FUKUSHIMA: SI RISCHIA UN ALTRO DISASTRO AMBIENTALE


Un milione di tonnellate d’acqua contaminata finiranno in mare, nuova emergenza a Fukushima spaventa il mondo

Si rischia un nuovo disastro ambientale a Fukushima, teatro, nel 2011, di un incendio alla centrale nucleare in seguito al forte terremoto e al seguente tsunami che ha mandato in tilt i reattori. La società Tepco, che ha gestito la centrale nucleare fino ad allora, ha deciso di sversare l’acqua utilizzata per raffreddare i reattori, contaminata, nell’Oceano Pacifico, dichiarando che questa è l’unica opzione possibile.

Per far fronte all’emergenza la Tepco aveva installato migliaia di serbatoi, all’interno dei quali, per anni, si era provveduto ad immagazzinare l’acqua tossica. Lo spazio a disposizione, a 8 anni di distanza dal disastro, è praticamente finito e, del liquido ormai altamente radioattivo, nessuno sembra sapere cosa farne. E non si parla certo di un quantitativo ridotto, ma di 1 milione di tonnellate d’acqua contaminata che a breve saranno riversate in mare… Al problema hanno cercato di trovare una soluzione esperti provenienti da tutto il mondo, ma alla fine la decisione che preoccupa e che inevitabilmente causerà un disastro ecologico che non ha precedenti nella storia dell’uomo.

A seconda del tipo di combustibile utilizzato nel reattore, evidenziano infatti alcuni esperti, la radioattività dei rifiuti prodotti può durare centinaia o persino migliaia di anni, costruire ancora dei serbatoi non è un’idea sostenibile nel tempo, come non non lo è neppure l’idea di svuotare l’acqua contaminata nell’Oceano.

Fonte: Tiscali

I migliaia di depositi installati accanto alla centrale nucleare saranno riempiti entro la metà del 2022. Insomma, una bomba a orologeria. Auspico che entro tale data si trovi una soluzione alternativa, sicuramente molto meno pericolosa di questa.

TUTTI DEVONO SAPERE, TUTTI DEVONO CONDIVIDERE


Fotografia de Elena Rubanu

Tratto da un post su Facebook:

🔥 Le Isole Canarie stanno bruciando
🔥 La California sta bruciando
🔥 L’Oregon sta bruciando
🔥 Washington sta bruciando
🔥 La Columbia sta bruciando
🔥 L’Alberta sta bruciando
🔥 Il Montana sta bruciando
🔥 La Nuova Scozia sta bruciando
🔥 La Grecia sta bruciando
🔥 Il Brasile sta bruciando
🔥 Il Portogallo sta bruciando
🔥 L’Algeria sta bruciando
🔥 La Siberia sta bruciando
🔥 L’Amazzonia sta bruciando

ExTexas è sott’acqua

India, Pakistan e Nepal con enormi monsoni sono sott’acqua

Sierra Leone e Nigeria con enormi inondazioni sott’acqua

🌞Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Ungheria, Polonia, Romania, Bosnia, Croazia e Serbia sono attaccate da un’ondata di caldo impressionante

🌞 California meridionale sotto ondata di caldo infernale

“Solitamente ad agosto, la città di San Francisco ha raggiunto i record di 106 gradi, quando ora raggiunge i 115 gradi Fahrenheit. Mentre la Carolina del Nord cucina ancora all’inferno

((🌎)) Il vulcano Yellowstone registra 2.300 movimenti da giugno

((🌎)) Il tremore di 5.3 colpisce l’Idaho

((🌎)) Terremoto in Giappone 6.1 con Tsunami Warning

((🌎)) Tremore del Messico 8.2 con avvertimento sullo Tsunami

((🌎)) Tremore in Messico del 7.1

((🌎)) Tremore in Cile del 5.0

((🔥)) Russia: Esplosione Nucleare

🌊 Hurricanes Harvey, Irma (il più grande mai registrato), Jose e Katia stanno spazzando l’Atlantico

Per terminare un livello di brillamento solare X10 C.M.E. Il più alto mai registrato

In poche parole:
SIAMO NELLA MERDA!
Pensi ancora che non stia succedendo nulla?

IL RICATTO CONTINUA


La fabbrica delle bombe di Domusnovas

Il ricatto dell’occupazione, dello sviluppo, del lavoro, del pane (avvelenato) continua. La Sardegna punta a ridurre le basi militari, ma il business della guerra sembra essere comunque forte. Infatti la multinazionale tedesca RWM chiede l’ampliamento della fabbrica di bombe di Domusnovas. In particolare vorrebbe costruire al suo interno anche un’area da destinare alle prove per gli ordigni. In pratica, un nuovo poligono di tiro.

Le bombe della RWM vengono vendute anche all’Arabia Saudita, impegnata nella sanguinosissima guerra nello Yemen. All’esterno del fortino i piani prevedono la costruzione di un edificio per ospitare i lavoratori della fabbrica durante le esplosioni.

Fonte: La Nuova Sardegna

Basta con le basi militari. Tutti fuori! Il prossimo anno si terranno le elezioni regionali. Ogni partito dovrà contenere nel suo programma la dismissione di queste maledette fabbriche di morte.

