CHI E’ SERGIO COSTA?


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Sergio Costa, neo Ministro dell’Ambiente del Governo Conte, è nato a Napoli nel 1959, e si è laureato in Scienze Agrarie con un master in Diritto dell’Ambiente. Entrato nel Corpo Forestale, ne è diventato Comandante nella Regione Campania. Nei primi anni del 2000 ha condotto l’indagine sulla Terra dei Fuochi, sui rifiuti tossici sotterrati dal Clan dei Casalesi nella piana agricola compresa tra le province di Caserta e Napoli.

Nel 2017, quando il Corpo Forestale dello Stato è stato accorpato all’Arma dei Carabinieri è diventato Generale di Brigata dell’Arma. Saranno tante le questioni aperte sul tavolo del Ministero, in modo particolare dovrà affrontare due questioni: i continui sforamenti dei limiti di inquinamento atmosferico per quanto riguarda le polveri sottili, le cosiddette  “pm10”, a causa delle quali l’Italia è stata più volte deferita dalla Corte Europea alla Commissione di Giustizia; e quella del Deposito Unico di Scorie Radioattive Nucleari.

Fonte: La Nuova Ecologia

Il Comandante Sergio Costa è, a mio avviso, una delle persone più affidabili per quanto riguarda le questioni ambientali. Personalmente sono contento che sia stato scelto lui a guidare il Ministero dell’Ambiente. Cosa ne pensate della sua nomina?

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IL 2017 IN 12 FOTO


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Cari Amici,

eccoci alla fine dell’anno, del 2017. Un anno duro per me per via di diversi lutti, familiari e musicali (la morte di Chester Bennington dei Linkin Park, avvenuta il 20 luglio scorso), che mi hanno colpito, e per la mancanza di lavoro (nemmeno mezza giornata di lavoro retribuita); per la Sardegna (a causa dell’interminabile siccità con la quale ha dovuto fare i conti); per l’ambiente, a causa di diversi provvedimenti e fatti accaduti in Italia e nel mondo che hanno inflitto duri colpi al nostro ecosistema. Stiamo per salutare e mettere nel dimenticatoio questo anno “sfigato” (nel 2017 ci sono stati tre Venerdì 17 – Febbraio, Marzo e Novembre).

In questo post pubblicherò 12 foto, una per ogni mese dell’anno, per ricordare gli avvenimenti di questo sfigato 2017. Ecco le 12 foto con le spiegazioni.

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Gennaio: Inchiesta COCIV sul Terzo Valico: “Facciamolo, tanto la malattia arriva tra trent’anni”. Vari arresti.

terra dei fuochi

Febbraio: A causa dei continui roghi nella c.d. “Terra dei Fuochi”, bambini e ragazzini, vittime innocenti, muoiono di malattie che di solito colpiscono gli anziani o i fumatori davvero incalliti.

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Marzo: è ormai certo l’arrivo del TAP (Trans Atlantic Pipeline), il Gasdotto che taglia in due mezza Europa, nel Salento, tra la protesta di ambientalisti, sindaci, Presidente della Regione e cittadini.

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Aprile: Thailandia –  Arrivano le Bombe Seme, che piovono dal cielo per contrastare il fenomeno della deforestazione, che sta devastando le campagne Thailandesi.

Maggio: incendio in un deposito di rifiuti plastici a Pomezia. Diossina e fibre d’amianto vengono sprigionate nell’incendio.

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Giugno: Come non ricordare la strage del Portogallo, in cui in un devastante e vasto incendio (provocato dai fulmini, non dolosi quindi) sono morte asfissiate o addirittura carbonizzate almeno 59 persone, tra cui intere famiglie?

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Luglio: Vari incendi hanno devastato il Sud Italia, con roghi quasi sempre dolosi.

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Agosto: La grande siccità. La grande sete dell’Italia, da nord a sud, e che in parte continua ancora, nonostante la pioggia e la neve di questo mese.

Settembre: arriva la prima auto elettrica Made In Italy.

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Ottobre: L’agonia degli agrumeti siciliani, strozzati dalla concorrenza di quelli nord africani, che abbattono i dazi e anche la concorrenza dei prodotti nostrani.

Ddl spettacolo: ok norma circhi,'graduale superamento' © EPA

Novembre: La Camera approva una legge delega di riordino del settore dello Spettacolo, che prevede l’abolizione graduale dell’utilizzo degli animali nei circhi.

