FINESTRE TERMOCROMICHE


Il fotovoltaico scende dai tetti, al via la rivoluzione delle finestre termocromiche

La nuova frontiera del fotovoltaico potrebbe presto prendere piede nelle nostre case. Un team di scienziati ha testato con successo le potenzialità delle nuove celle in perovskiti installate nei vetri delle smart window (finestre intelligenti) di ultima generazione. I risultati ottenuti sembrano promettere un futuro estremamente luminoso. I moderni infissi, ribattezzate finestre termocromiche, sono dotati di vetri “intelligenti” che, al variare della temperatura esterna, riescono a modificare il proprio colore così da aumentare – o diminuire – il passaggio dei raggi solari. In questo modo sarà possibile ridurre esponenzialmente il carico termico in entrata massimizzando i consumi elettrici e l’illuminazione diurna.

Stando a quanto riferito dagli ingegneri, il prodotto rivoluzionerà il settore delle rinnovabili e consentirà di ottenere energia elettrica anche dalle abitazioni e dagli uffici incompatibili con i normali impianti fotovoltaici. Un prototipo di finestra che utilizza questa tecnologia potrebbe essere sviluppato entro un anno.

Fonte: Tiscali Ambiente

Il miglioramento dell’efficienza energetica di una casa passa anche per queste innovazioni. Le finestre fotocromatiche arriveranno anche a incrementare l’autonomia energetica delle nostre abitazioni. È una innovazione che promette molto bene.

NUOVA ENERGIA RINNOVABILE?


La nuova tecnologia verde che produce elettricità dall’umidità dell’aria

In una Università del Massachusetts, ma non si tratta del MIT, hanno sviluppato un dispositivo, chiamato AirGen, che utilizza una proteina naturale per creare elettricità dall’umidità presente nell’aria. Questa tecnologia potrebbe avere implicazioni significative per il futuro delle energie rinnovabili, dei cambiamenti climatici e in il futuro della medicina.

«Con nanofili proteici elettricamente conduttivi prodotti dal microbo Geobacter. L’Air-gen collega gli elettrodi ai nanofili proteici in modo tale che la corrente elettrica sia generata dal vapore acqueo naturalmente presente nell’atmosfera». L’ingegnere elettrico Jun Yao sottolinea che «stiamo letteralmente producendo elettricità dal nulla. L’Air-gen genera energia pulita 24 ore su 24».

La nuova tecnologia sviluppata nel laboratorio di Yao è non inquinante, rinnovabile ed economica. Può produrre energia anche in aree con umidità estremamente bassa come il deserto del Sahara. Ha vantaggi significativi rispetto ad altre forme di energia rinnovabile tra cui il solare e l’eolico perché a differenza di queste altre fonti di energia rinnovabile, l’Air-gen non richiede luce solare o energia eolica e funziona anche al chiuso.

All’Università asseriscono che «l’attuale generazione di dispositivi Air-gen è in grado di alimentare piccoli componenti elettronici» e pensano che presto le applicazioni dell’invenzione potranno essere commercializzate. I loro prossimi passi prevedono lo sviluppo di una piccola “patch” Air-gen in grado di alimentare dispositivi elettronici indossabili come monitor per la salute e il fitness e orologi intelligenti, che eliminerebbero il bisogno delle batterie tradizionali, ma i ricercatori sperano anche di sviluppare l’Air-gens per eliminare la ricarica periodica dei telefoni cellulari.

Oltre ad Air-gen, il laboratorio di Yao ha sviluppato molte altre applicazioni con i nanofili proteici e Yao conclude: «Questo è solo l’inizio della nuova era dei dispositivi elettronici basati sulle proteine».

Fonte: Tiscali.it

Una scoperta molto interessante, e sono fiducioso. Cosa ne pensate voi? Siete ottimisti?

UNA SETTIMANA PER IL CLIMA


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E’ in corso in tante città del mondo uno sciopero globale di una settimana per il clima, con in piazza una marea di giovani e giovanissimi per manifestare contro i cambiamenti climatici e l’inquinamento. Gli eventi in tutto il mondo sono oltre cinquemila, in attesa del summit ONU sul clima in programma a New York da lunedì.

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L’obiettivo di questi scioperi è quello di convincere politici e imprenditori ad adottare misure drastiche per bloccare l’aumento delle temperature provocato dalle attività umane. In Italia, dove però lo sciopero è previsto il 27, gli attivisti del movimento Fridays for Future Roma si sono dati appuntamento a Piazza Montecitorio, dove hanno scandito alcuni slogan. ‘Ma quale mercato, ma quale profitto, distruggere l’ambiente non ne hai il diritto’ e ancora ‘Undici anni questo ci rimane se non agiamo adesso il Pianeta poi scompare’.

