LA NATURA COME MIGLIOR CURA PER LE MALATTIE


parco

Un medico prescrive passeggiate al parco cittadino una volta al giorno anziché medicinali e farmaci. Natura anziché chimica. Il Dottor Robert Zarr, pediatra nello Stato di Whashington DC sta destando un certo stupore negli Stati Uniti con le sue ricette originali: andare al parco e passeggiare nel verde pubblico può guarire. Corpo e mente, cuore e anima. Ormai non mancano evidenze scientifiche che mostrano come camminare in mezzo a un prato possa giovare alla nostra salute.

Il Dottor Zarr ne è consapevole: stare a contatto con la natura può fare solo bene. Obesità, diabete, problemi di attenzione affliggono gli States da tanti anni. Tanto che anche Michelle Obama ha pensato a un vero e proprio programma per indurre ad una vita più attiva e più sana.

Spesso i pazienti del Dottor Zarr provengono dalle aree più degradate e degradanti della città, e visto che la sanità in America si paga, che si deve avere un’assicurazione, per la gente povera che non può permettersi l’accesso alle cliniche private prescrive come farmaci gratuiti la passeggiata al parco cittadino.

Come fa chi vive in mezzo al cemento? Il Dottor Zarr ha pensato di censire tutti gli angoli verdi della città, anche i più piccoli spazi verdi e giardinetti e di inserirli in un database accessibile ai suoi pazienti. E non è tutto! Quello del Dottor Zarr è un vero e proprio programma di prescrizione del parco: per ogni area verde censita suggerisce cosa si può fare (passeggiate, jogging, calcio, eccetera), e accompagna i suoi pazienti, adulti e bambini, che si rivolgono a lui.

Fonte: tecnologia-ambiente.it

E voi vi fareste curare dal Dottor Verde? 🙂 Io sì!

SALVIAMO LA FORESTA SUL MONTE GARIWANG


foresta

I grandi eventi sportivi sono sempre stati una vera e propria speculazione, edilizia e non solo. Olimpiadi: è questa la parola d’ordine, la parolina magica che droga tutte le coscienze. Una sorta di pifferaio magico. Ed ecco che eventi che magari durano solo pochi giorni sono sufficienti a far accettare alle popolazioni locali la distruzione di una foresta plurisecolare. 500 anni per formarsi, 4 giorni per farla morire, attraverso una lenta e dolorosissima agonia, costituita dal taglio di tutti gli alberi e delle piante.

Sta per accadere a Pyeongchang, sul monte Gariwang, nella Corea del Sud. Su questa foresta vivono diverse specie in via d’estinzione, perciò protette, come la lontra, il gatto leopardo, la martora e lo scoiattolo volante. La foresta sta cominciando a morire, perché stanno già cominciando i lavori per la costruzione di un enorme resort sciistico, e la montagna dunque presenta già degli enormi sfregi lungo i suoi fianchi.

Ecco perché hanno lanciato una petizione sul sito Avaaz.org per salvare la foresta coreana. L’obiettivo è quello di salvarla dalle colossali speculazioni edilizie in vista dei Giochi Olimpici Invernali del 2018. Le firme attuali sono più di 915mila. Si deve arrivare ad almeno un milione di firme. Si può firmare qua.

Non lasciamoci incantare da questi pifferai magici, che ci portano solo alla rovina della natura, quindi alla nostra. Firmiamo tutti.

IL PD TOSCANO SCOINVOLGE IL PIANO PAESAGGISTICO


cave marmo carrara

Il PD toscano, “figlio” del Presidente del Consiglio, fa razzia di ambiente, scoinvolgendo il piano paesaggistico regionale. In un maxiemendamento ha infatti raccolto le idee di Forza Italia, da buon “figlio” del Patto del Nazareno. Le idee più contestate sono “nessun limite all’estrazione di marmo” e “via libera alle piscine in spiaggia“. Con buona pace di chi sperava che gli amministratori locali, e dunque le elezioni regionali, fossero tutt’altra cosa rispetto ai politici di “Serie A”, cioè quelli che stanno in Parlamento.

