SARROCH: DANNI ALLA RAFFINERIA


la saras (foto archivio unione sarda)

Un nubifragio a Sarroch (CA), ha causato un allagamento nel compartimento delle vasche API della raffineria, seguito da una scarica di fulmini che hanno colpito le stesse vasche per l’accumulo di acqua e di idrocarburi, in conseguenza della quale hanno preso fuoco. In una nota dell’azienda si legge che l’incendio è partito tra l’1:30 e le 2:00 di notte, ed è stato spento attorno alle 7:30 del mattino, grazie al tempestivo intervento delle squadre d’emergenza.

L’incendio ha raggiunto le pompe di carica dei principali impianti della raffineria, e ha danneggiato una cabina elettrica. I danni sarebbero ingenti, quantificabili in milioni di euro. Non si registrano danni alle persone tranne una lieve contusione ad uno degli operatori della squadra di sicurezza intervenuti. Eventuali danni agli impianti di servizio sono attualmente in corso di valutazione.

Ad aver subìto danni non è solo la raffineria, ma anche il centro abitato di Sarroch: abitazioni e cantine allagate, famiglie ancora senza corrente elettrica e un muro abbattuto dalla furia dell’acqua. L’ingresso di via Cagliari è stato chiuso al traffico perché non transitabile, e sono state recuperate tre auto che ieri erano rimaste bloccate dall’acqua, arrivata a un metro e mezzo. In Via del Mare la pioggia ha buttato giù il muro di recinzione della Palestra comunale. L’Enel ha poi ripristinato la corrente elettrica in tutto il territorio: a Sarroch sono state 181 le famiglie vittime di blackout, mentre a Villa San Pietro sono 252 e a Pula 14.

Fonte: Unione Sarda

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L’ARIA DI SARROCH


Sarroch è un piccolo paese in provincia di Cagliari, immerso nel verde ed è a due passi dal mare. Solo che tra il paese e il mare c’è l’industria petrolchimica della SARAS, di cui abbiamo già parlato più volte. Vi è un’associazione, Salva il Mare, che a seguito delle numerose sollecitazioni dei cittadini ha richiesto l’accesso ai dati ambientali dell’ultimo periodo da parte della popolazione.

Un'immagine aerea della raffineria Saras Sarlux di Sarroch

Fumi persistenti, odori maleodoranti e riversamenti in mare: questo è quello che quasi ogni giorno devono sopportare i cittadini. In questo articolo è riportata un’intervista al Presidente dell’Associazione Salva il Mare di Sarroch, Gesuino Mura, che vi invito a leggere.

la raffineria di sarroch

Quello di cui vi voglio parlare, però, è il paradosso di questi dati. Infatti, per le centraline di rilevamento la qualità dell’aria è migliorata, ma secondo il naso dei Sarrochesi c’è ancora più di un problema da risolvere. Come la puzza di gas e di idrocarburi, e i miasmi che sono costretti a respirare per molti giorni all’anno.

Durante un’assemblea pubblica è stato presentato uno studio portato avanti da gennaio a dicembre 2017, a seguito del quale è stato reso noto che le sostanze inquinanti come anidride solforosa, monossido di carbonio, benzene, e polveri sottili sono al di sotto delle soglie di legge, ma ora l’obiettivo è ridurre l’odore delle emissioni.

Purtroppo non esiste nessun limite di legge per quanto riguarda la puzza, però si può fare molto per cercare di limitarla. Come, ad esempio, attraverso l’installazione di nasi elettronici nei pressi dell’area per catturare subito queste particelle. Ed è proprio quello che si propone di fare Davide Atzei, docente del dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Cagliari.

Il Sindaco di Sarroch Salvatore Mattana rivendica i meriti del progetto, partito nel marzo del 2006. “Sarroch, ambiente e salute ha permesso di conoscere i problemi del paese e di intervenire – dice. – Grazie agli studi sulla qualità dell’aria e sulla salute dei cittadini abbiamo avuto gli strumenti per richiedere delle prescrizioni nei confronti dell’industria, recepite poi nella Autorizzazione Integrata Ambientale. Negli ultimi anni la concentrazione di anidride solforosa è scesa del 40 per cento, e anche gli studi condotti su malattie come asma che colpiscono i bambini, hanno dimostrato che l’aria è più salubre”.

