ALTRA VITTIMA DELL’ILVA


Ilva

A me non piace “strumentalizzare” la morte delle persone. Ma qui stiamo parlando di una cosa talmente seria e grave che devo farlo, che devo denunciare. L’ILVA di Taranto, l’acciaieria più grande d’Italia e la terza dell’Europa dei 28, colei che da sola, un puntino come può essere la città di Taranto rispetto alla cartina geografica dell’Europa, produce l’otto per cento dei veleni dell’intera Unione Europea, miete un’altra vittima.

Si chiamava Mario, ex operaio dell’acciaieria che nel 2005 aveva contratto la Sclerosi Multipla, ma che nonostante questo aveva conquistato il titolo di campione mondiale di Karate Contact nel 2007. Nel 2008 ha invece contratto un carcinoma alla lingua che gli impediva di parlare. Ha anche rilasciato un’intervista alla trasmissione di Domenico Iannacone, “I Dieci Comandamenti”, raccontando la sua storia.

“Operavo sui convertitori, nelle acciaierie, tra lance che immettono ossigeno e saldatrici. Lì la polvere minerale brillava, me la ricordo ancora come un incubo luccicante. Me la sentivo in gola tutto il giorno”. Il lavoratore perse anche l’assegno di accompagnamento dell’Asl perché dissero che le sue condizioni erano migliorate.

Il Conduttore, su Facebook, ha rilasciato questo messaggio: “Poco fa ho ricevuto una notizia che non avrei voluto mi giungesse. Il mio amico Mario Amodio ci ha lasciati. Ho conosciuto Mario in una puntata de I dieci comandamenti. Mario si era ammalato di tumore lavorando all’ilva di Taranto e piano aveva perso anche la sua voce e le sue forze. Nella sua vita era stato campione di arti marziali e con lo spirito del campione aveva combattuto la sua battaglia contro la malattia e il ricatto del lavoro a Taranto. Felicetta, sua moglie, è stata al suo fianco fino alla fine parlando per lui, diventando ‘La voce di Mario’. Oggi te ne sei andato ma la tua voce continuerò a sentirla sempre nel mio cuore”.

Quante vittime ancora deve mietere questo mostro che erutta veleni 24 ore al giorno prima di spegnerlo definitivamente? Quando la smetteranno di mettere in contrasto lavoro e salute, sviluppo e ambiente? Quando cominceranno le bonifiche, e quando ai 15mila operai verrà trovata una nuova occupazione?

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IL 2017 IN 12 FOTO


Immagine correlata

Cari Amici,

eccoci alla fine dell’anno, del 2017. Un anno duro per me per via di diversi lutti, familiari e musicali (la morte di Chester Bennington dei Linkin Park, avvenuta il 20 luglio scorso), che mi hanno colpito, e per la mancanza di lavoro (nemmeno mezza giornata di lavoro retribuita); per la Sardegna (a causa dell’interminabile siccità con la quale ha dovuto fare i conti); per l’ambiente, a causa di diversi provvedimenti e fatti accaduti in Italia e nel mondo che hanno inflitto duri colpi al nostro ecosistema. Stiamo per salutare e mettere nel dimenticatoio questo anno “sfigato” (nel 2017 ci sono stati tre Venerdì 17 – Febbraio, Marzo e Novembre).

In questo post pubblicherò 12 foto, una per ogni mese dell’anno, per ricordare gli avvenimenti di questo sfigato 2017. Ecco le 12 foto con le spiegazioni.

terzo-valico

Gennaio: Inchiesta COCIV sul Terzo Valico: “Facciamolo, tanto la malattia arriva tra trent’anni”. Vari arresti.

terra dei fuochi

Febbraio: A causa dei continui roghi nella c.d. “Terra dei Fuochi”, bambini e ragazzini, vittime innocenti, muoiono di malattie che di solito colpiscono gli anziani o i fumatori davvero incalliti.

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Marzo: è ormai certo l’arrivo del TAP (Trans Atlantic Pipeline), il Gasdotto che taglia in due mezza Europa, nel Salento, tra la protesta di ambientalisti, sindaci, Presidente della Regione e cittadini.

bombe seme thailandia

Aprile: Thailandia –  Arrivano le Bombe Seme, che piovono dal cielo per contrastare il fenomeno della deforestazione, che sta devastando le campagne Thailandesi.

Maggio: incendio in un deposito di rifiuti plastici a Pomezia. Diossina e fibre d’amianto vengono sprigionate nell’incendio.

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Giugno: Come non ricordare la strage del Portogallo, in cui in un devastante e vasto incendio (provocato dai fulmini, non dolosi quindi) sono morte asfissiate o addirittura carbonizzate almeno 59 persone, tra cui intere famiglie?

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Luglio: Vari incendi hanno devastato il Sud Italia, con roghi quasi sempre dolosi.