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Tre le loro rivendicazioni: abbandono delle fonti di energia fossili e riduzione a zero delle emissioni di gas serra, giustizia climatica per i popoli di tutto il mondo e fiducia nella scienza. Questi temi saranno al centro del summit. In Europa, oltre a Roma, manifestazioni a Londra, Berlino, Parigi, Praga, Varsavia e Helsinki.

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In Australia erano più di 300mila, e poi in Thailandia, Indonesia ed India, ma anche in Giappone, Birmania e Filippine, arcipelago gravemente minacciato dall’innalzamento del livello degli oceani. E ancora: Johannesburg, Uganda, Kenya, New York, Hong Kong. In Asia e in Australia: scioperi a Vanuatu, alle Isole Salomone e a Kiribati, e in tante città indiane.

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Fonte: Il Fatto Quotidiano

Questa è la speranza del mondo. Sono molto fiducioso sul nostro futuro. Cosa ne pensate?

GRANDE ECLISSI DI LUNA


Eclissi totale di Luna, il 27 luglio sarà la più lunga del secolo: il nostro satellite diventerà rosso per 103 minuti

Venerdì grande Eclissi di Luna, tutti gli occhi all’insù per ammirare l’eclissi di luna più lunga di tutto il secolo, ben 103 minuti, impreziosita da una visione di Marte molto più luminoso (“grande opposizione”). Lo spettacolo comincerà poco prima delle 21:00. La terra si troverà tra il sole e la luna e proietterà sul satellite il classico cono d’ombra tra le 21,30 e le 23,13 con massimo dell’eclissi alle 22,22. La luna uscirà poi completamente fuori dal cono d’ombra all’1,30.

Fonte: YouTG.net

Non perdetevi lo spettacolo.

DIESELGATE: IL RITORNO


Il caso dei test sulle scimmie, compiuti ad Albuquerque negli Stati Uniti, è iniziato venerdì, con un'inchiesta del New York Times in cui si parlava di un coinvolgimento dell'European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector (Eugt), un istituto fondato dalle principali case automobilistiche tedesche. Gli stessi marchi avevano commissionato lo studio nel 2014, poco prima del Dieselgate, lo scandalo legato alle emissioni cancerogene prodotte dalle vetture vendute negli Stati Uniti e in Europa. L'Eugt, che è stato rimosso lo scorso anno, riceveva tutti i suoi finanziamenti proprio dai marchi tedeschi (Volkswagen, Daimler e Bmw) ma non è chiaro se le case automobilistiche – che hanno già preso le distanze dallo studio dell'Eugt con dei comunicati – fossero a conoscenza delle metodologie usate nel realizzare i test.

Dieselgate 2.0. Ritorna lo scandalo Dieselgate in Germania, e stavolta è ancora peggio del primo scandalo, quello sul software che truccava i dati sulle emissioni diesel nelle auto della Volkswagen. Secondo il New York Times, le industrie automobilistiche tedesche avrebbero finanziato ricerche sui gas di scarico su scimmie ed esseri umani.

Secondo lo Stuttgarter Zeitung, il Giornale di Stoccarda, un gruppo formato da BMW, Daimler e Volkswagen, avrebbe condotto dei test su 25 persone giovani e in salute, volontari, ma anche sulle scimmie (che volontarie non sono), esaminate dopo aver inalato per 28 giorni consecutivi, per 3 ore al giorno, biossido di azoto in diverse concentrazioni nei laboratori di Aquisgrana in Germania.

La Cancelliera Tedesca Angela Merkel ha commentato: “i test sugli animali e perfino sulle persone non trovano alcuna giustificazione sul piano etico e l’indignazione di tante persone è assolutamente comprensibile”. Uno studio recente dell’Istituto Iiasa ha rivelato che sono almeno 425mila le morti annue riconducibili all’inquinamento dell’aria nei 28 Paesi dell’Unione europea più Norvegia e Svizzera. Poco meno di 10mila decessi sono attribuibili alle emissioni di ossidi di azoto dei motori diesel e, di questi, 4.560 sono collegabili alle emissioni in eccesso rispetto ai limiti dichiarati dai produttori di veicoli.

L’Italia avrebbe un triste primato, con il più alto numero di morti premature riconducibili alle polveri sottili generate dai veicoli diesel: 2.810 morti all’anno, di cui 1.250 legate al surplus di emissioni rispetto a quanto certificato dalle case automobilistiche nei test di laboratorio.

