TSIPRAS, SVOLTA VERDE?


atene

Si è parlato molto in questi giorni della vittoria elettorale di Alexis Tsipras in Grecia. Un leader giovane (ma il nostro Matteo nazionale è più giovane :D), rivoluzionario, che ha saputo risvegliare e riunificare la Sinistra greca (cosa che il nostro Matteo invece vuole affossare). Subito dopo la grande vittoria elettorale, che per due seggi non ha avuto la maggioranza assoluta, si è voluto alleare con gli antieuro greci, un partito di estrema destra, paventando una virata a destra da far accapponare la pelle.

Ora invece pare che Tsipras abbia accantonato l’idea degli antieuro per allearsi con i Verdi greci. L’accordo è nato dal fatto che il programma del neopremier ha dieci punti in condivisione con il programma dei Verdi:

  1. Protezione dei beni comuni (acqua, foreste, coste ecc)
  2. Uscita dalle energie fossili entro 20 anni
  3. Orientare l’agricoltura verso produzioni di qualità e bio
  4. Promozione del turismo sostenibile
  5. Risparmio energetico per le abitazioni
  6. Concessione per lo sfruttamento delle miniere nel rispetto dell’ambiente
  7. Sviluppo delle ferrovie
  8. Riforma della gestione dei rifiuti tenendo conto delle 3 R (riduzione, riuso e riciclo)
  9. Riforma del sistema elettorale verso il proporzionale
  10. Pesca sostenibile

Quello che un pò mi preoccupa di questo programma verde è il sesto punto, sfruttamento delle miniere nel rispetto dell’ambiente. Ma ci sono anche altri punti un pò controversi, che riguardano, ad esempio, la caccia e il carbone. Infatti in Grecia la maggior parte dell’energia viene prodotta delle miniere di carbone. Inoltre Tsipras deve fronteggiare pure le proteste dei cacciatori, contro la sua idea di vietare la caccia.

Info e foto: ecoblog.it

Insomma, Tsipras non avrà vita facile, ma speriamo riesca a governare bene e nel rispetto dell’ambiente. Cosa ne pensate? Quando i Verdi italiani ritorneranno a contare? Quando anche in Italia si formerà una cultura e una politica verde?

DECRETO “BRUCIA-ITALIA”?


inceneritore acerra

Ho appena letto un articolo riportato nel sito dell’Ecoistituto della Valle del Ticino, che riguarda l’articolo 35 del De-cret(in)o “Sblocca-Italia”. Riporterò in sintesi quello che è scritto nel post.

L’articolo 35 è un sostenitore sfegatato dell’incenerimento dei rifiuti, anziché del loro trattamento a freddo. Il pensiero implicto di quell’articolo è che “l’Italia è indietro perché mancano gli inceneritori“. A parte che di inceneritori ce ne sono già un’ottantina attivi in tutta Italia, quanti dovrebbero farne ancora perché basti?

Nell’articolo in questione si dice che gli inceneritori concorrano “allo sviluppo della raccolta differenziata e del riciclaggio“. E già questo aspetto è contradditorio. Dove c’è inceneritore non c’è raccolta differenziata. Ma ci sono altri due aspetti contradditori di quell’articolo 35. Anzitutto il passaggio in cui si dice che tali impianti sono necessari “per superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee del settore”. Il fatto è che non c’è nessuna Direttiva Europea che obbliga ad incenerire una certa quota di rifiuti. Nessuna Direttiva Europea richiede questo.

E poi vi è l’obbligo di pretattamento, che deriva dalla Direttiva discariche, che punisce l’Italia con diverse procedure d’infrazione (vedere quella clamorosa relativa alla discarica di Roma). Ecco, se il legislatore intendeva dire che gli inceneritori servono a rispettare tale obbligo, allora gli vanno fatte presenti alcune segnalazioni. Prima di tutto: in Italia ci vogliono mediamente 7 o 8 anni per realizzare un inceneritore, dalla valutazione alla costruzione, avviamento e collaudo.

