DA CHE PARTE STANNO LE ISTITUZIONI?


Fotografia de Alberto Manca

Riporto quanto scritto da un mio amico, parlamentare del MoVimento 5 Stelle e rappresentante del territorio del Nuorese, Alberto Manca, che denuncia l’inquinamento nel mio paese confinante, Ottana. In modo particolare, però, denuncia la reazione del Sindaco di Ottana, che invece di attaccare chi avvelena costantemente il territorio attacca chi denuncia i veleni. Queste le sue parole:

Apprendo con stupore le lamentele del primo cittadino di #Ottana in merito al mio impegno, teso evidentemente alla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Mi sarei aspettato un aiuto, una richiesta di collaborazione per lavorare uniti e per risolvere definitivamente le criticità ambientali dell’area in questione, e invece no!
Il problema sarei io che, a suo parere, rovinerei le eccellenze gastronomiche ottanesi (come se nella zona industriale tali prodotti siano coltivati o trasformati). Probabilmente è sfuggito al Sindaco il mio impegno proprio a tutela delle piccole produzioni #agrozootecniche, anche attraverso l’approvazione di importanti strumenti finanziari, come il pegno rotativo, per il quale avevo presentato apposita proposta di legge.

Voglio comunque ringraziare la massima rappresentanza istituzionale di quel territorio, poiché attraverso la sua presa di posizione scomposta, mi dà l’occasione per ricostruire l’impegno che porto avanti per il territorio di Ottana, vittima di speculazioni politiche e prenditoriali. Rammarica la presa di posizione del Sindaco, il quale ritiene addirittura che la mia attività, tra le quali la richiesta d’intervento dell’Autorità Giudiziaria, debba ricevere la sua preventiva approvazione (oltre Sindaco è anche Pretore?).

L’esposto che ho presentato per la vicenda delle #ceneri pesanti nella piana di Ottana (dove, a seguito dell’inchiesta della Procura sono stati rinvenuti rifiuti interrati) ha causato così tanti danni agli #agricoltori e agli #allevatori? Questi non hanno diritto di condurre le proprie aziende in un territorio libero dall’#inquinamento?

L’Arpas, nel monitoraggio costante e continuo della falda sotterranea, rileva concentrazioni di elementi chimici (ad esempio #mercurio) fuori norma, oramai da tanto tempo, da definirlo inquinamento storico. Per me questo è un problema grave, da risolvere attraverso un impegno forte e determinato da parte delle istituzioni proprio per garantire la salute della popolazione, dell’ambiente e per fornire garanzie agli imprenditori che operano nel territorio.

Il Sindaco è a conoscenza del fatto che ad oggi, nonostante siano passati oltre 8 anni, nulla è stato ancora fatto per determinare i valori di fondo per alcune sostanze nella zona industriale.
Ebbene, questa per me è una situazione insostenibile e proprio per questo ho attivato un confronto con gli enti competenti, tra i quali l’#ISPRA.

Il Sindaco è a conoscenza del fatto che alcune imprese, nonostante operino da anni, non hanno mai proceduto a redigere il piano di caratterizzazione. Lo #Stato, attraverso la sua partecipata, ha ottemperato a quanto la norma richiede.
Perché il Sindaco ha un atteggiamento dicotomico?
Perché ha richiesto a queste imprese il suddetto piano solo dopo il mio accesso agli atti?
Perché per anni è stato consentito a tali aziende di non ottemperare a quanto la norma impone, privando il territorio di informazioni fondamentali per definire lo status ambientale?
Veramente si ritiene che il problema sia chi grida a gran voce e pretende legalità a fronte di silenzi decennali?

Il Sindaco è a conoscenza del piano di caratterizzazione relativo al depuratore del Consorzio industriale, ove si indica chiaramente che quest’ultimo è “bersaglio” della contaminazione? Vogliamo pretendere, in maniera corale, di capire la causa delle fonti d’inquinamento?
O dobbiamo ancora tacere?