Fonte: lifegate.it

Quando il diesel è andato di moda perché hanno abbassato il prezzo del gasolio rispetto a quello della benzina, avevano detto che il diesel inquinava meno rispetto agli altri tipi di carburante. Ci avevano fregato. Il gasolio inquina di più rispetto alla benzina e al GPL. E noi ci siamo lasciati abbindolare da parole come “Dieseltech”, o “Filtro Anti Particolato”, che garantivano minori emissioni nell’atmosfera, e quindi minor impatto ambientale. E molti continuano a comprare auto a diesel perché il pieno costa sicuramente di meno.

SUONO DI…VINO


Sapevate che la musica può produrre vino più buono? E’ un po’ come le galline, delle quali si dice che negli allevamenti dove ascoltano la musica, producono più uova. Un allevatore di nome Carlo Cignozzi, a Frassina, utilizza degli altoparlanti che diffondono nell’aria le note di Mozart, in mezzo a tralci, acini e filari. Si trova nel “Paradiso di Frassina”, un podere risalente all’anno 1000.

Numerosi diffusori trasmettono Mozart in tutto il vigneto. Il tutto è nato da una ricerca scientifica, avente ad oggetto gli effetti benefici delle frequenze sonore sulla vignadell’Università di Pisa e di Firenze. Il risultato è davvero sorprendente. Il vino è delizioso, sublime.

Ulteriori informazioni su questo link. E’ incredibile come la musica riesca ad addolcire tutte le note, anche quelle del vino. Cosa ne pensate di questo?

OGGI ECLISSI DI LUNA


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Stasera tutti con il naso e soprattutto con gli occhi all’insù, ad ammirare l’eclissi parziale di Luna. Un “morso”, un pezzo staccato dalla Terra che sarà visibile subito dopo il tramonto e durerà fino alle 22.51 quando uscirà completamente anche dalla penombra.

Fonte: Repubblica.it

E allora godiamoci lo spettacolo!

PROROGATI TRE ANNI DI SOFFERENZE


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Le sperimentazioni sugli animali hanno sempre rappresentato un terreno di scontro fra scienza ed animalisti. In alcuni casi c’è il rovescio della medaglia, ovvero la soluzione, la cura ad alcune malattie che sembrano incurabili ed inguaribili. Ma questa non ha rovescio della medaglia. La sperimentazione degli effetti di fumo alcool e droga sugli animali è davvero inaccettabile.

Il giorno di San Valentino il Parlamento ci ha regalato un grande gesto d’amore: la proroga di tre anni delle sofferenze delle cavie da laboratorio. Infatti è stato prorogato di tre anni il finanziamento di questi esperimenti inutili per i malati e particolarmente crudeli per gli animali.

Protesta la LAV: “Il Ministro della Salute Lorenzin, basandosi solo su un parere di parte, ha aperto la strada alle sofferenze e alle uccisioni di altre decine di migliaia di animali, con iniezioni di droghe nell’addome o nel cervello, shock acustici o tattili con pinze e piastre ustionanti, contraddicendo una Legge del 2014 firmata da lei stessa come Ministro già tre anni fa – afferma la LAV – in Senato poi hanno prevalso gli interessi di pochi e superati sperimentatori di Università che, volutamente sordi ai metodi sostituivi di ricerca come già praticati in altri Paesi del mondo, vogliono continuare a usare animali e senza nessun beneficio per gli esseri umani, e questo a spese del contribuente“.

La LAV scenderà in piazza il 25-26 marzo e l’1-2 aprile per ottenere dal Governo di destinare il 50% di questa somma alla ricerca che non fa uso di animali per sperimentare le cure contro le malattie.

Fonte: LAV.it

SNOW ON THE SAHARA


La cantante Anggun l’aveva sognata la neve nel Sahara, nella sua più celebre canzone. Ora il suo sogno è stato realizzato. Infatti, dopo 37 anni dall’ultimo evento, il fenomeno si è ripetuto. In Algeria, nella città di Ain Sefra, che si trova in mezzo al deserto più famoso del mondo, è nevicato, coprendo di neve anche parte dello stesso.

Le immagini che state per vedere sono spettacolari, e sono state immortalate dal fotografo amatoriale Karim Bouchetata, e noi ce le godiamo.

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UN PO… DI ENERGIA


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Il nostro fiume Po può creare… un Po di energia, tanta quanto ne crea tre centrali nucleari. A dirlo sono due ricercatori italiani, due cervelli in fuga, eccellenti ricercatori all’Università di Standford: Fabio La Mantia e Mauro Pasta, che fanno subito capire di che Pasta sono fatti. Coadiuvati dai professori Yu Cui e Bruce Logan, i loro studi sull’argomento sono finiti in due importantissime riviste scientifiche: Nature e ACS Nano Letters.

