STORIA DELLA CASA-FANTASMA SOTTO IL LAGO OMODEO


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A causa del prolungato periodo di siccità è riemersa in tutto il suo splendore la Casa Fantasma, la casa sommersa nel Lago Omodeo, in Sardegna. Ecco una breve storia di questo lago artificiale.

Nel 1917, quindi esattamente un secolo fa, si decise di realizzare quello che sarebbe poi diventato come il più grande lago artificiale d’Europa: il Lago Omodeo, che prende il nome dall’ingegnere che lo ha progettato. Il suo scopo era quello di produrre energia elettrica e di sfruttare le acque del Fiume Tirso per irrigare il Campidano. Ma prima di iniziare i lavori hanno dovuto risolvere un problema: Zuri, un piccolo borgo di circa venti case che si trovava a 88 metri sul livello del mare, sarebbe stato sommerso, poiché l’acqua del lago sarebbe arrivata a 105 metri. Perciò si decise di demolirlo e di ricostruirlo più in alto. Anche una chiesetta romanica del 1291 è stata smontata e ricomposta mattone per mattone in un luogo più sicuro.

I lavori vanno avanti fino al 1923, e nell’aprile del 1924 ci fu l’inaugurazione ufficiale della diga con tanto di visita del re. A valle della diga fu costruita anche la centrale idroelettrica. La vecchia diga “andò in pensione” nel 1997, quando fu inaugurata la nuova, più alta e più capiente, che comportò un innalzamento del livello dell’acqua. Così la valle venne sommersa e tutto, animali estinti, foresta tropicale, resti di Zuri, sparì per sempre sotto l’acqua. O quasi.  Ogni tanto, infatti, quando il livello dell’acqua cala, viene fuori il passato: la foresta pietrificata, qualche nuraghe, pali della luce e anche quella che viene chiamata la casa del capocentrale o da alcuni “casa del custode”.

In realtà in questa casa erano ospitati il capocentrale, il vicecapo e le loro famiglie. Si trova proprio sotto la vecchia diga, di fronte al ponte che la sovrasta. Era una bella villa a due piani circondata da un giardino con un laghetto, un frutteto, delle palme e un banano. L’edificio era costituito da due appartamenti perfettamente simmetrici: al piano terra la cucina con camino, un salone, un piccolo soggiorno e uno stanzino dov’era posizionato il telefono (collegato con la centrale del Tirso); al secondo piano quattro camere da letto e il bagno, e sopra un sottotetto. Sul fronte opposto rispetto alla casa del capocentrale, si trova un altro edificio, oggi decisamente vandalizzato, che in passato ospitava i carabinieri di Ulà Tirso e successivamente i custodi della diga.

Fonte: sardegnaabbandonata.it

In questi giorni la casa è riemersa completamente in tutto il suo splendore. Segno che siamo quasi agli sgoccioli. La siccità è una terribile piaga che la Sardegna sta soffrendo tanto, ovviamente senza dimenticare le altre regioni. Ma piove sempre più in là, sempre più in ritardo. E sempre meno. E’ un disastro. E’ la desertificazione. L’unica soluzione, o una delle poche, sarebbe quello di desalinizzare l’acqua del mare, di vendere il sale, di potabilizzarla e di distribuirla a tutti i comuni con un sistema di acquedotti che garantisca l’acqua con costanza.

Magari si potesse fare… Cosa ne pensate di questa soluzione?

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LA PISTA CICLABILE PANORAMICA


Una pista ciclabile panoramica, spettacolare, che sta per essere costruita in Trentino Alto Adige. 140 km di percorsi ciclabili che passano su panorami mozzafiato che sorvolano il Lago di Garda, e collegherà Capo Reamol a Limone sul Garda. Sarà larga 2.5 metri e sarà anche pedonale.

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Secondo l’Assessore ai Lavori Pubblici, Martinelli, “si avrà la sensazione di ‘camminare’ in biciletta sulle acque. Ci saranno alcuni punti panoramici stupendi, come per esempio Capo Reamol e il punto di confine tra la provincia di Brescia e di Trento, con promontori da dove si può ammirare tutto il lago”.

