E’ STRAGE DI CAPODOGLI


Arzachena, giovane capodoglio spiaggiato con 22 chili di plastica nello stomaco e un feto di 2,4 metri in decomposizione

E’ ormai diventata una strage quella dei capodogli spiaggiati in mare. Dopo il ritrovamento di un capodoglio spiaggiato ad Arzachena (famosa per le spiagge più rinomate della Sardegna, come la Costa Smeralda) con 22 kg di plastica nella pancia (qui l’articolo), il WWF ha condotto uno studio sulla morte di questi cetacei nel Mediterraneo.

Da questo studio è emerso che un terzo dei capodogli ritrovati spiaggiati nel Mediterraneo muoiono a causa dei rifiuti di plastica che ingeriscono.  “La plastica è uno dei peggiori nemici delle specie marine, insieme a pesca intensiva, inquinamento acustico e cambiamenti climatici”, spiega in una nota il Wwf. “Il 95% dei rifiuti che soffocano i nostri mari è fatto proprio di plastica.

Ogni anno, decine di migliaia fra tartarughe, uccelli e cetacei muoiono per colpa di buste, cannucce, contenitori di cibo e bevande, piatti, reti da pesca, lenze, palloncini e altri rifiuti in plastica. Spesso questi rifiuti vengono scambiati per cibo, ed è per quello che, soprattutto a causa delle microplastiche, troviamo questo prodotto dell’uomo all’interno dei pesci e dei molluschi che consumiamo.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Homo deficiens… O se vogliamo Homo assassinum. Come vogliamo definire la nuova evoluzione della “umanità”?

Annunci

SCUOLE CHIUSE


Risultati immagini per quartiere tamburi

A Taranto scuole chiuse per un mese. E’ quanto ha deciso il Sindaco con un’ordinanza che vieta ai bambini e ai ragazzi del Quartiere “Tamburi”, quello più vicino all’acciaieria più grande d’Italia, di entrare nelle aule degli istituti scolastici adiacenti all’ILVA. Gli alunni seguiranno comunque le lezioni su altri istituti scolastici più lontani dal loro quartiere, dove c’è meno possibilità di ammalarsi. La decisione è stata presa per permettere agli inquirenti di avviare le indagini sul livello di inquinamento degli edifici scolastici.

Risultati immagini per quartiere tamburi scuola

Il 25 febbraio scorso è stata indetta una fiaccolata, non solo per ricordare Giorgio di Ponzio, morto a soli 15 anni dopo tre anni di lotta contro un sarcoma, ma anche per ricordare tutti i giovani che sono morti per malattie legate all’inquinamento. A proposito, quest’ultimo è tornato a salire a livelli del 2009 (qui intervista su Radio Radicale).

Risultati immagini per taranto fiaccolata

Proprio per questo motivo ieri un centinaio di manifestanti hanno chiuso con catene i cancelli della direzione dello stabilimento di Arcelor Mittal, l’azienda che ha rilevato i Riva, e hanno affisso un cartello con scritto “Oggi vi chiudiamo noi”, con le loro firme, la prima della quale è quella del padre di Giorgio.

Risultati immagini per taranto cartello oggi vi chiudiamo noi

Il Comune di Taranto ha convocato per i prossimi giorni un tavolo tecnico al quale ha invitato il ministero dell’Ambiente, la Regione, l’Arpa e la Asl. I manifestanti chiedono che la riunione si svolga al quartiere Tamburi, e che sia presente una delegazione di cittadini. In questo articolo potrete trovare i dati relativi all’inquinamento dell’aria nei primi due mesi del 2019.

Risultati immagini per taranto cartello oggi vi chiudiamo noi

E’ ora di chiuderla questa maledetta industria.

GLI EFFETTI DELLA PLASTICA IN MARE


Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Queste immagini sono state pubblicate dalla pagina facebook “Conoce Honduras”. Denunciano gli effetti devastanti delle nostre scelleratezze nei confronti del mare.

Sempre ricordo la dura frase della canzone “Com’è Profondo Il Mare” dell’indimenticabile Lucio Dalla:

“Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare”.

E mi piange il cuore.

L’INFERNO NEL PARADISO


Risultati immagini per grecia

La Grecia brucia! 76 i morti accertati, ancora incerto il numero dei feriti, che sicuramente supera le 550 persone. Una raffica di incendi dolosi che in poche ore hanno raso al suolo un’intera città. Rafina e Mati le città più colpite. Decine di persone sono state trovate morte in mare, segno che cercavano vie di fuga improbabili. Ben 700 persone sono state salvate dalla Guardia Costiera.

