INCENDIO SUL MONTE SERRA


Inferno sul Monte Serra, 500 sfollati

Sembra che la stagione degli incendi non conosca fine. Anche ora che siamo in autunno i piromani continuano a dare fuoco ai nostri boschi. A bruciare è il Monte Serra. Si dice abbiano lasciato le loro case circa 500 persone, 70 famiglie. 600 ettari di terreno già bruciati. L’incendio, partito alle ore 22:00 di ieri sera, sarebbe doloso, ed è alimentato dal forte vento. Il rogo ha lambito il Monastero della Certosa di Calci, ma per fortuna è salvo.

Sul posto sono arrivati immediatamente numerose squadre di Vigili del Fuoco, operai dell’antincendio boschivo e tanti volontari, coordinati dal Comune di Vicopisano. Attualmente sono operativi due canadair, mentre quattro elicotteri antincendio sono ancora fermi a causa del forte vento. Sono stati attivati tre punti di accoglienza alla palestra della parrocchia di Calci, al circolo ricreativo di Campo e alla palestra di Vicopisano.

Fonte: ADNKronos.com

E’ sicuramente dolosa l’origine dell’incendio, perché non può partire alle 22:00, come ha affermato il Sindaco di Calci. Spero che quanto prima il colpevole o i colpevoli di questo gesto criminale siano assicurati alla giustizia, e scontino in carcere il loro errore. Perché se non ci pensa il carcere, ci pensa la vita a farli pagare, e con gli interessi.

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Sono di oltre sei milioni e 120mila euro i fondi raccolti tramite l’sms solidale attivato dalla Protezione Civile in questi quattro giorni, il 45500, del valore di 2 euro. Voglio vedere se li spendono tutti. Li devono spendere tutti per ricostruire questi borghi colpiti dal terremoto. Questi soldi devono andare tutti per la ricostruzione.

Anch’io ho voluto inviare l’sms solidale. E questo è un altro omaggio che rendo, all’interno di questo blog, per questi paesi colpiti al cuore: Amatrice, Pescara del Tronto, Accumoli.

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Amatrice

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Pescara del Tronto

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Accumoli

Voglio una ricostruzione fatta come si deve e dove si deve, senza “New Town“, senza baracche di legno come stanno pensando (almeno provvisoriamente, dicono), perché il provvisorio diventa sempre definitivo in Italia (ved. Irpinia), con criteri antisismici e anticrollo: molto più cemento, e meno sabbia. Si dice infatti che le case crollate fossero fatte con troppa sabbia e poco cemento. Voglio che tutti i fondi raccolti vadano effettivamente lì, e in poco tempo tutti abbiano un tetto. Definitivo.

TERREMOTO CENTRO ITALIA: I NUMERI DELLA SOLIDARIETA’


sms solidaleSono profondamente colpito da questa tragedia. Un giorno tristissimo, che ha mietuto più di 120 morti, tra cui diversi bambini. Evito di parlare dei probabili motivi di tutti questi crolli, che tanto già lo sapete come la penso in proposito. Oggi è solo il giorno del dolore. Vi do solamente i numeri della solidarietà, per poter aiutare le popolazioni del centro Italia, in particolare Lazio, Marche e Umbria colpite dal terremoto.

E’ stato attivato un sms solidale che si può inviare da qualsiasi gestore telefonico al costo di 2 euro: il 45500. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, alla Protezione Civile, che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma. Anche la Croce Rossa ha attivato un numero e un conto corrente per le donazioni e le coordinate per effettuarle sono state diffuse via Twitter: “Attivato il servizio donazioni della #CroceRossa Italiana per il #terremoto di Amatrice, Rieti“. Il numero di telefono è 06-5510, l’IBAN è IT40F0623003204000030631681, la email è aiuti@cri.it

Fonte: il sussidiario

EMERGENZA ACQUA POTABILE A MESSINA


acquedotto

E’ una vera e propria emergenza quella che sta vivendo Messina in questi giorni: da sei giorni è senz’acqua, e la situazione è così drammatica che il Sindaco ha chiesto lo Stato di Calamità Naturale. L’acquedotto ha chiuso i rubinetti, e il direttore dell’acquedotto stesso dichiara di non sapere quando potrà riprendere l’erogazione dell’acqua.

