GIORNATA DEL PAESAGGIO 2020


Dal 1975 il FAI difende la bellezza d'Italia. Per sempre per tutti.

Domani ricorre la Giornata del Paesaggio, organizzata dal FAI, Fondo Ambiente Italiano, del quale sono un acceso sostenitore. L’evento si sarebbe dovuto tenere a marzo, ma è stato tutto rinviato per via del covid. Per domani il FAI invita a guardarsi attorno con attenzione, a far spaziare lo sguardo e ad apprezzare con maggiore consapevolezza la bellezza dei paesaggi che si possono ammirare da nove suoi Beni in sette regioni: Castello e Parco di Masino a Caravino (TO), Villa Flecchia e Collezione Enrico a Magnano (BI), Podere Case Lovara a Punta Mesco, Levanto (SP), Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia (PD), Orto sul Colle dell’Infinito a Recanati (MC), Bosco di San Francesco ad Assisi (PG), Baia di Ieranto a Massa Lubrense (NA), Saline Conti Vecchi ad Assemini (CA) e Batteria Militare Talmone a Punta Don Diego, Palau (SS) – a cui si aggiunge l’Oasi Zegna a Trivero (BI), grande progetto di valorizzazione ambientale e sociale voluto da Ermenegildo Zegna e patrocinato dal FAI. Cliccando su questi link potrete trovare tutte le informazioni necessarie per accedere a questi luoghi e godere della loro bellezza, di cui qua vi posto le foto più belle.

CASTELLO E PARCO DI MASINO | Bene FAI

Castello e Parco di Masino (Caravino – TO)

Villa Flecchia e Collezione Enrico (Magnano): AGGIORNATO 2020 - tutto  quello che c'è da sapere - Tripadvisor

Villa Flecchia e Collezione Enrico (Magnano – BI)

PODERE CASE LOVARA | Bene FAI

Podere Case Lovara – Punta Mesco (Levanto – SP)

Villa dei Vescovi Padova Luvigliano Visita Orari Prezzi Biglietti

Villa dei Vescovi (Luvigliano di Torreglia – PD)

Il Fai riapre l'Orto sul Colle dell'Infinito a Recanati - Cultura -  CentroPagina - Cronaca e attualità dalle Marche

Orto sul Colle dell’Infinito (Recanati – MC)

iluoghidelsilenzio

Bosco di San Francesco (Assisi – PG)

Il sentiero lungo Punta Campanella e la Baia di Ieranto | SiViaggia

Baia di Ieranto (Massa Luberense – NA)

Saline Conti Vecchi | Giornate FAI

Saline Conti Vecchi (Assemini – CA)

La batteria militare vista da terra. Di fonte Spargi e la Corsica. - Foto  di Batteria Militare Talmone, Palau - Tripadvisor

Batteria Militare Talmone – Punta Don Diego (Palau – SS)

E allora, prenotatevi sul sito fondoambiente.it

LEGGE CANCELLA-COSTE


Sardegna a rischio le coste. Il Centro destra punta a far saltare ...

È stata approvata dal Consiglio Regionale della Sardegna, dalla sola maggioranza di destra, la “legge del cemento” che metterebbe seriamente a rischio la bellezza delle coste sarde con l’autorizzazione a cementificare, contro la quale il Ministero dell’Ambiente potrebbe ricorrere alla Corte Costituzionale. È stata approvata con l’intento di superare il parere contrario della Soprintendenza riguardo alla costruzione della Strada a 4 corsie Sassari-Alghero. Ma questa, a mio parere, è solo una pessima scusa.

Un appello per le coste della Sardegna: “Salvate la Conservatoria ...

La legge avrebbe lo scopo di reinterpretare il Piano Paesaggistico Regionale del 2006, così da liberare la Regione dall’obbligo di concordare con il ministero per i Beni e le attività culturali i progetti di costruzione sulla fascia costiera. provvedimento ha attirato le proteste, oltre che dei gruppi di opposizione di Pd, Leu, M5S e Progressisti che hanno dato battaglia in Consiglio, anche di tanti movimenti ambientalisti e di salvaguardia dei beni culturali come Italia Nostra e Wwf, con in prima linea l’associazione ecologista Grig (Gruppo d’Intervento giuridico onlus).