URANIO IMPOVERITO: CONDANNATO IL MINISTERO DELLA DIFESA


proiettili all'uranio impoverito

Sentenza storica per quanto riguarda l’uranio impoverito: il Ministero della Difesa è stato condannato in secondo grado dalla Corte d’Appello di Roma per “condotta omissiva” nei confronti di Salvatore Vacca, originario di Nuxis (Carbionia-Iglesias), Caporal Maggiore dell’Esercito del 151esimo reggimento della Brigata Sassari.

Questo giovane era partito nel 1998 in Missione in Bosnia, e nel 1999, a soli 23 anni, nel settembre del 1999 è morto in seguito a una gravissima forma di leucemia linfoblastica acuta, dopo essere rimasto esposto a munizioni all’Uranio Impoverito. Il Ministero dovrà anche pagare ai genitori di Vacca un risarcimento di circa 2 milioni di euro.

Nella sentenza, i giudici spiegano che “la pericolosità delle sostanze prescinde dalla concentrazione” e denunciano “la condotta omissiva di natura colposa dell’Amministrazione della Difesa” e il “comportamento colposo dell’autorità militare per non aver pianificato e valutato bene gli elementi di rischio“. E ancora, per la Corte d’Appello Civile di Roma vi è “compatibilità tra il caso ed i riferimenti provenienti dalla letteratura scientifica” ed è evidentel’esistenza di collegamento causale tra zona operativa ed insorgenza della malattia“.

Fonte: Repubblica.it

L’uranio impoverito uccide, e non è una novità. La novità è questa sentenza di condanna ai danni del Dicastero della Difesa. La novità però, deve diventare la fine delle armi e dei proiettili, la fine delle guerre e dell’odio, della violenza e del rancore, e la fine di tutte le ingiustizie, la fine della sofferenza causata dall’uomo.

PORTO TORRES: DEPOSITO SCORIE NUCLEARI


deposito scorie nucleari

Vi ricordate che qualche mese fa si parlava dell’individuazione di un Deposito Unico Nazionale di Scorie Nucleari Radioattive? Ecco, quel deposito c’è già. E’ stato scoperto a Porto Torres. Ad annunciarlo è stato il Sindaco cinquestelle di Porto Torres Sean Wheeler.

Il Deposito è stato sequestrato, e contiene ben settemila tonnellate di rifiuti tossici nucleari. Le scorie sono di proprietà della Syndial, società appartenente ad ENI. Il Sindaco denuncia il fatto, e dichiara che “Syindial non ha mai provveduto a mettere in sicurezza quell’area, nonostante sia stata sollecitata a più riprese nel corso degli anni“.

Sostanzialmente quei rifiuti andavano smaltiti in strutture apposite, dato il pericolo per il materiale estremamente tossico. Fatto estremamente grave questo, per l’inquinamento del territorio e la salute dei cittadini.

Fonte: italiainmovimento.it

E CI RIPROVANO ANCORA!


deposito nucleare

Ancora una volta dobbiamo difenderci contro gli attacchi dello Stato nei nostri confronti. Ancora una volta la Sardegna viene vista come la spazzatura d’Italia, vista la sua proverbiale antisismicità. E proprio a causa di questa nostra “qualità”, per via della mancanza di vulcani attivi e per via della lontananza dalla terraferma, ancora una volta la Sardegna viene presa di mira da chi vuole scaricare le scorie nucleari sul nostro territorio regionale.

Ancora una volta siamo costretti a lottare con le unghie e con i denti per difendere la nostra isola dallo sfruttamento. Si è costituito il Comitato contro lo Stoccaggio di Scorie Nucleari sul nostro territorio. Il 15 dicembre dovrebbe essere approvato il decreto che individua il deposito unico di stoccaggio delle scorie radioattive. La Sardegna rischia di essere la principale indiziata.

La prima mossa del comitato sarà quella di mobilitare la Regione Sardegna contro questa scelta scellerata che potrebbe annullare gli effetti dello storico referendum del 2011 che ha sancito la volontà dei sardi di opporsi al conferimento di scorie radioattive e nucleari sul territorio sardo.

“Oggi con l’approvazione dello sblocca Italia la legislazione è cambiata in peggio e la competenza esclusiva per quanto riguarda i controlli e le autorizzazioni relative all’ambiente è stata accentrata su Roma – denunciano gli attivisti – Il governo nazionale potrebbe quindi non tenere conto dei pareri della Giunta e del Consiglio regionale sia in materia di trivellazioni sia rispetto alla localizzazione dei depositi delle scorie nucleari“. Ma il Comitato avverte: “Dovranno passare sui nostri corpi prima di obbligarci a subire questo disastro ambientale“.

Fonte: l’Unione Sarda.

Basta con lo sfruttamento. Procurad’e moderare sa bostra tirannia.

SCOPERTA UNA PULSAR DA RECORD: LUMINOSA QUANTO 10 MILIONI DI SOLI


pulsar

Di solito io non pubblico articoli fuori dall’ambito terrestre, della nostra natura e territorio. Tuttavia vi confesso che il mondo extraterrestre mi ha sempre affascinato ed emozionato. Guardare i documentari sui vari pianeti del sistema solare, poter esplorare i pianeti e viaggiare anche solo virtualmente e stando seduto sul divano a guardare la TV mi emoziona tantissimo. Scoprire come nascono le stelle, e le ricostruzioni virtuali che fanno vedere sui canali dedicati alla scienza, mi affascina e mi appassiona.