Ma come può il fiume Po produrre energia? Il principio è molto complesso, ma intuitivo. Quando un corso d’acqua dolce incontra il mare (acqua salata) alla foce, avviene una miscelazione. La differenza di salinità tra i due liquidi innesca un processo chimico dal quale si sprigiona energia, che senza qualcosa che la raccoglie, viene sprecata.

I due ricercatori spiegano il procedimento di produzione di energia in quattro passi:

1- Caricamento della batteria in acqua dolce. Durante il primo step vengono rilasciati sodio e cloruro, presenti in origine nei due elettrodi;
2- Sostituiamo la soluzione con l’acqua marina. La maggiore entropia dell’acqua salata rispetto a quella dolce permette un aumento di voltaggio;
3- Scaricamento della batteria. A questo punto “catturiamo” il sodio e il cloruro dell’acqua di mare e li convogliamo nei due elettrodi;
4- Re-immissione dell’acqua dolce nel sistema. Dal momento che l’acqua dolce ha una minore entropia di quella marina, il voltaggio della batteria tenderà a diminuire.

Secondo i calcoli di questi due ricercatori, un sistema di questo genere soddisferebbe, a livello mondiale, il 13% del fabbisogno energetico. Secondo calcoli teorici, se la “Batteria di Miscelazione Entropica”, cioè questo sistema di produzione dell’energia, venisse posta alla foce dei principali fiumi mondiali, si potrebbero ricavare circa 2 Tera Watt: l’equivalente di 2mila centrali nucleari.

Il fiume Po, unito alle acque del Mar Adriatico, potrebbe produrre circa 3,8 GigaWatt di energia, tanta quanta ne producono 3 centrali nucleari. Questa è solo una teoria, perché ragionevolmente il Po potrebbe creare 1,5-2 GW di energia, l’equivalente di una grossa centrale nucleare.

Fonte: ambientebio

LA PIANTA CHE COMBATTE I TUMORI


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In Molise c’è una pianta che, secondo la tradizione e il sapere degli anziani del posto, curerebbe i tumori. Pare che questa pianta abbia importanti proprietà antitumorali. Ora questa credenza è stata confermata dall’Istituto di Sanità! Il nome latino è “Prunus Spinosa Trigno”, un arbusto spinoso che cresce nelle più incontaminate aree del Molise.

Il suo estratto, secondo l’Istituto di Sanità, se viene addizionato ad un mix di aminoacidi, sarebbe in grado di uccidere tra il 70 e il 78% delle cellule tumorali e di inibirne la proliferazione. La Ricercatrice dell’ISS Stefania Meschini ha spiegato, in occasione del IV congresso internazionale di medicina biointegrata, che “Nella sperimentazione in laboratorio, abbiamo trattato con l’estratto della pianta cellule cancerose di pazienti affetti da cancro a colon, polmone e cervice uterina. Abbiamo quindi osservato che, da solo, l’estratto non aveva effetti, ma addizionato ad un particolare complesso a base di aminoacidi, minerali e vitamine, denominato Can, è stato in grado di ridurre la sopravvivenza delle cellule tumorali ed ha portato a distruzione tra il 70 e il 78% delle cellule cancerose nell’arco di 24 ore”.

I prossimi passi, secondo la ricercatrice, saranno quelli di sperimentare la cura sugli animali, con l’obiettivo di arrivare, nell’arco di qualche anno, alla produzione di un nuovo farmaco antitumorale. 

Fonte: direttanews.it

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Speriamo sia il passo in avanti decisivo per la cura di qualsiasi tipo di tumore, di modo che il cancro si possa definitivamente sconfiggere in poco tempo, e come diceva Umberto Veronesi, speriamo che “ci siano sempre meno motivi per piangere, e sempre di più per sorridere”.

RITORNA LA SUPERLUNA


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In questi anni si è parlato tanto di SuperLuna, ma ogni volta il cielo ci regala altre sorprese e spettacoli più belli. Il 14 novembre, tempo permettendo, tutti con gli occhi all’insù per ammirare la Luna, che sarà il 30% più luminosa, poiché nel suo punto più vicino alla Terra (perigeo), e perché questo spettacolo cade in concomitanza con la Luna Piena. Secondo gli esperti erano 68 anni che la Luna non si mostrava così vicina alla Terra. La Luna tornerà così vicina a noi soltanto nel 2034.

Ma lo spettacolo di Novembre non finisce qui. Infatti, tra il 16 e il 18 novembre il cielo ci offrirà le stelle cadenti. Si tratta del passaggio delle Leonidi, ma la SuperLuna Piena dovrebbe disturbarne l’osservazione.