L'arrembaggio anticostituzionale al piano paesaggistico sardo | il ...

“La proposta di legge è palesemente esorbitante rispetto alle competenze della Regione. Propone un’interpretazione al di fuori dei canoni previsti dalla Corte Costituzionale che permette una revisione solo nel caso di dubbi interpretativi”, ha spiegato Stefano Deliperi del Grig, il quale contro il provvedimento ha promosso una petizione arrivata ad oltre 30mila firme. “Nel caso del Piano paesaggistico regionale, ormai in vigore da 14 anni, non c’è alcun dubbio. Le disposizioni sono piuttosto chiare e coinvolgono il Mibact. La regione autonoma non può eliminare lo Stato da questa competenza”.

piano paesaggistico regionale | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus

Fonte: QuiFinanza.it

Migliaia e migliaia di cittadini per le coste della Sardegna: no ...

Tra un paragrafo e l’altro vi ho messo alcune immagini delle Coste sarde che rischiano di diventare solo un ricordo, o di essere deturpate dalle edifcazioni concesse troppo facilmente. Vi lascio qui il commento del giornalista e autore del blog Generazione Antigone Lorenzo Tosa:

Notizie del territorio - Italia Nostra Italia Nostra

L’hanno chiamata senza mezzi termini “Legge del cemento”, e non c’è bisogno di spiegare il perché. Il governatore leghista Solinas, insieme a tutto il centrodestra, ha appena fatto approvare in Regione un provvedimento che farà colare tonnellate di cemento sulla costa della Sardegna, devastando il paesaggio anche nella fascia protetta entro i 300 metri dal mare e cancellando con un colpo di spugna uno dei Piani paesaggistici – quello del 2006 a firma Soru – più innovativi, green e sostenibili a livello continentale e un modello per tutta Italia. Questa “piccola” leggina consentirà alla Regione di ignorare e bypassare il parere del Ministero dei Beni culturali su tutte le nuove costruzioni nella fascia costiera. Tradotto? Una deregulation totale che devasterà la costa e lascerà ferite permanenti e non rimarginabili su uno dei paesaggi più belli al mondo. Un’oscenità immonda che riporta l’orologio indietro di decenni a un “passato” di scempi edilizi, abusi, cementificazione selvaggia. Per fermare tutto questo non resta che una strada: il governo impugni al più presto questo scempio incostituzionale. Non si tratta solo di difendere la Sardegna ma l’Italia intera. Ecco quello che succede quando si vota gente che non conosce il più elementare concetto di patrimonio, di bellezza, di interesse pubblico. Eccola qui, la destra che in campagna elettorale indossa la felpa dei Quattro mori e poi li svende al miglior offerente. Ricordiamocene la prossima volta che andiamo a votare.

Sardegna, ancora cemento sulle coste? La nuova legge preoccupa gli ...

 

BUONA PASQUA A TUTTI VOI!


La catena dell'Himalaya visibile dopo 30 anni. Foto di @jeetender via Twitter

Cari amici, anche se diversa, anche se rinchiusi, anche se non la possiamo festeggiare, vi auguro comunque una Pasqua serena e felice. Al di là del Coronavirus. Il quale ha anche i suoi effetti collaterali positivi. Infatti, a causa del coronavirus c’è il “lockdown”, cioè la chiusura totale di tutte le attività, in tutto il mondo. E qual è l’effetto del lockdown? Quello di ridurre sensibilmente l’inquinamento. Così sensibilmente che dopo 30 anni, nel Punjab, si torna a vedere la catena montuosa dell’Himalaya, a 200 km di distanza. Non è uno spettacolo?