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La pavimentazione sarà realizzata con un materiale simile al legno, ma resistente alle intemperie, e lungo tutto il tratto correrà una sottilissima barriera protettiva d’acciaio che avrà meno impatto visivo sul paesaggio. Costo dell’opera: 7 milioni di euro.

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Fonte: SiViaggia.it

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Che bello! Sarà sicuramente un’attrazione turistica che rende ancora più stupenda una meravigliosa Regione qual è quella del Trentino Alto Adige!

IL MARE PIU’ BELLO DEL 2017


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Anche quest’anno Legambiente e Touring Club Italiano hanno stilato la classifica dei mari più belli, premiandoli da una a cinque vele blu. Il mare più bello è quello di Chia, la spiaggia di Domus De Maria, in Provincia di Cagliari. In generale la Sardegna è la Regione più premiata, cioè, quella che ha ricevuto il maggior numero di “cinque vele blu”.

Come Miglior Comune è stato premiato invece Castiglione della Pescaia, nella Maremma Toscana, seguito da Scarlino, Marina di Grosseto e Follonica (GR). Al terzo posto svetta Posada, in Provincia di Nuoro, seguito da Siniscòla, sempre in Provincia di Nuoro.

Nella graduatoria anche il Litorale di Baunei (sulla costa orientale sarda), la Planargia (il litorale del comune di Bosa), la Gallura e l’Arcipelago La Maddalena. Anche quest’anno la Guida dedica una sezione alle località regine del turismo lacustre. Nella classifica dei comprensori lacustri a cinque vele svetta al primo posto il Lago di Molveno (Tn), seguito da Lago di Fie’ (Bz) e dal Lago di Monticolo (Bz), tutti in Trentino Alto Adige. Seguono in graduatoria il Lago del Mis in Veneto, il Lago dell’Accesa (Toscana) e il lago di Avigliana Grande (in Piemonte).

I comprensori raccolti nella guida sono stati individuati sulla base dei dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche delle qualià ambientali e di quelle dei servizi ricettivi. I dati sono stati integrati dalle valutazioni espresse dai circoli locali e dall’equipaggio di Goletta Verde.

Fonte: Rainews 24

Ed eccovi le immagini di alcune delle località premiate, cioè, quelle che vi ho citato:

Immagine correlata

Chia

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Castiglione della Pescaia

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Scarlino

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Marina di Grosseto

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Follonica

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Posada

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Capo Comino – Siniscola

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Litorale Baunei

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Litorale Bosa

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Gallura

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Arcipelago della Maddalena

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Lago di Molveno

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Lago di Fiè

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Lago di Monticolo

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Lago del Mis

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Lago dell’Accesa

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Lago di Avigliana Grande

Visitate questi magnifici posti, se avete la fortuna di farlo.

IL POZZO DEI DESIDERI


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Nel Parco di Yellowstone, famoso per essere stato il primo parco nazionale istituito nel mondo, e per la location del cartone animato Yoghi e Bubu, c’è un lago spettacolare che viene definito “Il Pozzo dei Desideri”. E’ la più grande sorgente d’acqua calda degli Stati Uniti e la terza nel mondo. E’ il Grand Prismatic Spring. L’unicità di questo lago vulcanico è la sua varietà di colori. Si va dal normale azzurro dell’acqua al verde, al giallo e al rosso.

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Questo è dovuto soprattutto grazie alla presenza di numerosi batteri termofilici, il cui habitat ideale è questo lago dalle altissime temperature: 87° centigradi! L’intensità della colorazione è dovuta alla presenza di clorofilla e di carotenoidi ed è influenzata dalla temperatura: in inverno i pigmenti arancioni e rossi sfumano infatti nel verde scuro.

Fonte e immagini: La Stampa

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Un patrimonio dell’Unesco, colori spettacolari che rischiano però di scomparire per sempre. Stando allo studio pubblicato in questi giorni dalla rivista Biological Conservation, sono più di cento i siti dell’Unesco che rischiano di scomparire a causa dell’attività frenetica dell’uomo, e più rapidamente di quanto si pensasse. E il Pozzo dei Desideri è proprio il primo della lista, il più a rischio. Uomo, fèrmati!