Ed ecco perché ho deciso di pubblicarvi un articolo sul mondo che sta fuori dalla nostra orbita. E’ stata scoperta una pulsar, ovvero una stella luminosissima, che è la più luminosa mai osservata finora. Pensate che illumina quanto dieci milioni di soli!

Le pulsar sono stelle di neutroni, rilasciati dopo l’esplosione di una “supernova” quando questa muore. Hanno la massa di uno o due soli, e si potrebbero definire dei “buchi neri mancati”. I raggi X di una pulsar vengono prodotti quando questi oggetti catturano della materia. Più materia riescono a catturare, più raggi X producono.

A scoprire questa stella di neutroni un team guidato da un italiano, Matteo Bachetti, che ha dichiarato: “Quando ho visto le pulsazioni non potevo crederci, per giorni ho pensato ad un errore e cercato quale fosse la sorgente vicina a X-2 che potesse contaminare i dati. L’unico modo di ottenere pulsazioni così veloci e così stabili è avere una pulsar, cioè una stella di neutroni“.

Infatti le pulsar hanno un campo magnetico gigantesco. Quando la materia cerca di cadere sulla stella, il campo magnetico ne concentra la caduta su due aree piccole ma luminosissime. E visto che la stella ruota, queste due aree si comportano come la lampada di un faro, producendo la caratteristica luce pulsata.

Questa stella è sita a circa 12 milioni di anni luce dalla Terra, e viene chiamata “M82 X-2“, perché poche settimane prima è stata scoperta la “M82 X-1“, un buco nero che è 400 volte più grande della massa del nostro sole.

(Immagine e fonte: tmnews.it)

SARDEGNA PATTUMIERA NUCLEARE?


deposito nucleare

Il deputato sardo Mauro Pili denuncia la possibilità che la Sardegna possa ricevere le scorie radioattive nucleari. Infatti si continua a dire che la Sardegna, per la bassa possibilità di fenomeni sismici, sarebbe il sito ideale per il deposito unico nazionale delle scorie radioattive nucleari. La Sardegna sarà davvero la pattumiera nucleare d’Italia?

ANCORA RIPETITORI? DIFFONDIAMO A RIPETIZIONE


ripetitore

E’ del Monastero di San Benedetto la proprietà dei 100 mq utilizzati per quest’opera.
SUBIACO 19 marzo 2014 – Parco Regionale dei Monti Simbruini. Ieri martedi’ 18 marzo 2014, ci siamo recati al Comune di SUBIACO, ci è stato comunicato dall’Ufficio tecnico che l’antenna è stata installata con tutte le autorizzazioni del caso. Abbiamo fatto un accesso agli atti formale protocollato e ci è stato dato di vedere l’autorizzazione.
La particella CATASTALE è la 71 è del foglio 39. Località CONTRADA S. BIAGIO di Subiaco. Proprietà Monastero S.Benedetto.
L’antenna ha una base di metri quadrati 9 e un’altezza di metri 30 TRENTA ( nella autorizzazione stessa).
I nulla osta sono :
Sovrintendenza beni Paesaggistici e Archeologici
vincolo paesistico dell’8.4.2013 prot. 11377.
Sovrintendenza Beni Archeologici vincolo archeologico rea Conservazione Natura e Foreste DA/08/10 del 25.11.2004 prot. 606380
Autorizzazione Comune Subiaco vincolo idrogeologico 31.1.2012 prot. 147.
Parco nulla osta 18.12.2012 n. 4772
ecc…rilasciati a procuratore VODAPHONE Liliana Pozzi il 10.6.2013 .
La cosa interessante è che la particella 71 è stata frazionata nel 2011 e la consistenza è di soli 100 mq .
L’antenna va abbattuta rapidamente.
E ora chiediamo con urgenza un Regolamento comunale per le antenne al Comune di Subiaco.
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@ VERDI Valle Aniene Empolitana Tivoli
TEL 348 5174 370

Questa è violenza del territorio. Mi è stato chiesto di diffondere. Diffondiamo a… ripetizione.

IL FU…. KUSHIMA, 3 ANNI FA


nucleare

Tre anni fa una violentissima scossa di terremoto, seguita da uno tsunami, ha colpito il Giappone. Lo tsunami ha anche provocato un incidente nucleare nella cittadina di Fukushima. Un incidente che ha a sua volta provocato la fuoriuscita di radiazioni, e un rischio di esplosione che è stato scongiurato da 50 volontari operai della Centrale Nucleare.
Un gesto eroico, perché hanno messo a forte repentaglio la loro vita per salvare quella di milioni di giapponesi. E infatti l’operaio che dirigeva i lavori di “spegnimento” del reattore è morto un anno fa, il primo martire. Tanti altri si sono ammalati. Evitando, scongiurando l’esplosione che avrebbe contaminato l’intero pianeta.
Purtroppo l’incidente ha provocato la contaminazione dell’intera cittadina, cibo e acque comprese. A tre anni dal disastro, è tutto contaminato, 200mila sono le persone sfollate non ancora rientrate nelle loro case a Fukushima, che non è stata ancora bonificata, e aumentano in modo esponenziale i casi di tumore e di leucemie.
Fukushima da tre anni è una città fantasma. Una città non ancora bonificata. Una città colpita da un sistema industriale completamente sbagliato, ma che i governi si ostinano a perseguire.

