PARTITO IL CONCORSO “CASE CHE SEMBRANO FACCE”!


Il design, si sa, è molto importante nella moderna società del bello. Uno acquista qualcosa non tanto perché è utile, ma perché è bello. Anche l’edilizia si sta adattando al bello, al curioso, al simpatico. Perciò in Australia, in una piccola località in provincia di Sydney, hanno indetto il primo concorso “Similar Faces Houses”, che tradotto significa “Case che sembrano facce”.

La casa ritenuta più bella, più divertente, più buffa, verrà premiata con 100.000 dollari australiani, che equivalgono circa a 70.000 euro. Il verdetto verrà decretato da una giuria composta da 5 geometri, 4 architetti e 1 ingegnere edile, che, in base a determinati parametri, valuterà e deciderà quale sarà il vincitore. I giudici avranno tempo fino venerdì 21 aprile, tre settimane di tempo, dopodiché sabato 22 decreteranno il vincitore, il quale verrà premiato sabato 29.

Attenzione però perché i giudici non guardano solo all’estetica, ma all’efficienza della casa, in conto di risparmio energetico, di riduzione dei rifuti, di riciclo, di efficienza energetica, se utilizza o meno il fotovoltaico, se si cura il verde… quindi si guarda anche all’utile. Si unisce l’utile al dilettevole.

Siete curiosi di sapere come sono ste facce? E allora guardiamocele, le case in concorso:

Risultati immagini per facciate di case che sembrano facce

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ENERGIA DALLA FOTOSINTESI CLOROFILLIANA: DA OGGI SI PUO’!


arnold arboretum 1

Può la Scienza estrarre l’energia che un albero produce dalla fotosintesi clorofilliana per ricavarne energia elettrica? Sì, da oggi si può! Gli uomini della WCCF (World Climate Change FightingLotta ai Cambiamenti Climatici Mondiali) ci sono riusciti!

La Fotosintesi Clorofilliana è un processo mediante il quale gli alberi e le piante producono sostanze organiche, di solito carboidrati, a partire dall’anidride carbonica e dall’acqua presenti nell’atmosfera, in presenza di luce solare. Durante la fotosintesi, la pianta cattura la luce del sole per trarre energia e nutrimento, e ne cattura in quantità tale da poter produrre 100 terawatt di energia elettrica, cioè sei volte in più di quello che consuma l’intera umanità (Fonte Wikipedia).

Alcuni ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che appartengono alla WCCF, martedì scorso sono riusciti ad estrapolare ben 20 kw di energia prodotta dalla fotosintesi di alcuni alberi del Parco “Arnold Arboretum” di Boston.

arnold arboretum 2

arnold arboretum 3

Gli scienziati hanno scoperto un metodo non invasivo per “condividerel’energia prodotta dalla fotosintesi, di modo che anche l’albero possa continuare a nutrirsi. Lo hanno chiamato “Energy Sharing” (condivisione di energia). Si tratta di estrarre l’energia solare dalle piante tramite una serie di miniaspiratori installati nel tronco principale dell’albero, che aspirano un pò di energia.

Gli aspiratori sono collegati ad una centrale elettrica, che riceve l’energia dagli stessi, e che alimentano delle turbine interne alla centrale, e producono elettricità. Attualmente la quantità prodotta martedì scorso, il giorno di prova di questa nuova tecnologia, è pari a 20 kw. Una quantità tale da poter alimentare 5 o 6 abitazioni.

Ecco un altro modo per produrre energia elettrica, pulita, a costo zero, e rispettando la natura. Peccato che questo sia solo un fake, ma potrebbe tornare molto utile. Provare non costa nulla. Spero che con questo Pesce d’Aprile possa aver dato una nuova idea di produzione di energia elettrica ricavata dalla natura.

Cosa ne pensate di questa idea? Ah, felice Pesce d’Aprile a tutti!

SCIAME D’API AGGREDISCE CACCIATORI


sciameDisavventura a lieto fine per un gruppo di cacciatori recatosi nello Stato dello Zambia per un Safari. Il gruppo, composto da dieci cacciatori professionisti, ieri sera è stato aggredito da uno sciame d’api che è sbucato all’improvviso da alcuni alberi e ha cominciato a circondare i dieci uomini aggredendoli alle gambe, alle braccia e anche in faccia. Fortunatamente i dieci se la sono cavata con diverse punture, ma nessuna mortale.

I cacciatori sono riusciti a divincolarsi e a fuggire, in preda al panico. Ora sono ricoverati in un ospedale e sono sotto osservazione. Nessuno di loro è in gravi condizioni. “Abbiamo preso un bello spavento – racconta Brad, organizzatore del Safari – Non ci aspettavamo di incontrare un’intera colonia di api inferocite che ci ha preso alla sprovvista. Fortunatamente siamo riusciti ad abbandonare le nostre armi e a rifugiarci in auto, e questo ha evitato danni più gravi”.

“Le api hanno un istinto di difesa del territorio che le porta ad aggredire l’invasore – spiega un esperto animalista, il ghanese N’Gasse, il cacciatore che è riuscito a vedere l’arrivo delle api e ad allertare in tempo i compagni di caccia – E’ impressionante la loro capacità di lavorare insieme, di difendere insieme il territorio e gli altri animali, pronte a sacrificarsi e morire pur di salvare e preservare il loro habitat, aggredendo l’invasore. In questo senso le api sono eroiche, e possono insegnarci molto. Abbiamo capito la lezione” – conclude.

Amici, sarebbe stata una bella notizia questa, se non fosse che oggi è il primo aprile.

Buon Pesce d’Aprile a tutti voi!