Intanto domani mi appresto a vivere la mia Pasquetta virtuale. Infatti su youtube c’è il canale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: MiBACT. Con la collaborazione del FAI possiamo goderci lo spettacolo delle riprese fatte con un drone, e viaggiare così almeno virtualmente tra le bellezze dell’Italia, e uscire almeno per qualche minuto da casa nostra, come se fossimo lì.

Una bella iniziativa per chi quest’anno è costretto a saltare la Pasquetta con la visita dei posti più belli, come un tour virtuale a Pompei o nella Baia di Ieranto.

E allora, buona Pasqua e buona Pasquetta a tutti voi, sperando di poter godere di queste bellezze l’anno prossimo dal vivo.

SCEMPIO AL LUNGOLAGO DI BRACCIANO


Fotografia de Giulio Laurenti

Il lungolago di Trevignano è splendido. Una vista mozzafiato. Il lago di Bracciano è incantevole. Un paradiso a una manciata di chilometri dalla città eterna. I pini adornano la strada panoramica… ah no, non più. Già, perché l’amministrazione ha deciso di tagliare i 23 pini di settant’anni per aggiustare la strada, che le radici degli alberi stava rovinando.

Fotografia de Giulio Laurenti

Da una relazione presentata nel 2017 si legge che “un intervento di rifacimento del fondo stradale che comporta lo scavo di tutta la sede della viabilità per una profondità pari a circa 30 cm […] possa determinare un’interferenza con i cordoni radicali principali e pertanto compromettere la stabilità delle alberature stesse”. Dunque “si ritiene opportuno provvedere all’abbattimento dei soggetti arborei di pino domestico in esame”.

Fotografia de Giulio Laurenti

Tuttavia, il vicesindaco Luca Galloni spiega che “abbiamo deciso di sostituire le alberature rimosse con delle nuove, le quali cresceranno nello stesso punto. Dunque non ci saranno ripercussioni sull’ecosistema”. Sulla stessa relazione si legge che le radici arrivano a invadere le proprietà private, e questo ha spinto la popolazione a sostenere la scelta drastica dell’amministrazione comunale. Ma non tutti sono d’accordo.

Fotografia de Giulio Laurenti

Lo scrittore Giulio Laurenti pubblica una serie di foto sui social protestando contro la decisione del comune e addirittura invocando la revoca della “bandiera blu”. Le immagini che vedete sono sue, e colgo l’occasione per ringraziarlo di avermi concesso di pubblicarle su questo post.

Fotografia de Giulio Laurenti

E in un’intervista al Fatto Quotidiano dice: “Altro che ‘circa 23 alberi’, come si dice in delibera. Gli operai mi hanno detto di aver ricevuto l’ordine di tagliare tutti gli alberi necessari per il rifacimento della strada. Il nostro lungolago non sarà mai più come prima. Nei prossimi mesi i fusti abbattuti potrebbero arrivare anche a 100, è una vergogna”.

Fotografia de Giulio Laurenti

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Fotografia de Giulio Laurenti

Siamo alle solite. Per sicurezza si fa strage di alberi. Per “proprietà” privata si divora la proprietà pubblica. E poco importa se davvero stanno ripiantando. Fra settant’anni succederà la stessa cosa.

LE ROCCE SCOLPITE


Dal “mare dipinto” passiamo alle rocce dipinte, anzi, scolpite. Non ci sono grandi artisti capaci di scolpire la pietra e che hanno dato forma a queste rocce bizzarre presenti in Sardegna. Gli unici due artisti che hanno contribuito nel corso di migliaia di anni a scolpire queste rocce sono il mare e il vento. Vi presento le più sorprendenti.