SION, LA PRIMA AUTO SOLARE PER TUTTI


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Si chiama Sion, la prima auto solarepopolare“, cioè ad un prezzo accessibile a tutti. Promette di stravolgere l’intero mercato automobilistico, e sarà in commercio verso Gennaio 2018. Offre dai 120 ai 250 km di autonomia, e costerà a partire da 12.000 €. C’è da dire, però, che nel prezzo non è inclusa la batteria per ricaricare i pannelli solari, per la quale è previsto un canone mensile.

E’ nata in Germania, progettata dalla start-up Sono Motors, grazie all’idea di tre giovani neolaureati che per ben 4 anni hanno lavorato “al buio” di un garage a Monaco di Baviera, riuscendo a creare un prototipo. All’inizio del 2018 verranno immesse sul mercato due versioni: la Urban, dotata di batteria che offre autonomia per 120 km al prezzo di 12mila euro; e la Extender, modello dotato di celle solari da 30 kw/h e con autonomia di 250 km al costo di 16.000 €.

Entrambi i modelli saranno dotati di 7,5 mq di pannelli fotovoltaici che, durante la giornata, potrebbero far recuperare una carica sufficiente a percorrere ulteriori 30 km. Inoltre ci sarà un accumulatore che, attaccato a una spina, fornirà 2.000 watt di energia. Infine c’è una curiosità: per purificare l’aria i tre ragazzi hanno pensato di piantare dei licheni sul cruscotto, che il guidatore dovrà curare.

Fonte: tiscali ambiente

Complimenti a questi piccoli grandi geni che meritano il premio nobel. Io la voglio! E voi?

IL GIARDINO DEI VELENI


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Sembra il titolo di un libro di Harry Potter: “Harry Potter e il Giardino dei Veleni“. In realtà con Harry Potter questo titolo c’entra veramente, ma è il giardino ad esistere veramente. Si trova ad Alnwick, nel nord dell’Inghilterra. All’ingresso del giardino c’è un cartello con su scritto: “Queste piante possono uccidere”.

In questa città tutto è un pò magico: non a caso questo parco è attiguo al castello scelto per ambientare Hogwarts, la scuola di magia di Harry Potter. Il giardino botanico di Alnwich riunisce in un unico posto le piante più velenose esistenti al mondo. E anche se odorare un fiore potrebbe ucciderti, visitarlo non è così pericoloso, se si seguono determinate regole. Questo «maleficio» è opera di Jane Percy, duchessa di Northumberland dal 1995.

Il Giardino dei Veleni è visitabile, e l’ingresso costa 14 euro, 30 euro se si vuole accedere anche al Parco del Castello, dove sono state girate le scene delle partite di quidditch di Harry Potter.

Fonte e Immagini: La Stampa

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Chi ha il coraggio, o per meglio dire la “follia” di visitare questo giardino velenoso?

IL BACIO TRA GIOVE E LA LUNA


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Stasera Giove e la Luna si baceranno. No, non è una telenovela, e nemmeno un racconto mitologico. E’ un evento astronomico, è congiunzione astrale come direbbe Nek. Un effetto ottico molto suggestivo. Giove e la Luna si incontreranno, si allineeranno nella Costellazione del Leone. E’ ovvio che il nostro satellite dista milioni di chilometri da Giove, ma l’effetto ottico sarà evidente.

Sarà possibile osservare il fenomeno a partire dalle ore 21:00: i due corpi saranno visibili all’imbrunire guardando a ovest. Lo spettacolo, gratuito e romantico, durerà per tutta la notte.

Fonte e Immagine: Ecoblog.it

Un evento da non perdere, per gli inguaribili romantici e per quelli appassionati di astrologia e di fenomeni extraterrestri.

ENERGIA DALLA FOTOSINTESI CLOROFILLIANA: DA OGGI SI PUO’!


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Può la Scienza estrarre l’energia che un albero produce dalla fotosintesi clorofilliana per ricavarne energia elettrica? Sì, da oggi si può! Gli uomini della WCCF (World Climate Change FightingLotta ai Cambiamenti Climatici Mondiali) ci sono riusciti!

La Fotosintesi Clorofilliana è un processo mediante il quale gli alberi e le piante producono sostanze organiche, di solito carboidrati, a partire dall’anidride carbonica e dall’acqua presenti nell’atmosfera, in presenza di luce solare. Durante la fotosintesi, la pianta cattura la luce del sole per trarre energia e nutrimento, e ne cattura in quantità tale da poter produrre 100 terawatt di energia elettrica, cioè sei volte in più di quello che consuma l’intera umanità (Fonte Wikipedia).

Alcuni ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che appartengono alla WCCF, martedì scorso sono riusciti ad estrapolare ben 20 kw di energia prodotta dalla fotosintesi di alcuni alberi del Parco “Arnold Arboretum” di Boston.