PORTO TORRES: OLTRE IL DANNO, LA BEFFA


petrolchimico

Tutti assolti per prescrizione sopravvenuta. E’ questa la sentenza shock emessa dal Tribunale di Sassari per i vertici dell’ex petrolchimico accusati di avvelenamento colposo, disastro ambientale colposo e violazione delle norme che fissano quali sostanze possono essere smaltite attraverso gli scarichi industriali. E per i veleni di Porto Torres, della “Collina dei Veleni“, nessuno pagherà. Per anni in mare è stato sversato cadmio, mercurio, il letale PBC, benzene, rame, zinco e cianuri.

L’inchiesta partì nel 2003, a seguito di uno spettacolare blitz degli indipendentisti di IRS (Indipendentzia Repubrica de Sardigna), i quali, armati di pale, maschere antigas e ruspe, scavarono la collina Minciaredda, ribattezzata “Collina dei Veleni”, per mostrare a tutti ciò che tutti sospettavano ci fosse:  un cimitero di scorie industriali tra il Petrolchimico e Fiume Santo. Oggi gli attivisti di IRS chiedono al nuovo governatore della Sardegna di prendere una posizione chiara sulla vicenda, definita, ovviamente, inaccettabile.

Nessun colpevole, nessun responsabile. Tutti prosciolti. Prima il danno, con l’inquinamento e le tante malattie e morti, ora la beffa.

SARDINIA RADIO TELESCOPE


srt

Un’immensa antenna parabolica verrà inaugurata oggi in Sardegna: l’SRT: Sardinia Radio Telescope. Un “gioiello tecnologico italiano“, il più grande d’Europa, con i suoi 64 metri di diametro, il secondo più grande del mondo. Il più grande del mondo si trova nel West Virginia, ed è il Green Bank Telescope, con 100 metri di diametro. Tutti lo approvano al Pranu Sanguni (“Altopiano del Sangue” in sardo).

Sito in provincia di Cagliari, nel territorio di San Basilio, un piccolo paesino, viene elogiato anche dall’ex sindaco, dichiarando che porterà tanti posti di lavoro. Una vera e propria Silicon Valley sarda. Il radiotelescopio è pronto a scrutare lo spazio più profondo e riceverne i segnali con la sua parabola gigante.

Tutto bello! Ma a me sorge qualche dubbio. Anzitutto: questa enorme antenna parabolica di 64 metri di diametro, porterà radiazioni e onde elettromagnetiche? O è “a zero emissioni“? Perciò quali saranno le conseguenze per la salute della popolazione? Altra domanda: tutti si rivoltano contro l’eolico, definendolo energia sporca perché troppo impattante con il paesaggio, troppo enorme. E questa? Questa la accettate come una cosa buona e giusta?

Altra domanda ancora: siamo davvero sicuri che porterà tanti posti di lavoro? Siamo davvero sicuri che i giovani della zona potranno trovare lavoro? O non ci vorranno degli “esperti e laureati in ingegneria aerospaziale con tanti anni di esperienza per lavorare lì? E i giovani del posto? Lavoreranno veramente? Cosa ne pensate di questo ennesimo scempio ambientale?

SIRIA: SI RISCHIA CONTAMINAZIONE DA URANIO IMPOVERITO


stop war on siria

La guerra, si sa, porta degli effetti devastanti, in conto di vite umane, di feriti, di sofferenza, di dolore atroce per i familiari, di lutto, di famiglie distrutte, di carestie… Se poi ci si aggiunge pure l’uranio impoverito, allora la guerra costa ancora di più. Senza contare il costo dei soldati che si devono pagare profumatamente, il costo degli aerei e degli arsenali

Secondo Falco Accame, Presidente dell’Anavafaf (che non è una parolaccia), ovvero dell’Associazione Nazionale Assistenza Vittime Arruolate nelle Forze Armate e delle Famiglie dei Caduti, dice che in caso di attacco dello U.S. ARMY, l’esercito degli Stati Uniti, potrebbero piovere sulla Siria fino a 84 tonnellate di uranio impoverito! Questo perché ognuno dei 280 Tomahawk contiene trecento chili di uranio impoverito! I danni alla popolazione nei prossimi decenni sarebbe INESTIMABILE

Altro motivo per chiedere di SCUNGIURARE questa guerra bastarda.

LA CROCETTA DEI SICILIANI


muos

Il MUOS, si sa, è un sistema di antenne paraboliche americane, un sistema radar ad altissima frequenza che vengono usate dall’esercito americano per le comunicazioni satellitari. A dispetto di quanto dicono gli “esperti” di Valutazione di Impatto Ambientale, queste parabole sono altamente tossiche e radioattive per la popolazione che vi abita.