Questo studio però non è esente da critiche. Francesco Murgia, medico e consigliere comunale di minoranza, avrebbe preferito che si parlasse meno di dati sterili e più delle conseguenze di queste emissioni sulla salute dei cittadini. Anche l’Associazione Ambientale Aria Noa, con la Presidente Teresa Perra, si dice stanca “di sentirci dire che va tutto bene, quando invece ormai di frequente siamo costretti a convivere con una puzza di gas insopportabile. Abbiamo rinunciato a segnalare questi problemi alla prefettura, conclude – ci sentiamo abbandonati”.

Fonte: L’Unione Sarda

L’ISOLA DEL METANO


Risultati immagini per saras

Dal 2020 la Sardegna potrà essere metanizzata. Potranno iniziare i lavori per la metanizzazione dell’isola. Parola dell’Ex Premier Matteo Renzi, in visita in Sardegna per alcune tappe del suo tour pre-elettorale. Matzeu è stato accolto come un fratello, perché noi siamo sempre ospitali, l’ospitalità è il nostro marchio di fabbrica, guai se manca. Anche io lo avrei accolto così, nonostante le nostre idee siano distanti anni luce.

Ognuno può venire in Sardegna ed essere ospitato come uno di noi. Per noi l’accoglienza è sacra, purché venga “in pace”. Però il Signor Matzeu tanto in pace non viene, perché sappiamo che vuole distruggere l’ambiente e proporre infrastrutture che, per carità, mancano, e quindi servirebbero. Bisogna però vedere in che termini e in che misure, quali sono i progetti.

L’idea di metanizzare la Sardegna è balzata in testa a molti, e sembrava finalmente andare in porto il progetto “GALSI” Gasdotto ALgeria Sardegna Italia. Invece non se n’è fatto più niente, il progetto è stato bocciato.

E’ da premettere che in Sardegna abbiamo la SARAS, la terza raffineria più grande d’Europa, di proprietà del fratello dell’Ex Patron dell’Inter Massimo Moratti, Angelo. E’ sita a Sarroch, un comune in Provincia di Cagliari. Inquina, avvelena, miete morti e malattie come tutte le raffinerie, anche se in verità, man mano che si va avanti con gli anni sembra che la Società si stia impegnando sempre di più a ridurre le sue emissioni inquinanti. O almeno è quello che pubblicizza sul suo sito.

Con una raffineria vicina, secondo i ragionamenti di molti, dovremmo avere la benzina meno cara d’Italia e il gas meno caro d’Italia… E invece no. La benzina, a causa delle accise, la paghiamo tanto, fino a superare 1,70 € al litro in alcuni punti. Voi quanto la pagate la benzina?

Il gas! Perché la SARAS raffina anche il gas, tramite l’IGCC, la “Sarlux”, sempre a Sarroch. Quanto lo paghiamo? Ogni bombola di gas ci costa 35,00 €. E a voi quanto vi costa una bombola di gas? Perché noi dobbiamo pagare queste cifre nonostante ospitiamo una raffineria gigantesca?

Ora: avremmo noi bisogno di un gasdotto quando c’è una raffineria? E quanto potremmo risparmiare in bolletta e nell’acquisto delle bombole? E la qualità del gas? Il GALSI è stato bocciato per via del percorso che avrebbe dovuto seguire il gasdotto, perché si sarebbero dovuti tagliare troppi alberi e sarebbero sorti dei problemi con l’agricoltura. Qual è il progetto del signor Matteo Mattei? Ci mostri le carte e noi le studieremo e le valuteremo. Perché noi non siamo più disposti ad accettare ulteriori prese in giro.

