LEGAMBIENTE PULISCE SPIAGGE E FONDALI MARINI


spiagge e fondali puliti

Non è la prima iniziativa di questo tipo organizzata da Legambiente. “Puliamo il Mondo” è stato forse il precursore di altre iniziative che Legambiente organizza. Stavolta i volontari ambientalisti hanno ripulito un centinaio di località turistiche, spiagge e fondali marini. Ogni anno, verso fine maggio, da 24 anni, Legambiente organizza la campagnaSpiagge e fondali puliti“, con l’obiettivo di restituire a tutti coste e mare ripuliti dai rifiuti abbandonati.

Il progetto di Legambiente ha coinvolto anche altri volontari comuni, non iscritti a Legambiente, e magari nemmeno simpatizzanti, e soprattutto le scuole. Le scuole e i bambini sono stati coinvolti in questa lodevole iniziativa, i quali hanno partecipato con grande gioia e impegno.

Quest’anno, in tre giorni, sono state raccolte e rimosse circa venticinque tonnellate di rifiuti di ogni genere, abbandonati su arenili e fondali per incuria o inciviltà, o trasportati dai fiumi e finiti in mare. Sono state raccolte diverse tipologie di rifiuti: mozziconi e filtri di sigarette in primis, seguiti da bottiglie e sacchetti di plastica. Non mancano catrame, recipienti metallici e rifiuti ingombranti quali gli elettrodomestici, a pezzi o tutt’interi.

Una vera e propria “impresa di pulizie” del mondo che ci circonda. Iniziativa lodevole che ogni anno deve essere ripetuta.

IL BUSINESS DELLE ACQUE IN BOTTIGLIA


bottiglie acqua

Legambiente, in questo articolo, denuncia “un’imbarazzante storia all’italiana. Un impatto ambientale enorme per tutti, e profitti esagerati per pochi“. Prosegue: “un giro d’affari pari a 2,25 miliardi di euro che riguarda 168 società per 304 diverse marche commerciali; l’uso di oltre 6 miliardi di bottiglie di plastica prodotte utilizzando 456 mila tonnellate di petrolio, che determinano l’immissione in atmosfera di oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2: c’è un vero e proprio business dentro una bottiglia d’acqua. L’abitudine tutta italiana di preferire l’acqua in bottiglia a quella del rubinetto innesca, infatti, un meccanismo economico che porta immensi guadagni alle aziende imbottigliatrici e un enorme consumo di risorse per il Paese, oltre ad alti livelli di inquinamento indotto e consumo di risorse“.

Condivido le preoccupazioni di Legambiente, specialmente per quanto riguarda il metodo di produzione delle bottigliette d’acqua. Tuttavia queste bottigliette si possono anche riciclare, dando vita così ad altri oggetti di uso  comune in plastica, o a vestiti e coperte. Perciò non lo vedo così male questo business. Basta che si riutilizzino il più possibile, fino a quando non valgono più, e poi si riciclino. Riciclare le bottiglie di plastica non lo vedo poi così tanto impattante! Se al posto di ubicare discariche, vi ubicassimo centri di riciclaggio dei rifiuti non sarebbe poi tanto male, anzi: farebbe ripartire l’economia, soprattutto quella locale, si limiterebbe la quantità di rifiuti da incenerire o da depositare in discarica, e ci sarebbe un notevole risparmio in termini di ambiente, di salute, di acqua, e anche di energia. Non sono contrario alle bottiglie di plastica, se riutilizzate più volte e poi riciclate. Cosa ne pensate voi?