Il Sindaco è a conoscenza del fatto che le macerie abbandonate a seguito dell’abbattimento degli stabilimenti ex Lorica, spolpati dei materiali valorizzabili e abbandonati in quell’area da anni, presumono la presenza di una discarica.
Dai documenti che ho acquisito non ho alcun documento che esclude la presenza dell’amianto (credo che la vicenda degli ex esposti all’amianto e le loro battaglie mi porti a pormi qualche dubbio). Ma indipendentemente dalla presenza di questo pericoloso elemento, l’abbandono di rifiuti speciali ha profili penali da verificare. Per questo ho richiesto all’UNICA autorità preposta alla verifica del rispetto della legge. Non il parlamentare, non il Sindaco. Spero solo che la #Procura agisca senza far passare ulteriore tempo, per questa e tutte le criticità presenti nella zona industriale.

Il Sindaco è a conoscenza del fatto che nella Zona Industriale di Ottana si è avuta la cessione di stabilimenti, terreni dal pubblico al privato (attraverso un intervento politico indecente) praticamente a costo zero ma con la clausola dell’onere ambientale a carico degli acquirenti. Perché si ostina a richiedere risorse pubbliche per le bonifiche e non richiede, con altrettanta forza, che chi ha goduto dei benefici concessi a suo tempo (nonostante il licenziamento dei dipendenti e la chiusura della maggior parte delle attività) proceda in egual modo? Io sono impegnato in questo Signor Sindaco, e chiedo un suo impegno, a gran voce o in sordina, veda Lei.

Il Sindaco minimizza l’inquinamento nella zona industriale di Ottana ma nel contempo richiede l’inserimento della stessa come “Sito d’interesse nazionale” (basterebbe fare una semplice ricerca normativa per capire che Ottana non può rientrare in tale categoria).

Considerati i suoi intensi rapporti (sinora poco proficui) con la Regione, suggerisco allo stesso di richiedere l’inquadramento della zona industriale come SIR (Siti di Bonifica di Interesse Regionale – ndr), richiedere finanziamenti per certificare in maniera chiara e definitiva lo status ambientale, evitare di creare inutili, demagogiche commissioni d’inchiesta pre-elettorali che nulla hanno portato a galla (tranne alcune simpatiche esternazioni sull’origine naturale del mercurio). Impegnare risorse pubbliche non per assumere per qualche mese una decina di operai in modalità pre-elettorale, bensì investire per strutturare l’area, una volta bonificata, rendendola pronta per accogliere imprenditori che già hanno manifestato interesse, ma pretendono chiarezza, in primis in campo ambientale.

Sono disponibile a qualsiasi confronto e a lavorare assieme per ottenere questi obiettivi, ma se la richiesta rivolta al sottoscritto prevede il silenzio o l’omissione su fatti palesemente noti a tutti, non perdete ulteriore tempo. Sono stato eletto per rappresentare il territorio, tra cui la piana di Ottana e accendere un faro nella zona industriale di Ottana, dove orde di politici e prenditori hanno costruito fortune politiche a discapito degli ottanesi, della loro salute e del loro reddito”.

Si vuole veramente bonificare il territorio? Cominciamo a lottare contro i veleni. Ma le istituzioni locali perché proteggono chi le avvelena e attaccano chi vuole bonificare? È mai possibile che per questi stramaledettissimi soldi si voglia lasciare che il male e le malattie dilaghino, e soprattutto che i criminali ambientali restino al loro posto di comando continuando ad avvelenare tutto e tutti?

IL RITORNO DELLE CAVALLETTE


Invasione di cavallette

Nella Valle del Tirso, nel centro Sardegna, sono ricomparse le cavallette, che l’anno scorso avevano infestato il territorio e distrutto diversi ettari di coltivazioni nelle campagne di Ottana, Bolotana, Orotelli e Orani, tra fine maggio e inizio giugno. Quest’anno la situazione è ancora peggiore. Infatti, oltre ai cambiamenti climatici che comportano l’alternanza di lunghi periodi di siccità a violente precipitazioni, e alle terre incolte, dovute alle remunerazioni dei prodotti agricoli sotto i costi di produzione che costringono le aziende ad abbandonare la produzione o a lasciare incolti alcuni terreni, c’è anche la pandemia del Coronavirus.

L’allarme è stato lanciato dal direttore della Coldiretti Nuoro-Ogliastra: “Un anno orribile con le aziende già seriamente provate dall’emergenza del Coronavirus oltre che da tutte le altre problematiche che conosciamo, non ultima quella dei cambiamenti climatici. Da oltre 20 giorni stiamo monitorando la situazione insieme alle aziende agricole interessate e allo stesso tempo ci stiamo già attivando presso le istituzioni per chiedere interventi immediati per contenerne la diffusione, ma arrivati a questa fase è anche difficile intervenire per bloccarle. L’unica speranza la riponiamo nei predatori naturali, in particolare nell’avifauna che potrebbe rappresentare l’unico mezzo di contrasto alle locuste”.

