IL CASO DELLE BUSTE DELLA SPESA A PAGAMENTO


Sacchetti ortofrutta a pagamento, il divieto di quelli in plastica non l’ha imposto la Ue. La decisione è del governo

“Ce lo chiede l’Europa!”. E’ la solita scusa, la solita frase-alibi di chi vuole imporre cose “impopolari” perché quelle popolari fanno solo danni, mentre le cose “impopolari” sono come la punturina che serve per guarire dalla malattia, e quindi nel lungo periodo sono molto efficaci. Stavolta la “punturina” riguarda la tassa sulle buste della spesa, i sacchettini in bioplastica o biodegradabili che dal primo gennaio abbiamo cominciato a pagare, da 1 a 5 centesimi.

Partiamo col dire che l’Europa stavolta non c’entra proprio nulla. A chiedercelo stavolta è solo il Governo Gentiloni. Infatti l’ultimo governo non eletto, la scorsa estate ha inserito, nel DL sul Mezzogiorno, un emendamento di recepimento di una Direttiva dell’Unione Europea del 2015, ma attenzione, tale Direttiva, come scritto nel Fatto Quotidiano, “si focalizzava soprattutto sulle borse in plastica per insacchettare la spesa (quelle che in Italia sono state messe fuori legge già dal 2012) e precisava esplicitamente la possibilità di escludere dalle misure le bustine trasparenti per frutta e verdura. Tanto che solo la Francia ha imboccato la stessa strada dell’Italia, mentre la maggior parte degli stati membri si è limitato alle buste per la spesa in plastica tradizionale, mettendole a pagamento”.

Ma allora, chi ci guadagna da questo provvedimento? I vantaggi ambientali sono tutti da verificare. Chi invece ci guadagna veramente sarà chi produce polimeri a base vegetale e sacchettini in bioplastica. Cioè l’azienda piemontese Novamont, guidata da Catia Bastioli, che ha inventato la bioplastica biodegradabile e compostabile Mater-bi. Bastioli nel 2011 ha partecipato alla Leopolda e nell’aprile 2014, due mesi dopo l’insediamento di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, è stata da lui nominata presidente della partecipata pubblica Terna (ecco gli interessi del governo…).

C’è da dire però che la Novamont non è l’unica che ci guadagna. Infatti, secondo le stime della Società Plastic Consult, il giro d’affari dei sacchetti frutterebbe all’Italia 100 milioni di euro l’anno, per un volume di 25 mila tonnellate. Non male come mercato! A livello mondiale sono dieci le aziende chimiche attive in questo settore.

Fonte e immagine: Il Fatto Quotidiano

Io consiglio a tutti voi di portarvi le buste della spesa da casa vostra, quelle riutilizzabili, quelle che avete conservato, di modo da non pagare nulla, e da risparmiare veramente sui rifiuti. In Svizzera sono in circolazione dei sacchetti a retina, riutilizzabili e lavabili in lavatrice a 30°C, su cui si possono attaccare e staccare le etichette con il prezzo dei prodotti acquistati. Svizzera Docet!

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ASCOLTATE IL MARE


Stop a cotton-fioc non biodegradabili e microplastiche nei cosmetici. Realacci: 'L’Italia è il primo Paese al mondo a farlo'

Sturatevi le orecchie e ascoltate la voce del mare, purché poi non buttiate i cotton-fioc sott’acqua. L’Italia, dichiara Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente alla Camera, dice basta ai cotton-fioc e a tutta la plastica nel Mar Mediterraneo. Secondo un recente studio di Legambiente il 91% dei rifiuti plastici presenti nel “grande lago salato” del Mediterraneo sarebbero proprio composti da cotton-fioc.

Soddisfatto anche il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, che ringrazia Realacci per aver “portato avanti nel tempo questa battaglia in Parlamento, condividendola con diverse realtà ambientaliste”. Esulta anche Legambiente, annunciando che vigilerà affinché si arrivi all’approvazione definitiva da parte del Parlamento.