In breve: il maxiemendamento prevede le seguenti misure: Via limiti agli ampliamenti dei siti estrattivi. Via limiti alla riapertura di cave dismesse da oltre vent’anni. Tutto continuerà a essere estraibile. Gli unici angoli off limits alle ruspe saranno le vette sopra i 1200 metri, ma solo dove non siano ancora state aperte cave: quelle aperte potranno continuare ad ampliarsi, e senza limiti. Per il PD toscanole cave sono un paesaggio nel paesaggio” e “una grande attrazione turistica”.

Norme più permissive arrivano anche per gli stabilimenti balneari. Gli emendamenti introducono la possibilità di realizzare piscine. Viene quindi cancellato l’obbligo di salvaguardia della “qualità percettiva dei luoghi” e di evitare “l’impermeabilizzazione permanente del suolo”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

NUOVA STRETTA SUI FUMATORI


Immagine

Il Governo, tramite la Ministra della Salute Lorenzin, sta studiando una serie di misure atte a limitare i luoghi dove si può fumare, con l’obiettivo di ridurre la quantità dei fumatori. Si sta studiando in particolare il divieto di fumare nei parchi e in spiaggia. Addirittura si potrà fumare di meno anche nei film e nelle fiction. Inoltre sarà vietato fumare in auto con dei minori a bordo.

Di recente è stato posto il divieto di fumare negli spazi aperti delle scuole. La Ministra della Salute Beatrice Lorenzin denuncia che si sta abbassando l’età della prima sigaretta. I bambini cominciano a fumare dalla tenera età di 11 anni!

Lotta giusta contro il fumo, ma sarebbe meglio lottare anche contro il gioco d’azzardo, e non pubblicizzarlo invitando poi a giocare “responsabilmente”, e dire “il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica“. Cosa ne pensate voi di questa campagna contro il fumo? Cosa altro si potrebbe fare?

SARDEGNA DELLE MERAVIGLIE, MA BIODIVERSITA’ A RISCHIO


sardegna

Riporto un bellissimo articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa dedicato alla Sardegna, un paese delle meraviglie, ma la biodiversità è a rischio anche nella nostra isola.

In Sardegna numerose specie vegetali e animali, ma anche interi ecosistemi, rischiano l’estinzione. Secondo l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra), l’isola è la regione italiana con il maggior numero di specie a rischio. Dai boschi agli ecosistemi dunali, dai rettili ai mammiferi. Una minaccia per questo paradiso di biodiversità: terra di ricchezza e di meravigliosa natura, unica in Italia, preziosa anche in Europa.
IL LUOGO Il paesaggio vegetale della Sardegna è piuttosto variegato, non soltanto grazie alla sua storica variabilità geologica e geomorfologica, ma anche a causa dell’intervento dell’uomo. E’ possibile classificarlo in tre grandi e diversi ambienti: la zona interna montagnosa, le spiagge e il mare, e gli stagni costieri. L’antichità di queste terre e la lontananza dalle altre regioni hanno permesso la presenza di alcune specie animali uniche, come il Muflone, la Foca monaca, il falco pellegrino. La flora della Sardegna conta 2.408 entità, con una presenza endemica di circa 347 specie, quasi il 15%. Ma il sistematico disboscamento, iniziato dai conquistatori e proseguito con gli autoctoni, collegato anche al problema degli incendi, ha ridotto notevolmente la ricchezza naturale.
NATURA Tra le specie più belle, a rischio, l’astragalo marittimo, dai fiori dalla corolla rosa-violacea, il fiordaliso di Coros e l’aquilegia nuragica, il cardo del Gennargentu e l’eufrasia. In quanto alla fauna, le due specie endemiche più famose, ma minacciate anche loro, sono il tritone sardo e l’orecchione sardo. Il primo è considerato l’anfibio più raro d’Europa, mentre il secondo è invece l’unico pipistrello esclusivo dell’Italia. Messe male anche le tartarughe palustri. Molto più frequenti saranno, invece, gli incontri con cervi, daini, cinghiali, lepri e raganelle.
IL CONSIGLIO Il Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è considerato uno dei parchi più belli di tutta l’Europa. Sia per chi ama la terra, sia per coloro che desiderano il mare. Il Parco copre una superficie terrestre di 5.100 ettari ed una superficie marina di 15.046 ettari, su un fronte di ben 180 km di coste, estendendosi dalle Bocche di Bonifacio e comprendendo tutte le isole appartenenti all’Arcipelago di La Maddalena. Per raggiungere quest’area bisogna imbarcarsi su uno dei traghetti che partono da Palau.
DINTORNI Qualche piccolo consiglio per godere appieno della straordinaria ricchezza locale. Il Parco naturale regionale Molentargius-Saline, a Cagliari, è l’habitat di un gran numero di uccelli, tra cui i fenicotteri. Il Parco naturale regionale di Porto Conte, in provincia di Sassari, comprende le Grotte di Nettuno, il Lago di Baratz, il promontorio di Capo Caccia, isola Foradada e la foresta demaniale “Le Prigionette”. Il Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu comprende le cime più alte della Sardegna, mentre quello dell’Asinara racchiude un piccolo lembo che si trova all’estremo nord dell’isola: da scoprire anche tramite trekking e immersioni.