DL SVILUPPO: PREVISTA RIATTIVAZIONE CENTRALI A CARBONE


(Rinnovabili.it) – “E’ una decisione sconcertante, invece dei tagli si fa un vero e proprio regalo alle lobby del petrolio, con i soldi dei cittadini”. Così Legambiente commenta la decisione del Governo di supportare finanziariamente le centrali a combustibile fossile per garantire la sicurezza energetica del Paese. La misura, inserita come emendamento (stramaledetti emendamenti – N.d.B.) al DL Sviluppo e votata alla Camera, prevede che vengano introdotti degli incentivi per gli impianti a combustibili diversi dal gas per riportarli in attività con normative meno restrittive sui valori limite di emissione. (addirittura con norme meno restrittive!!) Il provvedimento, a cui si sono opposti senza successo la senatrice Patriza Bugnano e il senatore Gianpiero De Toni dell’Italia dei Valori, avrebbe un impatto diretto sulla bolletta dei consumatori, la stessa che solo qualche mese fa doveva essere difesa dagli oneri delle energie rinnovabili.

“L’articolo  – commenta Legambientesembra scritto sotto dettatura delle lobby delle centrali più inquinanti: invece di rendere sicuri gli approvvigionamenti di gas, impegnarsi sul serio per ridurre i consumi e migliorare l’efficienza, si prendono i soldi per tenere in vita queste centrali direttamente dalle bollette”. Riportare in attività centrali vecchie e spesso posizionate in zone abitate vorrebbe dire prevedere deroghe alla normativa sulle emissioni, esentando gli impianti dall’attuazione degli autocontrolli previsti nei piani di monitoraggio o addirittura superando “gli obblighi relativi alla presentazione di piani di dismissione”. “Le accuse alle fonti rinnovabili e al loro impatto in bolletta da parte del Ministro Passera mostrano ora tutta la loro insopportabile ipocrisia” ha commentato Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente.

(FONTE: Rinnovabili.it)

Garantire la sicurezza energetica del Paese?!? Ma questa è enorme ipocrisia! Non siamo più nel dopoguerra quando si doveva ricostruire e sviluppare! Ci sono le energie rinnovabili, c’è il fotovoltaico, nel Paese del Sole; c’è l’eolico che tutti vogliono infangare come impattante! Impattante?!? E le centrali a carbone che vogliono riattivare non sono impattanti?! Non solo con il paesaggio, ma anche con l’ambiente! Almeno l’eolico non inquina, non fa ammalare di cancro! Ipocrisia allo stato… sporco. Norme meno restrittive poi… Un’altra beffa, altra ipocrisia, altra dimostrazione di quanto l’ambiente venga calpestato dai “rappresentanti” del popolo, e quanto i loro interessi (del popolo) vengano sacrificati all’altare dello “sviluppo” e dell'”economia”. E gli ipocriti, i demagoghi saremmo noi??

AUMENTO BOLLETTE ED ENERGIE RINNOVABILI


L’aumento delle bollette è legato davvero in gran parte agli incentivi alle rinnovabili, costi divenuti insostenibili per la collettività? Per Legambiente non si tratta altro che di una campagna mediatica contro le energie pulite, che punta ad evidenziare solo i costi delle rinnovabili, oscurando gli innegabili vantaggi di una transizione energetica sempre più svicolata dalle fonti fossili, non certo meno costose. Come sottolinea Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente:

È stupefacente che tutta l’attenzione si concentri su quel 10% della bolletta elettrica legato agli incentivi alle rinnovabili, mentre nulla si dice sul restante 90% che riguarda il costo dell’acquisto di petrolio e carbone, i miliardari guadagni delle imprese, i sussidi al nucleare e ad altre voci assurde, oltre alle tasse. È evidente la regia di questa operazione da parte di chi ha interesse a difendere la produzione termoelettrica convenzionale e a fermare il nuovo che avanza.

Oggi a Roma si terranno gli Stati generali delle rinnovabili, a sottolineare che la vera rivoluzione è il passaggio ad una fetta sempre maggiore di energie pulite, così come l’aumento degli interventi di efficienza energetica, e non la vecchia strada scelta da Passera. Scrive Legambiente:

Gli italiani pagano soprattutto la dipendenza dai combustibili fossili e le troppe centrali termoelettriche a mezzo servizio.

(FONTE: Ecoblog)