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Gli scienziati hanno scoperto un metodo non invasivo per “condividerel’energia prodotta dalla fotosintesi, di modo che anche l’albero possa continuare a nutrirsi. Lo hanno chiamato “Energy Sharing” (condivisione di energia). Si tratta di estrarre l’energia solare dalle piante tramite una serie di miniaspiratori installati nel tronco principale dell’albero, che aspirano un pò di energia.

Gli aspiratori sono collegati ad una centrale elettrica, che riceve l’energia dagli stessi, e che alimentano delle turbine interne alla centrale, e producono elettricità. Attualmente la quantità prodotta martedì scorso, il giorno di prova di questa nuova tecnologia, è pari a 20 kw. Una quantità tale da poter alimentare 5 o 6 abitazioni.

Ecco un altro modo per produrre energia elettrica, pulita, a costo zero, e rispettando la natura. Peccato che questo sia solo un fake, ma potrebbe tornare molto utile. Provare non costa nulla. Spero che con questo Pesce d’Aprile possa aver dato una nuova idea di produzione di energia elettrica ricavata dalla natura.

Cosa ne pensate di questa idea? Ah, felice Pesce d’Aprile a tutti!

ROLL-ARRAY: IL FOTOVOLTAICO CHE SI SROTOLA


fotovoltaico srotolabile

Ecco un’altra bella ecoinnovazione che mi piace: Roll-Array, il primo impianto fotovoltaico che si può arrotolare, portare via con se dappertutto e srotolare. Ormai la tecnologia non conosce limiti o confini. Va sempre avanti, e ogni ulteriore scoperta in ambito delle fonti rinnovabili serve sicuramente a migliorare il nostro futuro, e anche il nostro presente.

Roll-Array è costituito da moduli in seleniuro di rame indio giallo, molto flessibili, e soprattutto costano meno dei moduli in silicio e si dice abbiano una minore perdita di efficienza rispetto ai normali moduli che conosciamo. L’impianto può essere trasportato facilmente all’interno di un container, permettendo all’energia solare di raggiungere luoghi finora inaccessibili.

Secondo le stime fornite dalla compagnia Renovagen, produttrice dell’impianto, quest’ultimo, largo 5 metri e lungo fino a 200 metri, raggiunge una potenza di 100kWp, pari a 10 volte in più la potenza degli impianti solari portatili in commercio.

Grazie al “tappeto fotovoltaico” i tempi di installazione di un impianto standard si riducono da una media di 22 ore ad appena 2 minuti. I pannelli, una volta installati vengono ancorati al suolo e sono in grado di resistere a venti molto forti. Le batterie per l’accumulo dell’energia e gli inverter sono fissati alla base dei pannelli. Il processo di installazione richiede in tutto appena 5 minuti. Trascorso questo tempo l’impianto fotovoltaico è pronto a generare e a stoccare energia pulita.  

La compagnia produttrice dell’impianto spiega che questa tipologia di impianto è indicata soprattutto per i terreni pianeggianti e laddove ci siano grandi superfici da ricoprire di pannelli in tempi brevi.

Fonte: greenstyle.it

Davvero una bella ecoinnovazione che ci consentirà di produrre e di consumare energia completamente pulita e a costo zero. E come dico sempre: a ogni kw in più prodotto da una fonte rinnovabile deve corrispondere un kw in meno prodotto da fonti fossili o nucleari. Con queste scoperte si può davvero raggiungere l’indipendenza energetica da combustibili fossili, nel più totale rispetto dell’ambiente e di noi stessi.

EVENTI ASTRONOMICI DEL 2016


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Il 2016 appena iniziato continuerà a deliziarci con il suo spettacolo astronomico. A cominciare dal 17 gennaio, quando la stella cometaCatalina” raggiungerà la minima distanza dalla Terra, e in assenza di luce artificiale la si potrà ammirare anche ad occhio nudo.

A trovarsi nel suo punto più vicino alla Terra l’8 marzo, invece, sarà Giove, ben visibile. Il giorno seguente ci sarà l’eclissi di sole, purtroppo non visibile dall’Italia, ma solo dall’Estremo Oriente e dall’Oceania. Il 23 marzo ci sarà la prima eclissi di luna dell’anno, ma purtroppo non sarà visibile dall’Europa, e quindi nemmeno in Italia.

Il 9 maggio ci sarà l’evento forse più importante, visibile dall’Italia: Mercurio infatti transiterà davanti al Sole, a partire dalle 13 fino alle 21 ore italiane. Per osservare l’evento ricordiamoci di proteggerci con maschere di saldatore o potenti filtri schermanti. Ambiente sul Web vi darà la possibilità di seguire il lungo evento in diretta, se ciò sarà possibile.

