgenza di tutelare gli ecosistemi”

Oggi è la Giornata Mondiale della Biodiversità. Il Covid-19 ci ha ricordato quanto sia importante tutelare la diversità biologica del Pianeta, dato che il 31% delle epidemie di malattie emergenti, come l’Ebola, è legato al cambiamento nell’uso del suolo causato dall’invasione umana delle foreste pluviali tropicali. Eppure la biodiversità è sempre più a rischio. Accade in tutto il mondo, dall’Amazzonia al Mediterraneo. Secondo i dati dell’Ipbes, il panel di ricerca delle Nazioni Unite dedicato alla biodiversità, tre quarti delle terre emerse sono stati significativamente alterati dall’uomo. Tra le cause più impattanti sugli habitat ci sono l’agricoltura e l’allevamento per l’industria. Il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno cruciale per il raggiungimento degli obiettivi decennali sulla conservazione della natura, ma così non è stato.

Per quanto riguarda il nostro mare, pur rappresentando lo 0,82% delle superfici marine e lo 0,32% del volume di tutti i mari del globo, il Mar Mediterraneo ospita oltre 12mila specie marine, tra il 4 e il 18% di tutte le specie marine viventi del Pianeta, moltissime delle quali endemiche. Le principali minacce sono rappresentate dall’eccessivo prelievo di pesca, dallo sviluppo urbano costiero, dall’inquinamento delle acque e dalle modificazioni dell’habitat indotte dalle attività umane. Per diverse specie minacciate, come la cernia e lo sgombro, o a rischio come il nasello, è da tenere presente il loro interesse commerciale, che le rende più soggette a pressione e a un potenziale futuro declino.

Il quadro globale è molto preoccupante. Se quella amazzonica è la più grande foresta pluviale del Pianeta, casa di almeno 30mila specie di piante, di 30 milioni di specie animali e di tantissime specie ancora da scoprire, è anche vero che nei primi quattro mesi del 2020, la deforestazione è aumentata del 61% rispetto al 2019. Lo ricorda Greenpeace, spiegando che l’Amazzonia si è già ridotta del 15% rispetto alla sua estensione degli anni ’70, quando copriva oltre sei milioni di chilometri quadrati. Greenpeace lancia l’allarme, spiegando che di questo passo si rischia di arrivare al punto di non ritorno climatico. Tra le cause deforestazione, incendi, agricoltura e allevamenti intensivi, ma anche la costruzione di strade che rende le foreste di tutto il mondo più accessibili e vulnerabili, l’estrazione mineraria, di petrolio e di gas.

Un ruolo importante è quello giocato finora da agricoltura e allevamenti intensivi.

Per altre informazioni: Il Fatto Quotidiano

La biodiversità è fondamentale anche per la sopravvivenza dell’uomo. Tutelare le specie protette o a rischio estinzione è un compito difficile e delicato da portare avanti, anche perché ci vuole l’impegno di tutti noi.

CORONAVIRUS: I DPI DIVENTANO RIFIUTI


Mascherine e guanti gettati per terra: la nuova inciviltà da ...

Se l’ultimo modello di smartphone era l’oggetto del desiderio di questi anni di grande tecnologia, i guanti e le mascherine sono diventati l’oggetto del desiderio di questo 2020. Questi DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) sono fondamentali per proteggersi e per proteggere gli altri dal coronavirus, una malattia che si trasmette con le goccioline di saliva e di sudore, oltre che con gli starnuti, e ovviamente stando a stretto contatto con gli altri.

Mascherine e guanti gettati a terra. "Non fatelo, potrebbe essere ...

Purtroppo la razza (dis)umana non si smentisce mai, e se qualcuno sperava che con il lockdown cambiassero i nostri atteggiamenti, queste immagini (ma non c’era bisogno di queste immagini per poter confermare il mio pensiero) smentiscono le più rosee previsioni. L’uomo continua a sporcare il pianeta, ad ammazzare la sua stessa salute e quella degli altri.

Mascherine e guanti per terra: la denuncia degli esperti

L’associazione Plastic Free ha denunciato questa situazione e ha creato una petizione per chiedere lo stop ai guanti e alle mascherine monouso. Questo è il link per poter firmare la petizione:

https://www.change.org/p/sergio-costa-basta-guanti-in-plastica?utm_source=share_petition&utm_medium=custom_url&recruited_by_id=870b2410-8f63-11ea-ab21-1f84b72a8f9e

Assisi, montagna di mascherine e guanti buttati fuori dal supermercato

Io l’ho fatto. Perché immagini come queste non si vedano più, perché possiamo essere liberati da questo spettacolo desolante.