Un bellissimo articolo che descrive bellezze e rischi della nostra amata isola.

Ambiente sul Web è anche su facebook: https://www.facebook.com/ambientesulweb

NASCONO DUE NUOVI PARCHI


Molti post fa, vi avevo accennato al progetto di due nuovi parchi naturali in Sardegna: Tepilora e Gutturu Mannu. Ora questo progetto è diventato realtà. E’ stato votato all’unanimità dal Consiglio Regionale il disegno di legge che istituisce i due nuovi parchi. Era da quindici anni che la Sardegna non istituiva un’area protetta. L’ultima risale al 26 gennaio 1999, quando il Consiglio Regionale della Sardegna ha istituito il Parco del Molentargius – Saline e di Porto Conte.

Esulta l’assessore regionale all’Ambiente Spano: “Con l’istituzione del Parco naturale regionale delle Foreste di Gutturu Mannu e del Parco di Tepilora, la Regione intende perseguire concretamente l’obiettivo di tutelare il pregiato patrimonio naturalistico e porre le basi per promuovere nei territori interessati uno sviluppo economico e sociale con la conservazione delle risorse ambientali. La decisione di istituire i Parchi è stata presa dopo il confronto con le comunità e amministrazioni locali con l’obiettivo di raggiungere la massima concertazione e riconoscere le particolari esigenze dei diversi territori. Nel programma di sviluppo economico e sociale dei parchi è previsto anche il riconoscimento di un marchio tipico di qualità che l’Ente di gestione può concedere a servizi e prodotti locali che valorizzino il territorio e soddisfino i requisiti di qualità previsti dai Parchi”.

Il nuovo parco regionale di Gutturu Mannu si estende su 19.685 ettari di terreno. Sull’area vivono specie endemiche tra le più rappresentative della fauna sarda, come l’astore, il cervo, il gatto selvatico e il geotritone. Vi sono tre oasi di protezione faunistica, dove vige il divieto di caccia, ed è presente l’Ente Foreste della Sardegna.

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Il parco di Tepilora, invece, si estende su 7.900 ettari, e occupa la parte più settentrionale della Barbagia e della Baronia, in Provincia di Nuoro e collega le zone interne con quelle costiere, utilizzando il fiume come una vera infrastruttura naturale, un elemento di connessione con una serie di attività legate al turismo e alla tutela dell’ambiente. Gran parte delle aree interessate dal parco è occupata da due grandi foreste demaniali: quella di Crastazza-Tepilora nel Comune di Bitti e la foresta di Usinavà nel Comune di Torpè. Nel territorio della nuova area protetta ci sono anche due oasi permanenti di protezione faunistica.

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(FONTE: greenreport.it)(tutte le foto sono state prese da internet tramite la sezione google immagini).

Una grande opportunità di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile, dove possono nascere diverse opportunità lavorative, legate ad attività quali escursioni, gite, visite guidate, oltre ovviamente alla manutenzione degli alberi e del verde, e tante altre piccole attività che possono proteggere davvero il nostro meraviglioso patrimonio naturale, la ricchezza più grande di cui disponiamo.

