NUOVA VITA PER GLI ABETI


Gli abeti di Asiago, travolti dalla straordinaria ondata di maltempo che ha colpito la Val di Fienne, hanno una nuova vita: sono diventati alberi di natale. L’iniziativa, nata per aiutare la ripresa dei territori feriti e regalare una seconda vita alle piante colpite lo scorso 29 Ottobre, ha avuto uno straordinario successo, al di sopra di ogni più rosea aspettativa.

Lo rende noto la Coldiretti, che ha sposato l’iniziativa e si è impegnata a rimuovere gli alberi affinché nelle case degli italiani ci sia un albero di Natale della solidarietà. «Una opportunità colta da molti cittadini – aggiunge la Coldiretti – per portare nelle case durante le feste con una offerta di 15 euro un simbolo concreto della solidarietà ed accompagnare la ripresa» ma anche «per far conoscere l’importanza di scegliere per Natale l’albero vero made in Italy che concilia il rispetto della tradizione con quello dell’ambiente, a differenza di quelli di plastica».

Fonte: Il Corriere delle Alpi

Una bellissima iniziativa, che condivido. E voi la condividete?

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IMMACOLATA


Oggi è la festa dell’Immacolata Concezione. Vorrei che la natura fosse lo specchio della nostra mamma celeste. Buona e felice giornata a tutti, e buon inizio delle feste natalizie.

LA STORIA DI FELIX


Felix Finkbeiner ha solo 21 anni, ma in 12 anni ha contribuito a piantare 15 miliardi di piante nel mondo, ma vorrebbe arrivare all’obiettivo del trilione di alberi. E’ il fondatore e l’attivista di “Plant for the Planet”, un’organizzazione che tutela e rafforza le foreste della terra.

“Vogliamo piantare mille miliardi di alberi, che saranno in grado di assorbire un quarto delle emissioni di Co2 prodotte dall’uomo globalmente”. Sognatore? Non troppo. Lo ha dimostrato in quarta elementare, quando l’insegnante gli aveva chiesto di fare alcune ricerche sul cambiamento climatico e di realizzare una presentazione da mostrare al resto della classe. Quella estate bavarese era particolarmente calda, e questo divenne argomento di dibattito a scuola. Felix passò l’intero week end a studiare l’impresa dell’ambientalista e vincitrice del premio Nobel per la Pace Wangari Muta Maathai, che aveva contribuito a piantare 30 milioni di alberi in Kenya in 30 anni.

La figura del premio nobel ha colpito il bambino, tanto che aveva suggerito alla classe di “piantare anche noi 30 milioni di alberi in ogni paese del mondo”. Quel discorso ha convinto la sua classe, e poi la sua scuola. Dopo poche settimane piantarono il primo albero. In breve tempo anche altri istituti fecero la stessa cosa. “Dopo solo un anno ne avevamo piantati 50 mila. Nel 2011 abbiamo sfondato quota 1 milione in Germania”.

“Piantare questi nuovi alberi servirà anche a combattere la desertificazione, a rendere l’agricoltura più efficace grazie all’agroforestazione. Inoltre, questi regolano il ciclo dell’acqua e rendono il suolo più produttivo, proteggendo anche la nostra biodiversità”.

Fonte: business insider

Che grande questo ragazzo! Cosa ne pensate della sua iniziativa, e come moltiplicarla?

CAPODOGLIO MORTO IN INDONESIA


Capodoglio Indonesia

Un capodoglio è stato ritrovato morto spiaggiato in Indonesia. Non si sa quali siano le cause della sua morte, ma nel suo stomaco sono stati trovati ben sei (6) chili di plastica! Infradito, bottiglie, buste e ben centoquindici (115) bicchieri di plastica, in tutto oltre mille (1.000) pezzi di plastica!

capodoglio indonesia 1

L’Indonesia è il secondo Paese al mondo più inquinato dalla plastica dopo la Cina, con una produzione di 3,2 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno, 1,29 dei quali finiscono proprio nell’oceano. I soccorritori sono intervenuti dopo la segnalazione di alcuni ambientalisti che avevano visto alcuni abitanti del villaggio di Wakatobi circondare la balena e iniziare a macellarla.

capodoglio indonesia

Purtroppo non è la prima balena all’interno della quale è stata trovata la plastica. I precedenti sono diversi: un capodoglio trovato al largo delle coste spagnole con trenta (30) chili di plastica; un altro trovato in Malaysia; e una tartaruga salvata a Messina. Luhut Binsar Pandjaitan, ministro coordinatore degli affari marittimi dell’Indonesia, ha affermato che la scoperta della balena dovrebbe sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di ridurre l’uso di plastica e ha spronato il governo a prendere misure più severe per proteggere l’oceano.