C’è chi manifesta contro, e chi manifesta viene tacciato di “mafioso“, di “violento“, di “lobby del NO“, di “appartenente a frange estremiste“, e chi più ne ha più ne metta. Anche ieri, il Presidente della Regione Crocetta, in un’intervista al Quotidiano Repubblica, parla di “infiltrazioni mafiose” unite assieme alla “popolazione civile“. Queste parole possono essere interpretate come uno sfogo per gli scontri con la polizia, immancabili in certe manifestazioni. Molte le contestazioni, anche sui social network, a queste parole.

Chi manifesta è sempre tacciato come lobby del no, violento, antistato, uno che odia. Mentre chi costruisce o permette di costruire queste cose che avvelenano e condannano a una morte lenta e dolorosa i cittadini, quello è amore (l’amore vince sempre sull’odio). Pensate a quanto grande sia l’ipocrisia dei nostri governanti, e il loro “amore” per noi…

IL PROTOMARTIRE DI FUKUSHIMA


masao

E’ morto Masao Yoshida. Stroncato a 58 anni da un tumore all’esofago. Il primo martire di Fukushima, il primo “kamikaze”, il primo eroe che, assieme ad altri cinquanta suoi colleghi, invece di scappare da quell’inferno, ha voluto compromettere definitivamente la sua vita, ha accettato la quasi certezza matematica di essere avvelenato dalle radiazioni della centrale nucleare di Fukushima.

L’11 marzo 2011, il Giappone è scosso da un terremoto fortissimo, devastante, che ha provocato diversi crolli, diversi morti (molto pochi rispetto alla potenza del terremoto, quasi tre volte più forte di quello che ha provocato il disastro dell’Aquila, segno che i giapponesi sono davvero un esempio di efficienza, di sicurezza, maestri nell’edilizia e nella sicurezza antisismica).

Ma soprattutto ha causato uno tsunami, che a sua volta ha provocato un surriscaldamento dei reattori nucleari della centrale di Fukushima, una fuga radioattiva che ha fatto registrare un livello di radiazioni di mille volte superiore rispetto al limite tollerabile, e che ha scatenato una fuga di massa dal luogo dell’incidente.

E mentre tutti vengono fatti evacuare, cinquanta degli ottocento operai della centrale nucleare, tra cui Masao Yoshida, all’epoca direttore della centrale che ha diretto i lavori di contenimento del danno, decidono di restare. Decidono di fare tutto il possibile per abbassare la temperatura dei reattori, ormai fuori controllo e a rischio esplosione. Decidono addirittura di buttarvi l’acqua del mare.

I cinquanta si danno il cambio, una manciata di secondi per uno, superprotetti sotto le loro tute, per limitare la contaminazione, per limitare la quantità di radiazioni e di veleno da ricevere, da respirare. Ma troppo forti le radiazioni, le tute non bastano a difendersi. Lo sanno benissimo. Hanno accettato il rischio di essere avvelenati per tutta la loro vita, per evitare che altre centinaia, migliaia e milioni di connazionali giapponesi venissero contaminati e avvelenati.

Cinquanta kamikaze, cinquanta martiri, cinquanta angeli, cinquanta EROI, che hanno deciso di andare a MORIRE, di una morte lenta, atroce, dolorosissima, al posto di centinaia, migliaia o milioni di loro connazionali. Nove mesi dentro l’inferno della centrale nucleare, nove mesi di contaminazioni dirette, nove mesi che hanno scatenato in lui un tumore all’esofago, diagnosticatogli appena dopo il termine delle operazioni di spegnimento.

E nonostante la società smentisca che la sua malattia sia legata all’incidente, perché dicono che simili malattie si sviluppano dopo almeno 5 anni dalle radiazioni, io sono convinto che nove mesi (sempre a rischio esplosione) di radiazioni siano stati fatali a questo vero EROE. Forse la quantità di radiazioni è stata troppa.

E nonostante lui continuasse a sostenere sino all’ultimo il nucleare, e lottò non solo contro la malattia, ma anche per migliorare, a seguito di quell’incidente, la sicurezza nelle centrali nucleari di tutto il mondo, resta un grande eroe, un grande “kamikaze”, un martire, il primo di quell’incidente che avrebbe dovuto far riflettere il Giappone sulla pericolosità di queste centrali anche in caso di terremoti e tsunami, e che invece continuano a sostenere, con ancora più forza.

MUOS ANCHE IN SARDEGNA


muos

Il MUOS (Mobile User Objective System) è un sistema di telecomunicazioni satellitari ad altissima frequenza (UHF) e a banda stretta (da 64 bit/s), composto da quattro satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra, di cui una a Niscemi, in Sicilia, ma che dovrebbe arrivare anche a Tavolara, in Sardegna, col patrocinato della US Navy, l’esercito dei marine statunitensi, con i loro sommergibili già presenti a Tavolara, in una delle tante, troppe servitù militari. Si pensi che la Sardegna occupa oltre il 66% delle servitù militari installate sul territorio italiano, in termini di estensione.

La Sardegna sarà ancora una volta occupata, sempre più occupata. Ma l’occupazione non riguarda i posti di lavoro dei giovani sardi, ma è occupazione militare della Sardegna, filo spinato e inquinamento, anche elettromagnetico. No, non facciamoci occupare. Custa, populos, est s’ora de estirpare sos abusos. Questa, popoli, è l’ora di estirpare gli abusi. Mandiamoli VIA!