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Dicembre: <<Quei bambini? Che muoiano pure>>. E’ la frase shock di un intercettato che se ne frega della salute dei poveri innocenti costretti a seguire le lezioni in una scuola adiacente a una discarica (veramente è la discarica adiacente alla scuola), e che sversava di tutto spacciando il tutto come Rifiuti Solidi Urbani.

E’ stato un anno duro, come detto prima. Spero che il 2018 porti molta più serenità e molto più rispetto dell’ambiente e della natura, del paesaggio, dell’aria, del suolo, dell’acqua, del sottosuolo, e della terra. Che sia un anno molto positivo per l’ambiente e per ciascuno di voi. Felice 2018 a tutti voi, ricco di ciò che più desiderate e di cui avete bisogno, dal vostro Evergreen.

QUEI BAMBINI? CHE MUOIANO PURE


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<<Non mi importa nulla dei bambini che si sentono male e che si ammalano in quella scuola. Che muoiano pure>>. E’ la frase shock che gli inquirenti che stavano intercettando un gruppo di uomini hanno dovuto udire e registrare come prova inconfutabile della loro colpevolezza e malvagità.

Parole dette da chi senza scrupoli raggira le leggi, le normative, gli obblighi, e dichiarano rifiuti speciali e tossici come normali rifiuti solidi urbani. Tra questi rifiuti anche i toner per le stampanti, gettati come normali rifiuti solidi urbani nella discarica adiacente ad una scuola. Una metodologia che, secondo gli inquirenti, sarebbe simile a quella utilizzata per avvelenare la “Terra dei Fuochi”.

Così sei persone sono finite agli arresti domiciliari (i nomi li trovate su questo link. Io preferisco non fare nomi), altri trenta sono indagati. Tra questi, imprenditori e proprietari delle grosse aziende che riuscivano a raggirare i controlli e a smaltire tutto con facilità. Le aziende in questione sono la RARI Srl e la LONZI METALLI srl, che trasportavano i rifiuti nelle discariche di Rimateria di Piombino e di Rea di Rosignano.

Affari d’oro, un giro che fruttava alle aziende 26 milioni di euro ai danni del fisco, ma soprattutto ai danni dei bambini di quella scuola ignari di essere costretti a seguire la lezione nei pressi di una maledetta discarica, che è poi diventata una discarica di rifiuti speciali tossici.

Fonte: Blasting News

Questi sono i maggiori pericoli delle discariche e degli inceneritori italiani: una serie di controlli e di regole raggirate per meri interessi personali, zozzi e criminali. Ancora una volta ribadisco il mio NO a discariche e inceneritori sul territorio italiano. Perché il metodo di gestione delle discariche autorizzate, come vedete, potrebbe essere questo. Questo episodio potrebbe rappresentare solo la punta dell’iceberg di un sistema marcio che in Italia non sarebbe più sorprendente. Perciò diffidate da discariche e “termovalorizzatori”. Occhi ben aperti! Mi raccomando, entrambi gli occhi…

LA STRAGE DEGLI INNOCENTI


terra dei fuochi

Terra dei fuochi, terra avvelenata dalla Camorra, quella sita nelle province di Caserta e di Napoli. Cumuli di rifiuti bruciano ovunque, all’aperto, avvelenando l’aria, le terre, l’acqua, il sottosuolo… e i bambini. Vittime della terra dove non hanno scelto loro di nascere. Vittime dell’aria che sono costretti a respirare. Vittime dell’inciviltà e di una mentalità perversa radicata anche tra la gente comune, che quando vede la polizia o i carabinieri arrestare qualcuno, o anche solo passare di lì, questi rischiano il linciaggio. Che impediscono a chiunque di tentare di migliorare la situazione.

Bambini vittime di malattie che di solito colpiscono gli anziani, come C., morta a 12 anni il 23 dicembre scorso per un tumore al polmone con metastasi al cervello. Come T. e G. morti rispettivamente a 6 e 13 anni, per leucemia. Il più piccolo, D., aveva solo sette mesi. Morto per tumore. G., 4 anni, è una bambina che lotta contro un tumore al cervello molto aggressivo e devastante.