MOLENTARGIUS: IL PARADISO DEL CEMENTO


molentargius

Il Parco del Molentargius è uno dei tanti paradisi naturali della Sardegna. Purtroppo però è molestato dal cemento. L’associazione Gruppo di Intervento Giuridico denuncia addirittura centinaia e centinaia di abusi edilizi più o meno gravi, in alcuni casi gravissimi. Addirittura nella sola area Medau su Cramu – Is Arenas si contano ben 190 casi di abusivismo. Tra gli abusi riscontrati, 39 casi sono oggetto di procedure di demolizione coatta e ripristino ambientale, ma ben 150 casi sono sotto esame per l’istanza di condono.

“È un po’ il segreto di Pulcinella“, scrive l’associazione, “che l’abusivismo edilizio entro l’area naturale protetta costituisca il più pesante ostacolo alla predisposizione del piano del parco e, in definitiva, allo stesso positivo decollo sotto tutti gli aspetti del parco naturale, che ha, come ampiamente noto, avuto vita stentata fin dalla sua nascita proprio per tali motivi. Non bastano le centinaia di milioni di euro investiti negli anni per il disinquinamento di una delle zone umide d’importanza internazionale più rilevanti del Mediterraneo, il mattone abusivo frena qualsiasi prospettiva“.

Il condono edilizio è uno degli oltraggi più violenti e devastanti per l’ambiente. Il PD con Bersani diceva “noi non abbiamo mai condonato e non permetteremo nessun condono”. Ora ecco i fatti: nello “sblocca-italia”è prevista pure la possibilità di condonare gli abusi edilizi. E temiamo che le conseguenze sull’ambiente e sul paesaggio siano catastrofiche.

NASCE UN NUOVO PARCO MARINO TRA CAPO TESTA E PUNTA FALCONE


capo testa

CAPO TESTA (FOTO PRESA DAL SITO capotestayatching.com)

punta falcone

PUNTA FALCONE (FOTO PRESA DAL SITO puntafalcone.it)

Nasce un nuovo parco marino tra Capo Testa e Punta Falcone. Il prossimo 18 e 19 giugno si avvierà l’iter istitutivo del Parco Marino sardo, ma non solo: anche Marche, Puglia e Sicilia sono coinvolte nel progetto di creazione di nuovi parchi naturali. Questo perché, secondo il Ministro dell’Ambiente Galletti (e non solo secondo lui), “il vero tesoro italiano è la sua grande bellezza e varietà naturale e paesaggistica, la suggestione del suo mare e delle sue coste” (Fonte: lanuovasardegna).

Capo Testa è un promontorio granitico a ovest di S. Teresa di Gallura. “La fama di Capo Testa è dovuta alle cale di candida sabbia, alle acque trasparenti e turchesi e alla magnifica vista sulle Bocche di Bonifacio e sulla vicina Corsica. Caratteristico è il granito bianco-grigio che affiora dovunque, dal mare e dalla macchia, strutturato in formazioni di varietà infinita, qua e là scavato dal vento” (Fonte: albumviaggi).

Punta Falconeè il confine più a Settentrione della Sardegna, ad esclusione naturalmente delle isole dell’Arcipelago di La Maddalena. Questo angolo di natura, autentica e selvaggia, è frequentato da capre selvatiche che con grande destrezza ed agilità si arrampicano fino ai massi più alti” (Fonte: sardegnainforma.it).

Queste sono notizie che amo riportare nel mio blog, che fanno bene alla nostra anima, e anche all’ambiente. Spero però che non sia solo un titoloarea marina protetta“, ma che sia veramente così, veramente “protetta”, dagli speculatori, dalla sporcizia, dall’inquinamento, dal disboscamento. E così per tutti i parchi naturali del nostro “Bel Paese”.

NASCONO DUE NUOVI PARCHI NATURALI IN SARDEGNA


gutturu mannu

Due nuovi parchi naturali in Sardegna nascono “dal basso“, per volontà delle popolazioni e amministrazioni locali. E questa è una splendida notizia. Nascono i parchi di Tepilora, in provincia di Nuoro, e di Gutturu Mannu, in provincia di Cagliari.

Le due aree interessate ricadono nei territori dei Comuni di Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domus de Maria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra e Sarroch, in provincia di Cagliari, per un totale di 19.685 ettari, per quanto riguarda il proposto parco di Gutturu Mannu, mentre il parco di Tepilora interessa i Comuni di Bitti, Lodè, Torpè e Posada, tutti nella provincia di Nuoro, per una superficie totale di 7.878 ettari.