Guanti in lattice e mascherine gettate in strada, lo scempio che ...

Comune di Siena: ''Mascherine e guanti non devono essere gettati ...

DA CHE PARTE STANNO LE ISTITUZIONI?


Fotografia de Alberto Manca

Riporto quanto scritto da un mio amico, parlamentare del MoVimento 5 Stelle e rappresentante del territorio del Nuorese, Alberto Manca, che denuncia l’inquinamento nel mio paese confinante, Ottana. In modo particolare, però, denuncia la reazione del Sindaco di Ottana, che invece di attaccare chi avvelena costantemente il territorio attacca chi denuncia i veleni. Queste le sue parole:

Apprendo con stupore le lamentele del primo cittadino di #Ottana in merito al mio impegno, teso evidentemente alla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Mi sarei aspettato un aiuto, una richiesta di collaborazione per lavorare uniti e per risolvere definitivamente le criticità ambientali dell’area in questione, e invece no!
Il problema sarei io che, a suo parere, rovinerei le eccellenze gastronomiche ottanesi (come se nella zona industriale tali prodotti siano coltivati o trasformati). Probabilmente è sfuggito al Sindaco il mio impegno proprio a tutela delle piccole produzioni #agrozootecniche, anche attraverso l’approvazione di importanti strumenti finanziari, come il pegno rotativo, per il quale avevo presentato apposita proposta di legge.

Voglio comunque ringraziare la massima rappresentanza istituzionale di quel territorio, poiché attraverso la sua presa di posizione scomposta, mi dà l’occasione per ricostruire l’impegno che porto avanti per il territorio di Ottana, vittima di speculazioni politiche e prenditoriali. Rammarica la presa di posizione del Sindaco, il quale ritiene addirittura che la mia attività, tra le quali la richiesta d’intervento dell’Autorità Giudiziaria, debba ricevere la sua preventiva approvazione (oltre Sindaco è anche Pretore?).

L’esposto che ho presentato per la vicenda delle #ceneri pesanti nella piana di Ottana (dove, a seguito dell’inchiesta della Procura sono stati rinvenuti rifiuti interrati) ha causato così tanti danni agli #agricoltori e agli #allevatori? Questi non hanno diritto di condurre le proprie aziende in un territorio libero dall’#inquinamento?

L’Arpas, nel monitoraggio costante e continuo della falda sotterranea, rileva concentrazioni di elementi chimici (ad esempio #mercurio) fuori norma, oramai da tanto tempo, da definirlo inquinamento storico. Per me questo è un problema grave, da risolvere attraverso un impegno forte e determinato da parte delle istituzioni proprio per garantire la salute della popolazione, dell’ambiente e per fornire garanzie agli imprenditori che operano nel territorio.

Il Sindaco è a conoscenza del fatto che ad oggi, nonostante siano passati oltre 8 anni, nulla è stato ancora fatto per determinare i valori di fondo per alcune sostanze nella zona industriale.
Ebbene, questa per me è una situazione insostenibile e proprio per questo ho attivato un confronto con gli enti competenti, tra i quali l’#ISPRA.

Il Sindaco è a conoscenza del fatto che alcune imprese, nonostante operino da anni, non hanno mai proceduto a redigere il piano di caratterizzazione. Lo #Stato, attraverso la sua partecipata, ha ottemperato a quanto la norma richiede.
Perché il Sindaco ha un atteggiamento dicotomico?
Perché ha richiesto a queste imprese il suddetto piano solo dopo il mio accesso agli atti?
Perché per anni è stato consentito a tali aziende di non ottemperare a quanto la norma impone, privando il territorio di informazioni fondamentali per definire lo status ambientale?
Veramente si ritiene che il problema sia chi grida a gran voce e pretende legalità a fronte di silenzi decennali?

Il Sindaco è a conoscenza del piano di caratterizzazione relativo al depuratore del Consorzio industriale, ove si indica chiaramente che quest’ultimo è “bersaglio” della contaminazione? Vogliamo pretendere, in maniera corale, di capire la causa delle fonti d’inquinamento?
O dobbiamo ancora tacere?