L’emergenza è avvenuta a causa di una frana che ha provocato numerosi danni alle condutture che giungono a Messina dalla Provincia di Catania. Il Sindaco di Messina ha dichiarato ai microfoni di “inBlu Radio” che “deve essere messo in sicurezza il territorio. La nostra città è stata massacrata, stiamo facendo scelte dure e i palazzinari sono tutti contro di noi. Consumo del suolo zero è la nostra visione. Stiamo cercando di recuperare spazi verdi e lavorando con un’intensità mostruosa. Abbiamo ereditato una città con 400 milioni di debiti ma in questo contesto siamo precisi e forti contro ogni tipo di mafia e speculazione edilizia“. Uffici pubblici e scuole di ogni ordine e grado ancora chiusi oggi e domani.

LAMAM, l’Azienda Meridionale Acque Messina, fa sapere che i lavori di riparazione verranno completati nelle prossime 36 ore. Nel frattempo il Prefetto ha richiesto alla Protezione Civile regionale e all’Esercito di mettere a disposizione dei cittadini un congruo numero di autobotti. E’ partita anche una mobilitazione in rete, con Fiorello che twitta sul suo profilo: “Non ho ancora visto i giornali. Voglio sperare che la notizia (brutta) che a Messina manca l’acqua da giorni sia su tutte le prime pagine! La situazione è molto grave!“. Di fatto tutti i media hanno ignorato l’emergenza idrica.

Fonte: Repubblica.it

L’AQUILA: LA MAFIA NELLE RICOSTRUZIONI


terremoto

Secondo un dossier dell’Unione Europea, in particolare di un eurodeputato danese, Søndergaard, a quattro anni dal disastro, la situazione del centro storico rimane sostanzialmente invariata: “solo un paio di edifici (uno pubblico e uno privato) sono stati ricostruiti nella cosiddetta zona rossa“. Ricostruzione a rilento, norme non rispettate, soldi comunitari spesi in malo modo, dubbi su infiltrazioni mafiose nei lavori, materiali di scarsa qualità e case e abitazioni pagate decisamente più dell’effettivo valore di mercato.

Tra i vari risvolti della realtà aquilana che vengono sbugiardati dal report del deputato europeo ci sono, ad esempio, i proclami fatti dall’allora premier Silvio Berlusconi il quale annunciò che i soldi che sarebbero stati utilizzati per la ricostruzione sarebbero arrivati, fino all’ultimo centesimo, dalle casse dello Stato, mentre invece secondo Søndergaard il 42% degli edifici è stato realizzato grazie ai contribuenti dell’unione europea. Edifici, appartamenti, case e palazzi che sono costati ben il 158% in più del valore di mercato, surplus di prezzo che è stato registrato dal danese anche nei materiali, con calcestruzzo per cui sono stati spesi 4 milioni più del previsto e 21 milioni i pilastri utilizzati per i palazzi. Insomma un vero e proprio ‘rigonfiamento‘ dei costi. Su tutto, dai prefabbricati ai bagni chimici.

Prosegue il Commissario: “nelle case e nelle scuole non ci sono pannelli a indicare che sono state costruite con i fondi Ue ma al contrario ci sono pannelli che specificano ‘edifici realizzati con donazioni da enti privati e amministrazioni locali’. Ciò è in contraddizione con le norme europee“. E ancora parla di materiale “generalmente scarso”, di intonaco “infiammabile” e di abitazioni fatte evacuare perché pericolose e “insalubri”, il tutto ‘condito’ da un sospetto pressante di infiltrazioni mafiose: “Un numero di sub appaltatori non disponeva del certificato antimafia obbligatorio“, accusando la Protezione Civile di aver “aumentato l’uso del sub appalto consentito dal 30 al 50%” e aggiungendo che “una parte dei fondi per i progetti Case e Map sono stati pagati a società con legami diretti o indiretti con la criminalità organizzata“.