Fonte: Green Me

Io  non riesco a commentare. Le immagini si commentano da sole. Fate un po’ voi…

L’INCENERITORE “ALL’AVANGUARDIA” DI COPENAGHEN


Inceneritori, quello di Copenaghen non produce solo vapore acqueo. Lo dice la stessa azienda: “Emissioni al minimo”

Questo che vedete nella foto è il “termovalorizzatore” di Copenaghen. E’ un impianto sicuramente all’avanguardia, se confrontato con gli inceneritori italiani. Ma non produce solo vapore acqueo, come qualcuno dice. L’azienda stessa, quella che gestisce questo impianto, afferma che emetterà un minimo di monossido di carbonio, ammoniaca, carbonio organico e ossidi di azoto, ma assicura comunque “prestazioni avanzate”.

Sarà un impianto “turistico”, con alberi, pista da sci, percorsi di trekking, un’area verde per il picnic, una parete di arrampicata di oltre 80 metri, nonché un ristorante e un bar! E’ costato 500 milioni di euro, e grazie alle sue dimensioni può raggiungere alti livelli di efficienza.

La Vølund, società che gestisce l’inceneritore, assicura che l’impianto manterrà le emissioni degli ossidi di azoto entro i 15 mg/Nm3, il monossido di carbonio sotto i 50, ammoniaca non oltre i 3, così come il carbonio organico totale. Per fare un confronto, l’inceneritore di Torino, stando ai dati pubblicati dall’azienda, in media nel mese di settembre 2018 la linea 1 dell’impianto ha emesso 2 mg/Nm3 di ossido di carbonio, 0,1 di carbonio organico totale, 0,7 ammoniaca, ma quasi 26 mg/Nm3 di ossidi azoto.

“Copenhill” (collina verde di Copenaghen) ha iniziato a funzionare a settembre 2017 in sostituzione di un altro inceneritore arrivato a 45 anni di anzianità. Con due linee di combustione, brucia in totale 70 tonnellate di rifiuti all’ora: in un anno, può trattare circa 400mila tonnellate di spazzatura, prodotta da 550-700mila cittadini e 46mila imprese. L’energia sprigionata dalla combustione torna alle famiglie sotto forma di elettricità per 50mila utenze e calore per 120mila. Per avere un termine di paragone, l’impianto di Brescia, il più grande d’Italia con oltre 700mila tonnellate incenerite nel 2017 ma una tecnologia più datata, produce energia elettrica pari al fabbisogno di oltre 200mila famiglie e calore per oltre 60mila appartamenti.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Nonostante l’indubbia efficienza del mega impianto di Copenaghen e le emissioni ridotte al “minimo”, resta il fatto che si deve puntare a ridurre gradualmente ed inesorabilmente i rifiuti da incenerire. Solo così le emissioni si ridurrebbero, non di certo costruendo impianti stratosferici. Il sistema più efficiente resta quello della raccolta differenziata spinta e del riciclaggio creativo (con laboratori scolastici) di ogni sorta di rifiuti.

IL FU… STRADIVARI


Il maltempo distrugge la foresta di Stradivari, dal cui legno si ricavano i celebri violini apprezzati in tutto il mondo. La Foresta di Paneveggio, in provincia di Cremona, è stata abbattuta, e il boscaiolo Paolo Kovac, al quale si rivolgono i maestri liutai di Cremona, dice che un quinto degli abeti rossi è stato spazzato via dalla potenza del vento.

Come si può leggere in questo articolo, in poche ore il vento ha raso al suolo un numero di alberi superiore a quanti ne possano tagliare tutti i boscaioli del Trentino in tre anni: ben un milione e mezzo di metri cubi di legname, secondo i tecnici dell’ufficio foreste della Provincia autonoma di Trento. Raffiche fino a 120 km/h hanno sollevato gli alberi e sradicato le radici.

Gli abeti rossi della Val di Fienne sono molto ricercati per la loro grande capacità di “risonanza”. Ecco perché questi preziosissimi alberi sono una risorsa per tanti liutai, e soprattutto per l’economia locale. Ma ora a risuonare è solo questa triste notizia.