(Fonte: Liberoquotidiano.it) Foto (Gutturu Mannu) presa dal sito karaliseventi.com

Cosa ne pensate? Per me è un’ottima notizia 🙂

PRIMO MAGGIO: UNA “LOTTA” ETERNA TRA AMBIENTE E LAVORO


primo maggio

Sembra una lotta eterna tra ambiente e lavoro, tra salute e sviluppo, tra inquinamento e difesa dei posti di lavoro. In questo primo maggio vorrei riflettere sullo scontro tra lavoro e ambiente. Da che parte sta la “verità”? Da che parte dobbiamo stare? Perché non si riesce a conciliare l’ambiente con il lavoro?

Acciaierie, centrali e miniere di carbone, raffinerie, la c.d. “chimica verde” (che di verde ha solo il nome), inceneritori, multinazionali che oggi ci sono, e domani scappano con tutti i soldi dei finanziamenti statali ed europei, lasciando malattie, inquinamento, fame, morte. Sono tante le vertenze aperte su questi fronti.

Da una parte c’è chi ci lavora dentro, ci sono gli OPERAI, che hanno sicuramente il diritto di lavorare, e difendono a spada tratta il loro lavoro, con disperazione, con tutte le loro forze. E ne hanno tutto il diritto! Dall’altra parte c’è l’ambiente, che noi difendiamo, e l’inquinamento che producono questi mostri, anche in conto di morti, di malattie, di intere regioni del pianeta mai più abitabili, insanabili. Che tra l’altro Aprile 2014 è stato il mese più inquinato della storia. E noi? Da che parte dobbiamo stare?

L’Italia si è affidata a un modello di sviluppo che ha portato benessere nel breve-medio periodo, ma che nel lungo periodo ha portato disoccupazione, morti, malattie, fame, miseria, disperazione.
Adesso è il momento di cambiare modello di sviluppo, basato sul rispetto dell’ambiente, e sulla sua valorizzazione: fonti rinnovabili, agriturismi, parchi naturali, escursioni e gite in natura, riparazione e valorizzazione dei nostri beni culturali, storici e paesaggistici, che rappresentano la nostra grande bellezza, puntando sul turismo, sulle nostre bellezze, sull’agricoltura, sul Made in Italy, sulla valorizzazione dei nostri prodotti agricoli e delle nostre carni, abolendo la globalizzazione alimentare. Stop alle esportazioni e alle importazioni dagli altri paesi di prodotti che poi vengono spacciati per italiani, danneggiando i nostri produttori.

Bisognerebbe ripensare a questo modello di sviluppo: stop al consumo del territorio per costruire grandi opere: la vera grande opera è la messa in sicurezza del nostro territorio, che si sgretola ogni volta che scende un pò di pioggia; stop al consumio del territorio, alla cementificazione selvaggia, alle concessioni edilizie fin troppo facili: si cambi a un modello che punti sul “riciclaggio” del cemento, restaurando vecchie (e ormai in disuso) abitazioni ed edifici (e fino a quando non saranno restaurate, lasciamo gli abusivi dentro le case abusive, poi trasferiamoli e abbattiamo quelle case); basta inceneritori, ce ne sono già troppi, si dia via libera al riciclaggio, anche creativo, dei rifiuti.
Ma fino a quando non si trovano soluzioni alternative e concrete bisognerebbe “sopportare” questi mostri, lasciarli eruttare e poi bonificare e trasferire i loro operai accompagnandoli nel loro nuovo lavoro, anche attraverso dei corsi di formazione. Affinché il lavoro non manchi davvero mai.

Ma qui siamo in Italia, e queste cose non si vogliono fare. Le mie sono solo proposte inascoltate. E voi da che parte state?

ALBERI SACRIFICATI SULL’ALTARE DELLA CRISI


parco delle serre

In Calabria, il Comune di Serra San Bruno vuole sacrificare “alcuni” alberi, tagliarli, venderli per fare legna, per rimpinguare le casse del Comune, miseramente vuote. Si parla di dover abbattere 2.063 piante, di cui 1.090 esemplari di abete bianco. Gli alberi diventeranno legna per l’industria e contribuiranno a rimpolpare le casse comunali. Questa decisione estrema ha ovviamente scatenato la rabbia e la protesta degli ambientalisti.