Altri pianeti, oltre a Giove e a Mercurio, saranno visibili a occhio nudo perché si trovano alla distanza minima dalla Terra: il 22 maggio Marte, il 3 giugno Saturno, il 3 settembre Nettuno e il 15 ottobre Urano.

Il 27 agosto Giove e Venere saranno visibili subito dopo il tramonto, e appariranno delle stesse dimensioni (in realtà essi sono molto lontani, e Giove è molto più grande di Venere). Il primo settembre, si verificherà una eclissi di Sole anulare, che però sarà visibile solo dall’Africa, da parte dell’Arabia e dall’Oceano Indiano.

Infine, il 16 settembre ci sarà una nuova eclissi di luna, la seconda dell’anno, che stavolta si potrà ammirare.

Fonte e immagine: Irpinia News

Insomma, il Cielo anche in questo 2016 non mancherà di regalarci il suo spettacolo. Non resta che stenderci supini e ammirare il suo show. Gratuitamente. Perché le cose più belle sono quelle gratuite.

LA NOTTE DELLA SUPERLUNA ROSSA: CHI L’HA VISTA?


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Ieri notte abbiamo assistito a uno spettacolo dal fascino unico: la superluna rossa, dato dall’eclissi totale e dall’apogeo, cioè dalla vicinanza della luna alla terra. Uno spettacolo rarissimo, ma che gli insonni hanno potuto godersi: infatti, purtroppo, l’eclissi è avvenuto in piena notte. E’ iniziato alle 2:10 di ieri notte, la totalità dell’eclissi è stata raggiunta alle 4:11, ed è proseguita fino alle 5:25, per poi concludersi definitivamente alle ore 7:23 di stamattina. Chi di voi ha assistito all’evento?

TORNA LA LUNA ROSA!


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Come vi ho scritto in un altro post, l’astronomia mi ha sempre affascinato: studiare altri pianeti, le loro composizioni, immaginare un “paesaggio” virtuale extraterrestre, sognare di volare, di raggiungere lo spazio, di uscire dal “guscio” del nostro meraviglioso pianeta. Ecco perché ogni tanto amo riportare sul mio blog, incentrato prevalentemente su argomenti terrestri, sul nostro ambiente e territorio, anche argomenti extraterrestri, su ciò che circonda la nostra Terra.

Ed ecco perché vi annuncio un appuntamento: martedì 2 Giugno torna la Luna Rosa! Certo, non sarà la Luna a tingersi di rosa, ma sarà il suo alone. Questo fenomeno è dovuto più che altro alla posizione della luna rispetto all’atmosfera terrestre e alla calura estiva. E si dice che a Luglio la luna sarà addirittura blu. Ma in questo caso il blu non deriva dal colore che assumerebbe il nostro satellite. Si dice “luna blu” quando, nello stesso mese, si verificano due lune piene. E a luglio si verificano appunto due lune piene.

Ma vi posso garantire che la luna apparirà veramente di colore rosa soprattutto all’alba e di primo mattino.

Due anni fa, il 23 giugno, la “luna rosa” fu addirittura super. Quel giorno il nostro satellite si trovò alla distanza minima dalla Terra, detta “apogeo“. Non a caso venne soprannominata superluna rosa. La prossima occasione per ammirare la superluna sarà il 28 settembre, quando raggiungerà una distanza ancor più ridotta: 356.509 km.

Fonte: nextme.it

Nasi e occhi all’insù dunque martedì 2 giugno, e soprattutto all’alba di mercoledì 3 giugno, per ammirare la luna color rosa. Tempo permettendo.

GIAPPONE: EMERGE UNA NUOVA ISOLA


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Ad Hokkaido (Giappone) è emersa una nuova isola in poco più di due ore. Un fenomeno inspiegabile, in quanto di solito la nascita di nuove isole viene preceduta da terremoti, e invece la sua nascita è avvenuta nel più totale silenzio. L’isola è grande 1.200 metri quadrati ed emerge per circa dieci metri.

Sul posto sono giunti scienziati giapponesi secondo i quali il fondo del mare sarebbe aumentato di volume in seguito ad una frana avvenuta da una vicina collina a causa del disgelo; frana che avrebbe sollevato il fondale marino vicino alla superficie secondo quanto dichiarato dal professore Shintaro Yamasaki presso l’Istituto tecnologico di Kitami.

Fonte: Centro Meteo Italiano

E’ un fenomeno incredibile e spettacolare, soprendente e stupendo. Cosa ne pensate?