Ci vuole invece molto meno tempo per realizzare gli impianti di trattamento a freddo, molto più rispettosi dell’ambiente e dell’aria che respiriamo. E’ vero che l’articolo 35 del De-cret(in)o ha l’obiettivo di abbreviare i tempi, ma se si abbrevia la procedura per gli inceneritori, tanto prima verranno realizzati gli impianti di trattamento a freddo, mantenendo inalterata la proporzione. Peccato che tali impianti non siano compresi nel De-cret(in)o.

Ma se organizzassimo dibattiti locali e li proponessimo in cambio degli inceneritori, e sottolineassimo tutte le contraddizioni dell’articolo, forse riusciremmo ad evitare questi disastrosi vulcani di morte. Vale la pena provarci.

LIBERA LA SPIAGGIA DAI MOZZICONI


di pasquale

Un pensionato compra le cicche a 1 centesimo l’una e pulisce la spiaggia. E’ successo a Noto, dove il pensionato, Gianni di Pasquale, ha esposto un cartello con suscritto:

Liberiamo la nostra spiaggia dai mozziconi. Compro mozziconi di sigarette a un centesimo l’uno, e non è uno scherzo.

L’offerta ha convinto i bagnanti che sono partiti tutti a caccia di mozziconi di sigaretta. Ebbene, grazie all’impegno di grandi e piccini, sono riusciti a raccogliere ben 6.000 mozziconi. Una grande iniziativa, che potrebbe dare l’idea per altre iniziative simili.

Notizia e foto prese dal sito ecoblog.it.

UN PAESE A CINQUE VELE (BLU)


Come ogni anno, anche quest’anno Legambiente torna con l’attesissimo premio delle vele blu, un premio dato alle località balneari più belle del nostro Paese. Quest’anno Legambiente ha premiato 21 località, di cui 14 marine e 7 lacustri.

Per quanto riguarda le località marine, il primo posto se l’aggiudica Castiglione della Pescaia (GR), merito della tutela, della valorizzazione dell’ecosistema costiero e della conservazione e la conoscenza dell’habitat dunale e della Pineta litoranea, coinvolgendo scuole, cittadini e turisti.

castiglione della pescaia
Secondo posto per Pollica-Acciaroli-Pioppi (SA), perché il Comune di Pollica è impegnato da sempre per la riduzione del consumo idrico grazie a un sistema di trattamento delle acque di depurazione.

pollica


Al terzo posto c’è Posada (NU), perché il Comune è impegnato nella tutela e valorizzazione dell’ambiente, come dimostra il progetto di salvaguardia ambientale del sistema costiero, che ha permesso la rinaturalizzazione delle dune su un fronte di 8 km ed il rifacimento del ponte di accesso alla spiaggia di “Su Tiriarzu.

Posada

Per quanto riguarda le isole minori, le cinque vele se le aggiudica Santa Maria Salina (ME), perché essa ha dato un nuovo impulso alla raccolta differenziata, che ha registrato una percentuale di raccolta fra le più alte della Sicilia (30%), e alla riduzione del conferimento in discarica, aderendo al progetto N.O.WA.S.T.E. Il Comune si è fatto inoltre promotore della creazione dell’A.R.O. Salina, un sottosistema di gestione dei rifiuti

santa maria salina

Infine, per quanto riguarda le località lacustri, si aggiudica le cinque vele Molveno, in Provincia di Trento.

lago molveno

Per leggere tutte le località premiate, andate sul sito greenme.it

Italia, un Paese a cinque vele!

PRIMO MAGGIO: UNA “LOTTA” ETERNA TRA AMBIENTE E LAVORO


primo maggio

Sembra una lotta eterna tra ambiente e lavoro, tra salute e sviluppo, tra inquinamento e difesa dei posti di lavoro. In questo primo maggio vorrei riflettere sullo scontro tra lavoro e ambiente. Da che parte sta la “verità”? Da che parte dobbiamo stare? Perché non si riesce a conciliare l’ambiente con il lavoro?