LA SARDEGNA HA SETE


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In Sardegna è emergenza siccità. Non piove da mesi, l’agricoltura è in ginocchio e gli invasi sono quasi vuoti. Il livello dell’acqua del Lago Omodeo è sceso di 12 metri. E’ ricomparso persino il nuraghe di Urasala, sommerso dalle acque del lago artificiale. Le immagini registrate da un drone hanno ripreso uno scenario lunare: chilometri di sabbia bianca e terra secca.

In Gallura e in Baronia il bestiame non trova più pascolo. Gli allevatori hanno esaurito le scorte di foraggio che avevano messo da parte per l’inverno. Il mondo agropastorale è in ginocchio. La Sardegna ha sete. E pare che la stagione delle pioggie voglia farsi aspettare ancora a lungo…

SISMA: PERICOLO PER LA DIGA DI CAMPOTOSTO


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Campotosto è un piccolo centro in provincia dell’Aquila. Il suo omonimo lago è il secondo più grande d’Europa, e si trova a 1.300 metri d’altezza. Nasce nel periodo fascista come bacino artificiale per alimentare le centrali idroelettriche della Valle del Vomano. Il lago ha un’estensione di 14 km/q, ha una profondità massima di 35 metri e ha una capacità di 300 milioni di metri cubi d’acqua, e, grazie al suo dislivello, può produrre quasi 800 milioni di kw

Lungo le sue sponde ci sono tre centri abitati: Campotosto, Mascioni e Poggio Cancelli. La diga di Campotosto è la sorvegliata speciale, perché è costruita proprio su una faglia sismica che, a detta degli esperti, è ancora molto attiva. In caso di sisma molto intenso, questa enorme diga artificiale, lunga ben 44 metri, potrebbe cedere, causando danni incalcolabili.

Il Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica (Eucentre) ha studiato il caso, e ha auspicato interventi di rafforzamento della barriera. Il gestore della diga (l’Enel) però, ha sempre difeso l’affidabilità dell’impianto. Ha retto benissimo alle scosse di questi anni e di queste ultime settimane, e – secondo altri studi compiuti da alcuni geologi – la mappa della faglia e la diga non sono del tutto sovrapponibili ma la prima sarebbe ad una distanza di trecento metri, il che renderebbe ancora più sicura la barriera di Fucino.

Fonte e immagine: Tiscali Notizie

Nessuna paura, quindi, secondo l’Enel, nessuna preoccupazione, nessun allarme. E allora tutto tace, tutto deve tacere, bisogna assopire gli animi e le coscienze, è tutto sotto controllo, non bisogna creare allarmismi. Ma ora che il sisma ha colpito la zona, e che la faglia è attiva, chi è che spegne la paura degli abitanti? E perché tutto questo silenzio, tutta questa omertà? Che interesse hanno quelli dell’Enel a tacere su questo pericolo?

L’ITALIA E’ SEMPRE PIU’ BLU


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Le bandiere blu sono un riconoscimento che ogni anno viene assegnato dalla Fee, la Fondazione per l’Educazione Ecologica, in 41 Paesi, tra cui l’Italia. La Fondazione premia ogni anno la qualità delle acque di balneazione, ma anche il turismo sostenibile, l’attenta gestione dei rifiuti e la valorizzazione delle aree naturalistiche.

Crescono ogni anno le località balneari d’eccellenza lungo la Penisola. Sono 293 le spiagge premiate quest’anno (nel 2015 erano 280). Regina tra le Regioni italiane si conferma la Liguria, con ben 25 località premiate, seguita da Toscana (19) e Marche (17). A 14 troviamo la Campania. La Puglia e la Sardegna sono a 11 località premiate. Seguono il Lazio (8), L’Emilia Romagna (7), L’Abruzzo e la Sicilia (6), la Calabria (5), il Molise (3), il Friuli e la Basilicata (2).

Per quanto riguarda i laghi ne abbiamo 1 per la Lombardia, 2 per il Piemonte e 5 per il Trentino Alto Adige.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Insomma, parafrasando l’indimenticabile Rino Gaetano, l’Italia è sempre più blu. E noi ne andiamo fieri. Onore alla bellezza delle località liguri. Speriamo che il prossimo anno possano continuare ad aumentare le nostre bandiere. Cosa ne pensate?