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Agosto: La grande siccità. La grande sete dell’Italia, da nord a sud, e che in parte continua ancora, nonostante la pioggia e la neve di questo mese.

Settembre: arriva la prima auto elettrica Made In Italy.

aranceto

Ottobre: L’agonia degli agrumeti siciliani, strozzati dalla concorrenza di quelli nord africani, che abbattono i dazi e anche la concorrenza dei prodotti nostrani.

Ddl spettacolo: ok norma circhi,'graduale superamento' © EPA

Novembre: La Camera approva una legge delega di riordino del settore dello Spettacolo, che prevede l’abolizione graduale dell’utilizzo degli animali nei circhi.

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Dicembre: <<Quei bambini? Che muoiano pure>>. E’ la frase shock di un intercettato che se ne frega della salute dei poveri innocenti costretti a seguire le lezioni in una scuola adiacente a una discarica (veramente è la discarica adiacente alla scuola), e che sversava di tutto spacciando il tutto come Rifiuti Solidi Urbani.

E’ stato un anno duro, come detto prima. Spero che il 2018 porti molta più serenità e molto più rispetto dell’ambiente e della natura, del paesaggio, dell’aria, del suolo, dell’acqua, del sottosuolo, e della terra. Che sia un anno molto positivo per l’ambiente e per ciascuno di voi. Felice 2018 a tutti voi, ricco di ciò che più desiderate e di cui avete bisogno, dal vostro Evergreen.

L’ITALIA AL TAP-PETO


Austria, esplosione in centrale gas. Il flusso per l'Italia si interrompe, poi riattivato in nottata

In Austria esplode una centrale del gas a Baumgarten, provocando un morto. A causa di questa esplosione, l’Italia, che non ha gassificatori, ma ha i gasdotti che arrivano dalla Russia, è al TAPpeto. Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda dichiara lo Stato di Emergenza per il nostro Paese, e afferma che con il TAP, ovvero il Gasdotto Trans-Adriatico che porterà il gas del Mar Caspio nel Salento, non ci troveremmo in questa situazione.

Del TAP (Trans-Adriatic Pipeline) ne ho già parlato in altri post, sottolineando la contrarietà dei cittadini, degli amministratori locali e degli ambientalisti, per il fatto che hanno trapiantato gli ulivi secolari per far posto al gasdotto. Da tempo l’Italia e anche la Sardegna sta cercando soluzioni per avere gas a basso costo proveniente dall’estero: Algeria e Russia in primis. Il gasdotto di Baumgarten soddisfa poco più del 30% del fabbisogno di gas del nostro Paese.

I Verdi, col loro Presidente Angelo Bonelli, protestano contro il Ministro per lo Sviluppo Economico. Dal Ministro si aspettavano parole che favorissero un cambio di strategia, visto che i gasdotti sono soggetti a questo tipo di incidenti, magari puntando tutto sulle fonti energetiche rinnovabili.

I 5 Stelle denunciano invece la pericolosità dell’impianto e la contrarità al Tap: “L’incidente dimostra quanto simili infrastrutture possano rivelarsi delle vere e proprie bombe a orologeria, causando danni irreversibili per le persone e per l’ambiente circostante. Un’altra ragione per ribadire la nostra profonda contrarietà al Tap, perché quello che è accaduto oggi in Austria non si verifichi anche da noi”.

Fonte: Repubblica.it

INQUINAMENTO E CEMENTO: ITALIA SOFFOCATA


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Riciclavano le polveri e le ceneri industriali dell’ILVA e di Enel Produzione per costruire blocchi di cemento. Il GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica della città salentina, ha così disposto il sequestro degli impianti Cementir, oltre che quelli dell’ILVA e di Enel Produzione del Comune di Tuturano (BR).

Secondo il DDA di Taranto sarebbe stato “un espediente dietro il quale si è celato l’intento di reperire un canale di smaltimento di questi rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi alla normativa vigente”.

Ed ecco perché l’Italia detiene il desolante primato delle morti per inquinamento tra tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Le cifre mettono la pelle d’oca: 90mila morti premature, corrispondenti a 1500 decessi per milione di abitanti, contro i 1100 della Germania, gli 800 della Francia e della Gran Bretagna, e i 600 della Spagna.

La situazione dell’aria resta molto critica in tante parti d’Italia. Spicca in questa speciale classifica la Pianura Padana, ma preoccupano anche Roma e Napoli, Firenze, Taranto, e la costa sud est della Sicilia. I responsabili? Traffico automobilistico (soprattutto il motore diesel), industria, riscaldamento residenziale, ma anche riscaldamento a biomasse legnose, tradizionali o a pellet (soprattutto a Milano e Firenze), nonché agricoltura, che genera molta ammoniaca.

L’Italia soffoca, dunque, sotto i colpi dell’inquinamento e degli illeciti ambientali.