Il taglio del bosco, purtroppo, non è una novità in quest’area dove negli ultimi 13 mesi sono stati abbattuti 9291 alberi. L’allarme è arrivato in Parlamento: l’ex sindaco Bruno Censore, attualmente parlamentare nelle file del Pd, ha presentato insieme a Ermete Realacci un’interrogazione al ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, affinché blocchi la procedura. Fra due settimane l’asta pubblica: la politica riuscirà a intervenire prima che vengano accese le motoseghe?

(FONTE: ecoblog.it)

LE DISTRUGGIADI DI RUSSIA DEL 2014


sochi

impianto olimpiadi

In occasione delle Olimpiadi di Sochi (Russia) del 2014, il Presidente Putin, per fare bella figura davanti al mondo, compie uno dei peggiori disastri ambientali: Nella zona tra il Mar Nero e le montagne del Caucaso, vuole trasformare un’area naturale protetta in terreno edificabile, in vista dei giochi invernali.

Per tutti noi, i giochi invernali rappresentano un’opportunità di sviluppo, divertimento, passione sportiva, economia che gira. Per gli abitanti di quella zona rappresenta invece un disastro ambientale di proporzioni enormi. Per maggiori informazioni, leggere questo articolo. Sopra vedrete la cittadina di Sochi com’è adesso, e sotto come la si vuole trasformare.

Che ne pensate di questo “spettacolo“?

CALIFORNIA ON FIRE!


incendio california

Brucia la California. Ogni estate si ripete lo stesso rito, lo stesso evento. Grossissimi incendi devastano la California, distruggendo ogni anno centinaia di migliaia di ettari di boschi e di parchi. Quest’anno non fa eccezione, e anche San Francisco ha dichiarato lo Stato di Emergenza per il fuoco che finora ha distrutto quasi 5.000 ettari di bosco del Parco Naturale di Yosemite.

Le fiamme sono partite ben 2 settimane fa, e non accennano a diminuire, anzi, continuano ad aumentare d’intensità, anche a causa del forte vento. L’incendio ha lambito anche diverse abitazioni.

PARADISI TERRESTRI IN (S)VENDITA: BUDELLI COSTA 3 MILIONI DI EURO


budelli

Continua inesorabile la svendita dei patrimoni ambientali, dei paradisi terrestri. E’ in svendita anche Budelli, per soli 3 milioni di euro! Budelli è situata all’estremo nord della Sardegna, presso le Bocche di Bonifacio. Appartiene all’Arcipelago della Maddalena, e quindi è sottoposta a vincoli ambientali severissimi, riguardanti appunto il Parco Nazionale della Maddalena. Un paradiso terrestre di 1,5 km/q.
Sull’isola non si potrà però costruire assolutamente nulla.  L’isola è sottoposta, come detto prima, a vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici d’ogni genere, che impediscono l’approdo, il transito e l’ormeggio a centinaia di metri dalla celebre spiaggia rosa e da quella attigua del “cavaliere” (antico nome della baia), oltre che allo sbarco in qualunque cala dell’isola, se non con mezzi messi a disposizione dall’Ente Parco.
Pur tuttavia, se davvero quest’isola diventerà privata, allora non sarà più soggetta alle norme del Parco della Maddalena, in quanto non ne farebbe più parte. E qualcuno potrebbe rivendicare la proprietà privata, impedendo l’accesso a tutti i turisti e tutti coloro che vorrebbero visitarla.

BASTA! LA SARDEGNA NON E’ IN VENDITA! LA SARDEGNA E’ DI TUTTI E NON E’ DI NESSUNO!

RESISTANBUL


resistanbul

“Arrestano i giornalisti, arrestano gli avvocati, mettono acido negli idranti, massacrano le persone a bastonate, sparano pallottole di gomma, e pallottole vere. Lanciano lacrimogeni ad altezza d’uomo e dagli elicotteri, minacciano chi vuole manifestare… Ad Istanbul sembra di essere a Genova nel 2001, o in Kurdistan qualsiasi giorno che arriva sulla terra“.