Risultati immagini per grecia

Il Premier Tsipras dice che nulla resterà senza risposta. Il governo greco sospetta fortemente che gli incendi siano di origine dolosa, visto che dalle prime indagini è emerso che le fiamme sono divampate in luoghi diversi e distanti tra loro. Alcuni media greci ipotizzano, inoltre, che piromani siano entrati in azione per saccheggiare le case abbandonate dai turisti o per motivi di speculazione edilizia. Ipotesi confermata anche da uno dei sopravvissuti: 

Quando è scoppiato l’incendio, anzi, gli incendi, c’era allerta meteo da giorni su condizioni favorevoli ai roghi. È statisticamente impossibile pensare che si siano sviluppati 47 roghi quasi contemporaneamente. Quando i vigili del fuoco erano impegnati nella zona che ha fatto più vittime, sono scoppiati altri incendi. Non può essere una casualità.

Solo stamattina sono state trovate 26 persone carbonizzate. Gli incendi sono ancora fuori controllo. Decine di fattorie sono state distrutte, ed è incalcolabile il numero degli ettari colpiti dalle fiamme.

Risultati immagini per grecia

Il papa, in un telegramma di cordoglio per le vittime, si dice profondamente rattristato nell’apprendere dei recenti incendi in Grecia, ed “estende la sua sentita solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia”. In particolare, “affida i defunti all’amore misericordioso di Dio Onnipotente e offre incoraggiamento alle autorità civili e al personale di emergenza mentre continuano i loro sforzi di salvataggio”. “Su tutti coloro che piangono”, conclude il messaggio, papa Francesco “invoca volentieri le benedizioni del Signore di consolazione e forza”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Oh mia amata Grecia, mi piange il cuore! 😥 Quanto vorrei spegnere le fiamme con le mie lacrime.

IL NUOVO STERMINIO


Risultati immagini per cani randagi russia

Ancora una volta si assiste allo sterminio dei cani randagi in occasione di grandi eventi sportivi. Questo è il secondo sterminio ad opera della Russia dopo quello perpetrato in occasione delle olimpiadi di Sochi nel 2014. Anche stavolta, in occasione dei Mondiali di Calcio, vengono sterminati i cani randagi che si trovano nelle 11 città teatro della prossima manifestazione sportiva mondiale. 

I “volontari” vengono pagati dal Governo Russo l’equivalente di 130 euro per ogni cane catturato ed abbattuto. L’accusa è stata lanciata da Ekaterina Dmitrieva, direttrice dell’organizzazione animalista City animal protection foundation, che ha lanciato anche una petizione su Change.org firmata da oltre 650mila persone, nella quale si chiede al premier russo Vladimir Putin, all’allenatore della nazionale russa Stanislav Cherchesov e al presidente della Fifa Gianni Infantino, di fermare la strage di animali senza padrone. Io l’ho firmata, e vi invito a farlo anche a voi.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

E’ un nuovo sterminio di massa. Stavolta le vittime sono i nostri amici a 4 zampe. Come dicevo in un’altra occasione: “il decoro di una città non sta nel far sparire i senzatetto e i barboni, ma quello di accudirli, di dare loro pasti caldi e coperte per superare le notti più fredde, se non è possibile fornire loro una sistemazione adeguata”. Così vale anche per i cagnolini senza padrone. Possono stare nei canili comunali, ovviamente in spazi aperti e adatti alle loro esigenze. E allora perché sterminarli? Dove sta il vero decoro?

ALTRA VITTIMA DELL’ILVA


Ilva

A me non piace “strumentalizzare” la morte delle persone. Ma qui stiamo parlando di una cosa talmente seria e grave che devo farlo, che devo denunciare. L’ILVA di Taranto, l’acciaieria più grande d’Italia e la terza dell’Europa dei 28, colei che da sola, un puntino come può essere la città di Taranto rispetto alla cartina geografica dell’Europa, produce l’otto per cento dei veleni dell’intera Unione Europea, miete un’altra vittima.