Roccia dell’Elefante: Castelsardo

Roccia del Polpo: La Maddalena

Roccia dell’Orso: Palau

Roccia della Tartaruga: Porto San Paolo

Roccia del Lupo Ululante: Capo Testa

Roccia dell’Orso in piedi: Valle della Luna

Roccia dei fidanzati mano nella mano: Isola di Mal di Ventre

Roccia fallica: Isola di Mal di Ventre

Roccia del Cane: Capo Testa

Roccia del Cane che dorme: forse tra Dorgali e Baunei

Fotografia de Gilberto Tonet
Queste rocce affascinanti potrebbero rappresentare uno dei tanti punti di forza della Sardegna per attirare i turisti, uno sviluppo sostenibile nel rispetto della straordinaria bellezza della natura e nella salvaguardia del territorio. Una dimostrazione di come lavoro e ambiente, sviluppo e salute si possono finalmente conciliare. Senza dunque puntare necessariamente sulle industrie. La nostra industria è il turismo.

LA MONTAGNA ARCOBALENO


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In Perù esiste una montagna arcobaleno, la “Montagna dei Sette Colori” viene definita. E’ Vinicunca, una vetta che raggiunge quota 5.200 metri dal livello del mare! Essa fa parte della Cordigliera delle Ande. Dall’ocra all’arancio, dall’azzurro al viola, e ancora il verde, il giallo si intrecciano sinuosi tra i monti. Vinicunca è rimasta a lungo nascosta sotto uno spesso strato di ghiaccio, che una volta sciolto, ha fatto emergere un mondo nuovo.

Perché tutti questi colori? Perché milioni di anni fa si sono depositati materiali come ferro, dolomite, zolfo, rame ed ematite, che oggi creano questo effetto. Rimane un posto unico e incontaminato perché per vederlo è necessario percorrere un trekking impegnativo ad alta quota che può durare diversi giorni.

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Fonte: Green Me

Uno spettacolo della natura. Un paesaggio arduo e selvaggio, ma spettacolare! Davvero incredibile. Meriterebbe di far parte del Patrimonio dell’UNESCO. Cosa ne pensate?

LA VOCE DELLA NATURA


In Estonia, un gruppo di studenti ha realizzato tre megafoni di grandi dimensioni per amplificare i suoni della foresta, e da usare come biblioteca all’aperto. Si trovano nella foresta di Võru, trasformata in un luogo di ascolto, meditazione e rilassamento.

Queste strutture dalle forme coniche, chiamate “ruup”, misurano tre metri di diametro e offrono ampi spazi all’interno per la lettura e il riposo. Un potenziale rifugio per visitatori ed escursionisti di passaggio, ma anche una piattaforma per lezioni all’aperto, piccoli eventi culturali e concerti.

L’idea degli studenti era di creare un bosco-biblioteca vicino al centro naturale Pähni che amplificasse i suoni tranquilli della natura, come i cinguettii degli uccelli e il fruscio delle foglie.

Fonte: Lifegate.it

Che meraviglia ascoltare la voce della natura dentro questi megafoni! Deve essere un’esperienza arricchente, meravigliosa, che ti rilassa e che ti rimette in armonia con la natura. Che fantastica idea!

NON SOLO SURRISCALDAMENTO GLOBALE


Artico, enorme massa d’acqua calda sotto il ghiaccio: “In 30 anni la temperatura è raddoppiata, è una bomba a orologeria”

Non è solo il surriscaldamento globale a far sciogliere i ghiacciai. Sotto il Mar Artico c’è una bomba ad orologeria che potrebbe cambiare radicalmente e in breve tempo il panorama del Polo Nord. A causa dei cambiamenti climatici si è formata, a 50 metri di profondità nel Bacino del Canada, una enorme massa d’acqua calda, che ha raddoppiato la sua temperatura in soli 30 anni.
Di solito l’acqua calda è più leggera rispetto a quella fredda, quindi dovrebbe stare in superficie. Invece questa massa d’acqua calda rimane intrappolata sotto i ghiacciai perché si tratta di acqua salata, ma in caso di forte vento, come spiega una ricercatrice, “se la massa di acqua calda dovesse essere rimescolata con quella in superficie ci sarà abbastanza caldo da sciogliere completamente la banchisa di ghiaccio marino che copre questa regione per la maggior parte dell’anno”.
Secondo gli scienziati quest’acqua calda proviene dai confini del bacino, dove la riduzione del ghiaccio marino ha lasciato la superficie dell’oceano più esposta ai raggi del sole. Il resto lo hanno fatto i venti artici, che hanno portato l’acqua più calda a nord.
Ma quali sono le possibili conseguenze? Scioglimento dei ghiacciai, innalzamento della temperatura dell’Oceano Artico, con effetti permanenti. 
Immagine e articolo completo sono su Il Fatto Quotidiano.it
Una situazione drammatica dagli esiti imprevedibili.