TRENO RADIOATTIVO DA TORINO IN DIREZIONE FRANCIA


scorie radioattive

Proprio nel giorno del secondo anniversario dell’incidente nucleare di Fukushima un treno con scorie nucleari attraverserà il Piemonte per dirigersi verso La Hague, in Francia, nel centro di stoccaggio delle scorie nucleari Cogema.
Aaaah!!! Ecco a cosa serviva la TAV Torino-Lione! Ecco quali merci occorre “trasportare“! Ve possero…

RADIO VATICANA TI PORTA IN PARADISO…


antenne

Radio Vaticana ti porta in ParadisoDopo lunghe sofferenze. Infatti, secondo una perizia del GIP, vi sarebbe connessione tra le onde elettromagnetiche delle antenne fatte installare dal Vaticano a Cesano, a Maritele e in Località La Storta; e l’aumento terribile di leucemie e linfomi nei bambini sotto i 14 anni. Questa sorta di “benedizione” celeste porta dunque in Paradiso, a suon di Rosari e preghierine, te e i tuoi figli. I Rosari e le preghierine servono per alleviare la sofferenza derivata dalle loro antenne, fatte installare con l’uso della forza, e contro la volontà degli abitanti. Ma si sa, contro la “Volontà di Dio” davvero nulla si può fare. La Parola di Dio deve essere annunziata in tutto il mondo, a tutte le creature della Terra. Qui troverete i dettagli della perizia. E’ il caso di dirlo: HABEMUS CANCRUM!

L’IRAN COSTRUISCE ALTRE 16 CENTRALI NUCLEARI


nucleare iran

Il Presidente Iraniano Ahmadinejad ha promesso di costruire 16 nuove centrali nucleari in Iran, perché, a suo dire, sarebbero stati individuati giacimenti per 4.400 tonnellate di uranio grezzo, che alimenterebbero le centrali. Ancora una volta gli interessi per le fonti energetiche fossili (quelle che producono energia elettrica con prodotti ricavati dal terreno e dalle cave, per intenderci) è fortissimo. Ma non ci sono solo interessi riguardanti l’approvvigionamento energetico. Ci sono anche interessi militari, specialmente per la ipotetica costruzione di una bomba atomica, che l’Iran ha più volte minacciato di possedere… Cosa ne pensate?

PIU’ LEUCEMIE PER TUTTI!


Scandaloso, offensivo, ignobile. Solo con questi aggettivi può qualificarsi l’intervento legislativo in corso, con cui il ministro Passera intende dare un forte impulso alla crescita tecnologica del nostro Paese, introducendo, nel secondo Decreto Sviluppo in fase di adozione, dedicato all’Agenda Digitale, una norma che impone a proprietari e condomìni di tollerare l’installazione di una o più antenne per il servizio di telefonia mobile di quarta generazione, l’LTE.
È la norma della discordia, quella che farà “traboccare il vaso”, inferocire i cittadini più di quanto non siano già vessati, portando ad estreme conseguenze lo stato di conflitto sociale, che da anni percorre strade e piazze delle nostre città, laddove un operatore di telefonia mobile tenti di piazzare il suo “totem elettromagnetico”.
Una norma folle, irrazionale e controproducente, che creerà più guasti di quanto ne abbiano causato insieme tutte le scellerate deregolamentazioni degli scorsi anni intervenute a riordinare il settore delle telecomunicazioni.
Se l’art. 29 della bozza di Decreto in questione dovesse mantenere il tenore espropriativo nei termini perentori in cui è descritto nell’articolato, questo governo passerà alla storia per il demerito di aver eretto l’ultimo e più infausto muro tra chi rappresenta le istituzioni ed il cittadino.
Si tratta di un colpo di mano talmente grave da indurre a sospettare che la mano che ha redatto questa norma sia la stessa che quotidianamente pianifica e realizza studiate aggressioni al territorio urbano ed extraurbano, che si accanisce sulla salute della gente, pur di accaparrarsi uno spazio elevato ove collocare antenne, tralicci e ripetitori.
Ma c’è un altro aspetto ignobile che induce a riflettere sulla paternità della stesura di questa norma: il ricorso spregiudicato alla monetizzazione del disagio subito con l’installazione di un’antenna. A fronte dell’imposizione di una servitù coattiva, il governo mette a disposizione un congruo risarcimento, stabilito “in base all’effettiva diminuzione del valore del fondo o dell’immobile”!
Ecco che, in tempi di crisi, molti cittadini e famiglie saranno indotti a sobbarcarsi l’ingombrante presenza tra le mura domestiche di una fonte di rischio per la salute, pur di accedere alle risorse messe a disposizione!
Un ricatto bello e buono, che tuttavia finirà per ribaltare ogni più virtuosa previsione di ripresa economica, allorché si dovrà fare i conti con gli effetti del più grande esperimento di massa sulla pelle della popolazione: quando, cioè, i costi sanitari per curare quote crescenti di popolazione contaminata dagli effetti indotti della esposizione ai campi elettromagnetici non saranno più sostenibili, allora sarà troppo tardi per pretendere di gestire e regolamentare il fenomeno di “Antenna Selvaggia”.
Occorre pertanto reagire con fermezza a questo devastante attacco ai diritti e valori costituzionalmente tutelati, informando capillarmente la popolazione, l’opinione pubblica, i media e le istituzioni sui rischi che incombono dalla sciagurata approvazione della norma.
Occorre, inoltre, mobilitarsi personalmente e collettivamente, pretendendo il coinvolgimento della Politica, perché non è pensabile che chi ricopre un ruolo di rappresentanza, dagli enti locali al Parlamento, accetti supinamente o, peggio, approvi questa scellerata iniziativa, senza levare un dito della propria capacità di intervento ed interdizione a tutela della integrità collettiva e per scongiurare l’inesorabile declino della nostra Civiltà.