Secondo i familiari delle vittime, sarebbero otto i bambini morti per tumore negli ultimi venti giorni. Hanno urlato tutta la loro rabbia e frustrazione davanti alla prefettura di Napoli. “Questi bambini”, dicono dal Comitato, “non riposeranno mai in pace. Per loro non c’è giustizia”. E aggiungono: “Il più piccolo di 7 mesi, il più grande di 11 anni”.

Non così secondo l’ASL: “I morti dal primo dicembre 2016 a oggi sono 5. E l’incidenza è in linea con quella degli anni scorsi” dichiara un direttore di Oncoematologia. Il Direttore del Registro Tumori Adulti della Napoli 3 dice che “se effettivamente fossero morti otto bambini andrebbe attivata un’inchiesta epidemiologica. Per sapere quale patologia avevano e quali sono stati i tempi reali (20 giorni o 6 mesi?). E anche per risalire al numero di decessi nelle singole 4 Asl comprese nella Terra dei Fuochi”.

Non c’è altro da fare che far evacuare i bambini da quelle zone, e farli adottare da famiglie che abitano lontano dalle terre malate. Come è successo per anni per i bambini di Chernobil. Lì non si può più vivere. Lì, nella Terra dei Fuochi, si può solo morire.

LE PICCOLE VITTIME DELLA TERRA DEI FUOCHI


terra dei fuochi

La zona compresa tra le province di Napoli e di Caserta, in Campania, nota tristemente come “Terra dei Fuochi“, è una zona altamente inquinata da roghi tossici di rifiuti bruciati all’aria aperta. Da anni ormai la “munnezza” viene bruciata all’aria aperta, contaminando tutta la zona. Cumuli di rifiuti e discariche abusive e imposte dall’alto sono dappertutto, nonostante l’emergenza rifiuti sia stata risolta in diverse zone della “terra”.

Questa situazione sta portando a un’epidemia senza precedenti, con un’impennata di tumori, di ricoveri, di malattie cardiorespiratorie e di morti da far tremare tutto il corpo, non solo i polsi. L’epidemia colpisce indistintamente persone di tutte le età. Anche bambini. Bambini e neonati subiscono anch’essi un’impennata di tumori e di mortalità infantile.

Secondo l’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità, si osservano eccessi di bambini ricoverati nel primo anno di vita per tumori di tutti i tipi, ed eccessi di tumori del sistema nervoso centrale, questi ultimi anche nella fascia 0-14 anni. E questo a causa, prevalentemente, di “esposizioni a emissioni e rilasci dei siti di smaltimento e combustione illegale dei rifiuti“.

Fonte: Huffington Post

Quando anche i bambini e i neonati si ammalano, vuol dire che la situazione è fuori controllo. Lì persino un inceneritore (fatto come si deve, non “all’italiana”) farebbe molti meno danni dei rifiuti arsi all’aria aperta, e di discariche, abusive ed imposte, che inquinano le falde acquifere e i campi della “Terra dei Fuochi”. Bisognerebbe evacuare tutti i comuni di quelle terre fino a quando non saranno risanate, e se non è possibile risanarle… bisognerebbe creare una zona di divieto d’accesso come per l’area di Chernobyl. Ma siccome tutto ciò non è chiaramente possibile, mi crollano le braccia…

LA TERRA DEI FUOCHI MIETE UN’ALTRA PICCOLA VITTIMA


terra dei fuochi

La Terra dei Fuochi miete un’altra piccola vittima. Un bambino di soli quattro anni ha perduto la vita a causa del cancro che lo aveva colpito a causa del disastro ambientale (e umano) di quella devastata terra compresa tra Napoli e Caserta. Lo scorso 21 marzo ha incontrato ed abbracciato il Papa, in braccio alla mamma disperata.

Storie di (stra)ordinaria disperazione, troppe vittime innocenti del malaffare e dell’inquinamento. Come un ragazzo stroncato a soli 16 anni nella notte di Pasqua, pochi giorni fa. Vite stroncate dal patto scellerato e criminale tra camorra, politici, istituzioni e imprenditori di tutta Italia che mandavano a sversare i loro rifiuti tossici proprio lì.

Padre Maurizio Patricello, prete coraggioso che lotta contro i roghi tossici e le discariche che affiorano da ogni zolla di quei terreni, denuncia: <<Dicono che non sono provate le cause di questi decessi? Be’, però sono provati gli effetti. E poi questi studi chi li deve fare? La storia del nesso di causalità è un paravento dietro al quale si nasconde chi cerca di minimizzare il problema. I morti, però, ci sono. O il nostro Dna è improvvisamente impazzito?>>. 