L’ECLISSI IN DIRETTA


Per chi non può seguire l’eclissi per via di un cielo coperto, o per via del fatto che non ha gli occhialini protettivi o le maschere da saldatore, Ambiente sul Web vi fornirà la diretta dell’evento, su rainews.it. Eccovi il Link. Seguite l’eclissi solare in diretta dalle Isole Far Oer seguita da rainews. Buona visione!!

ECLISSI SOLARE: CHIARIMENTI E PRECISAZIONI


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L’articolo di ieri sera era un pò impreciso. Infatti vi ho detto che vi sono tre eventi venerdì prossimo. Gli eventi sono tre: superluna, eclissi solare ed equinozio di primavera. E’ ovvio che l’equinozio non si può ammirare. Gli eventi da ammirare quindi sono due: l’eclissi solare e la superluna. L’eclissi è SOLARE, quindi avviene la mattina del 20 marzo. Perciò la luna piena non c’entra assolutamente niente con l’eclissi solare. Di sera invece abbiamo la Superluna.

In particolare l’eclissi solare, tempo permettendo, si potrà ammirare in diversi orari, a seconda delle regioni. La prima regione che potrà osservare l’eclissi è la Sardegna, alle ore 9:16 della mattina di venerdì. Seguono Roma (h. 9:23), Milano (h. 9:24) Napoli (h. 9:25), Lecce e Trieste (h. 9:30). L’eclissi in Italia sarà parziale. Per godere di un’eclissi totale bisogna spostarsi alle Isole Faroe.

Il picco dell’eclissi si raggiungerà attorno alle 10:40, e dovrebbe terminare attorno alle 11:43. Le percentuali: al Nord potranno osservare un’eclissi del 67,3%, a Roma il 53,7% e a Napoli solo il 49,3% del disco solare.

Fonte: ecoblog.it

Per poter ammirare l’eclissi è sconsigliatissimo l’uso di occhiali da sole e di vetri oscurati. E’ consigliabile invece l’acquisto di occhiali da saldatura. E’ ovvio che l’eclissi sarà visibile solamente in condizioni di bel tempo. Purtroppo nonostante i miglioramenti delle ultime 48 ore, venerdì è previsto un nuovo peggioramento meteo, con annuvolamenti soprattutto al Nordovest.

Perciò venerdì disconnettiamoci dal web e connettiamoci con la natura, ad osservare questi due bei fenomeni, in particolare la mattina, con l’eclissi solare. La prossima eclissi sarà visibile soltanto nel 2027. Approfittiamone.

LO SPETTACOLO DELL’UNIVERSO: IL 20 MARZO TRE EVENTI GALATTICI


eclissi solare

Non è un’esagerazione. E’ veramente uno spettacolo, anzi, tre spettacoli galattici. Infatti il 20 marzo l’universo ci regalerà tre cose: oltre all’equinozio di primavera, in cui giorno e notte si equivalgono, vi saranno anche l’eclissi solare e la superluna. E la cosa eccezionale è che l’eclissi solare si verifica in fase di luna nuova, cioè, quando il nostro satellite si mostra nascosto, completamente in ombra.

C’è da dire che nel corso di un anno si verificano dalle tre alle sei superlune. In questo 2015 le superlune sono proprio sei. Due ci sono già state, le altre quattro sono nella notte tra il 19 e il 20 marzo prossimo, le altre arriveranno nel mese di agosto, settembre e ottobre. Certo, l’equinozio non influisce minimamente sugli altri due eventi, ma contribuisce al grande spettacolo dell’insolita coincidenza di eventi celesti.

Tre spettacoli in uno. Tempo permettendo. E allora, venerdì disconnettiamoci dal web e connettiamoci con la natura, con lo spettacolo che ci offre il cielo 🙂 .

LA NUOVA TERRA


kepler

Si chiama Kepler-186 f, ed è un pianeta del tutto simile alla nostra Terra. Si trova a 500 anni luce dal nostro pianeta. E’ simile anche per dimensioni. Ruota attorno alla stella Kepler-186 e riceve una radiazione da questa stella pari a 1/3 del Sole. In pratica a mezzogiorno quel pianeta è illuminato quanto un’ora prima del tramonto del nosto Sole. Il suo moto di rivoluzione dura 130 giorni, e si trova nella costellazione del Cigno.

Elisa Quintana, ricercatrice presso la NASA ha dichiarato: “Conosciamo un solo pianeta in cui esiste la vita, la Terra. Quando si cerca la vita al di fuori del nostro Sistema Solare ci concentriamo sulla ricerca di pianeti con caratteristiche che imitano quello della Terra. Trovare un pianeta abitabile paragonabile alla Terra per dimensioni è un importante passo in avanti“.

Chi sa se in quel pianeta ci sarà vita, ma soprattutto pace, oppure se i suoi abitanti sono violenti come lo siamo noi terrestri