Saranno stanziati 250mila euro per favorire la promozione, la produzione e la commercializzazione dei cotton fioc bio e previsto l’obbligo di indicare sulle confezioni “informazioni chiare sul corretto smaltimento” citando “il divieto di gettarli nei servizi igienici e negli scarichi”. Multe che arrivano a 25mila euro e sospensione della produzione per i trasgressori.

Fonte: notizie.tiscali.it

Ed esulto anche io per questa notizia confortante. Musica per le mie orecchie. Cosa ne pensate?

LA SFIDA RICICLONA


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Da due anni, a Barrali, un paesino di poco più di 1.100 abitanti in Provincia di Cagliari, è in atto una “sfida riciclona”. Sono stati sistemati, nell’ecocentro cittadino, dei compattatori di rifiuti per il conferimento di plastica, vetro e lattine. Ogni cittadino riceve degli ecopunti per effetto dei quali, chi ricicla di più usufruirà di un premio: un “ecosconto” in bolletta.

Ieri il Sindaco Fausto Piga ha ritirato a Milano il premio nazionale di Legambiente, la targa “Innovazione amica dell’Ambiente” per la categoria “Abitare in comunità smart”. Gli sconti possono andare da 50 a 200 euro, e per i più virtuosi lo sconto arriva anche al 50% sul costo della bolletta.

Cliccate sul seguente indirizzo per guardare questo bellissimo video del TG della principale emittente sarda Videolina:

http://www.videolina.it/articolo/tg/2017/11/16/barrali_e_la_sfida_riciclona_il_premio_nazionale_di_legambiente-78-666871.html

Cosa ne pensate? Magari si potesse fare in ogni comune italiano… Provate a chiedere ai vostri sindaci se accettano la sfida!

TORINO: EMERGENZA SMOG


Risultati immagini per Torino

L’inquinamento, ogni anno, in Italia produce 9 milioni di morti: 6,5 milioni dovuti all’inquinamento atmosferico e 1,5 milioni dovuti all’inquinamento idrico. Dati del 2015 della Rivista “Lancet”. A Torino, in questo lunghissimo periodo di secca, lo smog ha costretto le autorità della Città della Mole ad obbligare i cittadini a non aprire le finestre. Sono 25 le città ad aver superato il limite annuale dei 35 giorni per il superamento di emissioni dei limiti consentiti dalla legge.

A causarlo, oltre all’industria e al traffico, è, come dicevo prima, il lunghissimo periodo di siccità. La Pianura Padana è coperta da una preoccupante cappa di smog. Già da ieri la Sindaca di Torino ha preso provvedimenti, impedendo ai veicoli fino ad Euro 4 di circolare dalle 8 alle 19. A partire da domani questo provvedimento verrà esteso anche ai veicoli Euro 5. Legambiente e Verdi contestano il ritardo nell’intervento delle autorità e l’abulìa delle stesse nel combattere questi fenomeni.

Fonte: TGcom24

IL MARE PIU’ BELLO DEL 2017


bandiera blu

Anche quest’anno Legambiente e Touring Club Italiano hanno stilato la classifica dei mari più belli, premiandoli da una a cinque vele blu. Il mare più bello è quello di Chia, la spiaggia di Domus De Maria, in Provincia di Cagliari. In generale la Sardegna è la Regione più premiata, cioè, quella che ha ricevuto il maggior numero di “cinque vele blu”.

Come Miglior Comune è stato premiato invece Castiglione della Pescaia, nella Maremma Toscana, seguito da Scarlino, Marina di Grosseto e Follonica (GR). Al terzo posto svetta Posada, in Provincia di Nuoro, seguito da Siniscòla, sempre in Provincia di Nuoro.

Nella graduatoria anche il Litorale di Baunei (sulla costa orientale sarda), la Planargia (il litorale del comune di Bosa), la Gallura e l’Arcipelago La Maddalena. Anche quest’anno la Guida dedica una sezione alle località regine del turismo lacustre. Nella classifica dei comprensori lacustri a cinque vele svetta al primo posto il Lago di Molveno (Tn), seguito da Lago di Fie’ (Bz) e dal Lago di Monticolo (Bz), tutti in Trentino Alto Adige. Seguono in graduatoria il Lago del Mis in Veneto, il Lago dell’Accesa (Toscana) e il lago di Avigliana Grande (in Piemonte).