Acciaierie, centrali e miniere di carbone, raffinerie, la c.d. “chimica verde” (che di verde ha solo il nome), inceneritori, multinazionali che oggi ci sono, e domani scappano con tutti i soldi dei finanziamenti statali ed europei, lasciando malattie, inquinamento, fame, morte. Sono tante le vertenze aperte su questi fronti.

Da una parte c’è chi ci lavora dentro, ci sono gli OPERAI, che hanno sicuramente il diritto di lavorare, e difendono a spada tratta il loro lavoro, con disperazione, con tutte le loro forze. E ne hanno tutto il diritto! Dall’altra parte c’è l’ambiente, che noi difendiamo, e l’inquinamento che producono questi mostri, anche in conto di morti, di malattie, di intere regioni del pianeta mai più abitabili, insanabili. Che tra l’altro Aprile 2014 è stato il mese più inquinato della storia. E noi? Da che parte dobbiamo stare?

L’Italia si è affidata a un modello di sviluppo che ha portato benessere nel breve-medio periodo, ma che nel lungo periodo ha portato disoccupazione, morti, malattie, fame, miseria, disperazione.
Adesso è il momento di cambiare modello di sviluppo, basato sul rispetto dell’ambiente, e sulla sua valorizzazione: fonti rinnovabili, agriturismi, parchi naturali, escursioni e gite in natura, riparazione e valorizzazione dei nostri beni culturali, storici e paesaggistici, che rappresentano la nostra grande bellezza, puntando sul turismo, sulle nostre bellezze, sull’agricoltura, sul Made in Italy, sulla valorizzazione dei nostri prodotti agricoli e delle nostre carni, abolendo la globalizzazione alimentare. Stop alle esportazioni e alle importazioni dagli altri paesi di prodotti che poi vengono spacciati per italiani, danneggiando i nostri produttori.

Bisognerebbe ripensare a questo modello di sviluppo: stop al consumo del territorio per costruire grandi opere: la vera grande opera è la messa in sicurezza del nostro territorio, che si sgretola ogni volta che scende un pò di pioggia; stop al consumio del territorio, alla cementificazione selvaggia, alle concessioni edilizie fin troppo facili: si cambi a un modello che punti sul “riciclaggio” del cemento, restaurando vecchie (e ormai in disuso) abitazioni ed edifici (e fino a quando non saranno restaurate, lasciamo gli abusivi dentro le case abusive, poi trasferiamoli e abbattiamo quelle case); basta inceneritori, ce ne sono già troppi, si dia via libera al riciclaggio, anche creativo, dei rifiuti.
Ma fino a quando non si trovano soluzioni alternative e concrete bisognerebbe “sopportare” questi mostri, lasciarli eruttare e poi bonificare e trasferire i loro operai accompagnandoli nel loro nuovo lavoro, anche attraverso dei corsi di formazione. Affinché il lavoro non manchi davvero mai.

Ma qui siamo in Italia, e queste cose non si vogliono fare. Le mie sono solo proposte inascoltate. E voi da che parte state?