Fonte: sangavinomonreale.net

OTTANA: INQUINAMENTO DA TRIELINA


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A soli 15 km stradali da casa mia, nella Zona Industriale del Paese di Ottana, è stato riscontrato un inquinamento da trielina mille volte superiore al limite consentito dalla legge. La trielina è un solvente utilizzato dall’industria chimica, la cui tossicità provoca il cancro. Martedì 2 ottobre è stato presentato un report da parte della Commissione d’Inchiesta presieduta dal Consigliere Regionale Pierluigi Crisponi, nella sede della Provincia di Nuoro, il quale ha evidenziato questi dati allarmanti.

L'ingresso a uno degli stabilimenti nella zona industriale di Ottana (foto S.Novellu)

Inoltre è stata rilevata la presenza di mercurio nel territorio di Bolotana, ma secondo le prime indiscrezioni sarebbe da ricondurre a fenomeni naturali, e non all’attività industriale. Pensate che dal 2014 sono stati finanziati 20mila euro per l’installazione di 20 rilevatori di inquinanti nel suolo e nell’acqua, ma questi soldi sono stati spesi per ben altre finalità.

Fonte: Cronache Nuoresi

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La situazione sanitaria nella Media Valle del Tirso è terribile. Sono arrivato a definire tutti questi casi di tumori nel mio paese e in quelli del circondario di Ottana una vera e propria epidemia. I malati e gli abitanti non possono più aspettare i tempi burocratici delle bonifiche. Spero che queste possano partire quanto prima, in men che non si dica, e che si facciano a dovere, senza omissioni, che si facciano per intero, in tutta l’area industriale di Ottana-Bolotana. Ogni perdita di tempo può essere fatale.

AMIANTO: ARRIVANO I PRIMI RISARCIMENTI


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Arrivano i primi risarcimenti ad Ottana per i lavoratori dell’ex Enichem, in uno stabilimento ricco di amianto, che ha portato alla malattia e alla morte numerosi operai e famiglie. Il deputato sardo di Articolo Uno, Michele Piras, nel suo profilo Facebook, commenta questo riconoscimento con le seguenti parole:

“Nel nome dei padri, delle madri, dei figli e delle figlie. Oggi è un giorno da non scordare mai, un giorno che non scorderò mai. Nel profondo della mia Sardegna, nel centro devastato della mia Sardegna, a casa delle vedove dell’amianto sono iniziati ad arrivare i primi riconoscimenti dell’Inail per le malattie contratte dai lavoratori Enichem. Vittoria di una battaglia aspra che abbiamo condotto insieme all’Aiea, alla Cgil, alle rappresentanze istituzionali del territorio, soprattutto insieme a migliaia di persone in carne ed ossa, vittime e familiari delle vittime, esposti per anni all’amianto e finora discriminati.

E non ci fermeremo finché giustizia completa e verità non saranno fatte. Questo è certo. Continueremo a rivendicare vigilanza sanitaria gratuita e l’istituzione a Ottana del sito d’interesse nazionale. Continueremo a chiedere che l’Eni riconosca e risarcisca il danno fatto, alle persone e al territorio.

Ma oggi è una giornata da non scordare mai. E il mio pensiero va a quanti hanno sofferto lutti e malattie indescrivibili. A quelli che sopravvivono e a coloro che non ce l’hanno fatta. Ai loro figli e nipoti guerrieri, che si battono per la giustizia e non si arrendono mai. Perché non può esistere politica senza radici. E le mie stanno lì, testardamente piantate nel vissuto di un popolo di pastori divenuti operai. In un sogno di futuro interrotto, nel deserto sociale e nella devastazione ambientale. E voglio anche dire che davvero per me questo risultato vale l’intera legislatura. Mi sento fiero, felice e orgoglioso. E di questi tempi è già tanto, veramente tanto. Tanto che non lo scorderò mai. “Agitatevi, istruitevi, organizzatevi… perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo, la nostra intelligenza, la nostra forza” (Antonio Gramsci)”.

Finalmente arriva un pò di giustizia per i lavoratori e per le loro famiglie. Spero che l’aria sia definitivamente bonificata, per sempre.