Si chiamava Mario, ex operaio dell’acciaieria che nel 2005 aveva contratto la Sclerosi Multipla, ma che nonostante questo aveva conquistato il titolo di campione mondiale di Karate Contact nel 2007. Nel 2008 ha invece contratto un carcinoma alla lingua che gli impediva di parlare. Ha anche rilasciato un’intervista alla trasmissione di Domenico Iannacone, “I Dieci Comandamenti”, raccontando la sua storia.

“Operavo sui convertitori, nelle acciaierie, tra lance che immettono ossigeno e saldatrici. Lì la polvere minerale brillava, me la ricordo ancora come un incubo luccicante. Me la sentivo in gola tutto il giorno”. Il lavoratore perse anche l’assegno di accompagnamento dell’Asl perché dissero che le sue condizioni erano migliorate.

Il Conduttore, su Facebook, ha rilasciato questo messaggio: “Poco fa ho ricevuto una notizia che non avrei voluto mi giungesse. Il mio amico Mario Amodio ci ha lasciati. Ho conosciuto Mario in una puntata de I dieci comandamenti. Mario si era ammalato di tumore lavorando all’ilva di Taranto e piano aveva perso anche la sua voce e le sue forze. Nella sua vita era stato campione di arti marziali e con lo spirito del campione aveva combattuto la sua battaglia contro la malattia e il ricatto del lavoro a Taranto. Felicetta, sua moglie, è stata al suo fianco fino alla fine parlando per lui, diventando ‘La voce di Mario’. Oggi te ne sei andato ma la tua voce continuerò a sentirla sempre nel mio cuore”.

Quante vittime ancora deve mietere questo mostro che erutta veleni 24 ore al giorno prima di spegnerlo definitivamente? Quando la smetteranno di mettere in contrasto lavoro e salute, sviluppo e ambiente? Quando cominceranno le bonifiche, e quando ai 15mila operai verrà trovata una nuova occupazione?

STERMINARE PER DISPERAZIONE?


Le carcasse delle pecore dopo la...

Ploaghe (SS) – Allevatore di 62 anni sgozza 135 pecore e 4 cani pastore perché il latte è stato dichiarato non più commestibile dalla cooperativa che fino a qualche mese prima prendeva quotidianamente il latte da lui. Vedendosi rifiutare l’acquisto del suo latte, il pastore ha sterminato le sue pecore con crudeltà inaudita, sgozzandole una per una, e uccidendo anche i quattro cani pastore.

Alcuni allevatori, esasperati dal fetore che arrivava dal suo terreno, hanno allertato la polizia locale e la forestale, i quali sono rimasti sgomenti, e lo hanno rinvenuto in un lago di sangue ai piedi del Colle di Santa Giusta.

Fonte: La Nuova Sardegna

Questi sono i fatti. Ora io mi chiedo: si può condannare un disperato? E allo stesso tempo si può giustificare uno che per disperazione stermina il suo stesso gregge? Non poteva rivolgersi a un veterinario, o a chi di competenza per bonificare il terreno ed eliminare la fonte di questi microbi? Non poteva chiedere aiuto a qualcuno che lo avrebbe consigliato? Forse non avrebbe dovuto essere lasciato solo.

Si dice che avesse problemi mentali. Ma in quel caso come gli si può affidare un gregge, sapendo che prima o poi avrebbe agito in questo modo nel caso fossero sorti dei problemi, come sono sorti? Di certo la solitudine, e l’indifferenza delle persone e delle istituzioni, oltre alla loro burocrazia, hanno amplificato il problema.

Se invece di pensare ognuno a noi stessi, egoisticamente, avessimo pensato ad aiutarci a vicenda, sicuramente molti dei problemi che ci sovrastano li avremmo sotto i nostri piedi. Il segreto sta tutto lì. Aiutarci e dialogare, anziché pensare a noi stessi. Se i vicini di terreno si fossero accorti della situazione e avessero avuto modo di parlare con lui e di aiutarlo, di confortarlo, non si sarebbe mai arrivato a questo punto.

Se solo le istituzioni, oltre a dire qual è il problema avessero aiutato il pastore a risolverlo… Se solo non ci fosse indifferenza… Se solo… Già, ma siamo veramente e disperatamente soli. Soli contro il mondo, contro tutto. A combattere da soli, e per questo ad essere travolti dagli eventi. E il mondo, proprio per questo, va inesorabilmente in rovina. Riflettiamoci. Ritorniamo ad aiutarci a vicenda. Ci sarebbe molta più pace e molti meno problemi, oltre che molta meno disperazione.