Ma Istanbul resiste. Onore e vittoria finale a tutti voi.

ERDOGAN CEDE?


gezi park

Erdogan spera che entro stasera finisca l’occupazione al Gezi Park, e promette di lasciare il parco, di non toccarlo, fino a quando la giustizia non si pronuncerà definitivamente sui ricorsi contro i lavori di costruzione del centro commerciale e della moschea. Inoltre, se la giustizia sarà favorevole ai lavori, indirà un referendum popolare e rispetterà le decisioni del popolo turco.

Erdogan cede, ha capito, oppure vuole solo prendere tempo e cominciare quando gli occupanti lasceranno il Gezi Park?

ERDOGAN PROPONE REFERENDUM SUL GEZI PARK


gezi park

Il Premier turco Erdogan propone un referendum sul Gezi Park per tentare di sedare le proteste della popolazione turca. Lo ha dichiarato al termine di un incontro tra governo e parti sociali.

“Crediamo sia necessario che Gezi Park rimanga un parco, le violenze devono terminare e un’indagine deve assicurare i responsabili alla giustizia. Speriamo che il dialogo vada avanti dopo la fine delle violenze” ha detto Ipek Akpinar, una delle partecipanti all’incontro. Ma secondo i manifestanti è solo un incontro truffa.

Voi cosa ne pensate?

ERDOGAN: TAGLIEREMO TUTTI I SEICENTO ALBERI DEL GEZI PARK


gezi park

Erdogan non si ferma. «Toglieremo gli alberi da Gezi Park, saranno ripiantati in un altro posto» ha detto il premier turco davanti al gruppo parlamentare del suo partito. E a conferma di questo annuncio, le forze dell’ordine hanno intensificato le operazioni. Decine di poliziotti in tenuta antisommossa sono infatti entrati nel Gezi Park di Istanbul, cuore della rivolta contro il premier Erdogan. Stamani la polizia aveva già occupato piazza Taksim, rimuovendo le barricate. Decine di poliziotti con l’appoggio di blindati con cannoni ad acqua, avevano attaccato le barricate intorno alla piazza, facendo un uso massiccio di lacrimogeni per disperdere i pochi manifestanti sul posto.

(FONTE: Corriere.it)

Continua il braccio di ferro governo e polizia contro i manifestanti e l’ambiente. Il Gezi Park si conferma luogo di battaglia contro il cemento, contro la mania di grandezza e di potere, contro chi taglia le radici del futuro degli altri. E Ambiente sul Web continuerà ad informarvi su quanto accade.

ECCO PERCHE’ IL PD NON ACCETTA RODOTA’


rodotà

E’ cronaca politica di questi giorni il suicidio politico del Partito Democratico, che invece di convergere sul nome di Rodotà, inneggiato anche da tanti cittadini fuori dal Palazzo e da milioni e milioni di giovani sulla rete, ha preferito a lui prima Marini, poi Prodi, e poi, visto il disinteresse per Rodotà, è andato in ginocchio da Re Giorgio Napolitano, e tutti, anche PdL, Scelta Civica, Lega… per chiedere di riaccettare un secondo mandato.

Al PD Rodotà non va giù, perché il Costituzionalista ha sostenuto con forza il referendum sull’acqua pubblica, che il tandem PD-PdL voleva privatizzare. Rodotà sarebbe stato il Presidente dei Beni Comuni, che, quando era giurista, voleva, assieme agli altri giuristi e a tutti i movimenti, tutelare e difendere con una legge ad hoc. Infatti secondo una proposta di Rodotà, i Beni Comuni “non rientrano nella specie dei beni pubblici, poiché sono a titolarità diffusa, potendo appartenere non solo a persone pubbliche, ma anche a privati. Ne fanno parte, essenzialmente, le risorse naturali, come i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque; l’aria; i parchi, le foreste e le zone boschive; le montagne di alta quota, i ghiacciai e le nevi perenni; i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fanua selvatica e la flora tutelata; le altre zone paesaggistiche tutelate. Vi rientrano, altresì, i beni archeologici, culturali e ambientali“.