(FONTE: Informare Per Resistere)

INCIDENTE IN UNA CENTRALE NUCLEARE FRANCESE: DUE FERITI LIEVI


Due persone sono rimaste ferite in modo leggero nell’incidente di natura chimica avvenuto oggi pomeriggio nella centrale nucleare più vecchia del parco francese, quella di Fessenheim, nella regione di Strasburgo (est della Francia).

Secondo EDF, che gestisce gli impianti nucleari francesi, l’incidente è stato risolto. “Due persone sono rimaste leggermente ustionate nonostante l’uso di guanti“, ha detto un portavoce del gruppo energetico francese, secondo il quale si è trattato di un inconveniente durante la manipolazione di un prodotto chimico, il perossido di idrogeno, noto come acqua ossigenata. “Non è stato un incendio“, ha confermato la prefettura locale, secondo la quale “c’é stata una fuga di vapore di acqua ossigenata prodotta dopo che in un serbatoio è stato iniettato perossido che ha reagito con l’acqua”. Una cinquantina di pompieri sono tuttora sul posto.

La centrale si trova nel dipartimento dell’Alto Reno nella regione dell’Alsazia, a sud di Strasburgo. E’ a pochissimi km dal Reno che segna il confine tra la Francia e la Germania e a una sessantina di km a nord dal confine svizzero.

(FONTE: Ansa)

Continuano gli incidenti alle centrali nucleari, e si continua a minimizzare l’accaduto. Ribadisco il mio NO più convinto alle centrali nucleari: ci sono alternative alle centrali nucleari: le fonti rinnovabili, tutte. Ma non quelle che vengono considerate fonti rinnovabili: quelle che lo sono realmente.

AGNELLI SENZA VOLTO: MA PER IL GOVERNO E’ TUTTO OK: BASTA INNALZARE I LIVELLI DI INQUINAMENTO TOLLERABILE…


GEAPRESS – Il meccanismo è vecchio, purtroppo. Venne attuato per “contrastare” l’inquinamento da atrazina riscontrato negli anni 80 nell’acqua di falda della pianura padana. Valori oltre la soglia. Poi, però, si alzò la soglia.

Più o meno la stessa cosa si sta ora verificando presso la Commissione Finanze e Attività Produttive della Camera.

Un comma aggiunto dal Governo all’art. 35 del Decreto Sviluppo. Un provvedimento che già nella sua titolazione poco c’entra con gli agnelli senza bocca e occhi nati a Quirra. Incredibile, poi, dove è stato inserito il comma. L’articolo 35, infatti, è relativo alla trivellazioni petrolifere. Eppure, denuncia il WWF, in tal maniera si stanno ridefinendo i livelli di inquinamento oltre i quali è necessario bonificare il territorio inquinato dai siti militari. Il risultato: alzando la soglia d’inquinamento, i parametri un tempo fuori-norma verrebbero così trasformati ‘a norma di legge’.

Riteniamo negativa questa norma per due motivi: il metodo utilizzato e le conseguenze che deriverebbero dal suo contenuto” dichiara Patrizia Fantilli, Direttore dell’Ufficio Legale Legislativo del WWF Italia,  esponendo quanto sostenuto dall’associazione nella nota inviata ai deputati delle Commissioni. Un vero e proprio blitz che potrebbe compromettere, o far saltare del tutto, la bonifica delle aree inquinate. Tra queste il caso forse più emblematico è quello relativo al poligono di Quirra, in provincia di Cagliari (vedi articolo GeaPress). La questione era già stata sollevata dal WWF nei giorni scorsi (vedi articolo GeaPress).

Lo stesso WWF ricorda ora come l’area di Quirra è un’area demaniale militare interessata per anni da intense e periodiche esercitazioni militari (compresi brillamenti di ordigni), con dispersione sul terreno di grossi quantitativi di metalli tossici e sostanze chimiche tossiche(alluminio, arsenico, bario, cadmio, cobalto, cromo, rame, piombo, ferro, nichel,antimonio, tallio, zirconio e zinco), nonché di sostanze radioattive (torio ed uranio). Con la presenza in dette aree di numerosi pastori con circa 15mila animali da allevamento, cui si aggiungono gli abitanti delle aree circostanti, nonché il personale militare e civile della base militare. Il caso è attualmente sub iudice presso la Procura di Lanusei, in un processo in cui il WWF si è costituito parte civile, per i gravissimi episodi di inquinamento ambientale e di pericolo grave e persistente per la salute umana ed animale.