I comprensori raccolti nella guida sono stati individuati sulla base dei dati raccolti da Legambiente sulle caratteristiche delle qualià ambientali e di quelle dei servizi ricettivi. I dati sono stati integrati dalle valutazioni espresse dai circoli locali e dall’equipaggio di Goletta Verde.

Fonte: Rainews 24

Ed eccovi le immagini di alcune delle località premiate, cioè, quelle che vi ho citato:

Immagine correlata

Chia

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Castiglione della Pescaia

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Scarlino

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Marina di Grosseto

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Follonica

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Posada

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Capo Comino – Siniscola

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Litorale Baunei

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Litorale Bosa

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Gallura

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Arcipelago della Maddalena

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Lago di Molveno

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Lago di Fiè

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Lago di Monticolo

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Lago del Mis

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Lago dell’Accesa

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Lago di Avigliana Grande

Visitate questi magnifici posti, se avete la fortuna di farlo.

L’UE DICE Sì ALLA BIODIVERSITA’


biodiversità

Le direttive europee sulla biodiversità vanno rispettate in tutti gli Stati Membri. E’ quanto è stato deciso ieri dal Parlamento Europeo con ben 592 sì e solo 52 no (anche se voglio sapere chi è che ha votato no). Ad esultare sono le associazioni Legambiente, Lipu-Bird Life Italia e WWF Italia. Queste direttive consentono di tutelare le specie e gli habitat più preziosi d’Europa. Il voto finale è previsto al Parlamento Europeo per il prossimo mese di aprile.

Un voto indispensabile per permettere alla Strategia sulla Biodiversità di raggiungere gli obiettivi prefissati, anche grazie al rafforzamento delle due direttive sulla tutela della natura. Le associazioni si dichiarano molto soddisfatte del risultato del voto di Strasburgo, anche se resta ancora molto da fare in conto delle direttive Habitat e Uccelli.

Questo voto è stato reso possibile grazie alla petizione internazionale firmata da 500mila cittadini europei per chiedere che le direttive Uccelli e Habitat fossero applicate con pienezza e determinazione.

Fonte: lanuovaecologia.it

Un bel passo in avanti verso la tutela della biodiversità è stato fatto. Resta ancora molto da fare. Speriamo che almeno su questi temi anziché maggioranza bulgara ci sia unanimità di vedute.

VENETO: DISASTRO AMBIENTALE A CAUSA DELL’ACQUA INQUINATA


acqua in veneto

Sarebbero ben 59 i comuni inquinati in Veneto tra le province di Padova, Vicenza e Verona. Le falde acquifere infatti sono inquinate da Pfas, sostanze rilasciate dalla fabbrica Miteni di Trissino, che da quarant’anni è in attività nel Veneto ed è gestita da una multinazionale. Da decenni questi materiali inquinano le falde acquifere, comprese quelle per l’irrigazione dei campi, con conseguente inquinamento del prodotto alimentare.

Sono tanti i pozzi inquinati da queste sostanze, che avrebbero una persistenza di circa sessant’anni nell’acqua e di cinque anni nel sangue. Perciò dodici associazioni ambientaliste, guidate da Legambiente, hanno sporto denuncia per disastro ambientale, richiedendo il sequestro dei pozzi inquinati. L’avvocato E. Varari, firmatario dell’esposto, denuncia che “l’inquinamento è irreversibile, e ha effetti disastrosi sulla salute umana“.

E’ a dir poco preoccupante la situazione sanitaria in Veneto, prima regione per quanto riguarda l’incidenza dei tumori, soprattutto a causa del Pfas, che attaccherebbe testicoli, reni e linfonodi, e che colpiscono soprattutto gli adolescenti.

Fonte: identitainsorgenti.com

Un disastro ambientale che i media hanno finora tacciuto. Ed è giusto che si cominci a parlarne.