Altro problema che viene sottolineato dal report del danese è il rischio che l’Italia si trovi a dover restituire, non si sa in quale quantità, i soldi arrivati dall’Ue: teoricamente i fondi comunitari non possono essere utilizzati per fare profitto, ma tra poco nelle nuove abitazioni si dovrà pagare l’affitto, aspetto che ha già fatto partire censimenti e controlli dall’Unione Europea.

Una domanda mi sorge spontanea: Dove sono finiti i soldi degli sms solidali e dei bonifici bancari? Dove sono finiti i soldi di quel concerto fatto qualche mese più tardi, dove hanno presentato la canzone Donna D’Onna? Un consiglio? Diffidate dagli sms solidali. Da quella volta non ne ho più inviati. Perché non si sa dove finiscono.

Infine: le case non erano crollate perché si è risparmiato sul calcestruzzo, perché si è utilizzata sabbia marina?? E perché anche ora il materiale e l’intonaco è scarso e insicuro? Perché, nonostante abbiano promesso di vigilare sulla ricostruzione, di modo che non venisse fatta da aziende “prestanome” legate alla mafia, queste ricostruzioni sono sospette?

SARDEGNA A FUOCO


incendio

Ieri e oggi sono giornate critiche, drammatiche per la Sardegna, sul fronte degli incendi. “Le informazioni che arrivano dalla Protezione Civile ci dicono che sono stati spostati due Canadair, uno da Ciampino e uno da Trapani, e che è stato allertato il sistema antincendi francese in Corsica per coprire il nord Sardegna, poiché l’altro velivolo di stanza ad Olbia è fermo per manutenzione”. Questo perché l’Italia e il Governo taglia gli acquabombardieri (Canadair) e finanzia i cacciabombardieri (F-35). Questo perché “C’è crisi, non ci sono soldi“. Ma i soldi per gli F-35 ci sono però!

Quattro persone, fra ustionati e intossicati, sono rimasti feriti a causa degli incendi in Sardegna. I roghi a causa del forte caldo non allentano la morsa sull’Isola. Situazione d’emergenza ancora a Ghilarza dove stanno lavorando tre elicotteri regionali. A Laconi nella notte sono state evacuate 40 persone tra le quali gli anziani di una casa di riposo, e la situazione è ancora critica. Sul posto accanto alle squadre a terra sta intervenendo un Canadair.

Intanto si sono aperti nuovi fronti del fuoco: a Pattada, nel centro Sardegna, Serrenti e Burgos dove stanno operando complessivamente cinque elicotteri. In fumo in tutta l’isola stanno andando migliaia di ettari di macchia mediterranea, boschi e pascoli.

Una situazione “infuocata“. La Sardegna brucia, e i canadair sono esterni, addirittura arrivano dalla Corsica. Questo perché il Governo preferisce i caccia agli acqua-bombardieri. Sono LORO i veri colpevoli, DOLOSI, di questa emergenza.

CANADAIR: ACCORDO PER LA SARDEGNA


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Sono emerse importanti novità in merito alla vicenda degli “acquabombardieri“, come amo definire i canadair, contro i “cacciabombardieri” che il Governo vorrebbe acquistare a prezzi assurdi, che sono un insulto alla crisi che stiamo vivendo. Infatti la Regione Sardegna e la Protezione Civile, di cui mi fido sempre meno, hanno trovato un buonissimo accordo sui canadair: i due canadair previsti già per l’anno scorso per la Sardegna restano ad Olbia. Ma non solo: infatti anche la Corsica verrà in sostegno della nostra amata Terra Sarda, con la sua flotta, e la flotta sarda andrà ad aiutare la flotta corsa, per combattere gli incendi scoppiati in Corsica.

Già, anche per quest’anno siamo “salvi“. Ma non si può tirare avanti sempre così da un anno all’altro… Questo genera insicurezza, e anche disorganizzazione, perché non si sa come sarà la situazione l’anno prossimo, e dunque la flotta sarda non si potrà organizzare per il lungo periodo. Chissà che rimanga sempre così, ma ho i miei dubbi. La Protezione Civile sta diventando sempre più squadra di intervento e di primo soccorso… di eventi che non vogliono impedire.