IL PESO DEL TURISMO


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A Santorini, una bellissima isola della Grecia, sbarcano migliaia di persone al giorno dalle navi da crociera. Turisti sempre più pesanti ed obesi. Santorini è anche famosa per i suoi tanti asini, che da tempo vengono sfruttati per far salire su una ripidissima rampa di oltre 500 gradoni i turisti caricati sulla schiena di questi poveri quadrupedi.

Gli asini di Santorini Fb Help the Santorini Donkeys

I carichi pesanti che sono costretti a portare provocano agli animali escoriazioni, traumi e anche ferite croniche. In più vengono forzati a fare questo percorso quattro o cinque volte al giorno, senza riparo all’ombra, e senza un adeguato rifornimento di acqua e di cibo. E se non riescono a trasportare i turisti vengono addirittura percossi dai loro padroni.

Alcuni allevatori di asini hanno pensato di accoppiarli con delle cavalle, di fatto cambiando la “merce” prodotta: da asini a muli, più grossi, più robusti, e quindi capaci di trasportare pesi maggiori rispetto ai puledri. In due parole: più sfruttamento.

Per cercare di risolvere la situazione, alcuni movimenti animalisti nei giorni scorsi hanno manifestato chiedendo la tutela di questi quadrupedi e scontrandosi con gli allevatori di asini. La mobilitazione è arrivata al Sindaco, che ha provveduto a varare una serie di misure per tutelarli, tra le quali: orari prestabiliti, riposo all’ombra, acqua garantita, limitazione dei carichi da trasportare.

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A vedere queste immagini e sentire queste notizie mi si gela il sangue. Io per vedere dall’alto il mare e fare delle fotografie panoramiche li salirei a piedi tutti quei gradoni. E di corsa pure! Speriamo che con queste misure gli asini e i muli possano vivere una vita più dignitosa e con sempre meno pesi sulle spalle.

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA


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Tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla loro 26esima edizione. Il 24 e 25 marzo aprono al pubblico mille luoghi straordinari, affascinanti, di una bellezza più unica che rara, come lo è il paesaggio italiano. Mille luoghi da riscoprire assieme ai volontari del FAI, Fondo Ambiente Italiano. Un weekend all’insegna dell’arte, della cultura e della bellezza, la grande bellezza italiana.

Chiese, musei, palazzi, ma anche luoghi ameni, panorami mozzafiato, tutto ciò che fa parte del nostro patrimonio artistico, storico e paesaggistico. Cliccando su questo link potrete trovare la mappa dei luoghi del cuore del FAI aperti nel primo weekend primaverile.

Si legge nel sito del FAI:

“Le Giornate FAI sono diventate dunque un appuntamento ambito, un evento nazionale di grande attrattiva, ma non per questo hanno perduto lo spirito originario: quello di accompagnare gli italiani a scoprire o riscoprire la bellezza che li circonda, che spesso passa inosservata o, peggio, viene dimenticata e deturpata.

“Si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce” ci ricorda la nostra fondatrice, Giulia Maria Crespi. Per questo le Giornate FAI, di Primavera e d’Autunno, hanno un unico destino: quello di diventare sempre più grandi, più vive e vissute, per avvicinare sempre più persone alla bellezza dell’arte, della cultura e della storia”.