OGGI SI FESTEGGIA LA GIORNATA DELLA TERRA


earth day 2014

Oggi si festeggia la Giornata della Terra, l’Earth Day, giunta alla sua quarantaquattresima edizione. Il tema di quest’anno sono le città verdi: come rendere più sostenibili le metropoli, che ormai accolgono più della metà della popolazione mondiale. Energia, edifici e trasporti i temi che verranno affrontati in questa giornata.
Per quanto riguarda l’energia, per esempio, le organizzazioni ambientaliste puntano l’indice contro impianti inefficienti e ritengono indispensabile il passaggio a strutture di nuova generazione, basate su energie rinnovabili.
Per quanto riguarda gli edifici: le costruzioni attuali vanno ripensate, dicono gli organizzatori, poiché sono responsabili di circa un terzo delle emissioni di gas serra.
Innovare radicalmente i trasporti, poi, è cruciale: sono la fonte di gas serra in più rapido aumento. Puntare sul trasporto pubblico e promuovere l’uso della bicicletta sono alcune delle proposte.
Decine gli eventi in programma in tutto il mondo: dal Ruanda, che ospiterà un convegno internazionale sulle città verdi, al Costa Rica, che promuove il Forum Internazionale Virtuale, per raccogliere idee sul futuro del Pianeta. Nelle Bahamas parte un programma internazionale per favorire il riciclaggio e in India l’attenzione all’ambiente è protagonista di una fiera del libro. Giochi, animazioni e conferenze sono previste negli Stati Uniti, da New York al Texas.
Tante le iniziative anche in Europa, dal campo-scuola dedicato ai ragazzi a Dublino ai corsi per costruire nidi in Moldavia. In Italia il WWF si prepara a presentare, il 29 aprile a Roma, il rapporto Natura in bancarotta. Perché rispettare i confini del pianeta“. Sono previsti inoltre un concerto di Arisa a Milano, una maratona a Km Zero a Roma e una mostra sugli Eroi della Terra.

L’AMBIENTE RACCONTATO AI BAMBINI


mangiamondo

Un libro di favole creato per raccontare l’ambiente ai bambini, per un’educazione ecologica delle future generazioni. Si tratta del libro “Il Mangiamondo e altre ecofavole“, dove vengono trattati temi come l’inquinamento del mare, dell’aria e del suolo, il disboscamento, le energie rinnovabili, i cambiamenti climatici, gli OGM, il riciclo dei rifiuti e tanti altri.
Alla fine di ogni favola viene fornita una soluzione al problema ambientale, risolvendo la storia con un “eroe” (in cui il bambino si possa identificare) che aggiusta la situazione, con la redenzione del “cattivo” che ha provocato il danno o semplicemente con un avvertimento o un consiglio dell’autrice a non imitare il personaggio o il comportamento nocivo.

(FONTE: Alessandria News)

Un’iniziativa lodevole per formare la società del domani, attenta all’ambiente. Stupendo. Cosa ne pensate?

LA SPEZIA APPROVA LA “DEFORESTAZIONE ZERO”


riciclo carta

L’amministrazione comunale di La Spezia approva, all’unanimità, una mozione proposta dal MoVimento 5 Stelle, riguardante l’adesione ad una iniziativa di Greenpeace: “Deforestazione Zero“, che consiste nell’utilizzo di carta riciclata negli uffici del Comune. La Giunta si impegnerà ad utilizzare carta riciclata per qualsiasi tipo di attività e lavoro che ne consenta l’utilizzo, allo scopo di sensibilizzare l’intera collettività sul tema del riciclo e dei suoi vantaggi, nonché a promuovere l’iniziativa, attraverso l’Anci, affinché altri Comuni possano seguire l’esempio spezzino e amplificare gli effetti positivi della proposta.

Ottima iniziativa. Spero non siano solo promesse, ma fatti concreti. Cosa ne pensate di questa bella iniziativa?

RIFLESSIONI SULLA TERRA DEI FUOCHI


terra dei fuochi

Viene chiamata “Terra dei Fuochi“, la zona che va da Napoli Nord alla provincia di Caserta. I fuochi sono i roghi che dolosamente vengono appiccati ai cumuli di rifiuti abbandonati da anni e anni. La gente respira l’aria, si ammala. Ma si ammala anche la terra, impossibile bonificare la terra e i corsi d’acqua, ormai definitivamente compromessi. Frutto della Camorra, dell’indifferenza della politica, della mala volontà di alcuni amministratori, della mancanza di raccolta differenziata e di un minimo di coscienza civica.

Ci si ammala, ma soprattutto si ammalano e muoiono i più deboli: anziani, donne, BAMBINI. Mamme che hanno perso per malattie gravissime i loro figli, tasso di tumore elevatissimo. Vedove, orfani, lacrime, disperazione, morte. Perché? Cosa ci vorrebbe per risolvere questo enorme problema?