E’ del tutto evidente – sostengono dal WWFcome casi simili non possono essere circoscritti in una norma di 4 righe approvata in tutta fretta senza approfonditi e specifici studi preliminari“.

Per il WWF la questione assume aspetti di rilevante gravità anche per altri motivi. Di fatto, in tal maniera, si concede al Governo, ovvero a due soli Ministri (quello della Difesa e quello dell’Ambiente), il potere di indicare i livelli ‘accettabili’ di concentrazione di sostanze nocive nelle aree militari, senza alcun riferimento a norme di tutela, standard internazionali, rigorosi ed oggettivi parametri scientifici. Potrebbe persino verificarsi, dicono sempre al WWF, che i Ministeri stabiliscano bonifiche parziali, o l’assenza di bonifiche, pur in presenza di sostanze altamente pericolose per ambiente e salute.

IL FU-KUSHIMA


Esattamente un anno fa, l’11 marzo 2011, il Giappone viene scosso da un fortissimo terremoto, oltre il settimo grado della Scala Richter, un terremoto dalle proporzioni devastanti. A seguito di quella scossa nessuna casa, e ripeto, nessuna casa è crollata, segno che i giapponesi sono veramente un popolo attento, ben organizzato, che fanno le cose per bene. Ma la scossa ha causato uno tsunami di enormi dimensioni, il quale ha provocato la fusione del nocciolo di tre dei sei reattori della centrale nucleare di Fukushima. Una serie di incidenti e calamità naturali a catena che hanno messo in ginocchio una superpotenza tecnologica ed economica come il Giappone.
Oltre 19mila tra morti e sfollati, soprattutto a Fukushima, città teatro del terribile incidente nucleare. Gli abitanti della città sono stati evacuati oltre il raggio di trenta chilometri dal luogo dell’incidente.
I giapponesi hanno dimostrato comunque grande compostezza nel loro dolore, grande organizzazione, grande spirito di squadra e di
sacrificio. Sì, sacrificio. Come quello dei cinquanta degli ottocento operai della centrale nucleare di Fukushima, che hanno sacrificato per sempre la loro vita, la loro salute, inondati dalle altissime radiazioni, letali per chiunque, per evitare l’esplosione dell’intera centrale, e quindi per evitare ulteriori disastri. Cinquanta eroi, i nuovi “kamikaze“, i nuovi martiri.
Cinquanta angeli che giorno e notte, senza sosta, hanno lavorato per cercare di scongiurare l’esplosione, e la fissione nucleare. A seguito di quell’incidente il Governo giapponese decide di disattivare 52 delle 54 centrali nucleari  attive in Giappone.
Tutto il mondo politico si è mobilitato, e anche l’Italia, col suo governo favorevole al ritorno del nucleare dopo il referendum del 1987, ha dovuto calmare i bollenti spiriti, e si è arreso solo dopo il grande referendum del giugno scorso, quando gli italiani hanno dato la seconda botta a chi voleva violare la sovranità del popolo.
Siamo fieri di quel risultato, storico come quello del 1987. Dopo tanti anni di referendum falliti (e fatti fallire), stavolta il nostro impegno è stato finalmente premiato.
Siamo stati sempre contrari al nucleare, ben prima dell’incidente di Fukushima, e ci siamo battuti per far raggiungere il quorum. Il nucleare infatti è una buonissima fonte di energia, che produce vapore acqueo, e quindi non emette co2, ma ha tanti difetti e tanti svantaggi:
– le radiazioni che seguono ogni fase di produzione dell’energia;
– l’uranio: materiale non rinnovabile, finito, che si deve lavorare bene prima di essere usato per la produzione di energia;
– l’utilizzo militare: il nucleare serve, non solo per produrre energia, e quindi per scopi civili. Serve anche, purtroppo, per scopi militaristici e bellici, come la costruzione della bomba atomica e delle armi all’uranio impoverito, che hanno causato, soprattutto nella missione balcanica, tanti malati di leucemie, linfomi, e tante, tante morti, soprattutto a seguito di queste terribili malattie;
– in caso di incidente (come quello di Fukushima del 2011, o quello di Chernobyl del 1986), le centrali rilasciano radiazioni in quantità letale per chiunque abiti nelle vicinanze (e non solo nelle vicinanze), tali da rendere inabitabili intere regioni del pianeta;
– la centrale nucleare costa tanto, sia per la sua costruzione, sia per la sua manutenzione, e questo toglierebbe fondi agli investimenti sulle fonti rinnovabili e veramente pulite;
– e infine (ultimo ma non ultimo svantaggio), produce
scorie radioattive, che rimangono tali per 25.000 anni. Scorie che non possono essere depositate in nessuna parte del pianeta. Scorie altamente pericolose.
Per tutti questi motivi siamo sempre stati contrari alla produzione di energia da fonte nucleare.
Fukushima oggi è una città vuota, inabitata, sfollata, e lo sarà ancora per tanto tempo. Vogliamo sperare che incidenti come questo non si verifichino mai più.
No alla costruzione di nuove centrali nucleari, sì al futuro: le energie rinnovabili.