Infine vi ricordo che da ieri, lunedì 13 marzo, e fino a domenica 1° Aprile (Pasqua), si può sostenere il FAI inviando un SMS del costo di 2,00 € al numero 45592 da qualsiasi gestore telefonico. Anche la RAI sostiene il FAI con una maratona televisiva dal 19 al 25 marzo, dedicata ai beni culturali. Maggiori informazioni su come sostenere il FAI la trovate su questo link.

Spero che in tanti possiate aderire a questa grande iniziativa. Io da anni sostengo il FAI, fatelo anche voi!

VOGLIO ANDARE A VIVERE AD ALBINEN, AH AH… AH AH…


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“Voglio andare a vivere ad Albinen, ah ah… ah ah…”, parafrasando una celebre canzone di Toto Cotugno. Albinen è un paesino svizzero immerso nella natura, e ogni giorno offre agli occhi dei suoi soli 248 abitanti un’incantevole magia: lo spettacolo della natura. Vallate, montagne e aria purissima.

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Il Sindaco di Albinen, sito a tre ore di macchina da Milano, ha indetto un referendum per il prossimo 30 novembre, per vedere se i residenti approvano la proposta del Primo Cittadino: dare un contributo economico ingente a chiunque si trasferisce nel Comune e vi rimane per almeno dieci anni, costruendovi la sua casa.

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Dovete pensare che ad Albinen hanno chiuso la scuola per i pochi bambini, i quali sono costretti a spostarsi ogni giorno nei comuni limitrofi per poter seguire le lezioni. Per combattere lo spopolamento il Sindaco ha deciso di assegnare 25mila franchi per adulto e 10mila per ogni bambino. A determinate condizioni:

  1. Deve avere meno di 45 anni;
  2. Deve garantire di restare per almeno dieci anni;
  3. No a speculatori;
  4. Deve impegnarsi a rispettare la natura e a godersela.

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Insomma, un grande aiuto per migliorare le proprie condizioni di vita, e anche quelle del Comune di Albinen. Milletrecento metri di altitudine e, per rilassarsi, le terme di Leukerbab a solo sei chilometri di distanza. Il sindaco di Albinen ha dichiarato di essere entusiasta e di sperare che il progetto vada in porto. “È un investimento per il futuro del villaggio – assicura – e forse potremo riaprire anche la scuola”.

Fonte: Repubblica.it

Che ne pensate di questa iniziativa? Ci andreste voi? Io al volen!

FOTOBLOG: PROCIDA


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Oggi faremo un giro nell’incantevole Procida! Seguiteci (però sulla pagina facebook https://www.facebook.com/ambientesulweb/). P.S.: Le foto non sono mie, ma sono prese da Google Immagini. Godiamocele!

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AL PEGGIO NON C’E’ MAI LIMITE


I Selfie, la mania del momento. Farsi autoscatti in ogni dove, alcuni spettacolari, con panorami mozzafiato, immerso nei posti più incantevoli (e sono quelli che amo di più, e infatti di quelli me ne faccio anch’io). Altri molto pericolosi perché sfidano la forza di gravità e le altre forze della natura, come distendersi sui binari quando sta passando il treno, selfie che solo a vederli mi vengono le vertiggini.

A Buenos Aires, nello Lujan Zoo, si è passato il limite. Drogano gli animali, li sedano e loro quasi si addormentano sotto l’effetto potente delle iniezioni, per farsi fare i selfie con gli animali selvaggi “ospiti” (o internati) dello zoo.

Tigri, leoni e altri animali definiti “pericolosi” vengono abbattuti dall’unico animale veramente pericoloso: l’uomo. E menomale che l’uomo è dotato di cervello, e quindi dovrebbe essere razionale anziché istintivo. Invece no. Son più razionali gli animali.

Fonte: Tiscali

Vanno bene i selfie, quelli panoramici, ma non questi. E che io sono anche un selfiomane, perché amo farmi fare delle fotografie in posa, ma non per me: per mostrare i posti dove sono stato. La vera pubblicità non la faccio a me, ma al posto, per dire “guardate in che posto incantevole mi trovo, venite anche voi, che si sta bene”. Invece la gente sta proprio male. Di testa.