E prosegue: “la possibilità di loro concessione a privati è limitata. La tutela risarcitoria e la tutela restitutoria spettano allo Stato. La tutela inibitoria spetta a chiunque possa fruire delle utilità dei beni comuni in quanto titolare del corrispondente diritto soggettivo alla loro fruizione.
Per quel che riguarda propriamente i beni pubblici, appartenenti a soggetti pubblici, si è abbandonata la distinzione formalistica fra demanio e patrimonio, introducendosi una partizione sostanzialistica”.

Ditemi voi se questa non è la legge più ambientalista che sia mai stata progettata in Italia? Ma ciò cosa avrebbe voluto dire? Che se i privati volevano andare a sfruttare tutto quell’immenso patrimonio di risorse naturali che noi abbiamo, dall’acqua al suolo per intenderci, veniva messo sotto chiave, e che dunque se lo si intendeva usare lo si doveva fare rispettando leggi molto stringenti e dopo che i cittadini fossero stati d’accordo. Quella legge se fosse stata sostenuta da Stefano Rodotà in quanto Presidente della Repubblica Italiana, avrebbe spazzato in un colpo solo da nord a sud dalla Tav al Muos. Ovvero a tutti quei cavalli di battaglia politici cavalcati da Pd e PdL a tornate alterne.

Ecco perché al PD non va giù Rodotà. Con Re Giorgio i “misericordiosi” (coloro che concedono il condono edilizio e fiscale) sono perdonati. Ed ecco che vogliono eliminare il Ministero dell’Ambiente.

COME I CANDIDATI AL GOVERNO VOGLIONO AFFRONTARE L’AMBIENTE


ambiente

Ad un mese dal giorno del silenzio, ecco cosa propongono i vari candidati, in base ai dati raccolti da Ecoblog, in tema ambientale.
Per quanto riguarda il CentroDestra:
PdL: prevede un Piano Generale per la Mobilità Urbana Sostenibile, molto importante per ridurre l’inquinamento. E ancora: eliminazione dell’IMU sui terreni e i fabbricati funzionali ad attività agricole, la realizzazione di cicli integrati di smaltimento con l’obiettivo dell’autosufficienza e l’incentivazione della raccolta differenziata. E ancora: valorizzazione dei parchi e delle aree protette, largo alla green economy con eco-innovazione, fonti rinnovabili, riciclo dei rifiuti e mobilità sostenibile.  E ancora tutela degli animali da compagnia e affezione, cancellazione delle spese relative agli stessi dal redditometro e lotta al randagismo. Impulso alle Smart Cities e una maggiore sinergia fra ambiente e turismo.
Lega Nord: i padani puntano su una azione di contrasto all’inquinamento atmosferico, del suolo e dei bacini idrici, sulla difesa, salvaguardia e rilancio delle aree montane, molto sentito soprattutto al Nord; sulla difesa della caccia, vista come fondamentale nella gestione faunistica; e attenzione: valorizzazione dell’agricoltura, con una ferma opposizione agli OGM.
(FONTE: Ecoblog.it)
Sul fronte opposto, quello del CentroSinistra, vengono stranamente messi a confronto i due candidati con la stessa lista, ovvero PD e SEL, che corrono INSIEME, e non Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, e la Lista Civica di Monti, che vengono ignorate anche da questo blog. Ma vediamole queste due posizioni:
PD: Sviluppo Sostenibile, rilancio della produzione locale, una politica industriale integralmente ecologica, e un progetto-Paese nel quale vengano valorizzati, fra gli altri, l’agricoltura e le tipicità, il risparmio energetico e la mobilità sostenibile.
SEL: Vendola punta sullo sviluppo delle Energie Rinnovabili prima di tutto. E poi sull’agricoltura come settore per contrastare la disoccupazione giovanile (e dico io, anche per contrastare la dispersione e l’abbandono delle realtà locali, e soprattutto per contrastare l’emigrazione giovanile).
(FONTE: Ecoblog.it)
Adesso attendiamo le posizioni degli altri due partiti candidati. Sempre che Ecoblog voglia riportare il loro programma ambientale. In tutti questi punti programmatici elettorali riguardanti l’ambiente, una cosa fondamentale manca: la messa in sicurezza del territorio contro il rischio di dissesto idrogeologico.
Tra tutti questi, qual è il programma elettorale ambientale che vi convince di più?