ILVA: UN’ALTRA PICCOLISSIMA VITTIMA


Ilva

A Taranto un’altra bambina muore a soli sette anni (7!!) per leucemia, che ha combattuto per due anni. I genitori della piccola hanno scritto una toccante lettera alle istituzioni, che vi riporto:

“Presidente della Repubblica italiana, Presidente del Consiglio e signori Ministri, Presidente del Senato e signori Senatori, Presidente della Camera e signori Deputati, Presidente della Regione Puglia, Sindaco di Taranto,

Ambra aveva sette anni e ancora qualche regalo da aprire prima di lasciare qui il suo corpo privo di respiro. Era figlia di disoccupati.

Era figlia di Taranto, la città che ogni maledetto giorno, da cinquanta anni a questa parte, piange la scomparsa di cittadini, senza distinzione di sesso, età e ceto sociale, per interessi di pochi supportati dalla devastante applicazione della politica da parte di uomini e donne che dovrebbero chinare il capo davanti all’ennesimo, ingiustificabile lutto che ha colpito un’intera comunità.

Dovreste essere voi, signori con le più alte cariche che la democrazia prevede, a chinare il capo, oppressi da quel senso di vergogna che martella il cervello senza tregua.

 

Voi che, tornando a casa, accarezzate i vostri figli e i vostri nipoti immaginando di lavorare per il loro futuro.

Voi che, pur di non decidere, decidete che un’industria altamente inquinante debba essere venduta.

Voi che, pur di venderla, stendete tappeti rossi cosparsi di petali di immunità penale ai piedi dei nuovi acquirenti, ancora più violenti e menefreghisti dei precedenti.

Voi che dopo il danno elargite beffe a piene mani, disinteressandovi totalmente alla salute di cittadini dello Stato italiano.

Voi che, per non pagare, pagate il prossimo acquirente con l’accettazione di piani di esubero assolutamente inaccettabili, mortificando ancora di più un popolo che soffre per una già altissima ed insostenibile percentuale di disoccupazione.

Voi che con la vostra presunzione continuate a ferire un territorio talmente bello da togliere il fiato, negando uno sviluppo compatibile.

A voi, che avreste potuto cambiare il corso della storia e non avete voluto farlo, chiediamo se avete una coscienza, sicuri che mentirete ancora rispondendo “sì”.

Ambra aveva sette anni e ancora tanti regali da aprire”.

Fonte: Silenzi e Falsità

Basta con i veleni, basta con l’inquinamento, basta con il ricatto occupazionale, basta con il pane avvelenato, basta con le vostre lacrime di coccodrillo, basta con le morti, basta con la strage degli innocenti. E’ questo il lavoro che ci volete dare? E’ questo il lavoro su cui è fondata la Repubblica?

POSIDONIA A LECCE


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Amici, guardate che situazione nel Porto di San Cataldo a Lecce. La Posidonia, una pianta marina, e anche i soliti cavilli burocratici, hanno ridotto il porto in queste condizioni. Il link che vi ho postato sotto è il video di Striscia la Notizia che i due inviati, Pinuccio e Sabino, hanno girato nel suddetto porto. Cosa ne pensate di questa situazione?

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/posidonia-marina-a-san-cataldo-marina-di-lecce_28423.shtml

TAP…PETO DI GAS


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Il TAP (Trans Adriatic Pipeline) arriverà nel Salento. A dare il via libera al gasdotto lungo 870 km che attraversa diverse nazioni, partendo dal Mar Caspio, toccando Turchia, Grecia, Albania e Mar Adriatico fino ad arrivare a San Foca, nel Salento, sono i giudici del Consiglio di Stato. A nulla è valsa la lotta degli attivisti NO-TAP e del Governatore della Puglia Michele Emiliano, che ha fatto dell’opposizione al TAP la sua carta vincente per essere eletto Presidente della Regione Puglia.

Emiliano voleva far spostare il TAP in zone meno turistiche  rispetto a Melendugno, come Brindisi, a forte vocazione industriale, o Squinzano, che ha già dato la sua disponibilità a ricevere il TAP. Uno dei punti più controversi dei lavori per il TAP è quello dello spostamento degli ulivi dal sito di approdo a quello di stoccaggio, distante 8 km, ed è una delle maggiori cause della protesta della popolazione. Lo scorso 20 marzo sono stati spostati già 33 dei 211 ulivi complessivi. Il trasferimento, per il momento interrotto, deve essere completato entro il mese di aprile.

Fonte: Corriere.it

Secondo il Consiglio di Stato, dunque, non ci sarebbe alcun impatto ambientale rilevante derivante dalla costruzione del gasdotto. Anche perché lo spostamento degli ulivi sarebbe solo temporaneo: al termine dei lavori, infatti, dovrebbero ritornare al loro posto. A dire il vero, se così fosse non lo vedo così malvagio. Ma chi pagherà i danni ambientali in caso di rottura del tubo e quindi di fuoriuscita del gas?