STORIA DELLA CASA-FANTASMA SOTTO IL LAGO OMODEO


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A causa del prolungato periodo di siccità è riemersa in tutto il suo splendore la Casa Fantasma, la casa sommersa nel Lago Omodeo, in Sardegna. Ecco una breve storia di questo lago artificiale.

Nel 1917, quindi esattamente un secolo fa, si decise di realizzare quello che sarebbe poi diventato come il più grande lago artificiale d’Europa: il Lago Omodeo, che prende il nome dall’ingegnere che lo ha progettato. Il suo scopo era quello di produrre energia elettrica e di sfruttare le acque del Fiume Tirso per irrigare il Campidano. Ma prima di iniziare i lavori hanno dovuto risolvere un problema: Zuri, un piccolo borgo di circa venti case che si trovava a 88 metri sul livello del mare, sarebbe stato sommerso, poiché l’acqua del lago sarebbe arrivata a 105 metri. Perciò si decise di demolirlo e di ricostruirlo più in alto. Anche una chiesetta romanica del 1291 è stata smontata e ricomposta mattone per mattone in un luogo più sicuro.

I lavori vanno avanti fino al 1923, e nell’aprile del 1924 ci fu l’inaugurazione ufficiale della diga con tanto di visita del re. A valle della diga fu costruita anche la centrale idroelettrica. La vecchia diga “andò in pensione” nel 1997, quando fu inaugurata la nuova, più alta e più capiente, che comportò un innalzamento del livello dell’acqua. Così la valle venne sommersa e tutto, animali estinti, foresta tropicale, resti di Zuri, sparì per sempre sotto l’acqua. O quasi.  Ogni tanto, infatti, quando il livello dell’acqua cala, viene fuori il passato: la foresta pietrificata, qualche nuraghe, pali della luce e anche quella che viene chiamata la casa del capocentrale o da alcuni “casa del custode”.

In realtà in questa casa erano ospitati il capocentrale, il vicecapo e le loro famiglie. Si trova proprio sotto la vecchia diga, di fronte al ponte che la sovrasta. Era una bella villa a due piani circondata da un giardino con un laghetto, un frutteto, delle palme e un banano. L’edificio era costituito da due appartamenti perfettamente simmetrici: al piano terra la cucina con camino, un salone, un piccolo soggiorno e uno stanzino dov’era posizionato il telefono (collegato con la centrale del Tirso); al secondo piano quattro camere da letto e il bagno, e sopra un sottotetto. Sul fronte opposto rispetto alla casa del capocentrale, si trova un altro edificio, oggi decisamente vandalizzato, che in passato ospitava i carabinieri di Ulà Tirso e successivamente i custodi della diga.

Fonte: sardegnaabbandonata.it

In questi giorni la casa è riemersa completamente in tutto il suo splendore. Segno che siamo quasi agli sgoccioli. La siccità è una terribile piaga che la Sardegna sta soffrendo tanto, ovviamente senza dimenticare le altre regioni. Ma piove sempre più in là, sempre più in ritardo. E sempre meno. E’ un disastro. E’ la desertificazione. L’unica soluzione, o una delle poche, sarebbe quello di desalinizzare l’acqua del mare, di vendere il sale, di potabilizzarla e di distribuirla a tutti i comuni con un sistema di acquedotti che garantisca l’acqua con costanza.

Magari si potesse fare… Cosa ne pensate di questa soluzione?

LA PISTA CICLABILE PANORAMICA


Una pista ciclabile panoramica, spettacolare, che sta per essere costruita in Trentino Alto Adige. 140 km di percorsi ciclabili che passano su panorami mozzafiato che sorvolano il Lago di Garda, e collegherà Capo Reamol a Limone sul Garda. Sarà larga 2.5 metri e sarà anche pedonale.