Persone, non numeri, non percentuali. Persone, che hanno perso la loro vita in quelle terre da evacuare ed abbanonare il più presto possibile.

ANCORA SUL DECRET(IN)O SFASCIA-ITALIA


sfasciaitalia

Riporto un articolo dal sito libertaegiustizia.it, dedicato al decret(in)o sfascia-italia.

“Un terribile ritorno a un passato che speravamo di aver lasciato per sempre. Un passato in cui “sviluppo” era uguale a “cemento”. In cui per “fare” era necessario violare la legge, o aggirarla. In cui i diritti fondamentali delle persone (come la salute) erano considerati ostacoli superabili, e non obiettivi da raggiungere” (Tomaso Montanari).

L’Italia è il paese dei dissesti ambientali che fanno vittime ogni anno, della Terra dei Fuochi, dell’Ilva, della Solvay che con l’aiuto delle amministrazioni locali ha ridotto a discariche di veleni le più belle spiagge toscane, dei cornicioni di incuria che crollano dai vecchi palazzi e ammazzano i bambini, delle rovine di Roma e di Pompei che vanno in briciole. Ha una capitale che affoga nell’immondizia, dove a volte pascolano i maiali. È sconciata dalle cementificazioni (otto metri al secondo di consumo del suolo), dalle grandi opere inutili che sventrano le montagne o sfigurano le lagune, dalle autostrade che sfasciano quel che resta di fragili paesaggi celebrati nel mondo (celebrati sulla base ormai di photo shopping che cancellano le brutture), dalla sistematica distruzione dei litorali, delle dune, delle pinete che vi si affacciano, della demenziale proliferazione dei cosiddetti porti turistici, puri pretesti all’edificazione sfrenata, finanziati a volte addirittura coi soldi pubblici stanziati per la difesa dei litorali dall’erosione marina. Se dovessimo proseguire l’elenco consumeremmo troppe pagine ancora.
Ma c’è un aspetto di questo fenomeno – l’apatia, l’indifferenza al male – che ne dice il peculiare aspetto di mentalità, l’aspetto che sembra culturalmente specifico del nostro paese – oggi. E per questo può servire la piccola frase di un Presidente del Consiglio che di mentalità vincenti se ne intende assai bene. Eccola nella sua interezza.
“’Sovrintendente’ è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia. È una di quelle parole che suonano grigie. Stritola entusiasmo e fantasia fin dalla terza sillaba. Sovrintendente de che?”.

Questa frase – un paradigma di cinismo, speriamo inconsapevole – parla dell’istituzione posta a difesa del patrimonio culturale della Repubblica, anche in ottemperanza all’Art. 9 della nostra Costituzione. Proviene dal libro di Matteo Renzi, Stilnovo. La rivoluzione della bellezza da Dante a Twitter, Rizzoli 2012.

Dice con quale spirito il Governo si appresta a varare il decreto Sblocca-Italia.
Ogni cittadino oggi dovrebbe informarsi – lo aiutano in questo gli autori di Rottama Italia: Paolo Maddalena, Giovanni Losavio, Massimo Bray, Edoardo Salzano, Paolo Berdini, Vezio Di Lucia, Salvatore Settis e Tomaso Montanari. Dovremmo prestare un po’ d’ascolto a queste ultime sentinelle nella notte.

Un contributo – di discussione, di informazione, di proposta – anche sulle iniziative che si potrebbero prendere per fermare questa derivapuò venire da ciascuno di noi: perché infine è di tutto quel che ci resta, che si tratta. Del volto stesso del Paese, di ciò che resta della sua bellezza, della sua memoria. Che oggi non vuol dire solo il suo passato, con le sue povere antiche ossa che vanno in polvere. Vuol dire anche ciò che rimane ai nostri figli, al loro futuro. Il tesoro che ci si appresta a distruggere del tutto.
Il futuro, appunto – non solo il passato.
Come leggiamo fin dalla prima pagina di Rottama Italia:
Perché vogliamo che l’Italia cambi verso. Ma davvero. Vogliamo un Paese moderno. E cioè un Paese che guardi avanti. Un Paese che sappia distinguere tra cemento e futuro. E scelga il futuro”.