Il Sindaco è a conoscenza del fatto che le macerie abbandonate a seguito dell’abbattimento degli stabilimenti ex Lorica, spolpati dei materiali valorizzabili e abbandonati in quell’area da anni, presumono la presenza di una discarica.
Dai documenti che ho acquisito non ho alcun documento che esclude la presenza dell’amianto (credo che la vicenda degli ex esposti all’amianto e le loro battaglie mi porti a pormi qualche dubbio). Ma indipendentemente dalla presenza di questo pericoloso elemento, l’abbandono di rifiuti speciali ha profili penali da verificare. Per questo ho richiesto all’UNICA autorità preposta alla verifica del rispetto della legge. Non il parlamentare, non il Sindaco. Spero solo che la #Procura agisca senza far passare ulteriore tempo, per questa e tutte le criticità presenti nella zona industriale.

Il Sindaco è a conoscenza del fatto che nella Zona Industriale di Ottana si è avuta la cessione di stabilimenti, terreni dal pubblico al privato (attraverso un intervento politico indecente) praticamente a costo zero ma con la clausola dell’onere ambientale a carico degli acquirenti. Perché si ostina a richiedere risorse pubbliche per le bonifiche e non richiede, con altrettanta forza, che chi ha goduto dei benefici concessi a suo tempo (nonostante il licenziamento dei dipendenti e la chiusura della maggior parte delle attività) proceda in egual modo? Io sono impegnato in questo Signor Sindaco, e chiedo un suo impegno, a gran voce o in sordina, veda Lei.

Il Sindaco minimizza l’inquinamento nella zona industriale di Ottana ma nel contempo richiede l’inserimento della stessa come “Sito d’interesse nazionale” (basterebbe fare una semplice ricerca normativa per capire che Ottana non può rientrare in tale categoria).

Considerati i suoi intensi rapporti (sinora poco proficui) con la Regione, suggerisco allo stesso di richiedere l’inquadramento della zona industriale come SIR (Siti di Bonifica di Interesse Regionale – ndr), richiedere finanziamenti per certificare in maniera chiara e definitiva lo status ambientale, evitare di creare inutili, demagogiche commissioni d’inchiesta pre-elettorali che nulla hanno portato a galla (tranne alcune simpatiche esternazioni sull’origine naturale del mercurio). Impegnare risorse pubbliche non per assumere per qualche mese una decina di operai in modalità pre-elettorale, bensì investire per strutturare l’area, una volta bonificata, rendendola pronta per accogliere imprenditori che già hanno manifestato interesse, ma pretendono chiarezza, in primis in campo ambientale.

Sono disponibile a qualsiasi confronto e a lavorare assieme per ottenere questi obiettivi, ma se la richiesta rivolta al sottoscritto prevede il silenzio o l’omissione su fatti palesemente noti a tutti, non perdete ulteriore tempo. Sono stato eletto per rappresentare il territorio, tra cui la piana di Ottana e accendere un faro nella zona industriale di Ottana, dove orde di politici e prenditori hanno costruito fortune politiche a discapito degli ottanesi, della loro salute e del loro reddito”.

Si vuole veramente bonificare il territorio? Cominciamo a lottare contro i veleni. Ma le istituzioni locali perché proteggono chi le avvelena e attaccano chi vuole bonificare? È mai possibile che per questi stramaledettissimi soldi si voglia lasciare che il male e le malattie dilaghino, e soprattutto che i criminali ambientali restino al loro posto di comando continuando ad avvelenare tutto e tutti?

TORNA L’INQUINAMENTO


Fotografia de Paolo Brundu

Inizia la fase 2, riparte l’industria, tornano gli sversamenti, l’acqua torna torbida, tornano i veleni e l’inquinamento. Noi non riusciamo a smentirci mai, non cambieremo mai. Forse l’epidemia è servita solo alla natura per respirare meglio, per riprendere fiato. Ricordiamoci che siamo solo ospiti, siamo solo turisti, siamo di passaggio, purtroppo o per fortuna.

EARTH DAY 2020


Flashmob virtuale #Abbracciamola per Earth day 22 aprile ...

Oggi il Giorno della Terra compie 50 anni. Sono infatti passati 50 anni da quando, il 22 aprile 1970, su iniziativa promossa dall’ONU, John McConnell istituì la prima giornata mondiale della Terra, che ha mobilitato 20 milioni di americani per chiedere ai Governi di tutto il mondo di proteggere la salute di tutti.

22 aprile 50° Earth Day : maratona su Ray Play - Rinnovabili

La Giornata mondiale della Terra si basa sul principio che tutti, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dall’area in cui vivono o dalle condizioni economiche, hanno il diritto etico a un ambiente sano, equilibrato e sostenibile. E per vendicare questo aspetto fondamentale dell’evento, anno dopo anno sono state tante le manifestazioni in ogni angolo del Pianeta.