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Secondo l’Assessore ai Lavori Pubblici, Martinelli, “si avrà la sensazione di ‘camminare’ in biciletta sulle acque. Ci saranno alcuni punti panoramici stupendi, come per esempio Capo Reamol e il punto di confine tra la provincia di Brescia e di Trento, con promontori da dove si può ammirare tutto il lago”.

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La pavimentazione sarà realizzata con un materiale simile al legno, ma resistente alle intemperie, e lungo tutto il tratto correrà una sottilissima barriera protettiva d’acciaio che avrà meno impatto visivo sul paesaggio. Costo dell’opera: 7 milioni di euro.

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Fonte: SiViaggia.it

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Che bello! Sarà sicuramente un’attrazione turistica che rende ancora più stupenda una meravigliosa Regione qual è quella del Trentino Alto Adige!

LE SALINE DI CONTI VECCHI


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E’ l’oro bianco: il sale. Intorno a voi montagne di sale purissimo, candido, bianchissimo. Sono le Saline di Conti Vecchi, site ad Assemini (CA). Inaugurate nel 1929, sono ancora in attività. Eppure diventano sito archeologico. Un sito archeologico “vivente”, perché di solito l’archeologia fa pensare a qualcosa che ha a che fare col passato remoto.

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Il FAI, Fondo Ambiente Italiano, ha restaurato l’impianto originario di inizio ‘900, assieme ai vecchi uffici ed officine. Assieme a questo, è visitabile pure l’impianto in funzione. Vicino alle saline c’è l’impianto del cloro, la Syndial, gestita dall’ENI. Un’area forgiata dal sale e dall’inquinamento dell’industria.

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Fonte: repubblica.it

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Un’area archeologica viva, da visitare, da ammirare. Una visita che darà sapore ai vostri sensi. Visitate questo nuovo sito archeologico. Ajò!

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OROSEI: LA SPIAGGIA DEL BARONE


Oggi vi pubblico alcune foto prese da internet su “Google Immagini” della meravigliosa spiaggia de “Su Barone”, ad Orosei (NU). La Marina di Orosei è uno dei luoghi più ameni e suggestivi della Costa Orientale della Sardegna. Spero che presto possiate avere la fortuna (come l’ho avuta io) di mettere piede in questo incantevole paradiso terrestre.

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PARTITO IL CONCORSO “CASE CHE SEMBRANO FACCE”!


Il design, si sa, è molto importante nella moderna società del bello. Uno acquista qualcosa non tanto perché è utile, ma perché è bello. Anche l’edilizia si sta adattando al bello, al curioso, al simpatico. Perciò in Australia, in una piccola località in provincia di Sydney, hanno indetto il primo concorso “Similar Faces Houses”, che tradotto significa “Case che sembrano facce”.

La casa ritenuta più bella, più divertente, più buffa, verrà premiata con 100.000 dollari australiani, che equivalgono circa a 70.000 euro. Il verdetto verrà decretato da una giuria composta da 5 geometri, 4 architetti e 1 ingegnere edile, che, in base a determinati parametri, valuterà e deciderà quale sarà il vincitore. I giudici avranno tempo fino venerdì 21 aprile, tre settimane di tempo, dopodiché sabato 22 decreteranno il vincitore, il quale verrà premiato sabato 29.

Attenzione però perché i giudici non guardano solo all’estetica, ma all’efficienza della casa, in conto di risparmio energetico, di riduzione dei rifuti, di riciclo, di efficienza energetica, se utilizza o meno il fotovoltaico, se si cura il verde… quindi si guarda anche all’utile. Si unisce l’utile al dilettevole.

Siete curiosi di sapere come sono ste facce? E allora guardiamocele, le case in concorso:

Risultati immagini per facciate di case che sembrano facce

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GRECIA: UN PARADISO IN CUI VIVERE


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La Grecia… Un paradiso di sole e di mare. Le case bianche con il mare blu come la sua bandiera, ci offrono un paesaggio unico, da ammirare e rispettare per tutta la bellezza che ci offre. Godiamoci questo panorama stupendo.

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