IL PETROLIO SCENDE, LA BENZINA AUMENTA


benzina

A scuola ci hanno insegnato che se il prezzo diminuisce a monte, diminuirà anche a valle, di conseguenza. Cosa che può succedere per tutto, tranne che per la benzina. O meglio, tranne in Italia.

Infatti in tutti i Paesi del mondo la benzina sta scendendo, per via del prezzo del petrolio ai minimi storici, mai raggiunti finora. Ma qui siamo in Italia, perciò la benzina diminuisce molto, molto meno. E questo per colpa soprattutto delle c.d. “accise“, cioè le tasse sulla benzina.

Quando il prezzo del petrolio ha raggiunto i suoi massimi nel 2008, la benzina era schizzata. Il petrolio poi ha perso quota, e molta, e la benzina era rimasta invariata. “E’ la benzina derivata da quel petrolio che abbiamo acquistato a caro prezzo, quando era ancora alto!” dicevano…

Salvo poi il petrolio continuare a scendere, e la benzina scendere molto meno. Ma non ce l’hanno spiegato perché, se hanno acquistato il petrolio che costava meno, la benzina non è scesa della stessa percentuale.

Oggi il petrolio è ai suoi minimi storici. La benzina, almeno in Italia, è ancora molto alta. Che ci sia un “cartello“? O è solo colpa delle “accise“, aumentate del 32% in questi anni, e dell’Iva aumentata dal 20 al 22%?

In Europa, nella zona euro, soltanto gli olandesi pagano più accise di noi. Infatti in Olanda le accise sono al 70,3%. In Italia sono al 68,2%. Se guardiamo ai nostri confini, ci accorgiamo che paghiamo il 14,4% in più rispetto ai francesi, il 18,9% in più degli sloveni, e addirittura il 30,7% in più rispetto agli austriaci.

Fonte: Stadio24.it

Non lasciamoci prendere in giro da chi ci dice che un rigassificatore fa risparmiare le famiglie abbattendo il costo del gas; o da chi ci dice che una raffineria è un toccasana per l’economia, visto che abbatte i costi della benzina e del petrolio. Non è assolutamente vero. In Sardegna paghiamo molto cara la benzina, nonostante la presenza della terza raffineria più grande e più inquinante d’Europa: la SARAS dell’ex patron dell’Inter Massimo Moratti.

Ecco perché sono completamente contrario a queste “grandi opere“, che danno pane avvelenato agli operai e malattie e morti per tutta la popolazione. Che sia per colpa delle accise o di qualche cartello, o di entrambe le cose, la benzina aumenta o diminuisce molto poco, ma soltanto in Italia. Nonostante tutto.

LADRI DI SABBIA


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In Sardegna esiste un fenomeno nuovo, una nuova moda: rubare la sabbia del mare, fare della sabbia del mare sardo un souvenir. Un pò come hanno fatto i primi astronauti sulla Luna che hanno raccolto del suolo lunare per analizzarlo. Così fanno i turisti che vengono in Sardegna. Dalle verifiche e dalle persone fermate in aeroporto risulta che siano state rubate in soli tre mesi ben cinque tonnellate di sabbia!

Oltre ai sequestri effettuati nei principali aeroporti sardi, grazie alla rete arrivano fotografie scattate in giro per le spiagge sarde che ritraggono clamorosi e maldestri tentativi di furto commessi, davanti agli occhi di numerose persone.

Gli ultimi casi riguardano un uomo con pala e secchio sulla spiaggia di Cea (Bari Sardo), e due turisti francesi che riempivano un sacchetto con la spiaggia di quarzo bianco del Sinis. In entrambi i casi i “ladri” sono stati costretti a restituire il maltorto: conchiglie e sabbia.

Fonte: La Nuova Sardegna

Un souvenir originale, tutto naturale, non si spende niente per rubarlo. Noi sardi siamo un popolo molto accogliente (anzi, fin troppo, viste le numerosissime servitù militari e le industrie delle multinazionali che ci hanno avvelenato e che continuano ad avvelenarci). Però i turisti che vengono qua devono imparare a rispettare le cose di tutti. Conchiglie e sabbia compresi.