NEL 50° EARTH DAY DELLE NAZIONI UNITE MARATONA MULTIMEDIALE ...

Per Earth Day 2020 gli eventi saranno principalmente online e mediatici, per via del Coronavirus che non permette manifestazioni di massa. Per una panoramica a livello mondiale dei vari eventi digitali in programma basta visitare il sito ufficiale Earthday. In Italia tra le iniziative previste segnaliamo il grande abbraccio virtuale promosso da Legambiente con l’hashtag #Abbracciamola e #EarthDay, i due principali hashtag da usare per condividere sui social network le proprie foto con la Terra protagonista. Un abbraccio virtuale al nostro pianeta e alle sue meraviglie che spesso ci dimentichiamo di rispettare.

Earth Day - Giornata Mondiale della Terra 50° anniversario ...

Tra le iniziative previste in Italia in occasione di Earth Day 2020, da segnalare la maratona tv #OnePeopleOnePlanet trasmessa sul canale streaming Rai Play, con un palinsesto di 12 ore, dalle 8 alle 20. E allora, buona festa della Terra, ma soprattutto, buon rispetto.

BUONA PASQUA A TUTTI VOI!


La catena dell'Himalaya visibile dopo 30 anni. Foto di @jeetender via Twitter

Cari amici, anche se diversa, anche se rinchiusi, anche se non la possiamo festeggiare, vi auguro comunque una Pasqua serena e felice. Al di là del Coronavirus. Il quale ha anche i suoi effetti collaterali positivi. Infatti, a causa del coronavirus c’è il “lockdown”, cioè la chiusura totale di tutte le attività, in tutto il mondo. E qual è l’effetto del lockdown? Quello di ridurre sensibilmente l’inquinamento. Così sensibilmente che dopo 30 anni, nel Punjab, si torna a vedere la catena montuosa dell’Himalaya, a 200 km di distanza. Non è uno spettacolo?

Intanto domani mi appresto a vivere la mia Pasquetta virtuale. Infatti su youtube c’è il canale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: MiBACT. Con la collaborazione del FAI possiamo goderci lo spettacolo delle riprese fatte con un drone, e viaggiare così almeno virtualmente tra le bellezze dell’Italia, e uscire almeno per qualche minuto da casa nostra, come se fossimo lì.

Una bella iniziativa per chi quest’anno è costretto a saltare la Pasquetta con la visita dei posti più belli, come un tour virtuale a Pompei o nella Baia di Ieranto.

E allora, buona Pasqua e buona Pasquetta a tutti voi, sperando di poter godere di queste bellezze l’anno prossimo dal vivo.

RECORD ALL’ANTARTIDE


Antartide, segnalati i 18 gradi: la temperatura più alta di sempre. Cosa significa (davvero) per l'ambiente?

L’altro giorno sono stati raggiunti i 18,3° C nel Polo Sud. Una temperatura rara, ma non è il record. Infatti, come riporta il Guardian, il record registrato per la regione l’intera antartica (ovvero al di sotto del 60° parallelo) risale al 1982, quando si registrarono 19,8 gradi centigradi a Signy Island. La terza temperatura più calda registrata, nel set di dati relativo agli anni dal 1961 a oggi, risale al 2015 ed era pari a 17 gradi.

La temperatura è stata rilevata sulla base di Esperanza, sita al 63° parallelo, una parte della Penisola Antartica sita di fronte alle coste del Sud America. Si tratta di uno dei luoghi del pianeta che si stanno riscaldando più velocemente, con un aumento stimato di 3 ° C negli ultimi 50 anni, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale. Quasi tutti i ghiacciai della regione si stanno sciogliendo.

La quantità di ghiaccio persa ogni anno dalla calotta antartica è aumentata di almeno sei volte tra il 1979 e il 2017. Nella maggior parte dei ghiacci le piattaforme glaciali si sciolgono a partire dalle loro «fondamenta» a causa delle incursioni di acqua oceanica relativamente calda, specialmente nell’Antartide Occidentale e in misura minore, lungo la penisola e nell’Antartide orientale.

Secondo gli esperti, all’innalzamento delle temperature nella regione contribuirebbero venti che soffiano da nord-ovest, una combinazione di variabilità naturale e riscaldamento globale causato dall’aumento della concentrazione di gas serra in atmosfera, dovuto principalmente a emission di origine antropica.

Fonte: Corriere.it

Segnali inquietanti arrivano dall’estremo Polo della Terra. Il segno evidente dell’esistenza dei cambiamenti climatici, causati dall’attività dell’uomo. Un segnale da non sottovalutare, e da non negare.