La Terra dei Fuochi è fuori controllo da decenni. Senza alcuna infrastruttura, senza alcun impianto efficiente, funzionante e non inquinante. Ognuno rifiuta la raccolta differenziata. Ma non basta. Purtroppo ci vorrebbe anche qualche inceneritore. Sono sempre stato contrario agli inceneritori, ma lì, anziché bruciare all’aria aperta, dovrebbero aprire tre inceneritori “moderni”, dotati di filtri, fatti BENE, però, NON all’Italiana, alla “menefrego“. Bisogna scegliere il male minore, e nel frattempo avviare il bene: raccolta differenziata, centri di riciclaggio, moderni, funzionanti ed efficienti come quello di Vedelago. E poi bonifiche.

Altrimenti, se le bonifiche non è più possibile farle, l’unica soluzione, visto che nessuno può bere o mangiare della propria terra, e che si ammalano nel respirare quell’aria, non ci resta che l’evacuazione generale.

Intanto tra poco, alle 16 partirà una mobilitazione generale per gridare basta a questa situazione. Anche un sacerdote si mobilita. Addirittura chiama Papa Francesco, e attende risposta da lui. Certo è che chi subisce da decenni questa situazione, una risposta la aspetta da qualcun altro. Spero di potervi fornire presto la diretta della manifestazione.

MALAGROTTA DIVENTERA’ PARCO CON 100MILA ALBERI


discarica malagrotta

Un colpo al cerchio e uno alla botte. Così si presenta il progetto di Marino su Malagrotta, la discarica che per trent’anni ha ospitato i rifiuti di tutta Roma. Una discarica che nel corso degli anni è stata anche ampliata. Ora questo sito chiude, senza proroghe il 30 settembre, fra dieci giorni, e diventerà un parco con centomila alberi. Così ha dichiarato il neo Sindaco di Roma Ignazio Marino. Ma questa bella notizia ha anche un’altra faccia, il “rovescio della medaglia“: infatti tutti i rifiuti andranno ora a finire in un’altra discarica individuata nella località di Falcognana, e sarà chiamata “Discarica del Divino Amore“, dal nome della Zona di Falcognana dove sarà installata questa discarica.

Gli abitanti ovviamente non ci stanno. “La discarica non è la soluzione al problema rifiuti e quella del Divino Amore rischia di diventare una nuova Malagrotta”, hanno ribadito i rappresentanti del comitatoNo discarica del Divino Amore”. Per il comitato, la soluzione dell’emergenza sta nel commercio del bene rifiuto. “Bisogna smettere di guardare al rifiuto come a uno scarto”, sottolinea Gianluca Lari del comitato. “Studi scientifici dimostrano come solo il 5-10 per cento dei rifiuti non sia riciclabile”, spiega Lari che auspica  che ci siano degli  incentivi economici per chi ricicla, per “cambiare finalmente la cultura del rifiuto di questo Paese”.

Il riciclaggio è l’unico, e ripeto, l’unico modo per smaltire i “rifiuti” in modo corretto e soprattutto creativo. Il riciclaggio, anche creativo, è l’unica strada per cambiare l’Italia da così a così. E’ l’unica strada perché l’emergenza rifiuti non si ripresenti mai più.

20 ECOCENTRI COMUNALI IN SARDEGNA


ecocentro

In Sardegna migliora la raccolta differenziata, che sfiora il 50%, e continua a migliorare l’efficienza, visto che la Giunta Regionale guidata da Cappellacci (PdL) ha stanziato 2 milioni di euro per costruire 20 ecocentri in altrettanti comuni della Sardegna, per un intervento pari a 100mila euro per ciascun ecocentro. Un intervento che approvo. Se migliora la differenziata, diminuisce l’inefficienza e l’inquinamento. Com’è gestita la raccolta differenziata nelle vostre Regioni e dalle vostre parti?